BENEVENTO NEWS Rapina nella villa di imprenditore, è caccia alla banda dell'Est

INSERITO DA ANGELA CECERE Il raid l'altra sera con pistola e fucile a canne mozze. I carabinieri cercano cinque malviventi È caccia aperta al commando di 5 malviventi che nella tarda serata di giovedì ha rapinato in casa una coppia di coniugi, in via Ponte San Pietro, alla periferia del paese. Nonostante i controlli dei carabinieri della Compagnia di Montesarchio e della stazione di Airola non è stato finora possibile risalire all’identificazione né dell’auto utilizzata, né dei malviventi. Intanto, a distanza di ore emergono nuovi particolari sulla dinamica della rapina. Verso le 19,30 cinque individui, superato il muro di cinta dell’abitazione, si sono introdotti nell’abitazione, una villetta di recente costruzione, attraverso una finestra socchiusa, dopodiché hanno minacciato, con una pistola e un fucile a canne mozze, le tre persone presenti nella casa, una donna, di 42 anni, e i figli di 22 e 17 anni. Alcuni dei rapinatori, che sembra avessero l’accento slavo, hanno cominciato a rovistare le stanze mentre due di loro teneveno sottotiro le vittime. Non contenti, hanno atteso l’arrivo del capofamiglia, un commerciante di materiali ferrosi, di 45 anni, originario del napoletano e da alcuni anni trapiantato ad Airola, costringendolo a consegnare tutto il denaro in casa e alcuni gioielli d’oro conservati nella camera da letto per un valore di circa 5 mila euro. Poi è stato portato via il dvd dell’impianto di videoregistrazione. Prima della fuga le vittime sono state rinchiuse in uno sgabuzzino della casa. Soltanto dopo tempo i tre malcapitati riuscivano a liberarsi e a chiedere aiuto ai carabinieri della stazione di Airola, che intervenivano con i militari del Norm della Compagnia di Montesarchio. Da quanto ricostruito successivamente, i cinque avrebbero utilizzato un’auto station wagon non meglio precisata, di colore scuro. Nessuno ha notato il veicolo dal momento che sul tratto interessato di via Nuova San Pietro, strada interpoderale di periferia, pur essendo a pochi passi dalla trafficata provinciale 16 che immette sull’Appia, non sono presenti né telecamere, né lampioni della pubblica illuminazione. La comunità è scossa dall’escalation di violenza. Solo pochi giorni fa un anziano, residente in via Castellone, in periferia, è stato aggredito al rientro in casa da alcuni malviventi già presenti nell’abitazione che lo avevano costretto a consegnare alcune centinaia di euro. Senza contare i frequenti furti nell’abitazione. Sul problema interviene l’assessore regionale, Vittorio Fucci, originario di Airola: «Ritengo che quanto sta succedendo – dice - è la conseguenza diretta di un fenomeno delinquenziale pericoloso ormai innescatosi sul territorio. È dovere di tutti, cittadini, istituzioni e forze dell’ordine, vigilare e adottare ogni strumento di prevenzione utile, come può essere la sistemazione di telecamere nei punti strategici». E sul problema della mancanza di una rete di telecamere in grado di controllare il territorio, interviene il sindaco Michele Napoletano: «Una trentina di telecamere sarà operativa da giugno. Sono preoccupato di quanto sta accadendo. Le forze dell’ordine mi hanno assicurato un potenziamento dei controlli soprattutto di notte». Preoccupazione la esprime anche Giulia Abbate, consigliere regionale del Pd: «Il dato è allarmante e non più fisiologico - dice - non siamo più un territorio vergine da rapine a mano armata. Non si può fingere che non stia accadendo nulla, c’è bisogno di una presa di coscienza politica e civile».
IL MATTINO
28.02.2015.
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