Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. In occasione del 80° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, la città di Avellino si prepara a celebrare il 25 aprile con un corteo cittadino che partirà alle ore 11:00 da Piazza San Ciro. “Come Unione degli Studenti domani saremo in corteo contro guerra, repressione e fascismo per riportare ancora l’attenzione sul ruolo dei luoghi del sapere nella diffusione dei valori dell’antifascismo” - afferma Irene Mele, dell’UdS Campania - “Non possiamo più accettare rigurgiti fascisti nelle scuole, pretendiamo un’educazione che sia realmente antifascista, politica e che riconosca le attuali organizzazioni di Resistenza” “Mentre la guerra continua a dilagare nel mondo le nostre scuole si rendono complici a causa di Pcto con aziende belliche e revisionismo storico” Continua …. “Schierarsi contro la guerra non può essere un’opzione ma l’alternativa concreta all’escalation bellica”.“Essere antifascisti significa opporsi alla deriva autoritaria del Governo che reprime e rende illegale il dissenso creando un vero e proprio stato di polizia - aggiunge Giulia Colarusso Des Loges - dalle scuole alle città pretendiamo che la libertà d’espressione sia tutelata". "Con queste riflessioni abbiamo scelto di parlare di resistenza attraverso l’arte” - continua - Francesco Paolo Esposito,membro dell’UdS Avellino - “Infatti ripercorreremo le storie dei partigiani del presente e del passato con vestiti di scena e monologhi scritti in collaborazione con la scuola di teatro Pucktheatré".
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Ha aggredito e ferito con una lama l'amico dell'ex moglie: stamane N.M. comparirà davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. N.M. 40enne residente a Monteforte Irpino accusato di numerosi reati, tra cui stalking, violenza privata, danneggiamento, lesioni, minacce e porto d'armi finito ai domiciliari, stamattina potrà chiarire la sua posizione inm presenza dei suoi legali, Gaetano Aufiero e Gerardo Santamaria. Ad eseguire la misura gli agenti di polizia della questura di Avellino. Le accuse Secondo quanto ricostruito dalle indagini, l'uomo avrebbe ripetutamente minacciato e molestato la sua ex moglie, incapace di accettare la fine del loro rapporto coniugale. In diverse occasioni, l'indagato avrebbe perseguitato la donna, anche dopo che lei aveva intrapreso una nuova relazione. Un episodio in particolare ha aggravato la posizione di N.M.. Dopo aver incontrato la sua ex moglie e il suo nuovo compagno in un locale, l'indagato avrebbe cominciato a denigrarla pubblicamente e a inseguirla in auto, costringendola a fermarsi. Successivamente, si è scagliato contro il nuovo compagno della donna, colpendolo ripetutamente e causandogli ferite lungo Viale Italia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Notificati 36 avvisi di proroga delle indagini preliminari nell’ambito di una nuova inchiesta sui falsi sinistri stradali. A firmarli sostituto procuratore della Repubblica di Avellino Fabio Massimo Del Mauro. Ai 36 indagati, raggiunti dagli avvisi di proroga delle indagini, vengono contestate i reati di fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona per consentire a sé o ad altri il conseguimento dell’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione. Gli altri reati contestati sono il falso commesso in atto pubblico, falsa testimonianza e intralcio alla giustizia.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Domattina, a partire dalle 9.30, presso la Prefettura di Avellino, si terrà un importante convegno dedicato al tema de "Gli squilibri finanziari degli Enti Locali". "L'iniziativa, organizzata in collaborazione con il Presidente della Sezione Controllo della Corte dei Conti, offrirà un'opportunità di confronto e approfondimento su questioni di fondamentale rilevanza per la gestione economico-finanziaria degli enti territoriali. - si legge nella nota diffusa - Ad aprire i lavori sarà il Prefetto di Avellino, Rossana Riflesso, con i saluti istituzionali. A seguire, il Presidente della Sezione regionale di controllo per la Campania, Massimo Gagliardi, introdurrà e modererà gli interventi dei relatori, tutti magistrati contabili del medesimo Ufficio. Nel corso della prima sessione, sarà analizzata la disciplina dei debiti fuori bilancio nel testo unico degli enti locali e le diverse tipologie di debiti derivanti da lavori pubblici di somma urgenza o da contratti privi di forma scritta. Nella seconda parte della mattinata, la discussione proseguirà con una sessione in cui saranno approfonditi i temi della crisi delle società pubbliche, i limiti del soccorso finanziario e le procedure di riequilibrio finanziario pluriennale, soffermandosi sulle criticità e sugli strumenti normativi disponibili. L’evento, che si concluderà alle ore 13.30, rappresenterà un’occasione di riflessione per amministratori locali, professionisti del settore e rappresentanti delle istituzioni, con l’obiettivo di individuare strategie e soluzioni per una gestione più efficiente e sostenibile delle finanze pubbliche".
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Mistero in via Amatucci: un coltello insanguinato è stato rinvenuto in un tombino in città. La polizia ha trovato l'arma bianca con tracce di sangue sulla lama. Si tratta di un coltello da cucina appuntito. È stato sequestrato e sottoposto a tutti gli accertamenti scientifici per stabilire la natura delle tracce ematiche rinvenute sulla lama. Si cercano anche elementi che possano portare a risalire all'identità di chi lo ha utilizzato. I rilievi della scientifica Sul luogo del rinvenimento è giunta anche la polizia Scientifica per effettuare tutti i rilievi necessari. Verifiche sono state effettuate anche nei dintorni per cercare di capire se in quel luogo possa esserci stata una lite. La segnalazione di un passante È stato un passante a segnalare la presenza del coltello nel tombino alla sala operativa della Questura di Avellino. L'uomo ha notato qualcosa che luccicava. Si è avvicinato e ha scoperto che tra le griglie c'era il coltello con delle evidenti chiazze verosimilmente riconducibili a del sangue. Ha subito allertato il 113. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco per le operazioni di recupero e gli agenti della Scientifica per i rilievi utili alle indagini. Il coltello, sottoposto a sequestro, si trova nei laboratori della Questura per tutti gli accertamenti necessari. Le indagini sono tese a verificare se l'arma rinvenuta è stata utilizzata nell'aggressione avvenuta in piazza d'Armi lo scorso fine settimana o è quello utilizzato dalla 46enne di Aiello del Sabato che ha colpito il suo ex compagno, un 59enne del posto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Una sentenza storica segna un punto di svolta nella tutela dei pazienti affetti da patologie neurologiche: il Tribunale di Avellino ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’azienda ospedaliera Moscati di Avellino per errata gestione post-operatoria dopo la sostituzione di una pompa per la somministrazione di Baclofen. Questo dispositivo medico è essenziale per il trattamento della spasticità grave, e la sua gestione impropria può causare gravi danni ai pazienti. Il caso, che ha visto protagonista coinvolto Alessio Sanseverino, ha evidenziato gravi negligenze nella gestione post-operatoria, con conseguenze dirette sulla salute del paziente che è deceduto. In particolare, i Consulenti nominati dal Tribunale di Avellino hanno stigmatizzato il comportamento dei sanitari che ebbero in cura il paziente nella fase successiva all’intervento: 1) per non avere attentamente monitorato il paziente durante il decorso post operatorio (non risultano controlli clinici effettuati nell’arco temporale tra le ore 2:00 del 10.01.2019 e le ore 8:00 del giorno seguente); -2) per non avere praticato esami ematochimici e/o strumentali che fornissero elementi a sostegno della diagnosi di “sindrome da astinenza di Baclofene”, già ipotizzabile alla luce del quadro clinico esistente; -3) per avere tardivamente formulato la diagnosi corretta, “nonostante la manifestazione di sintomi fortemente indicativi di astinenza da Baclofen, peraltro in assenza di evidenti difficoltà di diagnosi differenziale”; -4) per avere praticato un trattamento inadeguato (Perfalgan, Ipnovel, Novalgina e spugnature di acqua fredda), in luogo dell’indispensabile ripresa della somministrazione di Baclofen, che è avvenuta solo a distanza di circa 10 ore dalla manifestazione dei sintomi, allorquando era già troppo tardi. Infatti, nella cartella clinica in atti si legge che: alle ore 9:50 “si pratica micro-bolo di farmaco tramite programmatore esterno “Medtronic”; -alle ore 12:00 “refill della pompa con 4 fl di Baclofen”; 5) per aver tardivamente trasferito il paziente in rianimazione. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’ospedale, stabilendo un importante precedente giuridico che potrebbe influenzare future decisioni in ambito sanitario per i pazienti affetti dalla stessa patologia di Alessio che era affetto da tetraparesi spatica motivo per cui era portatore da anni della pompa intratecale di Baclofen, dotata di una batteria soggetta ad esaurimento, e per la quale era prevista la sostituzione mediamente ogni 7 anni. La sentenza n. 470/2025 del Tribunale di Avellino ha evidenziato come il mancato tempestivo riconoscimento della sindrome da astinenza da Baclofen e il ritardo nell’adozione del corretto approccio terapeutico abbiano avuto un ruolo determinante nel decesso del giovane Alessio. La decisione sottolinea che, in casi simili, solo un intervento immediato può garantire la sopravvivenza del paziente, ribadendo l’importanza del monitoraggio continuo e dell’adozione di protocolli di emergenza chiari ed efficaci. Vi è dunque la necessità di protocolli rigorosi per la gestione delle pompe di Baclofen. Un precedente che dovrebbe far riflettere Questa sentenza rappresenta un riferimento fondamentale per i pazienti che dipendono da dispositivi medici salvavita e per il personale sanitario responsabile della loro gestione. La condanna sottolinea la necessità di procedure rigorose e di un'adeguata formazione del personale medico, affinché errori simili non si ripetano. Secondo l’avvocato Filomena Alaia, che ha rappresentato il paziente con l’ausilio del medico legale Prof. Armando Masucci: “Questa sentenza non è solo una vittoria per il ns caro Alessio, ma un monito per l’intero sistema sanitario. La corretta gestione dei dispositivi medici è una questione di vita o di morte, e gli ospedali devono garantire standard elevati (di preparazione del personale medico e paramedico e, dunque,) di sicurezza (per i pazienti)”. L’obiettivo di questa pubblicazione è informare l’opinione pubblica e sensibilizzare istituzioni, medici e pazienti sull’importanza della sicurezza nei trattamenti sanitari. Invitiamo chiunque sia stato vittima di errori simili a far valere i propri diritti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Riceviamo e pubblichiamo. Per la famiglia Sorice -Sanseverino, l'avvocato Filomena Alaia...Avellino. Una sentenza storica segna un punto di svolta nella tutela dei pazienti affetti da patologie neurologiche: il Tribunale di Avellino ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’azienda ospedaliera Moscati di Avellino per errata gestione post-operatoria dopo la sostituzione di una pompa per la somministrazione di Baclofen. Questo dispositivo medico è essenziale per il trattamento della spasticità grave, e la sua gestione impropria può causare gravi danni ai pazienti. Riceviamo e pubblichiamo. Per la famiglia Sorice -Sanseverino, l'avvocato Filomena Alaia: "Il caso, che ha visto protagonista coinvolto Alessio Sanseverino, ha evidenziato gravi negligenze nella gestione post-operatoria, con conseguenze dirette sulla salute del paziente che è deceduto. In particolare, i Consulenti nominati dal Tribunale di Avellino hanno stigmatizzato il comportamento dei sanitari che ebbero in cura il paziente nella fase successiva all’intervento: 1) Per non avere attentamente monitorato il paziente durante il decorso post operatorio (non risultano controlli clinici effettuati nell’arco temporale tra le ore 2:00 del 10.01.2019 e le ore 8:00 del giorno seguente). 2) Per non avere praticato esami ematochimici e/o strumentali che fornissero elementi a sostegno della diagnosi di “sindrome da astinenza di Baclofene”, già ipotizzabile alla luce del quadro clinico esistente. 3) Per avere tardivamente formulato la diagnosi corretta, “nonostante la manifestazione di sintomi fortemente indicativi di astinenza da Baclofen, peraltro in assenza di evidenti difficoltà di diagnosi differenziale”. 4) Per avere praticato un trattamento inadeguato (Perfalgan, Ipnovel, Novalgina e spugnature di acqua fredda), in luogo dell’indispensabile ripresa della somministrazione di Baclofen, che è avvenuta solo a distanza di circa 10 ore dalla manifestazione dei sintomi, allorquando era già troppo tardi. Infatti, nella cartella clinica in atti si legge che: alle ore 9:50 “si pratica micro-bolo di farmaco tramite programmatore esterno “Medtronic”; -alle ore 12:00 “refill della pompa con 4 fl di Baclofen”. 5) per aver tardivamente trasferito il paziente in rianimazione. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’ospedale, stabilendo un importante precedente giuridico che potrebbe influenzare future decisioni in ambito sanitario per i pazienti affetti dalla stessa patologia di Alessio che era affetto da tetraparesi spatica motivo per cui era portatore da anni della pompa intratecale di Baclofen, dotata di una batteria soggetta ad esaurimento, e per la quale era prevista la sostituzione mediamente ogni 7 anni. La sentenza n. 470/2025 del Tribunale di Avellino ha evidenziato come il mancato tempestivo riconoscimento della sindrome da astinenza da Baclofen e il ritardo nell’adozione del corretto approccio terapeutico abbiano avuto un ruolo determinante nel decesso del giovane Alessio. La decisione sottolinea che, in casi simili, solo un intervento immediato può garantire la sopravvivenza del paziente, ribadendo l’importanza del monitoraggio continuo e dell’adozione di protocolli di emergenza chiari ed efficaci. Vi è dunque la necessità di protocolli rigorosi per la gestione delle pompe di Baclofen. Un Precedente che dovrebbe far riflettere Questa sentenza rappresenta un riferimento fondamentale per i pazienti che dipendono da dispositivi medici salvavita e per il personale sanitario responsabile della loro gestione. La condanna sottolinea la necessità di procedure rigorose e di un'adeguata formazione del personale medico, affinché errori simili non si ripetano. Secondo l’avvocato Filomena Alaia, che ha rappresentato il paziente con l’ausilio del medico legale Prof. Armando Masucci: “Questa sentenza non è solo una vittoria per il ns caro Alessio, ma un monito per l’intero sistema sanitario. La corretta gestione dei dispositivi medici è una questione di vita o di morte, e gli ospedali devono garantire standard elevati (di preparazione del personale medico e paramedico e, dunque,) di sicurezza (per i pazienti)”. L’obiettivo di questa pubblicazione è informare l’opinione pubblica e sensibilizzare istituzioni, medici e pazienti sull’importanza della sicurezza nei trattamenti sanitari. Invitiamo chiunque sia stato vittima di errori simili a far valere i propri diritti".
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Tragedia sfiorata in A16, nel territorio di Avellino, dove una donna ha dato in escandescenze e ha iniziato a correre a piedi contromano lungo l'autostrada, nei pressi dell'area di servizio del capoluogo irpino. Protagonista della follia, una donna straniera di 56 anni. Solo grazie all'intervento degli agenti di una pattuglia della polizia stradale della Sottosezione di Avellino Ovest la donna è stata salvata e non si sono creati incidenti e pericoli per altri automobilisti in transito. Non e` stato semplice convincerla. I poliziotti hanno messo in sicurezza sia per l'incolumita` della donna sia per gli automobilisti. La scena, surreale e drammatica, ha immediatamente generato il panico tra i conducenti, costretti a manovre improvvise per evitare l’impatto. Il tratto, notoriamente molto trafficato, ha reso l’episodio ancora più critico, aumentando il rischio di incidenti e rendendo necessario un intervento tempestivo delle forze dell’ordine. Una volta riportata la situazione sotto controllo, la Polstrada ha immediatamente allertato il servizio di emergenza sanitaria 118. Nel giro di pochi minuti, un’ambulanza è giunta sul posto e il personale medico ha provveduto a prestare le prime cure alla donna. Dopo un’attenta valutazione delle sue condizioni, è stata trasferita in una struttura sanitaria per ulteriori accertamenti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Tragedia in carcere ad Avellino, dove un 48enne di Montoro è stato trovato morto nella sua cella. E' stata aperta un'indagine sul tragico decesso. A ritrovare il corpo senza vita dell'uomo sono stati gli agenti della polizia penitenziaria, che hanno immediatamente dato l’allarme. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo. Nonostante il rapido intervento dei sanitari, ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano: il cuore dell’uomo aveva già smesso di battere. L’episodio, avvenuto nelle scorse ore, rappresenta il secondo decesso registrato nella struttura penitenziaria nell’arco di un mese e mezzo. La magistratura ha disposto l’autopsia, che verrà eseguita presso l’obitorio dell’ospedale Moscati di Avellino. Forse un malore improvviso potrebbe aver determinato la sua morte. Ma servirà l'autopsia per accertare la causa del decesso.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. In Irpinia ogni giorno vengono compiuti reati ambientali, soprattutto per quanto riguarda rifiuti ed edilizia. La provincia di Avellino è seconda solo dietro quella di Napoli per delitti ambientali. E' quanto emerge dal rapporto Ecomafia di Legambiente. I dati regionali La Campania è la peggiore regione d'Italia. Si registra un reato ambientale ogni due ore per un totale di 117.919 illeciti ambientali, pari al 15% del totale nazionale, dal 1997 al 2023. E nel 2023 sono ulteriormente cresciuti. E in maniera esponenziale nelle cinque province. Nella regione ne sono stati accertati 4.952, in aumento del 23,2%. La Campania è maglia nera sul fronte del ciclo illegale dei rifiuti, con 22.400 reati, 21.635 persone denunciate e arrestate con 10.252 sequestri effettuati seguita da Puglia (14.516), Calabria (10.810) e Lazio (9.989). I dati provinciali Nel ciclo illegale del cemento, l'Irpinia si attesta seconda registrando 349 reati, con 263 persone denunciate e 32 sequestri. Napoli è la prima provincia italiana, seguita appunto da Avellino. Sono 4.643 le persone denunciate, con una crescita del +38,2%; 49 ordinanze di custodia cautelare. Dalla fotografia scattata da Legambiente sulla presenza delle ecomafie in Campania a livello provinciale dal 2009 al 2023, Napoli guida la classifica per il numero dei reati ambientali con 23.979 illeciti penali, 24.544 persone denunciate, 309 arrestati e 11.122 sequestri. Seguono Salerno con 16.814 persone denunciate, 100 arresti e 3.180 sequestri e la provincia di Avellino con 9.844 reati, 7500 persone denunciate, 14 arresti e 1182 sequestri. Caserta, a quota 120, è al secondo posto per numero di ordinanze di custodia cautelare. Ma l'attenzione del procuratore Domenico Airoma su questo filone è stata massima tanto da sottoscrivere un protocollo in procura per tenere alta l'attenzione.