SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Riscoperto un oasi a Sant'Antimo
Riscoperto una piccola oasi nel deserto di Sant'Antimo grazie alla A.E.O.P operatori di pulizia
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Riscoperto una piccola oasi nel deserto di Sant'Antimo grazie alla A.E.O.P operatori di pulizia

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A Torre d’Isola tre banditi irrompono in casa e aprono la cassaforte con il flessibile. Razziati oro, argenteria e una pistola
LA PROVINCIA PAVESE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NULE. La macchina di Stefano Masala, il giovane scomparso da Nule giovedì sera, è quasi certamente quella dalla quale è sceso il killer che venerdì 8 ha ucciso a Orune Gianluca Monni, lo studente di 19 anni fermo in attesa dell’autobus.
Il ragazzo aveva appena rimesso nello zainetto il libro di storia sul quale aveva ripassato le ultime cose in previsione dell’interrogazione. Non ha fatto neppure in tempo a rendersi conto dell’avanzare dell’assassino che aveva il cappuccio della felpa in testa e lo scalda collo sollevato a coprire parzialmente il viso. L’esecuzione con tre fucilate, poi l’auto è ripartita a forte velocità.
Diversi testimoni avrebbero confermato lunedì 11, ormai in maniera univoca, che l’auto che hanno visto quella mattina era una Opel grigio scuro, con particolari che era impossibile non notare (dei fiocchi bianchi come quelli utilizzati in occasione dei matrimoni).

La macchina bruciata in una stradina di campagna, a cinque minuti dal centro di Pattada, è proprio la Opel con la quale Stefano Masala si era allontanato da casa sostenendo di essere diretto a un appuntamento. Lunedì 11 la certezza è stata data dal ritrovamento - sul luogo dell’incendio - di una parte di carrozzeria realizzata dal padre del giovane scomparso, con caratteristiche uniche e quindi facilmente riconoscibili.
La scoperta è stata fatta durante il sopralluogo al quale ha preso parte l’avvocatoPaola Pischedda (che segue la vicenda per conto della famiglia Masala) insieme agli esponenti dell’associazione Penelope Sardegna (che si occupa di persone scomparse): il presidente Gianfrancesco Piscitelli, anche lui ieri sul posto insieme alla criminologa Maria Giordana Coli, esperta della scena del crimine.
La Opel è attualmente a disposizione degli esperti del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri che stanno cercando possibile tracce sfuggite alla forza distruttiva del fuoco.
La sera in cui l’auto è stata bruciata (venerdì), automobilisti di passaggio avrebbero notato due persone a piedi che si allontanavano proprio dalla zona in cui poi la Opel è stata ritrovata, in modo casuale, all’alba del giorno seguente.
È molto probabile che chi aveva necessità di fare sparire l’auto abbia attuato il piano in due fasi, coinvolgendo altre persone per avere un passaggio, magari concordando l’appuntamento in una zona distante dal luogo dell’incendio. Da qui l’esigenza di percorrere un tratto a piedi.
Ormai la pista sembra essere una sola e unisce Orune con Nule. Esiste un collegamento - che è stato confermato - tra l’omicidio di Gianluca Monni e la scomparsa di Stefano Masala. E gli investigatori di Nuoro e Sassari hanno esaminato nel dettaglio i momenti di una vicenda sulla quale sono concentrate tutte le attenzioni.
È quella che porta alla lite del giorno di Cortes Apertas, metà dicembre a Orune. In quella occasione un minorenne di Nule aveva molestato in maniera insistente la fidanzatina di Gianluca Monni (pare che non fosse la prima volta). E si era beccato la reazione decisa dello studente.
Per tutta risposta aveva tirato fuori una pistola puntandola contro Gianluca Monni. Era stato però disarmato grazie all’intervento di altri giovani di Orune. E l’arma gli era stata “sequestrata” a scopo precauzionale. Per il minore di Nule la punizione era stata severa, con una razione di botte prima e dopo, all’uscita del paese. Quando ci sarebbe stata una “pestata” di mani pubblica per ricordare che non si molestano le donne degli altri, tanto meno in realtà dove il rischio è quello di innescare reazioni pesanti.
Da quel giorno di dicembre, la storia della pistola sembrerebbe essersi caricata di ulteriori tensioni, con l’apparizione sulla scena di alcuni adulti. L’arma però non era nella disponibilità di Gianluca Monni - secondo quanto si è appreso - ma in custodia a una sorta di garante.
Pare che, a fronte di diversi tentativi, non si siano create le condizioni per la restituzione che, in questi casi, prevede un rituale senza finzioni. Scuse vere e rispetto. L’altra mattina la fine assurda, con l’uccisione dello studente di Orune da parte di un killer ragazzino.
GIANNI BAZZONI LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un doppiofondo ricavato vicino al freno a mano, coperto da una piccola piastra metallica: all'interno, tre chili di cocaina, che piazzati sul mercato dello spaccio avrebbero fruttato almeno 250mila euro. A trasportare il carico a bordo di una Volkswagen Golf, due giovani albanesi di 28 e 20 anni, incensurati e senza fissa dimora in Italia. I due corrieri sono stati bloccati in corso Vittorio Emanuele, in pieno centro cittadino, dai finanzieri del Nucleo Pt di Bari. I militari hanno notato l'auto 'sospetta' che, di primo mattino, si aggirava nella zona, probabilmente in attesa di consegnare il carico, e hanno così deciso di procedere al controllo. Alle domande dei finanzieri che gli hanno chiesto i motivi della loro presenza a Bari e la loro destinazione, i due giovani hanno risposto in maniera confusa e contraddittoria, mostrando un nervosismo che ha ulteriormente insospettito i militari. Così è scattata la perquisizione dell'auto - risultata intestata ad un albanese residente in Veneto - che ha permesso di individuare il doppiofondo con la droga. La sostanza stupefacente è stata sequestrata, mentre i due giovani sono stati arrestati e condotti nel carcere di Bari a disposizione dell'autorità giudiziaria.
BARITODAY
AGRIGENTO. Servirà a riportare, nel centro città, l'assistenza sanitaria e ad evitare il continuo, perenne, ingolfamento del pronto soccorso dell'ospedale "San Giovanni di Dio" a contrada Consolida. Sono il presidio di Continuità assistenziale e il Punto di primo intervento, inaugurati ieri mattina nei locali dell'ormai ex pronto soccorso di via Giovanni XXIII.
«È indispensabile, visto dove geograficamente si trova l'ospedale di Agrigento, dare ai residenti di questa grande città, - ha detto il direttore generale dell'Asp 1 di Agrigento, Salvatore Lucio Ficarra - un punto di riferimento sanitario, soprattutto nelle fasce di orario in cui l'assistenza viene meno perché non sono le fasce orarie dei sanitari di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Serve naturalmente anche a sgravare l'ingolfamento che c'è al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio. Quindi si raggiungono due finalità: dare una prima assistenza ai cittadini, soprattutto ai più bisognosi, ossia a coloro che non hanno le macchine e soprattutto nelle fasce orarie in cui i professionisti non ci sono».
di Concetta Rizzo—IL GIORNALE DI AGRIGENTO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un carabiniere ha ucciso la moglie a coltellate e si è suicidato subito dopo sparandosi con la pistola d'ordinanza. È successo in un appartamento ad rcavacata di Rende, nel cosentino.
L'omicidio-suicidio, secondo le prime notizie, si è verificato al termine di una lite: la donna aveva intenzione di separarsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Le liti tra marito e moglie, secondo quanto si è appreso, negli ultimi tempi sarebbero state frequenti.
Francesco De Vito, 47 anni, si è sparato con la pistola d'ordinanza. Era nell'Arma da una ventina d'anni e adesso prestava servizio alla Compagnia di Paola. La moglie, Fiorella Maugeri, di 43 anni, di origine siciliana, era casalinga. La coppia aveva una figlia di 17 anni ed un ragazzo di 15. L'omicidio-suicidio è avvenuto nella villetta a due piani della coppia.
La figlia era in casa durante le fasi drammatiche dell' omicidio-suicidio, ma non avrebbe assistito alla scena. Quando è iniziata la lite la madre l'ha fatta salire al piano superiore della villetta ma poi, sentendo urlare più forte, la ragazza è scesa nuovamente ed ha trovato la madre riversa a terra nel sangue. Mentre stava telefonando al 118 ha sentito il colpo che il padre si è sparato con la pistola d'ordinanza. Il figlio quindicenne della coppia, invece, era fuori casa al momento della tragedia.
IL MATTINO.IT
CASERTA - Il ministro Pinotti risponde agli studenti al Teatro Garibaldi. Dai grandi temi, come quello dell'emergenza migranti, alle questioni che interessano l'Aeronautica e la Reggia di Caserta, e la sorveglianza nella Terra dei Fuochi. Il ministro, intervistato dal presidente dell'Ordine Giornalisti Campania, Ottavio Lucarelli, ha illustrato il libro bianco della Difesa in cui si prospettano forze militari piu' giovani, professionali e integrate per i prossimi 15 anni. Ricorso alla forza come ultima scelta, dialogo sempre da privilegiare «ma - ha detto il ministro Pinotti - io non dialogo con chi decapita le persone o le brucia in una gabbia, questa è gente che va fermata». «Lo stile italiano dei nostri militari nel mondo è di aiutare», ha concluso. «Stiamo lasciando la Reggia di Caserta - ha poi aggiunto la Pinotti - ma l'Aeronautica resta a Caserta ed è quello che vogliamo tutti. Al momento stiamo smantellando laboratori e aule didattiche. Il nostro impegno sulla Terra dei Fuochi continua e siamo pronti anche in provincia di Caserta ad offrire qualsiasi aiuto ci venga richiesto», ha aggiunto il ministro. Il ministro si è soffermato anche sulla tematica dell'immigrazione. «Quella dei migranti è una tragedia epocale. Mi auguro che l'Onu intervenga presto come chiesto dalla Mogherini perché il Mediterraneo non può diventare un cimitero. Anche l'Ue all'inizio non ci sentiva ma poi ha preso coscienza del fenomeno». Ha dichiarato il ministro della Difesa oggi a Santa Maria Capua Vetere per prendere parte all'incontro con gli studenti al Teatro Garibaldi nell'ambito del Protocollo d'intesa firmato con il Miur. "Il primo obiettivo - ha proseguito la Pinotti - deve essere quello di fermare la strage e in tal senso è importante l'arrivo di navi inglesi, tedesche e irlandesi; anche Spagna e Francia ci stanno pensando. Finalmente si è capito dalle cifre degli ultimi tempi che non è stata l'operazione del Governo Mare Nostrum a spingere i migranti a venire in Italia, ed è per questo che il piano dell'Ue Triton è oggetto di una rivisitazione. Secondo obiettivo è fare in modo che le varie fazioni in lotta in Libia trovino un'intesa per fermare le partenze mentre l'ultimo obiettivo di lunga scadenza è di stabilizzare l'Africa", ha concluso.
DI CLAUDIO COLUZZI IL MATTINO.IT
Il premier e segretario nazionale dl Pd Matteo Renzi interviene sul caso De Luca legato alla legeg Severino. Che l'ex sindaco di Salerno sia candidato con il rischio di decadere, se vince, in base alla
legge Severino «è una contraddizione che nessuno può negare ma quando gli si è consentito di partecipare alle primarie si è
preso atto che la norma è stata disapplicata a Salerno ma soprattutto a Napoli".
Così Renzi ha dichiarato nel corso di una intervista Rep tv. Sottolineando che "di fatto è un problema superabile».
Renzi entra nel dettaglio della sfida elettorale in Campania sottolineando che «Io non parlerò male dei candidati di Caldoro, che è una persona seria, che si presenta a tutti i tavoli con spirito di collaborazione». Nello stesso tempo «De Luca ha le qualità di un
buon amministratore» come ha dimostrato «per la città di Salerno».