Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "La politica faccia qualcosa, subito!” Caserta. “In Campania attualmente in 6 istituti penitenziari (Poggioreale, Secondigliano, Santa Maria Capua Vetere, Ariano Irpino, Salerno e Sant’Angelo dei Lombardi) ci sono 86 detenuti contagiati da Covid, di cui uno solo ricoverato in ospedale, e 45 agenti di polizia penitenziaria. C’è il rischio concreto che in alcune carceri non ci siano a breve nemmeno le celle per l’isolamento sanitario o per i contagiati o isolamento precauzionali per coloro che hanno avuto contatti con i contagiati”. Lo comunicano i garanti territoriali dei detenuti: regionale Samuele Ciambriello, quello napoletano Pietro Ioia, di Caserta Emanuela Belcuore e di Avellino Carlo Mele, che lanciano una raccomandazione e delle proposte operative: “pur non essendoci l’obbligo di esibizione del green pass e di tamponi a carico sia dei familiari che degli avvocati, raccomandiamo agli stessi una vigilanza, un’ attenzione e rispetto della funzione di prevenzione che è fondamentale per evitare il dilagare del Covid in quanto il diritto alla salute dei detenuti è prioritario. Ci auguriamo altresì che all’interno degli stessi istituti vengano adoperate misure di prevenzione socio-sanitarie, vadano intensificati da parte delle asl la disponibilità a somministrare in tempo utile e ragionevole i tamponi oltre che dare la possibilità ai detenuti di vaccinarsi in tempi brevi”. Così in una dichiarazione congiunta i garanti territoriali della Campania, che poi così concludono lanciando un appello alla magistratura e alla politica: “ in questo periodo speciale vanno intensificate le misure alternative al carcere, così come il numero delle scarcerazioni da Covid che per il momento è stato molto contenuto nei numeri e ci auguriamo che sia detenuti in attesa di giudizio che definitivi con particolari situazioni sanitarie, con patologie oncologiche, cardiologiche o mentali possano ricevere arresti domiciliari o detenzione domiciliare. Il carcere non può essere una discarica sociale né una vendetta, ci auguriamo che tutti i soggetti istituzionali a partire dalla politica evitano immobilismi delle norme e il distanziamento carcerario (continuando a non fare nessun decreto di ristoro per i detenuti e atti di clemenza!). La politica faccia qualcosa, subito!” OTTOPAGINE
INSERITO DA MORENA MOTTA E' ricoverato in terapia intensiva al Bambin Gesù di Roma il neonato venuto alla luce lo scorso 20 dicembre all'ospedale San Rocco di Sessa Aurunca e risultato positivo.
Il piccolo, figlio di una coppia di extracomunitari residenti a Sparanise con la madre pure lei positiva, dopo i primi tamponi negativi è risultato contagiato al coronavirus. Una positività sintomatica, con febbre alta e compromissioni respiratorie. Così dal San Rocco si è reso necessario il trasferimento in una struttura dotata di Terapia Intensiva Neonatale.
Ma in Campania non c'era disponibilità. Dopo ore di apprensione il piccolo - secondo quanto riferito dal Mattino - ha trovato posto al Bambin Gesù di Roma dove sta ricevendo le cure necessarie in un reparto di terapia intensiva neonatale.
Natale che cos’è? Mi piace pormi la domanda e mi aiuta non dare per scontata la risposta, per evitarmi il rischio di abituarmi a una festa che, oggi più che mai, forse a molti dice poco o niente, tanto l’abbiamo neutralizzata e resa mondana. Al punto che, nelle scorse settimane, qualcuno ha suggerito di evitare, nel nostro modo di parlare, l’espressione “Buon Natale” sostituendola con una più generica “Buone feste”, ritenendo la prima troppo confessionale e, perciò, discriminatoria nei confronti di coloro che, nel nostro continente, non sono o non sentono più di dirsi cristiani. L'improvvida e anacronistica indicazione, nell’intento di realizzare un'Europa più inclusiva, - ma l’inclusione, mi pare di poter dire, si costruisce con ben altre scelte, di accoglienza innanzitutto, e certamente non mortificando le identità spirituali e culturali dei popoli - è stata fortunatamente ritirata e riposta, speriamo definitivamente, nel cassetto. Ma intanto, forse ancora di più vale la pena di domandarsi: Natale che cos’è? Natale - mi vien da dire - è una festa scandalosa: la festa di Dio che si abbassa fino a farsi uomo, dell’Onnipotente che diventa un debole bambino, dell’Infinito che entra nei limiti della carne umana. A Natale, infatti, celebriamo il mistero di Dio che - diceva lo scorso anno Papa Francesco - “non ci ha guardato dall’alto, da lontano, non ci è passato accanto, non ha avuto ribrezzo della nostra miseria, non si è rivestito di un corpo apparente, ma ha assunto pienamente la nostra natura e la nostra condizione umana. Non ha lasciato fuori nulla, eccetto il peccato: l’unica cosa che Lui non ha. Tutta l’umanità è in Lui. Egli ha preso tutto ciò che siamo, così come siamo”. Sì, Natale è questo: una festa scandalosa! Più e meglio di molti anni di catechismo e di tanti studi di teologia, mi aiutò a capirlo, all’incirca trenta anni fa, un giovane marocchino che, come tanti altri in quegli anni, abitava in un basso senza servizi igienici a pochi metri dalla chiesa di cui ero parroco. Ricordo come se fosse adesso che era il 7 gennaio, il giorno dopo la festa dell’Epifania: mi aveva incontrato per strada al mattino e mi aveva chiesto se la sera sarebbe stato possibile, per lui e per un suo compagno, fare una doccia nei locali della sacrestia. Vennero puntuali all’appuntamento; la Messa era finita da un bel po' e tutta la gente era andata via. Poco prima, con alcuni collaboratori, avevamo tolto dal presbiterio le statue della Natività e sul mobile della sacrestia c’era poggiata ancora quella di Gesù Bambino. Mentre il suo amico faceva la doccia, il giovane, nell’attesa, conversava con me e, con lo sguardo più che con le parole, mi chiese ragione di quella statua di gesso che era là. Alla sua domanda, provai ad annunciargli il mistero dell’Incarnazione e gli dissi che quella immagine rappresentava Gesù Bambino, il Verbo fattosi Carne, il Figlio di Dio divenuto uomo come noi. Conservo ancora fissa nella mente la sua meraviglia; ricordo che, senza volerlo, portò le mani al volto, come a dire tutto il suo sconcerto e tutto il suo stupore e con gli occhi pareva che mi chiedesse: cosa stai dicendo, come puoi affermare questo? Capivo di aver detto una cosa troppo grossa, scandalosa, impossibile da accettare. Ripresi a parlargli nel tentativo di spiegarmi meglio, ma avvertivo in modo evidente che non era facile per lui aprirsi a quel Mistero. Poi, da buoni amici, passammo a parlare d’altro, rivedendoci ancora qualche volta fino a che non lasciò il paese. Ogni volta che viene Natale mi ricordo di lui; mi viene alla mente quell’episodio e il suo sconcerto davanti alla statua di Gesù Bambino; e sento, nel mio cuore, il bisogno di dirgli grazie per avermi aiutato a non abituarmi alla mia fede, a sorprendermi dell’evento cristiano e, in particolare, a guardare, con meraviglia, al mistero del Verbo fattosi carne. Sì, il Natale è un fatto scandaloso: Dio che si fa uomo, che accetta di assumere la mia umanità. Quando nei Vangeli leggo che il Figlio di Dio nacque in una mangiatoia perché Maria e Giuseppe non trovarono per lui nient’altro che quell’alloggio di fortuna e poi - proprio come i migranti e i profughi di oggi - che furono costretti a fuggire in Egitto, perché Erode cercava di uccidere il Bambino, mi viene da pensare che Natale è la festa di un Dio che ha lasciato la sua Casa e ha preso la sua dimora in mezzo a noi! E penso: lo so perché lo fece, lo fece per amore. Perciò ci venne a cercare e decise di stare con noi. E mi ridico: lasciò il Cielo costretto dall’Amore: L’Amor che move il sole e l’altre stelle lo mosse a venire tra noi e lo rese per noi un Dio senza Casa. Sì, Natale è questo. E questo è ciò che abbiamo bisogno di ascoltare e di sapere: sapere che siamo tutti pensati e amati da Dio, che Dio è innamorato dell’uomo, chiunque egli sia e qualunque sia la sua storia e il suo peccato, innamorato della sua umanità piccola e fragile. Di questo amore hanno bisogno di fare esperienza innanzitutto quelli che si sentono non amati: i poveri, i soli e gli ammalati. Per loro e per tutti sento, quale vescovo di Caserta, che questa è la mia missione: essere segno e strumento di quell’amore; segno e strumento della presenza del Signore che si fa vicino ad ogni uomo, che cammina per le nostre strade, e lì, per strada, incontra poveri e peccatori e a tutti annuncia, con i fatti, che Dio a tutti viene incontro, perché coloro che lo cercano lo possano trovare. Sento che questa è anche la grande missione della Chiesa: aiutare gli uomini e le donne di tutti i tempi e di ogni luogo a fare esperienza dell’amore di Dio che sempre continua a cercarci. L’esperienza sinodale che stiamo vivendo a questo vuole condurci: ad essere una Chiesa che somiglia di più al Suo Signore, che è un Dio che esce, che si mette a cercare l’uomo, si pone sulle sue tracce, che non si rassegna a vederlo perso lontano da Lui e non si dà pace finché non lo trova e non lo abbraccia. Cos’è Natale? Natale è questo: Dio si fa carne per questo! Per questo viene in mezzo a noi. Per questo si fa uomo nel grembo di Maria. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Qui Caserta Caserta. E' un bollettino che fa di nuovo tremare, quello diramato oggi dall'Asl di Caserta. Ben 574 casi positivi distribuiti in privincia e due decessi, rispettivamente a Maddaloni e Castel Morrone. 4633 le persone in isolamento domiciliare, compreso i ricoveri ospedalieri. Le situazioni più critiche a Castel Volturno, Caserta città, Aversa, Maddaloni, San Nicola la Strada, Casagiove, San Felice a Cancello, Teverola e Santa Maria Capua Vetere. In molti comuni sono stati annullati gli eventi natalizi alla luce della grave situazione in atto. E sono proprio i sindaci a lanciare un nuovo, pressante appello alla prudenza in queste giornate di festa. Evitare assembramenti e raduni nelle case. L'appello è rivolto ai giovani ma anche agli adulti. Si seguono con attenzione alcuni focolai che hanno interessato i bambini nelle scuole. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA ANGELA CECERE L'appello Caserta."L’omicidio di Gennaro Leone, quest'estate, ha lasciato ad ognuno di noi una cicatrice che fa ancora male, una brutta pagina di storia che non verrà mai dimenticata dalla nostra comunità e dalla famiglia del giovane talento della boxe. Con il tenete colonnello Giovanni Paglia, il vicesindaco Emiliano Casale, l'assessore Massimiliano Marzo, il comandante della polizia municipale De Simone ed i rappresentanti delle associazioni cittadine del commercio e del comitato vivibilità cittadina, tutti insieme abbiamo iniziato i lavori del tavolo sulla sicurezza e vivibilità cittadina, perché a Caserta vicende come quella di Gennaro non devono più accadere. Il tavolo su sicurezza e vivibilità - afferma il sindaco di Caserta Carlo Marino - avrà un forte valore propositivo per l’amministrazione comunale e per il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Mi aspetto idee e proposte concrete che possano contribuire ad un miglioramento generale della vita in città. Non si parlerà solo di movida, di centro storico e di videosorveglianza ma sarà un organismo trasversale che coinvolgerà tanti settori e sarà collegato costantemente ad altri tavoli tecnici istituiti su altri temi, come ad esempio quelli sul turismo e sull’ambiente. Un tavolo operativo, che con il coordinamento di Gianfranco Paglia, sono certo, otterrà, contestualmente alle tante iniziative già poste in essere dall’amministrazione, importanti risultati per il miglioramento della vivibilità della nostra Caserta. Se stiamo insieme - conclude Marino - e se costruiamo una comunità che si riconosce nella legalità e nella sicurezza, vinceremo ogni sfida."
INSERITO DA ANGELA CECERE Ricerca e solidarietà Caserta. "Per me sostenere la ricerca e i volontari di Telethon è oltre a un dovere civico, una grandissima gioia. I nostri volontari potranno contare sempre su di me e sul Comune di Caserta per gli appuntamenti importanti che ci attendono." E' quanto afferma con convinzione il sindaco di Caserta. Telethon è un punto di riferimento per questo territorio, per le cittadine e i cittadini, anche grazie alle iniziative che mettono al centro la cura delle malattie genetiche rare. Ce la metteremo tutta in questa campagna di sensibilizzazione e sono certo che raggiungeremo risultati straordinari. Viva la ricerca!" Fino al 31 dicembre è possibile donare al 45510. Il valore della donazione è di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari WINDTRE, TIM, Vodafone, iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. È possibile donare anche chiamando da telefono fisso TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb, e Tiscali (5 o 10 euro); TWT, Convergenze e Postemobile (5 euro).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nel carcere di Carinola, nel Casertano, venivano introdotti illegalmente anche cellulari: 10 indagati. La droga veniva pagata tramite accrediti su Poste Pay.Sono dieci le misure cautelari (arresti domiciliari e divieti di dimora nelle province di Napoli e Caserta) disposte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di altrettante persone: l'accusa è quella di spaccio di sostanze stupefacenti all'interno del carcere di Carinola, nella provincia di Caserta. Le indagini, coordinate dal procuratore Carmine Renzulli ed effettuate dai carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, hanno permesso di scoprire i canali di approvvigionamento della droga: i detenuti ordinavano la sostanza stupefacente, soprattutto hashish, a soggetti esterni al carcere, introducendola nella struttura penitenziaria attraverso droni, oppure con l'aiuto dei famigliari, o ancora nascosta all'interno di palloni da calcio. lanciati dall'esterno nel cortile e poi recuperati dai detenuti. In qualche occasione, insieme alla droga, oppure invece della stessa, venivano introdotti in carcere anche telefoni cellulari destinati ai detenuti. La droga veniva pagata tramite Poste Pay Una volta entrati in possesso della droga, i detenuti la vendevano a un prezzo maggiorato del 100% rispetto al prezzo di acquisto all'esterno: gli acquirenti pagavano poi la sostanza stupefacente – come detto in larga parte hashish – tramite accrediti su Poste Pay intestate a soggetti diversi dagli spacciatori. Tra gli indagati, raggiunti anche dalle misure cautelari emesse dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ci sono anche famigliari dei detenuti che spacciavano la droga. Da quanto si apprende, nell'inchiesta non risultano coinvolti invece agenti in servizio nel carcere di Carinola. VALERIO PAPADIA fanpage.it/
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Accade ad Alife, nella provincia di Caserta, dove un operaio 40enne ha ritrovato il portafogli su uno sportello bancomat e lo ha dato ai carabinieri, che hanno rintracciato la proprietaria. Un bel gesto quello che arriva da Alife, cittadina della provincia di Caserta, dove un operaio di 40 anni ha ritrovato un portafogli contenente al suo interno circa mille euro e lo ha restituito. L'uomo si è rivolto ai carabinieri della locale stazione: ai militari dell'Arma il 40enne ha raccontato di essersi recato a un bancomat all'interno di un istituto di credito della città e di aver trovato il portafogli con il denaro dimenticato proprio sullo sportello Atm. I carabinieri, a quel punto, si sono messi alla ricerca del legittimo proprietario: hanno incrociato i dati presenti sugli scontrini fiscali e sulle ricevute di prelievo del bancomat che si trovavano all'interno del portafogli, accertando che apparteneva a una donna. Tramite la banca, i militari dell'Arma sono riusciti a rintracciare la donna e a restituirle portafogli e denaro: ai carabinieri, la legittima proprietaria ha dichiarato di aver smarrito l'oggetto il giorno precedente.
Un precedente nella provincia di Napoli
Una bella storia analoga, qualche settimana fa, nella provincia di Napoli, precisamente a Torre Annunziata. Un uomo, mentre passeggiava per strada, ha trovato un portafogli contenente soldi e documenti. Proprio grazie alla patente trovata all'interno e tramite i social network, l'uomo ha diramato un appello per rintracciare il legittimo proprietario e restituirgli quello che gli spettava. Grazie a un gruppo Facebook dedicato proprio a Torre Annunziata, l'uomo ha identificato il proprietario del portafogli e lo ha restituito.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Presa la banda Caserta. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Aversa, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio del gip del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di due persone, originarie di Giugliano in Campania. Entrambe sono gravemente indiziati di tentata rapina aggravata presso l’ufficio postale di Curti e di ricettazione di un’auto rubata pochi giorni prima per eseguire il delitto, ed uno solo di essi anche di due rapine aggravate commesse nel supermercato Decò di Aversa il 31 agosto e nel supermercato Eurospin di Carinaro il 24 settembre nonché di furto aggravato di due auto utilizzate per eseguire le rapine. Eseguite inoltre diverse perquisizioni nei confronti di altre persone che avevano partecipato ad incontri con gli indagati ed intrattenuto conversazioni telefoniche nei giorni dei sopralluoghi presso l’ufficio postale di Curti. L’indagine si è articolata in diverse fasi ed in particolare nell’acquisizione delle immagini estratte dai sistemi di video sorveglianza insistenti sia presso gli esercizi commerciali teatro delle rapine sia in altri locali, pubblici e privati, lungo il percorso seguito dai rapinatori. A coordinare l'inchiesta la procura della repubblica di Napoli Nord. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Caserta. Nella mattinata di oggi, dopo aver appreso da un comunicato stampa di un’associazione sindacale di agenti di polizia penitenziaria e aver letto su alcuni siti e quotidiani, che era in atto una rivolta nel Carcere di Santa Maria Capua Vetere, il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello e quello provinciale di Caserta Emanuela Belcuore , si sono recati nel padiglione Tevere del carcere di Santa Maria Capua Vetere per verificare la veridicità della notizia e ricostruire che cosa era veramente successo. All’uscita del Carcere i Garanti Ciambriello e Belcuore hanno dichiarato: “Si potrebbe definire una fake news, stigmatizziamo questo modo di procedere, che genera allarme sociale e paura tra agenti e familiari dei detenuti. In questo padiglione che abbiamo visitato ci sono 132 detenuti, in alcune sezioni anche a regime aperto. Nella giornata di ieri pomeriggio, al terzo piano, sezione riservata all’osservazione sanitaria, quattro detenuti hanno provocato danni alla struttura, tre di loro subito dopo sono rientrati in cella, mentre uno di loro, con problemi psichici, ha continuato a protestare per l’isolamento sanitario e ha aggredito due agenti. Abbiamo poi avuto contatti con i responsabili sanitari del carcere, che ci hanno comunicato che attualmente ci sono 43 detenuti contagiati dal Coronavirus. Abbiamo incontrato poi, la direttrice del carcere, il comandante ed alcuni ispettori”. di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE