CAMPANIA NAPOLI NEWS Noi campani tartassati e coi peggiori servizi: dati Confcommercio
INSERITO DA MORENA MOTTA Carlo Sangalli: «Senza una riduzione generalizzata della pressione fiscale sarà impossibile sostenere i segnali di risveglio della nostra economia».
Un contribuente campano con imponibile Irpef e Irap pari a 50.000 euro versa 2.350 euro in più rispetto al minimo (quello cioé che si paga in Sardegna) e 850 euro in più rispetto a quanto avviene in Lombardia. Per dirla con Confcommercio: «a servizi spesso peggiori corrispondono imposte maggiori» per giunta «con una perdita di reddito netto rispetto ai minimi di oltre il 7%». In media, comunque, sempre stando alla ricerca su «Finanza pubblica e tasse locali» diffusa ieri dall’associazione guidata da Carlo Sangalli (lo studio è stato elaborato in collaborazione con Cer) ogni famiglia italiana, in media, spende 4200 euro per le imposte territoriali.
«Senza una riduzione generalizzata della pressione fiscale sarà impossibile sostenere i segnali di risveglio della nostra economia». Lo stesso Sangalli, a margine della presentazione del rapporto, ne sembra certo. «La ripresa — ha proseguito il presidente nazionale di Confcommercio — deve essere sostenuta da politiche di sostegno alla domanda che partano da una riduzione generalizzata, progressiva e sostenibile della pressione fiscale». E ancora: «Le tasse e e la spesa pubblica sono cresciute costantemente negli ultimi anni e bisogna interrompere questo circolo vizioso». Oltre a rivedere «un federalismo incompiuto che non migliora i servizi e aumenta gli oneri per i contribuenti. Con meno tasse e meno spesa improduttiva potremo ricordare il 2015 come l’anno della ripresa».
FONTE: CORRIERE DELLA SERA (di Paolo Grassi)
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