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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 09.04.2021 A CURA DI MIKI PAPPACODA

10 Aprile 2021, 09:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

S. Maddalena di Canossa

A CURA DI MIKI PAPPACODA S. Maddalena di Canossa vergine e fondatrice (1774-1835) S. Miguel de los Santos sacerdote O.SS.T. (1591-1625) S. Miguel de los Santos

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,9-15. Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.»

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LA STORIA DELL’EGITTO Lo Scarabeo sacro

9 Aprile 2021, 10:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Lo Scarabeo sacro

INSERITO DA MORENA MOTTA Lo scarabeo sacro, talvolta indicato con il nome di scarabeo stercorario, deve il suo nome al ruolo che ebbe nella religione dell’antico Egitto dove veniva adorato con il nome di Khepri, simbolo della resurrezione; questa divinità veniva spesso rappresentata come uno scarabeo che spingeva il sole attraverso il cielo o mentre lo faceva rotolare attraverso l’oltretomba egizio, ogni notte; Khepri infatti per gli egizi rappresentava il sole del mattino, e il suo essere rappresentato con l’astro solare deriverebbe dal fatto che lo scarabeo deposita le proprie uova nello sterco e ne forma una pallina che poi spinge e fa rotolare con le zampe posteriori.

La leggenda egizia narra che Khepri è colui che spinge ogni mattina Ra, il dio sole di Eliopoli fuori dalla duat, l’oltretomba, rinnovando la rinascita di Nut, madre di Osiride, Iside, Seth e Nefti; spesso rappresenta anche la trasformazione e il rinnovamento che l’uomo subisce nella morte e nella successiva rinascita, un simbolo di vittoria della luce sulle tenebre, del potere generativo e della vita sulla morte.

Secondo l’esoterista ed egittologo francese René Adolphe Schwaller de Lubicz, il lavoro dello scarabeo incarna il modello delle forze della natura che sono in continuo movimento e trasformazione.

I primi esemplari di scarabei che furono ritrovati nelle tombe dei faraoni risalgono al 2300 a.C. circa ed erano dei semplici grani di collana appena sbozzati, successivamente vennero ritrovati dei pendagli intagliati molto più elaborati appesi solitamente agli anelli o usati come sigilli.

Questi scarabei venivano raffigurati sopra le porte dei templi e servivano a proteggere i riti che venivano celebrati all’interno, dalla XVIII dinastia in avanti venivano intagliati in materiali preziosi e posti tra le bende delle mummie in corrispondenza del cuore ovvero il centro della forza divina, della spiritualità, di tutte le percezioni dell’essere che da esso erano vagliate, come oggetti dal potere salvifico anche dopo la morte; alcuni erano intagliati in materiale povero, ma quelli destinati ai faraoni erano intagliati in materiali preziosi come la giada e portavano inscritto un capitolo del Libro dei Morti (una raccolta di formule magico-religiose che dovevano servire al defunto come protezione e aiuto nel suo viaggio verso il Duat, il mondo dei morti che si riteneva irto di insidie e difficoltà, e verso l’immortalità), la Formula dello scarabeo del cuore, che esortava  il cuore a non testimoniare contro il defunto davanti al Tribunale di Osiride.

Anche il famoso faraone Tutankhamon aveva il suo personalissimo scarabeo, la cui particolarità stava nel fatto che fu intagliato in un pezzo di cometa che presumibilmente scoppiò sull’Egitto 28 milioni di anni fa.

L’uso dello scarabeo si allargò anche tra fenici, cartaginesi, greci, etruschi e, tra i primi cristiani, come simbolo della resurrezione, ancora oggi vengono usati nelle abitazioni per proteggere chi vi ci abita.

Una particolarità dello scarabeo è quella di trasportare la pallina di sterco, che oltre a servire da protezione alle uova è anche una fonte di cibo, verso la tana seguendo una linea retta e orientandosi attraverso la luce emessa dalla via lattea, addirittura se incontrano un ostacolo cercano di superarlo scavalcandolo per non cambiare direzione.

Oggi si possono trovare molti amuleti a forma di scarabeo sacro, il più prezioso è sicuramente quello in giada o in lapislazzuli, il quale si dice che debba essere riposto vicino al denaro affinché esso non venga mai a mancare.

In Egitto vengono venduti diversi tipi di amuleti a forma di scarabeo sacro ma tutti devono avere delle macchie nere o un’intera zona del corpo dipinta di nero affinché siano veramente portatori di fortuna.

FONTE www.eticamente.net di Valeria Bonora

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FAVOLE E RACCONTI I musicanti di Brema

9 Aprile 2021, 10:30am

Pubblicato da Miki Pappacoda

FAVOLE E RACCONTI I musicanti di Brema

INSERITO DA MORENA MOTTA Un uomo aveva un asino che lo aveva servito assiduamente per molti anni; ma ora le forze lo abbandonavano e di giorno in giorno diveniva sempre più incapace di lavorare. Allora il padrone pensò di toglierlo di mezzo, ma l'asino si accorse che non tirava buon vento, scappò e prese la via di Brema: là, pensava, avrebbe potuto fare parte della banda municipale. Dopo aver camminato un po', trovò un cane da caccia che giaceva sulla strada, ansando come uno sfinito dalla corsa. "Perché‚ soffi così?" domandò l'asino. "Ah," rispose il cane, "siccome sono vecchio e divento ogni giorno più debole e non posso più andare a caccia, il mio padrone voleva accopparmi, e allora me la sono data a gambe; ma adesso come farò a guadagnarmi il pane?" - "Sai?" disse l'asino. "Io vado a Brema a fare il musicante, vieni anche tu e fatti assumere nella banda." Il cane era d'accordo e andarono avanti. Poco dopo trovarono per strada un gatto dall'aspetto molto afflitto. "Ti è andato storto qualcosa?" domandò l'asino. "Come si fa a essere allegri se ne va di mezzo la pelle? Dato che invecchio, i miei denti si smussano e preferisco starmene a fare le fusa accanto alla stufa invece di dare la caccia ai topi, la mia padrona ha tentato di annegarmi; l'ho scampata, è vero, ma adesso è un bel pasticcio: dove andrò?" - "Vieni con noi a Brema: ti intendi di serenate, puoi entrare nella banda municipale." Il gatto acconsentì e andò con loro. Poi i tre fuggiaschi passarono davanti a un cortile; sul portone c'era il gallo del pollaio che strillava a più non posso. "Strilli da rompere i timpani," disse l'asino, "che ti piglia?" - "Ho annunciato il bel tempo," rispose il gallo, "perché‚ è il giorno in cui la Madonna ha lavato le camicine a Gesù Bambino e vuol farle asciugare; ma domani, che è festa, verranno ospiti, e la padrona di casa, senza nessuna pietà, ha detto alla cuoca che vuole mangiarmi lesso, così questa sera devo lasciarmi tagliare il collo. E io grido a squarciagola finché‚ posso." - "Macché‚ Cresta rossa," disse l'asino, "vieni piuttosto con noi, andiamo a Brema; qualcosa meglio della morte lo trovi dappertutto; tu hai una bella voce e, se faremo della musica tutti insieme, sarà una bellezza!" Al gallo piacque la proposta e se ne andarono tutti e quattro.
 

Ma non potevano raggiungere Brema in un giorno e la sera giunsero in un bosco dove si apprestarono a passare la notte. L'asino e il cane si sdraiarono sotto un albero alto, mentre il gatto e il gallo salirono sui rami, ma il gallo volò fino in cima, dov'egli era più al sicuro. Prima di addormentarsi guardò ancora una volta in tutte le direzioni, e gli parve di vedere in lontananza una piccola luce, così gridò ai compagni che, non molto distante, doveva esserci una casa poiché‚ splendeva un lume. Allora l'asino disse: "Mettiamoci in cammino e andiamo, perché‚ qui l'alloggio è cattivo." E il cane aggiunse: "Sì, un paio d'ossa e un po' di carne mi andrebbero anche bene!" Perciò si avviarono verso la zona da cui proveniva la luce e, ben presto, la videro brillare più chiara e sempre più grande, finché‚ giunsero davanti a una casa bene illuminata dove abitavano i briganti. L'asino, che era il più alto, si avvicinò alla finestra e guardò dentro. "Cosa vedi, testa grigia?" domandò il gallo. "Cosa vedo?" rispose l'asino. "Una tavola apparecchiata con ogni ben di Dio e attorno i briganti che se la spassano." - "Farebbe proprio al caso nostro," disse il gallo. "Sì, sì; ah, se fossimo là dentro!" esclamò l'asino. Allora gli animali tennero consiglio sul modo di cacciar fuori i briganti, e alla fine trovarono il sistema. L'asino dovette appoggiarsi alla finestra con le zampe davanti, il cane saltare sul dorso dell'asino, il gatto arrampicarsi sul cane, e infine il gallo si alzò in volo e si posò sulla testa del gatto. Fatto questo, a un dato segnale incominciarono tutti insieme il loro concerto: l'asino ragliava, il cane abbaiava, il gatto miagolava e il gallo cantava; poi dalla finestra piombarono nella stanza facendo andare in pezzi i vetri. I briganti, spaventati da quell'orrendo schiamazzo, credettero che fosse entrato uno spettro e fuggirono atterriti nel bosco. I quattro compagni sedettero a tavola, si accontentarono di quello che era rimasto e mangiarono come se dovessero patir la fame per un mese.
 

Quando ebbero finito, i quattro musicisti spensero la luce e si cercarono un posto per dormire comodamente, ciascuno secondo la propria natura. L'asino si sdraiò sul letamaio, il cane dietro la porta, il gatto sulla cenere calda del camino e il gallo si posò sulla trave maestra; e poiché‚ erano tanto stanchi per il lungo cammino, si addormentarono subito. Passata la mezzanotte, i briganti videro da lontano che in casa non ardeva più nessun lume e tutto sembrava tranquillo; allora il capo disse: "Non avremmo dovuto lasciarci impaurire" e mandò uno a ispezionare la casa. Costui trovò tutto tranquillo andò in cucina ad accendere un lume e, scambiando gli occhi sfavillanti del gatto per carboni ardenti, vi accostò uno zolfanello perché‚ prendesse fuoco. Ma il gatto se n'ebbe a male e gli saltò in faccia, sputando e graffiando. Il brigante si spaventò a morte e tentò di fuggire dalla porta sul retro, ma là era sdraiato il cane che saltò su e lo morse a una gamba; e quando attraversò dl corsa il cortile, passando davanti al letamaio, l'asino gli diede un bel calcio con la zampa di dietro; e il gallo, che si era svegliato per il baccano, strillò tutto arzillo dalla sua trave: "Chicchiricchì!" Allora il brigante tornò dal suo capo correndo a più non posso e disse: "Ah, in casa c'è un'orribile strega che mi ha soffiato addosso e mi ha graffiato la faccia con le sue unghiacce e sulla porta c'è un uomo con un coltello che mi ha ferito alla gamba; e nel cortile c'è un mostro nero che mi si è scagliato contro con una mazza di legno; e in cima al tetto il giudice gridava: 'Portatemi quel furfante!' Allora me la sono data a gambe!" Da quel giorno i briganti non si arrischiarono più a ritornare nella casa, ma i quattro musicanti di Brema ci stavano così bene che non vollero andarsene. E a chi per ultimo l'ha raccontata ancor la bocca non s'è freddata.

dei fratelli Grimm

FONTE www.grimmstories.com

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ANIMALI Cane

9 Aprile 2021, 10:25am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ANIMALI Cane

INSERITO DA MORENA MOTTA Il cane è un mammifero appartenente all'ordine Carnivora, della famiglia dei canidi. Con l'avvento dell'addomesticamento si è distinto dal lupo di cui è considerato una sottospecie. Il mantello può essere corto o lungo, ispido o morbido, liscio o riccio, con una borra (sottopelo) di cui molte razze fanno la muta. Il colore varia dal bianco a sfumature grigie o nere e talvolta con una superficie superiore scura ed inferiore chiara. La coda varia in forma e lunghezza, essendo persino assente in certe razze. Il peso dell'adulto può variare dai 500 g del Chihuahua ai 140 kg del San Bernardo. Ha un ciclo estrale che si ripete due volte l'anno. Tuttavia, in cani particolarmente primitivi come il cane lupo cecoslovacco, il cane lupo di Saarloos, il basenji o il mastino tibetano, l'estro, come nel lupo, avviene una sola volta l'anno e talora viene inibito da condizioni ambientali sfavorevoli, come, ad esempio, conflitti sociali tra cani che convivono.

Per tutte le razze il periodo di gestazione è di circa 62 giorni. Vengono alla luce da 1 a 10 piccoli, a seconda della taglia dell'animale. Notevoli sono i cambiamenti apportati nel corso dei secoli dalla selezione operata dall'uomo, sia come caratteristiche fisiche (colore, peso, qualità sensoriali) sia come caratteristiche di socializzazione. Notevole importanza è stata posta da sempre nell'educazione e nel comportamento del cane.

Il cane viene generalmente considerato onnivoro ma non è in grado di metabolizzare efficientemente la teobromina contenuta nel cacao e nel cioccolato; pertanto, in caso di ingestione di tali alimenti, sono possibili conseguenze negative per la salute, anche gravi. Il cane, discendente dal lupo e addomesticato dall'uomo circa 12.000 anni fa, è stato oggetto di una selezione artificiale, operata dall'uomo con l'intenzione di creare razze canine sempre più addomesticabili e adatte alla collaborazione con l'uomo in ambito lavorativo.

Il cane ha un senso dell'olfatto molto sviluppato; si stima che i cani abbiano un olfatto molte volte più sviluppato, quindi più efficace per le varie necessità, di quello umano. Parte fondamentale del suo processo di riconoscimento degli odori è la conformazione del suo naso (il tartufo o rinario) e soprattutto la potente mucosa interna, in grado di distinguere una sola molecola di una sostanza su milioni di altre. Il tartufo rappresenta l'estremità terminale del naso del cane. La mucosa che riveste internamente il naso del cane svolge gli stessi compiti di quella di qualsiasi altro mammifero. All'estremità del tartufo si trovano le froge o cavità per aspirare l'aria e, come in altri mammiferi, al confine mucosocutaneo, ci sono vibrisse laterali, grossi peli con funzioni sensoriali molto importanti.

Oltre all'olfatto, il naso del cane ha molte funzionalità aggiuntive. La maggior parte delle ghiandole sudoripare del cane sono concentrate nella mucosa interna del tartufo, cosa che lo rende importante dal punto di vista della regolazione termica. Inoltre, esso è dotato di recettori del freddo che recepiscono l'evaporazione dell'umidità causata dalle correnti d'aria, e consentono al cane una notevole precisione nel determinare la direzione di provenienza degli odori. Questa caratteristica è stata sfruttata dall'uomo per l'addestramento di cani per la ricerca di animali, persone, tartufi, o sostanze particolari, come stupefacenti o esplosivi. La ricchezza di terminazioni nervose rende il naso del cane in grado di rilevare anche le radiazioni termiche.

Nel cane solitamente è la madre che si occupa in toto delle cure parentali, dopodiché la guida del "branco misto" passa all'uomo, con il quale il cane instaura un rapporto di collaborazione sociale perché il processo chiamato "impregnazione" (ovvero il fatto che l'uomo interagisca con il cucciolo di pochissimi giorni di vita) convince il cane che apparteniamo, se non proprio alla stessa specie, quantomeno allo stesso gruppo sociale. Secondo alcune scuole (dette "gentiliste") al cane non va chiesta ubbidienza, concetto arcaico tipico di metodi addestrativi basati sulla coercizione; semmai lo si invoglia a cooperare così come alle origini fu la relazione cane/umano.

FONTE it.wikipedia.org

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori: questa mattina inaugurato nuovo centro vaccinale presso il porto turistico

9 Aprile 2021, 09:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

COSTIERA AMALFITANA NEWS Maiori: questa mattina inaugurato nuovo centro vaccinale presso il porto turistico

INSERITO DA MORENA MOTTA Inaugurato questa mattina il nuovo centro vaccinale situato presso il porto turistico di Maiori. A darne notizia il delegato alla sanita della Conferenza dei sindaci Costa d’Amalfi, Andrea Reale, attraverso un comunicato che riportiamo di seguito. Su decisione del Ministero della Difesa, a partire dallo scorso ottobre è stata attivata l’operazione IGEA, che consisteva nell’aiutare la popolazione in corso di pandemia tramite l’ effettuazione di tamponi alla popolazione per la ricerca del Covid19. Operazione che ricordiamo è gestita operativamente dal Comitato di Vertice Interforze di Roma con a capo il Generale di Corpo d’Armata Ortolano, e coordinata per la Campania dal generale Ceccarelli.

Da oggi inizia una nuova fase con l’operazione EOS. Dopo aver condotto attività di screening si passa alla fase di immunizzazione tramite la somministrazione dei vaccini alla
popolazione da parte dei medici e degli infermieri delle Forze Armate, e nello specifico dell’Esercito Italiano. Alla inaugurazione presenti l’on. Giorgio Mulè Sottosegretario alla Difesa, il Generale Ceccarelli responsabile del COI Campania, i Sindaci della Costa d’Amalfi e i vertici dell’ASL di Salerno.

FONTE e FOTO amalfinotizie.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Vaccinare le isole per favorire il turismo: esultano Tremiti e Ischia. Ma il sindaco di Tropea non ci sta: «Una boutade»

9 Aprile 2021, 09:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Vaccinare le isole per favorire il turismo: esultano Tremiti e Ischia. Ma il sindaco di Tropea non ci sta: «Una boutade»

INSERITO DA MORENA MOTTA Vaccinare le isole per rendere "Covid free", seguendo l'esempio della Grecia: è l'idea del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che in un'intervista a Francesco Bisozzi e Barbara Jerkov del quotidiano Il Messaggero sottolinea come la conformazione geografica della Grecia agevoli la creazione «di aree Covid free», ma «anche noi abbiamo isole bellissime sulle quali applicare interventi analoghi, come dimostra l'iniziativa avviata dal generale Figliuolo».

Garavaglia si dice ottimista che «con le misure che stiamo adottando e quando verrà indicata la data per la riapertura, arriveranno anche i turisti stranieri. Per il momento, mi dicono che gli americani stanno prenotando per agosto. So che dalla Gran Bretagna c'è una grande attenzione sulle vaccinazioni nelle isole». «L'ottimismo viene dalla forza della ragione», dice, precisando però che «non ho detto che si apre il 2 giugno», ma solo ricordato che Biden e Macron organizzano la ripartenza con le loro feste nazionali: il 4 ed il 14 luglio, e che la nostra Festa della Repubblica è il 2 giugno.

Poi, aggiunge Garavaglia, «lo scorso anno le spiagge vennero riaperte il 18 maggio. Quest'anno, in più, abbiamo il piano vaccinale». Spiega che per sostenere l'industria del turismo, «entro oggi il governo presenterà un emendamento al Decreto Sostegno che introduce strumenti finanziari innovativi, dai mini bond ai basket bond, per favorire gli imprenditori nella loro pianificazione degli investimenti. Si tratta di uno schema messo a punto con il Mediocredito centrale e Cassa depositi e prestiti».

A Ischia si parte il 16 aprile. È il 16 aprile la data individuata per il via alla campagna di vaccinazione di massa sull'isola d'Ischia. Ieri sera in videoconferenza il direttore generale della Asl Napoli 2 Nord, Antonio d'Amore, ha incontrato i sindaci dei comuni isolani e rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo alberghiero, spiegando l'intenzione di partire con le vaccinazioni da venerdì 16 aprile. L'obiettivo, riferisce il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, «è quello di vaccinare 2.500-3.000 persone al giorno».

Gli hub vaccinali, dai 2 inizialmente ipotizzati (uno nel comune di Ischia e uno a Forio), potrebbero diventare 3, con l'aggiunta di un nuovo centro vaccinale a Lacco Ameno, nel Parco termale Negombo.  «Sull'isola - spiega Ferrandino - arriveranno 30 medici a cui si aggiungerà anche personale che dovrà occuparsi dell'anamnesi e di altre fasi della vaccinazione». D'Amore ha chiesto agli albergatori la disponibilità ad ospitare i medici e il personale sanitario nel periodo che sarà necessario per completare le somministrazioni.

Esulta Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno: «Vaccinare nel più breve tempo possibile gli over 16 - spiega - consentirà di favorire la ripresa economica dei nostri territori. Dobbiamo ripartire subito, non c'è un secondo da perdere: dopo il sisma del 2017, Ischia sta soffrendo una nuova emergenza senza precedenti che si è abbattuta come un uragano, mettendo a ferro e fuoco intere categorie economiche. Inoltre, appare evidente che salvaguardare la salute sulle isole è anche una questione vitale giacché in questi luoghi l'assistenza sanitaria è molto più complessa rispetto alla terraferma. Pertanto, al fine di accelerare la ripartenza, come amministratori locali, stiamo spingendo per rendere la nostra isola Covid free».

 

Esulta il sindaco delle Tremiti. «Tutto questo non piove dal cielo. È stata accolta una nostra proposta, presentata tramite l'Anci, per salvaguardare l'estate nelle nostre isole. Corriamo il rischio di vedere i turisti rivolgersi ad altre mete, come le isole greche o spagnole, dove stanno effettuando le vaccinazioni». Così all'Adnkronos il sindaco delle isole Tremiti Antonio Fentini sulle isole 'Covid freè. «Le Tremiti come Capri, Ischia, Procida, Pantelleria e le altre isole - dice Fentini - vivono di turismo, non ha industrie. L'estate viene una sola volta all'anno e dura tre mesi. In questi novanta giorni deve essere possibile lavorare a pieno ritmo. Questo è necessario non per arricchirsi o fare profitti ma per guadagnare il necessario per far sopravvivere tante piccole attività per tutto l'anno perché d'estate si concentra praticamente il 100 per cento del lavoro».

«Bisogna pure considerare - aggiunge Fentini - che in questi novanta giorni quelli di maltempo sono persi, perché quando è brutto tempo i piccoli operatori che accompagnano i gruppi o affittano il gommone per visitare le isole non lavorano. Per questo è importante farsi trovare pronti. La ragione per cui abbiamo interpellato l'Anci è proprio quella di salvaguardare le nostre isole e di partire per tempo, senza perdere nemmeno un giorno utile per poter lavorare».

Sindaco Cortina: buona idea ma si faccia anche da noi. «Isole Covid free? Una buona idea, ma come al solito, siamo in ritardo: in Grecia e alle Baleari si sono già mossi in questa direzione. In ogni caso, credo sia un progetto estendibile a tutte le località turistiche». Così all'Adnkronos, il sindaco di Cortina d'Ampezzo Gianpietro Ghedina commenta l'iniziativa a cui sta pensando il ministro del turismo Massimo Garavaglia. E il sindaco della Perla delle Dolomiti spiega che anzi: «la nostra Associazione degli albergatori si è già mossa per richiedere una vaccinazione per tutto il personale delle loro strutture», perchè sottolinea Ghedina «il turismo ha sofferto più di tutti gli altri settori, ed è nella situazione più difficile: abbiamo perso tutta la stagione invernale, bisogna riprendersi assolutamente». E allora dice il sindaco di Cortina: «Mi sembra giusto che chi vive di turismo debba essere messo in sicurezza. Anche perchè - avverte - bisogna evitare una concorrenza 'slealè da parte di paesi che sono partiti prima, e come al solito, noi arriviamo per ultimi...».

Così, per il primo cittadino di Cortina non c'è dubbio che «devono essere fatte delle scelte e il comparto del turismo ha bisogno di essere rilanciato anche con iniziative anche come quella della vaccinazione di massa di tutti gli operatori». Infine, Ghedina si dice d'accordo con il ministro Garavaglia che ha annunciato che per il 2 giugno ci potrà essere un'avvio della stagione: «va benissimo, e poco sposta se sarà il 2 o il 7 giugno l'importante è che ci sia una data certa perché le imprese hanno bisogno di certezze per poter programmare la loro attività». 

Sindaco Tropea: una boutade. «Intanto non capisco una cosa, se ci sono delle indicazioni che arrivano da Roma, che sono di fatto delle linee-guida, non credo si possono scavalcare. Quelle del presidente campano Vincenzo De Luca e del presidente dell'assemblea siciliana Gianfranco Micciché, vale a dire rendere Covid free Capri e le isole Eolie, mi sembrano uscite che hanno lo scopo di fare una grandissima pubblicità in termini di politiche di marketing. So che il nostro presidente Spirlì si sta muovendo anche in questa direzione, vorrebbe fare in modo che le località turistico-balneari procedessero con una certa solerzia verso l'immunizzazione e la vaccinazione, ma di concreto non vedo nulla». A dirlo all'AdnKronos, parlando dell'ipotesi isole Covid free e della possibilità di rendere tali anche le località turistiche, è Giovani Macrì, sindaco di Tropea (città che nei giorni scorsi ha ottenuto il riconoscimento di 'Borgo dei borghi 2021').

«L'economia calabrese vive di turismo - aggiunge Macrì -, e se non ci muoviamo, facendo capire a questo mondo di essere allo stesso livello di altre mete importanti, ovviamente verremo scartati, rischiamo di essere penalizzati. Tutto è possibile, certo, ma bisogna capire quali sono le volontà. Qui c'è un conflitto fra regioni e governo, perché Roma ha parlato di campagna vaccinale per gli over 80, soggetti fragili, forze di polizia, insegnanti, e ora si procederà con gli ultrasettantenni. Insomma, non capisco se siamo di fronte a una boutade, una fake news o una trovata pubblicitaria. Magari poi lo faranno, sicuramente sono stati bravi».

In ogni caso, spiega il sindaco, «per riuscire a rendere Tropea Covid free servono vaccinazioni di massa. Noi a Tropea stiamo vaccinando gli ultraottantenni, giorno 13 somministriamo la seconda dose a chi aveva ricevuto la prima e completeremo con la prima tutti gli over ottantenni. Sicuramente con la vicenda di Astrazeneca rimarranno una serie di dosi inutilizzate, quindi stiamo cercando con i medici di trovare un criterio per utilizzarle, e io a questo punto, siccome siamo liberi di agire, ho proposto di andare incontro alla categoria turistica. Anzi, ho proposto di vaccinare prima i cassieri dei supermarket, perché è una vergogna che non siano stati ancora vaccinati, e poi gli addetti al turismo».

Però, sottolinea Macrì, «non dipende dei sindaci, perché le precedenze non sono a nostro appannaggio, devono essere la regione o comunque Roma a dirci cosa bisogna fare. Certamente le uscite di De Luca e di Micciché in questa direzione giovano a loro e fanno male agli altri. E un gioco un pochettino scorretto». Infine, il sindaco Macrì conclude: «Ad oggi a Tropea abbiamo 38 casi di Covid, il punto più alto. Sono stati 10 giorni critici rispetto ai canoni cui eravamo abituati. Al massimo avevamo avuto 18 casi, poi c'è stata questa impennata fino a 40 casi attivi, ma già in questi giorni ci dovrebbe essere un ritorno alla normalità con il dimezzamento dei casi. I tamponi fatti ieri dovrebbero dare tutti esito negativo, quindi rientreremo nella normalità anche grazie alla possibilità di stare al sole all'aria aperta».

FONTE LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid Italia, Rt nazionale a 0.92: ancora in calo

9 Aprile 2021, 09:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid Italia, Rt nazionale a 0.92: ancora in calo

INSERITO DA MORENA MOTTA L'indice di contagio Rt medio nazionale è pari a 0.92, in calo rispetto a 0.98 della scorsa settimana. E' quanto si apprende dalla Cabina di regia Istituto superiore di sanità (Iss)-ministero della Salute su Covid-19, riunita questa mattina.

FONTE www.adnkronos.com

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CAMPANIA NEWS Giovane ferito nel Napoletano a colpi di pistola, è grave

9 Aprile 2021, 09:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CAMPANIA NEWS Giovane ferito nel Napoletano a colpi di pistola, è grave

INSERITO DA MORENA MOTTA Un giovane di 27 anni, Gianluca Coppola, incensurato, è stato ferito in modo grave da due colpi di pistola. L'agguato nel pomeriggio di ieri a Casoria (Napoli), in via Europa: sono intervenuti i carabinieri della locale compagnia, in seguito ad una segnalazione al 112. La vittima, colpita al collo e al torace, è stata trasportata all'ospedale Cardarelli di Napoli dove si trova ricoverata, in condizioni critiche. Sul posto sono stati trovati cinque bossoli calibro 7.65. I carabinieri, che stanno sentendo familiari e amici di Coppola per ricostruirne gli ultimi spostamenti, per ora non escludono alcuna pista sulla matrice dell'agguato. Il giovane, residente a Casoria, non è in condizioni di parlare e quindi non si hanno ancora elementi precisi sulla dinamica del ferimento.

FONTE ANSA

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SEZ. RICETTE Paella

9 Aprile 2021, 09:24am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. RICETTE Paella

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti

  • 250 gr di riso tipo “Bomba”, “Baldo” o “Arborio”
  • 1 piccolo peperone giallo
  • 1 piccolo peperone rosso
  • 1 piccola cipolal bianca
  • 200 gr di piselli
  • 500 gr di pesce fresco misto (gamberi, calamari, cozze…)
  • 2 bustine di zafferano
  • 1 cucchiaino colmo di paprika dolce
  • 800 ml di brodo vegetale
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • un mazzetto di prezzemolo fresco tritato
  • limone
  • sale e pepe
  • Tempo Preparazione: 30 Minuti
  • Tempo Cottura: 20 Minuti
  • Dosi: 4 Persone
  • Difficoltà: Facile

Esistono moltissime ricette della paella in Spagna. Quella originale, la valenzana (originaria cioè di Valencia) prevede l’impiego della carne macinata, di vari tipi di verdura e anche delle lumache.

Lessate i piselli in acqua bollente, poi scolateli. Tagliate i peperoni a falde e tritate la cipolla. Scaldate 4 cucchiai d’olio in una paellera (oppure utilizzate una padella larga antiaderente) e versate le verdure. Soffriggetele a fuoco bassissimo per almeno 20 minuti. Scaldate il brodo.

Nel frattempo, lavate il pesce: eliminate le impurità delle conchiglie delle cozze, pulite i calamari e tagliateli a rondelle. Eliminate il budellino nero dei gamberi e, se volete, eliminate anche il carapace ottenendo così una paella ancora più facile da consumare. Ovviamente vi sono diverse varianti della paella, come già detto, con carne o pesce: a voi la scelta degli ingredienti da impiegare.

Una volta che le verdure si saranno appassite, versate il riso e tostatelo. Spolveratelo con la paprika e sfumatelo con il vino bianco. Sciogliete la polvere di zafferano in un bicchiere di brodo e versatelo sul riso. Proseguite la cottura per 10 minuti aggiungendo brodo ogni qualvolta sarà necessario, in modo che la paella non venga secca.

Disponete le cozze sul riso, aggiungete un mestolo di brodo e coprite. Lasciate che le cozze si aprano. Negli ultimi 5 minuti di cottura aggiungete il resto del pesce. Coprite con un coperchio in modo che si cucini anche con il vapore. Mescolate.

Quando il riso sarà cotto, spegnete il fuoco e copritelo. Lasciatelo riposare per 3 minuti. Prima di servire la paella, spolveratela con prezzemolo tritato e fette di limone.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Fuorigioco automatico, via ai test Fifa: verso decisioni sempre più rapide

9 Aprile 2021, 09:19am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Fuorigioco automatico, via ai test Fifa: verso decisioni sempre più rapide

INSERITO DA MORENA MOTTA Futuro sempre più triste per chi voleva conquistare una ragazza spiegandole il fuorigioco invece di mostrarle la collezione di farfalle. Oggi la Var ha quasi eliminato il problema, inchiodando al video le posizioni dei giocatori e sentenziando le regolarità (o meno) di un gol. Spesso, però, le distanze tra difensore e attaccante sono millimetriche, e serve più di un minuto per la “verità”. L’obiettivo è ridurre questi tempi. Sempre con l’aiuto della tecnologia. Alla Fifa e all’International Board si lavora all’“automated offside”. La Gazzetta ha scritto il 6 marzo della sperimentazione del “semi-automated”. Arsène Wenger, direttore del dipartimento sviluppo del calcio Fifa, ha introdotto un nuovo tema: il “full-automated”.

Wenger, ex tecnico dell’Arsenal, ha parlato alla tv della Fifa. Il suo è stato quasi un auspicio. Ha detto che si augura, anzi «crede», che nel 2022, per il Mondiale in Qatar (21 novembre-18 dicembre), sarà pronto questo “full-automated offside”. Un sistema di rilevamento automatico della posizione dei giocatori in campo: lavorando come un Gps, invierebbe immediatamente la posizione di fuorigioco all’orologio del guardalinee (come oggi l’orologio suona al polso dell’arbitro quando la palla supera la linea di porta). “In media, il tempo che dobbiamo aspettare è di circa 70 secondi, a volte un minuto e 20 secondi, a volte un po’ più. Molte esultanze sono cancellate per situazioni marginali”. Guadagnati secondi preziosi sulla determinazione dell’offside, toccherebbe sempre all’assistente interpretare la posizione del giocatore (attiva, passiva...). Di questo “full-automated”, però, non è ancora cominciata la sperimentazione.

I test sono invece cominciati per il “semi-automated” all’ultimo Mondiale per club in Qatar a febbraio. Usato “in vitro”, naturalmente, in due partite del torneo. Con risultati positivi, anche se i casi sono stati rari. La differenza con il “full” è che il “semi” trasferisce il segnale della posizione alla cabina del Var, tagliando i tempi dell’individuazione del fuorigioco che poi però andrà valutato, come sempre, dall’occhio umano. Per il “semi” l’obiettivo è dichiarato: Mondiale 2022 in Qatar. Sarebbe il secondo passo dopo il Var introdotto in Russia nel 2018. In teoria la cosa è fattibile, ma i test dovranno cominciare quest’anno per ottenere l’approvazione Ifab nel 2022.

In ogni caso, la tecnologia si fa sempre più strada nel calcio. Approvata dall’Ifab nel 2012, la Goal-line technology è stata sperimentata alla Coppa del mondo per club dello stesso anno e poi, dopo successivi test, ha debuttato a Brasile 2014. In Serie A è stata introdotta nel 2015-16. Il gol fantasma non esiste più (tranne quando la GLT non viene usata, come nelle ultime qualificazioni mondiali). Dopo la sua elezione alla Fifa nel 2016, il Var è stata una delle prime decisioni del presidente Infantino che ha ottenuto l’ok ai test. Approvazione finale Ifab nel 2018, pochi mesi prima di Russia 2018 dove è stato un successo. I casi di applicazione sono quattro: gol, rigore, espulsione e scambio d’identità. C’è qualcosa da precisare su protocollo e interpretazione arbitrale, ma il calcio è molto più giusto di prima.

Tornando al fuorigioco, ma senza tecnologia, è allo studio un nuovo sistema meno “rigoroso”, in linea con le indicazioni del documento Vision di Infantino che spingeva per un calcio più offensivo e con più gol. Si può essere d’accordo o meno, ma è una scelta politica. E questa spettacolarizzazione passa anche per la regola 11 del calcio. Oggi, si sa, basta un piccolo particolare — il famoso naso — per mandare in offside in attaccante. Il sistema allo studio prevede invece che l’attaccante sia in posizione regolare se una parte (utile) del corpo, la testa per esempio, o il piede, siano dietro al penultimo difensore, così regolarizzando l’altra parte del corpo che oggi sarebbe in offside. Un progetto tutto da studiare: la sperimentazione deve ancora cominciare e che, in caso positivo, potrebbe diventare realtà nel 2023.

FONTE www.gazzetta.it di Fabio Licari

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