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CASERTA NEWS Sevizie e maltrattamenti a cani utilizzati in combattimenti clandestini: polizia denuncia 4 persone

20 Giugno 2015, 08:25am

Pubblicato da www.mikivettica.net

CASERTA NEWS Sevizie e maltrattamenti a cani utilizzati in combattimenti clandestini: polizia denuncia 4 persone
CASERTA NEWS Sevizie e maltrattamenti a cani utilizzati in combattimenti clandestini: polizia denuncia 4 persone

INSERITO DA GIULIA NARDONE Castel Volturno

- Il Compartimento Polizia Postale di Napoli ha denunciato 4 persone, fra cui un minore, responsabili a vario titolo di sevizie e maltrattamenti a cani finalizzate all'organizzazione di combattimenti mortali nel corso dei quali avvenivano scommesse clandestine con puntate di elevato importo.
I combattimenti venivano ripresi mediante l'ausilio di smartphone e divulgati in rete sui più noti social network al fine di fare pubblicità tra gli scommettitori e rendere disponibili alla vendita i cani più forti.
L'indagine, coordinata dalle Procure di Napoli, Santa Maria Capua Vetere (CE) e dalla Procura dei Minori del capoluogo campano, è inserita in una più complessa attività di prevenzione e repressione dei reati telematici che vede costantemente impegnata la Polizia di Stato con il valido contributo di numerosi internauti che hanno segnalato le cruente immagini in rete.
Sebbene la divulgazione in rete del video, che per l'efferata crudeltà delle immagini ha destato da subito scalpore fra gli utenti in rete e l'indignazione di numerose associazioni animaliste sia stata operata per poche ore, l'immediato e tempestivo intervento dei "cyber poliziotti" ha permesso di individuare tempestivamente la persona che aveva materialmente inserito in rete il filmato con la chiara intenzione di pubblicizzarlo. Le tracce informatiche acquisite e gli immediati riscontri telematici hanno ricondotto al dispositivo materialmente utilizzato per realizzare il filmato e di conseguenza all'identificazione degli organizzatore del combattimento.
I preziosi elementi elaborati dagli investigatori informatici hanno permesso la precisa geo-localizzazione del luogo del combattimento nei pressi del comune di Castel Volturno (Caserta). Mediante l'ausilio di software di rilevazione satellitari sono stati individuati univocamente i box dove venivano custoditi i cani da combattimento ed il ring utilizzato per gli incontri mortali. Preziosa la collaborazione degli uomini della Squadra Mobile della Questura di Caserta e del Reparto Prevenzione Crimine Campania della Polizia di Stato che unitamente agli operatori della Polizia Postale partenopea hanno fatto irruzione nell'area individuata sequestrando i box di custodia dei cani.
Soccorso ed affidato alle cure di un veterinario un pitbull sanguinante con evidenti lesioni provocategli presumibilmente da un combattimento svoltosi da poche ore. Sul luogo identificato ed immediatamente denunciato uno dei due carcerieri organizzatori dei combattimenti con scommesse in denaro. Rintracciato in un'area compresa tra i quartieri Sanità e Miracoli di Napoli anche il dogo argentino, protagonista del filmato. I poliziotti della Questura di Napoli hanno dio seguito rinvenuto il pitbull tenuto al buio senza acqua e cibo da circa una settimana che veniva liberato ed affidato in custodia a personale del soccorso veterinario dell'ASL Napoli 1.
Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti coordinati dalle Procure della Repubblica di Napoli e Santa Maria Capua Vetere (CE) finalizzati ad identificare eventuali complici dei soggetti incriminati ed a stroncare tali immorali ed illeciti maltrattamenti, avvenimenti spesso legati a vere e proprie attività lucrative.

FONTE CASERTANEWS

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Giovane in fin di vita,fermato un 17enne Polizia fa luce su rissa a Napoli, si cercano complici

20 Giugno 2015, 08:21am

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CAMPANIA NAPOLI  NEWS Giovane in fin di vita,fermato un 17enne Polizia fa luce su rissa a Napoli, si cercano complici

M.P. - NAPOLI, Ridotto in fin di vita a 19 anni per aver dato uno schiaffo a un ragazzo di 17, 'colpevole' di essersi fermato con il suo scooter nei pressi del Rione Amicizia a Napoli. E' questo - secondo la Questura - il movente del duplice tentato omicidio e delle lesioni nei confronti di tre giovani a Napoli: un 17enne è stato fermato mentre ora sono ricercati i suoi complici. Tutto è successo nella serata di martedì. ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Stamina: Biviano tornano a Lipari, domani tenda sarà smontata Saranno assistiti con progetto pilota di telemedicina

20 Giugno 2015, 08:14am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Stamina: Biviano tornano a Lipari, domani tenda sarà smontata Saranno assistiti con progetto pilota di telemedicina

INSERITO DA ELSA COPPA ROMA- Dopo 23 mesi di presidio sarà smontata domani la tenda che dal 23 luglio (Rpt: luglio) 2013 ospita di fronte a Montecitorio i fratelli Marco e Sandro Biviano, due ragazzi di Lipari affetti da distrofia muscolare progressiva noti soprattutto per aver dato vita in passato a manifestazioni e gesti simbolici, come quello di dissanguarsi, per poter accedere al metodo Stamina.
I due ragazzi torneranno a casa, dove saranno assistiti insieme alle loro sorelle, anch'esse affette dalla stessa malattia, con un progetto pilota di telemedicina, che li vedrà collegati costantemente con l'Ircss Centro neurolesi Bonino Pulejo di Messina. Inoltre, con fondi regionali sarà emesso un bando nazionale per terapie sperimentali sull'uomo.
L'ufficialita' e' arrivata, dopo un annuncio dato dai due fratelli nei giorni scorsi su Facebook, durante una conferenza stampa oggi alla Camera. "Le tanto attese risposte dalle istituzioni sono arrivate: abbiamo ottenuto l'istituzione della giornata per la distrofia facio-scapolo-omerale (Fshd) per il 20 giugno e speriamo di poter continuare il dialogo" ha spiegato Sandro, raccontando anche le difficoltà vissute. Appena una settimana fa infatti - e' stato sottolineato dall'onorevole Paola Binetti - il Consiglio dei ministri ha approvato l'iniziativa di istituire questa giornata, su proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha firmato di suo pugno l'altro giorno il decreto con cui si istituisce questa giornata" ha sottolineato Binetti, spiegando anche che la storia di Sandro e Marco Biviano "testimonia la fatica di un malato di stabilire un dialogo fruttuoso con le istituzioni". "L'istituzione della giornata e' importante, offrirà un riflettore costante e permanente e servira' a impegnare di piu' e meglio i decisori pubblici" ha evidenziato sottosegretario alla Salute Vito De Filippo spiegando che i due fratelli "entrano nella storia sanitaria del nostro Paese".(ANSA).

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Indagati ingegneri Motorizzazione Reggio Inchiesta Gdf, in 8 a obbligo dimora. Sequestrati due centri

20 Giugno 2015, 08:12am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Indagati ingegneri Motorizzazione Reggio Inchiesta Gdf, in 8 a obbligo dimora. Sequestrati due centri
NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Indagati ingegneri Motorizzazione Reggio Inchiesta Gdf, in 8 a obbligo dimora. Sequestrati due centri

INSERITO DA ELSA COPPA - REGGIO CALABRIA, - I finanzieri della Compagnia di Palmi hanno posto agli arresti domiciliari 3 persone e notificato obblighi di dimora ad altre 7 - tra le quali 6 funzionari della Motorizzazione civile di Reggio Calabria - al termine di una inchiesta su false revisioni di mezzi pesanti. Sequestrate due sedi del consorzio Cmp revisioni e 125 carte di circolazione. Per l'accusa le revisioni venivano fatte in assenza degli ingegneri della Motorizzazione che attestavano la regolarità dei controlli. ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Crac Divina Provvidenza: spunta cardinale Versaldi: '"Tacere al Papa 30 milioni sull'Idi"

20 Giugno 2015, 07:59am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Crac Divina Provvidenza: spunta cardinale Versaldi: '"Tacere al Papa 30 milioni sull'Idi"
NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Crac Divina Provvidenza: spunta cardinale Versaldi: '"Tacere al Papa 30 milioni sull'Idi"

INSERITO DA ELSA COPPA (Il testo dell'intercettazione)
Spunta anche il nome di un cardinale nelle intercettazioni dell'inchiesta del crac delle case di cura Divina Provvidenza, che ha portato a dieci misure cautelari e alla richiesta d'arresto del senatore Ncd, Antonio Azzollini. In una conversazione registrata il 26 febbraio 2014, agli atti dell'inchiesta, il cardinale Giuseppe Versaldi, ora prefetto dell'Educazione e cattolica e all'epoca presidente della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede e delegato pontificio della Congregazione dei Figli dell'Immacolata, suggerisce al manager Giuseppe Profiti, presidente del Bambino Gesù e commissario straordinario della Provincia italiana dei Figli dell'Immacolata, di tacere al Papa che una somma di 30 milioni dell'ospedale Bambino Gesù proveniente da fondi pubblici italiani sarebbe stata utilizzata per l'acquisizione dell'Idi, l'istituto dermopatico dell'Immacolata. Dopo le prime rivelazioni di stampa, stamani, l'Ospedale Bambino Gesù, di proprietà della Santa Sede Divina Provvidenza ha smentito categoricamente che "propri fondi di bilancio, meno che mai fondi pubblici, siano stati destinati all'acquisizione dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata". "Neanche un euro dell'Ospedale - ha affermato la nuova presidente Mariella Enoc, succeduta a Profiti il 13 febbraio 2015 - risulta distratto dalle attività cliniche, di ricerca o organizzative che riguardano l'Ospedale e i suoi pazienti". Chiarimenti e smentite sono arrivate anche dal porporato e da Profiti: "l'incontro con il Papa - ha spiegato Versaldi - era finalizzato ad ottenere l'approvazione generale a proseguire sulla linea di salvataggio" dell'Idi "in questo contesto il mio invito a non entrare in dettagli tecnici ancora in discussione non aveva nessuna intenzione di 'mentire' al Papa ma semplicemente di tacere ciò che non era chiaro neppure ai tecnici". Da parte sua Profiti ha detto che "nessuna somma, di qualunque provenienza pubblica o privata, è stata trasferita dal Bambino Gesù all'Idi, alla Congregazione, alla Fondazione Luigi Maria Monti (Idi) o ad altri soggetti comunque collegati o controllati da questi ultimi".

Nella conversazione agli atti della procura di Trani colpisce soprattutto la volontà del cardinale di nascondere al Papa, con cui insieme a Profiti avrebbe avuto di lì a poco un colloquio, l'intento di dirottare, secondo gli inquirenti, fondi provenienti dalla legge di stabilità destinati al Bambino Gesù a un'operazione di riacquisizione dell'Idi da parte della Congregazione dei Figli dell'Immacolata. Profiti: "Pronto! Ciao don Giuseppe!". Versaldi: "Ciao. Senti. Ci riceve stasera alle diciannove il Papa". Profiti: "Ma chi ci?". Versaldi: "Il Papa". Profiti: "Aaah! O mio Dio!". Versaldi: "Tu puoi?". Profiti: "Io certo! E ci mancherebbe!". Versaldi: "Bene. Ci troviamo...sì". Profiti: "Eh! Cosa devo...". Versaldi: "Passi...". Profiti:"...dire? Fare? Portare?". Versaldi: "No. Ma poi introduco io come delegato. E poi tu dici le cose che hai detto ieri sera". Profiti: "Ah! Cos'è che dovevo saltare? Che me ne sto andando in paranoia?". Versaldi: "Ma diceva...no! Mi pareva...mi pare no?". Profiti: "Ah!". Versaldi: "ehm...ehm...devi tacere che questi trenta milioni ...". Profiti: "Sì. Sì. Sì. Sull'intervento, sì.". Versaldi: "Sono stati dati per l'Idi. E dire semplicemente che, come ogni anno, oltre ai cinquanta sono stati dati trenta per il Bambino Gesù, senza...ah... ah...una..." Profiti: "Vincolo di destinazione". I 30 milioni di cui si parla, secondo gli inquirenti, sarebbero stati assegnati al Bambino Gesù dalla legge di stabilità ma verrebbero utilizzati, nelle intenzioni di Versaldi e Profiti, perchè l'Idi, in amministrazione straordinaria per il forte indebitamento e al centro esso stesso di un'altra indagine giudiziaria, torni nelle mani della Congregazione religiosa di cui Versaldi è commissario papale.

Il tutto, ritengono gli investigatori, con l'uso, appunto di denaro pubblico che aveva tutt'altra destinazione. Per la procura di Trani il senso della conversazione intercettata è rilevante per comprendere il modus operandi che sarebbe stato utilizzato nel caso dell'Idi e che troverebbe un parallelo anche per quanto emerso a proposito della bancarotta delle case di cura pugliesi della Divina Provvidenza, anche qui con Profiti nel presunto ruolo di trait d'union. Nell'indagine, comunque, il cardinale Versaldi non sarebbe indagato. Gli inquirenti pugliesi tracciano il parallelo tra le due vicende ipotizzando in entrambi i casi il progetto ambizioso da parte dei gruppi proprietari di rientrare in possesso definitivamente delle strutture una volta depurate dall'immenso disavanzo economico (circa un miliardo di euro per l'Idi, quasi 600 milioni per la Casa Divina Provvidenza) "da scaricare interamente sulla collettività".

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Protesta agricoltori sardi su SS 131 Trattori a passo d'uomo, rallentamenti e disagi al traffico

20 Giugno 2015, 07:53am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Protesta agricoltori sardi su SS 131 Trattori a passo d'uomo, rallentamenti e disagi al traffico
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Protesta agricoltori sardi su SS 131 Trattori a passo d'uomo, rallentamenti e disagi al traffico

INSERITO DA ELSA COPPA CAGLIARI, - Si è concluso con l'intervento del presidente della Regione Francesco Pigliaru e dei vertici della Coldiretti Sardegna il corteo-manifestazione degli agricoltori sulla Carlo Felice. La Coldiretti è rimasta molto soddisfatta degli impegni presi pubblicamente dal numero uno dell'esecutivo regionale. E c'è stato il rompete le righe a Monastir, dopo la partenza da Sanluri, con i manifestanti che hanno raggiunto i mezzi (una sessantina tra auto e pick up) ed i 43 trattori nel piazzale sottostante. Pian piano è stata liberata la corsia occupata dai manifestanti e la circolazione, interrotta durante il corteo, e poi ripresa nel corso dell'assemblea è tornata alla normalità. La protesta era iniziata alle 10 con la prima invasione della 131 all'altezza di Sanluri.

CUALBU, RISPOSTE O INVADIAMO CAGLIARI. "Ci hanno costretto a creare questi disagi. Ridirò a Pigliaru che non ci devono costringere a invadere Cagliari: vogliamo risposte concrete. Il presidente si deve prendere l'impegno di trovare delle soluzioni". Lo ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Battista Cualbu, prendendo per primo la parola durante la manifestazione al 21/o chilometro della Carlo Felice. Un palco improvvisato, il cassone di un camion. Ma massima attenzione da parte delle centinaia di agricoltori e allevatori che si sono ritrovati sotto il sole in mezzo alla 131. Cualbu ha parlato di arretrati e di gasolio agricolo, soprattutto nel Cagliaritano. "Senza contare le migliaia di pratiche del refresh - ha ricordato - bisogna intervenire politicamente: la Regione si deve far sentire con il Ministero".

PIGLIARU, CREDIAMO NELL'AGRICOLTURA. "L'impegno personale c'è, ma non si può chiedere in un attimo di risolvere problemi che si trascinano da tanto. Sono appena reduce dalla presentazione del primo disegno di legge anti burocrazia". Così ha esordito il presidente Francesco Pigliaru intervenuto alla manifestazione promossa da Coldiretti sulla Carlo Felice per richiamare l'attenzione della Regione sui problemi delle campagne. Il governatore è salito sul cassone del camion diventato palco e ha risposto alle richieste di agricoltori e allevatori. "All'agricoltura credo - ha detto - più che ad ogni altro settore. Mi interessa che ci siano produzioni di valore. L'Expo ci sta dicendo che ci vuole roba di qualità. Capisco che per poter lavorare serenamente e aggredire i mercati bisogna risolvere i problemi che si trascinano da anni. Sono consapevole che il sistema è lentissimo, in altre regioni le cose vanno molto più veloci. Lasciatemi il tempo di capire dove sono i problemi". Pagamenti? "Abbiamo degli enti importanti e costosi - ha detto - vogliamo che diano risposte e ci metteremo presto le mani". Migliaia di aziende, gli ha detto il presidente di Coldiretti Battista Cualbu, vogliono investire in agricoltura. E non vogliono che i soldi tornino a Bruxelles. "Mi impegno a convocare un incontro - ha detto Pigliaru - restituire i soldi non è nelle nostre intenzioni". Pigliaru ha parlato anche del sistema creditizio e ha garantito ulteriori approfondimenti anche su questo argomento. I giovani in agricoltura? "La nostra idea è mettere a disposizione tanti ettari di terra- ha detto- perché possano essere lavorati dalle nuove generazioni. Presto ci sarà il bando". Refresh. "Grazie alla Giunta - ha detto - abbiamo portato a casa un risultato importante, quello del 50 per cento. Ora andiamo dal ministro per regolare le situazioni del passato. È stato fissato un incontro per il 24 giugno con il ministro dell'Agricoltura". Pigliaru ha anche annunciato che presto ci sarà un forum sull'agricoltura da esportazione. "Dobbiamo entrare in tanti mercati. Sappiamo anche che Amazon sta aprendo all'agroalimentare. Noi ci siamo: abbiamo già proposto una piattaforma Sardegna". (ANSA).

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Pm chiede processo a 298,pure Banca Cina Inchiesta Firenze riciclaggio, ma contestata aggravante mafia

20 Giugno 2015, 07:49am

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M.P.- FIRENZE,  La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per 297 persone e per la Bank of China dopo un'inchiesta per riciclaggio per il trasferimento illecito di oltre 4 mld dall'Italia alla Cina. Tra i reati è contestata l'aggravante mafiosa. La banca non avrebbe segnalato operazioni sospette. Tra gli indagati 4 dirigenti della sede di Milano della banca di Stato cinese e i titolari italiani di Money2Money, società di 'money transfer' dove centinaia di indagati depositavano denaro in contanti.
  La richiesta di rinvio a giudizio è firmata dal pm Giulio Monferini. A vario titolo le indagini del nucleo di polizia tributaria di Firenzehanno portato a contestare i reati di associazione per delinquere, riciclaggio, evasione fiscale, trasferimento fraudolento di valori all'estero. I fatti vanno dal 2007 al 2010. Tra gli indagati, quattro dirigenti della filiale di Milano della banca di Stato (direttore generale, vicedirettore, responsabile ufficio rischi e ufficio audit), gli imprenditori italiani titolari di una società di Bologna Money2Money e i loro agenti titolari di negozi 'money transfer' dove centinaia di indagati - secondo le indagini - depositavano denaro in contanti. Soldi che, sempre secondo gli inquirenti, erano presunto provento di altri reati come contraffazione, contrabbando, furto, appropriazione indebita, reati doganali. I contanti venivano raccolti dalle agenzie della società bolognese tramite milioni di micro-operazioni, ad importi bassissimi. Bank of China diventava poi il collettore finale che trasferiva i soldi nel paese orientale. Qui veniva utilizzato per acquistare merci a basso costo da importare e rivendere in Italia. Tra le 297 persone fisiche, 24 devono rispondere di associazione a delinquere aggravata dalla finalità mafiosa poiché sono stati ravvisati intimidazione, vincolo omertoso e assoggettamento tra i membri. Il maxi-riciclaggio avrebbe rafforzato la capacità economica delle organizzazioni mafiose cinesi di Prato e Firenze dedite all'immigrazione clandestina dal loro Paese. Inoltre, la guardia di finanza ha rilevato un'evasione fiscale da 45 milioni di euro e promosso un'ottantina di misure di prevenzione con sequestro di immobili ad alcuni degli indagati per un totale, finora, di 5,5 mln. 

   Arrivavano col 'sacco' dei contanti nel negozio di 'money transfer'. Poi se ne potevano anche andare via perché a frazionare la somma - per eludere la normativa antiriciclaggio - da mandare in Cina ci pensavano i gestori dell'agenzia (sotto i 2.000 euro nella precedente normativa; 1.000 euro adesso) addestrati all'enorme attività di trasferimento illecito di denaro dall'Italia alla Cina, in particolare dal distretto di Prato e Firenze. C'è anche questo nella maxi-inchiesta anti-riciclaggio della procura di Firenze, che ha chiesto il processo per 297 persone e per la Bank of China, la banca di Stato della Repubblica popolare di Cina. I video delle indagini e il sequestro dell'archivio unico della società bolognese Money2Money, attuati nel tempo dal nucleo di polizia tributaria della Gdf di Firenze, hanno dimostrato una realtà contabile precisa: decine di operazioni uguali, con lo stesso 'mittente' e con lo stesso importo bassissimo per eludere i controlli bancari, svolte in pochissimi minuti, ripetendo la stessa digitazione sul computer le volte necessarie. E senza che nel negozio ci fosse più nessuno, tanto era oliato il meccanismo. Secondo gli inquirenti, nel periodo 2006-2010 questa attività ha permesso di far uscire dall'Italia oltre 4 miliardi di euro, soldi frutto di altre attività illecite.(ANSA).

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Ruino, abbraccia un anziano e gli ruba l'orologio

20 Giugno 2015, 07:44am

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M.P.RUINO. Finge di abbracciare un uomo di 87 anni, colta da un'improvvisa passione, ma gli porta via un orologio d'oro del valore di 2mila euro. E' successo a Ruino, in Oltrepo pavese. L'uomo stava tornando a casa quando, in prossimità di un sottopasso, è stato avvicinato da una ragazza dell'età apparente

di 20 anni.Lei prima gli ha chiesto un'informazione stradale, poi lo ha abbracciato, facendogli delle proposte sessuali, e ha iniziato ad accarezzargli le braccia. Lui l'ha allontanata e, poco dopo, si è reso conto che non aveva più al polso l'orologio d'oro. Ha fatto querela ai carabinieri.

LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ventimiglia, liberati quattro migranti, ma la Francia smentisce: «La nostra linea non cambia»

20 Giugno 2015, 07:41am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ventimiglia, liberati quattro migranti, ma la Francia smentisce: «La nostra linea non cambia»

M.P. Ora alla frontiera tra Italia e Francia è come se si stesse giocando una partita a ping-pong con i profughi come palline. La Francia sta continuando la politica delle riammissioni: trova migranti irregolari sul suo territorio e li manda in Italia perchè da lì sono arrivati, dicono le autorità transalpine.

La polizia di frontiera italiana controlla i documenti dei migranti "inviati" in Italia e se non fanno parte di quelli che veramente dall'Italia sono transitati li fa tornare oltre frontiera, a Mentone. Oggi questa situazione è stata vissuta complessivamente da 90 persone: 55 sono stati respinti dall'Italia. Questo andirivieni ha generato una certa confusione e nel pomeriggio c'è stata la sensazione che la Francia avesse adottato una linea morbida. Sensazione smentita. «La nostra linea non è cambiata», dice all'ANSA un alto responsabile della prefettura delle Alpes-Maritimes. Il «riaccompagnamento» dei migranti irregolari verso l'Italia «continua in modo normale». Insomma, la frontiera francese resta "chiusa" ai migranti e «aperta nel rispetto delle regole», dice l'ambasciata di Francia a Roma.

Un invito ad "aprirsi" arriva dai vescovi francesi che hanno affidato il loro pensiero all'Osservatore romano. «I migranti - scrivono i vescovi - non sono problemi, ma uomini, donne, bambini: sono esseri umani. Non devono essere considerati in primo luogo come un rischio o un potenziale attentato alla sovranità nazionale. Occorre uscire da una logica del fenomeno migratorio esclusivamente di sicurezza o di polizia». In attesa della fine di questa situazione, si contano i giorni del blocco a Ventimiglia: già una settimana, con un centinaio di irriducibili accampati sugli scogli della frontiera a Ponte san Ludovico, con altre centinaia sistemati alla stazione di Ventimiglia e in altri locali.

Oggi per assistere i bambini sono arrivati anche i volontari dell'Unicef, mentre a sostenere gli altri ci hanno pensato anche quelli di Music for peace, partiti da Genova. Intanto la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani invita ogni Regione a fare la sua parte e la presidente della Camera Laura Boldrini sottolinea che la situazione coi migranti che sta vivendo l'Italia «non è di emergenza perchè l'emergenza è dove c'è la guerra. L'emergenza c'è nel Mediterraneo dove sono morte 1.200 persone».

Tra parole, respingimenti e riammissioni la vita dei profughi a Ventimiglia va avanti tra preghiere, Ramadan, malori, scabbia e un internet point allestito in modo 'volantè dai volontari con un pc portatile per permettere ai migranti di parlare con i familiari.

IL MESSAGGERO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA La dura vita del vigile urbano: uno su due ha subito un'aggressione

20 Giugno 2015, 07:38am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA La dura vita del vigile urbano: uno su due ha subito un'aggressione

Un vigile su due ha subito un’aggressione durante l’orario di lavoro.
E spesso è dovuto ricorrere all’ospedale per la mancanza dei mezzi di primo soccorso, come dichiara l’86,2% degli agenti intervistati.

Sono solo alcuni dei dati molto pesanti emersi da un sondaggio realizzato dalla UIL sul personale della polizia locale proveniente dalle città di Roma, Milano, Napoli, Palermo e Torino.

E ancora una volta emerge uno spaccato davvero desolante per un corpo (soprattutto quello capitolino) che non riesce a scrollarsi di dosso le molteplici difficoltà che da anni ne stanno minando la solidità.
Andando nello specifico, sono tantissime le mancanze evidenziate dai 2 mila vigili interpellati.
Non ci sono divise, caschi, auto e moto.
Il 58,9% del campione ammette, ad esempio, di non aver mai ricevuto i dispositivi di protezione individuale e nello specifico l’81% riferisce di non aver ricevuto le scarpe di sicurezza e i guanti monouso per interventi di sicurezza, come gli sgomberi dei campi rom o le operazioni di rimozione degli ambulanti abusivi.
Non solo. Quello che preoccupa di più le decine di migliaia di appartenenti al corpo di polizia municipale è il rischio salute nelle grandi città italiane.
Il 74% del campione (3 su 4 quindi) riferisce di avere fastidi dovuti all’inquinamento e in particolare (l’88%) al traffico veicolare.
Lo smog ormai stritola la Capitale (e non solo) quasi tutto l’anno.
E a risentirne sono soprattutto l’apparato respiratorio e i polmoni dei vigili urbani con tantissimi casi acclarati di asma e patologie cardiovascolari.
Da non trascurare anche i malanni muscolo-scheletrici, visto che il 43% dichiara di avere grossi disturbi muscolari.
Sul fronte malattia da evidenziare, invece, che il 42% ha goduto meno di 5 giorni di malattia l’anno.
Davvero un record se si pensa a quanto accaduto a Roma nell’ultimo Capodanno, quando si assentarono contemporaneamente per malattia 767 pizzardoni.
Un’indagine, dunque, che denuncia la totale inadempienza delle Amministrazioni in termini di rispetto ed applicazione della normativa su salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e la continua discriminazione delle Istituzioni nei confronti degli uomini della Polizia locale.

Il tutto a pochi mesi dall’inizio del Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco, quando milioni di pellegrini invaderanno Roma e ad accoglierli ci saranno i soliti i 5900 vigili (erano 6200 un paio d’anni fa), malattie permettendo.

di Alessandro Tittozzi IL MESSAGGERO

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