Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sta alimentando un sentito dibattito la storia del 15enne ebolitano, vittima di insulti e violenze psicologiche per la sua sessualità. All'indomani di una festa in discoteca tra compagni di scuola del primo anno del liceo artistico "Carlo Levi" di Eboli, le foto del suo divertimento sono state postate su facebook, accompagnate da insulti di ogni genere per l'abbigliamento e la propensione verso la natura femminile. Tutto è partito da un solo bullo, iscritto al terzo anno dello stesso istituto scolastico. Le sue offese hanno dato il via alla vigliacca reazione di tanti altri. Una lista lunga di commenti sessisti e sprezzanti, che hanno indotto il 15enne a manifestare sul proprio profilo facebook tutto il suo stanco dolore. Il caso, accaduto qualche giorno fa, ha fatto il giro del web ed è stato anche denunciato dalla nota transgender Rebecca De Pasquale, ex concorrente del Grande Fratello, che ha invitato la scuola a prendere provvedimenti. Il preside del liceo artistico, Giovanni Giordano, ha precisato che le offese non sono avvenute nelle ore scolastiche, ma dopo una festa privata. Nel frattempo, i carabinieri diretti dal tenente Geminale hanno aperto un'inchiesta: per chiunque abbia offeso o intenda offendere, vi è l'accusa di diffamazione aggravata, con il rischio più grave di istigazione al suicidio.
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DI MICHELE PAPPACODA Sono particolarmente importanti i due Ordini del Giorno approvati dal Congresso Straordinario della Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli e i cui dirigenti, nei prossimi anni, adotteranno in un certo senso quale “traccia programmatica” delle proprie azioni sul territorio partenopeo. Il primo riguarda la multidiscriminazione delle donne con disabilità, il secondo, tra l’altro, assume come fondamentale il tema della partecipazione attiva delle persone con disabilità.
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di Michele Pappacoda La rapina al furgone portavalori ha letteralmente paralizzato la città che si dimostra incredibilmente fragile dal punto di vista della sicurezza: sarà compito dell’amministrazione comunale lavorare per garantire maggiori controlli in tutti i quartieri stabiesi. Tuttavia, la dinamica della rapina, dopo una giornata di rilievi compiuti dai carabinieri di Castellammare di Stabia, sembra essere quasi del tutto chiara. due agenti de “Il Notturno” erano pronti a ricaricare i bancomat del Banco di Napoli inserendo ingenti quantità di denaro che dovevano servire per il weekend (quando l’istituto bancario resta chiuso). I vigilanti hanno opposto resistenza e ne è nata una sparatoria dove una guardia giurata è rimasta ferita ad una gamba mentre un’altra è stata colpita alla testa con il calcio della pistola Uditi gli spari, gli addetti alla sicurezza del vicino ospdale San Leonardo sono intervenuti per difendere i colleghi. L’auto dei rapinatori, risultata rubata al rione Sanità di Napoli la scorsa settimana, è stata ritrovata poco dopo abbandonata nei pressi di Poggioreale: secondo gli inquirenti il gruppo criminale non era sicuramente di Castellammare ma conosceva alla perfezione le abitudini degli agenti.
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INSERITO DA MORENA MOTTA La Caretta caretta era in difficoltà accanto alle barche a vela. L'intervento del Centro Tartanet di Punta Campanella l'ha portata in salvo
Capri - Nuotava con difficolta', in superficie, accanto alle barche a vela che gareggiavano per la "Rolex Capri Sailing week", la prestigiosa regata che si sta svolgendo in questi giorni nel mare dell'isola azzurra. Subito e' scattato l'allarme e sono prontamente intervenuti gli operatori del Centro Tartanet dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella, Domenico Sgambati e Nicola Guida, insieme alla Capitaneria di Porto di Capri. La tartaruga, che e' stata subito chiamata "Capri Sailing", e' stata recuperata e messa al sicuro nel centro di primo soccorso prima di essere trasferita a Portici, presso la struttura della Stazione zoologica A.Dhorn. La Caretta caretta era ricoperta di alghe nella parte posteriore del carapace, per un prolungato galleggiamento. Ma l'avventura ha avuto un lieto fine per quest'esemplare che, ad una prima visita, sembra essere in buone condizioni nonostante le difficolta' di immersione. E' la sesta tartaruga salvata nei primi 5 mesi del 2017 dal Centro Tartanet di Punta Campanella, la 162esima in 10 anni. Proprio giovedi' scorso le prime 3 tartarughe recuperate quest'inverno sono state rimesse in mare a Puolo, spiaggia bandiera blu del comune di Massa Lubrense. "La tutela di questo meraviglioso animale dei nostri mari non conosce sosta- dichiarano il Presidente e il Direttore del Parco Marino di Punta Campanella, Michele Giustiniani e Antonino Miccio- Siamo da 10 anni in prima fila per la salvaguardia di questa specie a rischio. Nelle prossime settimane le altre tartarughe recuperate nei mesi scorsi saranno rimesse in mare".
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INSERITO DA MORENA MOTTA Sorrento - Una delegazione di studenti dell’indirizzo “enogastronomico” dell’Istituto “San Paolo” di Sorrento ha fatto visita alla sede generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO) sita in Roma. La FAO è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite con lo scopo di contribuire ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale. L’iniziativa chiude un percorso tematico realizzato durante l’anno scolastico incentrato sui legumi. Il progetto ha tratto ispirazione dall’ “Anno Internazionale dei Legumi”, ideato proprio dalla FAO su mandato della 68°Assemblea Generale delle Nazioni Unite (A/RES/68/231). I legumi sono una fonte economica, gustosa e molto nutriente di proteine e micronutrienti vitali che può essere di grande beneficio per la salute e i mezzi di sussistenza delle persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L’Italia vanta la più alta varietà di leguminose; infatti, in qualsiasi regione si possono contare numerose specie, a volte conosciute nel solo ambito locale in cui vengono prodotte e consumate. Seppur di grande valore nutritivo, frequentemente i giovani non apprezzano questa tipologia di alimenti, preferendo i prodotti carnei come fonte proteica per la propria alimentazione. Eppure i legumi sono alla base del modello alimentare denominato “Dieta Mediterranea”. Ed è stato proprio questo il punto da cui si è partiti, per meglio conoscerei legumi della Campania come la cicerchia di Anacapri, il fagiolo butirro di Vico Equense, il cece di Cicereale, i piselli “cornetto” e tanti altri. Questo “viaggio agronomico” si e poi concluso nel laboratorio di cucina della scuola per sperimentare vecchie ricette contadine a base di legumi tipici.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAPACCIO PAESTUM. Un fiume d'acqua, nella tarda serata di ieri, ha invaso la sede stradale in viale della Repubblica a Capaccio Scalo, nei pressi del sottopassaggio ferroviario. Da un tombino ha iniziato ad uscire acqua in maniera copiosa, attirando anche l'attenzione di alcuni residenti che hanno segnalato il problema al Consorzio di Bonifica di Paestum e alla polizia municipale. A provocare l'ingente perdita è stato un guasto improvviso ad una condotta idrica principale. Già questa mattina, alle prime ore dell'alba, gli operai del consorzio erano al lavoro per riparare il danno. Nel frattempo è stato necessario sospendere l'erogazione dell'acqua nel centro di Capaccio Scalo, la zona più densamente abitata del comune e dove si concentra il maggior numero di attività commerciali. Chi non è dotato di serbatoio dovrà attendere che il guasto venga riparato prima che dai rubinetti torni a uscire l'acqua.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Patrizia Attruia, rinvenuta cadavere nel suo appartamento a Ravello nel pomeriggio del 27 marzo 2015, è stata ammazzata di botte. E di certo non è stata stordita prima di essere uccisa.A smentire che le sia stata somministrata una forte dose di tranquillanti è stata la perizia del tossicologo Carmelo Furnari e del medico legale Giovanni Arcuri. La perizia, disposta dai giudici della Corte di assise di Salerno davanti ai quali è imputata per omicidio Vincenza Dipino, ha anche escluso lo strozzamento con le mani: evidente è un colpo (pugno) sferrato alla fronte della vittima da una mano che quasi certamente indossava un anello a forma rettangolare (la cosiddetta «mano guantata») mentre il colpo alla gola sarebbe stato dato da un oggetto contundente, forse un bastone, ma non è escluso anche un avambraccio. Non sono stati riscontrati graffi ma un segno potrebbe essere stato provocato da una catenina che la vittima aveva al collo. Solo uno, però, dei tanti riscontrati: i periti, infatti, sono molto dubbiosi che una catenina abbia potuto provocare le altre lesioni. Dagli elementi iconografici non si è potuto stabilire se i segni sul collo dell’Attruia siano stati provocati da due persone diverse (a gennaio scorso Giuseppe Lima, che aveva una relazione parallela con le due donne, è stato arrestato per concorso in omicidio e non solo quindi - come ipotizzato all’inizio - per aver aiutato la Dipino a nascondere il cadavere dell’Attruia in una cassapanca). Tantomeno è stato possibile ricondurre le lesioni contusive all’azione di un soggetto di sesso maschile o femminile. Una cosa appare scontata: alla vittima sono stati inferti una serie di colpi, fino ad ucciderla. Presente al processo, ieri mattina, l’imputata che si è sentita male in aula: la Dipino, difesa dagli avvocati Marcello Giani e Stefania Forlani, potrebbe essere ascoltata all’udienza di lunedì 15 maggio.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PRIGNANO CILENTO. Un grave e improvviso lutto ha colpito la piccola comunità di Prignano Cilento. Nel cuore della notte è morta Francesca Buono, una ragazza di appena 19 anni, a causa di un malore improvviso. La giovane era a casa, non si sentiva bene. Ha chiesto aiuto alla madre che è subito accorsa e poi è svenuta. Siccome soffriva di asma allergico, la mamma le ha somministrato il medicinale previsto in caso di problemi respiratori, ma non è bastato. Allora ha chiamato il 118. In pochi minuti, allertata dalla centrale operativa, nell'abitazione di Prignano è arrivata l'ambulanza rianimativa della Croce Azzurra da Agropoli. L'equipe rianimativa ha fatto tutto il possibile, ma non c'è stato nulla da fare. Il suo cuore aveva già cessato di battere. Il decesso è avvenuto per cause naturali. Francesca non aveva problemi di salute particolari, a parte l'asma allergico di cui molte persone soffrono soprattutto in questo periodo dell'anno.
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Aggiornamenti 13.05.2017 INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ stato segnalato un focolaio di scabbia in una famiglia di quattro persone residenti a Carpi. I Servizi di Pediatria di Comunità e di Igiene Pubblica dell’Azienda USL di Modena, con la collaborazione del Comune e degli Istituti scolastici interessati, sono immediatamente intervenuti presso le collettività – un nido, una scuola primaria e un istituto superiore – frequentate dai componenti del nucleo familiare. Le verifiche, che proseguiranno anche nei prossimi giorni, al momento non hanno evidenziato casi di contagio. La scabbia, infatti, raramente si trasmette in ambito scolastico. Non sono necessari interventi straordinari, quali la chiusura della scuola o la disinfestazione degli ambienti, ma sono sufficienti le normali pulizie quotidiane.La scabbia è una malattia contagiosa provocata da un parassita, un acaro (Sarcoptes scabiei) invisibile a occhio nudo, e quindi non facilmente diagnosticabile. La scabbia colpisce persone appartenenti a tutti gli strati sociali, di qualunque età, sia maschi che femmine. Pur risultando particolarmente fastidiosa, la cura è di relativa semplicità e non invasiva visto che avviene con il solo uso di prodotti da applicare sulla cute.
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Aggiornamenti 13.05.2017 INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MODENA. In pochi minuti la stazione dei treni si è trasformata in una “zona x”: priorità assoluta, reparti speciali, agenti in borghese, agenti in divisa, fuori e dentro, perimetro circoscritto, chiuse le vie d’uscita ad ogni lato e , fattore più importante, senza creare panico tra i tanti passeggeri in transito o che attendevano il proprio treno. Obiettivo? Catturare uno dei recenti incubi delle forze dell’ordine, colui che da settimane tiene in scacco i migliori ed esperti segugi nel Ferrarese e non solo. Igor il russo, o meglio il serbo Norbert Feher, l’assassino implacabile e sinora inarrestabile: era su un treno regionale che avrebbe fatto sosta a Modena per poi proseguire, stazione dopo stazione, sino alla riviera adriatica. Questa era la segnalazione giunta l’altra mattina alla polizia ferroviaria di Modena, tramite una telefonata corredata anche da un messaggio con tanto di fotografia del “passeggero” sul quel treno.
A bordo del regionale infatti qualcuno ne era più che sicuro tantoché, senza essere visto, ha fatto una foto col cellulare che ha poi girato o al controllore o al capotreno. Nel vagone di questo passeggero da subito atterrito ma con grande spirito collaborativo, era seduto il tenutissimo Igor, non c’era alcun dubbio. L’allarme dunque viene dato al controllore e da questi al capotreno il quale, ormai in prossimità della stazione di Modena, avverte i poliziotti della polizia ferroviaria. Dalla foto inviata chiunque, assicurano le forze dell’ordine, ci avrebbe potuto scommettere sull’identità dell’uomo ritratto: una somiglianza incredibile, uguale a quel viso, quell’immagine che ormai è conosciuta in ogni angolo d’Italia, battuta quotidianamente da tutti i media e dai social. Non c’era tempo da perdere, il treno stava arrivando e bisognava organizzare un blitz. E così è stato. La Polfer ha dato l’allarme e in piazza Dante sono confluiti in primis gli uomini dell’anti-terrorismo, il corpo speciale di agenti bardati, protetti e molto armati. Ma non solo, come detto bisognava cercare, in qualche modo, di isolare la zona d’azione senza creare panico, senza dare nell’occhio. Quindi appostamenti, agenti in borghese, uscite controllate. Poi ecco che il treno arriva e fa sosta. Gli agenti salgono sul treno: è una specie di irruzione silenziosa ma che deve svolgersi nel minor tempo possibile per essere efficace. Arrivano al vagone, entrano in azione e bloccano Igor. Niente spari, niente inseguimenti, niente sangue, ma anche... niente Igor. Quell’uomo che stava guardando fuori dal finestrino del suo vagone e che si è trovato attorniato da un manipolo di agenti non era Igor il russo, piuttosto un... “Mario” il romano. Si trattava infatti di un italiano, sulla quarantina, nativo di Roma. Viaggiava solo, era salito sul regionale in una stazione precedente a quella modenese e aveva un biglietto di sola andata per una cittadina della riviera romagnola. Anche “dal vivo” e da vicino la somiglianza col super ricercato è davvero impressionante. Non solo per la fisionomia, ma anche per il look, in perfetta “sintonia” che quello di una persona che sta scappando, che sta sopravvivendo nutrendosi e dormendo in luoghi impossibili: il romano infatti era alquanto trasandato, con abiti piuttosto logori, la barba incolta e quant’altro. Ad un rapido controllo delle forze dell’ordine, il finto Igor è risultato avere alcuni precedenti penali per reati contro il patrimonio. Ben altro calibro rispetto a Norbert Feher, che resta ancora in libertà e sul quale si sta ancora indagando.