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campania news

CAMPANIA NEWS Castelvolturno, coppia rapinata e poi sequestrata da due aguzzini: lei fugge e avvisa i carabinieri

2 Novembre 2013, 15:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

CASTELVOLTURNO - Hanno fatto irruzione nella casa della coppia, li hanno rapinati e poi rapiti. Lui tenuto in ostaggio e lei inviata a recuperare dei soldi per il riscatto. Ma alla fine i due criminali sono stati arrestati. Rapina, lesioni anche gravi e sequestro di persona a scopo di estorsione. Questa la pesante accusa con la quale i carabinieri della stazione di Castel Volturno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda, nei confronti di un cittadino del Togo ed uno del Burkina Faso. Tutto ha avuto inizio quando una ragazza di colore si è presentata trafelata e in lacrime alla caserma dei carabinieri di Castelvolturno. Ha raccontato che la sera prima, mentre guardava la televisione con il fidanzato, un gruppo di connazionali è entrato in casa loro. Li aveva picchiati e nello stesso tempo rapinati. Cellulari, contante, apparecchiature tecnologiche ed un nuovo televisore. Questo il bottino del raid che non ha però soddisfatto la loro brama. Finita la razzia hanno costretto i due a salire a bordo di un’utilitaria e li hanno rinchiusi, sotto stretta vigilanza di altri connazionali in una villetta disabitata. Da qui l’ulteriore trasferimento in un’altra abitazione. Solo con le primi luci dell’alba gli aguzzini liberano la donna solo per andare a recuperare una somma di denaro. A lei la precisazione che la sarebbe stato il prezzo da pagare per la liberazione dell’uomo. Lei non ci ha pensato due volte. Invece che la strada per casa sua ha imboccato quella della caserma dei carabinieri. A distanza di pochi minuti il blitz i militari del maresciallo Boccino. La scena che i militari descrivono è quella di un vero e proprio lager. In una stanza chiusa a chiave, con le finestre sbarrate, senza alcuna possibilità di comunicazione con l’esterno e costantemente sotto vigilanza, hanno trovato il compagno della donna disteso su un letto. Sul volto e sul corpo ancora i segni delle violenze della sera precedente. Sulle pareti schizzi di sangue. Nella loro abitazione, quelli della razzia subita.

IL MATTINO

02.11.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli. «Mi ha accoltellato un immigrato», ma sul luogo non c'è sangue: giallo sull'aggressione alla Ferrovia

2 Novembre 2013, 15:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Un uomo di 27 anni è stato accoltellato ieri sera nella zona della Stazione centrale di Napoli in circostanze non ancora chiarite. L'uomo, nato a Napoli, ha riferito alla polizia di essere stato avvicinato da un immigrato africano armato di coltello in via Torino, davanti ad un locale che vende kebab. L' immigrato, minacciandolo con il coltello, gli avrebbe ingiunto di consegnare l' orologio e al suo rifiuto lo avrebbe colpito. Il ferito è stato accompagnato all' Ospedale «Loreto Mare» da un amico. Qui gli sono state medicate ferite da arma da taglio alla mano ed alla coscia sinistra, con una prognosi di 10 giorni. Una volante della Polizia inviata in via Torino non ha trovato tracce di sangue. Il racconto dell'uomo che ha un solo precedente penale per resistenza a pubblico ufficiale, è al vaglio degli investigatori.

IL MATTINO

02.11.2013.

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CAMPANIA NEWS Terra dei fuochi, così Schiavone "faceva" i sindaci per conto dei Casalesi

2 Novembre 2013, 14:43pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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La democrazia secondo Schiavone. In quella famosa audizione del 7 ottobre 1997 davanti alla commissione ecomafie il collaboratore di giustizia più volte deragliò dal tema principale per spiegare tutto del clan. E si soffermò anche sui rapporti tra i casalesi e la politica spiegando che i boss avevano avuto rapporti con diversi big (e cita De Lorenzo, Gava, Scotti, Santonastaso, De Mita): «Non è che fossero dei clan, che fossero mafiosi. Purtroppo ognuno ha un solo voto e per raccogliere tanti voti, soprattutto in certe zone, ci vogliono tante amicizie». Ma l’attenzione dei camorristi, sostiene, si appuntavano soprattutto sugli amministratori locali: «In tutti i 106 comuni della provincia di Caserta (in realtà sono 104, ndr) noi facevamo i sindaci, di qualunque colore fossero. C’è la prova. Io, ad esempio, avevo la zona di Villa Literno e sono stato io a fare eleggere il sindaco. Prima il sindaco era socialista e noi eravamo democristiani. Dopo la guerra con i Bardellino... ci avrebbe fatto piacere anche se fosse rimasto socialista, perché era la stessa cosa. Per esempio, a Frignano avevamo i comunisti. A noi importava non il colore ma solo i soldi». E i soldi, lo dimostrano diverse inchieste giudiziarie, non hanno colore politico. Anni dopo essere stato arrestato ed aver rotto i rapporti con il clan diventando collaboratore di giustizia, Schiavone ancora si diverte a ricordare gli episodi incredibili del passato: «A Villa Literno, che era di mia competenza, ho fatto io stesso l’amministrazione comunale. Abbiamo candidato determinate persone al di fuori di ogni sospetto, persone con parvenze pulite ed abbiamo fatto eleggere dieci consiglieri, mentre prima ne prendevamo tre o quattro. Un seggio lo hanno preso i repubblicani, otto i socialisti e uno i comunisti (un certo Fabozzo)». Visto il successo dell’operazione «facce pulite», il pentito decise che era arrivato il momento di fare la giunta «La sera li abbiamo riuniti e ne mancava uno. Ho detto loro: ”Tu fai il sindaco, tu fai l’assessore” e via di questo passo. Mi hanno detto: ”Ma manca un consigliere per avere la maggioranza”. All’epoca c’era Zorro, il quale era capozona e dipendeva da me. Ho detto: ”andate a prendere Enrico Fabozzo e lo facciamo diventare democristiano”. Infatti lo facemmo assessore al personale.

IL MATTINO

02.11.2013.

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CAMPANIA NEWS Rapinano la tabaccheria, speronano l'auto della polizia e aggrediscono gli agenti: arrestati

1 Novembre 2013, 13:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Quattro rom di etnia serba, residenti nel campo nomadi di Giugliano, sono stati arrestati dagli agenti del commissariato di Santa Maria Capua Vetere, guidati dal vice questore Pasquale Trocino, dopo aver prima speronato una volante della polizia e successivamente tentato una fuga a piedi. Quando sono stati raggiunti dagli agenti in un vicolo cieco di Curti, in provincia di Caserta, li hanno aggrediti ma poi sono stati bloccati dal successivo intervento di altri poliziotti. I quattro - tre dei quali nati in Italia - avevano poco prima rapinato una tabaccheria, asportando la macchinetta mangiasoldi. Erano a bordo di un'auto intestata ad un prestanome residente in Napoli, su cui era stata applicata una targa, precedentemente rubata a Santa Maria Capua Vetere. Inoltre, avevano anche portato via numerose sigarette, per un valore di circa 2000 euro. I poliziotti, a causa della colluttazione, hanno riportato lievi lesioni personali curate presso il locale ospedale Melorio. Gli indagati - secondo quanto riferiscono gli investigatori - «sono considerati estremamente pericolosi e dediti ai reati in disamina; rappresentano la nuova generazione di extracomunitari rom nati nei campi nomadi e specializzati in questa tipologia di delitti che vengono commessi, per la maggior parte all'esterno del territorio di residenza, per dissimulare le responsabilità e per far perdere le tracce dei suddetti delitti». Sono in corso indagini per individuare altri episodi delittuosi analoghi eventualmente compiuti dallo stesso gruppo.

IL MATTINO

01.11.2013.

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CAMPANIA NEWS Inferno bus dal centro al Vomero, alle fermate attese di quaranta minuti

1 Novembre 2013, 13:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Fino a 40 minuti di attesa per il bus. E quando arriva non è detto che si riesca a salire a bordo, tanta è la ressa. Sono questi i tempi, fuori dagli standard europei, della mobilità pubblica. E non c’è differenza tra centro e periferia: tutti i mezzi accumulano ritardi record. Sempre che arrivino. In centro le linee più tormentate sono il 140 Posillipo-piazza Bovio e il 151 Fuorigrotta-piazza Garibaldi. Questi mezzi latitano clamorosamente. Così in molti rinunciano. I nodi della fusione tra Anm e Metronapoli stanno venendo al pettine e il quadro che si presenta ai cittadini è desolante. Negli ultimi giorni è andato in scena uno «sciopero bianco»: gli operai hanno rinunciato allo straodinario. Il risultato? Dai 350 bus in strada a settembre si è passati ai 270 di ottobre. Lunedì, intanto, sarà presentato ai sindacati il progetto organizzativo dell’azienda che comprende anche, nei prossimi mesi, l’assunzione di altri autisti.

IL MATTINO

01.11.2013.

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CAMPANIA NEWS Passeggero cade dalla nave, ripescato in mare un'ora e mezza dopo: è giallo

1 Novembre 2013, 12:44pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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È giallo sull’uomo che, nella serata di ieri, nel tratto compreso fra Ischia e Procida ed a seguito di circostanze ancora tutte da chiarire, è caduto in mare dalla nave “Naiade” della Caremar. Sessantatrè anni, originario di Vico Equense, il passeggero precipitato in acqua durante la navigazione è stato poi recuperato mentre nuotava ma in evidente stato di choc causato da ipotermia, circa un’ora e mezza dopo l’accaduto. Ad effettuare il salvataggio del "naufrago", una unità della Guradia Costiera isolana, allertata dai membri dell’equipaggio di una seconda unità della Caremar, il “Fauno", che via radio riferivano di udire invocazioni di soccorso, ma di non essere in grado – a causa delle tenebre – di individuare alcuno. Intorno alle 20 l’uomo è stato avvistato a poche centinaia di metri dalla costa ischitana. Issato a bordo dal personale della motovedetta, e trasportato sulla banchina del vicino porto di Ischia dove, ad attenderlo, c’erano gli operatori sanitari a bordo di una ambulanza che hanno provveduto al trasferimento all’ospedale Rizzoli. Al pronto soccorso i medici hanno riscontrato lo stato di choc dovuto ad ipotermia ed hanno disposto il ricovero sotto osservazione per 48 ore. Polizia e Carabinieri hanno cercato di comprendere le cause dell’accaduto, ma l’uomo pare non sia riuscito a spiegare la caduta, probabilmente dalla poppa della nave sulla quale si era imbarcato a Napoli. Resta anche il mistero sul perché nessun’altro a bordo della Naiade – fra equipaggio e passeggeri – si sia poi accorto dell’accaduto ed è per questo che gli inquirenti ascolteranno nelle prossime ore il comandante della nave della Caremar.

IL MATTINO

01.11.2013.

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CAMPANIA NEWS Schiavone, il «ritorno» del boss dei rifiuti pentito: disse nel '97: ci sono rifiuti radioattivi

1 Novembre 2013, 12:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il 7 ottobre Carmine Schiavone, boss dei Casalesi, racconta alla Commissione parlamentare ecomafie i dettagli su 15 anni di traffico di rifiuti nucleari arrivati dalla Germania. Ieri i verbali sono stati desecretati. Il pentito ricostruisce il sistema di subappalti nelle grandi opere che consentiva lo smaltimento dei rifiuti. E dà le cifre dell’affare: all’epoca nelle casse del clan entravano 600-700 milioni di lire al mese. Poi profetizza: «Tra 20 anni moriremo tutti di tumore». Chi si aspettava grandi novità dalle dichiarazioni rese il 7 ottobre del 1997 da Carmine Schiavone alla commissione ecomafie presieduta da Massimo Scalia e desecretate ieri, resterà probabilmente deluso. Le affermazioni sui rifiuti nucleari arrivati dalla Germania, sui veleni finiti anche nel lago Lucrino, sulle falde acquifere avvelenate, sono già state attentamente vagliate dai magistrati. Tutto quello che il pentito ha detto ai parlamentari lo aveva detto anche ai giudici e le dichiarazioni sono state utilizzate in molti dei procedimenti di questi anni: in alcuni casi le denunce di Schiavone hanno trovato riscontri e hanno portato a delle condanne, in altri no. Ma al di là dell’aspetto giudiziario, il racconto del pentito, la sua ricostruzione di quindici anni di malaffare e connivenze, resta comunque avvincente e inquietante. Schiavone spiega di essere stato fregato dai suoi stessi soci: inizialmente, infatti, i traffici furono gestiti dai singoli boss e i proventi non finirono nelle casse del clan. Fu solo quando il collaboratore venne a sapere dei viaggi dei veleni, che i guadagni arrivarono, almeno in parte, nella cassa comune: «All’epoca tenevo ancora il relativo registro - dice - in cui figurava che, per l’immondizia, entravano 100 milioni al mese, mentre poi mi sono reso conto che in realtà il profitto era di almeno 600-700 milioni». Quindi Schiavone ricostruisce una sorta di ciclo continuo della truffa. I casalesi erano coinvolti grazie ai subappalti in tutte le grandi opere, dalla risistemazione dei Regi Lagni alla superstrada che univa Caserta a Lago Patria e Castel Volturno. Gli appalti erano gestiti da grandi imprese: Schiavone ricorda Italstrade, la Icar, le aziende dei gruppi Ferlaino e Cabib. Il movimento terra toccava ai Casalesi. Si trattava di scavare e poi le buche furono riempite dai rifiuti provenienti soprattutto dal nord. Per seppellirli un’organizzazione dall’«efficienza militare». Schiavone parla anche di rifiuti nucleari e spiega: «Arrivavano camion di fanghi nucleari dalla Germania». Scalia chiede maggiori precisazioni sulla localizzazione dei fusti e il pentito risponde: «Alcuni dovrebbero trovarsi su di un terreno su cui oggi ci sono i bufali e su cui non cresce l’erba vicino alla superstrada».

IL MATTINO

01.11.2013.

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CAPRI NEWS Inquinamento: dissequestrato il depuratore di Occhio Marino

1 Novembre 2013, 11:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1234023 166204090240534 895813830 nINSERITO DA ANGELA CECERE Nei giorni scorsi, infatti, il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, Nucleo Operativo Ecologico di Napoli, ha notificato alla GORI il provvedimento di dissequestro. Il depuratore era stato sottoposto a sequestro preventivo nel settembre del 2010 per la parziale depurazione dei reflui, proprio quando GORI aveva appena avviato il nuovo impianto con un innovativo sistema depurativo.D’altra parte, già nel 2011 la Provincia di Napoli, con il provvedimento di autorizzazione e allo scarico, aveva confermato il perfetto funzionamento del depuratore di Occhio Marino. “La tecnologia utilizzata - spiega il Direttore Generale di GORI, Francesco Rodriquez - è quella, decisamente avanzata, della “microfiltrazione con membrana”.

01.11.2013.

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CAMPANIA NEWS Gianluigi, in tv l'appello della madre

31 Ottobre 2013, 16:03pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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«Chi sa qualcosa ci aiuti». Nessuna segnalazione giunta nel corso della trasmissione «Chi l’ha visto?» andata in onda ieri sera su Raitre. Nonostante gli accorati appelli dei familiari, le ricerche incessanti, le indagini serrate e la grande attenzione mediatica c’è silenzio intorno al misterioso caso di Gianluigi Russo, il giovane scomparso da casa lo scorso 18 ottobre e che sembra sia svanito nel nulla. «Nei giorni precedenti era più distratto e affettuoso del solito. Chiunque lo abbia visto o sa la verità si faccia avanti e ci aiuti» sono le disperate parole della madre, provata da quasi due settimane di assenza del figlio, davanti alle telecamere Rai e sempre più convinta che il giovane sia con qualcuno e non abbia modo di poter tornare a casa «se avesse commesso qualcosa di brutto lo avrebbero già trovato».

IL MATTINO

31.10.2013.

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CAMPANIA NEWS AVELLINO Bus nella scarpata, recuperati altri frammenti

31 Ottobre 2013, 15:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Strage del bus. Altri elementi a disposizione dei periti. Sono stati rinvenuti nella scarpata sottostante il viadotto autostradale nuovi frammenti del bus. I consulenti sono impegnati a valutare la barriera di contenimento adottata in quel punto dove è avvenuto l’incidente. Dovranno anche riferire sullo stato manutentivo delle barriere di contenimento. Infine è stata disposta una verifica sul viadotto interessato alla strage, alla sua progettazione ed esecuzione. I consulenti hanno visionato complessivamente il tratto autostradale interessato all’incidente, il particolare il tracciato della A/16 compreso tra Monteforte Irpino e Baiano. Dopo avere verificato lo stato delle barriere di contenimento, i consulenti, accompagnati dalla polizia stradale, hanno effettuato un sopralluogo anche nella scarpata dove il bus è precipitato. Qui è stato rinvenuto un pezzo di una delle due porte di accesso al mezzo. Il materiale è stato acquisito e contribuirà alla ricostruzione della dinamica del sinistro.

IL MATTINO

31.10.2013.

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