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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Delitto Monni, il killer di Gianluca è arrivato a Orune sull'auto dello scomparso di Nule

12 Maggio 2015, 13:23pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NULE. La macchina di Stefano Masala, il giovane scomparso da Nule giovedì sera, è quasi certamente quella dalla quale è sceso il killer che venerdì 8 ha ucciso a Orune Gianluca Monni, lo studente di 19 anni fermo in attesa dell’autobus.

Il ragazzo aveva appena rimesso nello zainetto il libro di storia sul quale aveva ripassato le ultime cose in previsione dell’interrogazione. Non ha fatto neppure in tempo a rendersi conto dell’avanzare dell’assassino che aveva il cappuccio della felpa in testa e lo scalda collo sollevato a coprire parzialmente il viso. L’esecuzione con tre fucilate, poi l’auto è ripartita a forte velocità.

Diversi testimoni avrebbero confermato lunedì 11, ormai in maniera univoca, che l’auto che hanno visto quella mattina era una Opel grigio scuro, con particolari che era impossibile non notare (dei fiocchi bianchi come quelli utilizzati in occasione dei matrimoni).

 

Stefano Masala, 28 anni
Stefano Masala, 28 anni

 

La macchina bruciata in una stradina di campagna, a cinque minuti dal centro di Pattada, è proprio la Opel con la quale Stefano Masala si era allontanato da casa sostenendo di essere diretto a un appuntamento. Lunedì 11 la certezza è stata data dal ritrovamento - sul luogo dell’incendio - di una parte di carrozzeria realizzata dal padre del giovane scomparso, con caratteristiche uniche e quindi facilmente riconoscibili.

La scoperta è stata fatta durante il sopralluogo al quale ha preso parte l’avvocatoPaola Pischedda (che segue la vicenda per conto della famiglia Masala) insieme agli esponenti dell’associazione Penelope Sardegna (che si occupa di persone scomparse): il presidente Gianfrancesco Piscitelli, anche lui ieri sul posto insieme alla criminologa Maria Giordana Coli, esperta della scena del crimine.

 

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Sospetti su un minore di Nule con cui il 19enne ucciso aveva avuto un diverbio. Si teme anche per il destino di Stefano Masala sparito da giovedì. Forse è stato eliminato perché sapeva troppo

 

La Opel è attualmente a disposizione degli esperti del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri che stanno cercando possibile tracce sfuggite alla forza distruttiva del fuoco.

La sera in cui l’auto è stata bruciata (venerdì), automobilisti di passaggio avrebbero notato due persone a piedi che si allontanavano proprio dalla zona in cui poi la Opel è stata ritrovata, in modo casuale, all’alba del giorno seguente.

È molto probabile che chi aveva necessità di fare sparire l’auto abbia attuato il piano in due fasi, coinvolgendo altre persone per avere un passaggio, magari concordando l’appuntamento in una zona distante dal luogo dell’incendio. Da qui l’esigenza di percorrere un tratto a piedi.

Ormai la pista sembra essere una sola e unisce Orune con Nule. Esiste un collegamento - che è stato confermato - tra l’omicidio di Gianluca Monni e la scomparsa di Stefano Masala. E gli investigatori di Nuoro e Sassari hanno esaminato nel dettaglio i momenti di una vicenda sulla quale sono concentrate tutte le attenzioni.

 

Orune, le lacrime dei compagni e degli insegnanti di Gianluca MonniORUNE. Sono arrivati a centinaia in fila indiana. Zaino in spalla e un dolore immenso nel cuore. Nel piazzale davanti alla scalinata dell'Istituto Volta gli studenti di tutte le scuole di Nuoro si sono ritrovati per ricordare l'amico Gianluca Monni. Ucciso a 19 anni con tre fucilate. Il silenzio è rotto dall'intervento della preside Innocenza Giannasi. Poi arrivano le lettere dei compagni di scuola e di tutto l'istituto. Poi tutti in corteo gli studenti sono andati in camera mortuaria(video Massimo Locci) L'ARTICOLO

 

È quella che porta alla lite del giorno di Cortes Apertas, metà dicembre a Orune. In quella occasione un minorenne di Nule aveva molestato in maniera insistente la fidanzatina di Gianluca Monni (pare che non fosse la prima volta). E si era beccato la reazione decisa dello studente.

Per tutta risposta aveva tirato fuori una pistola puntandola contro Gianluca Monni. Era stato però disarmato grazie all’intervento di altri giovani di Orune. E l’arma gli era stata “sequestrata” a scopo precauzionale. Per il minore di Nule la punizione era stata severa, con una razione di botte prima e dopo, all’uscita del paese. Quando ci sarebbe stata una “pestata” di mani pubblica per ricordare che non si molestano le donne degli altri, tanto meno in realtà dove il rischio è quello di innescare reazioni pesanti.

Da quel giorno di dicembre, la storia della pistola sembrerebbe essersi caricata di ulteriori tensioni, con l’apparizione sulla scena di alcuni adulti. L’arma però non era nella disponibilità di Gianluca Monni - secondo quanto si è appreso - ma in custodia a una sorta di garante.

Pare che, a fronte di diversi tentativi, non si siano create le condizioni per la restituzione che, in questi casi, prevede un rituale senza finzioni. Scuse vere e rispetto. L’altra mattina la fine assurda, con l’uccisione dello studente di Orune da parte di un killer ragazzino.

GIANNI BAZZONI LA NUOVA SARDEGNA

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