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CIOCIARIA NEWS CASSINO Finanza. Scoperta frode fiscale per oltre 25 mln di euro: 4 denunce

25 Luglio 2013, 15:45pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Finanza. Scoperta frode fiscale per oltre 25 mln di euro: 4 denunce

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Coinvolte 4 aziende, operanti nei settori dell’autotrasporto per conto terzi e della commercializzazione di autovetture nuove ed usate Finanza. Scoperta frode fiscale per oltre 25 mln di euro: 4 denunce Cassino - La Compagnia della Guardia di Finanza di Cassino ha concluso un’operazione di servizio che ha coinvolto 4 aziende, operanti nei settori dell’autotrasporto per conto terzi e della commercializzazione di autovetture nuove ed usate, ed ha permesso di quantificare una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi per oltre 20 milioni di euro e un’ IVA evasa per oltre 4 milioni di euro. “L’operazione – spiegano le Fiamme Gialle - prende avvio con una verifica fiscale eseguita nei confronti di un’azienda di autotrasporti del cassinate, la quale non versa al fisco le imposte dovute, e si sviluppa attraverso accertamenti nei confronti di alcune imprese clienti operanti nella commercializzazione di autovetture che risultano titolari di redditi mai dichiarati al fisco. Complessivamente sono state avviate verifiche fiscali nei confronti di altre tre aziende, operanti tra il Lazio meridionale e l’hinterland romano, che, da diversi anni, avevano omesso di presentare le dichiarazioni annuali ai fini dei vari tributi. Le aziende verificate – sottolineano dalla Guardia di Finanza - intrattenevano rapporti economici con altri Paesi europei, soprattutto al fine di acquistare numerose autovetture, gran parte delle quali sono giunte in Italia utilizzando i mezzi dell’autotrasportatore cassinate verificato e, successivamente, venivano rivendute a clienti italiani. La ricostruzione del giro di affari delle aziende verificate, effettuata anche attraverso le risultanze messe a disposizione dalle Autorità fiscali degli altri Paesi interessati, consentiva di determinare l’ingente frode fiscale, consistita nell’occultamento, per gli anni dal 2007 al 2012, di imponibili che, complessivamente, sono pari a circa 25 milioni di euro”. I 4 responsabile, un cinquantenne e due sessantenni residenti a Roma e un cinquantenne residente nel cassinate, sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi e di omesso versamento delle imposte.

CIOCIARIA NOTIZIE

25.07.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Trovato morto in un appartamento

25 Luglio 2013, 15:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

l cadavere è di un livornese di oltre ottanta anni: il decesso, molto probabilmente, per cause naturali Un livornese di circa ottanta anni, Ennio Uccetta, è stato trovato morto in un appartamento di Borgo San Jacopo al numero civico 177. I vigili del fuoco hanno sfondato la porta e sul posto attualmente ci sono polizia e medico legale. In un primo momento si era pensato che l'uomo potesse essere di nazionalità inglese visto il cognome sul campanello. L'uomo sarebbe morto per cause naturali.

IL TIRRENO

25.07.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Muore infermiera di 53 anni, aveva una grave malattia

25 Luglio 2013, 15:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

S’è spenta nella notte nel reparto di Cure Palliative Lorella Ricottini. Lascia nel dolore un figlio di 17 anni. Programmati i funerali LIVORNO. È morta a 53 anni dopo aver lottato per nove mesi contro la malattia. Lorella Ricottini s’è spenta nella notte nel reparto di cure palliative dopo era ricoverata da qualche giorno, circondata dall’affetto della famiglia. Era infermiera nel reparto di Psichiatria all’ospedale dove aveva lavorato per quasi dieci anni. Prima aveva prestato servizio in Stomatologia presso lo studio dentistico. Agli esordi della sua carriera invece aveva lavorato al Pascoli. La sua professionalità e soprattutto la sua sensibilità la facevano un’infermiera molto preparata e particolarmente portata per stare a contatto con patologie delicate come quelle dei pazienti psichiatrici. Così la ricordano le sue colleghe erano molto legate a lei. Lorella era una grande sportiva: amava andare in palestra e in bicicletta e chi la conosceva la ricorda per la sua verve. «Era una donna meravigliosa molto amante della vita: ha lottato fino all’ultimo minuto», dice una collega. Lascia nel dolore un figlio di 17 anni, il compagno Fabrizio, la madre Maura e tutti i parenti e gli amici. Il funerale si svolgerà domani, venerdì, alle 16.30, alla parrocchia della Rosa. Il corteo si muoverà dalla camera mortuaria di viale Alfieri, dove è stata allestita la camera ardente, alle 16.

IL TIRRENO

25.07.2013.

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA BELLUNO L'ultima telefonata di Matteo alla moglie: «Sto scendendo». Poi la caduta e la morte

25 Luglio 2013, 15:19pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20130725_matteo_menardi.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il 34enne di Cortina ha perso la vita dopo essere salito sulla Croda d'Antruiles BELLUNO - Ha telefonato alla moglie Angela, per rassicurarla, prima di iniziare la discesa, per tornare a casa. È stato il suo ultimo pensiero. Pochi passi ed è caduto, forse scivolato, perso un appiglio, ed è finito in un canale, cento metri sotto. Il giovane ampezzano Matteo Menardi, 34 anni, è morto da solo, sulla Croda d'Antruiles, una cima minore, poco conosciuta, ancor meno frequentata, nel Parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo. Una destinazione per pochi appassionati, per chi ama vivere la montagna silenziosa, solitaria, non quella più celebrata ed affollata. L'incidente deve essere avvenuto dopo le 19 di martedì. La moglie, a sera, non vedendolo rientrare, è andata a cercare l'auto del marito e l'ha trovata dove prevedeva: nel piazzale di Sant'Uberto, dove parte la strada che sale a malga Ra Stua. A quel punto è scattato l'allarme. Malgrado il maltempo, numerosi volontari del soccorso alpino si sono attivati, almeno una ventina: lo hanno cercato per buona parte della notte, con le torce, nel buio, sotto il diluvio, un vero fortunale di pioggia e vento, che ha battuto la zona, nella notte. Ai parenti, il giovane, che era solito percorrere sentieri dei cacciatori, tracce conosciute e frequentate da poche persone, non aveva comunicato la destinazione della sua escursione, quando era partito in mattinata, alle 10. Le squadre hanno iniziato a perlustrare i sentieri della zona, aiutati anche dal fiuto del cane bloodhound di un'unità cinofila, specializzato nella ricerca delle persone scomparse, ma non si è trovato nulla. A notte fonda, i volontari si sono fermati, per fare il punto della situazione, anche per l'imperversare di un forte temporale. Parlando quindi con gli amici di Matteo si è saputo che aveva intenzione di salire sulla Croda d'Antruiles. Dalla verifica dei tabulati si è inoltre verificato che una cella telefonica era stata attivata verso le 19.29 in quell'area dal suo cellulare, che però risultava spento. Ieri mattina, appena la luce lo ha consentito, è decollata l'eliambulanza del Suem 118 di Pieve di Cadore; a bordo anche due soccorritori di Cortina, profondi conoscitori dei luoghi, per sorvolare i versanti della montagna, per setacciare ogni sentiero. Poco dopo il corpo è stato individuato, in un canale, a 2.160 metri di quota. Sono quindi stati barcati in hovering i due soccorritori, il tecnico di elisoccorso di turno con l'equipaggio e il medico, che ha però solamente potuto constatare il decesso del giovane. All'arrivo di un soccorritore del Sagf della Guardia di finanza, si è proceduto ai rilievi e, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata composta in una barella e recuperata con il verricello dell'elicottero, per essere trasportata a valle e affidata al carro funebre. Il funerale di Matteo Menardi, molto noto a Cortina, sia per le attività lavorative svolte sinora, in parrocchia e nella società comunale Gis, sia per il suo continuo impegno, nel volontariato, è stato celebrati oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo.di Marco Dibona

IL GAZZETTINO

25.07.2013.

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PRIMO PIANO ANTEPRIMA SANTIAGO TRENO DERAGLIA IN SPAGNA, GIALLO ITALIANI. "ANDAVA A 190 KM/H". IL VIDEO DELLO SCHIANTO

25 Luglio 2013, 15:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

SANTIAGO DE COMPOSTELA - Si aggrava il bilancio della tragedia del treno deragliato a Santiago de Compostela, in Spagna. Un treno ad alta velocita' (Alvia), in arrivo nella citta' della Galizia, è deragliato ieri sera a poca distanza dalla stazione, provocando una strage. Ci sono molti stranieri tra i feriti del deragliamento del treno a Santiago de Compostela. Lo ha riferito la giunta galiziana. In totale 178 persone sono state portate all'ospedale e 95 sono ancora ricoverate, di cui 36, compresi quattro bambini, sono gravi. Tutte le vittime dell'incidente ferroviario vicino Santiago de Compostela sono state identificate. Lo hanno riferito le autorità galiziane. LE PAROLE DI RAJOI «Ho avuto l'opportunità di visitare alcuni feriti all'Università di Santiago di Compostela», ha poi raccontato Rajoy, che ha voluto ringraziare «tutta la popolazione di Santiago» così come «tutti i funzionari, i dipendenti pubblici, di tutti i settori. Il comportamento da parte loro è stato esemplare. Vorrei congratularmi anche con le forze di polizia della regione galiziana e vorrei ringraziare il ministero dell Infrastrutture, i soccorritori, i vigili del fuoco, il personale sanitario». Il premier spagnolo ha poi voluto ricordare tutte le persone che si sono offerte di donare il sangue. «Ieri abbiamo assistito a code di più di 50 persone di volontari per la donazione del sangue», ha concluso. Impressionanti le immagini dell'incidente avvenuto alle 20.40 locali circa all'imbocco di un viadotto, all'altezza di una curva molto stretta (e a detta di molti pericolosa): tutti i 13 vagoni del convoglio, in viaggio fra Madrid e Ferrol con 240 persone a bordo, sono usciti dai binari, schiantandosi con un boato secondo il racconto di testimoni, alcuni dei quali hanno parlato di ''un'esplosione''. Diversi vagoni si sono piegati su un lato, mentre almeno uno si e' ribaltato e ha preso fuoco. IL VIDEO CHOC SUL PAIS Il sito del Pais mostra un filmato dell'incidente al treno nei pressi di Santiago de Compostella nel momento in cui imbocca ad alta velocità la curva e deraglia. Le immagini, impressionanti, mostrano la motrice del treno che imbocca la curva e prosegue per alcuni attimi la corsa sui binari prima di piegarsi sul fianco destro, mentre le carrozze vanno dritte a schiantarsi contro il muro che costeggia la ferrovia. IL VIDEO CHOC DELLO SCHIANTO LA DISPERAZIONE DEL MACCHINISTA «È deragliato, che faccio... che faccio». Questa la frase che avrebbe pronunciato uno dei macchinisti del treno ad alta velocità Madrid-Ferrol, deragliato a 4 chilometri dalla stazione di Santiago di Compostela, in Spagna, probabilmente a causa dell'alta velocità. A quanto riportano i media iberici, l'uomo, leggermente ferito, sarebbe stato visto aggirarsi sul posto in stato di choc subito dopo l'incidente ferroviario che ha fatto 77 vittime e oltre 140 feriti in Spagna. ANDAVA A 190 «Andavo a 190 all'ora. Spero che non ci siano morti perchè me li porterei sulla coscienza. Sono umano, sono umano...»: è questo il contenuto di una comunicazione via radio dalla cabina del treno tra uno dei due macchinisti e la stazione pochi istanti dopo il deragliamento. Il limite previsto in quel tratto è di 80 km/h. Il conducente, un macchinista di 52 anni con molta esperienza, non ha spiegato il motivo di una velocità così elevata, oltre il doppio di quella prevista in quel tratto, 80 km/h. Il limite è previsto perchè la curva è «chiusa» e si trova subito dopo l'uscita di un tunnel, alla fine di diversi chilometri di rettilineo. Una persona che partecipò nel 2011 al viaggio inaugurale della tratta ha riferito ai media che in corrispondenza della curva il treno ebbe come un sussulto, mentre per gli 80 chilometri precedenti era rimasto stabile. I tecnici della procura, delle ferrovie e del ministero sono al lavoro per accertare le cause che hanno determinato la tragedia: se si tratti di un errore umano, di un guasto tecnico oppure di una coincidenza di entrambe le cose. LA CAUSA E' L'ALTA VELOCITA' «La tragedia di Compostela sembra essere associata a una violazione della velocità». Lo ha affermato il sottosegretario alle infrastrutture e trasporti, aggiungendo che sul deragliamento del treno è stata avviata anche un'indagine del Ministero. Sul posto stamattina è arrivato anche il premier spagnolo Mariano Rajoy, originario di Santiago. Le vittime accertate finora sono 80, 19 delle quali già identificate; dei 140 feriti, cinque sono in coma, secondo fonti dei soccorritori. «La nostra priorità in questo momento è identificare le vittime» ha detto il vicepresidente della giunta della Galizia, Alfonso Rueda, il quale ha riferito che i nomi delle vittime saranno resi noti solo dopo il completamento delle identificazioni e la comunicazione ai famigliari. Rueda ha rilevato che «le operazioni di soccorso sono state tempestive». Sul posto operano circa 500 tra vigili del fuoco, soccorritori e agenti di polizia e della Guardia civil. ORRORE. Le prime foto hanno potuto mostrare corpi senza vita coperti alla meno peggio e feriti attorno ai quali si affannavano i soccorritori. Dopo le prime ore di incertezza - quando non si escludeva neanche lo spettro del terrorismo, facendo ripiombare il Paese nell'incubo dell'11 marzo 2004 - e' stata la portavoce del governo spagnolo ad affermare che l'ipotesi sulla quale si sta lavorando e' quella dell'incidente. Un errore umano, secondo le prime ricostruzioni, del macchinista, uscito miracolosamente illeso, che pare abbia ammesso di come il convoglio avesse imboccato la curva a gran velocita', di molto superiore al limite degli 80 km orari (forse oltre i 180). LACRIME. Il disastro ha oscurato il giorno d'avvio dei festeggiamenti in vista della ricorrenza di San Giacomo, patrono di Spagna e della Galizia, il cui legame con la citta' fa di Santiago de Compostela una delle grandi mete del pellegrinaggio cristiano in Europa, che richiama ogni anno visitatori da mezzo mondo lungo i percorsi dello storico 'camino de Santiago'. La festa cade domani, 25 luglio, ma e' annunciata secondo la tradizione dai rintocchi delle campane della Cattedrale gia' il 24, alla vigilia, e si doveva protrarre nella notte e poi per un'intera settimana con riti ed eventi: le celebrazioni ovviamente sono state subito cancellate dalle autorita' locali, mentre la zona del deragliamento si e' affollata di ambulanze e squadre di soccorso. ITALIANI A BORDO? E' molto probabile che sul treno viaggiassero molti cittadini stranieri. L'Unita' di Crisi della Farnesina, attraverso la rete diplomatico-consolare in Spagna, ha avviato contatti costanti con le autorita' locali allo scopo di verificare l'eventuale presenza di italiani coinvolti. Secondo l'ambasciatore italiano in Spagna Pietro Sebastiani non si hanno notizie, al momento, di connazionali tra le vittime, anche se la situazione e' inevitabilmente ancora confusa. Drammatiche le prime testimonianze raccolte dai media locali. "Quanti morti che ci sono qui, mio Dio", ha esclamato una donna a una radio locale nei primi minuti dopo l'accaduto. Mentre il governatore della Galizia, fra i primi a raggiungere il luogo della catastrofe, ha parlato di scene da "girone dantesco". Il bilancio delle vittime viene aggiornato di ora in ora. Dopo le prime notizie diffuse dai media, e' stato lo stesso capo della giunta regionale galiziana, Alberto Nunez Feijoo, a confermare almeno 45 morti e decine di feriti, ma i servizi di soccorso azzardano una stima di oltre 50 morti. Pompieri, polizia e forze della sicurezza locale della Galizia sono del resto tuttora sul posto, alle prese con i vagoni accartocciati. E a tarda sera si parlava ancora persone intrappolate. FUMO. Sulla zona ha continuato ad addensarsi a lungo una fitta colonna di fumo, mentre arrivavano responsabili di governo e autorita' locali a cominciare dal sindaco di Santiago, Angel Curras, e dal ministro dei Lavori pubblici, Ana Pastor. Domattina e' atteso anche il premier Mariano Rajoy. Per Santiago e' una notte di morte.

LEGGO.IT

25.07.2013.

 

EMBED

 

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI In tre mesi chiuse 343 imprese artigiane

25 Luglio 2013, 14:55pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Allarme Confartigianato, è il trend peggiore d'Italia In tre mesi chiuse 343 imprese artigiane  CAGLIARI, In Sardegna, in tre mesi, sono scomparse altre 343 imprese artigiane. E salgono a 1042 le aziende artigiane cancellate dall'inizio dell'anno. A lanciare l'allarme è la Confartigianato, che ricorda che nell'isola chiudono definitivamente i battenti più di cinque imprese artigiane al giorno. A livello provinciale, Cagliari è la peggiore: registra, infatti, 215 imprese in meno rispetto al 1 trimestre (tasso di crescita -1,44% e imprese registrate in totale 14.764).

ANSA

25.07.2013.

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS Rifiuti: Sardegna al top per carta

25 Luglio 2013, 14:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Olbia-Tempio provincia più virtuosa davanti a Cagliari Rifiuti: Sardegna al top per carta- CAGLIARI,  La Sardegna si conferma al top nella raccolta differenziata di carta e cartone. Nel 2012 sono state raccolte oltre 71.800 tonnellate, un dato sostanzialmente in linea con quello dell'anno precedente (-1,4%). La raccolta pro capite si attesta a 43 kg/abitante, un dato inferiore alla media nazionale (48,9 kg pro capite) ma superiore a quello di tutte le regioni del Sud ad eccezione dell'Abruzzo, che per un soffio (43,2 kg/ab). Olbia-Tempio provincia più virtuosa nel 2012 con 48,3 kg/abitante.

ANSA

25.07.2013. 

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS CATANIA Via libera al Muos, gli attivisti in rivolta: occupato il Comune di Niscemi

25 Luglio 2013, 14:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Una delegazione di «Mamme No Muos» e di esponenti del Consiglio comunale della cittadina, si è recata a Palermo CATANIA – Il popolo dei No Muos non ci sta. E sceglie la linea dura. Così per protestare contro la decisione della Regione Siciliana, definita “scellerata” dai cinque stelle, di revocare i provvedimenti che bloccavano le autorizzazioni all'installazione dell'impianto radio dell'esercito statunitense in contrada Ulmo, hanno occupato l’aula consiliare del Comune di Niscemi. AULA CONSILIARE OCCUPATA - La decisione è scaturita dopo un consiglio comunale durante il quale i manifestanti avevano chiesto ai consiglieri e alla giunta di dimettersi in blocco in segno di protesta nei confronti dei governi nazionale e regionale. La proposta non è stata accolta. Di qui l’occupazione dell’aula da parte degli attivisti. Mamme no Muos, presidio a Palermo MARCIA A PALERMO - Intanto, una delegazione di «Mamme No Muos» e del consiglio comunale, si è recata a Palermo, dove è previsto un concentramento davanti alla sede del Consiglio di giustizia amministrativa. «Siamo delusi e sdegnati dalla decisione di Crocetta, ha tradito noi e i nostri figli - dice Laura Militello - che potrebbero subire effetti devastanti per la salute a causa delle emissioni elettromagnetiche della 46 antenne del Muos. Ci sentiamo soli, il governo ci ha abbandonati». In via Libertà manifesti e striscioni contro il Presidente della Regione, c’è scritto «Vergogna Crocetta», «Regione Usa Mafia» e ancora: «Crocetta vattene». Secondo il governatore la mancata revoca allo stop avrebbe portato a una maxi penale di 18 miliardi di dollari, pari al costo dell' impianto, da pagare agli Usa. In una nota, il movimento No Muos ha lanciato un «appello ai territori, alle associazioni e a tutti i cittadini perché esprimano la loro opposizione nei confronti di una scelta che non condivide e contesta fermamente: la ripresa dei lavori per l'installazione del Muos all'interno della sughereta di Contrada Ulmo a Niscemi». LA RELAZIONE - Il dietrofront della Regione ha fatto seguito alla relazione conclusiva dell'Istituto superiore di Sanità che ha escluso l’impatto negativo dei campi elettromagnetici generati dalle antenne del sistema radar Muos. «I risultati delle misure sperimentali effettuate dall'Ispra», era scritto nel rapporto, «indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura». E ancora secondo lo studio «non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici» e «anche nell'ipotesi, poco probabile, di un puntamento delle antenne paraboliche a livello del terreno, o comunque nelle direzioni di persone che potrebbero essere esposte al fascio principale, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili». IL PERITO - Parere diametralmente opposto da quello del docente universitario Marcello D'Amore, perito nominato dal Tar, che invece aveva riferito ai giudici che «il campo elettromagnetico irradiato dal Muos può produrre effetti biologici sulle persone esposte; interferenze elettromagnetiche in apparecchiature elettroniche, strutture aeroportuali e aeromobili; effetti sulla biocenosi e sulla fauna del Sito di importanza comunitaria Sughereta di Niscemi». Il Tar, pur non entrando nel merito, aveva così respinto le richieste di sospensiva presentate con due ricorsi del ministero della Difesa contro la Regione che aveva arrestato i lavori per il Muos. Facendo tirare per poco, un sospiro di sollievo, alla popolazione di Niscemi. GLI AMBIENTALISTI - L'improvviso via libera della Regione al Muos di Niscemi costituisce per Legambiente «un fatto gravissimo ed inquietante», e per questo l'associazione ambientalista che annuncia la presentazione di un «ricorso contro le nuove autorizzazioni» e chiederà all'Ue «l'apertura di una procedura di infrazione». Secondo Legambiente «questa revoca è coerente con l'erronea impostazione del Governo regionale che ha inspiegabilmente condizionato le proprie scelte, esclusivamente, alle conclusioni dell'Istituto superiore della sanità, decidendo, quindi, di ignorare le altre questioni, certamente rilevanti sul piano formale e che erano all'origine della stessa revoca». Ma, per Legambiente così «si disconosce il fatto più importante ed è grave che ciò avvenga da parte dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente: la realizzazione delle opere del Muos, che ricadono all'interno della zona A di massima tutela della riserva naturale Sughereta di Niscemi, sono vietate dal regolamento dell'area protetta e dal Piano paesistico della provincia di Caltanissetta». Per questi motivi Legambiente annuncia «ricorrerà contro le nuove autorizzazioni rilasciate dall'assessorato regionale Territorio e Ambiente, chiedendo anche alla Commissione Europea l'apertura di una procedura di infrazione al diritto comunitario». Valeria Catalano

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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SICILIA SARDEGNA E CORSICA NEWS «La mafia prepara un attentato a Di Matteo, a Palermo arrivati 15 chili di esplosivo»

25 Luglio 2013, 12:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Di Matteo

 

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La rivelazione choc di un confidente agli investigatori Il pm non viene nominato ma sarebbe il maggior indiziato PALERMO - Il progetto di un attentato al pm di Matteo. La modalità sempre quella: il tritolo. Cosa nostra starebbe organizzando l'agguato mortale al magistrato. A Palermo sarebbero già arrivati 15 chili di esplosivo. È il quadro allarmante dipinto circa un mese fa agli investigatori - secondo alcuni quotidiani - da un confidente legato al traffico di droga e ritenuto abbastanza attendibile. L'uomo non avrebbe fatto nomi, ma il maggiore indiziato è il pm Nino Di Matteo, al quale è stata rafforzata la scorta, con l'aggiunta di tre carabinieri del Gis, il Gruppo intervento speciale. SUMMIT DI CAPIMAFIA - Ci sarebbero, secondo «gola profonda», almeno quindici chili di esplosivo e un telecomando, da tempo a disposizione di Cosa nostra che sarebbe intenzionata a intervenire al più presto. Una riunione operativa, riferisce l’Agi, un summit di capimafia, avrebbe mobilitato il clan di Brancaccio. Una nuova pagina inquietante, dunque, della serie di intimidazioni e segnali che hanno avuto come destinatario Di Matteo, ma anche altri colleghi, non ultimo il pm Roberto Tartaglia la cui casa di recente è stata oggetto di una strana intrusione. L'INCHIESTA - Di Matteo, con altri tre colleghi, rappresenta l'accusa nel processo sulla trattativa Stato-mafia ed è sotto procedimento disciplinare per aver confermato in un'intervista l'esistenza delle intercettazioni telefoniche tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS Atterraggio di emergenza per un ultraleggero nel Foggiano

25 Luglio 2013, 12:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Un ultraleggero

 

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Tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri Non ci sono feriti. Sopralluogo in corso FOGGIA - Atterraggio di emergenza di un ultraleggero tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri. Secondo le prime informazioni il velivolo, con a bordo due persone, avrebbe avuto un’avaria e il pilota è stato costretto ad un atterraggio di emergenza: non ci sarebbero feriti. I SOCCORSI - Sul posto stanno giungendo alcune squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia, 118 e alcune pattuglie dei carabinieri. L’aereo è atterrato sulla strada provinciale 106, in località La Lammia. Al momento la provinciale è bloccata. Luca Pernice

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

25.07.2013.

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