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il diario di michele pappacoda

IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 16\ 09\ 2010 SI CONCENTRANO SULLA SPIAGGIA LE RICERCHE DI FRANCESCA

15 Maggio 2013, 11:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Si concentrano sulla spiaggia le ricerche di Francesca
Si concentrano sulla spiaggia le ricerche di Francesca

Si è svolta ad Atrani una riunione del Centro operativo comunale che coordina le operazioni sulle ricerche di Francesca Mansi, la ragazza 25enne dispersa durante l’alluvione. La Protezione Civile della Regione, presente all’incontro insieme con gli amministratori locali, i vigili del fuoco e la capitaneria di porto, ha sottolineato che le ricerche si concentrano ora sulla spiaggia. Al momento sono stati recuperati quasi tutti i veicoli trascinati in mare dalla colata di fango (l'ultima auto sarà rimossa in serata) e, in essi, non sono state riscontrate tracce della giovane. E' per questo che, nel corso dell'incontro operativo, si è deciso di riprendere le ricerche a terra attraverso l'utilizzo del georadar: a breve partirà la sistemazione dell'arenile, indispensabile per l'utilizzo dell'attrezzatura. “Sarà necessario - ha spiegato l'assessore alla Protezione civile Edoardo Cosenza - riportare in piano il suolo: le montagne di fango e di sabbia attualmente presenti non permetterebbero al georadar di funzionare correttamente. Si tratta di un sofisticato sistema di indagine del sottosuolo a piccole profondità. Attraverso la riflessione di onde elettromagnetiche il sistema rileva le discontinuità nel sottosuolo. Al termine di questa indagine - ha concluso l'assessore Cosenza - si mapperanno le anomalie riscontrate e poi si procederà allo scavo. Si spera con questo sistema di riuscire a trovare Francesca”. Al termine dell'incontro l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Atrani Valeria Gambardella ha dichiarato: “Siamo fiduciosi che con l'ausilio di questa attrezzatura possano esserci esiti positivi. Fino ad oggi, una volta accertato che Francesca non era nella piazza, l'abbiamo cercata con tutti i mezzi e le forze disponibili sia sul tratto di spiaggia che nello specchio d'acqua antistante il lungomare, purtroppo senza esiti positivi. Speriamo che il georadar possa aiutarci ad individuarla. Devo dire che la presenza dell'assessore Cosenza, così come quella della Protezione civile regionale e provinciale, dei vigili del fuoco e della capitaneria di porto, è stata costante e che la Regione è intervenuta sin dal primo momento in modo fattivo. Sono state pianificate tutte le operazioni di somma urgenza con tempestività, dalla sistemazione impiantistica alla messa in sicurezza e copertura dell'alveo. Al momento stiamo per concludere, anche raccordandoci con il vicino comune di Scala, la pianificazione delle attività volte innanzitutto ad abbattere il rischio a valle”.

fonte Salerno in Prima

scelto da Michele Pappacoda




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Michele Pappacoda

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 05\ 09\ 2010 COSTIERA AMALFITANA: CONCERTO DI LELLO MARINO CANTANTE NAPOLETANO A CASA DI MICHELE PAPPACODA VIDEO

15 Maggio 2013, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Lello Marino in concerto a casa di Michele Pappacoda
Lello Marino in concerto a casa di Michele Pappacoda

Ieri sera a casa mia, a Vettica di Amalfi in costiera amalfitana, vi è stato il concerto del cantautore napoletano Lello Marino per festeggiare il battesimo ed il compleanno dei mie due nipoti. Il primo Emanuel ha festeggiato il suo settimo compleanno mentre il secondo, Giacomo Lucio, il battesimo. La serata è stata allietata da canzoni inedite del cantautore Lello Marino e da canzoni classiche napoletane. La serata si è conclusa col taglio della torta e l'apertura dello spumante. Ancora tanti auguri ai miei due nipoti.

Michele Pappacoda

Ps: Guardate uno dei video della serata

 La redazione di Positanonews fa gli auguri ai due nipoti del nostro collaboratore Michele Pappacoda


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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 31\ 08\ 2010 MICHELE PAPPACODA RACCONTA: IL PASSERO FERITO

15 Maggio 2013, 11:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il Passero
Il Passero

Un povero uccelletto ferito dalla fionda di un maschietto ando` a posare l’ala offesa sulla finestra aperta di una chiesa. Dalla tendina del confessionale il parroco intravide l’animale, ma pressato dai molti peccatori che pentirsi volean dei propri errori richiuse la tentina prontamente e` si rimise a confessor la gente.
Mentre in ginocchio oppur stando a sedere recitavan ciasun la sua preghiera, una donna notato l’uccelletto lo prese tosto e` se lo mise al petto. Quant’ecco un cincuettio ruppe il silenzio… e` il prete scuro in viso peggio della pece si arrampico` sul pulpito e poi fece,… fratelli chi ha l’uccello per favore esca dalla casa del Signore ! stupiti a tal parole i maschi si accinsero ad’alzar le suole. Ma il prete a quel’errore madornale, fermi grido`, mi sono espresso male, figli diletti statemi a sentire solo chi a preso l’uccello deve uscire.
Subito all’istante le donne si alzarono tutte quante e` con il viso pieno di rossore lasciarono la casa del Signore. Vergine santa grido` allora il prete, su sorelle sedete e` state chete che non volevo dir cio che pensate, percio` ve lo dico con voce chiara e` tesa esca soltanto chi lo ha preso in chiesa.
Immediatamente le suore si alzarono tutte quante anch’esse piene di rossore lasciarono la casa del Signore. A rivergine santa grido` allora il prete su sorelle rientrate e` state chete che voglio chiarire sissignore questa serie di equivoci e` di errori. Percio` sensa rumore e piano piano esca soltanto chi lo ha preso in mano. Una fanciulla che con il fidanzato era nascosta dietro una cappelletta laterale poco manco` che si sentisse male e` quindi sussurro con viso smorto hai visto che se ne sono accorti !...
----------------------------------------"Buon umore"

Ce un cristiano che va a confessarsi e vuole spiegare come nonostante la sua buona volonta` ricasca sempre nella trappola erotica, e` con ricchezza di particolari sta spiegando come aveva incontrata una ragazza compiacente e con quale goduria gle lo metteva nel culo, ma nel mezzo del racconto il parroco viene chiamato d'urgenza da un collega, al che chiede scusa al penitente con la promessa di ritornare di li a poco. Ma viene trattenuto per risolvere un problema grave al che incarica il suo confratello di continuare la confessione, dice tonto non si accorgera` del cambio. Il confratello ignaro di tutto dice: Bene figliolo dove eravamo rimasti!... che, che gle lo stavo mettendo nel culo padre ribatte il penitente: Ha, figliolo per questo devi aspettare il mio confratello che torna risponde il prete per nulla turbato.

Michele Pappacoda




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Michele Pappacoda

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 31\ 08\ 2010 MICHELE PAPPACODA RACCONTA: LA LEGGENDA DI COLOMBINA.

15 Maggio 2013, 11:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La leggenda di colombina.
La leggenda di colombina.

Nelle caldi notte d’estate, quando la natura si avvia verso la notte non e` raro che in Gerusalemme i colombi tubino ai loro piccini la leggenda di Colombina. Cosi` acquietati nascondono il loro capo in un arruffio di piume e`… sognao…sognano. Colombina nacque da una nobile famiglia di pennuti che si era stanziata lunghe le rive del fiume Giordano da tempo ormai immemorabile.
La sua nobilta` era fuori discussione giacche` tutti i colombi della contrada erano a conoscenza che il fondatore della dinastia era stato nientemeno che un vassallo del Patriarca Noe` e che quest’ultimo riconoscente dei servizi resi al tempo del diluvio aveva a lui concesso il ramoscello di ulivo riportato all’Arca. Quel ramoscello ovviamente non esisteva piu`, ma questo non significava che i colombi della contrada non ci credessero ed’anzi, tronfi e pettoruti, durante il tempo dell’amore zampettavano giro giro tondo alle loro compagne irretendole con la storia del “ clan “.
Il padre di Colombina al contrario era un saggio e severo pennuto che conscio della sua nobilta` aveva impalmata una tenera colomba di Galilea, anch’essa nobile e` proveniente alle origini dell’orto dei Getsemani. Quando l’unica rampolla, Colombina, nacque tutti i colombi si ritennero in dovere di congratularsi con tale gloria del paese e` la piccina ebbe in dono le piu` succulente spighe della riva del fiume. Come tutti i piccini Colombina dava le sue preoccupazioni a mamma Tuba, la quale vedendola troppo irrecuieta e discola non certo le risparmiava qualche beccatina sul posteriore.
Ma Colombina dimenticava presto il dolore e gli avvertimenti del genitore e` incosciente si recava spesso presso gli agglomerate degli uomini i quail potendola catturare ne avrebbero fatto volentieri un ottimo boccone. Durante una di queste scorribande all’eta` di tre mesi, Colombina vide sulla riva del Giordano, tanta ma tanta gente che si gettava nel fiume sotto l’incitamento di un tipo quando mai brutto e` scarmigliato a vedersi, svelte svelte fece per allontanarsi quando i suoi occhi smirciarono proprio vicino al tizio una spiga cosi appetitosa che la voglia vines e la gola pure.
Con impetuosa baldanza si precipito` in volo verso l’oggetto delle sue brame, quando all’improvviso si ritrovo` ferma… nell’aria… e tutto era luce intorno a lei. Una luce accecante dove l’argento si confonde all’oro e strane creature alate le facevano corona. Colombina ebbe paura e tubava spaventata cercando la mamma che non poteva aiutarla, quand’ecco la sua attenzione si volse verso il basso e` vide l’Uomo, un Uomo dallo sguardo dolce quando l’Aurora senti la sua voce tubarle nel cuore, Colombina non avere paura, oggi sei stata scelta tu nel cielo affinche` gli uomini cattivi, quelli che uccidono i colombi, diventino buoni e che non facciano piu` male.
Colombina ebbe pace dentro di se e seppe che mai piu` avrebbe potuto dimenticare l’Uomo del Giordano e` il suo sguardo, in quello sguardo c’era infinito amore e dolore. La piccina non si curo` piu` delle centinaia di persone che dal basso la guardavano meravigliati e` si sciolse libera in volo verso il nido che mamma Tuba spaventata del ritardo della figlia… chissa` dove sara`…! E se l’e` capitato qualcosa ?... Valla a cercare, spicciati o non trovero` pace ! “Papa” Colombo saggiamente taceva anche perche` non di certo tranquillo pure lui, quand’ecco che Colombina riapparve sulla soglia della colombaia. La mamma subito dopo il guizzo di gioia si apprestava a qualche beccatina piu` forte del solito, ma si arresto` sconcertata… Colombina recava nel becco un ramoscello di ulivo… lo stesso che l’antenato riporto` indietro dal Patriarca Noe` ! E il Capo di Colombina raggiava come l’arcobaleno ! il papa` saggiamente ed amorevole le domando`, figlia mia dove sei stata ? Oramai estraniata dal mondo quotidiano la piccina rispose tubando: Dove l’Uomo che ama i colombi si e` incontrato fra il cielo e la terra, Colombina ormai carica di anni mori` nell’anno diciannovesimo dell’Impero di Tiberio ai piedi della croce, dove gli Angeli la raccolsero… ma questa e` un altra storia.

Michele Pappacoda




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Michele Pappacoda

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA VETTICA DI AMALFI E LA SUA STORIA RACCONTA MICHELE PAPPACODA FOTO

15 Maggio 2013, 11:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Vettica di Amalfi
Vettica di Amalfi

 Vettica è una delle cinque frazioni di Amalfi e si trova al confine di Conca dei Marini che la divede attraverso la Galleria. Sul promontorio vediamo il Monastero di Santa Rosa. Il villaggio Vettica di Amalfi eè attrversato dalla strda rotabile per Agerola ed è distante da Amalfi circa tre chilometri.Nel villaggio di Vettica di Amalfi vi sono 200 abitanti e in estate arriviamo a 300 con i tanti turisti e paesani emigratia al nord.  Vettica di Amalfi e raggiungibile per chi viene da Amalfi attraverso la SS. 163 fino al bivio di Positano poi prendere la ex SS.366 di Agerola attuale strada provinciale numero due. Arrivati al Bivio di Pogerola girare a Sinistra dove vi è la segnaletica con la Scritta Vettica di Amalfi che vi condurra fino a sotto la chiesa di San Michele Arcangelo protettore del villaggio. Vettica di Amalfi si divide in due zone la zona sud sulla nazionale per Positano dove vi e la capella della Madonna Virgo Potens che si festeggia ogni anno l'11 Luglio qui troviamo tre ristoranti di cui uno Albergo Ristorante La Pergola, ristoramte Pescedoro, Ristorante Mare Cielo e Terra un bar La Taverna Amalfitana e un parrucchiere per donna. Chi vuole raggiungere Vettica di sopra a piedi vi sono varie scalinate . La prima Via Porta Rivecci che dall' Istituto Tecnico per il Turismo porta direttamente sotto la mia casa. Poi abbiamo Via Petingolo Casa Laudano , Via Petingolo Casa Ingenito, e Via Torre di Vettica che attraverso via Costantinopoli portano direttamente sotto la chiesa di San Michele e sulla strada rotabile. Ritornati a Vettica di sopra troviamo la chiesa di San Michele che si festeggia ogni anno con un processione per le vie del villaggio. Negli anni passati e precisamente nel 2002 e nel 2004 vi è stata la visita del Cardinale.Poi di novaa costruzione abbiammo la strada rotabile Monte Rosso Monte Finestra e di recente abbiamo la nuova illuminazione pubblica. Prima di concludere questa breve storia ricordiamo la spiaggia di Santa Croce con la bellissima grotta dove ci sono le barche dei pescatori o almeno c' erano, meta di tanti turisti che da ogni luogo attraverso la famosa scalintata raggiungono questo luogo incantato dalle acque incontaminate e fammoso l'arco di Santa Croce dove i bagnanti sfidando la pericolosità si tuffano. Quello che scrive sono io Michele Pappacoda e cio da presisare che sono un Vettichese e non lascero mai questo bellissimo luogo. W Vettica e w i Vettichesi.

Michele Pappacoda




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Michele Pappacoda

 

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 12/11/2010 PISA RICORDA ADRIANO OLIVETTI A 50 ANNI DALLA SCOMPARSA.

15 Maggio 2013, 11:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Pisa ricorda Adriano Olivetti a 50 anni dalla scomparsa.
Pisa ricorda Adriano Olivetti a 50 anni dalla scomparsa.

Pisa, 12 nov. - Nella città della Torre pendente, e precisamente in un laboratorio di Barbaricina, sul finire degli anni '50 prese corpo concretamente, grazie a una collaborazione fra l'Università e Olivetti, il Ceo, ovvero il Calcolatore Elettronico Pisano, l'impresa cioè che portò a immaginare e realizzare il primo calcolatore elettronico italiano. Lunedì 15 e martedì 16 novembre a Pisa si terranno due giorni di eventi dedicati all'industriale di Ivrea che fu anche un uomo di grande cultura. Il programma delle celebrazioni, dopo l'inaugurazione da parte del sindaco Marco Filippeschi e del rettore dell'Università, Massimo Augello, inizia al Museo per gli Strumenti per il Calcolo (Via Nicola Pisano 25) con il racconto del legame tra Olivetti e Pisa. Ne parleranno Claudio Luperini, responsabile del Museo per gli Strumenti per il calcolo, e Tiziana Paladini, che guiderà anche una visita alla mostra sui calcolatori già aperta negli spazi di questo Museo. La sera di lunedì prossimo, alle ore 21, al Teatro sant'Andrea, in Via Del Cuore, si terrà lo spettacolo "Sogni d'oro, la favola vera di Adriano Olivetti" di Roberto Scarpa con Luca Morelli, che narra la vicenda umana e professionale di Olivetti in parole, immagini e musica.

Michele Pappacoda




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Michele Pappacoda

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 13\ 08\ 2010 COSTIERA AMALFITANA: GETE DI TRAMONTI. LA FESTA DEL VINO: UN HAPPENING DI DUE GIORNI CON I SAPORI VIDEO

15 Maggio 2013, 11:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

festa del vino
festa del vino

 

La Festa del Vino: un happening di due giorni con i sapori, le tradizione e il patrimonio vitivinicolo di Tramonti che ha nel suo vitigno autoctono Tintore il protagonista dello sviluppo territoriale Il lungo week-end del sapore e dei profumi della Divina prosegue nel borgo di Gete, operosa frazione di Tramonti dove si concentra la maggiore produzione uve Tintore, straordinari grappoli a bacche rosse che prendono corpo su viti sorprendentemente a piede franco. L’iniziativa di esaltare il vino locale, organizzata dall’Associazione Gete e in programma domani mercoledì 11 e giovedì 12 agosto, si svolge anche stavolta nell’ottica del grande rigore e dell’alta qualità, rivolta com’è ad un pubblico di amatori e esperti che sanno apprezzare e gustare i vini Doc della Costa d’Amalfi e i “Terroir” locali, preziosità conosciuta in tutto il mondo. Ma più in particolare ha l’intento di esaltare le qualità organolettiche del Tintore, uno dei più antichi vitigni della Campania. Anche a Gete, con le sue tre cantine, sono previste carrellate di prodotti tipici e vino a go go, oltre che allo straordinario percorso lungo la via degli Asceti, tra vigneti secolari e sentieri che si arrampicano tra i terrazzamenti. Lungo la strada del vino, sarà possibile degustare pietanze tipiche oltre che i vini delle quattro cantine di Tramonti. A fare da cornice sarà l’incanto dei luoghi con la Cappella Rupestre mentre l’atmosfera sarà garantita dal suono delle tammorre.

Gete è uno dei tredici borghi di Tramonti, cittadina abbarbicata tra i Lattari che scende a imbuto nella vallata che da Chiunzi arriva fin giù al mare di Maiori. Qui, pulsa il cuore di una città del vino grazie alle sue cantine e i suoi vitigni autoctoni che da secoli offrono nettare di insolita eleganza. Questa è una terra dove si coltiva il Tintore, un vitigno unico che in passato serviva solo a dare colore ai vini. I produttori della zona da qualche anno non lo cedono più con facilità ai commerciati di uva proprio perché è partita la fase della rivalutazione del vitigno. Il Tintore, infatti, lo si vinifica in purezza e i risultati sono lusinghieri, anche se necessitano nuovi studi e ricerche. “Il Tintore di Tramonti non ha fratelli, né cugini, né sosia nel mondo”, è stato detto da qualche critico enogastronomico. Ed è così, se si considera che il vitigno è uno dei pochi autoctoni ad aver scampato la fillossera. Per questo, ad agosto, si celebra il trionfo dell' orgoglio contadino, con degustazione dei bianchi e rossi della sottozona di Tramonti della Doc Costa di Amalfi. Ma anche balli, canti e prodotti tipici di una vallata verdissima e generosa in cui si opera e si lavora all'ombra dei Lattari. Informazioni: Comune di Tramonti, Piazza Treviso (frazione Polvica) - Tel: 089-856801 
info@comunetramonti.it 
Ufficio Stampa: Casa del Gusto Costa d’Amalfi.

 

Dal portale di Furore                                inserito da Michele Pappacoda




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Michele Pappacoda


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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 12/11/2010 OTRANTO DIVENTA PATRIMONIO CULTURALE MONDIALE DELL’UNESCO

15 Maggio 2013, 11:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Otranto diventa patrimonio culturale mondiale dell’Unesco
Otranto diventa patrimonio culturale mondiale dell’Unesco

Il borgo antico di Otranto, “testimone di una cultura di pace”, come si legge sulla ratifica ufficiale dell’Unesco, è simbolo di accoglienza e messaggero di speranza e di valori positivi. E’ un luogo che ricorda a quanti hanno la fortuna di “viverlo” una storia passata ma ancora attualissima, impressa nei monumenti e nelle architetture. Una storia fatta di incroci di popoli e culture differenti, di incontri di destini che si sono intrecciati in quest’area del Mediterraneo in cui questa Città gioca un ruolo di protagonista da sempre.

Michele Pappacoda




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Michele Pappacoda

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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 01/11/2010 COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI. OGNUNO DI NOI RICORDA UN PROPRIO CARO. DOVE I CIMITERI GUARDANO IL MARE

15 Maggio 2013, 11:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Positano un cimitero che guarda al mare
Positano un cimitero che guarda al mare

2 Novembre. Commemorazione dei Defunti. I piccoli camposanti della costiera amalfitana, come quelli della penisola sorrentina, guardano il mare e quando cala la sera ed il silenzio viene cadenzato dal vento è una festa di luci, ma il ricordo vince ogni pensiero. Un commento del reporter Govanni Farzati ci ricorda che sulla divina costiera la natura è grandiosa, anche i cimiteri sono angoli accoglienti, guardano il mare, il Tirreno, sono inondati dalla luce ed accarezzati dal vento. Mentre ognuno di noi in questa data, sia in Costa d'Amalfi, che in penisola sorrentina così come in ogni altra parte del mondo, ricorda un proprio caro, qui dove i cimiteri guardano il mare

Adesso un poco di storia sulla commemorazione dei defunti.

La Commemorazione dei defunti (in latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti), è una ricorrenza della Chiesa cattolica. Era anticamente preceduta da una Novena e celebrata il 2 novembre di ogni anno. Nel calendario liturgico segue la festività di Ognissanti, che ricorre infatti il 1º novembre.

Nella forma straordinaria del rito romano era previsto che nel caso in cui il 2 novembre cadesse di domenica, la ricorrenza sarebbe stata celebrata il giorno successivo, lunedì 3 novembre. In Italia, benché molti lo considerino come un giorno festivo, la ricorrenza non è mai stata ufficialmente istituita come festività civile.

L'idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino, che celebrava infatti tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima - così chiamata prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II - ossia la domenica che precede di due settimane l'inizio della quaresima, all'incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all'abate benedettino sant'Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell'abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l'eucaristia sarebbe stata offerta "pro requie omnium defunctorum"; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell'Ordo Romanus del XIV secolo. Oggi si celebra come Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

È consuetudine nel giorno dedicato al ricordo dei defunti visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località italiane è diffusa l'usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In Sicilia durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici. Nella provincia di Massa Carrara la giornata è l'occasione del bèn d'i morti, con il quale in origine gli estinti lasciavano in eredità alla famiglia l'onere di distribuire cibo ai più bisognosi, mentre chi possedeva una cantina offriva ad ognuno un bicchiere di vino; ai bambini inoltre veniva messa al collo la sfilza, una collana fatta di mele e castagne bollite. Nella zona del monte Argentario era tradizione cucire delle grandi tasche sulla parte anteriore dei vestiti dei bambini orfani, affinché ognuno potesse metterci qualcosa in offerta, cibo o denaro. Vi era inoltre l'usanza di mettere delle piccole scarpe sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che nella notte del 2 novembre le loro anime (dette angioletti) tornassero in mezzo ai vivi. Nelle comunità dell'Italia Meridionale dell'Eparchia di Lungro e dell'Eparchia di Piana degli Albanesi si commemorano i defunti secondo la tradizione orientale di rito greco-bizantino. Le celebrazioni vengono effettuate nelle settimane precedenti la Quaresima.

Secondo la cultura tradizionale di molte località italiane, la notte del Giorno dei Morti le anime dei defunti tornerebbero dall'aldilà effettuando delle processioni per le vie del borgo. In alcune zone, conformemente a quanto avviene nel mondo anglosassone in occasione della festa di Halloween, era tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi poi una candela all'interno per utilizzarle come lanterne.

Michele Pappacoda




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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 24/10/2010 IL VANGELO DI OGGI A CURA DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 11:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

24 Ottobre San Raffaele
24 Ottobre San Raffaele

 Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 18,9-14.
Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 
Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».




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Michele Pappacoda

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