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CIOCIARIA NEWS Reati ambientali alla Burgo: cinque dirigenti della fabbrica rinviati a giudizio

1 Aprile 2017, 09:58am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Emissioni irregolari di polveri nell'aria e gestione illecita dei rifiuti. Queste alcune delle contestazioni che ieri hanno portato al rinvio a giudizio di tutti gli imputati finiti nell'inchiesta aperta sulla Burgo di Sora. La stessa indagine partita dall'esposto presentato dal signor Maurizio D'Andria, rappresentato dall'avvocato Massimiliano Contucci, che aveva chiesto alla magistratura di verificare alcune presunte irregolarità. 
Ieri il giudice delle udienze preliminari di Cassino, vista anche la delicatezza della materia da trattare, ha disposto per i cinque coinvolti nella vicenda giudiziaria (un sesto è venuto a mancare durante le indagini) il rinvio a giudizio per reati diversi. 
Ruggero Bianchi di Isola del Liri; Amedeo Dragano di San Giovanni Rotondo; Gianfranco Sorge nato ad Avezzano; Antonino Di Folco di Arpino e Filomena Morelli di Foggia, sono chiamati a rispondere - a vario titolo - per ipotesi che vanno dall'illecita gestione dei rifiuti di produzione, all'emissione di polveri nell'atmosfera e ai relativi controlli, passando per l'ipotesi di gestione di rifiuti non autorizzata fino al concorso in falso uso d'atti d'ufficio, abuso d'ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Carmela Di Domenico http://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/51927/reati-ambientali-alla-burgoa-cinque-dirigenti-della-fabbrica-rinviati-a-giudizio

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CIOCIARIA NEWS Omicidio Morganti: oggi apertura della camera mortuaria, forse domani i funerali

31 Marzo 2017, 09:09am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Dalla tarda mattinata odierna e fino alle 16 sarà possibile dare un ultimo saluto alla salma di Emanuele Morganti, il giovane massacrato e ucciso da un branco di belve inferocite. Fra poche ore, infatti, sarà aperta la camera mortuaria del Policlinico di Tor Vergata dove ieri si è svolta l'autopsia (e non, come era stato detto in un primo momento, all'Umberto I) e tutti coloro che lo vorranno potranno rendere omaggio ad un giovane morto per mano di belve assassine, agnello sacrificale di quello che appare sempre più come un atto finalizzato ad imporre il proprio predominio sul territorio da parte di un gruppo di bulli che aspirava a diventare banda, in pieno stile Gomorra o Romanzo Criminale. E che ora sono invece ristretti in due celle separate, in strettissimo isolamento, nel carcere di Regina Coeli.

La notizia l'ha data sulla sua bacheca Facebook il consigliere comunale Roberto Addesse, avvisato di ciò dal padre di Emanuele, Giuseppe, alla cui famiglia fin dal primo momento è stato particolarmente vicino, e da noi raggiunto telefonicamente. 

"Insieme ad altri amici - ci ha detto Addesse - andremo a Roma per vedere e salutare per l'ultima volta Emanuele e stringerci attorno ai suoi familiari. Come noi so che faranno tante altre persone della contrada che conoscevano il ragazzo e la sua famiglia". E' quindi prevista una nutrita partecipazione popolare anche a questo particolare momento. 

In merito ai funerali, sempre Addesse ha affermato che molto probabilmente, come riferito dalla sorella di Emanuele, Melissa, potrebbero svolgersi nel pomeriggio di domani presso la chiesa di Tecchiena Castello. La certezza, comunque, si potrà avere in giornata dopo che saranno state espletate le ultime formalità.

Intanto, visto il tempo trascorso dal decesso del 20enne, avvenuto ufficialmente alle 21 di domenica scorsa, non sarà più possibile procedere con la donazione degli organi al cui espianto la famiglia aveva dato subito la propria autorizzazione. 

Sempre in giornata, probabilmente nel pomeriggio nel carcere di Regina Coeli, si svolgerà anche l'udienza di convalida del fermo di Mario Castagnacci e Paolo "Er Paoletto" Palmisani, fermati nella notte tra lunedì e martedì scorsi per l'omicidio di Emanuele Morganti nella periferia di Roma, dove si nascondevano in casa di una zia per paura delle vendette degli amici di Emanuel

FONTE http://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/51884/omicidio-morgantia-oggi-apertura-della-camera-mortuaria_-forse-domani-i-funerali#

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CIOCIARIA NEWS MASSACRATO DA BRANCO: GIORNALISTA LA7 AGGREDITA AD ALATRI

30 Marzo 2017, 09:27am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

Risultati immagini per emanuele morganti alatriINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una giornalista aggredita ad Alatri, il paese di Emanuele Morganti, il ragazzo morto dopo un pestaggio subito sabato scorso. «Mi hanno accerchiato e mi hanno gettato la telecamera a terra», ha raccontato la videomaker del programma Tagadà (La7) Irene Buscemi. «A un certo punto è scoppiata una rissa furibonda tra gli amici e i parenti di Emanuele Morganti: una parte, infatti, voleva convincere gli altri a partecipare a una spedizione punitiva nei confronti di alcuni ragazzi albanesi». Quando ha cercato di documentare quanto accadeva, però, alcuni di loro hanno aggredito la giornalista, come ha riferito lei stessa in studio a Tagadà. «Per molte ore sono rimasta senza telecamera», ha detto Buscemi, «mi ha colpito il fatto che nessuno sia intervenuto in mia difesa e che nessuno abbia filmato quanto stava avvenendo col telefonino». La cronista ha sporto denuncia. I filmati sono stati cancellati, probabilmente dagli aggressori.

LEGGO.IT

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CIOCIARIA NEWS UCCISO DAL BRANCO AD ALATRI, LA FIDANZATA: "HO CERCATO DI DIFENDERLO, QUELLI ERANO COME BESTIE"

28 Marzo 2017, 08:15am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MARIA PAPPACODA FUMONE Riavvolgere il nastro non si può. Era una sera come tante. Anzi, no, la prima volta che Emanuele guidava la macchina del padre. Ketty Lisi, nella sua casa di Fumone, non smette di piangere. Non si dà pace, vorrebbe riavvolgere il nastro, accorgersi in tempo del pericolo. Parla con un filo di voce. Intorno i fratelli, la mamma Simonetta, le fanno da scudo in silenzio.
«Me l'hanno strappato via dalle mani, ho provato a salvarlo, ma uno mi ha presa e spinta via». Ketty che è successo là dentro?
«Eravamo al bancone, quando a turno, in due, un italiano e un albanese hanno cominciato a infastidirci». E' volata qualche battuta di troppo?
«Ma no. C'era l'albanese che era ubriaco e dava in continuazione spinte al mio ragazzo. Anche l'altro, ciondolava nel locale, barcollando. A un certo punto Emanuele è sbottato: E mo' basta, è iniziata la discussione, l'hanno portato fuori, anche io sono stata costretta a uscire». C'era la musica, gli altri amici che erano con voi non hanno realizzato subito quanto stava per accadere. Tu che hai fatto?
«Ho cercato di avvicinarmi ma era circondato da quelle bestie. Ora voglio giustizia, devono pagare. Emanuele era speciale». Da quanto stavate assieme?
«Da poco meno di un anno, ma eravamo stati compagni di scuola, nell'Istituto chimico e biologico di Alatri. Lui era pieno di vita, era immenso, speciale, accendeva il sole». Un grande amore, sempre insieme, mano nella mano sotto casa, al lago. A brigare con Emanuele, così buono, da praticare il carpfishing, la pesca dei pacifisti, quelli che fatta una foto ricordo, ributtano in mare il pesce senza avergli fatto male...
«Era bellissimo ed io lo amavo tanto. Non meritava tutto questo, non meritava una morte cosi. Ora merita solo giustizia. Ma che sia severa davvero. Quanto a me, vorrei svegliarmi e pensare che sia solo un sogno, un brutto sogno».
dall'inviato Raffaella Troili LEGGO.IT
 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALATRI, FERMATI DUE DEI NOVE SOSPETTI DEL PESTAGGIO MORTALE A EMANUELE

28 Marzo 2017, 08:10am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALATRI, FERMATI DUE DEI NOVE SOSPETTI DEL PESTAGGIO MORTALE A EMANUELE

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una possibile svolta nelle indagini sulla morte di Emanuele Morganti, il ventenne ciociaro ucciso ad Alatri (Frosinone) dopo una lite in discoteca. Il giovane era stato pestato violentemente da più persone, pare per difendere la fidanzata, ed è morto dopo due giorni di agonia. A quanto trapela di indiscrezioni, dei nove indagati almeno due sarebbero stati sottoposti a fermi. Sarebbero in corso accertamenti anche su una presunta aggressione ai danni di alcuni sospettati.

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Morte Emanuele Morganti, esplode la rabbia della gente. Tensione tra Alatri e Tecchiena -

27 Marzo 2017, 15:49pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una fiaccolata per pregare per la sorte di Emanuele, poi rinviata per ragioni di ordine pubblico. Nella giornata di ieri, mentre gli eventi precipitavano e da Roma arrivavano notizie sempre più convulse, giovani e meno giovani avevano ideato spontaneamente una "fiaccolata pacifica di protesta contro la cattiveria delle persone e per la tutela della vita". Un'iniziativa nata sui social network e diventata virale nell'arco di poche ore: centinaia di persone erano pronte a sfilare alle 20, lumino in mano, nelle vie del centro storico. Poi, lo stop e la decisione di spostare la manifestazione a domani, alla stessa ora salvo altri blocchi.

All'origine del rinvio la morte del ragazzo, con il Comando dei Carabinieri che ha invitato gli organizzatore a non tenere la manifestazione: da un lato, la necessità di concentrarsi sulle indagini e di chiudere il cerchio; dall'altro, l'esigenza di mantenere l'ordine pubblico, evitando l'esasperazione degli animi già "incendiati". Infatti, parallelamente a quanto stava accadendo nell'ospedale romano "Umberto I", l'emozione e il dolore della gente iniziava a trasformarsi in aperta rabbia, risentimento, ostilità e minacciosi propositi di vendetta.

Un coacervo di sentimenti vari, di reazioni fortissime scaturiti certamente dal forte impatto generato dal tragico epilogo della vicenda. Molte persone hanno chiesto di "dirottare" la fiaccolata nella zona di Tecchiena e hanno lanciato accuse contro altre: "La fiaccolata si deve tenere a Tecchiena, non dove hanno ammazzato Emanuele e non hanno alzato un dito", è stato il commento di un utente di Facebook. Affermazioni riprese da un altro utente: "Concordo, occorre farla a Tecchiena, non ad Alatri, perché anche gli alatrensi ci sono di mezzo". E ancora: "Emanuele uno di noi, non uno di loro. Tutti a Tecchiena per Emanuele", "Alatri non è terra nostra. Si sono alleati con gli stranieri".

Facile intuire che queste frasi abbiano ulteriormente inasprito la discussione, rispolverando vecchie antipatie tra il centro e la periferia, tra Alatri e Tecchiena. Più di qualcuno ha invitato i presenti a soppesare con calma i termini, a non lasciarsi andare a idee di rappresaglia, a pensare al dolore per una giovane vita spezzata nel modo più vile e barbaro, a riportare il dialogo su binari più consoni alla drammaticità della situazione: "Vi rendete conto che non è il momento di fare la guerra tra Alatri e Tecchiena? Tutti siamo addolorati e tutti vogliamo giustizia! Io vivo ad Alatri, ma questo non significa che mi senta complice. Finitela con le polemiche", ha risposto una signora. E poi: "È morto un ragazzo di 20 anni e voi guardate a dove fare o non fare la fiaccolata. Ancora pensiamo a questa storia tra Alatri e Tecchiena. Stiamo parlando di un ragazzo che è uscito per divertirsi e dei bastardi lo hanno ucciso", "Per colpa di alcuni individui non si può pensare di dividere l'intera cittadinanza alatrense. Sono d'accordo per la fiaccolata in qualsiasi parte della "nostra" Alatri con "Tutti per Emanuele" come slogan", "Non penso sia questo il momento di litigare sul come e sul dove, l'importante è che si faccia".

Troppo alta quindi la tensione, troppo esacerbati gli animi, giusta a questo punto la scelta di non far svolgere il corteo che, da pacifico, avrebbe potuto incanalare tutta la collera del momento e terminare con esiti spiacevoli, trasformandosi in qualcos'altro, in qualcosa di diverso. Alle 18.30 la comunicazione del rinvio a domani. Poi scendono le luci del giorno, la sera comincia, una tristissima sera tra un dolore vivo, intenso e indagini che continuano in maniera serrata.

Pietro Antonucci http://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/51711/morte-emanuele-morganti_-esplode-la-rabbia-della-gente-tensione-tra-alatri-e-tecchiena#sthash.FadLDz4j.dpuf

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CIOCIARIA NEWS Edilizia, persi 7.500 posti di lavoro

25 Marzo 2017, 10:37am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il treno dell'edilizia fa fatica a riprendere la sua corsa, i segnali positivi del 2016 sono stati offuscati dal nuovo codice degli appalti, recentemente ritirato dal governo per le sue difficoltà attuative. Il comparto ciociaro è in una fase di stagnazione, quantomeno non c'è decrescita, un segnale da prendere positivamente anche se il settore presenta numeri da brividi: «Dal 2008 ad oggi –  sottolinea il segretario generale della Feneal Uil Flavio Fareta – abbiamo perso intorno ai 7500 posti di lavoro. Se nel periodo pre-crisi contavamo 11 mila addetti che sviluppavano 113 milioni di euro di massa salari, oggi gli operai che lavorano nell'edilizia si aggirano sui 4500. Mi domando: quante Marangoni e quante Videocon hanno chiuso? Perché questa erosione di posti di lavoro è passata sotto silenzio? Forse perché si tratta di piccole e medie imprese? Nel 2016 c'è stata una crescita del 3% e, di questo passo, servirebbero altri 30 anni per tornare ai livelli del 2008».

La Feneal Uil sta lavorando ad alcuni protocolli d'intesa per favorire la crescita del comparto: «Peccato aver perso le Olimpiadi di Roma del 2024 perché – ha evidenziato Fareta – per le nostre imprese poteva essere un'ottima occasione. Siamo in attesa di avere un incontro per siglare accordi per la ricostruzione di Amatrice. Le ditte ciociare sono molto preparate sulla lavorazione del cemento armato e, come sta accadendo per L'Aquila, potrebbero avere diverse chances negli appalti che verranno predisposti per riedificare il paese dopo il terribile terremoto. La ripresa dell'intera economia del territorio passa attraverso la manodopera che, da sola, sviluppava circa il 25% del Pil. Senza di questa, neanche gli investimenti fatti da Fca, avrebbero effetti positivi». La Feneal Uil è impegnata anche sul tavolo delle trattive per cambiare il l'attuale codice degli appalti: «Stiamo battagliando per rivedere alcuni aspetti del codice e in particolare mettere un freno a quelle aziende che tentano qualsiasi espediente per evadere il fisco, come il ricorso alle partite Iva per stranieri o ai voucher. A mio avviso – ha chiosato Fareta – sarebbe decisivo eliminare del tutto i subappalti».

FONTE http://www.ciociariaoggi.it/news/attualita/51630/edilizia_-persi-7500-posti-di-lavoro#sthash.Oo5I797H.dpuf

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CIOCIARIA NEWS Carcere di massima insicurezza. Telefonini e droga ai detenuti

23 Marzo 2017, 12:32pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo l'evasione, l'inchiesta per omicidio un altro terremoto scuote il carcere di Frosinone. Ieri, i carabinieri del Reparto operativo Nucleo investigativo hanno dato esecuzione a delle ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere, una agli arresti domiciliari e sei obblighi di dimora. L'accusa, che coinvolge anche un appartenente alla polizia penitenziaria, è di corruzione per aver favorito l'introduzione nella casa circondariale di Frosinone di tre telefoni cellulari di ultima generazione, comprensivi di sim e caricabatterie, cinquanta grammi di hashish e altro materiale allo stato non ancora identificato.

Il Prologo

L'inchiesta "Cash and carry" nasce dall'intercettazione di un colloquio di un detenuto con la madre. Questi rivela la possibilità di poter introdurre sottobanco qual- cosa. Èlo spunto che permette alla polizia penitenziaria, dopo una perquisizione, di trovare dei telefonini. A quel punto l'autorità giudiziaria - è il luglio del 2016 - delega i carabinieri a indagare. E così gli uomini del tenente colonnello Andrea Gavazzi e del capitano Antonio Lombardi si mettono sulle tracce di chi gestisce l'illecito commercio all'interno del carcere. Partono intercettazioni e pedinamenti. I militari del Nucleo investigativo cominciano a sospettare di un assistente capo della polizia penitenziaria. E, in un paio di mesi, si chiude il cerchio.

I detenuti destinatari di cellulari e droga nel frattempo vengono trasferiti. Il sostituto procuratore Rita Caracuzzo, che coordina le indagini, invia una richiesta di misure cautelari al gip del tribunale di Frosinone Francesco Mancini. Ieri, pertanto, i carabinieri hanno applicato le misure nei confronti dell'assistente capo della polizia penitenziaria Rinaldo Neccia, 47 anni, di Piglio, finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, mentre sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei detenuti all'epoca ospitati in via Cerreto.

Si tratta di Goyart Leba, albanese,35 anni,attualmente ospite della casa circondariale di Spoleto per droga, rapina e sfruttamento della prostituzione, Marian David Surdu, 26, romeno, che era ai domiciliari nella sua abitazione di Alatri per droga, Domenico Coppola, 26, attualmente detenuto ad Ariano Irpino per droga e rapina e Andi Agalliu, 37, albanese, detenuto a Isernia per droga. Sono difesi da- gli avvocati Angelo Pica, Giampiero Vellucci, Riccardo Masecchia, Eliana Scognamiglio,Roberto Delogu e Claudio Castaldo. A familiari e compagne dei detenuti è stato imposto l'obbligo di dimora nelle rispettive residenze che riguarda C.M., cagliaritana, 41, C.E. di Cardito (Na), 45, M.E., di Cardito, 40, A.P., di Sabaudia, 38, e R.P. di Sabaudia, 45.

Le Indagini

I carabinieri, indagando sui telefonini, scoprono cose interessanti. I cellulari sono usati anche da altri detenuti che se li passavano tra di loro. La voce all'interno del penitenziario è corsa e così, grazie al passaparola, altri detenuti sono venuti a conoscenza delle "modalità" con le quali ricevere un cellulare, ma anche droga. Stando alla prospettazione accusatoria, la guardia carceraria per far passare gli ordini chiedeva somme che variavano dai 150 ai 500 euro.

Decisiva è la mediazione di congiunti, mogli e compagne dei reclusi. Istruiti in tal senso, al telefono o durante i colloqui, i familiari venivano in contatto con l'assistente capo. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, gli incontri avvenivano in bar o in parcheggi di Frosinone. Lì - in base all'accusa - avvenivano gli scambi. I carabinieri sono riusciti a filmare alcuni di questi incontri. Stando a quanto ricostruito dai militari del Nucleo investigativo nei bar e nei parcheggi l'assistente capo si sarebbe fatto consegnare i telefonini o la sostanza stupefacente, poi introdotti nel carcere. In base alle accuse, l'agente avrebbe ottenuto con questo sistema 2.000 euro attraverso dazioni dirette di denaro e ricariche di una postepay. Ricariche avvenute attraverso triangolazioni con persone non collegate ai detenuti per non destare sospetti in caso di controlli.

Le Chiamate

Le telefonate servivano ai bisogni più disparati. Un modo per man- tenere assidui contatti con l'esterno con familiari, mogli, fidanzate e quanti altri. Ma anche un modo per non perdere l'abitudine. Alcuni dei detenuti hanno continuato a presiedere alla commissione di altri reati. Ed è questo quanto il gip Mancini ha evidenziato nell'ordinanza, ponendo l'accento sul fatto che, nonostante la sottoposizione al regime carcerario, i detenuti hanno dimostrato uno spiccato spessore criminale.

I Precedenti

Si chiamava Albatraz. Era il nome dato all'operazione che, nel gennaio del 2010, portò all'arresto di tre ispettori della polizia penitenziaria in servizio a Frosinone. Stando alle accuse dell'epoca sarebbero stati corrotti per favorire l'ingresso all'interno della casa circondariale di cocaina ed hashish. Anche in quell'occasione, l'indagine prese le mosse dal ritrovamento, nel luglio del 2007, di un cellulare in carcere.

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CIOCIARIA NEWS Controlli a tappeto della Polizia: fermato un 18enne alla guida di una minicar modificata

21 Marzo 2017, 09:28am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell'ambito dei servizi di controllo del territorio, nella giornata di ieri, personale del Commissariato di Cassino ha istituito 4 posti di controllo, identificando oltre 60 persone e verificando la regolarità di circa 40 veicoli.

In modo particolare un quadriciclo, guidato da un 18enne dell'hinterland cassinate, risultava essere stato modificato, con riflessi negativi sui requisiti della sicurezza: i nuovi pannelli interni, posti in sostituzione degli "originali", avevano infatti ridotto drasticamente lo spazio all'interno del veicolo tanto da compromettere la guida dello stesso, nonché l'incolumità degli occupanti. Scattava dunque la relativa contravvenzione per violazione al Codice della Strada, con segnalazione anche al competente Ufficio del Dipartimento per i Trasporti Terrestri per la revisione straordinaria del veicolo.

La Polizia di Stato invita, pertanto, a non effettuare modifiche o manomissioni per il solo "effetto" estetico o per aumentare la potenza e la velocità del mezzo, perché la minicar può diventare una vera e propria "trappola" mortale. L' "educazione stradale" è una delle finalità prioritarie della Polizia di Stato impegnata da sempre in campagne di sensibilizzazione, per diffondere la cultura del rispetto delle regole e della sicurezza stradale tra i giovani.

FONTE http://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/51411/controlli-a-tappeto-della-poliziaa-fermato-un-18enne-alla-guida-di-una-minicar-modificata#sthash.3iNNeSFB.dpuf

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CIOCIARIA NEWS Anziano si avventura lungo il Liri: scattano allarme e soccorsi

20 Marzo 2017, 10:24am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Grande paura ieri mattina in pieno centro a Sora: la macchina dei soccorsi è scattata immediatamente e subito si è creato un certo trambusto. A lanciare l'allarme alcuni passanti preoccupati per aver notato, verso le 10, un anziano sulle sponde del Liri. L'uomo, A. V., residente nella zona, ha percorso le scalette vicine al ponte di San Lorenzo (conosciuto da tutti come il ponte di ferro) e incurante dei pericoli si è inoltrato nella vegetazione. Più tardi ha raccontato di essere sceso sulla sponda del fiume per recuperare un pallone. Tanta è stata la preoccupazione per le sorti del pensionato che immediatamente, proprio davanti la cittadella della sicurezza, sono piombati sul posto le forze dell'ordine e i vigili del fuoco. L'allarme in breve tempo è rientrato, ma il traffico ha subìto rallentamenti attirando tanti curiosi che si sono fermati ad osservare quanto accadeva. Gli agenti della polizia locale, guidati dal comandante Rocco Dei Cicchi, hanno subito avvisato dell'accaduto i familiari dell'uomo. Fortunatamente l'anziano non ha riportato ferite e appariva abbastanza lucido nonostante lo spavento e l'imbarazzo per aver fatto involontariamente e inutilmente scattare la macchina dei soccorsi. Quanto avvenuto ieri mattina nel cuore della città ha riaperto una problematica ben nota ai sorani: diversi accessi alle sponde del fiume sono sprovvisti di cancelli. Una volta non si poteva scendere facilmente nel letto del Liri. E forse era meglio allora.

 

- FONTE http://http://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/51387/anziano-si-avventura-lungo-il-liria-scattano-allarme-e-soccorsi#sthash.KG0WNeKc.dpuf

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