Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MICHELE PAPPACODA SANNICANDRO DI BARI (BA) – Due vite spezzate in pochi secondi, nel cuore della notte. È di due morti il bilancio del terribile incidente stradale avvenuto tra la notte di lunedì 25 e martedì 26 agosto sulla SP 236, all'altezza di Sannicandro di Bari.Le vittime sono un padre di 54 anni e sua figlia di 14 anni.Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, che stanno conducendo le indagini, i due viaggiavano a bordo di un'utilitaria quando, per cause ancora da accertare, l'auto è uscita fuori strada all'altezza di una rotatoria e si è ribaltata più volte su se stessa.L'impatto è stato violentissimo. La vettura si è capovolta finendo fuori dalla carreggiata, riducendosi a un ammasso di lamiere.Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per estrarre i corpi dall'abitacolo e il personale del 118, ma per padre e figlia non c'è stato nulla da fare: sono morti sul colpo.La dinamica è al vaglio dei militari: si indaga per capire se alla base della fuoriuscita ci sia stato un colpo di sonno, un malore improvviso del conducente, l'alta velocità o una mancata conoscenza della rotatoria. La strada, in quel tratto, è stata chiusa per oltre due ore per consentire i rilievi e la rimozione del mezzo.Una notte di sangue sulle strade pugliesi. Poche ore dopo, sulla provinciale tra Salice Salentino e Veglie, nel Leccese, hanno perso la vita i coniugi campani Dario Serra e Giovanna Serpi, di 47 e 51 anni, in vacanza in Puglia.Sannicandro è in lutto.
DI MIKI PAPPACODA AMALFI – Non sono valutazioni politiche. Sono numeri. E i numeri, quando si parla di bilanci comunali, pesano più di qualsiasi dichiarazione.733.978,49 euro di capitale. Oltre mezzo milione di euro di interessi maturati in otto anni. Altri 43.000 euro circa di interessi aggiuntivi solo nei sette mesi successivi alla sentenza.Sono queste le cifre al centro della dichiarazione di voto contrario dell'opposizione sulla variazione di bilancio approvata nell'ultimo Consiglio comunale di Amalfi.Una variazione che serve a riconoscere un debito fuori bilancio, ma che – secondo i consiglieri di minoranza – lo fa a metà. E il problema non è soltanto quanto si deve pagare, ma perché si arriva oggi a riconoscere una parte del debito senza affrontare integralmente anche il peso degli interessi che quel debito ha generato.Il nodo è tutto qui. Se esisteva un Fondo Contenzioso capiente, come più volte rivendicato dalla maggioranza in questi anni, perché non è stato adeguato progressivamente all'incremento degli interessi moratori che, sentenza dopo sentenza, continuavano a lievitare?E perché oggi, per pagare, si ricorre all'avanzo di amministrazione, lasciando fuori proprio quella componente – gli interessi – che è la più pesante e la più pericolosa per le casse comunali?Sono domande tecniche, non polemiche. Perché il principio contabile è chiaro: il Fondo Contenzioso serve proprio ad evitare che una soccombenza giudiziaria si trasformi in uno shock per il bilancio. Se il fondo non segue l'evoluzione del contenzioso, non è un paracadute.E la domanda che l'opposizione pone all'aula, e alla città, è semplice e diretta: quanto costerà davvero ai cittadini di Amalfi questa vicenda?Perché un debito non scompare se lo si divide in pezzi, riconoscendone oggi una tranche e rinviando il resto. Gli interessi, mentre in Consiglio si discute, continuano a correre. Ogni mese che passa aggiunge migliaia di euro al conto finale.Oggi si approva una variazione. Domani se ne dovrà approvare un'altra, per gli interessi. E il costo totale, tra capitale, mezzo milione di interessi già maturati e i 43mila euro degli ultimi sette mesi, rischia di sfondare ampiamente il milione e duecentomila euro.A pagare, alla fine, non sono le percentuali in Consiglio. Sono i cittadini.
A CURA DI MIKI PAPPACODA METEO ITALIA – Mercoledì 26 Agosto 2026Torna l'alta pressione africana e con lei il grande caldo. Dopo l'uscita di scena della perturbazione n.6 del mese nella notte su martedì, oggi il tempo migliora ovunque, ma il caldo diventa intenso.Le previsioni per oggi:- NORD: Alternanza sole e nuvole, con più nubi su Alpi e Prealpi. Nel pomeriggio isolati acquazzoni e temporali sulle Alpi, specie tra Ossola, Lepontine e Alto Adige. Altrove soleggiato. Temperature in aumento, massime 28/32°C in pianura. meteo.it- CENTRO: Sole prevalente, qualche velatura su Toscana e Lazio. Poco nuvoloso in Umbria al mattino, poi sereno in serata. Venti deboli, temperature in forte aumento, massime fino a 33/35°C a Roma e Firenze. A Roma oggi sole, max 36°C, min 22°C. viverespoleto.itweather.com- SUD e ISOLE: Giornata rovente. Tempo in prevalenza soleggiato su tutto il Sud, Puglia, Calabria e Campania. Caldo intenso, con punte di 40°C in Sicilia e Sardegna. Venti moderati settentrionali su Basso Adriatico e Ionio. A Catanzaro attesi fino a 36,9°C a mezzogiorno con cielo sereno. meteo.itcalabriaok.itTENDENZA: Il picco del caldo è atteso tra domani, giovedì 27 e venerdì 28 al Sud e Isole, dove sono attesi picchi anche di 44-45 gradi, fino a 15 gradi sopra le medie stagionali. Venerdì torna un po' di instabilità al Nord con la perturbazione n.7.
A CURA DI MIKI PAPPACODA SANTO DEL GIORNO – Mercoledì 26 Agosto 2026 La Chiesa oggi ricorda:- Sant'Alessandro di Bergamo – Patrono di Bergamo, soldato romano della legione tebea, martirizzato nel 303 d.C. per essersi rifiutato di perseguitare i cristiani sotto Diocleziano. È il Santo più festeggiato oggi.Altri Santi: Santa Teresa di Gesù Jornet e Ibars (fondatrice delle Piccole Suore degli Anziani Abbandonati), San Zeferino Papa, San Melchisedec.Auguri a tutti gli Alessandro, Sandro, Alessandra! VANGELO DEL GIORNO – Mercoledì 26 agosto 2026
XXI Settimana del Tempo Ordinario – Anno BDal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,27-32)In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, colmate pure la misura dei vostri padri!».Parola del Signore.
DI MIKI PAPPACODA PIANO DI SORRENTO – Attimi di paura questo pomeriggio ai Colli di San Pietro, snodo cruciale della SS 163 Amalfitana tra Piano di Sorrento e Positano.Un incendio di sterpaglie e vegetazione è divampato nella zona dello Scaricatoio, a ridosso della carreggiata. Fiamme alte e una densa colonna di fumo nero visibile anche dal mare, che ha mandato in tilt la circolazione.Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento con due squadre, la Protezione Civile comunale e i Carabinieri della stazione di Piano. Il traffico sulla Statale è stato deviato e rallentato per oltre un'ora per consentire le operazioni di spegnimento in sicurezza.Secondo le prime informazioni, il rogo – favorito dal vento e dalla vegetazione secca – si sarebbe originato a bordo strada e si è rapidamente propagato verso la macchia mediterranea. Non risultano coinvolte abitazioni.Per fortuna nessun ferito. Resta da chiarire la natura dell'innesco: non si esclude l'origine dolosa o una sigaretta lanciata da un'auto di passaggio, fenomeno purtroppo ricorrente nella zona.La zona dei Colli di San Pietro è purtroppo nota per episodi simili: solo nel novembre 2024 un'auto prese fuoco sullo stesso tratto, e più volte è stata segnalata la presenza di rifiuti abbandonati che aumentano il rischio incendi.Le operazioni di bonifica sono ancora in corso. Si raccomanda prudenza agli automobilisti in transito.Seguiranno aggiornamenti.
DI MICHELE PAPPACODA Da mesi le barriere di cantiere occupano la sede stradale senza alcun lavoro in corso. Cittadini: "Pericolo per pedoni e auto"CASTELLAMMARE DI STABIA – Transenne arrugginite, new jersey spostati, nastro bianco e rosso strappato. In via Plinio, una delle strade più trafficate e storiche della città, a due passi dagli Scavi di Stabia, va in scena l'ennesimo caso di cantiere fantasma.Da segnalare la situazione sono stati alcuni residenti e commercianti della zona. Le transenne, posizionate per delimitare quello che doveva essere un intervento su strada – probabilmente legato a sottoservizi – sono state abbandonate a se stesse. Nessun operaio, nessun cartello con gli estremi dei lavori e i tempi di fine cantiere, nessun responsabile.Il risultato è sotto gli occhi di tutti:Marciapiede occupato: le barriere metalliche invadono quasi interamente il marciapiede, costringendo pedoni, mamme con passeggini e anziani a scendere in strada, con grave rischio per l'incolumità.Pericolo stradale: di sera le transenne sono poco visibili. Più di un automobilista ha rischiato di urtarle.Degrado e rifiuti: all'interno dell'area delimitata si sono accumulati rifiuti, bottiglie e sterpaglie. Le barriere stesse sono diventate ricettacolo di manifesti abusivi."È una vergogna – denuncia un residente – Via Plinio è il biglietto da visita per chi va agli Scavi e all'ospedale. Così diamo un'immagine di abbandono totale. Quel cantiere non esiste più, sono solo ferraglie lasciate lì".Una situazione che purtroppo non è isolata a Castellammare, dove il tema delle aree abbandonate e non messe in sicurezza è tornato al centro del dibattito dopo l'ordinanza della Commissione Straordinaria per l'ex Colonia dei Ferrovieri, anch'essa recintata con barriere provvisorie ritenute non idonee a garantire la sicurezza.I cittadini ora chiedono un intervento immediato dell'Ufficio Tecnico Comunale e della Polizia Municipale: rimuovere le transenne se i lavori sono conclusi, oppure mettere in sicurezza l'area e ripristinare il passaggio pedonale, sanzionando la ditta responsabile dell'abbandono.In una città che aspira a rilanciarsi sul turismo archeologico, lasciare via Plinio in queste condizioni è un pessimo segnale.Segnalazioni e foto possono essere inviate in redazione.
DI MICHELE PAPPACODA AMALFI – I punti sono diversi. Anzi, diversissimi. Ma hanno un elemento comune che inizia a preoccupare anche chi, per posizione, non ha alcun interesse a fare opposizione per partito preso: decisioni, ordinanze, progetti e gestione quotidiana sembrano procedere senza un adeguato coordinamento e, soprattutto, senza una comunicazione amministrativa sufficientemente chiara.Presi singolarmente, ogni episodio può essere giustificato, minimizzato, rimpallato su altri enti. Messi insieme, però, compongono un quadro politicamente pesante.Ecco il quadro:- Stabilimenti balneari chiusi. Non è un dettaglio stagionale. È un problema che incide direttamente sull'economia reale e sull'immagine turistica di una città che del mare fa il suo biglietto da visita nel mondo. Ogni ombrellone chiuso ad agosto è un danno d'immagine che rimbalza sulle recensioni, sui social, sui tour operator.- Scuola non pronta per l'inizio dell'anno scolastico. Riguarda direttamente le famiglie, gli studenti, i docenti. Non è percepito come un intoppo tecnico, ma come una mancanza di programmazione su un appuntamento che, per definizione, ha la stessa data ogni anno.- L'eco-mostro di Pogerola. Una ferita urbanistica e paesaggistica che continua a essere percepita dalla cittadinanza come il simbolo di una gestione discutibile del territorio. Anni di rinvii, di annunci, di cantieri fermi.- La vicenda della spiaggia libera e le accuse di discriminazione sollevate dall'on. Borrelli. Indipendentemente da come si concluderà dal punto di vista giudiziario o amministrativo, l'episodio ha avuto una fortissima esposizione pubblica nazionale, proiettando Amalfi in una luce che non le appartiene.- Ordinanze che rinviano a planimetrie difficili da reperire. Quando un cittadino, un commerciante o un bagnino non riesce nemmeno a individuare con chiarezza gli allegati che dovrebbero consentirgli di comprendere una disposizione che lo riguarda, il problema smette di essere burocratico e diventa di trasparenza.- Il PAD. Un tema delicatissimo, su cui le lacune documentali o interpretative possono diventare particolarmente problematiche, perché toccano attività economiche e concessioni.- I cinghiali sulla spiaggia. L'episodio in sé fa quasi sorridere, ma è diventato involontariamente la metafora perfetta di una situazione che, agli occhi del residente, sembra sfuggire al controllo.- Il piano di massima occupabilità. Una misura necessaria, ma che meriterebbe di essere verificata attentamente nei suoi effetti concreti sullo spazio pubblico, tra tavolini, dehors e passaggio pedonale.- La mobilità. Probabilmente il problema più visibile a chi vive Amalfi. Il caos quotidiano tra traffico impazzito, porters, golf kart, carrelli elevatori, autobus di linea, NCC, auto private, scooter e flussi turistici ingestibili. Un groviglio irrisolto.Il punto politico, sia chiaro, non è dire che "va tutto male". Sarebbe troppo semplice, demagogico e facilmente contestabile con l'elenco delle cose fatte.La domanda che poniamo, e che molti cittadini ci pongono, è un'altra, più insidiosa:L'amministrazione sta ancora governando i singoli problemi oppure sta semplicemente rincorrendo gli eventi, spegnendo un incendio dopo l'altro?Perché quando gli episodi diventano troppi, diversi tra loro e apparentemente scollegati, il cittadino comincia inevitabilmente a chiedersi se esista ancora una visione complessiva della città. Una regia.E ad Amalfi, dove ogni errore amministrativo ha un costo economico, ambientale, sociale e d'immagine immediatamente amplificato dalla sua notorietà internazionale, la sensazione stessa di perdere il controllo può diventare, essa stessa, il principale problema amministrativo.
DI MICHELE PAPPACODA AMALFI – L'idea era ottima. Con la Delibera di Giunta n. 28 del 6 marzo 2023, il Comune di Amalfi aderì al programma ministeriale "Mangiaplastica", il fondo sperimentale da 27 milioni nato con il Decreto Clima per incentivare la raccolta e il riciclo delle bottiglie in PET attraverso eco-compattatori.Per farlo, il Comune ottenne un finanziamento di 29.500 euro – il tetto massimo previsto per un eco-compattatore ad alta capacità – destinato all'acquisto di un macchinario da collocare in un punto dal forte valore simbolico: Piazza Spirito Santo, nei pressi dell'Istituto Comprensivo "G. Sasso". Luogo strategico, facilmente controllabile e soprattutto educativo, per sensibilizzare i più giovani.La macchina è stata poi installata nel gennaio 2024.Sono passati oltre due anni e mezzo dalla delibera e 19 mesi dall'installazione. E l'obiettivo, sulla carta condivisibilissimo – incentivare la raccolta della plastica, favorirne il riciclo in ottica bottle-to-bottle e promuovere sensibilità ambientale – merita un bilancio.Un bilancio che, ad oggi, manca.Le domande che i cittadini si pongono sono semplicissime:Quante bottiglie sono state raccolte dal gennaio 2024 ad oggi?Quanti chilogrammi di PET sono stati effettivamente recuperati e avviati a riciclo?Qual è stato l'effettivo utilizzo della macchina da parte dei cittadini? C'è un sistema premiale con app, come in altri Comuni?L'eco-compattatore è tuttora funzionante o è fermo, come segnalano alcuni genitori?Domande non polemiche, ma doverose. Perché il programma Mangiaplastica prevede per legge un sistema trasparente di tracciamento dei volumi raccolti, proprio per rendicontare gli obiettivi UE che impongono il 77% di raccolta entro il 2025 e il 90% entro il 2030.In altri Comuni campani i dati sono pubblici: a Genova, per fare un esempio, 12 macchine hanno sfiorato il milione di bottiglie in 4 mesi. A Roma, le inaugurazioni sono avvenute con i bambini protagonisti del primo conferimento.Ad Amalfi, invece, silenzio. Nessun dato pubblicato sul sito del Comune, nessuna comunicazione sull'andamento della raccolta, nessun report sull'eventuale risparmio in termini di CO2 o di riduzione del rifiuto indifferenziato.Insomma, dopo oltre due anni e quasi 30mila euro di fondi pubblici, sarebbe interessante capire se ad Amalfi abbiamo davvero una "Mangiaplastica" che lavora a pieno regime, magari con le scuole coinvolte in un progetto didattico, oppure se abbiamo semplicemente una macchina griffata Ministero dell'Ambiente che, almeno per ora, sembra essere rimasta a digiuno.L'Amministrazione chiarisca. I cittadini, e soprattutto i ragazzi del Sasso, hanno diritto di sapere quanto ha mangiato la loro Mangiaplastica.
di MICHELE PAPPACODA È stato un vero bagno di folla ieri sera al Porto Turistico di Amalfi per lo show comico inserito nel cartellone dell'Amalfi Summer Fest 2026, promosso dall'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Milano e curato dall'assessore Enza Cobalto.Palco sul mare, platea gremita fin dalle 20, con tanti turisti stranieri e famiglie amalfitane. Un'ora e mezza di spettacolo, tra monologhi sulla Costiera, vita di coppia e improvvisazioni con il pubblico della prima fila. Applausi a scena aperta.Al termine della serata, l'omaggio dell'Amministrazione comunale: sul palco è stata consegnata al comico una maglietta personalizzata della FC Costa d'Amalfi, la squadra del cuore della città, con il suo nome e il numero 10. Un regalo che ha strappato sorrisi e foto di rito con il sindaco e gli organizzatori.Poi, tutti in Costiera. Il comico, accompagnato dallo staff e da alcuni amministratori locali, si è spostato nella vicina Minori per una cena privata nel ristorante di Sal De Riso, sulla spiaggia. Tavolo riservato, vista mare, chiusura in dolcezza con la celebre ricotta e pere e una torta al limone offerta dal pastry chef.Una serata che ha unito spettacolo, promozione del territorio e gusto: l'ennesimo centro per l'estate amalfitana.
DI MIKI PAPPACODA GENOVA – Marassi – Subito in fuga. Il Napoli campione d'Italia parte con una vittoria da grande squadra a Genova e mette subito in chiaro le cose: 0-2 al Ferraris, firma di Kevin De Bruyne e Antonio Vergara.LA PARTITA – Conte la sblocca solo nella ripresa. Primo tempo bloccato, Genoa di De Rossi arroccato con 5-3-2 e Napoli che gira palla ma non sfonda. Hojlund sbaglia un gol fatto al 38'.Al 53' la svolta: entra De Bruyne per Politano (affaticamento) e cambia la partita. Al 61' proprio il belga inventa: punizione dal limite, Bijlow respinge corta, Vergara da due passi fa 0-1. È il primo gol in A per il baby di Frattamaggiore.Il Genoa prova a reagire, Ostigard di testa sfiora il pari, ma all'81' il capolavoro: De Bruyne riceve da Anguissa, finta, destro a giro sul secondo palo. 0-2 e Marassi che applaude.Esordio con assist anche per Beukema e Lucca entrato nel finale.IL TABELLINO
GENOA (3-5-2): Bijlow; Ostigard (75' Marcandalli), Bani, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Malinovskyi (68' Sow), Thorsby, Martin; Vitinha (68' Colombo), Ekuban. All. De Rossi
NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Spinazzola (70' Gutierrez); Anguissa, Lobotka, McTominay (60' Vergara); Politano (53' De Bruyne), Hojlund (70' Lucca), Neres. All. Conte
Marcatori: 61' Vergara, 81' De Bruyne
Ammoniti: Sabelli, Frendrup, AnguissaIl Napoli vola a 3 punti, miglior difesa e primo posto in attesa delle altre. La prima di campionato è già da scudetto.VOTA IL MIGLIORE IN CAMPO:De Bruyne - gol + magiaVergara - primo gol in A, predestinatoAnguissa - diga e assistDi Lorenzo - capitano ovunque