Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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DI BARBARA PAPPACODA Dalle prime ore dell'alba di oggi - lunedi 27 novembre - si stanno registrando disagi in tutta la provincia di Modena a causa in particolar modo delle gelate notturne. La pioggia della notte, unita alle basse temperature, ha creato lastre di ghiaccio su strade e marciapiedi. Notevoli sono state le ripercussioni sulla viabilità provinciale nel momento in cui le automobili si sono messe in moto per portare i proprietari sul luogo di lavoro. Si segnalano diversi incidenti su molti tratti della viabilità urbana ed extraurbana.
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di Michele Pappacoda Città del Vaticano - Papa Francesco pensa alle vittime dell'attentato alla moschea sufi in Egitto, ricorda la pagina del Vangelo che fa riferimento al giudizio divino dicendo che Gesù arriverà alla fine dei tempo per giudicare tutte le nazioni, poi chiede ai pellegrini presenti sulla piazza per l'Angelus domenicale un viatico speciale per l'imminente viaggio che sta per compiere. Questa sera inizierò la visita apostolica in Myanmar e Bangladesh. Dialogo e diritti umani sono al centro della missione. Papa Francesco nei mesi passati ha rivolto diversi appelli internazionali per fermare le persecuzioni birmane sulla minoranza musulmana dei Rohingya. La visita papale durerà dal 26 novembre al 2 dicembre.
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di Michele Pappacoda Due zone-simbolo: il quadrilatero compreso tra piazza dei Martiri, piazza Amedeo, la Riviera e via Chiaia; e poi piazza Bellini, cuore pulsante del divertimento notturno del centro storico. La zona - di competenza dei carabinieri - appare presidiata già alle 23 di venerdì. Lungo i vicoletti sfrecciano gli «Scorpioni», i motociclisti del nucleo Radiomobile. Nell'area dei baretti sono stati impiegati nella notte tra venerdì e sabato (fino alle cinque del mattino) una cinquantina di militari, supportati da alcune pattuglie dell'Esercito e della Municipale. Sessanta i veicoli fermati e sottoposti a controlli: i militari hanno multato i conducenti perlopiù per guida senza casco, senza polizza assicurativa e senza patente. Segno della massima attenzione che il comitato per l'ordine pubblico intende dare per garantire il regolare svolgimento della movida in città.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA TRAGUARDO - Vince il finlandese della Mercedes, è il suo terzo trionfo dell'anno. Vettel arriva a 23 secondi, staccato di altri 23 secondi dal compagno si piazza Raikkonen che, approfittando del ritiro di Ricciardo sale al quarto posto nella classifica del campionato.
52° giro - Bottas fa due volte il giro veloce, Hamilton molla.
35° giro - Verstappen è vicino a Raikkonen, con le supersoft Hamilton guadagna quasi un secndo al giro su Vettel.
29° giro - Hamilton è a meno di un secondo da Bottas, Sebastian ha accumulato un ritardo di quasi 15 secondi.
27° giro. Con le supersoft le Ferrari sono ancora più in difficoltà, i due davanti spingono per contendersi la vittoria.
26° giro - Si ferma anche l'inglese, ma il compagno finlandese fa il giro veloce e conserva la prima posizione.
23° giro - Hamilton non replica, prosegue con le ultrasoft.
22° giro - Si ferma Bottas con la Mercedes, Ricciardo si ritira per problemi idraulici.
21° giro - Replica della Ferrari con Vettel che conserva la posizione.
20° giro - Il ritmo delle Mercedes è insostenibile per gli altri, Vettel è ormai staccato di 8 secondi dalla testa della gara. Si ferma per il cambio gomme anche la Red Bull di Ricciardo.
16° giro - Immediata replica della Ferrari che riesce a rispedire Kimi in pista davanti all'olandese.
15° giro - Il primo a fermarsi e Max Verstappen, il team Red Bull tenta l'undercut per quadagnare una posizione su Raikkonen che non è troppo avanti.
12° - Nelle retrovie ad animare un po' l'atmosfera c'è un bel duello fra Stroll e Grosjean.
11° giro - Hamilton dà l'impressione di poter andare più veloce, ma non dà l'impressione di voler per il momento attaccare il compagno.
8° giro - I distacchi si allungano leggermente, ma le posizioni restano inalterate. La gara è noiosa.
2° giro - Le Frecce d'Argento allungano, Vettel non riesce a tenere il passo. Dietro Raikkonen cerca di insidiare Ricciardo, ma l'australiano riesce a tenere la posizione.
PARTENZA - Quando si spegne il semaforo i piloti delle prime file si avviano bene e, complice il rettilineo di partenza corto, si infilano nella prima curva mantenendo le posizioni. Bottas precede Hamilton che gli copre le spalle Vettel, Ricciardo, Raikkonen e Verstappen.
ABU DHABI - ultimo gran premio della stagione ad Abu Dhabi. Le Ferrari di Vettel e Raikkonen, che scattano rispettivamente in terza e quinta posizione cercheranno di strappare la vittoria alle due Mercedes che occupano la prima fila.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Daniele De Rossi, espulso durante la partita tra il Genoa e la Roma per aver dato uno schiaffo (da rigore) a Lapadula, ha parlato dell'episodio alla fine della partita. «Il rigore? Mi lascia dispiaciutissimo, c’è poco da dire. Ho provato a tenerlo, a bloccarlo. Le immagini sono brutte. Con la Lazio con Parolo e Bastos ce l’eravamo dati di santa ragione e mi ero ripromesso di stare più attento. Ho trovato quello che si è buttato ed è andata così. Chiedo scusa ai compagni, al mister e ai tifosi. Ripartiremo».
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inserito da Michele Pappacoda «A volte in campo l'adrenalina ti offusca il cervello, anche se sono cose che in campo succedono. Per me era rigore netto, ma tra me e Daniele non è successo niente». Lo ha detto ai microfoni di Sky Sport l'attaccante del Genoa Gianluca Lapadula, che ha subito il fallo in area costato l'espulsione al centrocampista della Roma e un rigore a favore dei rossoblù.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Altra partita di sacrificio, spostato a sinistra per l'indisponibilità di Mario Rui, ma Elseid Hysaj sorride per la vittoria azzurra ad Udine. «Tre punti fondamentali. Nel calcio bisogna anche saper soffrire, ci sta non giocare sempre al meglio, ma siamo stati bravi a tenere botta, a non concedere troppo» le sue parole ai microfoni di Radio Kiss Kiss dopo il match. «Per me un po’ più difficile giocare a sinistra, ma mi adatto senza problemi se serve e spero di continuare così».«Fisicamente stiamo bene, è bello aver fatto tutte queste vittorie ma dobbiamo vincerne ancora tante, Continuiamo a pensare ad una gara per volta», conferma il terzino albanese. L'Inter? Noi dobbiamo solo pensare a noi stessi, è inutile vedere gli altri. I conti li faremo poi alla fine». Venerdi, però, al San Paolo arriva la Juventus, per una gara che i tifosi sentono particolarmente. «L’obiettivo è vincerle tutte, però punti come quelli di oggi pesano particolarmente. Gare come quelle di venerdì si preparano da sole, già da stasera inizieremo a pensare alla Juventus», chiude Hysaj.
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inserito da Michele Pappacoda La festa patronale del 30 novembre ad Amalfi apre la porta al cambio di stagione. Infatti, un vecchio proverbio insegna: "Sant'Andrea, 'a neva 'mporéa".
Cioè (come lo interpreto io): "Sant'Andrea, la neve in grembo". Saràvero?Questa espressione, 'mporéa, è tipicamente amalfitana. Non ce n'è traccia nella lingua napoletana. Cerco di perciò di far leva sui ricordi. Ad Amalfi - questo è certo - 'mporéa significava "dint' 'o mantesino": "dentro il grembiule", indossato dalle donne durante i lavori domestici, dalla vita in giù, "annoccato" sulla schiena. Che, oltre a proteggere dalle macchie, dagli schizzi del ragù e non solo del ragù, aveva altri usi: quello di sostituire le presine quando c'era da spostare una pignata dal fuoco o portare a tavola una zuppiera bollente, e di canestro per piccoli trasporti in ambito domestico (patate, uova, legno o carbone per la fornacella).
Bastava tener sollevato il lembo inferiore con una mano e il gioco era fatto. Quando una mamma stava seduta, col bimbo piccolo appoggiato sulle gambe e abbracciato al seno, capitava che commentasse, compiaciuta: 'o tengo 'mporéa, stritto stritto a me.
Trovo anche un proverbio piemontese: "A sant'Andria o freido sciappa a pria", e uno genovese:
"Pe sant'Andria u freidu u sciappa a pria".
Il significato è lo stesso: "A/Per sant'Andrea il freddo spacca la pietra.
Legati alla festa di Sant'Andrea esistono altri detti, che pure mettono la ricorrenza in rapporto con le condizioni climatiche.
A Sant Andrea la neve per la via Andrea porta o neve o bufera ,E proprio perché fa freddo si pensa anche a rifocillarsi bene
Per SantAndrea, ti levi da pranzo e ti metti a cena.
Intanto, lo sguardo è già rivolto alle festività di fine anno: Da Sant' Andrea, del maiale venticinque giorni a Natale
.Gira e gira, alla fine a rimetterci sempre il povero porco.
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DI MORENA MOTTA Cogliate (MB) - Sabrina Amico, 37enne, ha impugnato un martello colpendo, forse più di una volta, Marco Bensi 43enne pregiudicato, mentre era disteso a letto, uccidendolo. La donna aveva deciso di chiudere il loro rapporto perché riteneva che lui abusasse dei suoi tre bambini, avuti da un precedente matrimonio.
L'ex marito di Sabrina, con cui ha mantenuto buoni rapporti, sapeva dei loro problemi e, dopo aver ricevuto diversi suoi messaggi nei quali lei gli spiegava il degenerare della situazione in casa, ha deciso di andare a vedere cosa stesse succedendo. Quando è entrato nell'appartamento dei due si accorto dell'accaduto e ha chiamato il 112. La dinamica degli eventi è ancora al vaglio dei Carabinieri.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Reggiolo (RE) - Freddato a colpi di pistola davanti alla porta di casa. E c’è l’ombra, cupa, della ’’ndrangheta sull’omicidio dell’autista calabrese 31enne Francesco Citro, che sarebbe parente – per parte di madre – del collaboratore di giustizia Angelo Salvatore Cortese. Ipotesi sulla quale sono in corso accertamenti da parte della Procura.Giovedì sera sembrava che tutto fosse finito a Villanova di Reggiolo con l'incendio – comunque doloso – intorno alle 20 della “Golf” intestata a Milena De Rosa, casalinga, 29 anni, la moglie di Francesco Citro. Davanti al garage della palazzina denominata “Corte Agnese” – di via Papa Giovanni XIII, al civico 10 – è comunque necessario l'intervento di due squadre dei vigili del fuoco di Guastalla e dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Guastalla.I militari sentono Francesco, apparso scosso ma assolutamente tranquillo e che riferisce un suo sospetto, una sua idea di chi potrebbe aver dato alle fiamme l'auto della moglie ma che usa anche lui per recarsi al lavoro. Insomma, dall'incendio dell'auto, finiti i rilievi, recuperata l'auto dopo che Francesco e la moglie Milena l'hanno svuotata di effetti personali, documenti e seggiolino per la bimba più piccola di soli 2 anni, passano circa tre ore.Il quartiere è tornato silenzioso e la gente si appresta ad andare a letto. Invece, il peggio, deve ancora arrivare. Alle 23, all'interno del complesso residenziale (quattro palazzine, con una trentina di appartamenti) costruito dall'edilizia Anacleto alcuni anni fa, matura il delitto.L'ingresso della palazzina dove vive Citro è sempre aperto. Qualcuno entra, sale le scale e arriva al primo piano dove vi sono quattro appartamenti. Ma il killer non ha incertezze e spara contro una porta ben precisa. Un frastuono che spinge il 31enne ad aprire per capire cosa sta accadendo. Una mossa che risulterà fatale L'assassino ha in pugno una pistola calibro nove e fa fuoco sette volte contro l’autista. Alcuni colpi vanno a vuoto e finiscono sul muro, ma alcuni purtroppo centrano Citro al torace, ad una spalla e in un piede.
Non ha nemmeno il tempo di reagire, ma Francesco è ancora vivo quando l’amico di famiglia (presente nell’appartamento insieme alla moglie e i due figli della vittima) corre in suo aiuto e lo porta dentro all’abitazione.Le ferite sono però troppo gravi e il 31enne muore poco dopo. Gli spari allarmano i residenti degli altri tre appartamenti e in diversi escono sul ballatoio, ma da quanto “filtra” nessuno avrebbe visto l’omicida che ha guadagnato l’uscita indisturbato. Le urla di aiuto della moglie mettono in allerta tutto il palazzo.Ben presto via Papa Giovanni XXIII si è nuovamente riempita di gente, attirata dalla sirena dell'ambulanza e automedica: i soccorritori non hanno potuto effettuare alcun intervento se non constatare il decesso del 31enne. La zona si riempie nuovamente di carabinieri: è tutto subito transennato.Sul posto arriva il comandante della compagnia carabinieri di Guastalla – il maggiore Luigi Reni – e i militari dell'arma del Nucleo Radiomobile, della stazione di Luzzara e di Fabbrico. Poco dopo, sul luogo giunge anche il colonnello Antonino Buda, comandante provinciale dell'Arma.Intanto carabinieri e uomini del reparto operativo hanno iniziato a setacciare l'intero quartiere alla ricerca di qualche indizio o magari della pistola usata dall'assassino. Intorno all'1.30 arrivano gli uomini della Scientifica insieme al sostituto procuratore Valentina Salvi che coordina l'inchiesta.Gli uomini della Scientifica lavoreranno ininterrottamente per oltre 12 ore per stabilire, la posizione dell'omicida, la traiettoria dei colpi sparati, il calibro della pistola, verificare eventuali corrispondenze di proiettili, ma soprattutto vengono esaminate le tracce di sangue, oltre alla ricerca di eventuali impronte digitali sui muri, sul campanello, sui gradini delle scale. La salma di Francesco Citro è stata portata solo ieri mattina, intorno alle 10, all'obitorio dell'ospedale di Guastalla in attesa dell'autopsia che potrebbe essere effettuata già oggi.
Ieri mattina la moglie Milena De Rosa è stata interrogata dagli uomini del reparto operativo di Reggio Emilia – sentiti in caserma anche vicini di casa e parenti nonché amici della famiglia – che poi l'hanno riaccompagnata nella sua abitazione per ricostruire la dinamica dell'accaduto. I figli Carmine di 7 anni e Chiara di 2 sono stati ospitati da alcuni vicini.I genitori di Francesco – papà Carmine Citro e mamma Antonietta Cortese – abitano in via Paisiello a Reggiolo. Sono sconvolti per l'uccisione del figlio: «Chi poteva volere tanto male a Francesco? Bastardi! Perché me l'hanno ucciso» urla la madre poco dopo aver appreso la notizia dell'assassinio davanti all'abitazione del figlio.Pesa su questa terribile storia la possibile pista ’ndranghetista e in serata le parole del procuratore di Bologna – Antonio Amato – spiegano la massima attenzione che c’è sul delitto da parte della Dda: «Siamo in contatto con la procura di Reggio Emilia – dice – con cui ci stiamo coordinando. Se emergessero elementi relativi alle competenze della distrettuale ce ne faremo carico l’obiettivo si rivelerà davvero il voler colpire un pentito di ’ndrangheta sentito al maxi processo Aemilia, ciò significherebbe aver voluto mandare un messaggio intimidatorio trasversale a chi sta collaborando o sta pensando di collaborare con la giustizia, con effetti a dir poco destabilizzanti negli ambienti mafiosi. L’orario dell’incendio doloso dell’auto fa sospettare gli inquirenti che il vero obiettivo di quell’atto fosse attirare in una trappola Citro, ma sul rogo è arrivato qualcun altro prima del 31enne.Tre ore dopo gli spari: qualcuno ha ordinato che il delitto avvenisse a tutti i costi quel giorno? Tanti dubbi che al momento lasciano aperte, oltre a quella mafiosa, anche altre piste investigative. Si indaga a 360 gradi. Qualche spunto interessante potrebbe giungere dai filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona.