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SALERNO E PROVINCIA NEWS Choc a Salerno, ragazza di 36 anni muore per una banale influenza, si indaga

14 Gennaio 2015, 15:14pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SALERNO E PROVINCIA NEWS Choc a Salerno, ragazza di 36 anni muore per una banale influenza, si indaga

INSERITO DA MORENA MOTTA Una donna di 36 anni è morta questa notte sull’ambulanza che la strava trasportando al Pronto soccorso dell’Ospedale Ruggi di Salerno. La ragazza era stata contagiata dall’influenza di questo periodo. Aveva perso molti liquidi ed era disidratata. Chiamati i soccorsi l’ambulanza del 118 ha prelevato la donna e l’ha trasferita in Ospedale dove sarebbe arrivata già cadavere. Vani i tentativi di rianimarla. Le sue condizioni si erano aggravate con il passare delle ore. Sulla vicenda sarebbe stata aperta una indagine per verificare se è stato fatto tutto il possibile per evitare il decesso della 36enne.

FONTE: SALERNO NOTIZIE

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CAMPANIA NEWS Napoli, al San Paolo si entra senza pagare, la piaga dei "portoghesi"

14 Gennaio 2015, 14:39pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

CAMPANIA NEWS Napoli, al San Paolo si entra senza pagare, la piaga dei "portoghesi"

INSERITO DA MORENA MOTTA (di ANNA LAURA DE ROSA e PASQUALE TINA) Un video testimonia come, anche davanti agli steward, in molti accedano allo stadio privi del biglietto

Qualcuno, forse un po' ingenuo, o inguaribile ottimista, pensava che ormai, nel 2015, fossero estinti. E invece i "portoghesi" ci sono ancora, sono ancora tanti e entrano ancora allo stadio San Paolo di Napoli senza pagare alcun biglietto.
Ci sono riusciti anche domenica sera, nell'atteso big match che opponeva gli azzurri di Rafa Benitez alla Juventus di Allegri. Lo testimonia, in tutta la sua evidenza e chiara attualità, il video pubblicato su www.napoli.repubblica.it, il nostro sito.

Le immagini, girate a ridosso di uno dei varchi della curva B dello stadio, non lasciano spazio a differenti interpretazioni e confermano quanto il fenomeno sia tuttora presente e quindi niente affatto debellato, nonostante il sistema dei prefiltraggi e la presenza degli steward.
Eppure, in linea meramente teorica, il sistema di ingresso dovrebbe essere assolutamente collaudato: si inserisce il tagliando per la partita, la luce verde dà il via libera, e il tifoso può raggiungere il settore prescelto e indicato dal biglietto in suo possesso. Ma prima della sfida con i bianconeri, come può vedersi dal filmato, non è proprio andata così. In più di una circostanza, mostra il video, sono due, se non persino tre, le persone che si infilano nei tornelli.
Una piaga, quella dei "portoghesi", già denunciata da "Repubblica" e finita all'attenzione della magistratura. Ora, questo video, girato da un tifoso stanco di abusi e prepotenze, ripropone in pieno la questione. "Sono arrivato due ore prima allo stadio - racconta l'occasionale videomaker - ho l'abbonamento e ho dovuto vedere la partita in condizioni avvilenti. In curva non c'è alcun controllo. Mai. E gli steward sono ragazzini, hanno paura. Il risultato è uno stadio stracolmo in cui manca l'aria e in cui può accadere di tutto: bisogna letteralmente spingere la folla per riuscire a passare. Non vengono garantite neppure le vie di fuga. Basta, qui può scapparci un incidente molto grave se al più presto non verrà garantito un servizio di sicurezza efficiente. Nelle partite di Champions, poi, accade anche di peggio, e alcune persone sono state costrette ad andare via".

FONTE: LA REPUBBLICA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma, venti jihadisti indagati «5 mila combattenti europei»

14 Gennaio 2015, 14:26pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma, venti jihadisti indagati «5 mila combattenti europei»

INSERITO DA MORENA MOTTA (di Fiorenza Sarzanini) Nel mirino del Ros i "lupi solitari", immigrati o italiani di seconda generazione. Lo zar antiterrorismo dell'Unione Europea: non possiamo prevenire nuovi attentati

Dialogano via Internet, parlano di «onorare la jihad », dicono che «bisogna colpire presto». Sono sotto controllo da mesi, non sembrano avere capacità operative immediate. Però fanno paura perché quanto accaduto a Parigi potrebbe averli esaltati convincendoli ad emulare le stragi compiute nella capitale francese dai fratelli Kouachi e da Amedy Coulibaly. Si concentra su un gruppo di stranieri residenti in Italia collegati con fondamentalisti che si trovano in Europa, ma anche arruolati dalle organizz azioni fondamentaliste in Siria e in Iraq, l’indagine dei carabinieri del Ros coordinata dai pubblici ministeri di Roma. In tutto, una ventina le persone che si muovono tra il nostro Paese e l’estero, con «basi» nella capitale, ma anche in Lombardia e Veneto dove altre indagini collegate sono tuttora in corso.

Sono i «lupi solitari» dei quali ha parlato davanti al comitato parlamentare sui servizi segreti il sottosegretario alla presidenza Marco Minniti, evidenziando la necessità di «tenere altissima l’attenzione degli apparati di sicurezza, ma anche dei cittadini perché queste persone si uniscono in piccole cellule e tentano di ottenere il massimo sforzo anche senza pianificare atti imponenti». Quanto accaduto a Parigi nella redazione di Charlie Hebdo e nel supermercato Kosher dimostra come si possano provocare vittime e tenere in scacco il mondo intero anche senza un’organizzazione perfetta dell’attentato.

Non a caso il capo dell’antiterrorismo dell’Unione europea Gilles de Kechove mette in guardia: «Non possiamo prevenire nuovi attacchi, sappiamo che è in atto una massiccia radicalizzazione, soprattutto nelle prigioni». I numeri fanno spavento. Li fornisce il direttore di Europol Rob Wainwright al Parlamento britannico, spiega che ci sono «tra i 3mila e i 5mila combattenti europei andati in Medio Oriente per addestrarsi e partecipare alla guerra santa, che potrebbero tornare in patria proprio per compiere attentati». La «rete» italiana sarebbe composta da giovani tra i 20 e i 30 anni, immigrati, ma soprattutto stranieri di seconda generazione nati nel nostro Paese che si sono radicalizzati proprio grazie all’indottrinamento avvenuto attraverso la rete Internet, la frequentazione di luoghi di culto, i contatti con alcuni «arruolatori».

Le verifiche compiute al nord identificano tra i reclutatori personaggi provenienti dall’area del Maghreb e dai Balcani. Nella maggior parte dei casi si tratta di insospettabili esaltati dai richiami provenienti da Al Qaeda e dai leader dell’Isis che incitano i propri seguaci a «colpire con ogni mezzo e in ogni modo» e quindi «investire, sparare, decapitare» perché così si devono «uccidere gli infedeli». L’indagine partita proprio dal controllo del web, è poi andata avanti mettendo sotto controllo alcuni «sospetti», cercando di seguirne le mosse in modo da ricostruire contatti e strategie. «Se avessimo avuto la sensazione di un pericolo imminente li avremmo già fermati», spiegano gli investigatori lasciando intendere che sviluppi potrebbero arrivare a breve proprio per fermare il possibile processo emulativo.

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quirinale, la corsa al Colle. Giorgio Napolitano ha firmato la lettere di dimissioni

14 Gennaio 2015, 14:16pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quirinale, la corsa al Colle. Giorgio Napolitano ha firmato la lettere di dimissioni

INSERITO DA MORENA MOTTA Il presidente del Senato Grasso svolgerà per il tempo necessario le funzioni di capo dello Stato

Giorgio Napolitano ha firmato la lettera di dimissioni e lascia, dunque, il Quirinale dopo quasi nove anni di mandato. Le dimissioni sono state lette in Aula alla Camera dalla presidente Laura Boldrini ed è partito un lungo applauso e una standing ovation dai banchi della maggioranza. Ora si apre ufficialmente la corsa al suo successore, mentre il presidente del Senato Piero Grasso - che si è appena spostato da Palazzo Madama a Palazzo Giustiniani, che diventa sede della presidenza - svolgerà per il tempo necessario le funzioni di capo dello Stato. Matteo Renzi, intanto, stringe i tempi sulla successione. "Ragionevolmente a fine mese - dice a margine della presentazione di un libro - avremo il prossimo presidente della Repubblica". E avverte, dopo quanto accaduto prima della rielezione di Napolitano, questa volta "non possiamo fallire". Renzi ribadisce di non voler parlare di nomi ma di un profilo. "E' ridicolo per le istituzioni discutere sui nomi. Dobbiamo discutere il profilo di un grande arbitro che aiuti il Paese a crescere. Il prossimo presidente deve avere le caratteristiche costituzionali che chiamano i gruppi dirigenti di tutti i partiti a una scelta di grande responsabilità"

Il premier ha salutato Napolitano twittando #GraziePresidente.

Il Papa ha espresso a Napolitano "sincera stima e vivo apprezzamento per il suo generoso ed esemplare servizio alla Nazione italiana", svolto "con autorevolezza, fedeltà e instancabile dedizione al bene comune"

Dal Movimento cinque stelle arriva la richiesta di rinunciare alla carica di senatore a vita che spetta agli ex presidenti. Giorgio Napolitano, "uno dei peggiori presidenti della Repubblica", rinunci alla carica di senatore a vita: così, in una nota congiunta, i capigruppo M5S di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola.

Questa mattina al palazzo del Quirinale è stata ammainata la bandiera del presidente della Repubblica.

Il Pd ha riunito la segreteria e, al termine, la vicesegretaria del partito, Debora Serracchiani, ha fatto sapere che i Dem faranno incontri con tutte le forze politiche in vista dell'elezione del successore di Napolitano e ha confermato che si punta al quarto scrutinio per la fumata bianca.

Il presidente della Bce, Mario Draghi, citato a più riprese nel toto-nomi del Colle è tornato a chiamarsi fuori dalla partita. "È un grande onore naturalmente per me essere preso in considerazione - ha detto in una intervista alla Zeit - ma non è il mio lavoro".

Napolitano e il 'ritorno a casa'

"Certo che sono contento di tornare a casa!". C'è un che di liberatorio in questa ammissione che Giorgio Napolitano ha consegnato ieri con franchezza ad una bambina che a piazza del Quirinale con candore gli chiede se non gli dispiacesse un po' lasciare un così bel palazzo. Il presidente della Repubblica uscente non ha mai nascosto il peso dell'età e le difficoltà crescenti a portare avanti i "gravosi" compiti richiesti dalla guida del Quirinale e spiega con semplicità che al palazzo dei papi "sì, si sta bene, e' tutto molto bello ma si sta troppo chiusi, si esce poco". "Quasi una prigione", aggiunge forse pensando alla sua amatissima casa al rione Monti dove rientrerà finalmente oggi dopo quasi nove anni passati al Colle. E a Monti (pochi passi dal Quirinale) sarà festa per il rientro del vicino illustre.

E' stato il presidente delle riforme a tutti i costi, elegante e "pignolo", come egli stesso ha confermato. Attento ad ogni dettaglio, lavoratore instancabile, profondo conoscitore della vita parlamentare e delle dinamiche politiche dell'intera storia repubblicana, Giorgio Napolitano domani firmerà di suo pugno le dimissioni che poi viaggeranno, portate personalmente dal segretario generale Donato Marra (per nove anni l'ombra del presidente), tra il Senato, la Camera e palazzo Chigi. E il suo ultimo messaggio agli italiani non poteva che essere nel solco del suo granitico "credo": unità del paese e riforme. Gli italiani, ha ripetuto stamattina, siano "sereni" per il futuro e soprattutto "molto consapevoli della necessita', pur nella liberta' di discussione politica e di dialettica parlamentare, della necessita' di un Paese che sappia ritrovare, di fronte alle questioni decisive e nei momenti piu' critici, la sua fondamentale unita'".

FONTE: ANSA

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