Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Cerimonia di merito Maddaloni. Nel salone di rappresentanza della Fondazione Villaggio dei Ragazzi “don Salvatore d’Angelo”, si è tenuta la tradizionale cerimonia di consegna degli attestati di merito agli studenti delle scuole della Fondazione Villaggio dei Ragazzi (Liceo linguistico, istituto tecnico, istituto professionale alberghiero, istituto aeronautico) che, in sede di esame di stato 2021, si sono distinti conseguendo il punteggio massimo di 100/100 e 100/100 con lode. A consegnare la pergamena Felicio De Luca, Commissario straordinario dell’Ente maddalonese. Presente Claudio Petrone. Al termine di un anno scolastico molto impegnativo dal punto di vista sia psicologico che didattico a causa di una pandemia che ci si augura sia arrivata al capolinea, sono dunque riusciti ad entrare nel club dei lodevoli, conseguendo la maturità con la votazione di 100 e lode, Emanuela Rosa Ruotolo, del liceo linguistico, e Maria Antonietta Santo, dell'istituto professionale alberghiero. Gli studenti che, invece, pur senza la lode hanno tuttavia conquistato un 100 tondo grazie ad impegno e determinazione sono stati Michele De Simone, Vincenzo Desiato, Andrea Pio Petito ed Evangelista Sagnelli, tutti dell'istituto tecnico, Pietro Colombo Albanese, Francesco Carangelo, Fabiana Fierro, Luca Marotta, Vincenzo Riccio e Luigi Russo, dell'istituto trasporti e logistica, Maria De Lucia e Pasquale Madonna, dell'istituto professionale alberghiero, ed, infine, El Mensouri Soukaina, Guido Sais e Concetta Giada Altobelli, del liceo linguistico “È questo - ha dichiarato il Commissario De Luca - un risultato importante, frutto della determinazione, dello studio e della passione e che inorgoglisce l’intera Comunità del Villaggio. L’obiettivo di sempre è quello di valorizzare i “talenti” attraverso un cammino formativo che rappresenta senza dubbio la strada giusta per giungere ad un futuro luminoso. A tutti i ragazzi - ha aggiunto De Luca - consiglio di non appagarsi ma di considerare l'obiettivo raggiunto come un punto d’inizio. Il mio plauso, infine, - ha concluso l’amministratore dell’ente maddalonese - va altresì ai genitori, la cui collaborazione ha certamente contribuito in maniera sostanziale al percorso di “eccellenza” scolastica intrapreso dai figli, ai docenti, che hanno saputo valorizzare queste eccellenze, e ai Presidenti con la rispettive commissioni d’esame, che hanno lavorato con determinazione permettendo ai neo diplomati di affrontare con la massima serenità e la giusta concentrazione le prove previste”.
INSERITO DA ANGELA CECERE La decisione Santa Maria Capua Vetere. Circa 30 detenuti del Reparto Nilo del carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove il 6 aprile 2020 avvennero violenti pestaggi di reclusi da parte della Polizia Penitenziaria, sono stati trasferiti in altre carceri campane come Carinola, Ariano Irpino, e in istituti di altre regioni, come quelli di Modena, Civitavecchia, Perugia. La decisione è stata presa dal Dap d'intesa con la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, si tratta di detenuti vittime delle violenze ma non tutti hanno però denunciato. Il provveditore reggente delle carceri della Campania Carmelo Cantone, inviato dal Dap per sostituire il provveditore Antonio Fullone, destinatario di una interdizione dai pubblici uffici nell'ambito delle indagini sui “pestaggi" nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, del 6 aprile 2020, ha emanato una circolare con la quale consiglia agli agenti di recarsi a lavoro in abiti civili e non con la divisa. Una decisione presa, secondo quanto si apprende, per tutelare i componenti del Corpo finiti al centro dell'attenzione dopo l'«orribile mattanza» come l'ha definita il gip Sergio Enea.
INSERITO DA ANGELA CECERE L'appello al Governo Caserta. “I circa sei minuti di video diffusi dai media e relativi a parte di ciò che è avvenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile dell’anno scorso sono orribili; se prima di vedere quelle immagini ci eravamo detti sgomenti e atterriti, adesso siamo sconcertati, mortificati e colpiti nell’orgoglio di servitori dello Stato. Ora, però, ci si interroghi sui motivi che hanno prodotto quelle degenerazioni e sul perché si susseguono indagini e procedimenti penali a carico della Polizia penitenziaria. Ci si chieda perché avvengono, per converso, più di due aggressioni al giorno, contando solo quelle più gravi, da detenuti a operatori senza che il Ministero della Giustizia intervenga tangibilmente e con misure appropriate”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, ritornando, come già aveva fatto nei giorni scorsi, sulle vicende avvenute presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere dopo i disordini e la perquisizione del 5 e 6 aprile dello scorso anno. De Fazio spiega: “a fronte delle accuse mosse a diversi appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria a Santa Maria Capua Vetere, a fronte del video, parziale, che abbiamo potuto visionare, ma anche a seguito dei numerosi procedimenti aperti da altre procure, appare evidente che complessivamente il sistema carcerario non funzioni, da qualunque prospettiva lo si guardi”. “Se quei procedimenti accertassero errori o addirittura abusi da parte della Polizia penitenziaria, anche in considerazione dell’ampia scala con la quale si sarebbero verificati, sarebbe inevitabile prendere atto del fallimento organizzativo e gestionale delle carceri. Se, invece, come in cuor nostro confidiamo, – prosegue il leader della Uilpa Polizia Penitenziaria – nella stragrande maggioranza dei casi si dimostrasse la correttezza dell’operato della Polizia penitenziaria e l’infondatezza delle accuse, sarebbe doveroso chiedersi il perché un apparato dello Stato non consenta di prevenire così gravi sospetti ed esponga a frequenti procedimenti penali e alla gogna mediatica i suoi servitori”. “Non è sufficiente il ripristino dei sistemi di videosorveglianza che pure chiediamo da tempo insieme all’indispensabile dotazione di body-cam, specie in assenza di un protocollo che ne regolamenti indefettibilmente l’impiego e la possibilità di accesso, impedendone manomissioni e utilizzi impropri. Servono riforme complessive che reingegnerizzino il sistema d’esecuzione penale, rifondino l’amministrazione penitenziaria e ridisegnino l’architettura del Corpo di polizia penitenziaria. Questo – conclude De Fazio – chiediamo al Presidente Draghi e alla Ministra Cartabia, non è più tempo di pannicelli caldi”.
INSERITO DA ANGELA CECERE Riceviamo e pubblichiamo Caserta. Il Coordinamento Suessola "La Salute al Centro" è da mesi che denuncia lo stato di degrado e di criticità della sanità nella Valle di Suessola. Non ultimo, l'ipotesi molto accreditata di chiusura del Poliambulatorio di San Marco-Trotti in seguito alla quale è stata anche fatta una petizione popolare con circa 2000 firme raccolte nel giro di poche ore. "L'azione messa in campo - si legge in una nota - dimostra che quando il popolo alza la voce i rappresentanti politici sono costretti a prenderne atto. Ricordiamo sempre che il loro ruolo dovrebbe essere quello di servire e non di servirsi atteggiandosi a Potestà. Un tempo e un ruolo che dovrebbe appartenere solo alla storia. Orgogliosi di quanto finora fatto, apprendiamo con somma soddisfazione, interpretando anche i sentimenti ed il pensiero dei tantissimi cittadini che ci seguono e ci supportano, che nell'ultimo periodo si stanno susseguendo tutta una serie di incontri tra i rappresentanti delle istituzioni della Valle ed i rappresentanti dell'Asl. Quello che non si capisce, però, essendo un tavolo politico-istituzionale con l'intento di trattare le criticità della sanità locale, come mai non siano stati invitati a partecipare il consigliere regionale del territorio ed il consigliere provinciale? Forse qualcuno ha pensato che non possono essere utili alla causa? Apprendiamo anche con sommo piacere, la presenza agli incontri, del vescovo di Acerra, Mons. Di Donna, per dare, probabilmente, più forza alle richieste ed alle necessità del popolo. La cosa, ripetiamo, ci fa piacere perché al fianco della conclamata debolezza della politica e alla sua pochissima forza e capacità contrattuale, si è affiancata una presenza ed una voce autorevole che forse dà una speranza in più alla gente di veder riconosciuti i propri diritti, uno dei quali è proprio quello della tutela della salute. Vogliamo sperare che in questi incontri i sindaci non abbiano dimenticato di farsi carico di una ulteriore difficoltà che i cittadini stanno incontrando nella scelta del medico di famiglia in seguito al pensionamento di alcuni di loro. Tra parentesi, nessuno dei Comuni della Valle, rispetto a questa problematica, risulta essere Comune carente. Comunque, sempre vigili e attenti, restiamo in fiduciosa attesa di fatti concreti e non solo di buone intenzioni, ricordando che a tutt'oggi nessuna delle 5 unità pensionate del Poliambulatorio è stata ancora sostituita." La nota è a firma del portavoce del coordinamento Diamante Borzillo e Alfonso Crisci.
INSERITO DA ANGELA CECERE Caserta. Una nube nera densa in località Ischitella dove è avvenuto un ennesimo incendio di rifiuti e sterpaglie. E' successo a Villa Literno nei pressi di alcune abitazioni e attività commerciali. Sul posto tra non poche difficoltà tre squadre dei vigili del fuoco giunte da Aversa, Marcianise e Piedimonte Matese. Un fronte di fiamma lungo circa 700 metri. Duro lavoro da parte dei caschi rossi che grazie al loro tempestivo intervento hanno evitato il peggio.
INSERITO DA ANGELA CECERE Blitz all'alba Caserta. E' in corso dalle prime luci dell'alba un’operazione di polizia giudiziaria avente che ha portato all’esecuzione di misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di alcuni appartenenti alla Polizia Penitenziaria. L'operazione fa riferimento agli episodi avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020 quando nel corso di una rivolta durante la pandemia. In quella circostanza vi fu una dettagliata reazione da parte degli agenti della polizia penitenziaria. E di contro i detenuti avevano parlato di un pestaggio vendicativo nei loro confronti. Le indagini hanno fatto il loro corso attraverso l'unità speciale. Secondo gli inquirenti, gli agenti avrebbero prelevato i detenuti dalle le sezioni del reparto Nilo costringendoli a subire una serie di violenze fisiche e psicologiche. In particolare, i reclusi sarebbero stati costretti ad inginocchiarsi, denudarsi, fare flessioni oltre a ricevere calci, schiaffi, pugni, manganellate e testate da parte degli agenti che indossavano caschi antisommossa. Alla fine le denunce dei detenuti hanno portato la Procura ad indagare su 144 agenti della polizia penitenziaria: 92 in servizio al nucleo operativo di Napoli Secodigliano, 36 appartenenti al Notp di Santa Maria Capua Vetere e 18 in forza al Notp di Bellizzi Irpino.
INSERITO DA ANGELA CECERE Qui Caserta Caserta. La tregua è durata solo quattro giorni nel casertano, dove purtroppo si torna a morire per Covid. Due le vittime annunciate dall'Asl nell'ultimo bollettino, rispettivamente a Maddaloni e Mondragoni, comuni che hanno pagato un prezzo altissimo in termini di contagi e decessi. Ed è tornato a salire anche il numero dei positivi. 21 nelle ultime 24 ore su 572 tamponi effettuati. Un tasso di incidenza giornaliero che si attesta al 3,67%. 45 sono invece gli ultimi pazienti guariti. Un appello viene rivolto soprattutto alle persone non vaccinate, le più esposte e a rischio in questa fase delicatissima, a proteggersi al più presto a causa dell'incubo varianti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Il resoconto di un anno di super lavoro Caserta. Interventi mirati e selettivi, fondati sull’incrocio delle banche dati fiscali e di polizia, sul controllo economico del territorio e sulle risultanze delle indagini di polizia giudiziaria e valutaria, nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e, in particolare, verso coloro che pongono in essere condotte fraudolente e illeciti a carattere internazionale: è questa, in sintesi, la strategia adottata dal Corpo dall’inizio della pandemia per arginare i più gravi e diffusi fenomeni di illegalità tributaria e tutelare l’economia legale dall’illecita concorrenza dei frodatori del fisco e dei grandi evasori. Un’azione che, nel corso del 2020, si è concretizzata nell’esecuzione di 215 interventi ispettivi e di 129 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di reprimere numerosissimi reati fiscali (principalmente riferibili all’emissione e all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione) e di denunciare 145 soggetti, di cui 10 tratti in arresto. Il valore dei beni sequestrati nella passata annualità per reati in materia di imposte dirette e IVA è di circa 13 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro avanzate alle competenti Autorità Giudiziarie ammontano a circa 50 milioni di euro. Particolare attenzione è stata rivolta anche alle frodi carosello: sono 49 i casi scoperti di società “cartiere” o “fantasma” utilizzate per evadere l’I.V.A., anche mediante indebite compensazioni. Non meno significativo è l’impegno delle Fiamme Gialle casertane nel contrasto all’economia sommersa, come testimonia l’individuazione di 17 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente oltre 21 milioni di euro di IVA dovuta. Inoltre, sono stati verbalizzati 110 datori di lavoro per aver impiegato 233 lavoratori in “nero” o irregolari. Ammontano, invece, a 40 gli interventi svolti nel settore delle accise, al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte sul territorio nazionale mediante servizi di prevenzione lungo le rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti, nonché, nei casi più gravi, attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria volte a neutralizzare l’operatività delle organizzazioni criminali, anche di carattere transnazionale, operanti nel settore. Complessivamente, sono stati sequestrati 322.934 chilogrammi di prodotti energetici, cui si aggiunge un consumato in frode di 1.017 chilogrammi. Parimenti intenso è stato l’impegno dei Reparti a contrasto del contrabbando di sigarette: nel 2020 sono stati eseguiti 117 interventi, che hanno portato al sequestro di circa 20 tonnellate di tabacchi lavorati esteri e di 6 automezzi. Nel settore del gioco illegale ed irregolare sono stati eseguiti nel 2020 n. 73 controlli, riscontrando 41 violazioni. Inoltre, sono state concluse 10 indagini di polizia giudiziaria. Nel corso del 2020 la Guardia di Finanza ha dedicato una particolare attenzione agli illeciti in materia di spesa pubblica e a tutte le condotte che, mettendo a rischio la legalità e la trasparenza che devono connotare l’azione della Pubblica amministrazione, pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni. Si tratta di un settore strategico per il Paese, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico nazionale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a contenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento complessivo della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo. 776 sono stati gli interventi complessivamente svolti nel 2020 a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 80 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 20 deleghe svolte con la Corte dei conti. Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a circa 1,5 milioni di euro, mentre si attestano su circa 7 milioni di euro quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un numero di soggetti denunciati complessivamente pari a 152. Sono attività, quelle appena sintetizzate, che hanno quasi sempre una ricaduta sul versante erariale, nell’ambito del quale sono stati segnalati alla Magistratura contabile danni per più di 43 milioni di euro a carico di 93 soggetti. Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del “reddito di cittadinanza”, il Corpo ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del beneficio a tutela di coloro che hanno reale necessità di usufruire del sussidio. Gli interventi eseguiti hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria 157 soggetti per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore. Tra questi figurano anche soggetti intestatari di ville e autovetture di lusso, evasori totali e persone dedite a traffici illeciti. Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria, i Reparti hanno portato a termine, in totale, 14 interventi, segnalando all’Autorità giudiziaria 120 persone. Passando, più in generale, al settore della tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 27 persone, di cui 6 Pubblici Ufficiali, per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione. La strategia perseguita dalla Guardia di Finanza mira al contrasto di ogni forma di infiltrazione e degli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità organizzata ed economico-finanziaria, attività di rilevanza assoluta nello scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese” nella delicata fase post emergenza.Le attività investigative sono orientate verso contesti che, sulla base di una preventiva analisi delle fenomenologie illecite presenti nelle singole realtà territoriali, risultano connotati da concreti ed immediati profili di rischio, focalizzando l’attenzione agli arricchimenti patrimoniali da parte di soggetti apparentemente privi di adeguate capacità finanziarie. In quest’ottica, si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria”, ed il monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità nel territorio di riferimento, includendo la c.d. “area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non organici alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico. In particolare, nel corso del 2020, sono stati eseguiti 32 accertamenti finalizzati all’applicazione di misure patrimoniali che hanno interessato 287 soggetti (di cui 190 persone fisiche e 97 persone giuridiche), a seguito delle quali sono state avanzate proposte di sequestro alle competenti A.G. per oltre 60 milioni di euro. Sempre nello stesso periodo, sono stati sottoposti a confisca beni per un valore di oltre 36 milioni di euro. Al contempo, sono stati eseguiti 1.291 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. Altrettanto significativa l’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti per impedirne l’introduzione nel tessuto economico-finanziario sano del Paese, nonché per intercettare possibili pratiche di finanziamento del terrorismo, tradottasi, sul piano preventivo, nell’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio e, sul piano repressivo, nell’esecuzione di mirate indagini di polizia giudiziaria. In particolare, sono stati eseguiti 21 interventi, da cui è scaturita la denuncia all’A.G. di 46 persone per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato intorno ai 25 milioni di euro, mentre sono state inoltrate alla magistratura proposte di sequestri per oltre 50 milioni di euro. È stata, tra l’altro, conferita priorità all’analisi di quei contesti legati alla fase emergenziale e post emergenziale, che vengono delegati con immediatezza ai Reparti competenti per i conseguenti sviluppi operativi, in relazione alla possibile connessione con tentativi di infiltrazione della criminalità nel sistema economico, alle pratiche speculative sui prezzi dei dispositivi medici di protezione individuale o alle procedure di approvvigionamento di materiale medico, nonché, in prospettiva, con l’utilizzazione delle provvidenze che saranno poste a disposizione di cittadini e imprese per superare la contingente crisi economica. Sempre allo scopo di garantire la tutela della trasparenza e della legalità del sistema economico imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere i reati fallimentari, societari e bancari, nonché i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e finanziario, per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni d’investimento non sicure. Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono state inoltrate proposte di sequestri di beni per un valore di oltre 51 milioni di euro, su un totale di patrimoni risultati distratti di oltre 96 milioni di euro. Tra le attività del Corpo svolte nel 2020 a tutela del mercato dei beni e dei servizi si pongono quelle (convergenti su 3 Piani operativi) a contrasto dei fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore. In tali ambiti, i Reparti operativi hanno effettuato 57 interventi e dato esecuzione a 43 deleghe dell’Autorità Giudiziaria, sottoponendo a sequestro oltre 1.350.000 prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri. Nel corso del 2020, per i reati di contraffazione e frode in commercio, nonché per violazioni alle norme in tema di sicurezza prodotti, sono stati denunciati 24 soggetti per i reati di frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione e sottoposti a sequestro oltre 1,3 milioni di mascherine e dispositivi di protezione individuale. Anche nel 2020, la Guardia di Finanza di Caserta ha collaborato con le Istituzioni preposte e unitamente alle altre FF.PP. nelle attività finalizzate alla repressione degli illeciti ambientali e al fenomeno dei roghi tossici, presente soprattutto nella zona della c.d. “terra dei fuochi”. In tale contesto, anche in parallelo ai servizi di controllo economico del territorio, i reparti dipendenti hanno proiettato la loro azione soprattutto nell’individuazione di opifici e laboratori artigianali, per Io più abusivi e sconosciuti al fisco, che operano sul territorio in violazione alla normativa a protezione dell'ambiente, quali potenziali protagonisti dello smaltimento illegale dei rifiuti speciali e degli scarti di lavorazioni industriali. Al riguardo, i Reparti dipendenti da questo Comando Provinciale hanno eseguito nel 2020 67 interventi con l’accertamento di 134 violazioni e con la denuncia di 65 soggetti alle competenti Autorità Giudiziarie. Le attività eseguite hanno portato al sequestro di oltre 1.200 tonnellate di rifiuti speciali/pericolosi. Oltre alle indagini di polizia giudiziaria specificatamente delegate dall’Autorità Giudiziaria, i reparti del Corpo svolgono mirate attività di contrasto al traffico e allo spaccio delle sostanze stupefacenti nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, mediante l’impiego di pattuglie automontate nelle aree maggiormente esposte a rischio di essere interessate da traffici illeciti di varia natura, come le stazioni ferroviarie, i caselli autostradali, i terminal bus e le aree adiacenti alle scuole. I controlli in argomento vengono effettuati anche con l’ausilio delle unità cinofile. Al riguardo, nel corso del 2020, sono stati eseguiti complessivamente 199 interventi, con la constatazione di 200 violazioni, con la denuncia di 37 persone, di cui 8 tratti in arresto. Sono state sequestrate, complessivamente, oltre 145 Kg. di sostanze stupefacenti, di cui 2 Kg. circa di cocaina. L’impegno concorsuale del Corpo alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica nella città e nella provincia di Caserta è stato assicurato grazie all’impiego dei militari specializzati anti terrorismo e pronto impiego, cc.dd. “AT.P.I.”. In particolare, nell’ambito delle direttive emanate dall’Autorità di Governo e dalla locale Prefettura, la Guardia di Finanza ha collaborato con le altre FF.PP. nella predisposizione dei servizi finalizzati al controllo del territorio, alla gestione delle manifestazioni pubbliche e all’applicazione delle normative dirette al contenimento dei contagi. Notevole è stato, altresì, il contributo fornito dai militari “AT.P.I.” di Caserta alle attività svolte in altre regioni italiane per la gestione dei flussi migratori o in occasione di eventi di particolare rilevanza.
INSERITO DA ANGELA CECERE Una tragedia ha sconvolto la comunità di Santa Maria Capua Vetere. Stamattina (22 giugno) intorno alle 8 è stato lanciato l'allarme e immediatamente sono arrivati sul posto vigili del fuoco, ambulanza e medici del 118 e polizia municipale ma già era troppo tardi. Un uomo è stato trovato privo di via nella propria abitazione in via Porte di Giove a Santa Maria Capua Vetere. I medici hanno provato a rianimarlo ma non c'è stato nulla da fare, si era subito capito che l'uomo fosse già deceduto da qualche minuto, forse ore. La salma è stata sequestrata e probabilmente sarà fissata un'autopsia per verificare se sia trattato di una morte naturale, magari per malore, oppure se si debba indagare più approfonditamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono in corso una serie di verifiche per individuare le cause del cedimento... Santa Maria Capua Vetere. Paura nel casertano a causa di una improvvisa voragine. E' successo a Santa Maria Capua Vetere in pieno centro. Il manto stradale ha ceduto ed un furgone è finito nel fossato. Fortunatamente non si registrano conseguenze serie per il conducente del mezzo. Il cedimento è avvenuto all'imbocco del portone di un'abitazione, dove erano in corso dei lavori. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Caserta e le forze dell'ordine. L'area interessata dal movimento franoso è stata transennata. Non è la prima volta che nella stessa zona accade un episodio simile. Comune e servizi sociali sono intervenuti per garantire un'adeguata sistemazione ai nuclei familiari che risiedono nell’immobile sgomberato d'urgenza.