PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 104 anni per Suor Anna Sammarco di Maiori, da 79 serva di Dio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È giunta alla veneranda età di 104 anni Anna Sammarco, originaria di Maiori ma emigrata in Emilia-Romagna, dove da anni segue la sua intensa vocazione religiosa. Figlia di Giuseppe Sammarco e di Angela Minella, è nata a Maiori il 9 novembre del 1913 e ha attraversato buona parte dei cambiamenti storici che hanno reso l'Italia quella che è oggi: le Guerre mondiali, il fascismo, la prima e la seconda Repubblica, il Sessantotto, le stragi mafiose...A Bertinoro, piccolo comune della provincia di Forlì-Cesena, è conosciuta come Suor Donata e ha festeggiato 79 anni di consacrazione religiosa. Suor Donata fa parte delle Clarisse Francescane Missionarie del Santissimo Sacramento, che dal 1898 vivono e operano nel convento della Badia di Santa Maria d'Urano. La giovinezza di Anna fu fatta di sacrifici e rinunce: all'età di circa 16 anni fu costretta ad andare a lavorare, come cameriera, presso una famiglia nobile di Amalfi, in quanto la povertà che incombeva in quei tempi spingeva i componenti del nucleo familiare a dare il proprio contributo per il sostentamento della famiglia. Quando nel 1931 la voce del Signore si fece sentire e la vocazione incominciò a crescere nella sua anima, i genitori non vollero accordarle la possibilità di diventare suora in quanto, per far parte di una comunità conventuale era necessario e indispensabile, il corredo di biancheria, la dote e un piccolo apporto economico che per loro non erano possibili in quel momento. Dovette pertanto attendere il raggiungimento della maggiore età, al tempo 21 anni, e con l'aiuto dei signori ove lei prestava servizio, preparò un piccolo corredo. Nel 1938 lasciò quindi la famiglia e intraprese la strada che tanto aveva desiderato raggiungendo il convento delle Clarisse Francescane di Roma. Qui, raccontano i familiari, accadde un fatto misterioso: come varcò la soglia del convento i capelli persi anni addietro, a causa di una forte intossicazione dovuta al rifiuto dei genitori, ricominciarono a crescere e la sua salute tornò buona. «Questa nostra sorella, nell'arco di tutti questi anni - ha detto Suor Marilieta Biazzi -, ha meditato e vissuto la Parola di Dio e ha fatto dell'Eucaristia il centro della sua vita e, ora raccoglie i frutti di tutte le buone opere compiute a servizio del Regno nelle varie situazioni vissute, iniziando dalla cucina del seminario di Bertinoro a quella della scuola di Civita Castellana, e li presenta a Dio, in comunione con Gesù Eucaristia, come offerta a Lui gradita per il bene della Chiesa e della Famiglia religiosa che sempre ha amato. Perciò ti ringraziamo cara Suor Donata per l'esempio e la testimonianza di vita donata al Signore che sempre ci hai dato e ci dai, anche solo guardandoti: sei proprio "Donata", di nome e di fatto!».
IL VESCOVADO DI RAVELLO
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