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SEZ. VANGELO E METEO DEL 31.05.2025 A CURA DI MIKI PAPPACODA

31 Maggio 2025, 07:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO DEL 31.05.2025 A CURA DI MIKI PAPPACODA

A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Felice da Nicosia religioso O.F.M. Cap. (1715-1787) S. Camilla Battista Varano badessa (1458-1524) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,39-56. In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Le Repubbliche Marinare celebrano ad Amalfi una manifestazione di pace

25 Maggio 2025, 14:10pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

A CURA DI MATTEO BOTTONE E venne il giorno delle Repubbliche Marinare. Della rievocazione storica. Uno spettacolo nello spettacolo, il trionfo di colori che ha contaminato la festosa piazza di Atrani gremita in ogni dove per la presentazione degli equipaggi di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia che domani alle 12.30 si sfideranno nel 70° palio remiero.

E così l’azzurro di Amalfi si è miscelato al bianco di Genova, al rosso di Pisa e al verde di Venezia consolidando quei sentimenti di fratellanza e lanciando al contempo un forte messaggio di pace. Già, perché quell'accanita lotta per l'egemonia dei traffici e della marineria rivive solo agonisticamente. Per otto minuti in quei 2000 metri di regata che con la sua storia è una sintesi di cultura, sport, identità.

«Rivediamo con piacere i colori di Genova. Pisa e Venezia nel nostro magnifico territorio per questa edizione della regata delle antiche Repubbliche Marinare - ha detto il Sindaco, Daniele Milano - È la settantesima e il significato di questa edizione così particolare lo abbiamo impresso nel manifesto: per la prima volta, abbiamo messo i rematori di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Rappresentano lo sforzo delle Amministrazioni comunali, dei comitati cittadini, degli equipaggi, dei figuranti, degli staff che dal 1956 hanno condotto questa manifestazione fino ad oggi. E questa immagine è rivolta verso l'alto, verso il futuro perché ci auguriamo che continui ancora per decenni e decenni. Questo è il tributo che dobbiamo fare alle nostre città per essere riuscite a realizzare un sogno: quello dei nostri antenati che nel dopoguerra hanno immaginato un evento di rinascita. Amalfi, Genova, Pisa e Venezia nel Medioevo si sono fatte la guerra, oggi invece celebrano una manifestazione di pace. È vero, per 8 minuti siamo l'uno contro l'altro, ma questa è una manifestazione di amicizia, quindi è la dimostrazione pratica che la competizione può cambiare e che la guerra diventa pace. Questo è l’augurio che facciamo al mondo intero. Un ringraziamento va a chi ha curato questa settantesima edizione particolarmente complessa dal punto di vista organizzativo - ha aggiunto Daniele Milano - Siamo andati avanti è stato un po' come la regata degli equipaggi femminili che hanno fatto uno sforzo immane vogando controvento. È stato così anche per noi. E poi un pensiero all'equipaggio di casa, l'equipaggio di Amalfi, perché io dico sempre, che si vinca o si perda, si tifa sempre Amalfi. E noi lo faremo anche domani senza paura. Un anno di preparazione che si consuma in 8 minuti è una cosa feroce, disumana e noi sappiamo che daranno l'anima per la nostra città e la nostra bandiera».

E proprio la bandiera di Amalfi con la sua croce irsuta di otto punte, un tempo consegnata in una cerimonia intima e riservata, è stata affidata dal Sindaco di Amalfi pubblicamente nelle mani del capovoga Luigi Lucibello e del timoniere Vincenzo Di Palma che hanno raccolto l’applauso della folla assiepata in piazza ma anche su finestre e balconi, insieme al resto dell’equipaggio composto da Vincenzo Abbagnale, Giovanni Abagnale, Salvatore Monfrecola, Nunzio Di Colandrea, Giovanni Ruocco, Luigi Proto Alfonso Scalzone (Gabriele Amato, Giovanni Bottone e Aniello Sabbatino sono le riserve) e allo staff tecnico guidato da Antonio La Padula.

«Nel cofanetto in cui è custodito il vessillo di Amalfi c’è l'immagine di Fabio Borgese e anche chi non è della Costiera sa che lo abbiamo nel cuore - ha aggiunto il Sindaco Daniele Milano - Con la consegna della bandiera noi affidiamo al timoniere al capovoga una missione: ora ci dovranno portare al traguardo nella migliore maniera possibile e sappiamo che lo faranno. In bocca al lupo ragazzi».

Ultime al traguardo sono giunte le ragazze di Amalfi impegnate nella gara femminile svoltasi prima della presentazione. Mare crudele per Silvia Ingenito, Giulia Landolfi, Gaia Colasante, Gioconda Iannicelli, Angelina Iannicelli, Isabella Carrano, Lisa Franzese, Alesia Murzich (al timone Alessandra Faella) che hanno vogato controvento da Marmorata ad Atrani su un percorso di mille metri. Per loro la consolazione dell’affetto e del calore della folla che doma affollerà i belvedere per sostenere il galeone di Amalfi.

Suggestione all'imbrunire per il passaggio sotto costa della Amerigo Vespucci, che ha tributo il suo saluto alle quattro regine dei mari i cui vessilli sono contenuti nelle bandiere della Marina Militare. Applausi e folla delle grandi occasioni per la sfilata del grande Corteo Storico composto da oltre trecento figuranti e le cui figure rappresentative domani faranno da cornice alla giornata conclusiva della 70esima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare.

 

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi conquista la piazza d’onore nel Palio delle Repubbliche Marinare

25 Maggio 2025, 14:06pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Descrizione

A CURA DI MATTEO BOTTONE Dopo mille anni Amalfi è tornata ancora una volta a parlare al mondo del suo glorioso passato. Della sua opulenza e del suo potere che racconta di traffici con l’Oriente, di fondachi e di commerci. Ma anche di battaglie per il dominio del Mediterraneo. La più piccola delle quattro regine dei mari, ha narrato la sua storia insieme con quelle di GenovaPisa Venezia nella 70ª edizione della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare d’Italia culminata oggi con un avvincente palio remiero. Il momento agonistico più atteso in cui solo per otto minuti rivivono le storiche rivalità. Sul campo di regata, disegnato nello specchio di mare compreso tra Capo di Vettica e la spiaggia grande di Amalfi, è stata battaglia a colpi di vogata con i quattro galeoni che quasi scomparivano tra la spuma delle onde.

Alla fine, dopo un serrato testa a testa almeno fino ai 1500 metri, l’ha spuntata Genova che ha allungato il passo precedendo sul traguardo nell’ordine Amalfi, Pisa e Venezia. Una sfida avvincente quella tra i quattro galeoni che si rinnova a suon di muscoli e remi. Da 70 edizioni. E quest’anno per la Regata delle repubbliche marinare lo scenario è stato quello del mare di Amalfi dove l’euforia dei sostenitori ha fatto da cornice a un evento spettacolare. Da i balconi alla spiaggia, dai moli alle scogliere, dalle antiche torri al sinuoso nastro d’asfalto è stato un trionfo di entusiasmo e di colori con quei vessilli delle quattro repubbliche marinare svettanti ai venti di tutti i mari che legano ancora oggi il passato con il presente. Amalfi, che ha riconosciuto i meriti ai vincitori, ha celebrato i suoi otto vogatori azzurri che hanno onorato con una gara strepitosa la bandiera “irsuta d’otto punte”. 

«L’immagine più emozionante per me è stata l’uscita del Galeone di Amalfi dal Porto, prima della gara, accompagnato dal calore dei tifosi, fatto di cori, sirene e coreografie. Da pelle d’oca. Sventoliamo le nostre bandiere in questo momento perché siamo orgogliosi del nostro equipaggio - ha detto il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano - I ragazzi hanno fatto una grandissima gara. Più forti di noi soltanto Genova a cui facciamo i complimenti. Un plauso va anche agli equipaggi di Pisa e Venezia che si sono battuti con onore. La Regata è una grande festa che richiede un'organizzazione enorme e quindi vorrei riservare il mio grazie all'Amministrazione Comunale al Comitato Cittadino di Amalfi che da mesi lavora a questo evento. Non era scontato nel 1956 immaginare che saremmo arrivati alla 70esima edizione. Ed è stata un'emozione sentire il sindaco di Pisa fare il lancio per la prossima. Noi continueremo ad impegnarci per dare forza a questa manifestazione che è nata tra realtà che un tempo si facevano la guerra e oggi invece competono solo per una gara che dura 8 minuti. L'applauso di Amalfi è tutto per i nostri vogatori!».

La festa finale con la consegna del trofeo assegnato a Genova si è svolta ai piedi del monumento a Flavio Gioia dove tutti i rappresentanti delle città consorelle hanno tributato ad Amalfi, città ospitante di questa edizione, parole di elogio. «Questi ragazzi sono stati tutti bravissimi, hanno faticato tutto l'anno per giocarsela in otto minuti e alla fine ha vinto Genova. Ma festeggiamo tutti gli atleti e soprattutto la bellezza dello scenario amalfitano che per questa regata è veramente un contesto superlativo» ha detto Guido Barbazza, Presidente Municipio VII Ponente Genova. 

 

Ma l’evento non è stato limitato solo alla gara tra le quattro imbarcazioni, tanto attesa da appassionati e da sportivi. La Regata delle Repubbliche Marinare ha offerto soprattutto un tuffo nella storia per far rivivere i fasti di un tempo. Teatro della rievocazione, ieri, è stato il pulsante centro commerciale della città dove si è conclusa la sfilata del grande corteo storico, formato da oltre trecento figuranti e che col suo spettacolo, le sue coreografie, i suoi colori, ha ricordato le glorie e i fasti delle repubbliche marinare. Suggestione all'imbrunire per il passaggio sotto costa della Amerigo Vespucci, che ha tributato il suo saluto alle quattro regine dei mari i cui vessilli sono contenuti nelle bandiere della Marina Militare. Appuntamento a Pisa nel 2026 per la 71a edizione.

 

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COSTIERA AMALFITAA NEWS Atterraggio elicottero a Maiori, vento e gru ostacolano i soccorritori: serve un'elisuperfice a Castiglione

25 Maggio 2025, 13:58pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Maiori News - Rete emergenza, in vista della stagione turistica nuovi siti  di atterraggio per l'elisoccorso in Costiera Amalfitana

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Poteva finire in tragedia l'emergenza sanitaria avvenuta questa mattina in Costa d’Amalfi. Un uomo di circa 40 anni, residente ad Agerola, è stato colto da un malore che ha richiesto l'intervento urgente dell'eliambulanza. Trasportato in ambulanza al campo sportivo di Maiori, scortato dalla Polizia Municipale, il paziente ha dovuto attendere preziosi minuti nella speranza che l'elicottero riuscisse ad atterrare, cosa resa impossibile dalle forti raffiche di vento. Da qui il trasferimento verso il porto turistico di Maiori dove lo stesso vento e la presenza di una gru nell'area designata per l’atterraggio hanno reso complesse l'operazione, perdendo ulteriore tempo. Califano Tailored Engineering - Rilievi tecnici, Rilievi architettonici di precisione, Cad, Rilievi Topografici, Foto aeree, Ortofoto, Nuovole di punti, Rilievi Tridimensionali Il pilota, con grande abilità, ha effettuato una manovra impeccabile, portando a termine la missione, ma resta l'amarezza per una situazione che si ripete da anni e che continua a mettere a rischio la vita delle persone. A distanza di anni dall'apertura del presidio ospedaliero di Castiglione di Ravello, avvenuto successivamente alla morte di Salvatore Quasimodo nel 1993, nulla è stato fatto per dotarlo di una piattaforma di elisoccorso funzionale e sicura. Una carenza grave, soprattutto per i comuni più lontani come Praiano e Positano, che nei casi di emergenza si ritrovano penalizzati da tempi di intervento lunghi e complicati. Mentre si riempiono le piazze per festeggiare le vittorie sportive, quando si tratta di scendere in strada per difendere il diritto alla salute si resta in silenzio: chi di competenza intervenga immediatamente! IL VESCOVADO

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SEZ.RICETTE Tagliatelle ai funghi porcini

25 Maggio 2025, 13:39pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Tagliatelle ai funghi porcini

A CURA DI MIKI PAPPACODA Le tagliatelle ai funghi porcini sono un primo piatto tradizionale della cucina italiana amato e diffuso in tutto il mondo. Una volta cotta la pasta viene saltata in un ricco condimento a base di deliziosi funghi porcini freschi, aglio e prezzemolo. Per un risultato da dieci e lode il mio consiglio è quello di preparare le tagliatelle all’uovo in casa; in questo modo la combo di pasta fatta in casa e funghi freschi sarà un connubio stupefacente.

Ingredienti

Per la pasta (oppure 320 g di pasta secca)
  • Farina 00400 g
  • Uova mediegrandi (70 g )4
Per il sugo ai funghi
  • Funghi freschiporcini, puliti500 g
  • Olio extravergine d’oliva50 g
  • Prezzemolotritato10 g
  • Aglio2 spicchi
  • Saleq.b.
  • Pepemacinato frescoq.b.

Procedimento

Per la pasta fresca

Incomincia dalla pasta fresca all’uovo. In questa ricetta utilizzo la planetaria. Se non ne hai una, puoi guardare qui
come preparare le tagliatelle all’uovo a mano

Nella ciotola di una planetaria munita di foglia metti la farina, le uova e aziona la planetaria a velocità media fino a quando l’impasto sarà omogeneo. Spegnila, quindi trasferisci l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e lavoralo fino a farlo diventare liscio, quindi conferisci all’impasto una forma sferica. Lascialo riposare per mezz’ora coperto con una ciotola rovesciata.

Come preparare l'impasto per le tagliatelle ai funghi porcini

Ora puoi tirare la pasta: tagliane un pezzetto di circa 100 g, appiattiscilo, passalo nella farina e nel rullo della macchina tira pasta impostato sullo spessore più largo.

Come tirare la pasta per fare le tagliatelle ai funghi porcini

Imposta gradualmente uno spessore inferiore, facendo 2 o 3 passaggi ogni volta che riduci la misura; puoi scegliere di ottenere sfoglie molto sottili arrivando fino all’ultima tacca della macchina tira pasta, oppure un po’ più spesse arrivando alla penultima tacca.

Se la sfoglia dovesse stracciarsi o bucherellarsi durante un passaggio, significa che è troppo umida: ripiegala, passala nella farina e poi di nuovo tra i rulli.

A questo punto, avrai ottenuto una sfoglia resistente e sottile. Fai la stessa cosa con il resto dell’impasto.
Quando avrai tirato tutte le sfoglie, potrai passare ognuna di esse nel rullo per tagliare le tagliatelle. Una volta ottenute, spolverizzale leggermente con la farina e disponile a nido su uno strofinaccio pulito e infarinato senza sovrapporle.

Come trafilare le tagliatelle all'uovo fresche

Per il sugo ai funghi porcini

Pulisci per bene i funghi porcini, tagliando o grattando via con un coltellino la terra dalla base del fungo.
Se i funghi non sono molto sporchi, spazzolali con una piccola spazzola dalle setole morbide, cercando di eliminare tutta la terra che vi è attaccata.

Se invece lo sono, sciacquali velocemente sotto un getto di acqua fredda. Non lasciare mai i funghi in ammollo nell’acqua, altrimenti la assorbiranno come una spugna, rilasciandola in cottura e rovinando il risultato.

Quando avrai pulito tutti i funghi porcini, tagliali a fettine dello spessore di 3-4 mm. Metti in una capiente padella l’olio extravergine insieme all’aglio schiacciato e fallo dorare; unisci i funghi e lascia cuocere a fiamma media per massimo 10 minuti aggiustando di sale e pepe. Spegni il fuoco e aggiungi il prezzemolo tritato finemente.

Metti a bollire una pentola di acqua salata; lessa le tagliatelle, scolale molto al dente e uniscile al condimento di funghi porcini, facendole saltare e amalgamando il tutto aggiungendo un po’ di acqua di cottura per rendere il tutto più cremoso. Le tue tagliatelle ai funghi porcini sono pronte per essere gustate!

Come amalgamare le tagliatelle con il sugo ai funghi porcini

 FONTE https://www.soniaperonaci.it/tagliatelle-ai-funghi-porcini/

 

 

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FAVOLE E RACCONTI Il Brutto Anatroccolo

25 Maggio 2025, 13:30pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Il brutto anatroccolo - Raffaello Ragazzi

 A CURA DI MICHELE PAPPACODA C'era una volta un anatroccolo, così brutto, ma così brutto, che tutti lo schivavano, compresi i suoi fratelli. Già la sua nascita era stata un problema. Infatti le uova covate da mamma anitra si erano schiuse tutte da un bel po', mentre quella che conteneva lui non voleva saperne di aprirsi.

"Non viene alcun segno di vita, da quest'uovo", pensava malinconicamente mamma anitra, incerta se dedicarsi a educare i suoi figli, ormai abbastanza saldi sulle loro zampette, o se insistere invece nell'impresa, e proseguire a covare quell'ultimo uovo.

Ma le madri, si sa, non rinunciano mai alla speranza: così essa rimase nel nido, nonostante le altre anitre le consigliassero di rassegnarsi e di abbandonare quell'uovo al suo destino.

"È tempo perso", le dicevano.

"E se non lo fosse?", lei rispondeva.

La sua ostinazione e il suo amore ebbero ragione. Alla fine il guscio prese a incrinarsi, si ruppe, ne uscì una strana creatura. Strana a cominciare dal colore delle sue piume, che erano nere: e non s'era mai visto un anatroccolo con le piume nere.

"Dev'essere un incrocio di tacchino", sentenziarono le anitre adulte, con mille sottintesi di cattiveria.

Però mamma anitra sapeva il fatto suo. Chi mai poteva convincerla di non aver fatto le cose per bene? Perciò disse forte che quest'ultimo nato non solo non le dispiaceva per nulla, ma si sentiva di amarlo ancora di più.

"E poi, perché dovrebbe essere brutto?", lo difendeva. "Non è detto che lo dobbiamo considerare brutto per il solo fatto che è diverso da noi, dai suoi fratelli".

Ma proprio i suoi fratelli si dimostrarono subito di opinione diversa.

"Non lo vogliamo con noi. Ci fa perdere il credito. Per carità, portalo da qualche parte, in modo che non torni più qui".

E siccome gli anatroccoli belli sanno essere cattivi, gli si avventarono contro e cominciarono a prenderlo a beccate sulla testa.

Il Brutto Anatroccolo - Le anatre si addestrano al voloPoi, per darsi delle arie, si tuffarono nello stagno dove si stavano addestrando al nuoto, per dimostrargli quanto fossero bravi. Anche il Brutto Anatroccolo si tuffò, e prima che gli spiegassero la lezione l'aveva imparata.

"Non sarà proprio bello, ma guardate quant'è intelligente", cercò di incoraggiarlo la madre. "Ed è anche buono. Infatti alle vostre sgarberie non si rivolta. Preferisce sopportare e tacere".

Molto irritati da queste parole, i suoi fratelli alzarono ancora di più il collo e le ali, secondo l'abitudine di chi vuole apparire più di quello che è davvero. E, ancora secondo la stessa abitudine, smisero d'interessarsi a lui, fecero come se non esistesse. E questo fa anche più male a chi è sensibile.

Trattenendo il pianto, il Brutto Anatroccolo cercò una via d'uscita alla sua situazione.

"Prendo atto che qui non mi vogliono. Forse è meglio che tolga l'incomodo. Non credo che morrò di fame, la Provvidenza è grande. Dovrei dunque riuscire a cavarmela da solo".

Così, senza salutare, si fece forza, si sollevò di qualche metro e raggiunse un canneto non molto lontano.

"Mi dispiace soprattutto per la mamma", pensava durante il volo, "perché so che ne soffrirà. Comunque, ho tolto un fastidio anche a lei: non ci sarà più motivo di contrasti, in famiglia".

Il Brutto Anatroccolo - Il piccolo anatroccolo spaventato si nasconde nel cannetoLa vita nel canneto si svolgeva senza preoccupazioni, ma mancavano le occasioni di gioia. Le anitre selvatiche che vi abitavano, infatti, non potevano costituire una famiglia, per l'anatroccolo. Ognuna pensava solo per sé e pareva felice di compiere brevi e frequenti voli, di procurarsi il cibo giorno dopo giorno.

"Resta pure con noi", gli dissero, gentili, ma senza quel calore di cui il poverino aveva bisogno. "Qui non potrà capitarti nulla. Se ti accontenti, vedrai, ti troverai bene".

Invece, sopraggiunto l'autunno, nel canneto arrivarono i cacciatori. E fu la guerra. Una guerra dove le anitre avevano una sola arma, la fuga. Tuttavia, per quanto fuggissero con il cuore che gli batteva forte, venivano colpite in volo dalle fucilate o venivano snidate dai cani. Anche il Brutto Anatroccolo, che si era nascosto in un cespuglio, fu avvistato da un cane. Sentendosi i latrati addosso, uscì allo scoperto, in attesa che la sua sorte si compisse.

Il segugio però, nel vederlo, si fermò di botto. Lo annusò, quindi se la dette a gambe, spaventato da quella "strana" apparizione.

"Essere brutti, dunque, qualche volta è un vantaggio", pensò l'anatroccolo. "Può persino salvarti la vita".

Diventato insicuro anche il canneto, bisognava comunque trovarsi un posto adatto ad affrontare l'inverno ormai prossimo.

"Vuol dire che tenterò un volo più lungo. Ci sarà pure qualcuno che vorrà prendermi con sé. Sono solo, è vero. Sono brutto e povero. Ma io saprei tenere buona compagnia a chi è solo come me", s'incoraggiò.

La Provvidenza lo guidò in una casa isolata, dove viveva una vecchina, che però la compagnia già l'aveva: la compagnia d'un gatto e di una gallina. Il gatto le scaldava il letto, dormendole sulle coperte. La gallina ogni giorno le regalava un bell'uovo.

Non visto, il Brutto Anatroccolo s'intrufolò in casa, passando da una finestra lasciata aperta. Ed era così stanco e infreddolito che subito cadde in un sonno profondo.

L'indomani fu svegliato dal gatto che l'annusava e dalla gallina che gli girava attorno incuriosita.

"Guarda, un'anitra", esclamò la vecchietta quando lo vide. "Chissà se è maschio o femmina. Bisognerà aspettare. Se è femmina, mi farà le uova anche lei. Potrei venderle e ricavarne qualche soldo".

Così gli offrì ospitalità, seppure interessata. Il Brutto Anatroccolo poté finalmente trascorrere delle giornate serene e tranquille. Cominciava ad affezionarsi a quell'ambiente, quando il gatto e la gallina, forse per crearsi un diversivo alla tranquillità, che se è troppa può condurre alla noia, si misero in testa di prenderlo in giro.

"Tu, che cos'è che sai fare, per guadagnarti la vita?", gli domandavano.

E l'anatroccolo, incapace di rispondere, allargava le ali.

"Io ad esempio", diceva il gatto, "so fare la gobba, faccio le fusa, acchiappo i topi".

"Io faccio le uova", s'inorgogliva la gallina, "che sfamano la mia padrona. E tu? Saprai pure fare qualcosa".

Il Brutto Anatroccolo non lo sapeva. E taci oggi, taci domani, sopporta per un po', sopporta un altro po', alla fine a chiunque verrebbe il nervoso.

Di conseguenza, una notte, superato il limite della sopportazione, per la stessa finestra attraverso cui era entrato in quella casa, fuggì. Ma aveva dimenticato che era inverno, che fuori, tutto attorno, c'era il gelo, e gli alberi erano coperti di brina, che non si scioglieva nemmeno durante le ore del giorno.

"E adesso?", si domandò. "Mi toccherà morire, di fame e di freddo. Si vede che questo è il mio destino. Non si può andare troppo a lungo contro il destino. Ho cercato di lottare, ho cercato di cavarmela, adesso è tempo che mi rassegni".

Fece qualche passo sulla superficie ghiacciata di uno stagno. Pensò a quella che avrebbe potuto essere la sua vita se l'uovo, alla nascita, lo avesse dotato di piume bianche anziché nere. E gli venne in mente la sua mamma. Sentì una grande tenerezza per lei, che lo aveva sempre difeso, che lo aveva amato. Gli mancarono le forze, cadde sul ghiaccio e là rimase.

Si risvegliò in un cesto, dentro una casa. Era accaduto che un uomo, passando vicino allo stagno, lo aveva raccolto assiderato e, preso da compassione, lo aveva riscaldato sotto la giacca, portandolo poi nella sua casa per la gioia dei suoi bambini.

Qui il Brutto Anatroccolo visse fino al ritorno della primavera. Fino a che una sera udì la padrona di casa che diceva al marito: "Per chi e per quanto continueremo a mantenerlo? Tiriamogli il collo e cuciniamolo: faremo finalmente una cena come si deve".

Ma quando la donna allungò le mani per afferrarlo, il Brutto Anatroccolo, terrorizzato, volò per tutta la casa. Cadde in un secchio di latte, si risollevò a fatica, sbattè in un sacchetto di farina e se la rovesciò tutta addosso. Le sue ali erano appesantite, ma la disperazione gli centuplicò le forze. Infilato l'uscio di casa, fuggì, correndo a più non posso.

"Ah, come si sta bene liberi, e ormai non fa più freddo", si disse, riprendendo il giusto respiro. "Ecco, mi ritufferò nello stagno".

Il Brutto Anatroccolo - L'anatroccolo trasformatosi in cigno si rispecchia nello stagnoNuotava rinfrancato, quando vide venire verso di lui alcuni eleganti uccelli: erano cigni, i cigni che egli aveva sempre invidiato per la loro maestosità. "Brutto come sono, mi verranno addosso per uccidermi", pensò.

E mentre abbassava il capo, rassegnato infine alla sua sorte, dopo averne scampate tante, vide, riflessa nell'acqua, la sua figura. Non era più un brutto anatroccolo. Era diventato, dopo il lungo soffrire, bianco di piume. Le sue penne si erano rinforzate. Le sue ali avevano una robustezza per lui sconosciuta.

I cigni gli si avvicinarono, gli fecero festa, lo accolsero da fratello: eh già, perché adesso era un cigno anche lui. Insieme, si alzarono in volo. E lui volò, volò con una gioia immensa. Tutto d'un tratto si sentiva ripagato delle tante ingiustizie e umiliazioni patite.

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CAPRI NEWS Giro dell’isola di Capri a nuoto con una sola gamba: la sfida di Salvatore Cimmino per i diritti delle persone con disabilità

25 Maggio 2025, 10:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un ponte per superare insieme le barriere, una sfida per i diritti delle persone con disabilità. Per il prossimo 20 settembre alle ore 18:30, all’auditorium Internazionale, insieme alle associazioni “Capri senza barriere” e “No Border Capri Sub”, con la collaborazione della Città di Capri, Salvatore Cimmino, attivista campano che si batte per l’inclusione e l’uguaglianza sociale, ha organizzato un convegno dal titolo “Solo una società inclusiva può diventare una società ideale”. Presenterà la “Proposta di legge sull’equiparazione degli infortuni nella vita con gli infortuni sul lavoro”, depositata il 29 dicembre 2022 in Commissione Sanità e Affari Sociali del Senato, prima firmataria la senatrice Lavinia Mennuni. Il giorno seguente, il 21 settembre, Cimmino con una sola gamba percorrerà a nuoto il perimetro dell’isola di Capri: partenza (alle ore 8:00) e arrivo (previsto alle ore 16:00) sulla spiaggia delle Ondine a Marina Grande. Salvatore non è nuovo a queste sfide e a queste imprese. Sono 5 milioni, ricorda, le persone con disabilità in Italia. Un terzo vive da solo anche se non autonomo. Malgrado la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (Legge 3 marzo 2009 n. 18), “il tema, quando affrontato, viene trattato quasi solo esclusivamente dal punto di vista medico-sanitario”, afferma Salvatore Cimmino. “Quando invece è sul piano sociale e dei diritti negati – rimarca – che si deve agire per non far sentire le persone con disabilità e le loro famiglie cittadini di rango inferiore”. CAPRINEWS

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Per non dimenticare quel 24 maggio del 1999, il maledetto viaggio in treno da Piacenza

25 Maggio 2025, 10:21am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Oggi 24 maggio è una giornata indelebile nella mente e nei cuori dei tifosi della Salernitana e non solo. Ventisei anni fa quattro cuori granata cessarono di battere, in quel maledetto rogo nel treno di ritorno dalla trasferta di Piacenza. In ricordo di Ciro Alfieri, Enzo Lioi, Peppe Diodato e Simone Vitale, ogni anno i tifosi della Salernitana muniti di sciarpa si recano al cimitero di Brignano, per omaggiare le 4 giovanissime vittime. Tanti anni sono passati da quel terribile lunedì 24 maggio 1999, tanti i dubbi che ancora permangono e tante le risposta ancora inevase, ma oggi quel che più conta è ricordare quei quattro giovani, che sono stati vittime del loro amore incondizionato per i colori granata e dell’inciviltà di certi personaggi. L’intero mondo del pallone e la comunità Salernitana espressero l’indignazione per quanto accaduto, ma nessuna parola o gesto di conforto riuscirono a placare il dolore per quelle madri, quei padri, quei fratelli che non poterono abbracciare più i loro cari. Oggi non possiamo che unirci al ricordo di quei quattro giovani, che per il loro amore per la Salernitana hanno dato la vita.

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Procida. Arresto dei Carabinieri per truffa ad anziana

25 Maggio 2025, 10:14am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Procida. Arresto dei Carabinieri per truffa ad anziana

INSERITO DA MIKI PAPPACODA I Carabinieri della Stazione di Procida hanno arrestato per truffa in danno di persona anziana Massimo La Marca, 51enne di San Gennaro Vesuviano già noto alle forze dell’ordine. Poco prima, un uomo ha contattato telefonicamente un’anziana procidana, fingendosi il nipote. Le ha detto di aver avuto un problema con la giustizia e che a breve sarebbe passato un Carabiniere in borghese per ritirare una somma di denaro. Sarebbero serviti circa 5mila euro per coprire il pagamento di alcune violazioni al codice della strada commesse dopo un incidente. La donna ci è cascata, pagando al falso militare 5250 euro in contanti. Solo dopo qualche istante si è resa conto della truffa e ha allertato il 112. I Carabinieri di Procida, quelli veri, hanno rintracciato La Marca dopo pochi minuti. Recuperata e restituita la somma appena sottratta con l’inganno. Il 51enne è stato portato in carcere a Poggioreale. Sarà proposto anche per il foglio di via dall’isola di Procida. IDA TROFA POSITANONEWS

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PENISOLA SORRENTINA NEWS Sant’ Agnello, come è possibile che sia chiusa biglietteria della Circumvesuviana e info point in un paese turistico?

25 Maggio 2025, 10:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ferrovie.it - Circumvesuviana, stazione di Sant'Agnello: quasi ultimata la  ricostruzione

DI MICHELE PAPPACODA Sant’ Agnello, come è possibile che sia chiusa biglietteria della Circumvesuviana e info point in un paese turistico? Da Sorrento a Vico equense in Penisola Sorrentina la stagione turistica è cominciata da un pezzo, ma qualcuno non se ne è accorto… Un sabato qualunque… in una località turistica. Com’è possibile che di sabato – con l’arrivo di tanti visitatori – un Info Point appena inaugurato e una biglietteria di una stazione siano chiusi? Con quale coraggio chiediamo 4 euro al giorno di tassa di soggiorno se poi non offriamo nemmeno i servizi di base? I turisti arrivano, spesso spaesati, e si ritrovano senza assistenza, senza informazioni, senza qualcuno che li accolga o li indirizzi. A Sant’Agnello, oggi, l’unica “assistenza” è una cartina autofinanziata , fatta dai noi associazione EX.Sa Sant’Agnello con orari e informazioni, un sito internet sempre autofinanziato, sempre fatto da noi EX.SA . Ma davvero pensiamo che basti una cartina ed un sito a rappresentare l’accoglienza di un’intera località turistica? Non è sufficiente. Non è all’altezza. Non è giusto né per chi visita, né per chi lavora per rendere questo posto migliore. Abbiamo bisogno di servizi veri, costanti e accessibili. Dobbiamo facilitare il viaggio di chi sceglie di venire qui, non complicarglielo. Dobbiamo aiutare chi arriva, non lasciarlo solo. Se vogliamo essere una meta turistica seria, se vogliamo clienti di qualità, dobbiamo iniziare dalle basi. Accoglienza, informazione e presenza. Altrimenti quei 4 euro diventano solo una tassa, e non un contributo a qualcosa di reale. Al momento questa è la realtà, Benvenuti/Welcome #TurismoResponsabile #ServiziEssenziali #SantAgnello #AccoglienzaVera Fonte Comunicato Stampa

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