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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ora legale da oggi domenica 30 marzo, non solo sonno in meno: cosa può succedere nella settimana successiva. Dagli incidenti d'auto all'infarto

30 Marzo 2025, 09:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA È tornata l’ora legale: nella notte tra sabato e domenica, precisamente alle 2:00 di domenica 30 marzo 2025, le lancette sono state spostate avanti di sessanta minuti, passando direttamente alle 3:00. Questa modifica, automatica per smartphone e dispositivi digitali, implica un'ora in meno di sonno ma porta con sé giornate più lunghe e un maggiore sfruttamento della luce naturale. L’ora solare tornerà in vigore domenica 26 ottobre 2025. 

Che cos’è l’ora legale e perché viene usata

L’ora legale è la pratica di spostare avanti gli orologi per massimizzare l'utilizzo della luce solare nel periodo estivo, riducendo così il consumo energetico. Nata durante la Prima guerra mondiale per ragioni di risparmio energetico, in Italia venne adottata inizialmente nel maggio del 1916. Dopo varie interruzioni (1921-1939 e 1948-1965), oggi rimane uno strumento efficace per contenere i consumi energetici, soprattutto in un periodo di attenzione crescente all'ambiente e alla sostenibilità. 

Quanto risparmia l’Italia grazie all’ora legale?

Il ritorno all’ora legale non incide solo sugli orologi, ma anche sulle bollette degli italiani. Secondo i dati di Terna citati dal Corriere della Sera, la società responsabile della gestione della rete elettrica nazionale, durante i sette mesi di ora legale si prevede un risparmio energetico complessivo di circa 330 milioni di kWh, equivalente al consumo annuo medio di oltre 125 mila famiglie. Il beneficio economico stimato è di circa 100 milioni di euro. Inoltre, il minore consumo elettrico si traduce in un importante beneficio ambientale, riducendo le emissioni di anidride carbonica di circa 160 mila tonnellate.

Dal 2004 al 2024, il risparmio energetico complessivo grazie all’ora legale è stato superiore agli 11,7 miliardi di kWh, permettendo agli italiani un risparmio economico stimato intorno ai 2,2 miliardi di euro. 

Gli effetti negativi del cambio dell’ora sulla salute

Nonostante i benefici economici e ambientali, il cambio di orario può causare effetti negativi sulla salute umana. Come sottolinea Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), il passaggio dall'ora solare a quella legale (e viceversa) altera i ritmi circadiani, ovvero il ciclo naturale dell’organismo umano. Diversi studi scientifici hanno evidenziato che nei giorni successivi al cambio dell’ora aumentano i disturbi del sonno, i problemi di concentrazione e di umore, con effetti negativi sulle prestazioni lavorative, scolastiche e sulle relazioni interpersonali.

In particolare, una ricerca dell’Università di Stoccolma ha segnalato un aumento del 4% di infarti cardiaci nella settimana immediatamente successiva al cambio orario, mentre altre analisi hanno evidenziato un incremento degli incidenti stradali e sul lavoro. Uno studio australiano ha persino riscontrato un incremento significativo dei suicidi nelle settimane immediatamente successive al cambio

Stop al cambio dell’ora: cosa è successo alla proposta UE

Negli ultimi anni, l’Unione Europea aveva valutato seriamente l’abolizione del cambio semestrale tra ora legale e ora solare. Nel 2018, la Commissione europea, guidata all’epoca da Jean-Claude Juncker, aveva proposto una direttiva per eliminare definitivamente questa pratica, basandosi sui risultati di una consultazione pubblica a cui avevano partecipato 4,6 milioni di cittadini europei, con l’84% favorevole all’abolizione. Tra le motivazioni, erano stati citati i danni alla salute e la scarsa rilevanza dei benefici energetici.

Nonostante il Parlamento europeo abbia votato favorevolmente nel 2021, il Consiglio UE non è riuscito a raggiungere la necessaria maggioranza qualificata per confermare l’abolizione. La causa principale è stata la divisione tra gli Stati del Nord Europa, più sfavorevoli all’ora legale per via della forte variazione della luce stagionale, e quelli dell’area mediterranea, tra cui l’Italia, che invece ne traggono maggior beneficio.

Al momento, l'abolizione del cambio orario è bloccata e figura ancora tra le proposte in attesa di decisione finale. Nei prossimi mesi, tuttavia, l’Unione Europea potrebbe nuovamente discutere il tema attraverso una consultazione informale tra gli Stati membri, per capire se ci siano le condizioni politiche per giungere a una decisione definitiva.

d'ora.  LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Chirurgo torinese: «Papà ha assoldato un picchiatore per spezzarmi le dita. Quando mi ha visto insieme a un attore gay è impazzito»

30 Marzo 2025, 09:23am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il chirurgo estetico torinese ha 48 anni e una vita che oggi, finalmente, si può definire "normalissima". Una vita condivisa con il compagno, un giardino curato e una passione per la cucina. Ma il suo passato è stato tutt'altro che ordinario. Obbialero ha vissuto per anni sotto la minaccia e il disprezzo di un padre che non ha mai accettato la sua omosessualità. Un padre che, come ha recentemente rivelato al Corriere della Sera, è arrivato ad assoldare un picchiatore per aggredirlo, solo per il fatto che il figlio fosse gay. 

Fabrizio Obbialero, chi è

Oggi, dopo una lunga battaglia legale, il medico ha ottenuto una sentenza favorevole dal tribunale civile di Asti, che gli ha riconosciuto il danno biologico subito a causa delle continue violenze psicologiche e minacce paterne. Una sentenza che, seppur non vissuta come una "battaglia civile", rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento delle sofferenze causate dalla discriminazione omofobica.

Obbialero non ha mai smesso di difendersi, anche quando il padre tentava di minacciarlo e controllarlo in ogni aspetto della sua vita. «Mi tolse le chiavi della casa al mare», racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera, riferendosi a uno degli episodi più dolorosi che ha segnato il deterioramento del loro rapporto. Ma la goccia che fece traboccare il vaso fu quando un vicino avvisò il padre di averlo visto insieme a un noto attore omosessualeDa quel momento, la separazione dei genitori, che seguì, segnò l'inizio di un'odissea di insulti, minacce e atti di vandalismo.

 

«Io e mia madre eravamo molto uniti - ricorda - e lei si schierò sempre dalla mia parte, anche se mio padre, con il passare degli anni, si fece sempre più violento e intollerante verso di me». La madre è venuta a mancare anni fa, ma il suo amore e la sua protezione rimangono un ricordo vivo. Obbialero racconta anche della sua infanzia, che nonostante le difficoltà familiari, conserva ancora momenti felici. «Mi vedo al mare, a pescare con mio padre, un'esperienza che mi ha fatto amare quel luogo. Mia madre ha sempre cercato di compensare la situazione, ma crescendo ho avvertito il peso di avere un padre padrone».

La sua vita sentimentale, nonostante tutto, è stata più serena di quanto si potesse immaginare. Con il compagno ha vissuto una relazione di 14 anni, che ha anche pensato di consacrare con il matrimonio, ma le difficoltà legate alla figura paterna non sono mai state facili da affrontare. Nel corso degli anni, Obbialero ha dovuto vivere "due vite": una, quella pubblica, in cui fingevano una relazione eterosessuale, e una privata, dove finalmente ha potuto essere se stesso. Quando, a 30 anni, ha deciso di rivelare la sua omosessualità alla famiglia, la madre non è rimasta sorpresa, ma il padre ha reagito con rabbia e violenza verbale, continuando a insultarlo pubblicamente.

Nonostante queste difficoltà, il chirurgo torinese ha mantenuto una carriera di successo. «Ora, mi concentro sul mio lavoro -  afferma - e ci sono ancora questioni da risolvere, anche con mio padre, a partire da una casa al mare che è stata data a qualcuno senza il mio consenso». LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Roberta Mazzuoli morta per l'anestesia, nella clinica due precedenti. Il compagno: «Chiedo a tutti una preghiera per lei»

30 Marzo 2025, 09:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Chiedo a tutti di rivolgere una preghiera alla mia Roberta». È il messaggio pieno di dolore di Lorenzo, compagno di Roberta Mazzuoli, la donna di 48 anni morta improvvisamente nella sala operatoria di una clinica ad Arezzo dove era arrivata per un intervento agli occhi al quale non è mai riuscita a sottoporsi. L’operazione, fissata da tempo, doveva essere un trattamento delicato ma di routine per regolare la pressione oculare. Invece, dopo l’anestesia totale, Roberta non si è più svegliata. È deceduta ancor prima che l’intervento avesse inizio. 

L'intervento agli occhi programmato

Roberta Mazzuoli si era rivolta al San Giuseppe Hospital di Arezzo, una clinica privata convenzionata con il sistema sanitario, per un’operazione all’occhio legata a una complicanza derivante da un problema tiroideo. Come riporta Repubblica, non si trattava, secondo i familiari, di un intervento invasivo, ma a causa di alcuni passaggi tecnici più complessi era stata prevista anestesia totale. Durante la preparazione alla procedura, però, la 48enne ha avuto un arresto cardiaco e non ha mai ripreso conoscenza. 

L’inchiesta

La Procura di Arezzo ha immediatamente aperto un’inchiesta per far luce su quanto accaduto. Il fascicolo è stato affidato ai carabinieri che hanno già acquisito le cartelle cliniche e i nomi di medici e anestesisti coinvolti nell’operazione. In attesa dell’autopsia, che sarà fondamentale per stabilire la causa del decesso, la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato. Gli inquirenti dovranno accertare se si sia trattato di un tragico evento imprevedibile o se vi siano state negligenze mediche, valutando anche i tempi della chiamata ai soccorsi e l’adeguatezza della procedura anestesiologica adottata. 

I precedenti

Dalla clinica San Giuseppe Hospital di Arezzo, dove è avvenuto il decesso, fanno sapere che è stata avviata un’indagine interna. «Le circostanze del decesso sono attualmente oggetto di accurati accertamenti anche con la direzione medica per chiarire le cause dell’evento» si legge in una nota. La struttura sanitaria assicura «massima trasparenza e collaborazione con le autorità» per accertare eventuali responsabilità.

Il decesso di Roberta Mazzuoli non è il primo avvenuto nella struttura. Nel 2021, infatti, la Procura aveva già indagato su altri due episodi analoghi: un uomo morto dopo un’anestesia preliminare a un intervento di ernia del disco e una donna finita in coma per mesi dopo un’operazione alla schiena. Entrambi i casi sollevarono dubbi sulle pratiche anestesiologiche nella clinica e, adesso, si teme un possibile punto di contatto con quanto accaduto a Roberta. LEGGO.IIT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA «Nato a Roma da una famiglia filippina, ho dovuto lottare contro bullismo e doppi pregiudizi per poter sognare in grande»

30 Marzo 2025, 09:02am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Sono nato a Roma da una famiglia originaria delle Filippine e ci sono rimasto fino a 22 anni, quando ho deciso di andare a lavorare all’estero. Avevo scelto Londra. Ricordo che lì, quando dicevo di venire dall’Italia, mi sentivo rispondere solo quanto fosse bella. A Roma, invece, mi si chiedeva, subito dopo, di dove fossi veramente». John Patrick Reyes, oggi 36enne, venuto al mondo all’ospedale Gemelli con dei tratti somatici orientali e un incarnato ambrato, ha trascorso la vita dovendo convincere gli altri di essere italiano e, fin da piccolo, ha conosciuto sulla sua pelle la ferocia del bullismo.

«Giocavo a calcio all’Aurelio a Primavalle. Un quartiere difficile, ignorante, ma anche vero e sincero. Io ero il diverso, l’unico straniero e dovevo dimostrare di valere il ruolo nelle Giovanili, di essere all’altezza dello sport agonistico. I ragazzi tra i 13 e i 18 anni sono crudi e i campi che giravamo tosti: a Corviale, Tor Tre Teste, Serpentara, come da noi, l’insulto era il buongiorno. Nei paesi della provincia di Roma, poi, non ne parliamo. Venivo bersagliato di continuo e, quando si perdeva, l’accanimento era ulteriore», ricorda Patrick, che non si è mai tirato indietro davanti a quei colpi duri. Anzi, pur soffrendone, li ha sempre affrontati come una sfida. Volavano cazzotti e tirate di capelli? C’era la caccia all’uomo nei suoi confronti? Lui reagiva con coraggio, facendo meglio col pallone. 

John Patrick Reyes a Londra

I compagni, invece, erano dalla sua parte: «"Siamo una squadra e quando si gioca non ci sono diversi", mi dicevano. Non scorderò mai il giorno che presi la fascia da capitano. Era il premio dei miei sacrifici, il simbolo della mia appartenenza al gruppo», aggiunge Patrick, che a 18 anni si guadagna anche il passaporto italiano, dopo un primo pezzo di vita passato a rinnovare annualmente il permesso di soggiorno al commissariato di Tor Tre Teste.

«Non proprio un bel ricordo. Le attese sono lunghissime, si creano file infinite e ci sono scontri con la polizia. Il giorno del giuramento è stata un’esperienza positiva. Ma solo lì per lì. Perché poi mi sono chiesto come fosse possibile che una persona nata e cresciuta qui, dovesse giurare per avere la nazionalità? Mio figlio Vincent è nato a Londra e siccome io e mia moglie, romana anche lei, eravamo stabilmente residenti nel Regno Unito da anni, ha avuto diritto al passaporto italiano e inglese. Su questo, sicuro si può fare qualcosa di più in Italia».

Patrick, invece, per sentire di valere e potersi affermare nella società, ha dovuto condurre un’esistenza nel segno di continue dimostrazioni. E lungo un doppio binario: agli italiani, da una parte, ai filippini, dall’altra. «Per emanciparmi oltre l’immaginario comune o quello che ci si concede, a un certo punto sono andato via, a Londra e ci sono rimasto 12 anni.

Un’esperienza “mind-blowing” (stupefacente). Lì ho capito il posto nel mondo che avrei voluto occupare. I miei genitori e parenti lavorano in impieghi umili, come domestici o badanti, perché non tutti i filippini della vecchia generazione sono andati a scuola. La loro timidezza li rende, poi, accondiscendenti. Non dicono mai la loro, neanche se non gli va bene qualcosa. In più, vivono ghettizzandosi. Per quanto sia difficile cambiare Paese, soprattutto per la barriera linguistica, la comunità non ha provato a integrarsi», spiega Patrick, che dalla famiglia, che comunque gli vuole bene, è sempre stato considerato “il diverso”.

 

Patrick e suo padre Enrico

«In me rivedo mia madre, quando si separò da papà. Lui ha avuto protezione. Lei, a discapito mio e di mia sorella, si è trasferita in Irlanda, per ricominciare. O fai parte della famiglia, o vai per la tua strada», continua il giovane che a un certo punto ha scelto di partire, per riscattare attraverso la carriera, l’immagine che si ha del filippino. Poi da Londra è rientrato a Roma, dove è stato assunto nel famoso member club “Soho House” di San Lorenzo, per ricoprire il ruolo di Floor manager e House trainer. Ma la sua vita sta per cambiare di nuovo: prossimamente, tra aprile e maggio, sarà impegnato da socio titolare nel suo locale con ristorante a viale Gorizia (corso Trieste), per guidarne l’orchestra operativa. «Mi sono sentito chiedere perché non aprissi una gastronomia filippina. Ma io sono nato e cresciuto qui e, anche se fossi rimasto in Inghilterra, avrei scelto un ristorante italiano», spiega il romano che, se fino a ieri cercava il riconoscimento attraverso l’appartenenza a un gruppo, oggi si “accontenta” di sapere di potercela fare da solo. 

Patrick e suo figlio Vincent a Londra

Adesso che ha costruito le basi, Patrick va per la sua strada come individuo a capo di un suo progetto. E lo fa anche da papà, accompagnando suo figlio verso la vita: «So che dovrà lottare, per trovare il suo posto nel mondo senza condizionamenti. L’altro giorno eravamo a casa di papà, che stava guardando un programma filippino e il bambino gli ha chiesto che lingua parlassero in tv. Vincent è un piccolo me, ha 5 anni e deve sapere che una parte di lui è filippina. Ma dovrà trovare la sua strada in Italia, con coraggio e oltre gli ostacoli e i pregiudizi, nella libertà di sognare in grande».

di Sabrina Quartieri LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Domenica ancora con la pioggia su alcune regioni. Ecco dove

30 Marzo 2025, 08:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Meteo domenica

INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'area di bassa pressione che insiste sul bacino centrale del Mediterraneo responsabile delle forti condizioni di maltempo che nelle ultime 24h hanno colpito soprattutto il Sud, tenderà a scivolare gradualmente verso l'area ionica.  Questo movimento comporterà un miglioramento progressivo del tempo dapprima sulle regioni del medio Adriatico e poi entro sera anche del Sud. Vediamo allora un quadro più completo per la giornata di domenica

METEO DOMENICANord, annuvolamenti residui tra basso Veneto ed Emilia Romagna senza fenomeni ed in dissipazione dal pomeriggio, più soleggiato altrove. Centro, abbastanza soleggiato in Toscana, maggiore variabilità sull'Adriatico con qualche residuo fenomeni in assorbimento nella seconda parte della giornata. Sud, spiccata variabilità con piogge e rovesci intermittenti, anche a carattere temporalesco nelle ore centrali in attenuazione quasi completa entro fine giornata. Temperature stazionarie. Venti moderati con rinforzi dai quadranti settentrionali. Mari molto mossi. FONTE 3B METEO

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 30.03.2025 A CURA DI MIKI PAPPACODA

30 Marzo 2025, 08:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Previsioni meteo in Italia per domenica, 30 marzo

A CURA DI MIKI PAPPACODA 

Nord

Cielo sereno o poco nuvoloso ovunque eccetto qualche addensamento irregolare ma soltanto al mattino lungo l'Appennino Emiliano. Temperature in lieve calo, massime tra 17 e 20.

Centro

Ancora un po' di variabilità sulle regioni adriatiche con isolati piovaschi in Abruzzo, meglio sul Tirreno, Umbria e Marche. Temperature in calo a est, massime tra 14 e 19.

Sud

, ampie aperture in Sardegna, spiccata instabilità altrove con rovesci e temporali intermittenti. Temperature in lieve calo, massime tra 14 e 19.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 30.03.2025 A CURA DI MIKI PAPPACODA

30 Marzo 2025, 08:48am

Pubblicato da Miki Pappacoda

A CURA DI MIKI PAPPACODA 

Oggi domenica 30 marzo 2025 (09:49)

E' il 89° giorno dell'anno, 14ª settimana. Alla fine del 2025 mancano 276 giorni.
  •  
Santi del Giorno
San Giovanni Climaco (Abate)
Beato Amedeo IX di Savoia (Duca, Terziario francescano)

San Leonardo Murialdo (Sacerdote)
San Clino (o Clinio, Abate)
San Donnino (Martire in Macedonia)
San Regolo (Vescovo)
Sant'Osburga di Coventry (Badessa)
Accadde Oggi
1876 - A Trieste inaugurato il primo trasporto pubblico (149 anni fa): Ancor prima che le automobili conquistassero la strada, nella Trieste "asburgica" ci si pose il problema di come far viaggiare in maniera più rapida persone e merci, all'interno del...
1791 - La Francia adotta il metro come unità di misura (234 anni fa): «L'Assemblea Nazionale, considerando che per arrivare a stabilire l'uniformità dei pesi e delle misure [...] è necessario fissare un'unità di misura naturale ed invariabile...
Nati in questo giorno
1964 - Tracy Chapman (61 anni fa): È una delle cantautrici folk più popolari dagli anni Ottanta in poi, apprezzata per la voce carezzevole e lo stile raffinato dei testi. Nata a Cleveland, in Ohio, sin da piccola la...
1945 - Eric Clapton (80 anni fa): Se un certo Chuck Berry arrivò a definirlo L'uomo del Blues, vuol dire che ne aveva scoperto la mano "divina" ("Dio" tra l'altro è uno dei suoi soprannomi più...
1853 - Van Gogh (172 anni fa): Inarrivabile esempio di genio artistico folle e incompreso, con capolavori insuperabili quali Campo di grano con volo di corvi e Notte stellata diede inizio all'arte moderna. Nato a Groot Zundert...
1968 - Céline Dion (57 anni fa): Nata il 30 marzo 1968 a Charlemagne, nel Québec, è una cantante canadese, ultima di quattordici figli. Inizia a cantare fin da bambina e a scoprire le sue doti è il manager...
Nati... sportivi
1986 - Sergio Ramos (39 anni fa): Nato a Camas (Spagna), è un calciatore, difensore destro o centrale del Real Madrid dal 2005 (il trasferimento dal Siviglia è costato 25 milioni di euro) al 2021, quando si è...
Scomparsi oggi
2013 - Franco Califano (12 anni fa): Tra i fan era noto con il soprannome di Er Califfo, per il pubblico italiano è stato uno dei cantautori e parolieri più prolifici di sempre (400 canzoni), cantore dell'amore e delle dinamiche di...
2007 - Franco Cosimo Panini (18 anni fa): È il re delle figurine che lanciò insieme ai fratelli negli anni Sessanta, facendone un fenomeno sociale e culturale, prima che uno straordinario successo editoriale. Nato a Maranello, nel...

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 30.03.2025 A CURA DI MIKI PAPPACODA

30 Marzo 2025, 08:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

S. Leonardo Murialdo

A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Leonardo Murialdo sacerdote e fondatore (1828-1900) S. Ludovico da Casoria sacerdote O.F.M. (1814-1885) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 15,1-3.11-32. In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fa amputare una gamba per una diagnosi sbagliata: medico condannato

30 Marzo 2025, 08:22am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Sala operatoria - Wikipedia

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nove mesi di reclusione, con la sospensione della pena. Questa la condanna inflitta nella serata di ieri dal giudice monocratico Elio Cicinelli ad un ortopedico, finito sotto processo con la contestazione di lesioni personali gravi. Al centro del processo il dramma di una paziente di Taranto, oggi 49enne, che nel 2017, dopo un calvario ospedaliero, venne sottoposta ad un intervento per l'amputazione della gamba destra. Quell'operazione rappresenta l'epilogo terribile di una vicenda che ieri mattina è stata ripercorsa in aula dal pubblico ministero Francesco Sansobrino nel corso della sua accorata requisitoria. Nel suo intervento il magistrato ha insistito sostenendo la responsabilità per colpa e negligenza del professionista che si era occupato della paziente, colpita da un sarcoma al dorso del piede destro.

La donna in aula

 

La grave malattia della donna, che ieri ha assistito in aula all'udienza conclusiva del processo, venne diagnosticata come «vistosa neoformazione cistica» e questo avrebbe complicato e soprattutto ritardato terribilmente le cure della paziente. Quella diagnosi errata, infatti, non avrebbe consentito di intervenire per tempo e salvare l'arto alla sfortunata paziente, rappresentata in giudizio dagli avvocati Giuseppe Rossodivita e Niccolò Vozza. Da allora, infatti, la tarantina è costretta a vivere senza una gamba. Per la condotta colposa contestata al medico, il pubblico ministero ieri mattina ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna dell'imputato a un anno e quattro mesi di reclusione. Il giudice Cicinelli, dopo la camera di consiglio, ha decretato per il medico la condanna a nove mesi con la sospensione della pena.
Da rilevare che la vicenda è anche oggetto di un procedimento civile per il riconoscimento del risarcimento del danno.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Napoli, tutto pronto per il rush finale: per Conte tentazione Neres Domenica al "Maradona" il big match contro il Milan, che può segnare la svolta del campionato

28 Marzo 2025, 12:07pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Napoli, tutto pronto per il rush finale: per Conte tentazione Neres Domenica al "Maradona" il big match contro il Milan, che può segnare la svolta del campionato

INSERITO DA ANGELA CECERE Napoli È ormai tutto pronto per il rush finale: il Napoli si prepara alle ultime 9 giornate di campionato con l'obiettivo scudetto ancora aperto. L'Inter è prima con 3 punti di vantaggio, ma anche i difficili impegni di Coppa Italia e Champions League all'orizzonte. Gestione delle energie per i nerazzurri, mentre la squadra di Conte potrà concentrarsi solo sul campionato. A patto, però, che i partenopei riprendano la marcia vista nel girone d'andata. Una vittoria in 7 partite è troppo poco per ambire allo scudetto, e dopo il deludente pareggio di Venezia serve un cambio di marcia. Domenica al "Maradona" il big match contro il Milan, che può segnare la svolta del campionato. Finalmente termina l'emergenza infortuni: Conte avrà tutti a disposizione e dovrà solo fare le scelte migliori. Non sono sicuri del posto da titolare gli ultimi due giocatori a rientrare dalle nazionali, ancora attesi a Castel Volturno: si tratta di Olivera e Anguissa. Per il resto, è probabile la conferma della stessa formazione vista a Venezia, quindi con una difesa a 4 e le due punte. Meret in porta, Di Lorenzo terzino destro, Rrahmani e Buongiorno centrali e Spinazzola terzino sinistro. Centrocampo con Politano, Gilmour, Lobotka e McTominay, e in avanti la coppia Lukaku-Raspadori.

OTTO PAGINE

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