Emanuel Zuppardo vuole condividere una scatola misteriosa!
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Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Indagini in corso per risalire ai responsabili del furto avvenuto nella farmacia Quisisana, in via Le Botteghe, a pochi passi dalla Piazzetta di Capri. I ladri, entrati in azione durante la notte, si sarebbero introdotti nei locali della farmacia attraverso un accesso retrostante rispetto all'ingresso principale della Galleria Gaudeamus. Nel mirino dei malviventi è finita la cassaforte che è stata scassinata dai ladri che hanno portato via il denaro contenuto: si tratterebbe di un bottino di qualche migliaio di euro (l'importo esatto non sarebbe stato ancora quantificato). Ad accorgersi del furto sono stati gli stessi proprietari che stamattina all’apertura della farmacia hanno scoperto il danno subito ed hanno immediatamente avvertito i carabinieri. Scalpore ha destato sull’isola la notizia del furto, immediatamente diffusasi, che segue di qualche giorno gli atti vandalici compiuti di notte dalle scorribande di ragazzini.
AGGIORNAMENTI Col passare delle ore emergono nuovi particolari sul colpo avvenuto la scorsa notte in farmacia a Capri. Ammonterebbe a circa 30mila euro in contanti, e non a poche migliaia come si era appreso nell'immediatezza, il bottino del furto commesso ai danni della farmacia Quisisana in via Le Botteghe, vicino alla Piazzetta. I ladri, dopo aver forzato una porta secondaria per accedere ai locali della farmacia che si trova nella Galleria Gaudeamus, hanno scassinato la cassaforte, utilizzando attrezzi da lavoro (probabilmente anche un flex), portando via il denaro che era contenuto, vale a dire l'incasso di diversi giorni di attività. Per mettere a segno il colpo i malviventi avrebbero impiegato forse più di un'ora. Le indagini vanno avanti, nel più stretto riserbo. Nessun particolare emerge dagli inquirenti. I carabinieri hanno effettuato i rilievi alla ricerca di impronte o comunque elementi utili alla scoperta dei responsabili. Verranno visionati nelle prossime ore anche i filmati di alcune telecamere presenti in varie zone di Capri. Si ha l'impressione che in azione sia entrata una banda di esperti e non ladri sprovveduti. Ma la speranza è che abbiano commesso qualche passo falso che possa portare alla loro individuazione.
FONTE. INFORMATORE POPOLARE CAPRI NEWS
INSERITO DA MORENA MOTTA PARIGI - In passerella con le parti intime ben in vista. Una provocazione alla Paris Fashion Week, dove lo stilista statunitense Rick Owens ha creato scalpore facendo sfilare i suoi modelli con capi succinti e senza biancheria intima. Uomini coperti di tuniche e poncho, stoffe drappeggiate, abiti stracciati: una moda particolare ma comprensibile se non fosse per i genitali al vento che si intravedono tra le pieghe dei vestiti. L'uomo Owens, infatti, ama camminare libero e, nelle parti basse, come mamma l'ha fatto.
La provocazione assortito l'effetto voluto: sui profili Twitter di tutto il mondo oggi dominano le foto dei suoi modelli, scattate e prontamente postate dai fashion blogger presenti alla sfilata. La collezione scandalo con i peni dei modelli di Rick Owens alla Paris Fashion Week Uomo per la stagione Primavera Estate 2015 ha fatto guadagnare inevitabilmente fama allo stilista.
FONTE: IL MATTINO
INSERITO DA MORENA MOTTA Alle ore 21.30 circa di ieri un automobilista si rivolgeva al 113 del Commissariato spiegando di aver trovata una ragazza priva di sensi in vie delle Guide, probabilmente precedentemente investita da un’auto. Sul luogo, oltre all’ambulanza, veniva inviata una pattuglia della volante ed una del radiomobile dei Carabinieri di Cortina. Oltre ai rilievi fotografici e planimetrici del sinistro, venivano rintracciati dei pezzi di carrozzeria utili ai fini dell’individuazione del mezzo che aveva investito la donna. Gli stessi venivano esaminati da un carrozziere di professione il quale, visti i pezzi, riferiva potessero essere riconducibili ad un’autovettura di marca OPEL. Le ricerche sia di Polizia che di Carabinieri venivano immediatamente estese in tutta la vallata. Nel cuore della notte la volante del Commissariato individuava a San Vito un furgone di marca Opel. Gli accertamenti che si sono susseguiti hanno permesso di individuarne il proprietario, un ragazzo italiano residente nella vallata. L’autovettura OPEL veniva posta sotto sequestro mentre l’autore al reato denunciato per lesioni gravissime e omissione di soccorso. La ragazza è stata trasportata presso L’Ospedale Civile “San Martino” di Belluno, ove versa tuttora in condizioni gravissime.
FONTE: QUESTURA DI BELLUNO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO C'è grande attesa a Maiori per la 42esima edizione del Gran Carnevale di Maiori le cui giornate clou saranno il 15 e il 17 febbraio prossimi. Lo dimostra il divertente promo che sta impazzando sulla rete e che vede Gabriele Rega il comico dei video-tutorial che ironizza sulla moda dei ragazzi della rete che tentano di creare guide su diversi argomenti pubblicando video su YouTube, il protagonista del promo della kermesse più rappresentativa della cittadina costiera capace di coinvolge l'intera comunità. Da diverse settimane, infatti, i vari gruppi di giovani Maiori lavorano senza sosta per allestire i tradizionali carri allegorici, ognuno raffigurante una particolare tematica (sociale, politica o semplicemente legata alla fantasia), modellando cavi di acciaio, ideando movimenti per i personaggi, effetti di luci e suoni, dipingendo la cartapesta con colori sgargianti. E negli ultimi e frenetici giorni fino a notte inoltrata!
Un'arte che i giovani di oggi hanno appreso da chi, prima di loro, circa quarant'anni fa, ha dato vita al Carnevale di Maiori, e che a loro volta, avranno il compito di tramandare alle nuove generazioni (la leggenda vuole che gli organizzatori del carnevale di Putignano avessero acquisito le tecniche di realizzazione dei carri allegorici proprio a Maiori).
Dalla fine degli anni Sessanta, il Gran Carnevale maiorese, nato dall'iniziativa di alcuni giovani del luogo, è divenuto in breve uno degli appuntamenti più attesi nel panorama degli eventi in Costa d'Amalfi. Evento goliardico per antonomasia, per circa dieci giorni, le strade del ridente paesino costiero sono invase da nubi di coriandoli, mascherine, carri allegorici e gruppi di ballo, in un vorticoso susseguirsi di musica, giochi tradizionali, spettacoli, scherzi e tanto divertimento.
La sfilata dei carri allegorici, preceduti ciascuno dal proprio gruppo di ballo, parte da Vecite (frazione di Maiori dove, normalmente, vengono realizzati i carri) e, proseguendo per la Strada Provinciale Nuova Chiunzi, giunge in località "Costa d'angolo", in prossimità della Torre Normanna. Da qui, una volta attraversato tutto il lungomare, il lungo e festante corteo termina nell'incantevole scenario dell'anfiteatro del porto turistico. Nelle prossime settimane sarà ufficializzato il programma delle iniziative.
Durante le passate edizioni hanno preso parte al Gran Carnevale maiorese anche i gruppi dei paesi limitrofi di Minori e Tramonti, grazie alla naturale conformazione di Maiori che, rispetto agli paesi della Costiera Amalfitana, è dotata di ampi spazi e, per tale ragione, maggiormente predisposta a poter ospitare ed organizzare manifestazioni di tale portata.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una suora di origine sudamericana, da poco ospite di un convento di clausura della provincia di Macerata, ha partorito un bambino nell'ospedale 'Bartolomeo Eustachio' di San Severino Marche. La notizia è stata pubblicata dal Corriere Adriatico.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, la suora, di cui non si conosce l'età, domenica scorsa sarebbe stata accompagnata al pronto soccorso da alcune consorelle: lamentava un forte mal di pancia, ma dopo un'ecografia è stata subito trasferita in ostetricia dove ha dato alla luce un bimbo o una bimba (anche su questo particolare per ora massimo riserbo).
La neomamma avrebbe deciso di tenere il figlio, e dovrebbe essere affidata ad una comunità di accoglienza. A San Severino i conventi di clausura sono due, Santa Rita e Santa Caterina, ma nella zona ci sono numerose altre strutture religiose.
Ansa
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Capri – Furto in farmacia a Capri, scassinata la cassaforte. I ladri hanno agito nel cuore della scorsa notte ed hanno messo a segno un colpo dal nutrito bottino, trentamila euro, probabilmente l’incasso di più giornate che i titolari della Farmacia Quisisana avevano lasciato all’interno dei locali, dove gli autori del furto si sono mossi con perfetta conoscenza dei luoghi. Secondo le indagini che sono state affidate ai Carabinieri, gli autori del colpo sono entrati all’interno della farmacia da un ingresso secondario della Galleria Gaudeamus, sottoposto al livello della strada, via le Botteghe, dove si affacciano le vetrine e l’ingresso principale della Farmacia Quisisana. Un nome ereditato dalla vecchia sede che si trovava in Via Vittorio Emanuele, che nella toponomastica caprese viene chiamata Via Quisisana. I ladri, sicuramente più di uno, quasi certamente conoscevano le caratteristiche degli spazi esterni della galleria e della struttura interna, ed anche il luogo dove era posizionata la cassaforte a muro che dopo essere stata scassinata è stata ripulita di tutto il contenuto. Dopo aver agito indisturbati, gli autori del furto, che hanno prelevato solo la somma di contanti, si sono dileguati nel buio della notte, probabilmente dal cancello secondario, essendo quello principale chiuso a chiave. Ad accorgersi all’apertura ieri mattina dell’irruzione nei loro locali e della cassaforte aperta sono stati gli stessi proprietari che immediatamente hanno avvertito i carabinieri della locale stazione. I militari sono arrivati tempestivamente sul luogo ed hanno avviato le indagini che sono ancora in corso e che continueranno attraverso i rilievi delle impronte digitali che saranno effettuati dai militari del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri arrivati dalla terraferma che attraverso i riscontri dattiloscopici cercheranno di risalire ai responsabili. E’ questo l’unico sistema per individuare i ladri, anche perché all’interno della galleria Gaudeamus, dove si trovano una boutique, un parrucchiere, una libreria e un negozio di orologi ed ai piani superiori studi professionali e abitazioni private, non esiste un sistema di videosorveglianza, per cui nessuna telecamera ha potuto riprendere i ladri in azione. Gli autori probabilmente erano a conoscenza anche di questo non trascurabile elemento per cui il colpo sarà stato studiato sin nei minimi dettagli, e se si tratta di persone arrivate dalla terraferma potrebbe essere stata agevolata anche la loro partenza, visto che il furto è stato scoperto alle 9 del mattino, quando ben quattro corse sono state effettuate da Capri a partire dalle 6.30 del mattino. Sull’episodio però pesano alcuni interrogativi, gli autori del colpo potrebbero essere entrati all’interno dello spazio giardino quando il cancello d’ingresso era aperto e rimasti ben nascosti fino al momento del furto, per poi dileguarsi tranquillamente aprendo dall’interno il cancello secondario dell’ingresso posteriore che sfocia in vico San Tommaso, proprio di fronte agli uffici dell’anagrafe del Comune.
Anna Maria Boniello. CAPRIPRESS
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Forse è il segno dei tempi ma è la seconda volta, in appena dieci giorni, che il Carabiniere di servizio alla caserma della Compagnia dei Carabinieri di Battipaglia si trova a dover fronteggiare tale tipo di richiesta insolita. Era già capitato con un’altra donna dieci giorni fa, quello che è capitato l’altra notte ad una signora cinquantenne di Battipaglia, la quale, dopo l’ennesima lite con il marito per motivi di gelosia, ha visto chiudersi la porta in faccia, sbattuta letteralmente fuori di casa.Nella notte, la signora senza nessuno che le potesse offrire ospitalità, ha pensato bene di recarsi presso la caserma dei Carabinieri di Battipaglia, chiedendo, tra le lacrime, di poter trascorre la notte in un posto sicuro. Dopo un attimo di titubanza, la signora è stata dapprima tranquillizzata ed ospitata per alcune ore nella sala d’attesa. Il tempo strettamente necessario per attivarsi e trovare una struttura, messa a disposizione da una parrocchia cittadina, per consentire alla signora di riposarsi un po’ e trascorrere la restante parte della notte. AGROPOLINEWS
INSERITO DA MORENA MOTTA Il medico belga Leinders, dal 1996 al 2009, è stato il centro del sistema doping della formazione olandese. Le rivelazioni del danese Rasmussen, cacciato dal Tour in giallo. Le sacche di sangue che viaggiano in Europa, i livelli del doping. Agghiacciante
A Lance Armstrong, l’Usada (l’agenzia antidoping americana) ha dedicato 200 pagine di accuse e testimonianze, a sostegno della sua radiazione per “il sistema doping più scientifico della storia”. Per Geert Leinders, il medico belga al centro dello scandalo doping della formazione olandese Rabobank dal 1996 al 2009, ne sono bastate 42. Leinders inibito a vita “per possesso di doping, metodi dopanti, traffico di doping, assistenza, incoraggiamento, aiuto al doping e copertura”. La sentenza è stata emessa dal collegio arbitrale americano, al quale Leinders si era appellato contro le accuse dell’Usada, che ha svolto tutta l’indagine. Quest’ultima era titolata a intervenire perché le prime testimonianze contro Leinders sono state fornite dal corridore americano Levi Leipheimer il 22 giugno 2012, nel procedimento contro l’Us Postal di Armstrong. Leipheimer, che si è ritirato, ha corso con la Rabobank dal gennaio 2002 all’agosto 2004. Al procedimento dell’Usada si sono poi unite l’agenzia antidoping olandese e quella danese.
RASMUSSEN — Danimarca? Sì, perché Leinders è belga, Rabobank olandese, ma il perno attorno al quale ruota tutto è Michael Rasmussen. Il danese, che vive sul lago di Garda, ha corso con la Rabobank dal 2003 al 2007. “Tra il 1998 e il 2010 ho preso Epo, cortisone, insulina, ormoni della crescita e ho fatto trasfusioni di sangue”, aveva dichiarato nel 2013. “Ho mentito e truffato ma ora sono felice, dopo questa confessione non devo più sostenere questo peso. Voglio collaborare con le autorità per risolvere i problemi”. Così scrisse la Gazzetta dello Sport: “Rasmussen ha preso accordi con gli enti antidoping danese, olandese e statunitense, oltre che con la Wada (l’agenzia mondiale), per dare piena confessione e fare i nomi di altri corridori colpevoli”. Nel 2005 e 2006 aveva conquistato la maglia a pois di miglior scalatore al Tour, era finito sulle prime pagine nel luglio del 2007, quando portava la maglia gialla di leader della corsa a tappe francese e fu costretto dalla sua squadra, la Rabobank, a ritirarsi per sospetto di doping: aveva mentito sul luogo di allenamento prima del Tour (non era in Messico ma sulle Dolomiti). In seguito venne squalificato per due anni dall’Uci. In più, Rasmussen è imputato al processo di Mantova imperniato sul presunto doping del farmacista Guido Nigrelli.
ACCUSE ALL’UCI — A pagina 11 e 12 ci sono le due parti più sensibili del dossier Leinders. Rasmussen chiama in causa Mario Zorzoli, medico e consulente scientifico dell’Uci, la federazione internazionale. Ma bisogna specificare che non si tratta di incontri diretti, ma di parole dette da Leinders a Rasmussen, e da quest’ultimo raccontate. In ogni caso la federazione internazionale, dopo “essersi rallegrata della squalifica a vita di Leinders”, ha deciso di “sospendere il dottor Zorzoli da ogni materia che riguarda l’antidoping finché non si concluderà l’inchiesta interna sulle accuse fatte”.
Il primo episodio citato dal danese avviene al giorno di riposo del Tour 2005. Il racconto è sempre di Rasmussen: “L’Uci aveva informato la Rabobank che un controllo antidoping aveva mostrato un valore molto basso dei reticolociti (i globuli rossi giovani, ndr), ipotizzando una manipolazione del sangue attraverso le trasfusioni, e il dottor Leinders si era incontrato con Mario Zorzoli per discutere del caso”. Dopo l’incontro, Leinders disse a Rasmussen che “la Rabobank era un team con il burro sulla testa”, volendo intendere che tutto scivolava sulla testa. “E lui mi chiamò adesso il corridore più protetto della corsa”.
Il secondo episodio a pagina 12. Rasmussen dice che “nel 2004 o 2005, Leinders gli disse che Zorzoli raccomandò a Leinders di dare ai corridori della Rabobank il Dhea (ormone) perché “tutte le altre squadre fanno lo stesso”. Rasmussen testimonia che “fino al Giro di Germania 2005 il medico Leinders gli fornì periodicamente il Dhea”.
EPO E INSULINA — Il testo della decisione contro il medico Leinders è un campionario di doping, che abbiamo imparato, purtroppo, a conoscere nell’ultimo ventennio. Rasmussen racconta il primo incontro con Leinders e De Rooj, team manager Rabobank, al Lombardia 2002. E poi le discussioni con Leinders “su come prendere l’Epo e quando, per evitare i test antidoping. E l’insulina avuta da Leinders dal 2003 al 2005”. Insulina portata al Tour nel 2004 e 2005: un manager delle pubbliche relazioni della Rabobank era diabetico, “così c’era la giustificazione sul perché si portava l’insulina sul bus”. Rasmussen dice che “8-10 unità di insulina gli venivano consegnate in una siringa ogni notte prima di cena”.
IL SANGUE — Dopo la Vuelta 2003, Leinders e Rasmussen discutono della possibilità “di fare una trasfusione di sangue omologa da un membro della famiglia”. Leinders dice a Rasmussen che “Boogerd ricevette una trasfusione di sangue da suo fratello durante il Tour 2002”. Ma purtroppo per Rasmussen il sangue del padre non è compatibile, così Rasmussen “procede con una trasfusione autologa, cioè estrae il proprio sangue e poi lo reinfonde”. Nel giugno 2004 il sangue di Rasmussen viene mandato con un corriere a Leinders in Belgio, e il medico glielo reinfonde la sera della seconda tappa del Tour 2004. Lo stesso avviene prima del Tour 2005: sangue mandato a Leinders in Germania e poi infuso al Tour. Rasmussen dice che “il mio livello di ematocrito normalmente è 39 o 40, e che il livello di ematocrito di 46 del luglio 2005 era il risultato di una trasfusione di sangue”.
TRASFUSIONI — Rasmussen dice che nel Tour 2005 “il medico Leinders era molto impegnato di notte e aveva molti clienti di cui prendersi cura”. Molti altri corridori della Rabobank ricevevano trasfusioni. E Rasmussen cita anche Stefano Matschiner, il manager austriaco del corridore austriaco Kohl, legato alla clinica Human Plasma di Vienna: qui veniva estratto il sangue dei corridori e conservato nei frigoriferi. E’ il doping svelato già ai Giochi Olimpici invernali di Torino 2006 dai fondisti austriaci diretti dal tecnico Mayer. E’ sempre Leinders che consiglia Rasmussen di parlare con Boogerd della clinica Human Plasma, “poiché questa aveva la possibilità di estrarre sacche di sangue multiple e conservarle per lunghi periodi di tempo prima della reinfusione”. Rasmussen dice di essere stato in questa clinica “quattro volte da fine 2005-inizio 2006 per estrarre il sangue e conservarlo”. E afferma che “durante il Giro d’Italia 2007 e in preparazione del Tour 2007, il medico Leinders usò la macchina Sismex della Rabobank (la stessa usata dall’Uci per controllare i valori del sangue) per valutare l’impatto di “due sacche di sangue in una tappa”. E Boogerd? Ha ammesso due anni fa l’utilizzo di sostanze proibite dal 1997 al 2007: Epo, trasfusioni di sangue, cortisone. “Mi pento di aver fatto parte di questa cultura del ciclismo, e mi pento di non aver detto tutto prima”, ha detto Boogerd, vincitore dell’Amstel Gold Race ‘99 (quando battè Lance Armstrong: ma finì anche quattro volte 2° e due 3°) e di due tappe al Tour.
CORTISONE — Ci sono poi gli episodi in cui il medico Leinders inietta il cortisone. “Leinders e altri medici mi fornivano di certificati per giustificare il cortisone, che mi davano per via intramuscolare, anche se non c’era una necessità medica per prenderlo”. E poi le pillole di testosterone, che venivano fatte da una farmacia belga apposta per la Rabobank: Leinders le teneva in una scatoletta con la sigla “A-Zinc, vitamina comune in Olanda, per evitare di essere identificate”.
LEIPHEIMER — Accanto a Rasmussen, l’altro corridore citato nel dossier è l’americano Levi Leipheimer, che ha prodotto la testimonianza giurata il 31 maggio 2012 nell’ambito del procedimento Usada contro la Us Postal e Lance Armstrong. Leipheimer è stato corridore della Rabobank dal gennaio 2002 all’agosto 2004. Proprio nel gennaio 2002 il medico Leinders “chiese della mia esperienza con il doping. Io dissi che in precedenza avevo usato Epo e testosterone”. E poi “le pillole di testosterone al Tour 2002”. “La pianificazione per l’uso di Epo al Tour 2003”, ma Levy si infortunò il primo giorno e si ritirò. “Prima della Vuelta 2003, Leinders suggerì di fare una trasfusione di sangue da mio fratello”. Leinders effettuò la trasfusione. Poi nel 2004 avvisò che la Wada (agenzia mondiale antidoping) aveva sviluppato un test per individuarla. “Epo e testosterone prima e durante la Vuelta 2003”. “Nel 2004 acquistai Epo dal dottor Leinders... Usai l’Epo sotto la supervisione di Leinders fino a cinque giorni prima del Tour 2004”.
L’UOMO DELLE SACCHE — L’austriaco Stefan Matschiner, manager del corridore austriaco Kohl, racconta il 22 marzo 2013 alla Wada, all’Usada e all’agenzia antidoping olandese dei suoi rapporti con la clinica Human Plasma. Il primo incarico nel 2004 da parte del tecnico dello sci di fondo austriaco, Walter Mayer, e dal 2005 responsabile unico di tutte le operazioni di doping. Secondo Matschiner, “i corridori Rabobank vennero messi in contatto con la clinica Human Plasma attraverso Michael Boogerd, che fece richiesta affinché fosse dato accesso a Denis Menchov, Bernhard Kohl e Michael Rasmussen alle strutture di doping”. “Era responsabilità di Leinders stabilire quando il sangue doveva essere reinfuso durante la competizione”. Matschiner dichiara “di aver consegnato due sacche di sangue a Leinders durante il Tour 2005, una per Boogerd e una per Menchov”. Leinders pagò 500 euro per ciascuna sacca, ma ne prese solo una e l’altra la rimandò indietro con Matschiner alla clinica.
i LIVELLI DI DOPING — C’è poi la testimonianza dell’avvocato Teitler, responsabile del settore legale dell’agenzia antidoping olandese. “Leinders era molto attivo nel doping. Parlava molto di doping con i corridori. Forniva loro il doping. Avvisava i corridori su che cosa usare, come usarlo, quando usarlo e come evitare di essere presi. Li assisteva nel doping ematico”. E poi: “C’erano vari livelli di doping nella Rabobank. Ai giovani. Leinders avrebbe detto di non doparsi immediatamente, ma invece di correre senza doping per stabilire la loro abilità naturale, lasciando aperta la possibilità di doparsi in futuro. Ai corridori più esperti, Leinders avrebbe o approvato il doping per chi riusciva a procurarselo, oppure, per quelli che non avevano accesso al doping, avrebbe fornito loro le sostanze vietate in cambio del pagamento. E infine, per i corridori da grandi giri, Leinders avrebbe fornito sostanze vietate e li avrebbe assistiti nella realizzazione di avanzati programmi dopanti”.
A proposito: davanti alle accuse, il medico Leinders si è dichiarato innocente.
FONTE: (di Luca Gialanella) LA GAZZETTA DELLO SPORT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vittoria al foto-finish, partita bellissima valevole per la serie c di basket nel turno infrasettinale. Grande gara del Cilento Basket Agropoli in vantaggio per tutta la gara sul Cesarano Scafati e in passivo solo nell’ultimo minuto ma il colpo di coda di un grandissimo Vjesnic ha dato la meritata vittoria agli uomini del presidente Ruggiero. Euforia a mille nel dopo partita.71 a 69 il punteggio finale maturato e siglato dal doppio canestro tiro libero di Antonio Lepre come sempre tra i migliori della gara. AGROPOLINEWS