COSTIERA AMALFITANA NEWS La macchina "Mangiaplastica" di Amalfi: quanto ha mangiato davvero?

/image%2F1394276%2F20260823%2Fob_449a6f_2.jpg)
DI MICHELE PAPPACODA AMALFI – L'idea era ottima. Con la Delibera di Giunta n. 28 del 6 marzo 2023, il Comune di Amalfi aderì al programma ministeriale "Mangiaplastica", il fondo sperimentale da 27 milioni nato con il Decreto Clima per incentivare la raccolta e il riciclo delle bottiglie in PET attraverso eco-compattatori.Per farlo, il Comune ottenne un finanziamento di 29.500 euro – il tetto massimo previsto per un eco-compattatore ad alta capacità – destinato all'acquisto di un macchinario da collocare in un punto dal forte valore simbolico: Piazza Spirito Santo, nei pressi dell'Istituto Comprensivo "G. Sasso". Luogo strategico, facilmente controllabile e soprattutto educativo, per sensibilizzare i più giovani.La macchina è stata poi installata nel gennaio 2024.Sono passati oltre due anni e mezzo dalla delibera e 19 mesi dall'installazione. E l'obiettivo, sulla carta condivisibilissimo – incentivare la raccolta della plastica, favorirne il riciclo in ottica bottle-to-bottle e promuovere sensibilità ambientale – merita un bilancio.Un bilancio che, ad oggi, manca.Le domande che i cittadini si pongono sono semplicissime:Quante bottiglie sono state raccolte dal gennaio 2024 ad oggi?Quanti chilogrammi di PET sono stati effettivamente recuperati e avviati a riciclo?Qual è stato l'effettivo utilizzo della macchina da parte dei cittadini? C'è un sistema premiale con app, come in altri Comuni?L'eco-compattatore è tuttora funzionante o è fermo, come segnalano alcuni genitori?Domande non polemiche, ma doverose. Perché il programma Mangiaplastica prevede per legge un sistema trasparente di tracciamento dei volumi raccolti, proprio per rendicontare gli obiettivi UE che impongono il 77% di raccolta entro il 2025 e il 90% entro il 2030.In altri Comuni campani i dati sono pubblici: a Genova, per fare un esempio, 12 macchine hanno sfiorato il milione di bottiglie in 4 mesi. A Roma, le inaugurazioni sono avvenute con i bambini protagonisti del primo conferimento.Ad Amalfi, invece, silenzio. Nessun dato pubblicato sul sito del Comune, nessuna comunicazione sull'andamento della raccolta, nessun report sull'eventuale risparmio in termini di CO2 o di riduzione del rifiuto indifferenziato.Insomma, dopo oltre due anni e quasi 30mila euro di fondi pubblici, sarebbe interessante capire se ad Amalfi abbiamo davvero una "Mangiaplastica" che lavora a pieno regime, magari con le scuole coinvolte in un progetto didattico, oppure se abbiamo semplicemente una macchina griffata Ministero dell'Ambiente che, almeno per ora, sembra essere rimasta a digiuno.L'Amministrazione chiarisca. I cittadini, e soprattutto i ragazzi del Sasso, hanno diritto di sapere quanto ha mangiato la loro Mangiaplastica.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)