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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Barbados, Cristian Di Marco morto per un misterioso virus: era lì in vacanza per Natale

30 Dicembre 2019, 10:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Barbados, Cristian Di Marco morto per un misterioso virus: era lì in vacanza per Natale

Quella appena trascorsa per i familiari è stata la notte del dolore e dei dubbi all'ospedale Queen Elizabeth di Bridgtown, Barbados, dove ieri è deceduto Cristian Di Marco, il 43enne artigiano di San Giorgio (Mantova) vittima di un malore, di cui ancora si ignora l'origine, che lo aveva colpito subito dopo l'arrivo con la famiglia, il 18 dicembre scorso, sull'isola caraibica per una vacanza. Al suo capezzale sono stati fino all'ultimo i genitori Tiziano e Graziella, arrivati a Bridgetown prima di Natale appena saputo delle gravi condizioni del figlio, e ora molto provati. La moglie Federica e i due figli di 16 e 19 anni sono invece in Italia da ieri, rientrati dopo giorni estenuanti trascorsi accanto al marito e padre. Ad assistere la famiglia Di Marco sin dal primo momento il console onorario Paola Baldi, inviata dalla Farnesina per qualsiasi necessità. Dopo la speranza dei giorni scorsi alternata a momenti di sconforto, la tragedia consumata impone di organizzare il rientro della salma che dovrebbe avvenire, tra molte difficoltà di carattere burocratico, nel giro di un paio di giorni. Ieri era già pronta l'aeroambulanza di Europ assistance, pagata da amici e parenti con una colletta al termine di una commovente gara di solidarietà (Cristian non era assicurato per i rischi durante il viaggio), per trasportarlo in Martinica dove si sarebbe tentato un disperato intervento al cervello. Secondo i familiari, al loro congiunto nel paese caraibico non è stata assicurata tutta l'assistenza medica necessaria; per questo chiedono di vederci chiaro su quanto è successo. Per questo hanno chiesto l'autopsia, ma per un caso di morte naturale come è stata archiviata dai medici locali quella di Cristian, per le autorità del posto non è necessaria. «La faremo in Italia» ribattono. Cristian, secondo le testimonianze degli amici, era partito dall'Italia già con male alla testa, alla schiena e ad un orecchio. Una volta arrivato a Barbados le sue condizioni si sarebbero aggravate nonostante avesse tentato di curarsi assumendo antinfiammatori. Tra il 22 e il 23 dicembre scorso si era rivolto al locale pronto soccorso dove, secondo i familiari, appena ricevuta una dose di cortisone, è entrato in coma. Due giorni dopo i medici decretavano la morte cerebrale, «ma senza effettuare una tac - accusano i familiari - e solamente in base ad una visita neurologica e agli esami del sangue». Nella cartella clinica, ottenuta dopo varie peripezie e grazie all'intervento di un medico mantovano, si avanzano due ipotesi all'origine del malore dell'artigiano: meningite o cocktail di farmaci. Ritenuto trasportabile, per Cristian scattava la gara di solidarietà per superare anche l'altro problema che, nel frattempo, si era sovrapposto, quello delle ingenti spese per il trasferimento sanitario in Italia a bordo di una aeroambulanza, non coperte da alcuna polizza assicurativa. In un giorno gli amici sono riusciti a raccogliere 125mila euro, la somma sufficiente per organizzare il rientro, poi trasformato nella tappa intermedia in Martinica. Ma il cuore di Cristian si è fermato ieri alle 15.20 ora locale (le 20.20 in Italia). Il viaggio della speranza avrebbe dovuto decollare alle 20.

LEGGO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Texas, folle entra in chiesa e spara durante la messa tra i fedeli: 3 morti

30 Dicembre 2019, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Texas, folle entra in chiesa e spara durante la messa tra i fedeli: 3 morti

Folle entra in chiesa e spara durante la messa tra i fedeli. È salito a tre morti il bilancio di una sparatoria in una chiesta in Texas. Secondo quanto riferito dal sito della 'Nbc', un uomo ha aperto il fuoco contro i fedeli nella West Freeway Church of Christ di White Settlement, vicino a Fort Worth, uccidendo due persone. L'aggressore è stato quindi ucciso da alcuni fedeli presenti, come ha precisato il capo della polizia di White Settlement, J.P. Bevering. Secondo la ricostruzione delle autorità locali, l'aggressore, che non è stato identificato, sarebbe entrato nella chiesa e si sarebbe seduto. Ad un tratto «si è alzato, ha estratto un fucile e ha sparato contro un parrocchiano, uccidendolo», ha detto Bevering. L'aggressore ha quindi colpito a morte una seconda persona prima che altri due parrocchiani, volontari di una squadra di sicurezza della chiesa, rispondessero al fuoco. La sparatoria si è conclusa in sei secondi, ha spiegato ai giornalisti il ​​tenente Dan Patrick, secondo il quale i due volontari «hanno estratto le loro armi e hanno immediatamente eliminato l'assassino, salvando un numero imprecisato di vite».

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 30.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

30 Dicembre 2019, 09:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 30.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

Luned�, 30 Dicembre 2019
S. EUGENIO V. , S. RUGGERO
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Settimana n. 01
Giorni dall'inizio dell'anno: 364/1

A Roma il sole sorge alle 07:38 e tramonta alle 16:47 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 08:04 e tramonta alle 16:47 (ora solare)
Luna: 10.40 (lev.) 21.03 (tram.)

Proverbio del giorno:
Dicembre imbacuccato, raccolto assicurato.

Aforisma del giorno:
L'esistenza pu� essere maggiore senza che lo sia la vita. (Giacomo Leopardi)

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 30.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

30 Dicembre 2019, 09:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 30.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

Alta pressione e clima invernale. Ultimi temporali in Sicilia e nevicate in Appennino a quote collinari, sole altrove, nebbie in Pianura Padana.

 

NORD

Locali foschie o nebbie fitte e localmente persistenti in Pianura Padana, ma il cielo sarà sereno o poco nuvoloso.
Temperature

In diminuzione.
CENTRO e SARDEGNA

Generali condizioni di bel tempo.
Temperature

In diminuzione.
SUD e SICILIA

Instabile in Basilicata con deboli nevicate fino in valle, ultimi temporali su palermitano e messinese, tempo più soleggiato altrove.
Temperature

In diminuzione.

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 30.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

30 Dicembre 2019, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 30.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

S. Eugenio di Milano Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,36-40. In quel tempo, c'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

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29 Dicembre 2019, 09:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

 

 

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Gragnano - Alla scoperta del Centro di Medicina del Dolore e delle Cure Palliative

28 Dicembre 2019, 11:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il dott. Biagio Galizia ci racconta un'eccellenza dell'ospedale gragnanese. Un paziente: «Quando esco da qui mi sento come una farfalla».

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Un centro di eccellenza, un'incredibile risorsa sanitaria per il sud Italia, ed  in particolare per l'Asl 3 è Il Centro di Medicina del Dolore e delle Cure Palliative presso l'Ospedale di Gragnano, coordinato dal Dott. Biagio Galizia,  il quale è responsabile sia della terapia del dolore che del servizio di assistenza domiciliare per malati in gravi condizioni cliniche.

Un centro innovativo, che mira al benessere dei propri pazienti, funzionante grazie all'impegno, alla responsabilità e alla grande coscienza medica, unita alla sinergia e alla collaborazione di più figure sanitarie. Un Centro che dovrebbe essere uno dei maggiori fiori all'occhiello della nostra sanità, ma che forse è ancora poco conosciuto se non dai numerosissimi pazienti che ogni giorno ricevono preziose cure ed assistenza.

Un progetto nato circa tre anni anni fa, (in seguito all'entrata in vigore nel 2010 di una legge che garantisce l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore - legge  15 marzo 2010n. 38) grazie alla tenacia e alla volontà di chi della professione medica non è ha fatto solo un lavoro, bensì un compito ed una missione, al servizio di chi soffre e di chi ha bisogno di cure e sostegno per sopravvivere e per migliore le proprie condizioni di vita. Una struttura che si regge sull'impegno di  medici e di infermieri che hanno condiviso ed abbracciato tali principi e che insieme, ogni giorno si impegnano senza sosta, per tutti i pazienti, e contribuiscono ulteriormente alla crescita del Centro.

La strategia assistenziale, (unica nella Regione per tale organizzazione), praticata dal responsabile, sotto la guida  del Direttore del coordinamento delle cure domiciliari, Dott.ssa Galdi, consiste nella forte integrazione tra medicina territoriale, tramite i distretti, quella ospedaliera, e gli enti di solidarietà presenti sul territorio. Infatti l'organizzazione si basa su di un sinergico piano di azione, in cui i distretti segnalano i casi gravi al centro, e la struttura eroga, in 24/48 ore, l'assistenza presso il domicilio del paziente.

Lo scopo e la forza di tale strategia organizzativa è evitare ricoveri non necessari, sia per non sovraffollare le strutture ospedaliere, sia per aiutare e facilitare le cure di malati, il cui ripetuto spostamento comporterebbe ulteriori aggravamenti e fatiche, rischiando di andare ad aggravare  la salute già precaria del paziente. Dal punto di vista clinico  la cura domiciliare garantisce inoltre al degente, di essere seguito da una equipe di professionisti, restando nel proprio ambiente familiare, influendo positivamente sul fattore psicologico, un aspetto fondamentale per la serenità del malato, da non trascurare. Infine dal punto di vista sanitario si tratta di un modello virtuoso ed efficace che favorisce notevoli risparmi e costi alla sanità.

Le attività che riguardano la terapia del Dolore e delle Cure Palliative che si svolgono presso l'ospedale di Gragnano grazie al Dott. Galizia, sono varie e numerose, molte delle quali sono delle tecniche di eccellenza,  come la PENS e la radiofrequenza pulsata di gangli nervosi e faccette articolari cervico-dorso-lombari, per combattere il dolore cronico, che non risponde ai comuni trattamenti farmacologici.

Altra tecnica di grande eccellenza è l'impianto di accessi venosi centrali, attraverso un sistema  di navigazione interna, che permette di visualizzare con precisione il cammino del catetere  fino al cuore, evitando il ricorso a radiografie  ulteriori. 

Questo sistema ha consentito di attivare il  servizio domiciliare per gli ammalati allettati, che hanno difficoltà a raggiungere l'ospedale.

È proprio questa l'assoluta eccellenza e novità, trattandosi dell'unico centro dell'Asl e forse dell'intera Regione Campania, a fornire tale servizio, consentendo così di impiantare gli accessi venosi nel letto del paziente, e permettendo di continuare i trattamenti palliativi, di nutrizione e delle terapie chemioterapiche per i malati oncologici.

Per il dolore neuropatico è attivo un ambulatorio giornaliero di  SCRAMBLER  THERAPY, uno dei pochi casi in cui si applica questo trattamento in strutture pubbliche, poiché è una terapia solitamente svolta in centri privati. Si può accedere a tale cura attraverso la prescrizione del medico di medicina generale.  La   SCRAMBLER  THERAPY è una metodologia innovativa che simula l'azione di neuroni artificiali a livello del cervello, per combattere  neuropatie  post epatiche, diabetiche, nevralgie del trigemino, sintomo dell'arto fantasma, dolore neuropatico oncologico post radioterapia e chemioterapia.

Le richieste di assistenza sono tante, sia per l'unicità dei trattenenti domiciliari, sia per l'ampiezza del territorio coperto dal centro. Il lavoro viene distribuito fra i medici  del reparto di rianimazione.

Il personale infermieristico svolge ogni tre giorni a settimana il servizio di medicazione  del PICC (accessi venosi) e segue protocolli e  norme di asepsi, in collaborazione con il PICC TEAM dell'Ospedale Cardarelli, che ha azzerato i problemi  di infezioni e delle sepsi.

Presso il reparto è istituito anche un ambulatorio che accoglie in urgenza, pazienti che non controllano il loro dolore, evitando così di intasare inutilmente i Pronto Soccorso con le terapie palliative.

Inoltre, sempre attraverso l'impegnativa del medico curante, il centro si occupa anche del trattamento ambulatoriale del dolore non oncologico, ma ugualmente invalidante. Vengono in questo caso praticarti blocchi antalgici sui nervi periferici, infiltrazioni peri e intra-articolari e trattamenti farmacologici multimodali.

Le altre patologie trattate sono cefalee, lombo sciatalgie e cervicalgie, fibromialgia con dolori articolari, periartriti, neuropatie  post epatiche, diabetiche, nevralgie del trigemino, sintomo dell'arto fantasma post amputazione, dolore da lesione del midollo spinale e spasticità da lesione degenerativa e traumatica del sistema nervoso centrale.

Infine è stato attivato anche un ambulatorio di cure palliative precoci per programmare in tempo ed avviare i trattamenti sui malati in fase iniziale.

Oggi abbiamo visitato insieme al Dott. Galizia i reparti e gli ambulatori in cui vengono effettuate le cure. Abbiamo visto da vicino i macchinari e le strumentazioni grazie alle quali sono possibili le cure e abbiamo conosciuto diversi pazienti ed assistito ai loro trattamenti. Conversando con loro abbiamo tastato dal vivo la gratitudine e la soddisfazione dei degenti. Abbiamo ascoltato la testimonianza di chi ci ha raccontato di come fosse migliorata la propria qualità della vita, un elemento di assoluta importanza, considerate le numerose difficoltà e sofferenze che ogni giorno un malato è costretto ad affrontare.  Dialogando poi con alcuni dei medici ed infermieri, che fanno parte dell'equipe che si occupa della terapia del dolore e dei trattamenti domiciliari, e che ogni giorno sono in campo nella cura dei pazienti, abbiamo letto nei loro occhi l'immenso impegno, amore e profondo senso di responsabilità che mettono in ciò che fanno.

Il Dott. Biagio Galizia, accompagnandoci fra i reparti ci ha descritto passo per passo il loro lavoro, le tecniche e le modalità delle terapie e l'organizzazione del Centro.

«Noi impiantiamo il PICC, l'accesso periferico, che arriva vicino al cuore e riusciamo a veder il percorso del  catetere - spiega Galizia - in modo da evitare radiografie inutili. La cosa importante è che riusciamo ad andare a domicilio dai pazienti, quelli particolarmente gravi e allettati, che prima erano costretti a spostarsi in ospedale. Abbiamo creato una sinergia tra ospedale e territorio: il medico curante parla con il distretto, il quale segnala il caso che viene dirottato a noi, che mandiamo a casa del paziente, entro 24/48h, i professionisti. Con questo sistema c'è anche una riduzione dei costi sanitari».

Qual è il territorio coperto dal servizio?. Galizia: “il nostro SPOC riguarderebbe Gragnano, Castellammare, Pimonte, Pompei e Agerola, però siccome gli altri SPOC non offrono questi servizi, copriamo un territorio che va da Portici fino a Massa Lubrense”.

Come funziona il PIC venoso? Galizia: “C'è un ecografo, si individuano le vene, si punge, si inserisce il catetere, e attraverso l'ecografo si vede il percorso del catetere, che deve raggiunge il cuore prima, dell'atrio.”

Cosa viene iniettato attraverso il PICC? Galizia : “Con questo sistema vengono iniettati farmaci chemioterapici, sacche alimentari con lipidi, amminoacidi, vitamine.”

Ci sono rischi? Galizia: “Il problema è che possano crearsi infezioni, sepsi, trombosi. Siamo quindi riusciti a creare, per evitare tale rischio, un servizio domiciliare con frequenza settimanale, mirato a tenere pulito il catetere. Secondo un protocollo codificato, sostituiamo la medicazione e puliamo la zona. Prima i pazienti erano costretti ad impiegare quasi una intera giornata, recandosi negli ospedali, per sostituire una medicazione. I pazienti non allettati possono recarsi qui per ricevere lo stesso servizio”.

Oltre ai malati oncologici quali altri casi trattate? Galizia: “Trattiamo anche, con tre giorni di ambulatorio, il dolore non oncologico ma cronico, come cefalee, sciatalgie, fuoco di Sant'Antonio, e molti dolori che in genere vengono trattati con gli antinfiammatori senza ottenere risultati. Abbiamo macchinari per ionoforesi, magnetoterapia e scrambler”.

Durante la visita in reparto incontriamo un malato oncologico con PICC, che ha effettuato il cambio della medicazione. «Prima ero costretto a recarmi ogni settimana fino al Pascale - ci racconta un paziente - , per la sola pulizia della medicazione, con tempi di attesa estremamente lunghi.  Da quando vengo qui invece la qualità della mia vita è migliorata, mi stanco di meno e non perdo tanto tempo inutile. I medici ed il personale sono eccellenti, disponibili, gentili e professionali”.

Ci siamo poi spostanti in un'altra stanza e abbiamo incontrato una paziente affetta da “Sindrome della Torre di Pisa” che stava effettuando la Scrambler Therapy. «Questa è la Scrambler Therapy - ci spiega Galizia - , l'ha inventata un ingegnere romano, agisce sul cervello, attraverso piccole scariche elettriche che simulano i neuroni artificiali del cervello, non facendo percepire il dolore. La durata del trattamento è di quarantacinque minuti”.

«Per anni ho preso farmaci antinfiammatori senza mai trarne giovamento - racconta un paziente - , da quando invece effettuo questa terapia, la mia vita è migliorata, i dolori sono notevolmente ridotti e quando esco da qui mi sento come una farfalla».

“Moltissimi sono i servizi offerti dal centro - prosegue Galizia - A sostegno dei pazienti trattati abbiamo anche degli psicologi sia in ospedale che a domicilio. Poi c'è l'ambulatorio di cure palliative precoci, ovvero nel caso dell'ammalato in fase iniziale, viene programmato tutto ciò di cui necessita nel corso della malattia, perché avevamo notato che molti pazienti arrivavano ormai che erano in una fase terminale. Il punto fondamentale su cui però abbiamo lavorato, e che siamo forse gli unici in Regione, è l'assistenza a domicilio, è difficile immaginare una realtà del genere al sud, ma noi ci siamo riusciti. Per il servizio a domicilio ruotano tutti i medici e gli infermieri della rianimazione, perché il lavoro è tanto. Infine l'ultima novità che siamo riusciti ad ottenere dopo sette anni sono degli speciali aghi per una particolare attività che svolgiamo in seduta operatoria una volta a settimana dove facciamo le radiofrequenze pulsate, andando proprio sui gangli nervosi, sulle faccette articolari. Questa attività serve per i pazienti che hanno dolori a causa di artrosi in queste particolari aree, le faccette. Noi con l'ago agiamo sul punto interessato ed addormentiamo il nervo di Luschka, che è un nervo che origina dalla radice anteriore del midollo, e che può provocare dolori violenti. Questa è un'attività di estrema eccellenza, si tratta di una tecnica neurochirurgica e serve a sostituire un vero e proprio intervento, nei casi in cui non si può agire chirurgicamente o per rimandare l'operazione».

Il Centro di Medicina del Dolore e delle Cure Palliative presso l'Ospedale di Gragnano è una realtà estremante importante per la sanità regionale, e per la cura dei pazienti. Unico in Campania ad effettuare i trattamenti a domicilio. Un centro ed una struttura efficiente, coordinata e gestita con grandissima professionalità, che può vantare un'equipe medica di straordinaria competenza e strumentazioni all'avanguardia. Il Centro di Medicina del Dolore e delle Cure Palliative  di Gragnano è un centro sanitario, che è diventato un vero e proprio punto di riferimento per una vasta area territoriale della nostra Regione. Un centro d'eccellenza che aspetta solo il riconoscimento del marchio dei servizi offerti a domicilio, un'assegnazione che dopo circa tre anni di attività è pronta finalmente ad arrivare.

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AGEROLA NEWS Agerola è sempre colpa della pioggia?

28 Dicembre 2019, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Il pensiero di Maria Michela Acampora, una delle persone che ieri è stata costretta ad abbandonare casa a seguito dei danni causati dalla pioggia.

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È incredibile come la vita doni a ripetizione lezioni e moniti ad ognuno di noi. In passato mi è capitato di scrivere riguardo la mancata manutenzione dei nostri territori, di per sé già fragili e poco stabili, oggi mi ritrovo ad essere una vittima del mancato monitoraggio delle zone a rischio che pure tali sono catalogate e conosciute. Mi sono ritrovata in un attimo senza più nulla, costretta come parte della mia famiglia e altri vicini a dover lasciare tutto, la casa, i miei cani, senza sapere né immaginare il mio ritorno tra le cose che amo e i ricordi della mia vita. Ma è stato un attimo che mi ha reso si veramente consapevole del dolore immenso di chi dopo una calamità deve lasciare un pezzo della sua esistenza tra mura che forse non rivedrà più, ed io sono fortunata perché la mia casa è ancora lì e forse a breve potrò tornarci. Eppure il mio cuore rimane imprigionato dal pensiero di tutte quelle persone che oggi vivono fuori dalla loro casa e vivranno un Natale di dolore. La mia dolcissima nonna mi ricordava spesso il detto: “si nun vire nun crire” (se non vedi non credi): avevi ragione, nonna, adesso so cosa significa. Ma nella sofferenza la luce della solidarietà è stata enorme: voglio ringraziare dalle pagine di Voce di Agerola i nostri Vigili del Fuoco encomiabili per professionalità, per umanità, per dedizione ed impegno, i primi ad arrivare gli ultimi ad andare via dobbiamo essere loro veramente grati. Questa non è l’ora delle polemiche: ci sarà tempo e modo di chiarire e di verificare la dinamica di quanto successo. Per me però questo è il momento di ringraziare la mia comunità camporese per la disponibilità, l’affetto dimostrato e i tanti amici che ieri mi hanno chiamato e sostenuto. Sono sempre più convinta che Campora ha un cuore fervente e d’oro a partire dal nostro Don Giuseppe. Purtroppo insieme ai ringraziamenti mi tocca dire anche che non è possibile nel terzo millennio che ad una allerta della protezione civile non segua un monitoraggio attento almeno delle zone considerate a rischio e mi fermo qui.

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Premiati i lavoratori del turismo della penisola sorrentina – foto –

28 Dicembre 2019, 11:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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SORRENTO. Nella sede di Federalberghi Penisola Sorrentina è stato consegnato il Premio Fedeltà, promosso dai vertici dell’associazione col sostegno dell’Ente Bilaterale Turismo Campania (Ebtc). A ritirare il prestigioso riconoscimento, nel corso della tradizionale cerimonia condotta dal giornalista Antonino Siniscalchi, sono stati 17 lavoratori del turismo andati in pensione nell’ultimo biennio al termine di una carriera che li ha visti per 25 o più anni al servizio della stessa azienda o nello stesso gruppo aziendale.

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Si tratta di sette ex dipendenti dell’Hilton Sorrento Palace: Luigi Esposito (cucina), Vittorio Marciano e Francesco Rapisarda (sala), Gennaro Romano (bar), Umberto Schettino (facchino), Giovanni Di Maio (direzione), e Gabriella Ruoppo (centralino). A loro si aggiungono Andrea Cioffi, per 27 anni chef de rang dell’Hotel President, Vittorio Ercolano, cameriere di Palazzo Guardati, Lina Barbone, in passato cameriera in servizio presso le strutture ricettive del gruppo Manniello, e Salvatore Buonocore, con alle spalle una trentennale carriera da chef presso il Bellevue Syrene.

Riconoscimento anche per Laura Yaccarino, receptionist dell’Hotel Jaccarino, Saverio Cuccaro, maitre dell’Hotel Mediterraneo e Rosa Esposito, per anni in servizio presso l’Hotel Minerva. Completano l’elenco dei premiati Raimondo Dare, Gennaro Minieri e Vittorio Palumbo, rispettivamente economo, idraulico e responsabile della caffetteria e della dispensa del Grand Hotel Excelsior Vittoria.

“La nostra associazione – ha sottolineato Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina e membro del direttivo dell’Ente Bilaterale Turismo Campania – desidera esprimere particolare gratitudine ai collaboratori che, evidenziando particolare impegno e passione, hanno messo le proprie energie a disposizione delle strutture ricettive locali contribuendo a rafforzare ulteriormente la cultura dell’ospitalità che ha reso la Costiera una delle mete turistiche più note e apprezzate in tutto il mondo”.

FRANCESCA VANACORE SORRENTOPRESS

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE RIAPERTURA DEL PARCHEGGIO DEL PORTO DI AMALFI ( BERMA ESTERNA ) CON IL RIPOSIZIONAMENTO DELLE NUOVE STRUTTURE TECNOLOGICHE

28 Dicembre 2019, 11:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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UN LETTORE CI SCRIVE HO LETTO SU AMALFI NOTIZIE.IT L’ ANNUNCIO IN MODO TRIONFALE DELLA RIAPERTURA DEL PARCHEGGIO DEL PORTO DI AMALFI ( BERNA ESTERNA ) CON IL RIPOSIZIONAMENTO DELLE NUOVE STRUTTURE TECNOLOGICHE ALLO STESSO PUNTO, IN MODO TALE CHE ALLA PROSSIMA MAREGGIATA SARANNO NUOVAMENTE MESSE FUORI USO, ALTRI 70 o 80 MILA €URO, ALLA FACCIA DEI CONTRIBUENTI! UN MODO DI PENSARE, AMMINISTRARE A DIR POCO DA POLLI ! AUGURISSIMI PER IL 2020 !

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