Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sull’A2 all’altezza di Baronissi questa mattina un incidente tra un camion e due automobili. L’impatto è avvenuto prima della galleria in direzione Salerno. Una donna è rimasta ferita e ha riportato dei lievi traumi contusivi. Il camion è finito contro la fiancata della vettura che conduceva la donna ma non è ancora chiara la dinamica. I soccorsi In una delle auto coinvolte una donna è rimasta lievemente ferita e trasporta in ospedale al Ruggi, era la sola all’interno del mezzo. Sul posto è intervenuta l’ambulanza medicalizzata del Punto. ZEROTTONOVE
DI MICHELE PAPPACODA Il territorio della Campania � per circa il 35% montuoso, per il 50% collinare e per il resto pianeggiante. La costa comprende quattro ampi golfi dove, alle spiagge si uniscono altre attrattive naturalistiche, come gli incantevoli panorami rocciosi protesi verso il mare. Tra le cime montuose pi� importanti: il Monte Matese (2050 mt), i Monti del Sannio, i Monti dell'Irpinia, i Monti Picentini ed i Monti Lattari della penisola sorrentina.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Storia della Valle d'Aosta riguarda le vicende storiche relative alla Valle d'Aosta, la più piccola Regione italiana. Molto spesso, per questioni organizzative e amministrative, Aosta viene definita come provincia unica della regione. In realtà, la provincia di Aosta è stata abolita con decreto legislativo il sette settembre 1945[1]. La Valle d'Aosta è una delle quattro prime regioni autonome istituite in Italia nel 1948. Frontaliera con la Francia e la Svizzera, essa è caratterizzata per il suo particolarismo linguistico. La popolazione parla una lingua galloromanza, definita francoprovenzale, il patois valdostano. La Valle d'Aosta è una regione storicamente unicamente francofona, in particolare a partire in particolare dal 1536, anno in cui il Conseil des Commis scelse il francese come lingua di lavoro, ossia tre anni prima che la Francia stessa adottasse tale lingua per gli atti ufficiali (Ordinanza di Villers-Cotterêts)[2]. Nel 1532, ad Aosta fu inoltre redatto il primo atto notarile al mondo in francese[3]. Il francese divenne lingua ufficiale della Valle d'Aosta nel 1561 con l'Editto di Rivoli, e l'evoluzione storica ha portato alla recente costituzione di una regione ufficialmente bilingue, dove l'italiano, introdotto nella prima metà del XX secolo in maniera forzata durante il periodo fascista, e il francese godono di uno status di lingue ufficiali paritarie[4]. Storia antica La Valle d'Aosta era abitata dalla popolazione celtica dei Salassi (sono stati rinvenuti comunque megaliti risalenti al 3000 a.C.). Nel 25 a.C. fu conquistata dai Romani, che vi fondarono Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. Importante sotto il profilo militare e strategico per il controllo dei valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo. Altre città furono fondate lungo la valle della Dora Baltea, come Carema (Quadragesima Galliarum, cioè « alla quarantesima pietra miliare della via delle Gallie »), dove si trovava un posto di controllo, Quart (Ad quartum lapidem, cioè « alla quarta pietra miliare »), Chétoz (Ad sextum lapidem, cioè « alla sesta pietra miliare »), Nus (Ad nonum lapidem, cioè « alla nona pietra miliare »), Diémoz (Ad decimum lapidem, cioè « alla decima pietra miliare »), che indicavano la distanza a partire da Aosta. Altri borghi e guarnigioni militari erano Verrès (Vitricium), Châtillon (Castellio), oppure i fundi di Charvensod (Calventianus), Gressan (Gratianus) e Jovençan (Joventianus). I coloni Aymus e Avilius, proprietari del Ponte acquedotto di Pont d'Aël, diedero il nome a Aymavilles (Ayma-villes)[5]. Il popolo dei Salassi potrebbe appartenere alla cultura di Hallstatt, una cultura celtica. Discendono dalla tribù degli Allobrogi; per un aumento intensivo della popolazione, poi, si spinsero verso il Mediterraneo, seguendo l'antica Via del sale, arrivando in Valle d'Aosta, nella zona della Dora Baltea, e nel Canavese nel 1200 a.C.; sovrapponendosi ad altri gruppi etnici già presenti nella regione[6]. Un indicatore dell'origine celtica dei Salassi è dato da alcune parole, quali "berrio" (= pietra) e "bletsé" (= mungere), del patois valdostano. Medioevo In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente la Valle d'Aosta inizialmente fu sotto il dominio di Odoacre per poi entrare a far parte del Regno ostrogoto sotto re Teoderico. A seguito della guerra gotica la Valle d'Aosta venne annessa alla Prefettura del pretorio d'Italia, infine venne conquistata dalle truppe di Alboino nel 568 divenendo parte del Regno longobardo. Approfittando del periodo d'anarchia seguito alla morte di Clefi, il merovingio Gontrano, re dei Franchi d'Orléans, sconfisse i longobardi, annettendosi Aosta e Susa nel 575. A seguito della conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 774, Aosta e Susa seguirono le sorti del regno d'Italia. Sotto l'Impero carolingio si sviluppò la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin sono tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990. Per volontà di Ottone I di Sassonia, che intendeva garantirsi libero accesso al regno d'Italia, nel 972 Aosta venne assegnata a suo cognato Corrado III di Borgogna e rimase parte del regno di Borgogna fino al 1032. Come conseguenza si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. A lungo andare, in Val d'Aosta si diffusero e svilupparono dialetti francoprovenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nell'attuale Svizzera Romanda. Nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano e da allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e le concesse sempre ampia autonomia. Rappresentante del conte di Savoia era il balivo che sino al Trecento era chiamato podestà. Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso preponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare. Rinascimento Nel 1496 viene istituita la dignità di governatore e luogotenente del Ducato di Aosta che fa perdere di importanza il ruolo del balivo.[7] Risale a questo periodo anche la Chronique de la maison de Challant, prima opera storiografica conosciuta sulla Valle d'Aosta, scritta da Pierre Du Bois. Nel 1536, in seguito all'invasione da parte di Francesco I di Francia dei territori di Casa Savoia (tranne che della Valle d'Aosta), fu istituito il Conseil des Commis. L'anno seguente venne firmato un trattato di neutralità tra la Valle d'Aosta e Francesco I di Francia. Secoli XVII e XVIII Nel 1630 la peste colpì pesantemente la popolazione uccidendone due abitanti su tre[8]. Per riuscire a colmare le lacune lasciate dalle numerose morti soprattutto nel mondo agricolo e artigianale, numerosi coloni della Svizzera, della Savoia e dell’Alto Piemonte si stanziarono in Valle e si mescolarono alla popolazione. Tra la fine del secolo e l'inizio di quello successivo, la Valle d'Aosta fu occupata due volte dalle truppe francesi, nel 1691 e tra il 1704 e il 1706. Nel 1777, secondo il canonico Pierre-Louis Vescoz[9], la coltivazione della patata fu introdotta in Valle d'Aosta dal notaio Jean-François Frutaz, che la seminò per la prima volta a Châtillon[10]. La Chiesa cattolica, presente con un vasto numero di religiosi e di monasteri, ebbe una sensibile influenza tradizionalista e reazionaria sulla popolazione. I Valdostani si ribellarono alle misure imposte dal "Despota illuminato" Carlo Emanuele III di Savoia e dal suo successore il figlio Vittorio Amedeo III, tra le quali vi fu la soppressione del Conseil des Commis. L'antica legislazione che vigeva in Valle d'Aosta fu definitivamente abolita dopo la pubblicazione delle Royales constitutions, a Aosta, il 24 novembre 1770. Nel corso della Rivoluzione francese, la Valle d'Aosta fu invasa dalle truppe rivoluzionarie francesi nell'aprile 1794. Fu subito occupata e annessa de facto alla Francia nel 1796, quindi de jure nel 1802, quando fu inserita nel dipartimento della Dora, uno dei dipartimenti in cui era stato suddiviso il Piemonte annesso alla Francia e divenuto nel 1802 regione francese denominata Au delà des Alpes. La diocesi di Aosta fu soppressa nel 1803 (verrà ricostituita dopo la caduta di Napoleone nel 1817). La Valle d'Aosta fu resa nel 1814 al ducato di Savoia di cui seguirà l'evoluzione verso il liberalismo politico nel corso della prima parte del XIX secolo. Con la Fusione perfetta del 1847 anche la Valle d'Aosta entrò a far parte del Regno di Sardegna. Le prime elezioni libere ebbero luogo il 27 aprile 1848 e furono eletti, come rappresentanti della valle al Parlamento Subalpino l'avvocato Jean-Laurent Martinet, il sindaco di Aosta, Maurice Tercinod e il capitano del Genio militare Luigi Federico Menabrea. A quell'epoca le tensioni sociali nella valle si manifestavano tra i conservatori del vescovo André Jourdain e i liberali del canonico Félix Orsières. Dopo la cessione della Savoia alla Francia del 1860 e la realizzazione dell'Unità d'Italia del 1861, la Valle d'Aosta cercò di conservare le proprie tradizioni e specificità linguistiche e culturali. A partire dal 1880, a causa dell'aumento della natalità, ebbe inizio una forte emigrazione economica, provvisoria o definitiva, verso la Svizzera, la Francia e in seguito anche verso gli Stati Uniti d'America, che proseguì fin verso il 1925.
Fascismo
Ilfascismocercò diitalianizzarela Valle d'Aosta, con la soppressione delle scuole di villaggio locali, le cosiddetteécoles de hameau, e con l'instaurazione dell'uso esclusivo dellalingua italiananegli uffici (Regio Decretodel 15 ottobre 1925, num. 1796), la soppressione dell'insegnamento dellalingua francese(R.D. del 22 novembre 1925, num. 2191), l'italianizzazione dei toponimi valdostani(ordinanza del 22 luglio 1939) e la soppressione dei giornali inlingua franceseLe Duché d'Aoste,Le Pays d'Aoste,La Patrie valdôtainee dell'utilizzo del francese nella stampa. Peraltro, con il Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio1927, riformando le circoscrizioni provinciali, attribuì alla Valle d'Aosta lostatusdi provincia, elevandola dacircondariodellaprovincia di Torino, includendo però nella stessa anche ilCanaveseitalofono (excircondario di Ivrea).
Nella regione si organizzò una società segreta, chiamataLigue valdôtaine, fondata dal dottorAnselme Réan, per la difesa dell'utilizzo della lingua francese e dell'identità valdostana. Parallelamente, un'intensa attivitàpartigianacominciò a instaurarsi e a diffondersi nelle vallate. La resistenza valdostana portò alladichiarazione di Chivasso, siglata insieme coi rappresentanti delle vallate alpine francoprovenzali limitrofe, per la difesa del particolarismo delle comunità alpine. Un membro della resistenza, il notaioÉmile Chanoux, arrestato dalla milizia fascista, morì in prigione la notte tra il 18 e il 19 maggio 1944.
Diventata circoscrizione autonoma nel1946, conFederico Chabodprimo presidente, ottenne dallaRepubblica Italianala concessione delloStatuto specialenel1948. Economicamente per molti secoli la Valle d'Aosta visse solo di agricoltura e di pastorizia, con la diffusione dipiccole proprietàspesso insufficienti alla sussistenza dei contadini e dei pastori, costretti a spostarsi inFranciao inSvizzeraper lavori stagionali, o a emigrare definitivamente.
Solo dopo laSeconda guerra mondialeci fu l'inversione delle tendenze demografiche ed economiche, con uno sviluppo turistico ed industriale che produsse un fenomeno immigratorio. Attualmente la regione, che ha una popolazione di 119.548 abitanti, ha unreddito pro capitetra i più alti in Italia[12], perlopiù grazie allo sviluppato benessere industriale delnord Italiache trasformò la Valle d'Aosta in una delle mete turistiche preferite.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense - Il poliambulatorio di Moiano ha bisogno di lavori di ristrutturazione, che richiedono il trasferimento di tutte le prestazioni in un altro edificio (foto). Per evitare, dunque, disagi ai cittadini, ma soprattutto il trasloco lontano dalla borgata dei servizi amministrativi, della guardia medica, del punto vaccinale e di quello dei prelievi è stato proposto al direttore dell’Asl Napoli 3 Sud, Gennaro Sosto, il trasferimento temporaneo in un immobile poco distante da quello attuale. Soluzione risultata soddisfacente, tanto che l’Azienda sanitaria ha dato l’assenso alla stipula del contratto per il nuovo immobile. L’Amministrazione Comunale dal canto suo si è impegnata a garantire a proprie spese l’esecuzione dei lavori di manutenzione e adattamento dei nuovi locali, approvando un impegno di spesa pari a 21 mila euro, compreso le forniture necessarie e i costi dell’apparato montascale per le persone con disabilità. Pertanto si sta procedendo celermente per limitare qualsiasi disagio e garantire la continuità del servizio. In più è stata già individuata la ditta che eseguirà la parte edile, che ammonta a circa 9 mila euro. Superata la parte amministrativa inizieranno i lavori.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODAVico Equense- Aumenta il tasso di contagio in Campania anche se il numero dei tamponi è in calo, nell'ultima rilevazione effettuata, rispetto a quelli di solito effettuati, complice l'ormai tradizionale frenata dei tamponi domenicale. 525 i positivi a fronte di 11.692 test. Il tasso di positività è del 4,49%, in crescita rispetto al 3,43% di ieri. 9 i morti: 7 deceduti nelle ultime 48 ore, due in precedenza ma registrati ieri. In lieve aumento il tasso di occupazione delle terapie intensive, 21 a fronte del precedente dato di 20, e dei reparti di degenza ordinaria, 293, contro i 292 di ieri. A Vico Equense si registra ancora un lieve aumento dei casi. Secondo l’ultimo bollettino pubblicato oggi i nuovi contagi da Covid sono 4. Al momento in città sono positivi 12 cittadini. “Non sussistono motivi per allarmarsi, - sottolinea il Sindaco Giuseppe Aiello - ma non dobbiamo mai abbassare la guardia. Rispettiamo in maniera rigida le regole sanitarie anti Covid-19 e aderiamo alla campagna vaccinale, sia dal primo ciclo, per chi ancora non lo avesse fatto, che alla terza dose.” Il Covid continua a contagiare tante persone in Campania, la maggior parte dei casi vaccinati, come ha evidenziato il governatore della Campania Vincenzo De Luca nella sua diretta sui social del venerdì. Ma la preoccupazione cresce, così come i ricoverati.
"Se vogliamo portare l'italia fuori dal tunnel - ha sottolineato De Luca - dobbiamo completare la campagna di vaccinazione e la cosa è delicata perché tra dicembre e gennaio avremo anche il picco dell'influenza. Se abbiamo una ondata di influenzati avremo gli ospedali ingolfati. Il che significa ovviamente che non potremo dare assistenza ad altri nostri concittadini che hanno altre patologie. Dunque momento delicato, io sono fiducioso sinceramente. Non abbiamo avuto grandissime emergenze a Napoli e in Campania ma dobbiamo completare il ciclo di vaccinazioni,". Se sarà un Natale libero? "Dipende dai nostri concittadini - spiega De Luca - dobbiamo preoccuparci, certo che dobbiamo preoccuparci. Siamo a 8500 positivi. C'è una soglia critica oltre la quale anche se i positivi in grandissima parte non vengono ricoverati grazie alla campagna di vaccinazione, tuttavia il contagio si diffonde".
A CURA DI BARBARA PAPPACODA Santi del giorno S. Margherita di Scozia (mf); S. Geltrude di Helfta (mf) VANGELO Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. + Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10 In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Parola del Signore.
A CURA DI BARBARA PAPPACODA BILANCIASituazione particolare soprattutto lunedì e martedì per il segno della Bilancia, al dodicesimo posto. Siete sprovvisti di carica ed energie necessarie. C'è una Venere contraria, ma un bel cielo nel weekend.
LEONEAll'undicesimo posto della classifica di Paolo Fox il Leone. State vivendo una situazione un po' conflittuale. Molte cose che fate sono nuove, mercoledì e giovedì le giornate più caotiche.
TOROAl decimo posto della classifica il Toro. Avete la luna nel segno mercoledì e giovedì e state sprigionando una grande forza che vi aiuterà a cambiare prospettiva. Nelle relazioni bisogna stare un po' attenti.
ARIETEL'Ariete è nono nella classifica stilata da Paolo Fox. State riprendendo quota, avete avuto tanti pianeti un po' storti. Inizierà presto un biennio di recupero, l'importante è non andare di fretta.
BILANCIASituazione particolare soprattutto lunedì e martedì per il segno della Bilancia, al dodicesimo posto. Siete sprovvisti di carica ed energie necessarie. C'è una Venere contraria, ma un bel cielo nel weekend.
LEONEAll'undicesimo posto della classifica di Paolo Fox il Leone. State vivendo una situazione un po' conflittuale. Molte cose che fate sono nuove, mercoledì e giovedì le giornate più caotiche.
TOROAl decimo posto della classifica il Toro. Avete la luna nel segno mercoledì e giovedì e state sprigionando una grande forza che vi aiuterà a cambiare prospettiva. Nelle relazioni bisogna stare un po' attenti.
ARIETEL'Ariete è nono nella classifica stilata da Paolo Fox. State riprendendo quota, avete avuto tanti pianeti un po' storti. Inizierà presto un biennio di recupero, l'importante è non andare di fretta.
A CURA DI BARBARA PAPPACODA Oggi è il 16 novembre
Si festeggia s. Agnese d'Assisi
Il nome Agnese deriva dall'aggettivo greco aghnòs, e significa "pura, casta". Dice il proverbio… L’oliva tanto più pende, tanto più rende. Sono nati oggi Tazio Nuvolari, José Saramago, Joaquin Navarro Valls Il 16 novembre 1965 L'Unione Sovietica lancia Venera 3, una sonda spaziale diretta verso Venere. La sua missione era un atterraggio programmato, ma si schiantò sulla superficie venusiana, diventando comunque il primo oggetto costruito dall'uomo ad atterrare su un altro pianeta. Il 16 novembre 1945 A Londra viene fondata l’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite nata per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nella cultura e la scienza. Oggi la sede è a Parigi e sono membri dell'UNESCO 194 Paesi. Il 16 novembre 2001 Esce nelle sale Harry Potter e la pietra filosofale. E' il secondo film nella classifica d'incassi di tutti i tempi, secondo solo a Titanic. Cesare Pavese ha detto L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L’operosità rapide le ore e lenti gli anni.
Instabile su Emilia-Romagna, bassa Lombardia e basso Veneto con piogge sparse; stabile e più soleggiato sulle restanti aree. Temperature stazionarie, massime comprese tra 11 e 15.
Centro
Instabile con piogge e rovesci sparsi sulle Tirreniche, più diffusi sulle Adriatiche. Rovesci e temporali sulla Sardegna. Temperature in lieve calo, massime tra 13 e 16.
Sud
Nuvolosità irregolare con piogge sparse specie in mattinata; verso sera su Calabria e Sicilia. Temperature stabili, massime comprese tra 15 e 20.
inserito da Carlo Ametrano Formula Uno, le classiche pagelle dello scrittore stabiese Carlo Ametrano intervenuto in esclusiva al termine del GP del Brasile vinto da Lewis Hamilton
Formula Uno, GP del Brasile 2021: le pagelle di Carlo Ametrano: “Hamilton una leggenda guidata da Senna”
INSERITO DA CARLO AMETRANO
Una gara bellissima da parte di due fenomeni: Hamilton e Verstappen. Sempre loro, pronti a regalare spettacolo, anche in Brasile dove a vincere è l’inglese che chiude davanti al suo rivale e al suo compagno di squadra Bottas. Incredibile prestazione da parte di Hamilton che, partito decimo, è riuscito in una super rimonta che gli permette, a tre gare dalle fine, di tornare di forza in lotta per il mondiale, con la variante Qatar e Arabia Saudita: due piste nuove pronte a decretare chi sarà campione in questa stagione.
Oggi abbiamo ascoltato per la nostra rubrica “Un voto per la Formula Uno” lo scrittore stabiese Carlo Ametrano, autore del libro “Ayrton… per sempre nel cuore” e grande appassionato di Formula Uno.
Ciao Carlo, prima di iniziare con il pagellone ti chiediamo una considerazione sulla gara.
“Non ci sono parole. Sono commosso. Parliamo di un Hamilton davvero eccezionale… mi ha lasciato senza commento!”
Vince dunque Hamilton, che voto gli diamo?
“Il voto più alto che esiste qual è? Fai una cosa: non ti dico né 100 e né 1000, ma infinito! Perché è questo il voto che si merita a termine di un weekend svolto da padrone. Non ho davvero mai visto un pilota così”.
Segue il suo grande rivale Max Verstappen, voto?
“Ha fatto il suo, è stato bravo ed è comunque leader del mondiale. Do un consiglio alla Red Bull, inerente al motore: perché non cambiarlo se la Mercedes vola e le gare al termine sono solo tre? Comunque voto 9 all’olandese”.
Come valuti la prestazione di Bottas?
“Ha fatto un buon weekend. Ha vinto la Sprint e ha portato punti importanti per i costruttori. Voto 7.5”.
Fuori dal podio, dopo tre gare consecutive, Sergio Perez. Che gara ha fatto?
“Una buona gara, niente di che anche perché chiude dietro a Bottas, ma comunque un buon quarto posto. Voto 6.5”
Quinta la prima Ferrari, quella di Charles Leclerc: voto?
“Non vorrei parlarne. Hanno recuperato sulla McLaren, in questo momento in grossa difficoltà, ma non basta. Se ti chiami Ferrari non puoi arrivare a un minuto dai top team. La Rossa deve essere uno dei top team. Voto 5”.
Importante per la Rossa anche la sesta piazza di Sainz.
“Stesso discorso fatto con Leclerc, la vettura così non va. Voto 5”.
Settimo Gasly, sempre in top dieci.
“E’ un ragazzo eccezionale, ne sentiremo parlare per molto molto tempo. Buona gara ma non top come le altre. Voto 7”.
Chiude la top ten una deludente McLaren con Lando Norris.
“E’ tempo di svegliarsi. Vediamo cosa combinando in questi due Gran Premi nuovi, anche perché stanno iniziando a perdere troppi punti per i costruttori. Voto 6”.
Carlo noi ti facciamo i complimenti e ti ringraziamo. Diamo appuntamento a tutti in nostri lettori per i voti del prossimo GP di Formula Uno che si correrà dunque in Qatar settimana prossima. Prima di chiudere ci vuoi aggiornare sui tuoi appuntamenti?
“Voglio ringraziare di cuore la famiglia Odeon con Filippo Gherardi e Martina Renna che sono delle persone davvero speciali. Essere ospite, giovedì alle ore 23.00, in un’emittente internazionale come Odeon per me può essere solo motivo di orgoglio. Detto questo… non dimentichiamo il Senna Day che si terrà il 30 aprile all’Agriturismo Cantine Zuffa che sarà un grande spettacolo. Avremo un super pilota, che ha corso tanti anni in Formula Uno…ma non dico più niente!”
Se vuoi riascoltare tutta l’intervista telefonica di Carlo Ametrano, è possibile farlo semplicemente cliccando play sul lettore multimediale che segue: http://chirb.it/z5EFk6