Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Michele Pappacoda Sinceri auguri a tutti i collaboratori di Vettica di Amalfi Online di un sereno e lieto Natale ricco e prospero di tante cose belle come più desiderate con la pace nel cuore e l'amore verso il prossimo. Spero che questa squadra aumenti sempre di più.
„La donna di cui si erano perse le tracce dal 17 dicembre, è stata ritrovata ieri a Pagani, intorno alle 23.30, dai carabinieri“
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E stata ritrovata Annarita Galdi, la 45enne di Cava de’ Tirreni scomparsa dalla mattina del 17 dicembre. La donna è stata ritrovata ieri a Pagani, intorno alle 23.30, dai carabinieri.
Il lieto fine
I carabinieri la hanno riportata a casa dalla famiglia. Lieto fine, dunque, a un giorno dal Natale.
Tecnico squalificato, Genovese supplente in panchina accanto a Lombardo
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - L’ultimo avanzo di romanticismo in un calcio senza più bandiere è il “premio”, casuale eppure forse scritto nel destino, a una fedeltà granata che si perde nella notte dei tempi. Santo Stefano all’Arechi per Salernitana-Pordenone, Gian Piero Ventura costretto in Tribuna per squalifica, e allora sulla panchina del cavalluccio marino (ri)ecco Gigi Genovese. Proprio lui, un pezzo di storia della Bersagliera Centenaria. Sia chiaro, per scindere il reale dall’ideale, è una soluzione tampone e, a raccontarla tutta, meramente formale. Sì, perché «GigiGé», come scandiva un coro della Curva Sud nei primi anni Novanta, da questa stagione non fa più parte dello staff tecnico della prima squadra ma si occupa della preparazione dei portieri della Primavera, e benché sia una chioccia (anche) nella gestione Lotito-Mezzaroma, così come nel ventennio precedente, appare utopia immaginare alla guida d’un gruppo di calciatori un volto mai visto in allenamento. Insomma, per amor di verità, va chiarito che sarà Matteo Lombardo, collaboratore tecnico promosso a “secondo” di Ventura dopo le dimissioni del vice Tiziano De Patre, a traghettare la Salernitana nel match di giovedì, “telecomandato” dall’ex ct ch’è stato fermato per un turno dal giudice sportivo (il trainer ligure, dopo il 90’ della gara di Empoli, aveva provato a sostenere la tesi dell’errore arbitrale per l’ammonizione ricevuta, ma quel cartellino giallo era proprio diretto a lui, già in diffida). Lombardo non ha ancora il patentino Uefa A, di cui è invece in possesso Genovese: i due ricomporranno così la coppia che per un (breve) periodo guidò la Primavera dell’ippocampo nella passata stagione.
inserito da Michele Pappacoda Dopo le verifiche di ieri si è deciso di far transitare a senso unico alternato con impianto semaforico scongiurando la chiusura. Cadono ancora pietre sulle strade della Costiera Amalfitana. L’ennesimo smottamento intorno a mezzogiorno nella frazione di Vettica, nel comune di Amalfi, dove alcune pietre sono cadute a ridosso di un’area di parcheggio lungo la ex statale 366 per Agerola.
Qui, qualche giorno fa era caduto anche un masso presente a bordo strada mentre le pietre e i detriti venuti giù oggi hanno in parte occupato la corsia che costeggia la roccia.
Il traffico, temporaneamente bloccato per consentire tutte le verifiche del caso, è ripreso dopo circa mezz’ora a sensi di marcia alternati. Le auto incolonnate sono state fatte lentamente defluire dopo che si è provveduto a delimitare la corsia interessata dal crollo per fortuna di piccole proporzioni.
Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Maiori, i carabinieri della stazione di Amalfi, la comandante della polizia municipale di Amalfi, Agnese Martingano, gli uomini della polizia municipale di Conca dei Marini e i volontari della protezione civile Millenium di Amalfi che hanno ripulito la strada dai detriti crollati dal costone roccioso.
E’ stata mobilitata una ditta per i lavori di disgaggio degli alberi e delle pietre pericolanti.
Si tratta praticamente dell’unica arteria percorribile per raggiungere Positano. Ecco perché è necessario trovare una soluzione, soprattutto animata da buon senso, che eviti la chiusura al traffico isolando di fatto Amalfi.
I carabinieri della stazione di Pompei e del Posto Fisso Scavi Archeologici hanno arrestato un 22enne di Striano già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura. Il giovane è ritenuto il responsabile di una rapina commessa il 26 ottobre scorso a bordo di un vagone dell’Eav, in sosta presso la stazione di Pompei – Villa dei Misteri. Aveva appena sfilato lo smartphone ad una passeggera del convoglio quando è stato sorpreso da un secondo viaggiatore. Per guadagnarsi la fuga, il 22enne ha spintonato la persona intervenuta ed è fuggito. Raccolta la denuncia, i militari hanno analizzato le immagini di videosorveglianza presenti in stazione e ricostruito il percorso e l’identità del rapinatore. Poche ore fa il giovane è stato arrestato e tradotto al carcere di Poggioreale.
Sant'Adele di Pfalzel (Abbadessa benedettina)
Sant'Irmina di Treviri (Vergine)
San Delfino di Bordeaux (Vescovo)
San Giacobbe (Patriarca)
San Metrobio venerato a Malesco (Martire)
Santa Rachele (seconda moglie di Giacobbe)
Santa Tarsilia (o Tarsilla)
Accadde Oggi
1871 - La prima dell'Aida di Verdi (148 anni fa): Al Teatro khediviale dell'Opera del Cairo, il 24 dicembre 1871, venne eseguita in pubblico per la prima volta l'Aida, celebre capolavoro di Giuseppe Verdi, tra le più eseguite nei teatri di...
1818 - Prima esecuzione di Silent Night (201 anni fa): Due voci soliste accompagnate da una chitarra. Così, in un piccolo borgo dell'Austria, venne eseguito per la prima volta Stille Nacht, il canto di Natale più amato in assoluto. A...
Nati in questo giorno
1971 - Ricky Martin (48 anni fa): Nel pop latino non conosce rivali, da circa trent'anni sulla ribalta musicale internazionale. Portoricano di San Juan (capitale del piccolo stato caraibico), inizia prestissimo la carriera entrando...
1948 - Edwige Fenech (71 anni fa): Icona sexy del cinema anni Settanta, è considerata una delle attrici più affascinanti del panorama italiano. Edwige Sfenek, il suo vero nome, nasce ad Annaba, nell'allora Algeria...
Nati... sportivi
1977 - Claudia Corsini (42 anni fa): Nata a Roma, è un'ex pentatleta. Nel 2005 è stata campionessa del mondo di pentathlon moderno. Ai Mondiali ha conquistato anche due argenti e un bronzo. Ai campionati europei ha vinto 3...
1974 - Marcelo Salas (45 anni fa): Nato a Temuco (Cile) è stato un calciatore, in Italia dal 1998 al 2003 come attaccante di Lazio e Juventus. In maglia biancoceleste ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia, due Supercoppe...
Il Mondo degli Animali
2014 - Macaco Giapponese (5 anni fa): Il macaco giapponese è anche detto macaco dalla faccia rossa, è una scimmia che appartiene alla famiglia delle Cercopithecidae, il nome scientifico è Macaca fuscata. Il macaco...
Scomparsi oggi
2008 - Harold Pinter (11 anni fa): Drammaturgo tra i più valenti del secondo Novecento, dopo Samuel Beckett, che prese a modello, è l'autore più rappresen
A CURA DI MICHELE PAPPACODA 24 Dicembre Natale del Signore: Messa della notte, solennità Santi del giorno S. Paola Elisabetta Cerioli vedova e fond. (1816-1865) S. Giacobbe figlio d'Isacco e Rebecca, patriarca
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,1-14. In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Traduzione liturgica della Bibbia San Gregorio Nisseno (ca 335-395) monaco e vescovo Discorso sulla Natività, passim; PG 46, 1128 "Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore" Fratelli, avvisati del miracolo, andiamo a vedere come Mosè questo grande spettacolo (Es 3,3): in Maria, il roveto infuocato non si consuma; la Vergine partorisce la Luce senza subire lesione. (...) Corriamo dunque a Betlemme, il borgo della Buona Novella! Se siamo veri pastori, se restiamo svegli a far la guardia, è a noi che si rivolge la voce degli angeli che annunciano una grande gioia (...): "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama!" Là dove ieri non c'era che maledizione, teatro di guerre ed esilio, la terra riceve la pace, poiché oggi "la verità germoglia dalla terra e la giustizia si affaccia dal cielo" (Sal 85,12). Ecco il frutto che la terra dà all'uomo, ricompensa della buona volontà che regna fra gli uomini (Lc 2,14). Dio si unisce all'uomo per elevare l'uomo all'altezza di Dio. A questa notizia, fratelli, partiamo per Betlemme per contemplare (...) il mistero del presepio: un bambinello avvolto in fascie dorme in una mangiatoia. Vergine dopo il parto, la Madre incorruttibile abbraccia il suo figliolo. Con i pastori ripetiamo la parola del profeta: "Come avevamo udito, così abbiamo visto nella città del nostro Dio" (Sal 48,9).
Ma perché il Signore cerca rifugio in questa grotta di Betlemme? Perché dormire in una mangiatoia? Perché mescolarsi al censimento d'Israele? Fratelli, colui che porta al mondo la liberazione viene a nascere nella nostra schiavitù alla morte. Nasce in questa grotta per mostrarsi agli uomini immersi nelle tenebre e l'ombra di morte. Dorme in una mangiatoia perché è Colui che fa crescere il fieno per gli armenti (Sal 104,14), è lui il Pane di Vita che nutre l'uomo di un cibo spirituale affinché viva pure lui nello Spirito. (...) Quale festa più fortunata di quella di oggi? Cristo, Sole di giustizia (Ml 3,20), viene ad illuminare la nostra notte. Chi era caduto si rialza, chi era vinto è liberato (...), chi era morto torna in vita. (...) Oggi cantiamo tutti a una sola voce su tutta la terra: "Per un uomo, Adamo, era venuta la morte; per l'uomo, oggi viene la salvezza" (cfr Rm 5,17).
È stata ritrovata aPaganiAnnarita Galdi, la 45enne di Santa Lucia,Cava de' Tirreni, scomparsa dalla mattina del 17 dicembre dopo aver accompagnato la figlia a scuola. A rintracciarla poco prima della mezzanotte il tenente Vincenzo Pessolano e il maresciallo Nobile Soglia che l'hanno riportata a casa dal maritoFiorenzo Milite. Secondo la ricostruzione dei militari, nella mattinata di ieri, il tenente Pessolano ha concentrato i suoi accertamenti nella stessa frazione di Santa Lucia, riuscendo a recuperare informazioni utili alle ricerche. E cosi hanno setacciato la città di Pagani e intorno alle 23.30 hanno trovato la donna. A quanto si apprende era in compagnia di una persona. I carabinieri hanno riportato Annarita a casa dal marito e dai suoi due figli.
Il padre se ne sta immobile, seduto alle porte del bar tabacchi di via Università, lontano dalla folla di parenti urlanti. Con la mano sinistra si copre la fronte, per tutto il tempo. Quando un agente di polizia concede finalmente ai familiari il permesso di entrare a vedere la salma, lui è l'unico che scuote il capo. Non vuole guardare. Il figlio,Ciro D'Anna, pregiudicato 38enne originario di Torre del Greco, è stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola attorno alle 10 del mattino, a Portici, a poche centinaia di metri da piazza San Ciro, nel quartiere in cui viveva. La stessa strada dove nel febbraio 2017 era stato arrestato mentre tentava di occultare due chili di hashish.L'omicidio che macchia di rosso sangue il Natale porticese ha tutta l'aria del regolamento di conti tra clan.
A metà mattinata la zona non è delle più frequentate: D'Anna si trova all'esterno del locale in compagnia della moglie e del proprietario. In due, in sella a una moto di grossa cilindrata entrano in azione. Indossano caschi integrali, il passeggero spara e centra una prima volta il 38enne, il quale prova a rifugiarsi all'interno del bar. Il sicario non esita a raggiungerlo fin dentro l'esercizio commerciale - per fortuna in quel momento senza clienti - per finirlo con altri quattro colpi. Una spedizione punitiva verosimilmente programmata nei minimi dettagli, per lanciare un messaggio chiaro. Non ci si fa scrupoli a uccidere nemmeno a poche ore dalla Vigilia. Quello che di primo acchito potrebbe sembrare un delitto d'impeto, una di quelle questioni non prorogabili a dopo l'Epifania, celerebbe in realtà una pianificazione ben più complessa. Stando a quanto trapela dagli ambienti investigativi,D'Anna, con precedenti per droga ed estorsione, era uomo dei Vollaro, nonché fedelissimo del reggente Carlo. Dopo l'arresto di Umberto Luongo, il clan si sarebbe posto l'obiettivo di riaffermare la propria egemonia in città, in contrasto con i Mazzarella, rappresentati sul territorio da Patrizio Fiume, Paolo De Mato e Giovanni Chivasso. Proprio quest'ultimo tre mesi fa era stato vittima di un agguato in corso Garibaldi, salvandosi dal raid condotto da due centauri armati solo grazie a una disperata manovra in moto per la zona mercatale. Una prima piccola risposta dei rivali si sarebbe consumata la notte stessa, con una bomba carta piazzata sotto la saracinesca di una palestra ritenuta riconducibile al figlio dello storico boss Luigi Vollaro, o Califfo. Non abbastanza, evidentemente. La situazione, malgrado l'apparente serenità, ha infatti continuato a ribollire per settimane: con la recente uscita dal carcere di Pasquale Scafo, padre naturale di De Mato, i Mazzarella avrebbero alzato il tiro e messo D'Anna nel mirino: il 38enne, secondo fonti riservate, potrebbe essere direttamente coinvolto nell'agguato fallito a settembre. Le sue abitudini metodiche e la visibilità ormai acquisita nell'ambiente avrebbero favorito la missione dei killer.
Il commissariato di Ercolano-Portici, che coordina le indagini sul caso, avrà ora il compito di accertare eventuali nessi in una situazione generale definita come «magmatica». Non mancano le testimonianze, in primis quelle della moglie di D'Anna e del titolare del bar, entrambi già ascoltati in centrale.Su disposizione del pm dell'Antimafia Maurizio De Marco, gli investigatori hanno posto sotto sequestro il locale di via Università. I filmati della telecamera interna dovrebbero aiutare a fare chiarezza sugli ultimi attimi di vita del 38enne e, chissà, fornire dettagli utili alla cattura dei sicari. Non è escluso che i due centauri poi fuggiti a tutto gas verso piazza San Ciro possano rappresentare un braccio armato proveniente da fuori città. Altre indiscrezioni riconducono a quanto accaduto l'anno scorso, quando lo stesso Ciro D'Anna si sarebbe reso responsabile di uno sgarro verso un esponente di spicco di uno dei tanti clan rivali, probabilmente nella sua Torre del Greco. Uno schiaffo, o comunque un gesto interpretato come una «grave mancanza di rispetto» a fare il paio con la sua vicinanza ai Vollaro, che l'uomo avrebbe dunque pagato con la vita. L'ipotesi aprirebbe scenari sinistri sul futuro città della Reggia, ostaggio di faide intestine o, peggio ancora, ingerenze di cosche esterne. Appare infatti quanto mai improbabile per le fazioni in campo riuscire ad affermarsi a Portici senza l'appoggio di una potente famiglia di camorra, in termini di potenza di fuoco e soprattutto di equilibri strategici. La tempistica dell'omicidio consumatosi ieri mattina, peraltro, avrebbe colto di sorpresa le stesse forze dell'ordine. Si spara, si uccide, anche alla luce del giorno, in pieno centro, anche mentre ci si prepara a imbandire le tavole in vista del cenone natalizio. Ciro D'Anna lascia la moglie e un figlio di tre anni.