Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È nata a Maiori il 10 novembre del 1917 (era in corso la Prima Guerra Mondiale) e oggi la signora Angela Della Pietra spegne le prime cento candeline. Come tante delle nostre nonne la signora Angela ha dedicato l'intera esistenza alla famiglia affrontando momenti drammatici, specie nel corso del secondo conflitto bellico che durante la devastante alluvione che nel 1954 distrusse Maiori. Angelina, che oggi si gode l'ambito traguardo, è una donna fortunata: non solo per aver ricevuto il dono della longevità, sue figli, Giovanna e Salvatore, quattro nipoti e tre pronipoti, ma per aver condiviso l'intera esistenza insieme al marito Alfonso Baccaro che il 9 ottobre scorso ha compiuto 101 anni e con il quale è sposata dal 18 ottobre 1948, da ben 69 anni! Malgrado l'età e gli acciacchi si fanno sentire, noi del Vescovado non possiamo far altro che augurare alla signora Angela e a suo marito Alfonso, una più lunga e prospera vita insieme.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È giunta alla veneranda età di 104 anni Anna Sammarco, originaria di Maiori ma emigrata in Emilia-Romagna, dove da anni segue la sua intensa vocazione religiosa. Figlia di Giuseppe Sammarco e di Angela Minella, è nata a Maiori il 9 novembre del 1913 e ha attraversato buona parte dei cambiamenti storici che hanno reso l'Italia quella che è oggi: le Guerre mondiali, il fascismo, la prima e la seconda Repubblica, il Sessantotto, le stragi mafiose...A Bertinoro, piccolo comune della provincia di Forlì-Cesena, è conosciuta come Suor Donata e ha festeggiato 79 anni di consacrazione religiosa. Suor Donata fa parte delle Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, che dal 1898 vivono e operano nel convento della Badia di Santa Maria d'Urano. La giovinezza di Anna fu fatta di sacrifici e rinunce: all'età di circa 16 anni fu costretta ad andare a lavorare, come cameriera, presso una famiglia nobile di Amalfi, in quanto la povertà che incombeva in quei tempi spingeva i componenti del nucleo familiare a dare il proprio contributo per il sostentamento della famiglia. Quando nel 1931 la voce del Signore si fece sentire e la vocazione incominciò a crescere nella sua anima, i genitori non vollero accordarle la possibilità di diventare suora in quanto, per far parte di una comunità conventuale era necessario e indispensabile, il corredo di biancheria, la dote e un piccolo apporto economico che per loro non erano possibili in quel momento. Dovette pertanto attendere il raggiungimento della maggiore età, al tempo 21 anni, e con l'aiuto dei signori ove lei prestava servizio, preparò un piccolo corredo. Nel 1938 lasciò quindi la famiglia e intraprese la strada che tanto aveva desiderato raggiungendo il convento delle Clarisse Francescane di Roma. Qui, raccontano i familiari, accadde un fatto misterioso: come varcò la soglia del convento i capelli persi anni addietro, a causa di una forte intossicazione dovuta al rifiuto dei genitori, ricominciarono a crescere e la sua salute tornò buona. «Questa nostra sorella, nell'arco di tutti questi anni - ha detto Suor Marilieta Biazzi -, ha meditato e vissuto la Parola di Dio e ha fatto dell'Eucaristia il centro della sua vita e, ora raccoglie i frutti di tutte le buone opere compiute a servizio del Regno nelle varie situazioni vissute, iniziando dalla cucina del seminario di Bertinoro a quella della scuola di Civita Castellana, e li presenta a Dio, in comunione con Gesù Eucaristia, come offerta a Lui gradita per il bene della Chiesa e della Famiglia religiosa che sempre ha amato. Perciò ti ringraziamo cara Suor Donata per l'esempio e la testimonianza di vita donata al Signore che sempre ci hai dato e ci dai, anche solo guardandoti: sei proprio "Donata", di nome e di fatto!».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAPRI - Sospeso per tre mesi il Comandante della Polizia Municipale di Capri. Ad emanare il provvedimento è stata la Commissione di Disciplina del Comune che dal mese di luglio si sta occupando dell'andamento degli uffici ed ha già provveduto a licenziare un ufficiale e sospendere per alcuni giorni dal servizio altri tre vigili, tra questi lo stesso Tenente Comandante che ieri aveva terminato la settimana di sospensione. Oggi un altro provvedimento ha colpito il Comandante dei vigili locali con un nuova sospensione dal servizio, a partire dal primo gennaio, che lo lascerà per tre mesi senza stipendio.Una vera e propria bufera si è abbattuta sugli uffici della Polizia Municipale che contesta le accuse rivolte ai cinque agenti riguardanti la negligenza nell'organizzazione del servizio e il mancato controllo del Comandante sui codici dei badge che attestano l'ingresso e l'uscita dal luogo di lavoro. Uno dei casi, al centro dell'attenzione della Commissione di Disciplina, riguarda la mancata timbratura di entrata ed uscita da parte dei vigili in servizio che erano accorsi sulla provinciale di Marina Grande durante l'incidente automobilistico nel quale perse la vita un operaio caprese.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Partendo dal concetto di vita indipendente formulato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità («Vivere nella società su base di uguaglianza con gli altri e avere la possibilità di scegliere dove e con chi vivere sono diritti di tutte le persone con disabilità»), quali sono gli strumenti e le modalità operative che possono rendere tale diritto esigibile? Se ne parlerà il 13 novembre a Torino, nel corso di un interessante incontro proposto dal Comitato Legge 162 Piemonte, con il sostegno del Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino .
Vita indipendente per le persone con disabilità: perché/come pensarla e realizzarla. Comitato 162 e Cooperative Sociali a confronto: è questo il titolo dell’importante tavola rotonda promossa per il 13 novembre prossimo al Campus Luigi Einaudi di Torino dal Comitato Legge 162 Piemonte, movimento di persone con disabilità e familiari, con il sostegno del Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino, sezione del CIRCE (Cento Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione).
«La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – spiegano i promotori dell’incontro -, insieme alla Legge 18/09 che l’ha ratificata in Italia e al nuovo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità,recentemente approvato,lo affermano con chiarezza: vivere nella società su base di uguaglianza con gli altri e avere la possibilità di scegliere dove e con chi vivere sono diritti di tutte le persone con disabilità. Partendo quindi proprio dal concetto di vita indipendente così come formulato nell’articolo 19 della Convenzione ONU (Vita indipendente ed inclusione nella società), ci prefiggiamo, con questa giornata di studi, di riflettere su quali processi, strumenti e modalità operative possano rendere questo diritto esigibile».
Particolarmente autorevole la platea dei relatori, che – moderati da Cecilia Marchisio del Centro Studi per i Diritti e la Vita Indipendente dell’Università di Torino – saranno Nerina Dirindin, senatrice ed economista sanitaria, Vittorio De Micheli della Direzione Sanità della Regione Piemonte, Giovanna del Giudice della Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo, Claudio Gilardi, presidente del Comitato 162 Piemonte, Anna Di Mascio, responsabile di Legacoop Piemonte, Luca Facta, direttore di Federsolidarietà Piemonte e Carlo Giacobini, responsabile del Servizio HandyLex.org e direttore editoriale della testata «Superando.it». Interverranno inoltre Matteo Graglia, titolare di un progetto di vita indipendente e Alessandra Civardi, tutor del Progetto VelA-Verso l’Autonomia, promosso negli anni 2014-2016 sul territorio cuneese, di cui il nostro giornale ha seguito passo dopo passogli sviluppi. (S.B.)
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INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo una serie di importanti adesioni provenienti dal mondo dell’Associazionismo della disabilità, al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, quella proveniente dall’UDI Catania (Unione Donne d’Italia) costituisce un ulteriore salto di qualità, rafforzando un messaggio fondamentale che ormai da anni cerchiamo di far passare anche sulle pagine del nostro giornale, ovvero che la disabilità dev’essere inclusa nelle politiche di genere e il genere in quelle della disabilità. Far passare il messaggio che la disabilità deve essere inclusa nelle politiche di genere e il genere in quelle della disabilità è una priorità, come scriviamo ormai da molti anni anche sulle pagine di «Superando.it». Per questo la scelta dell’UDI Catania (Unione Donne in Italia) di aderire al Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici segna un salto di qualità nella promozione dei diritti di queste donne.
Come avevamo ampiamente riferito a suo tempo, il Manifesto era stato adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, in seguito a una proposta giunta dal Comitato delle Donne dello stesso EDF. Da qualche mese ne è disponibile la versione italiana, curata da Simona Lancioni e Mara Ruele, per conto del Centro Informare un’H di Peccioli (Pisa). Alcune importanti adesioni erano già arrivate dal mondo dell’associazionismo impegnato sulla disabilità, come quella della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – che recentemente ha dichiarato di volerne fare un caposaldo per una serie di iniziative in programma per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne del prossimo 25 novembre – o da organizzazioni pure aderenti alla FISH, come la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e nei giorni scorsi l’ADV (Associazione Disabili Visivi). «Finalmente – ha dichiarato in tal senso Giulio Nardone, presidente dell’ADV – un formidabile strumento di analisi, progettazione e operatività che si affianca alle esistenti Carte dei Diritti internazionali e italiane, in difesa e tutela dei diritti universali, arricchendole con la prospettiva e l’approccio di genere». E tuttavia, come sottolinea Simona Lancioni, l’adesione dell’UDI Catania acquisisce un ulteriore valore aggiunto. «Che anche l’associazionismo femminile mostri attenzione per questi temi – sottolinea infatti la Responsabile di Informare un’H – è un apprezzabile salto di qualità nella promozione dei diritti delle donne e delle ragazze con disabilità. Infatti, far passare il messaggio che la disabilità deve essere inclusa nelle politiche di genere e il genere in quelle della disabilità è una priorità, e, dunque, il movimento delle donne – di tutte le donne – non può essere estraneo a questa rivendicazione».
L’adesione dell’UDI Catania al Manifesto è stata comunicata in Facebook, con il seguente testo: «Aderiamo con convinzione agli intenti del Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea, accogliamo con gratitudine analisi e contenuti che diventeranno parte integrantedel nostro lavoro politico. Condividiamo il motto Nulla sulle donne con disabilità senza le donne con disabilità, e la nostra presenza è da leggersi come rispettosa condivisione e ricerca di tutto quello che può arricchire la nostra associazione. Le nostre iniziative UDI Catania. 6 mesi stop femminicidio ospiteranno un’iniziativa di presentazione del Manifesto». «A questo punto l’auspicio – conclude Lancioni – è che altre associazioni femminili e femministe, e la stessa UDI nazionale, seguano l’apprezzabile esempio dell’UDI Catania». (S.B.)
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DI MICHELE PAPPACODA Sarà un appuntamento imperdibile, tra fine novembre e inizio dicembre a Bologna, la nuova edizione di “HANDImatica”, la grande mostra-convegno nazionale che periodicamente riunisce esperti, aziende, operatori, persone con disabilità e famiglie, sui temi delle tecnologie digitali che possono (e potranno) migliorare la vita delle persone con disabilità e degli anziani non autosufficienti o con fragilità. Nel corso infatti di tale manifestazione – patrocinata anche dalle Federazioni FISH e FAND – vi si capirà concretamente perché – volendolo – potrebbe esistere un mondo senza disabilità .
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DI MICHELE PAPPACODA Verranno presentate domani, 9 novembre, a Udine, le Linee Guida volte a verificare l’efficacia delle politiche di inclusione e accessibilità dei contenitori culturali, condotte nell’àmbito di “COME-IN! Cooperazione per una piena accessibilità ai musei – Verso una maggiore inclusione”, progetto triennale che coinvolge partner di Italia, Slovenia, Austria, Croazia, Germania e Polonia, e che punta a valorizzare il patrimonio culturale, tramite il potenziamento delle capacità di musei di piccole e medie dimensioni di attrarre visitatori, rendendosi accessibili alle persone con disabilità.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense- Incidente ieri pomeriggio sulla statale amalfitana in località Tordigliano, a Vico Equense. Il conducente di una Smart, che procedeva in direzione Positano , per evitare l’impatto con una pietra, forse trasportata dalle acque piovane ai margini della carreggiata, ha invaso la corsia opposta scontrandosi con un ciclomotore. La ragazza alla guida dello scooter è caduta. Soccorsa dal 118 è stata trasferita all’ospedale di Sorrento, dove non le sono state riscontrate gravi conseguenze. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile dei carabinieri di Sorrento per accertare le cause dell’accaduto.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense- Il borgo di Massaquano/Belvedere in questi giorni è stato protagonista di eventi che hanno messo in ginocchio l’intera Frazione di Vico Equense. Frane e smottamenti hanno interessato la zona provocando grandi disagi alla popolazione. In supporto alle persone colpite da questa calamità nasce il comitato d’impegno civico e solidale, un gruppo di persone unite dal senso civico e di appartenenza al territorio. La prima azione che sta portando avanti il comitato è quella di richiedere lo stato di calamità naturale attraverso una raccolta firme per cercare di svegliare la coscienza degli enti preposti regionali, che fino ad ora sono stati completamente assenti. “Abbiamo bisogno dell’aiuto della regione Campania – l’appello del comitato - e degli enti preposti che possono supportare le azioni di ripristino della zona al più presto“.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense - "Sono orgogliosamente figlio di contadini. E so bene cosa dico. Quello che sta avvenendo è dovuto agli incendi estivi. Chi parla di abusivismo edilizio lo fa soltanto per esasperare e divertirsi a gettare il fango invece di spalarlo con noi”. E’ una furia il sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore che, come già avvenuto a Ferragosto per i roghi sul Faito, invoca un aiuto dispensando accuse a destra e a manca. Con chi ce l’ha sindaco? “Ce l’ho con chi parla sempre dopo, con chi ci attacca strumentalmente, con chi non sa cosa dice. Oggi sono tutti esperti di ambiente e dissesto idrogeologico. Ne prendo atto. Eppure credo che non sia il momento di fare i polemici avvelenatori di professione. Oggi conta soltanto rimboccarsi le maniche e risolvere l’emergenza.” Eppure anche lei polemizza. “No, io dico le cose come stanno da sindaco e da cittadino che vive il territorio. In inverno c’è sempre stata la pioggia. Anche l’anno scorso vennero giù grandi precipitazioni. Ma non ricordo smottamenti, frane, fango. Oggi invece è diverso. Qualcuno dice che è tutta colpa dell’abusivismo edilizio, ma è un grave errore di valutazione. Quest’estate il Faito è stato attaccato per 15 giorni dai roghi e migliaia di alberi sono stati inceneriti. E ora, visto che gli interventi di messa in sicurezza che abbiamo invocato già in questi giorni non sono partiti a dovere subito, ne paghiamo le conseguenze. Chi dice che è colpa dell’abusivismo mi spieghi perché finora, senza roghi, non erano avvenuti smottamenti.” Così come per gli incendi, sembra che per le frane il Comune di Vico Equense non sia molto aiutato. Sbagliamo? “Ci sentiamo soli, restiamo soli. Non bisogna appuntarsi al petto medaglie che non si meritano dicendo di avere a cuore il Faito”. Ha paura del Faito? “Il rischio frane è elevatissimo. Dopo gli incendi ho fatto di tutto per ottenere interventi. Non so cosa fare. Mi devo inginocchiare, pregare? Qui si rischia ogni giorno. Speriamo che gli enti sovracomunali lo capiscano e sia istituito un vero coordinamento per salvarci”.