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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nicoletta è stata uccisa, era sparita nel nulla

20 Marzo 2019, 10:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Nicoletta è stata uccisa, era sparita nel nulla

INSERITO DA MORENA MOTTA E' stata uccisa Nicoletta Indelicato, la giovane donna di Marsala scomparsa domenica notte da Marsala (Trapani). Due persone sono state arrestate per l'omicidio. I carabinieri della compagnia di Marsala hanno sottoposto a fermo di iniziato di delitto il 34enne C.B. e la 29enne M.B., entrambi residenti a Marsala.
Sono accusati dell'omicidio e della soppressione del cadavere della 25enne il cui corpo è stato trovato dai carabinieri nelle campagne marsalesi di contrada Sant'Onofrio.

A diffondere la notizia della scomparsa, fornendo anche una foto di Nicoletta, era stato il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo, che in una nota spiegava: "La giovane, nella notte fra sabato e domenica, dopo essere uscita con un’amica, non ha fatto più rientro nella sua abitazione. Da qui la denuncia presentata dai genitori in grande apprensione per la figlia. Quando ha fatto perdere le sue tracce la ragazza, di corporatura normale, vestiva un maglione bordò e un paio di pantaloni grigi". Nella notte la scoperta del cadavere.

FONTE ADNKRONOS

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Marcello De Vito (M5S) arrestato per corruzione

20 Marzo 2019, 10:06am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Marcello De Vito (M5S) arrestato per corruzione

INSERITO DA MORENA MOTTA Marcello De Vito di M5S, presidente dell'assemblea capitolina, è stato arrestato dai carabinieri per corruzione nell'ambito della inchiesta della Procura sul nuovo stadio della Roma. Sono in corso perquisizioni in Campidoglio da parte dei carabinieri nell'ambito dell'operazione che ha portato all'arresto di De Vito. Le perquisizioni stanno interessando anche uffici di Acea, l'Italpol e la Silvano Toti Holding Spa. 

FONTE ANSA

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AUGURI DEL GIORNO: BUON COMPLEANNO LEONE

20 Marzo 2019, 09:55am

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AUGURI DEL GIORNO: BUON COMPLEANNO LEONE

Il Direttore Michele Pappacoda, insieme allo staff augura un felice compleanno al collaboratore Leone Buongiorno, ringraziandolo per il suo prezioso aiuto alla realizzazione del Giornale Vettica di Amalfi online.

Che possa essere per te un giorno speciale come tu desideri. Auguri da tutti noi smiley

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Castellammare, cavallo travolto in autostrada da un tir: traffico alla paralisi Rallentamenti nel tratto tra Pompei e Torre Annunziata

19 Marzo 2019, 19:08pm

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Risultati immagini per Castellammare, cavallo travolto in autostrada da un tir: traffico alla paralisi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' stato travolto da un camion. Un cavallo, entrato sull'autostrada A3 a Castellammare dalla rampa di uscita è stato travolto e ucciso da un Tir. Camminando contromano, il camion non è riuscito ad evitarlo. L'animale ha percorso la rampa di uscita dei veicoli provenienti da Napoli e si è diretto verso lo svincolo di Pompei Sud. Sono intervenuti sul posto gli ausiliare alla viabilità di Autostrade Meridionali e la Polizia stradale, ma non sono riusciti a bloccare il cavallo, che è morto sul colpo. L'incidente - comunica Autostrade Meridionali - non ha avuto conseguenze per l' autista del Tir nè per altri automobilisti. Rallentamenti alla circolazione si sono avuti tra Torre Annunziata Sud e Pompei in direzione Sud. La Polizia stradale della sottosezione di Angri sta cercando di identificare il proprietario del cavallo.

FONTE IL CORRIERINO

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BENEVENTO NEWS «Niente ricatto e foto hard a politico», il vigile si difende e chiede libertà

19 Marzo 2019, 11:43am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Non ho fatto nessuna estorsione, né sequestro di persona o picchiato qualcuno. Ho solo sorpreso mia moglie, da cui mi sono separato, con un altro». Così in sintesi, in meno di un'ora, Ferdinando Fantini, 59 anni, maresciallo dei vigili urbani di Piedimonte Matese ha negato i reati che gli vengono contestati e che venerdì lo hanno visto destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, in cui gli vengono attribuiti i reati di sequestro di persona, violenza privata, estorsione, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia.

 


L'interrogatorio si è svolto al Palazzo di Giustizia, davanti al Gip Gelsomina Palmieri, che aveva firmato l'ordinanza, dopo indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, retta da Aldo Policastro, e condotte dal sostituto procuratore Flavia Felaco e dal commissariato della polizia di Telese Terme.

Circa le immagini che secondo l'accusa riproducono l'uomo e la donna in pose «osé», l'indagato ha sostenuto che non sono state scattate da lui perché nel momento in cui li aveva sorpresi insieme in un casa di Castelvenere si era limitato solo a fare delle generiche foto con il telefonino, per avere delle prove.

Una vicenda, ha ribadito, che risale al 2015 e poi venuta di nuovo alla ribalta nel 2018. Infatti la vittima dell'estorsione, un esponente del mondo politico locale di Castelvenere, aveva visto diffuse in paese quelle foto hard, dopo aver già versato, sempre secondo l'accusa, la somma di 5mila euro all'attuale indagato.
Il politico, poi, si era recato presso il commissariato di Telese Terme sostenendo anche di aver ricevuto ulteriori richieste di denaro dando così il via alle indagini.

LE RICHIESTE
Al termine dell'interrogatorio il difensore dell'indagato, Ercole di Baia, ha chiesto un supplemento di indagini sull'intera vicenda e di poter visionare le foto hard che al momento non erano nella disponibilità del fascicolo al vaglio del Gip. In attesa, il legale ha anche richiesto l'attenuazione della misura degli arresti domiciliari e la trasformazione almeno in obbligo di dimora. Ora il Gip attende il parere della Procura per poi decidere.

e.m.  IL MATTINO

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CASERTA NEWS Il figlio ruba i panini, il padre picchia il venditore ambulante

19 Marzo 2019, 11:31am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rimprovera il bambino e viene aggredito dal padre del piccolo con un bastone. Frattura esposta all'avambraccio sinistro per un ambulante di zona San Lorenzo, ad Aversa. Tutto è cominciato con una frase: «Dirò a tua madre di pagare tutti i panini che hai preso». La frase era rivolta a un bimbo di 10 anni che ogni mattina, stando al racconto dell'ambulante, prendeva dei panini dal suo bancone e li mangiava. LA DINAMICA Solo che qualche giorno fa, l'ambulante, ha cercato di redarguire il piccolo che, però, è corso in casa dalla mamma piangendo. A quel punto, la madre, inferocita, è scesa in strada e ha cercato spiegazioni dall'ambulante. Poco dopo, però, è sceso anche il padre del ragazzo, ma fra le mani aveva un grosso bastone. Ed è stato proprio lui che ha picchiato l'ambulante, ferendolo a sangue. La vittima, per evitare di restare sfregiato, ha alzano il braccio: in quel momento l'osso dell'avambraccio ha ceduto. Ma l'aggressore non si fermava. Così, sul posto, sono giunti gli agenti del commissariato di Aversa, diretti da Vincenzo Gallozzi. I poliziotti avevano già sentito le urla provenire dalla strada e per questo si erano precipitati in strada. L'ARRESTO In manette è finito Francesco Del Piano, aversano di 26 anni. Gravissima l'accusa: lesioni gravi. L'intervento della polizia ha consentito di bloccare l'aggressore appena in tempo. Poteva andare molto peggio. I ventiseienne è stato disarmato mentre la vittima è stata soccorsa dal personale sanitario del 118, fatto giungere sul posto. Ricoverato all'ospedale «San Giuseppe Moscati» di Aversa, la vittima, dopo gli accertamenti medici, è stato medicato. Aveva una frattura esposta all'avambraccio sinistro. Futili i motivi. Ora, il padre del bambini se la vedrà con i magistrati del tribunale di Napoli nord. E così, per una ramanzina, è scoppiata una mega rissa in strada. Ma la violenza ha generato una rissa da cui qualcuno è uscito ferito. Anche se la violenza pervade il tessuto di Aversa e le nuove generazioni. IL PRECEDENTE L'altro sabato, il 9 marzo scorso, una baby gang composta da numerosi ragazzini stranieri aveva rapinato, nella piazza antistante la casa di reclusione intitolata a Filippo Saporito, due cellulari e 25 euro a due ventenni che lì avevano parcheggiato la propria auto, mandandone uno in ospedale con una prognosi di 10 giorni. Nella storia dell'ambulante le circostanze sono diverse, capovolte. Con al centro, purtroppo, i genitori. 

di Marilù Musto IL MATTINO.IT

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SEZ PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NEWS - L'Università di Verona contro il congresso sulla famiglia: «Tesi dei relatori prive di fondamento scientifico»

19 Marzo 2019, 11:16am

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SEZ PRIMO PIANO E ANTEPRIMA NEWS - L'Università di Verona contro il congresso sulla famiglia: «Tesi dei relatori prive di fondamento scientifico»

Inserito da Leone Buongiorno

Di Cristin Cappelletti

L' ateneo ha preso le distanze dall'evento pro-family di fine marzo. Più di un centinaio di professori hanno criticato le posizioni anti-scientifiche dei relatori del congresso. Riccardo Panattoni, Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, ha parlato a Open delle ragioni dell'iniziativa 

Circa 160 docenti dell'Università di Verona hanno deciso di prendere posizione contro il Congresso Mondiale della Famiglia che si terrà nella città veneta il prossimo 29-30-31 marzo. «Come Dipartimento di Scienze Umane, insieme a molti altre e altri docenti, ricercatori e ricercatrici dell’ateneo tutto e di tutte le aree disciplinari, ci facciamo promotori di una presa di posizione critica in merito allo svolgimento del Congresso Mondiale delle Famiglie», si legge nel comunicato. Dopo le dimissioni del capogruppo della Lega dal consiglio comunale di Verona, anche l'università di Verona ha deciso di farsi avanti.

L'ateneo prende di mira diverse posizione esposte da alcuni relatori che parteciperanno all'evento, tra cui l'affermazione del creazionismo, l’idea che la natura abbia assegnato a uomini e donne differenti destini sociali e diverse funzioni psichiche, che identificano automaticamente la donna in un ruolo riproduttivo e di cura o la promozione delle “terapie riparative” per le persone omosessuali al fine di “ritornare” alla condizione armoniosa dell’eterosessualità: «Tali posizioni vengono affermate come fondate scientificamente, ma in realtà la ricerca internazionale non è mai giunta a questo tipo di esiti e li ha anzi smentiti in diverse circostanze».

 

A sostenere l'iniziativa anche il Rettore dell'Università di Verona Nicola Sartor: «Bene ha fatto il dipartimento di Scienze umane, assieme ad altri docenti, ricercatrici e ricercatori di ateneo, a sottolineare come le tematiche proposte nel convegno e le posizioni degli organizzatori siano, a oggi, prive di fondamento e non validate dalla comunità scientifica internazionale». A raccontare a Open la decisione dell'Università di Verona Riccardo Panattoni, direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche. 

L'Università di Verona contro il congresso sulla famiglia: «Tesi dei relatori prive di fondamento scientifico» foto 1

Riccardo Panattoni, Direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche

Da dove nasce questa decisione?

«L'idea è nata all'interno di una discussione del Dipartimento di Scienze umane di cui io sono il direttore. I temi su cui il congresso interviene sono quelli sui cui facciamo ricerca. È nata naturalmente una discussione interna. Da questa discussione abbiamo pensato che fosse necessario fare un documento per prendere le distanze dai presupposti scientifici su cui gli esponenti del congresso si basano per portare avanti le loro affermazioni. Ci sembrava importante fare un gesto dell'università pubblica, un gesto che chiarisca alla propria città e ai cittadini la posizione dell'università.

Ci sembrava opportuno sottolineare le distanze di una comunità internazionale scientifica e ribadire come le prove portate dai relatori a sostegno delle loro tesi siano state ampiamente smentite e siano considerate inapplicabili. Abbiamo fatto un documento e l'abbiamo fatto firmare singolarmente perché l'università è una comunità di singoli docenti che liberamente possono esprimersi. C'è stata una risposta da tutte le aree: medica, scientifica, economica, giuridica», 

Cosa criticate?

«In particolare lo statuto di scientificità che viene portato avanti dal Congresso. Si possono creare delle situazioni e dei momenti incentrati su posizioni religiose, ideologiche, ma non si può prescindere dal presupposto scientifico e lasciare che gli spazi pubblici della città siano dedicati a questi eventi perché sarebbe un inganno verso i cittadini.

Se in questa città c'è un'università, l'università si deve fare garante di segnalare qual è la posizione scientifica effettiva su questi temi, senza entrare in nessuna polemica, nè ideologica e nè politica, sul ruolo che deve avere il sapere: il sapere è depositato nei luoghi dove la ricerca si svolge». 

È stata fatta una richiesta di uso di spazi universitari per il congresso?

«Sì. A dicembre l'organizzazione del convegno aveva chiesto all'università di concedere alcune aule, ma il Rettore aveva preso posizione rifiutando di dare questi spazi perché non era un evento che potesse svolgersi dentro le aule universitarie. Non siamo soltanto una cittadella, ma siamo parte della città. Il problema non è soltanto difendere gli spazi interni, abbiamo pensato che fosse importante riaffermare la presenza e l'importanza di un'università che appartiene alla città».

Avete ricevuto l'appoggio anche del Rettore?

«Assolutamente sì. È stato un appoggio molto spontaneo quello del Rettore: è partito dal basso, dalla discussione, e pian piano ha assunto una forma istituzionale attraverso il dipartimento. Si è rafforzato grazie al sostegno di molti docenti fino a che non ha assunto una forma istituzionale.

Come ateneo ci interessava sottolineare la nostra estraneità da quei presupposti e non avallare dibattiti politici che avrebbero indebolito la nostra posizione che ha a che fare con i contenuti, con un risvolto epistemologico ben preciso. Ci auguriamo che chi governa il Paese si rivolga all'università, ai luoghi di ricerca dove esistono i presupposti scientifici per portare avanti un'azione di governo. Volevamo che l'università ritornasse a essere un luogo capace di prendere posizioni critiche».

 

Fonte: Open online

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Filippine, trovati 40 kg di plastica nello stomaco di una balena morta. “La più grande quantità mai vista in un cetaceo”

19 Marzo 2019, 10:46am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una balena dal becco di Cuvier è stata trovata morta nelle Filippine con 40 chili di plastica nello stomaco: lo hanno rivelato i ricercatori del D’Bone Collector Museum, che hanno recuperato la carcassa del cetaceo all’inizio del mese nelle acque a est di Davao City.

 

In un post Facebook i ricercatori hanno scritto che si tratta della quantità di plastica «più grande mai vista in una balena». In particolare, nello stomaco dell’animale sono stati trovati 16 sacchi utilizzati per imballare il riso e numerosi sacchetti della spesa. Il museo ha reso noto che nei prossimi giorni pubblicherà online la lista completa degli oggetti rinvenuti nella carcassa della balena.

 

 

 

L’animale, lungo 4,7 metri, è morto per fame e non era in grado di mangiare a causa della spazzatura che gli riempiva lo stomaco, ha detto Darrell Blatchley, direttore del D ’Bone Collector Museum Inc, che ha aiutato a condurre l’esame.

L’esemplare è stato trovato venerdì scorso nella città di Mabini, dove funzionari e pescatori locali hanno cercato di riportarlo in acque più profonde. «Non riusciva a nuotare da solo, emaciato e debole come era - ha detto all’AFP Fatma Idris, direttore locale dell’Ufficio per la pesca e le risorse acquatiche -. L’animale era disidratato, il secondo giorno ha iniziato a vomitare sangue».

 

 

Le Filippine hanno leggi severe in materia di smaltimento rifiuti, ma i gruppi ambientalisti hanno etichettato quel Paese come uno dei più grandi inquinanti degli oceani al mondo a causa della sua dipendenza dalla plastica monouso. Un problema che ha impatto anche sui Paesi vicini: in Thailandia una balena è morta l’anno scorso dopo aver ingerito più di 80 buste di plastica. Stesso triste destino è toccato a una tartaruga verde, una specie protetta.

FULVIO CERRUTI LA STAMPA 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Aeroporto di Salerno, pratica bloccata al Ministero Non è stata ancora firmata la concessione per l’ampliamento dello scalo

19 Marzo 2019, 09:46am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Resta in standby l’aeroporto di Salerno “Costa d’Amalfi”.

E, con il progetto d’ampliamento dello scalo (finanziato con 40 milioni del decreto Sblocca Italia) restano fermi anche le buon intenzioni di diversi titolari di fondi londinesi, intenzionati a investire per sviluppare il turismo nell’area Sud della provincia. Fondi disposti a mettere soldi a condizione che ci sia uno scalo aereo funzionante. Per bandire la gara d’appalto per l’ampliamento della pista e della struttura mancano ancora due passaggi fondamentali: la concessione totale alla società di gestione dell’aeroporto e l’approvazione del progetto definitivo. Firme che ancora non vengono apposte da parte del ministero delle Finanze e del ministero delle Infrastrutture. E, quindi, non si può partire con la gara d’appalto. Un ritardo, secondo qualcuno, ingiustificato che, invece, è così motivato dal sottosegretario allo Sviluppo Economico, il salernitano Andrea Cioffi : «Si stanno facendo – sottolinea il senatore del Movimento 5 Stelle - tutte le verifiche e i riscontri necessari, di carattere fiscale. Preferisco non parlare di tempistica, sono un uomo operativo, mi piace annunciare le cose quando sono fatte. Posso dire che è tutto work in progress, il Governo ha interesse a concludere la pratica, ma se non si completa l’iter non è possibile dare l’ok».

Gaetano de Stefano LA CITTA DI SALERNO

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Servizio a domicilio a Cava de' Tirreni: il corriere della droga arriva insieme al caffè In manette Raffaele Adinolfi, dipendente di una torrefazione

19 Marzo 2019, 09:39am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dal caffè alla cocaina, arrestato il pusher della “Cava bene”. È finito in manette l’altra notte Raffaele Adinolfi, 49 anni di Cava de’ Tirreni, rappresentante di una ditta di torrefazione. Un’insospettabile per le forze dell’ordine. L’ordine di carcerazione è stato firmato nelle ultime ore dall’ufficio gip del tribunale di Nocera. Dell’esecuzione, invece, si sono occupati i carabinieri della locale tenenza, guidata dal tenente Vincenzo Pessolano, e coordinati dai colleghi del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore guidato da Francesco Mortari. Nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia. Due mesi di intense attività dei carabinieri sono serviti per smascherare la seconda attività di Adinolfi. I militari, su disposizione della Procura nocerina, hanno effettuato indagini tecniche. Una spia elettronica ha monitorato le telefonate dell’utenza in uso al 49enne. Dai colloqui sono stati estrapolati contenuti che testimoniano in modo evidente l’attività di spaccio. Alle intercettazioni i carabinieri hanno abbinato le investigazioni classiche. Appostamenti e pedinamenti hanno fornito elementi utili agli inquirenti per quantificare e localizzare il giro di spaccio. Tra giugno e luglio dello scorso anno, i carabinieri di Cava hanno rilevato circa 100 cessioni di dosi di cocaina. Gli investigatori hanno generalizzato una trentina di assuntori che si rivolgevano all’Adinolfi. L’elemento sorprendente è stato proprio questo: l’appartenenza a famiglie della borghesia metelliana. Figli di professionisti e commercianti molto noti in città. L’elenco è contenuto nell’ordinanza di misura cautelare in capo al 49enne. L’arrestato è indagato di cessione continuata di sostanze stupefacenti. Quello del contrasto allo spaccio di droghe è un’attività che tiene impegnato il locale presidio dell’Arma. Sempre l’altra notte, i militari hanno dato esecuzione a quattro foglio di via obbligatori. I destinatari sono due soggetti provenienti da comuni della provincia di Napoli e altri due giunti dai centri Agro nocerino sarnese. Tutti sono stati trovati in possesso di alcune dosi di hashish per uso personale. Dalle quattro perquisizioni personali è stato recuperato un grammo complessivo di sostanza stupefacente. È verosimile che fossero venuti a Cava per fare acquistarla. I controlli sono scattati nell’area della stazione ferroviaria. Nella notte tra venerdì e sabato, inoltre, sono stati numerosi gli interventi dei carabinieri sul territorio. Una pattuglia è dovuta intervenire per sedare una lite tra coniugi. Il capofamiglia - un uomo di 63 anni - è stato allontanato dalla casa familiare.

(m.l.) LA CITTA DI SALERNO

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