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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Schifani indagato per concorso in mafia, gip respinge richiesta archiviazione del pm

5 Luglio 2013, 11:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Fissata per il 23 luglio un'udienza in cui saranno ascoltati accusa e difesa. L'indagine, già in passato archiviata, era stata riaperta nell'estate del 2010 PALERMO - Il gip da Palermo Piergiorgio Morosini non ha accolto la richiesta di archiviazione dell'indagine per concorso in associazione mafiosa a carico del capogruppo al Senato del Pdl Renato Schifani. Il giudice ha fissato per il 23 luglio un'udienza in cui ascolterà accusa e difesa e poi deciderà sull'archiviazione. L'indagine, già in passato archiviata, era stata riaperta nell'estate del 2010. Il fascicolo venne iscritto, per maggiore riservatezza, non col nome del presidente del Senato, ma con un nome di fantasia: Schioperatu. Nell'inchiesta, sono confluite le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. L'ex braccio destro dei boss di Brancaccio Giuseppe e Filippo Graviano ha riferito di visite che Schifani, all'epoca avvocato amministrativista, avrebbe fatto al suo cliente, l'imprenditore Pippo Cosenza. Negli stessi capannoni sarebbe stato presente anche Filippo Graviano, che allora non era latitante. «NECESSARI APPROFONDIMENTI»- Alle accuse di Spatuzza si sono aggiunte quelle dei collaboratori di giustizia Francesco Campanella e Stefano Lo Verso, entrambi vicini al clan mafioso dei Mandalà. Lo Verso, testimoniando in aula al processo per favoreggiamento aggravato al generale dei carabinieri Mario Mori, disse di avere saputo dal capomafia Nicola Mandalà che avevano «nelle mani Renato Schifani, Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro e Saverio Romano». Mentre Campanella, poi querelato per diffamazione da Schifani - il gip archiviò ma espresse dubbi sulla veridicità della accuse del pentito - parlò, tra l'altro, dei rapporti societari tra il presidente del Senato e Nino Mandalà, padre di Nicola, anche lui condannato per mafia. Elementi che il pm non ha ritenuto sufficienti per sostenere l'accusa in giudizio. Il gip Morosini, però, evidentemente ritiene necessari approfondimenti ulteriori: da qui la decisione di sentire le parti. L'udienza del 23 luglio potrebbe concludersi con l'archiviazione, con la disposizione di nuove indagini o con l'imposizione alla Procura di formulare l'imputazione a carico di Schifani.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05.07.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS LECCE Gasdotto, Snam Rete Gas attende: «Prima la Tap, poi il collegamento»

5 Luglio 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il percorso del tap

 

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Le condotte dovranno raccordare Melendugno a Mesagne Ma è necessario conosciuta l'ubicazione dell’impianto LECCE - La Snam aspetta. Aspetta di conoscere il progetto definitivo di Tap (Trans Adriatic Pipeline), l’esatto punto di approdo del gasdotto e la precisa ubicazione dell’impianto di depressurizzazione del gasdotto. Aspetta soprattutto, ma questo nessuno lo dice apertamente, di vedere quali sviluppi avrà l’ampio movimento di protesta che sta coinvolgendo tutti i comuni del basso Salento che confinano con Melendugno, la cui marina, all’altezza di Torre San’Andrea, sarà interessata dall’attraversamento sotterraneo della condotta del gas. E la Snam Rete Gas è un elemento fondamentale dell’accordo ufficializzato solo qualche giorno fa tra la multinazionale germanico-elvetico-norvegese e il Consorzio Shah Deniz dell’Azerbaigian, che ha scelto il progetto Tap per trasportare il proprio gas dal Mar Caspio all’Europa passando per la Grecia, l’Albania e, infine, la Puglia. Una volta approdato in Salento, infatti, il gasdotto Tap dovrà immettere il combustibile nella rete nazionale di Snam. La condotta ad alta capacità (capace cioè di reggere i 10 miliardi di metri cubi annui di gas in arrivo dall’Azerbaigian) ha, però, il suo punto di arrivo molto più a Nord di Melendugno, nel comune brindisino di Mesagne, sulla strada per Sandonaci. Una distanza che, in linea retta, è di circa 55 chilometri, molto più lunga se si considera che bisognerà scegliere il percorso migliore lungo il quale collocare la condotta. Per Snam Rete Gas parla l’ufficio stampa, dal quale fanno sapere che l’azienda ha, finora, «valutato soltanto un’ipotesi di fattibilità di massima», ma che non esiste, al momento, un progetto vero e proprio per l’allungamento della condotta fino al Sud Salento. «Certo — dicono i responsabili delle relazioni esterne di Snam — non ci faremo cogliere impreparati, ma abbiamo bisogno di conoscere tutti gli elementi del progetto di Tap». Il crono programma di Tap, superato lo scoglio della Via, la cui procedura partirà a settembre, prevede l’inizio dei lavori del gasdotto nel 2015 e la consegna alla rete italiana del primo gas nel 2019. Per quella data, la multinazionale dovrebbe essere messa nelle condizioni di allacciarsi alla rete nazionale di distribuzione del gas. Per quella data, la Snam dovrà, quindi, aver raggiunto il punto di approdo e depressurizzazione di Tap. Francesca Mandese

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05.07.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Sfruttamento e costi stracciati «I cinesi hanno ingoiato il distretto»

5 Luglio 2013, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Un laboratorio cinese

 

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Tra Puglia e Basilicata lavorano a 0,18 euro al minuto. La Natuzzi paga 0,92 euro. La concorrenza è impossibile BARI — Sono tante, spesso invisibili, e utilizzano un sistema che alimenta la grande catena dell’illegalità finendo per essere l’unica soluzione anti crac. Le aziende contoterziste del salotto parlano sempre più la lingua cinese e continuano a inglobare opifici che un tempo erano l’orgoglio del distretto del salotto. I più informati parlano di una quarantina di unità produttive (ma molte sono collegate a catena tra di loro) presenti in tutto il distretto, ma concentrate soprattutto a Matera (zona Paip 1 e 2, La Martella), Modugno e Altamura (sulla strada statale 96). E da qualche tempo anche a Santeramo in Colle. Crescono e si moltiplicano. Il motivo? Basta parlare con i piccoli imprenditori che hanno chiuso l’attività soffocati dai debiti. Ecco il resoconto e le quotazioni del costo del lavoro. La Natuzzi di Santeramo (che ha comunicato la messa in mobilità di 1.720 dipendenti su 2.700 tra Puglia e Basilicata) ha un costo industriale — personale, costi di struttura — di 0,92 euro a minuto. Questo significa che mediamente una giornata di 8 ore costa all’azienda 441 euro. Prendendo in esame la produzione di un divano a tre posti sono necessari 150 minuti per terminare e portare in magazzino il sofà: 50 per il taglio, 50 per cucire, 50 per assemblare. Ciò significa che la quota parziale è 138 euro. Poi si devono aggiungere i costi di legno, imbottiture, pelli, imballaggio. Il tutto per un prezzo stimato almeno mille euro. L’ultimo passaggio è la spedizione e, in alcuni casi, la provvigione all’agente di vendita. Seguito dalla creazione dell’utile e dal pagamento delle tasse su tale valore. «Ma chi vive nel distretto e lavora nel mondo reale — spiega L. R., piccolo imprenditore di Santeramo la cui azienda è fallita per mancanza di liquidità — sa che il contolavoro cinesi ha dei prezzi insostenibili per qualsiasi realtà italiana che rispetti le regole. Il committente consegna le materie prime, imbottiture, fusti e pelli, e ritira il prodotto finito nelle migliori delle ipotesi a 0,18 euro a minuto e con la garanzia della qualità del prodotto. Sono entrato in questi stabilimenti e le condizioni igieniche e di sicurezza sono più che precarie. Lavorano donne in gravidanza e per le fabbriche si aggirano bimbi scalzi e che giocano con forbici taglienti». Sviluppando il calcolo dei costi significa che anziché pagare 138 euro per la manodopera il committente paga 27 euro. «Non bisogna cadere nell’errore di considerare solamente questa cifra — prosegue l’imprenditore «fallito» — perché chi entra nella spirale dell’illegalità è colui che non paga le tasse, che non smaltisce i tessuti e gli avanzi delle imbottiture. Ciò comporta che un divano finito può costare al committente anche 400 euro compreso di materie prime». In fondo basterebbero pochi accorgimenti per sconfiggere il fenomeno, tra cui aumentare i controlli. «Anche questo non è semplice — conclude — perché alla base c’è un’organizzazione quasi perfetta. Solo pochi cinesi escono dalle fabbriche e hanno sistemi di fuga per non farsi trovare quando ci sono le ispezioni. La loro cultura è di riconoscenza nei confronti di chi li ospita e solo dopo un po’ di tempo possono acquisire una propria autonomia. D’altronde le ditte cinesi sono registrate alla Camera di Commercio con un numero contenuto di dipendenti. Tutto viene pagato in contanti e dopo due anni l’azienda chiude i battenti per essere riaperta con un altra ragione sociale». Nei negozi della grande distribuzione i divani a tre posti sono in promozione a 500 euro. Soddisfa il consumatore, meno chi dovrà chiudere la propria attività. Vito Fatiguso

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05.07.2013.

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MONDO NEWS COMUNICATO STAMPA www.mikivettica.net Francesca Beneduce eletta presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità

5 Luglio 2013, 11:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nDI ANGELA CECERE

RICEVIAMO E PUBLICHIAMO Gli auguri dell’on. Flora Beneduce Una laurea in scienze politiche, una passione civile coltivata negli anni, una provata esperienza nel settore dei Piani Sociali di Zona e una ferrea volontà di affermare le pari opportunità di genere. Questo il profilo umano e professionale di Francesca Beneduce, eletta oggi presidente della Commissione regionale per realizzazione dei diritti e delle pari opportunità fra uomo e donna. Bibliotecaria volontaria a Sant’Anastasia, si è fatta conoscere ed apprezzare non solo dagli uomini, ma anche dalle donne della sua città e, per due volte, ha ricevuto il mandato di presidente della commissione comunale per le Pari opportunità. Ora il suo impegno in ambito istituzionale si rivolge all’intera regione Campania. “Il mio nome è stato individuato tra quelli delle esperte – dice la neo presidente - . Non è un dato secondario: si intende puntare sul legame tra le istituzioni e le espressioni territoriali. La relazione con le cittadine e i cittadini è centrale per questa compagine. Il programma è ancora da concordare, ma l’obiettivo è quello di puntare sulla piena partecipazione delle donne alla vita politica e democratica, alla difesa dei diritti e alla consapevolezza della propria dignità”. Ma cos’è la Commissione? Si tratta di un organismo consultivo che si propone di contribuire alla effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità tra i cittadini. La Commissione svolgerà funzioni di sostegno, confronto, consultazione, progettazione e proposta nei confronti del Consiglio, della Giunta regionale e delle commissioni consiliari. Ne fanno parte venti donne nominate dal Presidente della Giunta regionale e scelte tra aderenti a movimenti femminili dei Partiti politici, tra iscritte ad associazioni femminili di comprovata rilevanza regionale e nazionale, e tra esperte e studiose della condizione femminile e dei problemi della parità inerenti le politiche di inclusione, le politiche di equità di genere, nonché alle tematiche della conciliazione dei tempi di vita-lavoro. Ne fa parte, inoltre, il Consigliere per l’attuazione dei principi di parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro. “Sono sicura che questa nomina non solo premia l’impegno gratuito e la disponibilità assoluta di Francesca Beneduce, ma premia anche tutte le donne campane che troveranno in lei un supporto disponibile, una professionista stimata, una persona dalla profonda umanità – dice l’on. Flora Beneduce -. A Francesca e alle componenti della Commissione auguro determinazione, entusiasmo e dedizione al ruolo che sono chiamate a svolgere. Sono sicura che saranno ricordate per l’efficacia negli interventi e la lucidità nelle scelte”.

05.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Diplomi facili a calciatori e attori, nella lista anche una star de «I Cesaroni»

5 Luglio 2013, 11:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Micol Olivieri e il bomber dell'Avellino Zigoni tra le persone portate a Salerno dai procacciatori SALERNO - Mentre Alfredo e Mario Visicchio - i titolari delle due scuole di Laureana Cilento ritenute dagli inquirenti diplomifici a pagamento (clicca qui per leggere l'articolo) - hanno trascorso la prima notte in carcere, spuntano i primi nomi degli attori e dei cantanti che hanno acquistato il titolo di studio di ragioniere o geometra. Tra di loro anche una delle protagoniste della fiction "I Cesaroni" su Canale 5 e una lunghissima lista di aspiranti campioni del pallone che militano nelle squadre primavera di club italiani importanti. VOLTI NOTI - I procacciatori avevano attirato anche Micol Olivieri, la giovane attrice italiana che nella serie televisiva di Mediaset aveva il ruolo di Alice Cudicini, figlia di Lucia Liguori (Elena Sofia Ricci). Ma nell'elenco risulta anche il calciatore dell'Avellino Gianmarco Zigoni.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05.07.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Bimbo di otto anni conteso tra l'Italia e il Venezuela: arrestata la madre

5 Luglio 2013, 11:04am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Non l'ha riportato in provincia di Salerno dal Sudamerica come aveva deciso una sentenza del Tribunale di Caracas SALERNO - Un figlio di otto anni conteso tra l'Italia e il Venezuela dopo un matrimonio finito. Che ha portasto addirittura all'arresto della madre. Una storia incredibile per una oramai ex coppia, divorziata e lasciatasi in maniera non amichevole, con lui che è nato e vive a Sant'Arsenio mentre lei - italovenezuelana - decide di lasciare tutto per sposarlo. L'amore inizia dieci anni, poi il bambino, infine la burrascosa chiusura del rapporto. LA VICENDA - Nel 2010 la donna fa ritorno a Caracas. Con lei c'è il figlio. Un viaggio breve, che però si è trasformato in sola andata. Così, come ha raccontato il Mattino, il marito della donna - un operaio della provincia di Salerno - ha deciso di presentare denuncia il 4 gennaio del 2011. L'iter giudiziario va avanti: in Italia e in Venezuela. Fino a quando il Tribunale sudamericano non si esprime per il rimpatrio del bambino. Ma sull'aereo che avrebbe dovuto riportare il ragazzino in Italia c'era soltanto lei, la madre. Che appena è arrivata all'aeroporto di Fiumicino viene segnalata dalla polizia. Comunque la donna riesce a tornare a Sant'Arsenio e il marito presenta, nel frattempo, altre due denunce. A questo punto scattano le manette per la madre che, tempo fa dopo la pronuncia del Tribunale di Caracas, si era resa irreperibile quando l'ex marito era partito alla volta del Venezuela per cercare di riprendersi il figlio.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

05.07.2013.

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Boom di visite per il Bastione di Parsano, mentre vengono prolungati gli orari di apertura

5 Luglio 2013, 10:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SORRENTO. Dal primo luglio al 31 agosto orario prolungato per le visite al sito storico delle Antiche Mura – Bastione di Parsano. L’apertura mattutina del sito sarà dalle 10 alle 13, mentre nella fascia serale le visite potranno essere effettuate dalle 19 alle 23. L’orario prolungato ha lo scopo di aumentare la fruizione della struttura per i tanti turisti che visitano in questi mesi di alta stagione la città di Sorrento. Intanto i dati riferiti alle visite nel primo periodo di apertura per il 2013, da Pasqua al 30 giugno scorso, sono lusinghieri. Nonostante la difficile congiuntura economica internazionale e le difficoltà attraversate dal comparto turistico nazionale, le visite presso il Bastione di Parsano sono aumentate notevolmente rispetto al 2012. Nel solo mese di giugno i turisti stranieri sono stati 3366 e gli italiani 849, per un totale mensile di 4215, cifra alla quale vanno aggiunti i dati riscontrati dall’apertura avvenuta nel periodo pasquale. Si arriva così ad un totale di 10809 visitatoti suddiviso in 8168 stranieri e 2641 italiani. Frutto di tale risultato è l’attività svolta dall’Associazione Peninsula Felix Giovani che realizza la promozione culturale del sito storico del Bastione di Parsano non solo in loco, ma anche tramite il sito internet www.antichemurasorrento.it, con il quale è possibile dialogare con numerosi turisti individuali e non, sia italiani che stranieri, che chiedono ogni sorta di notizia sulle Antiche Mura, nonché cenni storici sulla città di Sorrento.

SORRENTOPRESS

05.07.2013.

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RAVELLO SCALA NEWS Il gregge e il buon (?) pastore

5 Luglio 2013, 10:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE IL VESCOVADO

Riceviamo e pubblichiamo lettera di Salvatore Ulisse Di Palma , consigliere di minoranza capogruppo di "Ravello nel Cuore" che ritorna sulla questione legata all'abolizione degli sconti riservati ai Ravellesi per l'acquisto dei biglietti del Festival 2013.

Ricordiamo che la sezione " Lettere al Vescovado" è l'unica a disposizione di chiunque voglia denunciare disservizi o soprusi di ogni genere con dati oggettivi, nel rispetto delle leggi. Ciò al fine di dare vita al dibattito costruttivo e propositivo attraverso le diversità di pensiero. Non saranno pubblicate lettere diffamanti, contenenti espressioni irriguardose e volgari, accuse generiche e prive di contraddittorio, messaggi violenti o incitamenti alla violenza, insulti gratuiti, frasi blasfeme o di stampo razzistico.

Di seguito il testo di Di Palma.

Caro Direttore,

vengo ancora, una volta, a richiederle ospitalità, forse abusata, nella consapevolezza che gli spunti offerti possano essere di sprone per un civile e costruttivo dibattito tra i Ravellesi e non.

La funzione della stampa è soprattutto questa e, con il suo giornale, lei rappresenta ancora il lumicino che fa intravedere l'alba, mentre la nottata non è ancora del tutto passata.

La ringrazio e mi auguro che tanti altri, soprattutto giovani, prendano il coraggio a piene mani ed esternino il proprio pensiero.

La lettera - denunciadi Giovanni Conte che passerà alla storia con l'immagine delle pecore che vengono munte dai pastori per niente buoni, rappresenta una pietra miliare sullo stato dell'arte della civica amministrazione e della Fondazione Ravello e, dello scarso interesse dei cittadini Ravellesi.

Buon segno, il fuoco sotto la cenere non è del tutto spento ma, può divampare presto o tardi.

Noi tutti ci auguriamo presto per il bene di Ravello, perché siamo stanchi delle bugie, delle promesse non mantenute, del sottaciuto, del mal governo della città.

Sembra che stiamo prendendo coscienza dello stato di torpore in cui vive la nostra comunità e, che da un momento all'altro potrebbe risvegliarsi.

Come sempre la storia si ripete e, probabilmente le denunce prodotte dal gruppo consiliare di minoranza " Ravello nel Cuore", anche forti di gravi danni ambientali e non, non hanno sortito lo stesso effetto dello sfogo di un cittadino che ha detto quello che tantissimi altri Ravellesi volevano dire e che ha il significato di una pietra gettata in una pozza d'acqua ristagnante.

Ma va bene anche così, perché lo stesso effetto di questa pietra potrebbe essere stato il frutto del nostro attento essere uomini delle Istituzioni e custodi del benessere dei Ravellesi tutti.

Mi preme, dopo le denunce prodotte alle autorità competenti sottolineare un dato che forse può sembrare poca cosa, se non venisse ascritto, invece, al soffiare vitale del sacro fuoco che è la cultura che è la molla della vita degli uomini.

Non più sconti sui biglietti per il Ravello Festival ai Ravellesi ma, solo per gli appassionati della musica .

La decisione nasce dal disinteresse , dicono, dei Ravellesi verso la Sacra arte della musica ( ma ricordate quanti e quanti Ravellesi, molti anni addietro, partecipavano al Festival Wagneriano e l'atmosfera gioiosa che si respirava? ).

E, questa idiosincrasia sarebbe stata, sempre secondo pensiero altrui, atavica o naturale, insita, sempre a dire di qualcuno, nel DNA dei miei concittadini.

Se mi fosse stato possibile avere potere decisionale, avrei decretato in primis l'ingresso gratuito dei giovani Ravellesi agli spettacoli ma, ancor prima, avrei avuto l'accortezza di incontrarli, avvicinarli a questa forma di sapere.

Invece no, si preferisce che i giovani restino a pascolare .

Ed allora, se i giovani si allontanano, gli adulti e gli anziani si allontanano la colpa di chi è?

Non certo loro!

Di giovani preparati noi abbiamo bisogno sempre più, non vivendo come certi uomini che in loro ne intravedono la pericolosità e la capacità di rovesciare il trono.

E, a proposito di trono quasi, quasi rimpiango il vecchio sovrano che pretendeva un cospicuo numero di inviti da elargire, scienza e coscienza perché è giusto che chi governa abbia anche le idee chiare sugli inviti e nelle relazioni esterne che a ben guardare possono essere solo d'aiuto alla comunità del paese.

Immagino un invito ad Eugenio Scalfari o a Vittorio Feltri e ,la conseguente ricaduta positiva per il paese.

Ma i tempi sono mutati e chi sta dall'altra parte della barricata dimentica il modus operandi della sua pregressa gestione.

Iddio ci aiuti oggi più che mai, soprattutto aiuti noi Ravellesi che crediamo che una nuova alba sia all'orizzonte, continuando a lottare e credere che sia possibile un paese migliore per i nostri figli.

Dott. Salvatore Ulisse di Palma

 Capogruppo consiliare " Ravello nel Cuore ".

http://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/lettere-al-vescovado-38/il-gregge-e-il-buon-pastore-15444.aspx

05.07.2013                                                                                                                                                                                                                                                

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori, sequestro preventivo a cucina di ristorante sul lungomare

5 Luglio 2013, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

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L’applicazione dei sigilli è stata eseguita su disposizione del magistrato della Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno, Roberto Penna, per il mancato rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro  (ANTEPRIMA) Questa mattina i Carabinieri della stazione di Maiori, coordinati dal comandante Giuseppe Loria, di concerto con personale sanitario dell'ASL, hanno attuato il sequestro preventivo della cucina di un noto ristorante e lido balneare posto sul lungomare della cittadina costiera. L'applicazione dei sigilli è stata eseguita su disposizione del magistrato della Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno, Roberto Penna, per il mancato rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro a causa delle inadeguate condizioni dei locali interrati - peraltro sprovvisti di autorizzazioni - adibiti a cucina.

Già il 28 aprile scorso il locale fu interessato da controlli dei Carabinieri del Nas che, per i medesimi motivi, ne disposero la chiusura amministrativa. I proprietari fecero ricorso al TAR con l'istanza che è stata rigettata.

http://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/cronaca-1/maiori-sequestro-preventivo-a-cucina-di-ristorant-15438.aspx

05.07.2013.


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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi, i bus della SITA inquinano: la denuncia dei cittadini

5 Luglio 2013, 09:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE IL VESCOVADO

Una lettera inviata al Sindaco di Amalfi Alfonso Del Pizzo ed al Comandante della Polizia Municipale Agnese Martingano per segnalare l'inquinamento dei mezzi del trasporto pubblico SITA ed il potenziale pericolo per la collettività che ne deriva in virtù dell'obsoleto parco auto utilizzato dalla ditta. 
L'iniziativa parte da due attivisti amalfitani, Alfonso Minutolo e Gennaro Mangieri, impegnati in rete ad alimentare il dibattito pubblico della propria città. Nella missiva scrivono che «Negli ultimi anni la stessa compagnia (SITA) non ha mai provveduto a rinnovare il parco auto, lasciando in circolazione mezzi obsoleti da anni ed anni e con centinaia di migliaia di chilometri di servizio, esponendo in tal modo i viaggiatori, il personale di servizio sui bus e i cittadini in generale, alle prese con una serie di disservizi che ogni anno sono diventati sempre più evidenti. 
I dipendenti della SITA per primi - continuano - in collaborazione con le sigle sindacali del trasporto confederati con la CGIL e con la CISL hanno segnalato alla direzione della compagnia ed alla Regione Campania, le condizioni nelle quali sono costretti a lavorare».
Oltre ai disservizi, Minutolo e Mangieri affermano che «Negli ultimi anni si è aggiunta la questione inquinamento. Infatti, come certamente avrete avuto modo di constatare, la stragrande maggioranza dei pullman in circolazione, emettono delle vere e proprie nubi nere di smog, maleodoranti ed irrespirabili che, a nostro avviso sono tossiche e velenose. Adesso, visto che tale situazione è divenuta intollerabile data la massiccia presenza di persone che frequentano la nostra città ed il nostro comprensorio, tra i quali: automobilisti, semplici pedoni, centauri, cicloamatori ed altri».
Per questo motivo gli attivisti «Considerato il fatto che tutti sono potenzialmente e materialmente esposti a tali emissioni nocive, considerato che la compagnia e la Regione Campania si dimostrano sorde ai richiami degli interessati, e vista soprattutto la grandissima ed esponenziale crescita delle malattie neoplasiche all'apparato respiratorio» chiedono l'intervento dei destinatari della lettera, auspicando che ci sia l'attuazione compiuta e completa della normativa comunitaria e regionale in materia di emissioni.

http://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/attualita-3/amalfi-i-bus-della-sita-inquinano-la-denuncia-de-15442.aspx

05.07.2013.

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