SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS “Valorizziamo la fauna e la flora del Parco del Vesuvio”: l’appello degli ambientalisti
INSERITO DA KATIA PERROTTA Valorizzare la fauna e la flora del Parco Nazionale del Vesuvio. Sentito l’appello dell’ambientalista partenopeo Fabio Cuoco in merito alla necessità di monitorare con professionalità e amore per i luoghi una delle oasi naturali più rappresentative della Regione Campania. “ Sono anni che ci battiamo – ha precisato Cuoco – perchè il Paese Italia investa sulla preservazione di ecosistemi e capolavori naturali, come il Parco Nazionale del Vesuvio, da considerare quale patrimonio immenso di questo “meraviglioso stivale sul Mediterraneo”. Grazie all’ausilio indispensabile di associazioni e volontari oggi anche il mondo politico guarda con interesse alle problematiche di un ambiente naturale sempre più minacciato dalla scelleratezza e dall’incoscienza di chi pur di soddisfare interessi economici personali non esita a mandare in fumo ettari di bosco sottraendo ossigeno prezioso al territorio. Attraverso una campagna si sensibilizzazione promossa nelle scuole sarà possibile portare a conoscenza la popolazione dei pericoli insiti nell’inquinamento e nella deturpazione di capolavori naturali che al contrario debbono essere tutelati al massimo. Pensiamo ai benefici occupazionali di risorse ecologiche debitamente sfruttate e all’incremento economico che queste ultime apporterebbero alle realtà vesuviane. Sono certo che investendo nel Parco Nazionale del Vesuvio realizzando sentieri caratteristici o addirittura micro zoo safari a tema sarebbe possibile trasformare l’area del vulcano più famoso d’Europa in cornice naturale da preservare quale patrimonio dell’umanità garantendo nel contempo un futuro più vivile alle migliaia di cittadini che vivono all’ombra del gigante addormentato ”.
ALFONSO MARIA LIGUORI IL GAZZETTINO.IT
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INSERITO DA ANGELA CECERE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ALBANELLA. La testimonianza della moglie di Mario Cosimo Marsico (a sinistra nella foto), imputato insieme a Halimi Radouane (a destra) per il duplice delitto di Albanella, ha caratterizzato l’istruttoria dibattimentale del processo per l’omicidio di Armando Tomasino e Maria Francesca Lamberti, nel corso della terza udienza che si è tenuta, stamattina, in Corte d’Assise a Salerno. A sfilare davanti ai giudici cinque testimoni, tra i quali anche le due figlie della moglie di Marsico, che hanno risposto alle domande del pm della Procura salernitana, Maria Chiara Minerva, titolare dell’inchiesta insieme al pm Rosa Volpe, e degli avvocati della difesa. Un racconto dettagliato quello della donna e delle sue figlie che avrebbero confermato la presenza di Mario Cosimo Marsico, a Capaccio, per l’intero pomeriggio del 2 gennaio e soprattutto nel lasso temporale durante il quale si è consumato l’omicidio. Ripercorsi, passo dopo passo, tutti gli avvenimenti della giornata. Marsico e Halimi (assistiti rispettivamente dagli avvocati Vincenzo De Luca e Gerardo Cembalo e Vincenzo Luciano), sono accusati di omicidio premeditato con l’aggravante dei futili motivi e della crudeltà con la quale avrebbero infierito sulle loro vittime. Di fatto, il 45enne rigattiere capaccese si è sempre professato innocente dichiarando che, nel momento in cui avveniva l'efferato delitto, si trovava a chilometri di distanza dalla contrada Fravita, in giro per Capaccio o presso la sua abitazione in via Fornilli, dove viveva con la consorte. “Molte delle dichiarazioni rese oggi dalla moglie del mio assistito e dalle due figlie sono supportate da riscontri oggettivi ma c’è ancora altro da verificare”, ha spiegato il legale di Marsico, l’avv. De Luca, il quale, in fase istruttoria, aveva già richiesto l’acquisizione dei tabulati telefonici e delle immagini del sistema di videosorveglianza, attivo sul territorio comunale di Capaccio, per dimostrare che Marsico non avrebbe lasciato il comprensorio comunale quel fatidico pomeriggio in cui a Matinella di Albanella furono massacrati, con 72 coltellate i due coniugi rinvenuti solo a tarda sera senza vita nell’abitazione del rigattiere. Il processo potrebbe entrare nel vivo già alla prossima udienza, fissata per il 3 giugno, quando saranno ascoltati altri 8 testimoni. -
INSERITO DA MICHELA MARTINI