Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 38enne di Cagliari è accusato di omicidio stradale ed è stato mandato ai domiciliari CAGLIARI- È stato arrestato per omicidio stradale e adesso si trova ai domiciliari, Emilio Pozzolo, il 37enne che alla guida di uno scooter, nonostante fosse senza patente, ha travolto, uccidendolo sul colpo, il piccolo Daniele Ulver, di appena 15 mesi, e la madre Ilaria Ennas, mentre attraversavano sulle strisce pedonali in via Cadello, davanti al parco di Monte Claro. Il 37enne, il primo febbraio scorso, era fuggito dalla zona per poi presentarsi poco dopo alla polizia stradale, accompagnato dal suo legale. L'uomo era stato denunciato in stato di libertà per omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga. Oggi nei suoi confronti è scattato anche il provvedimento restrittivo ed è finito agli arresti domiciliari. Sono stati gli agenti della polizia municipale di Cagliari, gli stessi che hanno condotto le indagini per ricostruire l'incidente, a notificare il provvedimento ad Emilio Pozzolo, accusato di omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga. Il provvedimento è stato richiesto dalla pm, Ginevra Grilletti e firmato dal Gip Roberto Cau. A fare scattare l'arresto, a quanto pare, sarebbe la condotta tenuta da Pozzolo. Al 37enne era stata revocata la patente a seguito di un problema giudiziario, ma nonostante questo si era fatto prestare lo scooter Honda 750 a bordo del quale ha travolto il piccolo Daniele. (ANSA)
INSERITO DA ANGELA CECERE No vax a Roma, in arrivo manifestanti da tutta Italia ma l'adesione è molto più bassa rispetto alle aspettative. Durante la protesta, il leader Marco Liccione ha rivolto anche un appello alle forze dell'ordine presenti per garantire la sicurezza. No vax a Roma, bassa adesione alla protesta Sono arrivati un po' da tutta Italia, ma sono poco più di 200 i manifestanti no vax che questa mattina si sono radunati all'Altare della Patria. Secondo gli organizzatori alcuni manifestanti sono stati bloccati all'Arco di Travertino e sulla Cristoforo Colombo «e non riescono a raggiungere il concentramento». Presente il leader dei no vax di Torino, Marco Liccione. Da piazza Venezia, i manifestanti si stanno ora per spostare verso il Circo Massimo. No vax a Roma, la delusione: «Siamo pochi» «Siamo partiti stanotte alle 2 da Cuneo, avevo piacere che la gente si alzasse, che il tamtam sulle chat avesse un seguito concreto. Che peccato, un'altra occasione persa». Lo dice all'Adnkronos un manifestante arrivato a Roma questa mattina presto per partecipare alla manifestazione di oggi. «Mi sono sempre vaccinato, li ho sempre fatti anche al militare - continua - non ho nulla contro il vaccino, sono per l'abolizione del greenpass. Non ci è permesso di lavorare, sono un muratore e cosa faccio? Sto a casa, chiederò il reddito di cittadinanza. Speravo di vedere una Roma tappata dalla gente. Che delusione». No vax a Roma, il leader alle forze dell'ordine: «Unitevi a noi» «Siamo qui per essere ascoltati, la polizia si schieri con noì. Così il leader dei no vax Marco Liccione in piazza a Roma. «Ci chiedono di spostarci ma noi non andremo via -spiega- non vogliamo vedere calpestati i nostri diritti. Noi non siamo contro il vaccino ma siamo contro il governo che non ha fatto niente. Il problema non è il vaccino ma sono il caro bollette e la mancanza di lavoro. Diciamo basta al Green pass e alle restrizioni
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tragico incidente la scorsa notte a Giugliano sulla Circumvallazione esterna all’altezza dello store Gloria. Per cause ancora da accertare due auto si sarebbe scontrare nel tratto che va in direzione Lago Patria. Secondo alcune testimonianze raccolte una delle persone alla guida delle auto coinvolte sarebbe sceso dal mezzo e sarebbe stato falciato dalle auto che percorrevano la carreggiata. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto la vittima era già deceduta. L’impatto ha generato, come conseguenza, una coda di ore che ha paralizzato il traffico in tutta la zona. INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un sentiero lungo 100km che potete percorrere a piedi o in bicicletta e che vi porterà nella splendida natura del Lazio e dell'Abruzzo: è il Cammino dei Briganti. Si tratta di un percorso ad anello che inizia a Sante Marie in provincia de L'Aquila, e attraverso antiche mulattiere e passando per meravigliosi paesi medievali vi farà scoprire una natura mozzafiato. Un cammino affascinante che può essere completato in 7 giorni. Crediti foto@Shutterstock Music: «Dreams» from Bensound.com
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Fondazione FS e il Comune di Paratico intendono puntare sulla valorizzazione turistica della Ferrovia Palazzolo-Paratico-Sarnico, riportando i binari dall'attuale stazione fino al lago. Sulla questione, tuttavia, c'è chi dice "no" come Legambiente Basso Sebino. "Questo sorprendente annuncio farebbe rabbrividire chi ha visto, era il febbraio del 1999, l’ultimo treno merci spingersi fino al lago per poi imbarcare i carri sulle chiatte dirette alle acciaierie ex Italsider (poi ILVA) di Lovere - dichiarano i rappresentanti di Legambiente -. La decisione di sospendere i collegamenti dell'allora committente del trasporto (l’ex Italsider) e delle FS, fu presa a causa degli alti costi del trasporto e dei lunghi tempi di resa, non competitivi con quelli della strada. Ci si aspettava che venisse custodito e non cementato il tratto di linea Stazione-lago, come di solito avvenuto in tutta Europa, in attesa di riaprire le attività ferroviarie. A Paratico invece no. I binari dello scalo lacustre sono stati sepolti, compreso i due rari scambi “tripli”, storici apparati tra gli ultimi rimasti della rete ferroviaria italiana. Anche davanti alla vecchia stazione (ora bar-fioreria) i binari sono stati tolti dopo che il terminale della linea è stato arretrato fino al vicino ex deposito locomotive. Successivamente sui binari in prossimità del lago è stato realizzato il “Giardino delle erbe danzanti“ (costo oltre 500mila euro) esempio di intervento paesaggistico (menzionato nel Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa dell’edizione 2012-2013). L'obiettivo era quello di creare un collegamento verde fra il paese edificato ed il lago, valorizzando la riva ed il contesto lacustre circostante. Ora il giardino verrebbe parzialmente stravolto per rimettere i binari. Pensiamo che non sia necessario che la tradizione del treno storico venga mantenuta con il suo arrivo fino al lago con carrozze panoramiche. Il lago si vede e lo si può fruire tranquillamente con un battello della navigazione. Meglio ancora se treni e battelli fossero in coincidenza! Il progetto delle FS e del Comune è sproporzionato e dai costi enormi (15 milioni di euro). Ci saremmo aspettati invece un piano per la riapertura ai passeggeri della linea, non solo limitata a qualche sporadico treno storico della Palazzolo-Paratico-Sarnico, chiusa dal 1966. La linea, ora completamente ristrutturata è praticamente inutilizzata, percorribile alla velocità di 80 km/h. Prima del covid i treni storici, che utilizzavano la linea con locomotive a vapore, erano 5/6 l’anno. Un utilizzo davvero ridotto che non giustifica certo gli investimenti milionari già fatti e quelli ora previsti. Questo annuncio ad effetti speciali grazie ai fondi del PNRR per gestire forse un convoglio panoramico al mese nella sola stagione estiva (chi pagherebbe i costi di gestione?) non è quel che serve al lago d’Iseo. Preferiremmo più treni storici da Milano e Bergamo a Paratico-Sarnico e il ritorno dei treni pendolari sulla linea, visto che il traffico automobilistico sulla ex SS469 è sempre ultra congestionato. Prioritario sarebbe anche riattivare i servizi sulla ferrovia Iseo-Bornato-Rovato, tolti maldestramente qualche anno fa dopo aver speso milioni di euro per il potenziamento della linea. La maggior parte dei fondi del PNRR vanno restituiti all’Europa, non sono un regalo per questo vanno spesi bene".
INSERITO DA ANGELA CECERE Una persona è stata uccisa e 14 persone sono rimaste ferite nello scontro di due treni di pendolari oggi vicino a Monaco, nel sud della Germania. Lo ha reso noto la polizia. La causa dell'incidente, verificatosi, intorno alle 16:40, non è ancora chiara. I passeggeri a bordo dei treni hanno detto al quotidiano locale Merkur di aver sentito un forte scoppio e di essere stati sbalzati in avanti sui loro posti. L'operatore ferroviario tedesco Deutsche Bahn ha affermato che le autorità competenti hanno aperto un'indagine. Le immagini sui media locali hanno mostrato i passeggeri in piedi accanto al binario dopo la collisione, con almeno una carrozza parzialmente deragliata. L'incidente è avvenuto vicino alla stazione ferroviaria urbana della S-Bahn di Ebenhausen-Schaeftlarn, a sud-ovest di Monaco. I due treni pendolari sembra che si siano scontrati frontalmente su un unico binario. Sul posto sono stati inviati oltre 200 soccorritori e polizia. Una persona ferita, inizialmente intrappolata all'interno di una carrozza, è stata successivamente liberata. Secondo la Bild a bordo dei due treni c'erano circa 95 passeggeri, ed anche il macchinista è rimasto intrappolato tra i rottami. Una radio locale ha riferito che lo scorso agosto due treni della S-Bahn si erano quasi scontrati nella stessa zona, ma entrambi i conducenti erano riusciti a frenare in tempo.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ancora una morte sul lavoro in Italia. Questa mattina un operaio di 43 anni è morto dopo un incidente a Puglianello (Benevento). L'uomo lavorava per una ditta di trasporti che ha sede nell'area industriale di Puglianello. L'incidente è avvenuto nel piazzale dell'azienda: il 43enne, originario di San Giuseppe Vesuviano (Napoli), è stato trovato a terra, insieme ad alcune lamiere. Da capire ancora la dinamica: non è chiaro se sia rimasto vittima di una caduta, battendo violentemente la testa sull'asfalto, o sia stato colpito da alcune lamiere sistemate su un camion.
A CURA DI MIKI PAPPACODA LEONEAl dodicesimo posto il segno del Leone. State facendo una grande fatica e vi dimenticate dell’importanza dell’amore. A marzo dovete parlare a viso aperto nella coppia.
SAGITTARIOAll’undicesimo posto della classifica di Paolo Fox c'è il Sagittario. C’è qualche ritardo negli affati. L'astrologo invita a fare attenzione.
TOROAl decimo posto della classifica troviamo il segno del Toro. Luna un po’ strana questa settimana. Volete essere conquistati con una rosa.
CAPRICORNOIl Capricorno è nono. Detestate le situazioni poco chiare e vi chiedete cosa farete in primavera. Se siete nervosi non riversate le tensioni in amore e siate generosi.
SCORPIONEOttavo lo Scorpione. C’è un po’ di noia in questi giorni e una stanchezza nel ripetere le stesse cose, ma la settimana si chiuderà bene. Dovete capire dove state andando in amore.
PESCISettimi i Pesci. Settimana che può darvi un po’ di malinconia. Andate a fondo cercando di capire le motivazioni se qualcosa non funziona. Tutto quello che fate è importante per il futuro.
CANCROSesto il Cancro. Venere non sarà più opposta dal prossimo mese. Gli ultimi tempi sono stati difficili da gestire e vi siete sentiti isolati. Dovete trovare una buona connessione con gli altri.
ACQUARIORecupera l’Acquario, collocandosi al quinto posto della classifica di Paolo Fox. Questo San Valentino è importante, a marzo arriva Venere.
BILANCIAGli ultimi mesi sono stati pesanti per il segno della Bilancia, che Paolo Fox mette al quarto posto. I prossimi giorni sono importanti. Dovete sistemare qualche problema personale.
VERGINESettimana agrodolce per il segno della Vergine, al terzo posto in classifica. Adesso arrivano i nodi al pettine e dovete sistemare delle cose. C’è da chiarire in amore e sul lavoro.
ARIETEAl secondo posto della classifica di Paolo Fox troviamo il segno dell'Ariete. Sentite dentro che qualcosa va meglio rispetto al passato e i progetti ripartiranno dal prossimo mese.
GEMELLILuna favorevole, soprattutto a metà settimana, per il segno dei Gemelli, sul gradino più alto del podio. Giove un po’ storto vi farà rivedere qualcosa nel lavoro. Se chiedete in amore vi sarà dato.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Omicidio questa mattina ad Acilia, comune nell'area sud di Roma.È stato ucciso con tre colpi d'arma da fuoco Paolo Corelli, l'uomo freddato questa mattina in via Alberto Galli in zona Acilia a Roma davanti agli occhi della moglie. Gli spari avrebbero raggiunto l'uomo al torace e alla schiena appena uscito di casa. Sul corpo, il sostituto procuratore di turno Stefano Luciani, che si è recato sul posto insieme ai carabinieri, ha disposto l'autopsia. La vittima aveva 47 anni, era incensurata e lavorava in un supermercato di Fiumicino ma nei fine settimana lavorava come buttafuori nelle discoteche.
I carabinieri stanno mettendo in fila i tasselli raccoltinelle ore successive all'omicidio cercando di ricostruire anche il vissuto dell'uomo e i suoi contatti. Dalle ricostruzioni effettuate anche grazie alle testimonianze sembra che il sicario stesse aspettando la vittima perché era molto ben informato sulle sue abitudini. Nel suo passato non ci sono apparentemente ombre, nessuna vicenda penale: Corelli, che nei week end lavorava come buttafuori nei locali, è incensurato. La zona dove è avvenuto il fatto, l'area delle case popolari di San Giorgio ad Acilia dove in passato è stata al centro di indagini sullo spaccio di sostanze stupefacenti e racket legato al clan dei Casalesi trapiantato nella zona dagli anni'90. Proprio in questo quadrilatero di palazzi si rifugiarono, prima di essere arrestati, gli aggressori di Manuel Bortuzzo, il nuotatore rimasto gravemente ferito all'Axa la notte tra il 2 e il 3 febbraio del 2019. Gli inquirenti stanno ricostruendo gli ultimi contatti avuti dalla vittimae da una primissima attività di indagine è emerso che il fratello di Corelli, Claudio, si trova attualmente agli arresti domiciliari per vicende di droga. Le pendenze con la giustizia del fratello della vittima potrebbero, però, non avere nulla a che a fare con quanto avvenuto questa mattina in via Alberto Galli. Corelli è uscito di casa per recarsi al supermercato di Fiumicino dove lavora da tempo nel reparto di salumeria. Dopo pochi istanti, quando aveva quasi raggiunto l'auto, è stato avvicinato dal killer che ha esploso tre colpi e nel silenzio della mattina in molti hanno sentito gli spari. Due proiettili lo hanno raggiunto alla schiena facendolo accasciare a terra, il terzo colpo è stato esploso in direzione del torace, quando Corelli si era già accasciato a terra. Un' azione fulminea durata pochi istanti: Corelli è morto sul colpo e a nulla è servito l'intervento del 118 allertato dalle telefonate giunte al numero unico di emergenza dagli abitanti della zona. L'aggressore ha fatto perdere le proprie tracce, insieme a un complice che lo aspettava dietro un palazzo. Gli inquirenti stanno setacciando le telecamere di videosorveglianza nella speranza di individuare l'autore dell'agguato mortale. Nelle ore successive ai fatti i carabinieri hanno ascoltato testimoni per cercare elementi utili alle indagini e dare un nome all'omicida: non si esclude che l'autore possa essere legato anche a gruppi della piccola criminalità dell'est molto radicata nel quartiere. diEmilio OrlandoLEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La diplomazia ha ancora margini di manovra, prima che la crisi ucraina precipiti nel baratro della guerra. Il grande tessitore ieri è stato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha incontrato a Kiev il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Sono del cancelliere le uniche parole capaci di aprire una breccia nel muro russo: «La questione dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato attualmente non è in agenda - ha ribadito Scholz - ed è per questo che è un po’ strano osservare che il governo russo stia mettendo al centro di grandi problematiche politiche qualcosa che in pratica non è all’ordine del giorno». Oggi Scholz volerà a Mosca al cospetto di zar Putin. «Siamo pronti ad un serio dialogo con la Russia sulle questioni della sicurezza europea - ha ribadito l’erede della Merkel - ma se la Russia di nuovo viola l’integrità territoriale, siamo pronti ad ampie ed effettive sanzioni in coordinamento con i nostri alleati. Ci aspettiamo che la Russia faccia passi chiari verso la de-escalation». Un messaggio che il Cremlino sembra recepire. «Ci sono chances di raggiungere un accordo con i Paesi occidentali», ha riferito il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Putin, che lo ha ricevuto al Cremlino (allo stesso tavolo di Macron, anche lui seduto a 4 metri di distanza) per capire se la diplomazia stia producendo effetti o se Europa e Usa vogliano solo trascinare la Russia in un pantano di inutili negoziati. Un segnale di de-escalation da parte dei Mosca può essere però solo fumo negli occhi. Del resto oggi la Duma - il parlamento russo - voterà (e voterà ovviamente sì) la risoluzione in cui si chiede al Cremlino di riconoscere come parte della Federazione russa le regioni separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk, autoproclamatesi repubbliche indipendenti nel 2014. Una mossa non propriamente di distensione. Ieri sera oltretutto nuove informazioni di intelligence americane, riportate dalla Cnn, hanno segnalato movimenti di truppe al confine, come se l’esercito russo - che sul campo ha già 130mila uomini - si stesse disponendo per un attacco. Secondo il Pentagono i piani militari del Cremlino includono l’accerchiamento di Kiev entro 24-48 ore, oltre a campagne aeree e missilistiche: l’artiglieria a lungo raggio sarebbe già stata messa in posizione di tiro. Per gli americani l’invasione continua a essere prevista per domani, 16 febbraio: giorno che il presidente ucraino Zelensky ha già dichiarato «giornata dell’unità nazionale». LEGGO.IT