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costiera amalfitana news

COSTIERA AMALFITANA NEWS Ladri in azione tra Amalfi e Ravello: colpo in bar e macelleria

23 Novembre 2014, 12:12pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilvescovado.it/images/dbmin/articoli/ladri-in-azione-tra-amalfi-e-ravello-colpo-in-bar-75813.jpg 

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n  INSERITO DA ANGELA CECERE IL VESCOVADO DI RAVELLO

(ANTEPRIMA) Ancora furti in Costiera. La scorsa notte i balordi sono tornati a colpire tra Amalfi e Ravello. Nel comune capofila della 'Divina', ad essere preso di mira è stato un noto bar del centro: i ladri avrebbero agito tra le 2 e le 4 del mattino, forzando la porta d'ingresso e portando via circa 700 euro custoditi in cassa. I Carabinieri di Amalfi, con i colleghi della scientifica, hanno rilevato le impronte digitali nei punti interessati. Nella Città della Musica ormai martoriata, i ladri sono entrati in una macelleria del centro. Al momento non si conoscono altri dettagli, gli aggiornamenti saranno forniti nelle prossime ore. Sul posto sono giunti i Carabinieri della locale stazione, coordinato dal comandante Procolo Chiocca, con i colleghi della scientifica per rilevamento delle impronte che, con le altre, finiranno nella banca dati dell'Arma. Non si conosce se tra i due furti possano esserci nessi.

23.11.2014.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfitana chiusa per frana, ancora incerti i tempi per la riapertura

21 Novembre 2014, 15:37pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20141120_maiori_frana.jpg

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Amalfitana chiusa per frane, ancora incerti i tempi per la riapertura. Si è tenuto ieri un incontro fra Genio Civile di Salerno, direttore dei lavori, impresa responsabile dei lavori di messa in sicurezza dell'area, all'esito del quale e sulla base dell'accurato sopralluogo, concluso dalla squadra dei rocciatori nella giornata del 18 novembre, sono emersi problemi rilevanti in ordine alla rimozione di massi ed alla sistemazione della parete rocciosa. Ne dà notizia Tino Iannuzzi, deputato del Pd, il quale sottolinea come "la chiusura al traffico ed alla circolazione della Strada Statale Amalfitana 163 investe questioni urgenti e delicate di dissesto idrogeologico, legate alla caduta ed al movimento di massi, con una situazione di pericolo ed intralcio della sede stradale". Sull'Amalfitana sono stati effettuati primi urgenti lavori di messa in sicurezza da parte dell'Assessorato ai lavori pubblici attraverso il Genio Civile, in stretto contatto con il Compartimento Anas della Campania. Iannuzzi sollecita "la riapertura con massima urgenza ed in condizioni di sicurezza della strada".

IL MATTINO

21.11.2014.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Minori, Carabinieri del NAS chiudono attività di panificazione

21 Novembre 2014, 11:07am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO Questa mattina i Carabinieri del N.A.S. (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) di Salerno, unitamente a personale medico dell'Asl, hanno effettuato ispezioni a Minori.

Dai controlli sono emerse irregolarità a un'attività di panificazione per carenze di tipo igienico sanitario, nonchè strutturale.

Al proprietario del forno è stata disposta la chiusura amministrativa dei locali fino ai necessari successivi adeguamenti.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello ricorda P. Bonaventura Mansi nel 50° della morte

20 Novembre 2014, 10:06am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net Ravello ricorda P. Bonaventura Mansi nel 50° della morte

Due Testimoni di santità e di servizio

che hanno onorato la città della Costiera

Sull'ultimo scorcio del secolo XIX la divina Costiera sperimentò un notevole flusso migratorio verso le Americhe e il Nord Europa, in particolare verso l'Inghilterra, dove approdarono Maria Michela e Bonaventura Mansi, coniugi ravellesi, genitori di fra Antonio (Londra 1896 - Roma 1918) e P. Bonaventura Mansi (Londra 1900 - Napoli 1964): il primo confondatore della «Milizia dell'Immacolata» con san Massimiliano Kolbe (+ 1941) nel Collegio serafico internazionale romano dei Frati Minori Conventuali (1917), il secondo benemerito difensore della città di Assisi nel secondo conflitto mondiale e Ministro Provinciale dell'Alma Provincia di Napoli (1955-1964).

Solo ventidue anni di vita

La breve vicenda terrena di fra Antonio, di appena 22 anni di vita, muove i primi passi a Londra per poi trasferirsi a Ravello (1905), dove entra tra i Frati Minori Conventuali del locale convento di san Francesco, il santuario che custodisce i resti mortali e la memoria spirituale del B. Bonaventura da Potenza (+ Ravello 1711). Gli studi lo portano a Bagnoregio, Assisi, Montottone Marche e a Roma, dove viene ammesso agli studi teologici nel 1915 e dove emette i voti solenni e riceve gli Ordini Minori nella chiesa di sant'Andrea della Valle, mentre venivano ordinati sacerdoti san Massimiliano Kolbe e l'altro napoletano confondatore della M.I. P. Enrico Granata (+ 1964). Colpito da febbre spagnola Fra Antonio si coricò il 23 ottobre del 1918, quarto giorno dei santi Esercizi spirituali annuali del collegio, e il 31, alle ore 9, passando dalla preghiera ad una breve agonia, assistito dal suo Padre Rettore il celebre P. Stefano Ignudi (+ 1945), spirò in età di 22 anni, mesi 4 e giorni 20, e fu sepolto al cimitero del Verano, dove tutt'ora riposa, in attesa di portare le sue spoglie mortali nel santuario francescano-bonaventuriano di Ravello per essere collocate accanto a quelle del fratello minore Padre Bonaventura.

Il 25 novembre 2004, l'urna contenente i resti mortali di fra Antonio Mansi (+1918) viene tumulata nella chiesa san Francesco in Ravello, accanto alle spoglie del suo fratello padre Bonaventura (+1964)

Lo stesso Padre Kolbe, che conoscerà la famiglia Mansi a Ravello, dove si reca per un periodo di riposo estivo (4 giugno - 8 luglio 1919), ricorda spesso questo giovane poliglotta e lo saluta con espressioni quali «musico e poeta», «anima eletta, religioso esemplare, santo chierico, di santa memoria, splendida anima,»; mentre il suo Rettore Padre Ignudi lo segnala come «un santo nascosto» e il Registro del Collegio annota: «sanctissime obiit in collegio die 31 octobris 1918. Alumnus optimae spei in Pont. Schola Superioris Musicae Sacrae».

Padre Bonaventura Mansi, fratello minore, percorre analoghi sentieri fino ai vertici del governo dell'Ordine, segnalandosi come cultore di scienze letterarie e teologiche, come formatore di coscienze e di altissima prudenza nelle varie delicate mansioni di governo alle quali fu chiamato già in giovanissima età. Londra, Ravello, Assisi e Roma (1900-1923) sono i sentieri principali che portano fra Bonaventura dalla nascita agli studi ginnasiali e filosofico-teologici nel Collegio internazionale, dove era morto il fratello e dove egli stesso emetterà i voti solenni (1923), prima di ritornare alla sua Ravello, addetto alla formazione dei giovani ginnasiali (1923-1928). Dopo breve permanenza ad Aversa (1928-1931) lo incontriamo a Roma presso il Collegio di studi superiori alla Vigna antoniana (1931-1933), dove incontra anche san Massimiliano Kolbe, che gli parla del santo fratello Antonio, del quale intende scrivere una biografia. Quindi ad Assisi (1933-1937): qui la benemerita Crociata Missionaria Francescana aveva organizzato un Collegio fin dal 1927 che, con quelli di Amelia (1924), di Roma (1925) e di Brescia (1928), significò una reale ripresa dell'Ordine per le aperture missinonarie pastorali e culturali che le seppero conferire l'ideatore P.M. Domenico Tavani, Ministro Generale (1919-1924, 1930-1936; + 1938) e i successori, che la sostennero quali Alfonso Orlini (1924-1930) e Beda Hess (1936-1953). Ad Assisi Padre Bonaventura rimase come Rettore e Custode del Sacro Convento, benemerito per aver evitato alla città di Assisi gli orrori e le distruzioni della guerra (1937-1945).

Animatore e divulgatore della teologia francescana propagò gli Studi di Teologia per i laici a Firenze, Padova, Napoli, Perugia, Assisi, Viterbo, Albano, Potenza e Messina (1945-1948); infine Segretario e Assistente Generale dell'Ordine (1948-1950). Procuratore e Vicario Generale (1950-1954), resse l'Ordine, in qualità di Vicario, dall'agosto 1953 al febbraio 1954 per la morte sopravvenuta del P.M. Beda Hess. Nel Capitolo Provinciale di Portici (1955) fu eletto Ministro Provinciale reggendo la fraternità fino alla morte avvenuta a Napoli, nell'Ospedale «Ascalesi» il 25 novembre 1964 alle ore 17.30, povero tra i poveri, in una corsia comune, come egli stesso aveva desiderato da francescano autentico.

Ravello - Chiesa San Francesco

 

Accomunati nella vocazione francescana

Figli di Francesco d'Assisi, questi due ravellesi appartengono alla schiera di italiani nati nelle terre dell'itineranza migratoria dei modesti genitori; accomunati nella vocazione francescana, il più giovane Antonio esaurì la breve esistenza in un lampo di santità ed estasi musicale nel ricordo della tomba del beato Bonaventura per il quale scrisse l'immortale inno «Dinanzi alla mirifica», musicato dal Maestro P. Domenico Stella; P. Bonaventura, invece, segnò la vita dell'Ordine e della Provincia con la sua personalità tenace e i suoi ritmi serrati, nascondendo nella modestia francescana altissime qualità di formatore di coscienze e uomo di governo. Ricordando questi due figli della migrazione la città di Ravello si è riappropriata di una pagina significativa della sua storia, materiata di duro lavoro, ma sempre nell'incanto di quei dirupi bagnati da vari torrenti. Sotto il porticato, antistante la chiesa di s. Francesco, dove è stata scoperta una lapide alla «Memoria», si erano dati appuntamento centinaia di ravellesi, testimoni di questo angolo di burroni, tra cielo e terra, nel grido spirituale degli antichi monasteri medievali, sospesi nella solitudine dello spirito, che alimentò i due giovanetti, Antonio e Bonaventura, che nel 1909 e nel 1913, rispettivamente, bussarono alla porta del convento per porsi alla sequela di Francesco.

Un giorno solenne che ha segnato i cuori

È stato il sindaco di Ravello dott. Secondo Amalfitano e la Giunta a voler questa V «Giornata della Memoria» dal titolo: «Il presente: un ponte tra passato e futuro». Bambini, bambine, ragazzi e ragazze delle elementari e delle medie si sono ritrovati nella chiesa francescana per ascoltare alcune riflessioni su questi fratelli ravellesi che hanno dato lustro alla città della divina Costiera. Nell'Aula Magna della biblioteca del monumentale complesso francescano è stata anche proiettato per i giovani e le giovanissime il film «Assisi Underground» di Alexander Ramati. Sono stati poi, nel pomeriggio, il Sindaco Amalfitano, l'Assessore Ulisse Di Palma, Padre Francesco Capobianco, guardiano del Convento di san Francesco, Padre Alfredo Avallone, Rettore del «Franciscanum» di Assisi, Padre Gianfranco Grieco e lo storico Padre Cristoforo Bove a riproporre le due figure dei fratelli Mansi che hanno segnato il cammino storico, spirituale e francescano dell'Ordine serafico negli anni del XX secolo. Alla commemorazione erano presenti i nipoti ed i pronipoti ravellesi dei fratelli Mansi e numerosi concittadini che hanno conosciuto ed apprezzato l'opera del Padre Bonaventura che, con la sua lungimirante azione, ha dato a Ravello, «Città della Musica», un'impronta francescana e bonaventuriana che ancora oggi, con riconoscenza, porta nella memoria e nel cuore.

Gianfranco Grieco

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 2003 
UN TRIBUTO ALLA VITA DEI FRATELLI 
ANTONIO E BONAVENTURA MANSI CONVENTUALI DA RAVELLO

Quando abbiamo istituito la 'GIORNATA DELLA MEMORIA' non pensavamo di trovare un numero così vasto di uomini e fatti della storia recente della nostra Ravello che meritassero il novero e la riscoperta. Questa "sorpresa" ci induce ad una riflessione che non è un titolo di merito per la società contemporanea: l'uomo preso dal vortice frenetico dello sviluppo e dell'evoluzione, sembra quasi aver dimenticato che esistono valori sui quali l'umanità ha costruito secoli di storia. Anche gli esempi più fulgenti d'incarnazione di detti valori, vengono sempre più spesso celebrati per un giorno, per un attimo fuggente, e subito consegnati all'oblio. L'auspicio e l'augurio che facciamo a noi stessi prima, e a tutti i partecipanti a questa edizione della 'Giornata della Memoria' poi, è quello di ripescare dall'oblio le testimonianze raccolte e trasferirle nella nostra quotidianità, affinché dal loro esempio fulgido possiamo trarre ogni utile indicazione per il nostro futuro e per quello dell'umanità.

I fratelli Antonio e Bonaventura, della famiglia dei Frati Minori Conventuali come religiosi, e della famiglia Mansi come cittadini di Ravello, hanno meritato pienamente la dedica di questa Giornata della Memoria 2003. Con le loro azioni ed il loro esempio, oltre a dare lustro a questa terra, essi hanno offerto a tutti un punto di riferimento straordinariamente orientante, ancora più attuale nella società contemporanea, che non nel contesto storico temporale della loro vita.

Il desiderio che soprattutto le nuove e future generazioni potessero venire a conoscenza dell'esistenza e della vita di questi due straordinari nostri concittadini, ci ha indotto a raccogliere e pubblicare le testimonianze su di loro, coscienti che questo volume può rappresentare una vera e propria "testata d'angolo" per la costruzione di un mondo migliore.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Frane e alluvioni, al via task-force regionale per ricognizione criticità

19 Novembre 2014, 09:45am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHLE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO Si è svolta l'altro ieri pomeriggio, presso l'Assessorato alla Protezione civile della Regione Campania, la riunione operativa con tutti gli undici Consorzi di Bonifica, le Autorità di Bacino regionali, interregionali e nazionali ricadenti sul territorio campano, la Direzione generale Lavori pubblici e difesa del suolo, i responsabili della Difesa del suolo delle Province e le strutture del genio civile regionale e della protezione civile, per stabilire il Piano contro il dissesto idrogeologico, sulla base degli incontri che si sono svolti a Roma il 10 e l'11 novembre scorsi, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Struttura di Missione contro il Dissesto Idrogeologico e per lo Sviluppo delle Infrastrutture Idriche.

L'assessore regionale Edoardo Cosenza ha convocato e coordinato la riunione per "procedere - come stabilito al livello nazionale - ad una urgente ricognizione ed analisi delle necessità di interventi di difesa del suolo per la mitigazione dei rischi, al fine di provvedere alla redazione di un programma di interventi a scala regionale, su base settennale".

"Abbiamo avviato - ha detto l'assessore Cosenza al termine dell'incontro - la task force che deve individuare le principali criticità, anche tenendo conto dei Piani predisposti dalle Autorità di Bacino e delle emergenze di protezione civile.

Si provvederà ad una rapida ricognizione degli interventi necessari, all'inserimento dei dati raccolti nella piattaforma ‘ReNDiS' del Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare e al puntuale trasferimento degli esiti della ricognizione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la Struttura di Missione contro il Dissesto Idrogeologico e per lo sviluppo delle Infrastrutture Idriche.

La Regione Campania ha purtroppo molte criticità idrogeologiche ed ha il triste primato del maggiore numero di vittime dal 1900. Vogliamo varare un nuovo grande Piano regionale contro il dissesto idrogeologico in accordo con il Governo.

Tutto ciò in aggiunta ai tanti interventi per la difesa del suolo già programmati o in corso, come i Grandi progetti finanziati con circa 300 milioni di euro di fondi europei ed i 62 interventi richiesti dai Comuni per circa 140 milioni di euro finanziati nell'ambito dell'accelerazione della spesa."

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COSTIERA AMALFITANA NEWS SCALA RICORDA LA TRAGEDIA DELL'AEREO CADUTO 66 ANNI FA SUL MONTE CARRO

18 Novembre 2014, 12:51pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net  In ricordo di una tragedia avvenuta 66 anni fa Una preghiera per gli aviatori svedesi La pieta’ popolare della Costiera sessantasei anni fa, un aereo che trasportava 22 ufficiali dell’aviazione svedese e quattro uomini di equipaggio, precipito’ a Santa Maria dei Monti, una localita’ che sovrasta Scala, piccolo centro in collina sulla costiera amalfitana, alle spalle di Amalfi e di fronte a Ravello. Di incidenti aerei ne capitano in tutto il mondo, ma quello di Scala ha una sua storia particolare. Fu questa la piu’ grande sciagura della storia dell’aviazione militare svedese. L'aereo, un "Bristol Freighter" di fabbricazione inglese, era stato noleggiato dal governo etiopico per riportare in patria gli aviatori che avevano pilotato da Stoccolma ad Addis Abeba e consegnato all'aeronautica del Negus sedici cacciabombardieri Saab B - 17, acquistati in Svezia. In volo sulla rotta per Roma, il "Bristol Freighter", dopo aver fatto scalo a Catania per rifornirsi di carburante, mentre si dirigeva all'aeroporto di Ciampino ebbe un guasto al motore. Sulla costa tirrenica imperversava il maltempo. Erano da poco passate le quattro del pomeriggio quando l'aereo sorvolo' Amalfi a bassissima quota, con un rombo sinistro. L'apparecchio, che veniva dal mare, doveva essere alla ricerca di un atterraggio di fortuna. I pochi amalfitani che, nonostante il pomeriggio piovoso, erano usciti di casa per rifugiarsi nei caffe', giocare a carte e tirare tardi, aspettando la sera, a quel rombo e a quel volare basso, non fecero molto caso, abituati com'erano ai rumori della guerra. Avevano ancora nelle orecchie l'irrompere improvviso nella notte delle "fortezze volanti" che dall'Africa venivano a bombardare Napoli sorvolando la costiera. Calava la sera, dal mare avanzavano nuvole nere. Nel cielo saettavano lampi a cui seguiva il fragore e il terrore dei tuoni. Sui monti la pioggia scioglieva la nebbia in foschia. All'improvviso arrivo' la notizia affannosa e imprecisa, saranno state le sette, le otto, ma era gia' notte: sulla montagna di Scala, a Santa Maria dei Monti, era caduto un aereo. Morti e feriti. Occorrevano ambulanze e medici per i soccorsi e carabinieri per le altre necessita'. Ci fu un gran via vai di autoveicoli accorsi per trasportare medici e carabinieri sul luogo del disastro. L'aereo aveva tentato un atterraggio di fortuna, ma aveva urtato contro la montagna precipitando in un burrone. Questa in breve la cronaca della sciagura del 18 novembre 1947. I primi ad accorrere furono quattro pastori che si trovavano, ognuno col suo gregge, a poca distanza dal luogo dov'era precipitato l'aereo. Ma ci volle sempre un'ora per arrivarci. Di fronte a quella visione di morte, uno dei pastori corse subito a dare la notizia mentre gli altri tre estraevano dai rottami i feriti trasportandoli nella prima casa che trovarono sul loro cammino tra la boscaglia e prestando ad essi le prime sommarie cure. La sciagura sconvolse le poche centinaia di abitanti di Scala i quali accorsero tutti lasciando nelle case solo i vecchi. Uomini, donne, giovani e non piu' giovani si prodigarono per raccogliere i resti di quei poveri ragazzi, con quell'amore e quella pieta' che a volte la gente ha ben nascosti nel cuore e che svela solo in certe particolari circostanze della vita. Furono approntate barelle di fortuna, fatte di tronchi e di rami di frassino legati insieme con rami di salice e ognuna coperta da pelli di leopardo e di zebra, trovate tra i rottami dell'aereo e che le vittime avevano evidentemente acquistato nella sosta ad Addis Abeba, per le mamme, le mogli e le fidanzate, ancora ignare in Svezia. E mentre i pastori si prendevano cura dei sopravvissuti, nell'attesa dell'arrivo dei medici, cercavano di attenuare il freddo di novembre con il fuoco dei bracieri. Le donne intanto raccoglievano tutto quello che era sparso intorno ai relitti dell'apparecchio. Infatti piu' tardi, nella stazione dei carabinieri di Ravello, vennero tutti consegnati ed elencati in ordine gli effetti personali delle vittime: fedi nuziali, portafogli sporchi di fanghiglia con l'intero contenuto; orologi, tre dei quali erano fermi alle 16.31, forse l'ora della sciagura. Ma la cosa che ancor oggi viene portata dagli svedesi come esempio di civismo italiano e' che fra la roba sparsa c'era un piccolo scrigno, una specie di cassaforte che nell'impatto si era semiaperta rovesciando parte del contenuto: gioielli, un'ingente somma di sterline britanniche, dollari statunitensi, perfino monete d'oro che si erano sparpagliate sul suolo: tutto cio' venne consegnato ai carabinieri. Pochi giorni prima della sciagura aerea di Scala, il 27 ottobre 1947, si era verificato un incidente analogo ad Atene. Un aereo svedese, proveniente da Istanbul che riportava turisti in patria, era andato a sbattere contro la montagna. Nella sciagura avevano perso la vita tutte le 44 persone che si trovavano a bordo e sul monte Imetto, dove l'apparecchio era precipitato, erano avvenuti raccapriccianti episodi di sciacallaggio. AScala albeggiava quando le salme furono portate a spalla dagli abitanti del luogo, dal posto della sciagura al municipio. Li accompagnava il rintocco funebre della campana del Duomo per libera decisione del parroco come se si trattasse di propri ragazzi, ancora in divisa e colpiti dalla morte. Le salme, fin quando non furono consegnate ai militari svedesi per essere rimpatriate, non furono mai sole. A vegliare gli sfortunati piloti c'era una specie di guardia d'onore di semplici cittadini del luogo, la maggior parte contadini e pastori e, ai piedi dei morti, un carabiniere. Vegliavano anche le donne con il rosario in mano: e quelle preghiere cattoliche per dei ragazzi protestanti avevano una sacralita' suggestiva e una purezza di dolore che trasformavano per una notte quella gioventu' straniera in gente nata e vissuta a Scala. *

FONTE Afeltra Gaetano CORRIERE DELLA SERA 20.11.1997

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Furore: al via i lavori del parco urbano Sant’Agnelo L'intervento è stato finanziato con i Fondi Europei per un totale di 3 milioni e 500 mila euro

18 Novembre 2014, 12:38pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA IL VESCOVADO DI RAVELLO La settimana scorsa sono stati definitivamente "consegnati" alla ditta appaltatrice i lavori per la realizzazione del Parco Urbano Sant'Agnelo, finanziati con fondi europei messi sul piatto dal bando per l'accelerazione della spesa della Regione Campania, per un importo di 3 milioni e 500 mila euro. Il termine ultimo per il collaudo e per la rendicontazione della spesa è fissato improrogabilmente al 31 Dicembre 2015.

Il progetto, redatto dall'Arch. Giacomo Ricci, già docente di Architettura presso l'Università di Napoli, prevede l'allestimento di un grande giardino pubblico su un'area di quasi diecimila metri quadri, posta alle spalle della Chiesa di San Michele Arcangelo, al centro del paese e già oggetto di un primo intervento, con il quale è stato realizzato un campo di tennis-calcetto con annessi spogliatoi e servizi.

L'intervento di completamento consistono nella costruzione delle seguenti opere:

  • Teatrino delle Verzure, ovvero piccolo teatro dall'architettura greco-romana con centocinquanta posti a sedere, destinato ad ospitare spettacoli teatrali e musicali all'aperto;
  • Catena d'acqua;
  • Area pic-nic;
  • Serre per la messa a dimora di essenze vegetali di particolare pregio;
  • Passeggiate maiolicate, stile Santa Chiara di Napoli;
  • Cisterne di quartiere, ovvero, vasche interrate per la raccolta di acqua piovana per irrigazione;
  • Aiuole e spazi attrezzati per la sosta e per le passeggiate nel verde.

Si aggiunge, così, un'altra tessera al grande mosaico programmato dall'Amministrazione Comunale per il definitivo rilancio del paese, che in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante, imponendosi all'attenzione pubblica per operosità e qualità dello sviluppo.

«La metafora di natura espressa dal verde urbano non è solo un retaggio estetico del Romanticismo, ma racchiude anche il fondamento etico di un'organizzazione della società, che tenta di sottrarsi al dominio utilitaristico dei puri rapporti materiali -afferma Franco Migliorini nel suo libro - Il verde urbano nella costruzione della città moderna».

Furore, col suo sparso abitato aggrappato alla collina dirupante verso il mare, avrà così l'agognata Agorà, ovvero il luogo d'incontro e di ritrovo per i cittadini e per i turisti del Paese Albergo, col rischio di dover rinunciare al suo appellativo di "paese che non c'è". Ma, a conti fatti, ne vale la pena.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS INCIDENTE SULLA PROVINCIALE RAVELLO VALICO DI CHIUNZI

17 Novembre 2014, 12:15pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Ancora un incidente sulla strada della Provincia di Salerno che collega Tramonti con Ravello principale arteria della parte alta della Costiera Amalfitana, una strada chiusa solo a parole , senza controlli almeno finchè non ci scapperà il morto. Con grandi misteri e contraddizioni da parte delle autorità che potrebbero avere rilevanze legalii. A Pochi metri da qua Sulla frana ad Amalfi / Conca dei Marini dopo poche ore dal fatto gia avevano pronte le transenne per chiudere una strada considerata pericolante, la celerità nel chiudere la strada per Positano e Praiano non ha corrisposto ad altrettanta celerità per bonificare una strada che ha messo in ginocchio pendolari e studenti, ma a Ravello da due anni, con una frana più seria e un pericolo più grave, continuano a far passare, con tanti incidenti che avvengono, finchè non ci scappa il morto oggi come riporta il Vescovado che riporta l'ennesimo incidente una donna alla guida di una Ford Focus che nella solita curva (all'incirca al chilometro 4, nei pressi della località Acqua Sambucana), in direzione Ravello, ha perso il controllo della propria auto finendo sulla corsia opposta dove transitava una Ford Kuga. Frontale l''impatto, tremendo, che ha provocato l'esplosione di tutti gli air bags in dotazione a entrambe le automobili. Miracolosamente illesi i conducenti, gli unici occupanti, con la donna, una cinquantenne di Torre Annunziata, in preda al panico uscita dall'auto col parabrezza in frantumi. Ci ha pensato l'uomo a darle assistenza e a sincerarsi delle sue condizioni prima dell'arrivo di altri automobilisti e del carro gru che ha provveduto alla rimozione dei mezzi. Come sempre più spesso accade è la condizione del fondo stradale già usurato e reso viscido dalla pioggia, la causa del gran numero di incidenti che, con le prime precipitazioni, si verificano puntuali tra questi tornanti.

17.11.2014.

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MONTI LATTARI NEWS Agerola Raffaella Fusco dopo Miss Italia in gara per un altro concorso di bellezza

17 Novembre 2014, 12:06pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Splendida e luminosa, uno sguardo ammaliante, Raffaella Fusco , bellissima ragazza di Agerola, paese sui Monti Lattari che si affaccia sulla Costiera amalfitana, è in gara per un altro concorso di bellezza, dopo aver partecipato con un buon risultato a Miss Italia, 22 anni, dopo il diploma al turistico di Amalfi, iscritta all'Università di Napoli Scienze del Turismo , così si descrive: Mi sento appassionata perchè: Life-laugh-love! Amante della vita, della compagnia. Carina, positiva, sempre allegra( tranne qualche volta) amante dei viaggi e delle lingue Straniere! Ho tanti difetti ma sta scoprirli a chi mi conosce fino in fondo. Mi piace essere notata e amo la moda, il cinema e i concorsi di bellezza( mi hanno aiutato a superare almeno un po la timidezza), Miss Italia in particolare.

17.11.2014.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi furto in un negozio di frutta nella notte

16 Novembre 2014, 12:05pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n DI ANGELA CECERE

ANTEPRIMA Amalfi nella notte un furto nel negozio di frutta dei fratelli Infante nella piazza Spirito Santo difronte al Monte dei Paschi di Siena i ladri dopo aver scassinato la porta d'ingresso hanno portato via dalla cassa i pochi soldi che vi erano dentro. In mattinata la scoperta dei proprietari che hanno allertato i carbinieri che ora stanno indagando per risalire ai colpevoli del furto.

16.11.2014.

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