Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. L'Università degli Studi del Sannio ha presentato questo pomeriggio l'indagine sugli effetti della pandemia e della Dad che sarà realizzata con l'associazione Studium e la collaborazione dell'Ateneo di Salerno, coinvolgendo le scuole del territorio. Un'indagine conoscitiva rivolta in particolare agli studenti degli Istituti secondari di primo e secondo grado. “La Dad è stato un fenomeno importantissimo che ci ha consentito di affrontare l'emergenza, ma è stato anche un momento in cui abbiamo visto emergere le difficoltà della didattica da remoto”, ha spiegato il Rettore Gerardo Canfora a margine dell'incontro realizzato nella sede di via Delle Puglie. Di qui l’elaborazione del questionario online, predisposto da sociologi e statistici. L'occasione per “riflettere - ha spiegato la professoressa Antonella Tartaglia Polcini - sugli effetti della didattica a distanza e della pandemia anche dal punto di vista dell'evoluzione dell'insegnamento e dell'apprendimento, partendo proprio dai suoi protagonisti”. E dunque analizzare “criticità, ma anche opportunità dinanzi a questa sfida di cambiamento”. E va in questa direzione l'impegno dell'associazione Studium con l'obiettivo di “creare una rete con l'osservatorio delle politiche giovanili delle Università di Salerno e del Sannio - ha sottolineato la professoressa Maria Buonaguro - quindi l'analisi dell'impatto della Dad per studenti e docenti”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SAN CALOGERO (VV) – E’ stato ritrovato dai carabinieri in località “Calimera” di San Calogero, nel Vibonese, in una zona di campagna al confine con la provincia di Reggio Calabria il cadavere carbonizzato di una persona della quale, al momento, non ci conosce l’identità. Il corpo senza vita, appartenente ad un soggetto presumibilmente di sesso maschile, a bordo di un’automobile data alle fiamme. Il ritrovamento, secondo quanto é stato riferito dagli investigatori, é avvenuto nell’ambito delle ricerche di un 37enne, Agostino Ascone, incensurato, scomparso il 27 dicembre dello scorso anno nella frazione “Amato” di Taurianova. Ma non ci sono certezza, al momento, che si tratti della stessa persona. I carabinieri stanno in primo luogo accertando se la persona trovata carbonizzata sia stata uccisa e, nel caso, accertare le modalità dell’omicidio, o se i motivi del decesso siano da attribuire ad altre cause. https://www.quicosenza.it/news/calabria/443327-trovato-cadavere-carbonizzato-allinterno-di-unauto
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il blitz al termine di indagini coordinate dalla Dda di Bari: le misure in corso di esecuzione tra Puglia e altre nove regioni Cinquecento uomini della Dia e della Guardia di Finanza sono impegnati nell'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, nei confronti di 75 persone nell'ambito di un'indagini coordinata dalla Dda Bari. Le misure vengono eseguite tra Puglia e Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. In corso anche il sequestro di beni per oltre 23 milioni di euro: i reati contestati, a vario titolo, sono di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità finalizzata a frode fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio, traffico di droga ed estorsioni. I dettagli saranno resi noti in una conferenza stampa alle 10 nella Procura della Repubblica di Bari. BARITODAY
INSERITO DA ANGELA CECERE Ariano, ruba prodotti di bellezza per 133 euro: 54enne nei guai. Nel mirino sempre lo stesso supermercato, il Pam di via Martiri. Mercoledì scorso, cittadini rumeni avevano rubato numerose confezioni di tonno in scatola: tutti deferiti alla Procura della Repubblica di Benevento. Ieri, verso le 19, in azione sola una donna, residente a Monteforte. Gli agenti si sono portati sul posto dopo una segnalazione al 113 di una commessa del supermercato. La 54enne, nella borsa a tracolla, aveva diverse confezioni di prodotti (pasta adesiva per protesi dentarie e bombolette spray per ritocco capelli), del valore complessivo di 133 euro. La refurtiva proveniva dal reparto igiene e prodotti di bellezza. La donna aveva precedenti segnalazioni sempre per furti con destrezza ai danni di vari supermercati della provincia di Avellino.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA l parco di via Villamagna era il suo deposito, la bici il mezzo con il quale portava la droga ai suoi clienti. La polizia ha colto in flagranza di reato un 38enne, originario del Marocco, mentre stava nascondendo un involucro nella terra. Gli agenti in borghese hanno individuato l'uomo durante un appostamento nell’area verde di via Villamagna, era già noto alle forze dell'ordine per precedenti legati allo spaccio. In particolare il 38enne dopo essere sceso della bici si è messo a scavare con le mani una piccola buca dove ha nascosto un involucro di cellophane. Dopo di che è risalito sulla bicicletta per poi dirigersi verso il centro trasportando alcuni involucri di cellophane bianco di piccole dimensioni.A questo punto gli agenti sono intervenuti: prima lo hanno fermato e poi perquisito recuperando tre involucri contenenti cocaina. La perquisizione è continuata anche nel parco dove gli agenti hanno trovato 10 grammi di hashish e 7 grammi di cocaina. Il 38enne, è stato quindi arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e per violazione delle norme sull’immigrazione. Il 14 febbraio si è svolta l’udienza per direttissima che ha convalidato l’arresto con divieto di dimora a Firenze FIRENZETODAY
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Sono 3.035 i nuovi positivi al Covid in Campania 24.647 test esaminati. Il tasso di incidenza resta stabile, al 12,31% (ieri 12,14). Il bollettino dell'Unità di crisi segnala 18 vittime nelle ultime 48 ore, più altre 11 risalenti ai giorni precedenti e registrate in ritardo. Migliora la situazione negli ospedali: i posti letto occupati in terapia intensiva scendono a 73 (-2), quelli in degenza a quota 1.213 (-19).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sciopero sì, ma senza disagi. Oggi, martedì 15 febbraio, è il giorno dell'agitazione nazionale indetta dai sindacati Sol Cobas e Fisi dei lavoratori di tutti i settori pubblici e privati. La preoccupazione maggiore, come sempre, è per i dipendenti di Atm, l'azienda che gestisce la circolazione di metro, bus e tram sotto la Madonnina, e per i ferrovieri di Trenord, la società del trasporto ferroviario regionale. Stando a quanto riportato dal portale dedicato del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, lo sciopero durerà 24 ore, per l'intera giornata. A Milano comunque non dovrebbero verificarsi disagi particolari - salvo sorprese al momento non preventivate - perché le due sigle non hanno rappresentanza in Atm e Trenord. Treni regionali, metro, bus e tram dovrebbero quindi circolare regolarmente. I motivi dello sciopero I lavoratori di Sol Cobas, come annunciato in una nota, si ritroveranno alle 10.30 al parco Trotter per una manifestazione. "Parecchio dura la fase che va profilandosi per tutti i lavoratori in generale, nondimeno per noi autoferrotranvieri. Avevano necessità di frantumare la società e il mondo del lavoro, e ci stanno ampiamente riuscendo con l’innesco delle varie guerre tra poveri che organizzano scientificamente: lavoratori giovani contro lavoratori più anziani, vaccinati contro non vaccinati, green pass si contro green pass no", si legge in una nota della sigla che definisce il certificato anti covid come "l'infame marchio". E ancora: "Mancati rinnovi contrattuali, sindacati perennemente a fianco di aziende, governi e Confindustria, e ora anche inflazione con costo della vita in vertiginosa picchiata, stanno facendo precipitare le condizioni di vita verso situazioni di precarietà in tutti i sensi: stipendi, lavoro, salute, famiglia, scuola, presente, futuro, nulla è più sicuro, tutto è sempre in continua discussione". Da qui la scelta di protestare contro "la macelleria sociale orchestrata da Draghi", per chiedere "adeguamenti salariali coerenti con inflazione e con l'annosa vacanza contrattuale", per pretendere "l'abolizione del siero sperimentale obbligatorio" - in riferimento al vaccino anti covid - e per la "retribuzione di tutte le giornate trattenute per sospensione dovute a indisponibilità del green pass, quarantene e spese per tamponi". L'altro sciopero La situazione per Atm si annuncia invece ben diversa per il 25 febbraio, quando andrà in scena lo sciopero generale dei lavoratori del Tpl proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl Fna, Faisa Cisal e Fast Confsal. L'agitazione delle sigle confederali di settore l'ultima volta aveva infatti lasciato Milano senza metropolitane ed è verosimile che la situazione possa ripetersi il prossimo venerdì. La protesta - hanno fatto sapere i sindacati in una nota - è per "il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro autoferrotranvieri internavigatori e per il miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali". "Dopo il precedente sciopero dello scorso 14 gennaio le aziende del settore non hanno nemmeno dimostrato la buona volontà di procedere ad una convocazione per individuare un percorso concreto e risolutivo, segno evidente della volontà di rinviare quanto più possibile la soluzione della controversia e il confronto per il rinnovo del Ccnl", hanno sottolineato le sigle. "Alla luce di questa situazione di stallo ed in considerazione delle ingenti risorse pubbliche già stanziate per il settore è necessario che le istituzioni interessate, a cominciare dal ministero dei trasporti e della mobilità sostenibili, intervengano, anche al fine di vincolare una parte delle stesse risorse al rinnovo del ccnl, diritto - hanno concluso - non più rinviabile per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore". Carmine Ranieri Guarino MILANOTODY
INSERITO DA ANGELA CECERE NAPOLI, Criticità nella sanità pubblica, pochi irriducibili nelle aziende di trasporto pubblico locale, qualche "no" al vaccino nel commercio e nelle realtà produttive manifatturiere. Il primo giorno di obbligo di super green pass per i lavoratori over 50 fotografa a Napoli una situazione a macchia di leopardo che al momento non evidenzia grossi problemi per l'utenza. Secondo quanto riferito dalla Cgil, nell'azienda ospedaliera "Cardarelli" di Napoli ci sono una cinquantina tra medici, infermieri e operatori socio-sanitari, nella fascia d'età interessata dal provvedimento, che ancora non si sono sottoposti alla vaccinazione. Molti lavoratori, per evitare conseguenze, stanno inviando certificati di malattia. All'Asl Napoli 1, sempre secondo le organizzazioni sindacali, sarebbero almeno un centinaio gli operatori sanitari e socio-sanitari che ancora nn si sono vaccinati. Nessun caso, invece, nelle Asl Napoli 2 e Napoli 3. Molte aziende, riferisce ancora il sindacato, hanno inviato ai lavoratori lettere e messaggi che invitavano a rispettare la scadenza del 15 febbraio per aderire alla campagna vaccinale.
INSERITO DA ANGELA CECERE È il giro di vite finale contro gli irriducibili No vax: da oggi i lavoratori sia pubblici che privati con più di 50 anni di età sono obbligati ad esibire il super green pass per poter accedere ai luoghi di lavoro, pena la sospensione da incarico e stipendio. Il valzer dei tamponi per continuare a svolgere la propria mansione finisce qui: gli over 50 che lavorano devono essersi sottoposti nei tempi a due dosi di vaccino, oppure a una dose più guarigione. La durata del green pass rafforzato è illimitata per chi ha fatto tre dosi di vaccino oppure è guarito dal Covid dopo essersi sottoposto a due dosi. Ad oggi sono ancora 1,4 milioni gli ultracinquantenni senza alcuna protezione contro il Covid. E i potenziali lavoratori non vaccinati tra i 50 ed i 69 anni sono circa un milione. Ora rischiano di dover restare a casa, senza stipendio, fino al 15 giugno. Perché il lavoratore che comunica di essere privo di green pass rafforzato viene considerato assente ingiustificato: non è dovuta la retribuzione. La sanzione per chi è colto a lavoro senza certificato verde rafforzato varia da 600 a 1500 euro: in caso di violazione reiterata, la sanzione è raddoppiata. Rischia anche il datore di lavoro: in caso di omissione, gli addetti ai controlli del green pass rischiano una multa che va 400 euro a 1000 euro. L’obbligo vaccinale «non sussiste in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Situazione peggiore rispetto al 2019 con il prezzo latte» NUORO. Un lungo serpentone di trattori e altri mezzi agricoli con a bordo decine di pastori, piegati dal caro energia e dall'impennata dei costi delle materie prime. Si sono ritrovati alle 18 nel bivio Bitti-Sologo, da dove si sono messi in cammino lungo la Statale 131 Dcn, in direzione zona industriale di Prato Sardo a Nuoro. Una carovana che ha rallentato il traffico per dare «la sveglia» a Regione e Governo. «Assessora Murgia dimettiti, non hai ancora studiato», «Ci volete schiavi, avrete dei ribelli» è scritto su alcuni striscioni. Gli allevatori, giunti da tutta l'Isola, tornano in piazza dopo la clamorosa protesta del 2019, quando gettarono il latte in strada per sollecitare un prezzo equo. Stavolta la controparte non sono gli industriali. «Il latte ce lo pagano a 1 euro e non a 60 centesimi come nel 2019, ma noi stiamo molto peggio di allora - attacca Nenneddu Sanna -. Il costo dell'energia, del gasolio e delle sementi è raddoppiato, quello del mangime è aumentato fino al 20%. Chiediamo le dimissioni dell'intero Consiglio regionale che non interviene per impedire la chiusura delle nostre aziende. Siamo la prima industria dell'isola, lotteremo con i denti per impedirlo». Mario Carai, allevatore di Orune, è arrivato da Tempio dove ha azienda e famiglia: «Il momento che stiamo vivendo è drammatico e la politica regionale e nazionale è immobile - rimarca l'allevatore -. Io ho oltre 300 capi ovini e per andare avanti devo sostenere costi salati per il mangime, l'elettricità, il gasolio con prezzi alle stelle. Non possiamo andare avanti così: ora il caro prezzi e i premi comunitari che non arrivano, prima due anni di pandemia e le mancate vendite. Abbiamo molta rabbia ma dobbiamo lottare insieme sperando che la protesta si estenda oltre l'Isola e alle altre categorie produttive». «Le nostre aziende e le nostre famiglie stanno morendo e nessuno se ne accorge - aggiunge Cinzia Conteddu, con azienda agricola a Siniscola insieme al marito - . Abbiamo 250 capi ovini, maiali, bovini e veniamo da un'annata disastrosa. Se prima pagavamo una fattura del mangime 2mila euro, ora la paghiamo 3mila. Per non parlare dell'energia e delle altre materie prima. Siamo abbandonati, in autunno non abbiamo ricevuto i premi comunitari, ad Argea non ci risponde nessuno. Noi abbiamo tre figlie e un'azienda da mandare avanti. Se non sanno governare i problemi i politici regionali si dimettano». (ANSA)