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SEZ RICETTE Spaghetti alla Singapore A CURA DI ELSA COPPA

19 Gennaio 2015, 10:39am

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Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SEZ RICETTE SPAGHETTI ALLA SICILIANA A CURA DI ELSA COPPA

19 Gennaio 2015, 10:37am

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Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SEZ VANGELO E METEO METEO DEL 19 01 2015 A CURA DI ELSA COPPA VIDEO

19 Gennaio 2015, 10:29am

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Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SEZ VANGELO E METEO VANGELO DEL 19 01 2015 A CURA DI ELSA COPPA

19 Gennaio 2015, 10:25am

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Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SALERNO E PROVINCIA NEWS CAMORRA Operazione Rete sette arresti del Ros nella Piana del Sele

19 Gennaio 2015, 10:08am

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Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Arrestato rapinatore di supermercati

19 Gennaio 2015, 10:05am

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ALMANACCO DEL GIORNO

19 Gennaio 2015, 09:30am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

ALMANACCO DEL GIORNO

A CURA DI MORENA MOTTA

Santi del giorno: Ss. MARIO e Compagni martiri - S. Ponziano mart. - S. Firmino vesc.

Proverbio del giorno: Gennaio polveraio empie il granaio

Nati oggi: Edgar Allan Poe 1809 - Paul Cézanne 1839 - Paolo Borsellino 1940 - Dolly Parton 1946 - Alessandro Haber 1947 - Mauro Tassotti 1960 - Jenson Button 1980

Accadde oggi: 1915 Brevettata la lampada a neon. Un'insegna luminosa di un negozio di barbiere. Fu questa la prima applicazione pratica della scoperta di Georges Claude, ingegnere e fisico francese, considerato il padre dell'illuminazione a neon.
Dopo il riconoscimento del brevetto nel 1915, la lampada a neon varcò i confini nazionali arrivando oltreoceano. Dagli USA, in particolare, arrivarono le prime richieste di lampade per insegne commerciali e per l'azienda creata dall'ingegnere francese, iniziò un periodo di grande fama e profitti milionari. Il nome di Georges Claude conobbe un progressivo declino dopo che venne accusato di collaborazionismo con i nazisti. Una colpa che lo condannò a quattro anni di carcere, dal 1945 al 1949.

1984 Moser stabilisce il record dell'ora: A Città del Messico crolla il record dell'ora di Eddy Merckx, fissato a 49,431 km. Francesco Moser, grazie ad una bicicletta con ruote lenticolari, porta il primato a 50,808 km. Dopo quattro giorni il campione trentino migliora il primato elevandolo a 51,151 km, limite che resiste fino al 17 luglio 1993, quando il britannico Graeme Obree percorre 51,596 km ad Hamar in Norvegia.

1986. Il 20 gennaio 1986 il premier inglese Margareth Thatcher ed il presidente francese Francois Mitterand diedero il via ai lavori per il tunnel sotto La Manica, lungo circa 150 Km che verrà poi terminato nel dicembre del 1993.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MAXI SCHIANTO IN AUTOSTRADA, SCHIACCIATO TRA DUE TIR: LA FOTO FA IL GIRO DEL WEB VIDEO

19 Gennaio 2015, 09:18am

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Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MAXI SCHIANTO IN AUTOSTRADA, SCHIACCIATO TRA DUE TIR: LA FOTO FA IL GIRO DEL WEB  VIDEO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BAKER CITY - Un incidente incredibile si è verificato all'alba di sabato a Baker City, in Oregon, Stati Uniti.Un maxi tamponamento ha visto coinvolte molte automobili, tra cuiautoarticolati: sono rimaste ferite numerose persone e, fortunatamente, non si è registrata nessuna vittima.Se l'è vista brutta un ragazzo di 27 anni americano padre di un bimbo,Kaleb Whitby, che con la sua automobile, è rimasto letteralmente schiacciato tra due tir. Circa mezzora dopo l'impatto, Whitby è stato liberato e tratto in salvo dai soccorsi: è uscito miracolosamente indenne. Subito dopo lo schianto, un uomo gli ha addirittura chiesto se poteva scattare una foto di lui intrappolato tra le lamiere della sua auto.

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SEZ.VARIE NEWS X ANGELA CECERE I Cugini [Di Campagna] - Cucciolo...

18 Gennaio 2015, 20:21pm

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Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

X ANGELA CECERE I Cugini [Di Campagna] - Cucciolo (1982) http://youtu.be/YaGxAKbcECM

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SEZ. VARIE NEWS Viaggio (quasi) al centro della Terra. Così la NASA esplorerà il cuore dei vulcani

18 Gennaio 2015, 17:30pm

SEZ. VARIE NEWS Viaggio (quasi) al centro della Terra. Così la NASA esplorerà il cuore dei vulcani

INSERITO DA MORENA MOTTA Al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena è nata una nuova famiglia di robot per sondare l'interno delle cavità. Positivi i primi test, che fanno pensare a futuri sviluppi nel campo dell'esplorazione spaziale

Se pensiamo alla Nasa ci vengono in mente le missioni spaziali e i viaggi su altri pianeti. Eppure all'agenzia spaziale americana c'è chi pensa a guardare nelle profondità del nostro, di pianeta. Al prestigioso Nasa Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, in California, un gruppo di scienziati ha infatti sviluppato il primo VolcanoBot, piccolo robot dedicato allo studio dei vulcani. Grande poco più di una mano, questo robottino può infatti intrufolarsi nelle fessure eruttive da dove fuoriesce il magma dei vulcani. Questi piccoli dispositivi possono così esplorare strutture sotterranee che spesso sono troppo piccole per essere visitate direttamente dall'uomo. Come annunciato sul sito del JPL, la prima campagna di test di VolcanoBot, condotta al vulcano Kilauea nelle isole Hawaii, è stata un successo. I dati raccolti da VolcanoBot 1 stanno infatti aiutando gli scienziati a costruire mappe 3D delle fessure vulcaniche con un dettaglio mai raggiunto prima, di grandissima importanza per capire la struttura dei vulcani e i processi che causano le eruzioni.
Nella pancia dei vulcani. "Non sappiamo esattamente come i vulcani eruttino. Abbiamo dei modelli, ma sono tutti molto, molto semplificati. Questo progetto mira ad aiutare a rendere quei modelli più realistici", sottolinea Carolyn Parcheta, una delle menti dietro ai VolcanoBot. Parcheta, che ora lavora come giovane ricercatrice al JPL, è sempre stata affascinata dai vulcani, ed è stata una delle prime a proporre l'idea di esplorarli con i robot. Un'idea senza dubbio innovativa, che le ha permesso anche di arrivare in finale al concorso Expedition Granted bandito dal National Geographic. Per realizzare questa idea, Parcheta ha lavorato sotto la supervisione di Aaron Parness e Karl Mitchell, esperti di robotica al JPL. Insieme, i tre hanno deciso di "riciclare" alcune parti del progetto Durable Reconnaissance and Observation Platform (DROP), un piccolo robot capace di scalare pareti verticali e di resistere a cadute dall'alto. È nato così l'anno scorso il primo prototipo della serie, chiamato VolcanoBot 1, che è largo 30 centimetri e si può muovere grazie a due ruote grandi circa 17 centimetri.

Un robot al guinzaglio. Dopo i primi test, VolcanoBot 1 è stato subito messo alla prova nel maggio dell'anno scorso. I ricercatori lo hanno fatto scendere lungo una fessura del Kilauea, uno dei vulcani oggi attivi alle isole Hawaii. Per cinque giorni il piccolo robot ha esplorato la fessura, al momento inattiva, scendendo a 25 metri di profondità e comunicando con la superficie attraverso un cavo dati. "Per poter capire come predire le eruzioni e condurre delle stime di rischio, dobbiamo capire come il magma arriva al suolo. Questa è la prima volta che siamo stati capaci di misurarlo direttamente, dall'interno, con una precisione a livello dei centimetri", ha ricordato Parcheta. Questi primi risultati raccolti da VolcanoBot 1 sono certamente all'altezza delle aspettative, e stanno aiutando a costruire una mappa 3D della fessura, che sembra continuare più in profondità anche dove il robot non è arrivato. La principale limitazione, ricordano gli scienziati, è infatti stata la lunghezza del "guinzaglio" di comunicazione dati, che non ha permesso di scendere più in basso.

Una nuova generazione. Incoraggiati dai risultati di questi primi test, Parcheta e colleghi hanno deciso di spingersi oltre, sviluppando la seconda generazione di VolcanoBot, leggermente più piccola della prima. VolcanoBot 2, completato di recente, misura 25 centimetri e ha delle ruote da 12 centrimetri, più robuste di quelle di VolcanoBot 1. Inoltre il nuovo prototipo ha un sistema per memorizzare su disco i dati e le immagini raccolte. Inoltre, il nuovo robot è dotato di un sistema di "occhi" elettronici ancora più sofisticati, per riprendere meglio le strutture interne delle fessure vulcaniche. VolcanoBot 2 dovrebbe avere il suo primo "battesimo del fuoco" il prossimo marzo, quando Parcheta e colleghi torneranno al Kilauea per continuare le esplorazioni condotte da VolcanoBot 1. Ma nel frattempo, alla Nasa c'è già di chi pensa ai vulcani su altri pianeti. Sulla Terra le fessure sono il principale canale che porta il magma in superficie, e lo stesso vale probabilmente anche per i vulcani che sono stati attivi nel passato nel Sistema Solare, ad esempio su Marte, Mercurio o sui satelliti naturali come la nostra Luna, Encelado, o Europa. Come potessero avvenire queste eruzioni vulcaniche extraterrestri resta ancora un mistero, e magari i VolcanoBot ci aiuteranno a svelarlo: "Negli ultimi anni, le sonde della Nasa hanno inviato immagini incredibili di caverne, fessure e ciò che sembrano camini vulcanici. Non abbiamo ancora la tecnologia per esplorarli, ma sono così allettanti!", aggiunge Parness. Nel frattempo, VolcanoBot 2 si prepara alla sua prossima discesa nelle viscere del vulcano. Un vulcano terrestre ma, non per questo, meno misterioso.

FONTE: (di Massimiliano Razzano) LA REPUBBLICA

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