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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ. RICETTE CARCIOFI ARROSTITI A CURA DI MORENA MOTTA

13 Marzo 2017, 13:03pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE CARCIOFI ARROSTITI  A CURA DI MORENA MOTTA

A CURA DI MORENA MOTTA La Campania è la maggiore produttrice di carciofi, e quindi questo ortaggio è protagonista di numerose ricette, e non ultima, quella dei carciofi arrostiti, in dialetto ‘e carcioffole arrostute.Per preparare i carciofi arrostiti made in Campania, servono dei particolari tipi di carciofi detti “Mammarelle”, così li chiamano in quel di Napoli.Le “Mammarelle” sono i primi carciofi quelli che arrivano sulle nostre tavole tra Marzo e Aprile, letteralmente sono dei “carciofi mamma” cioè proprio le primizie, dopo i quali arriveranno i secondi carciofi “figli e nipoti”.Potete usare per questa preparazione anche i carciofi di Schito, originari di Castellammare di Stabia, provincia di Napoli: sono una varietà senza spine e molto simile al carciofo romano, molto grossi, larghi e non molto lunghi.I carciofi arrostiti, tradizionalmente vengono preparati e consumati per la Pasquetta, però nulla ci vieta di cucinarli anche prima, e perchè no la Domenica, che si ha più tempo anche per preparare la brace o la griglia.Ecco come fare i carciofi arrostiti alla Campana.Per prima cosa tagliate il gambo dei carciofi; non tagliatelo tutto, lasciate un pochino di gambo per infilarlo nella brace, tenendolo in piedi.Allargate poi le foglie dei carciofi infilando il manico del cucchiaio in ogni “giro di foglie” facendo leva per fare spazio.Sciacquate poi i carciofi bene bene con acqua, avendo cura di pulire bene anche gli spazi tra le foglie; dopo, metteli a sgocciolare a testa in giù per un pò e poi asciugateli con un pò di carta.Mettete i carciofi in piedi, fatelo in una teglia o in una pentola, per poterli riempire facilmente: cospargeteli quindi di sale, prezzemolo, aglio tritato, pepe e olio.Gli ingredienti del “ripieno” vanno messi per la maggior parte al centro del carciofo, e qualcosina dentro i vari “giri di foglie”.State attenti a mettere la giusta quantità di olio, non siate avari, perchè altrimenti il carciofo non cuocerà bene.A brace pronta, infilate i carciofi per il poco di gambo che è rimasto, e cuocete almeno 40 minuti, se i carciofi sono piccoli, altrimenti di più, bagnandoli con olio per non farli seccare, e girandoli spesso in modo da farli cuocere uniformemente.Quando i carciofi arrostiti saranno cotti, le foglie bruciate andranno tolte.I carciofi arrostiti, così preparati saranno pronti per essere mangiati in ogni loro parte.Verranno buoni se rispetterete ogni passo della ricetta, del resto un proverbio napoletano dice ” ‘a carcioffola s’ammonna fronna a ffronna” cioè “il carciofo si monda brattea a brattea” il che vuole significare che le cose si fanno poco per volta se si vogliono avere buoni risultati.Buon appetito!

AMALFINOTIZIE

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VELASCA VIMERCATE NEWS Villasanta: nessun investimento in stazione, l’uomo si è tolto la vita

13 Marzo 2017, 12:28pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

VELASCA VIMERCATE NEWS Villasanta: nessun investimento in stazione, l’uomo si è tolto la vita

INSERITO DA MORENA MOTTA Si sarebbe tolto la vita alla stazione l’uomo di 50 anni trovato morto a Villasanta. Al contrario di quanto riportato all’inizio della mattina di sabato 11 marzo, non è stato travolto dal treno: le informazioni più precise raccontano che l’uomo è stato trovato senza vita nella zona della stazione e visto dal conducente di un treno che ha poi avvisato le forze dell’ordine di quanto notato durante il transito. La circolazione ha subito alcuni rallentamenti ma a partire dalle 8.30, ha riferito Rfi, il traffico « traffico ferroviario sulla linea Milano – Lecco, via Molteno», stava «tornando gradualmente alla normalità». I treni in viaggio hanno registrato ritardi fino a 50 minuti, mentre un Regionale è stato cancellato.

FONTE http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/villasanta-nessun-investimento-in-stazione-luomo-si-e-tolto-la-vita_1228278_11/

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MONZA E BRIANZA NEWS Il piano viabilità per il Papa a Monza: regole, deroghe, divieti -

13 Marzo 2017, 12:18pm

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MONZA E BRIANZA NEWS Il piano viabilità per il Papa a Monza: regole, deroghe, divieti -

INSERITO DA MORENA MOTTA Blocco totale del traffico a Monza con alcune deroghe sabato 25 marzo in occasione della visita pastorale di Papa Francesco con messa nel parco. Tutti i dettagli saranno svelati in una conferenza stampa in programma venerdì 10 marzo, ma ecco qualche importante anticipazione.Il 25 marzo, dalle 8.30 alle 20, ci sarà il blocco totale del traffico privato su tutto il territorio cittadino. La deroga più importante sarà quella riservata a quanti dovranno spostarsi in auto per andare al proprio posto di lavoro: basterà esibire, in questo caso, una semplice autocertificazione per poter oltrepassare gli sbarramenti di controllo. Disco verde anche per chi ha una prenotazione in una struttura alberghiera cittadina: in questo caso basterà esibire la ricevuta di prenotazione.La possibilità di autocertificazione è prevista anche a Vedano al Lambro.Altre deroghe riguarderanno taxi, mezzi di servizio, mezzi per il trasporto di disabili e le auto condotte da persone che si stanno dirigendo verso ospedali i centri di cura.Il 25 marzo il limite di velocità da rispettare, su tutto il territorio (tranne che per i mezzi di soccorso e di emergenza) sarà di 30 km orari; scenderà a 10 km orari in presenza di flussi pedonali di pellegrini.Per il passaggio e la sosta dei bus sono state individuate delle zone ben precise, nelle quali le deroghe non varranno: viale Cesare Battisti/viale Lombardia/viale Elvezia/via Lario; via Borgazzi/corso Milano; viale Campania/ viale Stucchi (da via Salvadori a via Libertà)/viale Sicilia (dal confine con Concorezzo fino a via Correggio). In queste strade, che saranno utilizzate per il passaggio e la sosta dei grandi bus, la sosta sarà vietata dalle 22 di venerdì 24 marzo.Il parco, per le auto, sarà off limits fin dal giorno precedente: dalla mattinata di venerdì 24, infatti, viale Cavriga sarà interdetto alle auto. Siamo agli ultimi dettagli, infine, per quanto riguarda modifiche e deviazioni per i mezzi pubblici: il servizio autobus sarà garantito, ma ovviamente subirà potenziamenti o riduzioni.

La conferenza di presentazione della visita di Papa Francesco a Monza

 

Intanto, Papa Francesco non è ancora arrivato ma gli effetti della sua visita già si fanno vedere. Anche solo a guardare le mura di cinta del parco. È prevista infatti l’apertura di un nuovo varco nella zona della variante della Roggia, nel territorio di competenza del Comune di Biassono.

Tra gli ingressi di Santa Maria delle Selve e quello di Sant’Andrea sarà presto aperto un nuovo varco dove, in occasione della visita di papa Bergoglio, passeranno 2.000 pullman di pellegrini. I mezzi verranno poi parcheggiati sulla pista del circuito di Formula Uno, uno dei punti di posteggio stabiliti per i mezzi utilizzati dai fedeli che arriveranno in bus in prossimità del parco di Monza.

L’apertura resterà a disposizione solo dei grandi eventi. Il varco, infatti, non sarà sempre aperto ma verrà utilizzato in occasioni particolari come il Gran premio di Formula Uno o i grandi concerti. Poi verrà richiuso con un cancello.

 
 

http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/il-piano-viabilita-per-il-papa-a-monza-regole-deroghe-divieti-la-mappa_1227900_11/

 

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 13.03.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Marzo 2017, 12:16pm

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

 
approfondimento
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APPROFONDIMENTO

Cielo più nuvoloso sui settori alpini e prealpini, ma senza fenomeni associati. Cielo coperto in Sicilia con piogge di passaggio.

NORD

Più nubi su Alpi e Prealpi, soleggiato altrove.

Temperature

Stazionarie

CENTRO e SARDEGNA

Cielo sereno o al più poco nuvoloso su tutte le regioni; coperto su coste meridionali sarde.

Temperature

Stazionarie.

SUD e SICILIA

Dal pomeriggio piogge di passaggio sulla Sicilia, isolate sul Reggino; poco nuvoloso altrove.

Temperature

Stazionarie

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.03.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Marzo 2017, 12:13pm

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.03.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Leandro di Siviglia, vescovo (ca. 534-600/601),  B. Dulce (Maria Rita), «Madre Teresa brasiliana» (1914-1992)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 6,36-38.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;
date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio ».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Clochard bruciato vivo a Palermo, interrogatorio per l'assassino: "E' stato un raptus, mi pento"

13 Marzo 2017, 11:00am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Clochard bruciato vivo a Palermo, interrogatorio per l'assassino: "E' stato un raptus, mi pento"

DI MICHELE PAPPACODA 13/03/2017 - Verrà interrogato oggi in carcere a Palermo Giuseppe Pecoraro, il benzinaio di 45 anni che ha confessato di avere bruciato vivo Marcello Cimino, il clochard che dormiva nel suo giaciglio sotto i portici della mensa di via Cappuccini. Già sabato sera, dopo l'arresto, parlando con gli uomini della Squadra mobile aveva detto di avere agito "in un momento di follia" mostrandosi pentito per quel gesto. "E' stato un raptus, non lo rifarei. Mi pento", aveva detto al termine dell'interrogatorio Giuseppe Pecoraro. Un pentimento arrivato solo dopo che gli uomini della Squadra mobile, guidati da Rodolfo Ruperti, gli hanno mostrato le immagini del video in cui si vede l'uomo che getta addosso la benzina al clochard. Pecoraro, durante l'interrogatorio, ha detto che con Cimino c'era un rapporto di conoscenza. "Era venuto pure a casa mia, alla Zisa, a mangiare, qualche volta - ha detto Pecoraro, che è difeso dalle avvocate Carolina Varchi e Brigida Alaimo - Pure i miei genitori lo conoscevano". Ma la sera prima del delitto Pecoraro e Cimino sarebbero arrivati alle mani per gelosia. Perché il benzinaio temeva che Cimino gli insidiasse la donna con cui aveva una relazione. Intanto, l'avvocato Giuseppe Giamportone si è detto disponibile di assistere gratuitamente le figlie e la moglie di Cimino. L'inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto Claudio Corselli e dai pm Maria Forti e Alfredo Gagliardi. I funerali di Marcello Cimino saranno celebrati oggi, alle 12, proprio mentre si terrà l'interrogatorio dell'assassino, nella Chiesa dell'Annunciazione del Signore, in via Verdinois, nella zona di Medaglie d'oro a Palermo. La chiesa si trova nel quartiere in cui l'uomo aveva vissuto per molti anni con la ex moglie e le due figlie minorenni. Padre Cesare Rattoballi, che lo conosceva bene, dice che "Marcello Cimino era una persona tormentata ma buona. Molti qui abbiamo cercato di aiutarlo, senza riuscirci. Siamo addolorati per quello che è accaduto".Intanto ieri sera in centinaia hanno partecipato alla fiaccolata organizzata per ricordare la vittima. Prima della fiaccolata, le centinaia di persone presenti si sono radunate nella Chiesa dei Cappuccini dove padre Domenico Spatola ha voluto ricordare la figura di Marcello Cimino. Presenti la ex moglie, Iolanda, e le due figlie minorenni. Oltre al sindaco Leoluca Orlando, il vicesindaco Emilio Arcuri e diversi assessori, tra cui Giovanna Marano, Andrea Cusumano. "ci speravo che venisse tanta gente", ha detto padre Spatola ai giornalisti. "Penso che sia un segno di coscienza civica, collettiva dinnanzi a un fatto che ci ha letteralmente costernati, qualcosa di orripilante pensare di uccidere un uomo inerme, senza dargli la possibilità di una replica. E' il senso del niente. Chi fa questo non ha niente nella mente, il vuoto. Arrivati sotto i portici, luogo dell'omicidio, c'è stato un lungo applauso al nome di 'Marcello', mentre le due figlie minori di Cimino hanno appeso una lettera aperta al padre: "Ciao vita mia del mio cuore - scrivono - Permettici l'ultima volta di salutarti. Non pensavamo che ci lasciassi così presto, non pensavamo che finisse così. Mi manchi da morire vita mia anche se ne abbiamo passate tante rimarrai il mio amico, vero amore, il mio uomo, il mio Re. Ti porteremo per sempre nel nostro cuore. Proteggici da lassù, ma soprattutto dacci la forza per andare avanti papà. Ti amiamo più di ogni altra cosa al mondo". Il sindaco Leoluca Orlando, che prima della fiaccolata ha a lungo parlato con i familiari di Marcello Cimino, ha ribadito che il Comune "si costituirà parte civile nel processo che ci sarà". E sulla presenza di tante persone, il primo cittadino ha detto: "E' la condanna per un atto di violenza disumana". Intanto stasera, alle 21, l'arcivescovo Corrado Lorefice parteciperà a un momento di raccoglimento nella chiesa dei Cappuccini.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quattro anni fa Bergoglio diventava Papa Francesco Sempre più allo scoperto le resistenze alle sue riforme

13 Marzo 2017, 10:55am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quattro anni fa Bergoglio diventava Papa Francesco Sempre più allo scoperto le resistenze alle sue riforme

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Il quarto anno del pontificato di Francesco, che si conclude lunedì 13 marzo con l'anniversario della "fumata bianca" in Piazza San Pietro, è quello in cui sono più venute allo scoperto le opposizioni alle riforme del Papa "venuto dalla fine del mondo" e al suo modo di intendere la Chiesa e la stessa testimonianza cristiana. Ed è stato l'atto d'inizio di quella delicatissima - e decisiva - fase in cui si misurerà quanto l'innovazione, per non dire la "rivoluzione" portata dal Pontefice, ormai ottantenne, riuscirà ad attecchire nel profondo, non solo nelle gerarchie cattoliche, dove tuttora sì annidano le maggiori resistenze, ma in tutta la comunità ecclesiale. Il vero momento di svolta per quanto riguarda l'atteggiamento, ormai non più soltanto strisciante, della "fronda" anti-Bergoglio è stata la pubblicazione, l'8 aprile di un anno fa - nel pieno del Giubileo straordinario della Misericordia -, dell'esortazione apostolica "Amoris Laetitia", in cui Francesco ha elaborato le sue conclusioni a partire dai due Sinodi da lui convocati sulla pastorale familiare. E in cui ha sancito la sua apertura sulla "vexata quaestio" dei sacramenti ai divorziati risposati, rimuovendo nella prassi pastorale il vecchio divieto e affidando ai vescovi, in rapporto con i confessori, la possibilità di decidere caso per caso attraverso il necessario "discernimento" e "accompagnamento", nel segno dell'accoglienza e, appunto, della misericordia.

Un'innovazione contro cui s'erano battuti, prima, durante e dopo i due Sinodi, i cardinali e vescovi più conservatori, e che ha portato allo scatenarsi di una vera e propria battaglia da parte di siti e blog tradizionalisti, allarmatissimi nel denunciare la "confusione" e lo "smarrimento" in cui sarebbero caduti i fedeli e i sacerdoti in tutto il mondo. Fino all'aperta opposizione di quattro anziani cardinali (Raymond Burke, Carlo Caffarra, Walter Brandmueller e Joachim Meisner) che hanno scritto nel settembre scorso al Papa i loro "dubia" su quelli che ritenevano attentati alla dottrina cattolica (soprattutto la possibilità che ricevessero la comunione coppie di risposati senza l'obbligo della continenza sessuale), senza però ricevere da lui alcuna risposta. Il che, oltre alla pubblicazione della lettera, ha spinto il card. Burke a minacciare il Papa di un atto formale di "correzione". Lo stesso Burke è stato al centro di un altro caso: l'inedita ribellione del vertice dell'Ordine di Malta, di cui è tuttora cardinale patrono, contro la decisione del Papa di istituire una commissione d'inchiesta sul'estromissione del gran cancelliere Albrecht von Boeselager.

Vicenda poi conclusasi con la destituzione da parte di Francesco del gran maestro Matthew Festing (quindi l'indizione di nuove elezioni), il reintegro di Boeselager, la nomina di un delegato papale nella persona di mons. Angelo Becciu e, di fatto, l'esautoramento di Burke, poi spedito sull'isola pacifica di Guam a indagare su un caso di pedofilia. Nonostante le opposizioni, nonostante i manifesti anonimi che lo hanno preso di mira a Roma, nonostante le critiche, o le tesi sull'esistenza di "due Papi", Francesco va avanti sulla sua strada: segna momenti storici come l'incontro a Cuba col patriarca di Mosca Kirill o la partecipazione a Lund, in Svezia, alle celebrazioni per i 500 anni della Riforma (anche la 'riabilitazione' di Lutero gli ha attirato violenti attacchi), ricuce i rapporti con l'università sunnita di Al-Azhar, spinge ancora per l'attuazione della riforma economica, per una Curia sempre più sobria, per una lotta senza quartiere verso gli abusi sessuali e chi li copre. Ma anche qui, le recenti dimissioni della ex vittima Marine Collins dalla Commissione pontificia anti-pedofilia, hanno clamorosamente dimostrato che dentro e fuori le mura vaticane Bergoglio ha ancora tanto lavoro da fare. 

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Somalia: autobomba vicino a un hotel a Mogadiscio, 6 morti Ancora nessuna rivendicazione, ma si pensa a Shabaab

13 Marzo 2017, 10:49am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Somalia: autobomba vicino a un hotel a Mogadiscio, 6 morti Ancora nessuna rivendicazione, ma si pensa a Shabaab

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un'autobomba è esplosa stamane vicino ad un hotel di Mogadiscio, uccidendo almeno sei persone e ferendone altre quattro. Lo ha reso noto un funzionario della polizia somala. L'esplosione è avvenuta vicino all'hotel Weheliye, in una strada molto trafficata della capitale somala. Non ci sono ancora rivendicazioni, ma questo tipo di attentati è stato spesso opera dei jihadisti di al Shabaab.

ANSA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salvini a Napoli, Renzi a de Magistris; 'Sindaco non sta con chi sfascia la città' Replica il primo cittadino: 'Sto con Napoli, non con in violenti'

13 Marzo 2017, 10:39am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salvini a Napoli, Renzi a de Magistris; 'Sindaco non sta con chi sfascia la città' Replica il primo cittadino: 'Sto con Napoli, non con in violenti'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Scontro a distanza tra Matteo Renzi ew Luigi de Magistris sugli scontri a Napoli in occasione della visita di Matteo Salvini."Ci sono argomenti su cui non possiamo girarci intorno: no alle alleanze con chi non accetta il principio di legalità che non è un valore di parte ma di tutti. Quando un Sindaco si schiera con chi sfascia la città per non far parlare qualcuno quella non è una cosa da Pd. E quanto un parlamentare chiede di parlare lo deve fare, noi siamo dalla parte di quel parlamentare anche se si chiama Salvini, Proprio perché si chiama così, lo vogliamo sconfiggere alle elezioni ma deve parlare come devono parlare tutti". Lo afferma Matteo Renzi al Lingotto.

"In una democrazia è fondamentale che ognuno abbia il diritto di parola e ancora più fondamentale chi è più lontano da noi. La forza della democrazia è che anche l'avversario più radicale e lontano da noi possa esprimere le sue opinioni", afferma il ministro dell'Interno Marco Minniti dal Lingotto. "E' importante che i diritti costituzionali siano garantiti per tutti - aggiunge - ed è altrettanto che sia chiaro che in democrazia c'è un confine non valicabile: la violenza. Chi pratica la violenza è contro le nostre libertà e non può pensare di zittire l'altro".

'Renzi e Salvini dicono che sto con i violenti. Falso. Non sto con i violenti. Mai'' dice il sindaco di Napoli,Luigi de Magistris.'Le mie mani sono pulite e non colluse. Sto con la mia città, che amo e difenderò sempre, e con i napoletani, popolo difficile ma ricco di pace e amore, sto con il popolo tradito dai poteri con le mani sporche di sangue. Sto con le vittime degli atti di violenza. Non me la faccio con chi è accusato di corruzioni come fa Renzi, travolto dalla questione morale, ne' sto con razzisti come Salvini''

La giornata di sabato 11 marzo, Fuorigrotta a ferro e fuoco - Il corteo pacifico e colorato contro l'arrivo di Matteo Salvini a Napoli è terminato alle 17.30 di ieri quando bandiere, musica e cori che avevano caratterizzato fino ad allora la manifestazione, hanno lasciato la scena a molotov, sassi e lacrimogeni. Finisce con il quartiere Fuorigrotta ostaggio della guerriglia urbana per 45 minuti, ridotto a un campo di battaglia con macchine devastate, segnali stradali divelti, cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme, la gente presa dal panico che si rifugia nei palazzi e nei negozi, tre persone arrestate e tre denunciate tra gli attivisti dei centri sociali e trentaquattro feriti (28 tra polizia e carabinieri, 6 tra i manifestanti) per un pomeriggio di violenza che a Napoli non si ricordava da tempo, dalla riunione della Bce a ottobre 2014. Scontri annunciati da giorni di polemiche e ora tutti a dire che c'era da aspettarselo dopo che la sede del comizio, la Mostra d'Oltremare, occupata l'altro ieri dai centri sociali, è stata prima negata e poi riassegnata d'ufficio al leader leghista nel giro di poche ore su disposizione del ministro dell'Interno Minniti.

Salvini a Napoli, scontri tra manifestanti e polizia IL VIDEO



E dopo che le polemiche a distanza tra il sindaco di Napoli de Magistris e lo stesso Salvini sono andate avanti per settimane. I riflettori erano puntati proprio sul sindaco De Magistris: il sindaco in mattinata si era schierato contro la prefettura che aveva ordinato la concessione della Mostra d'Oltremare per la manifestazione di Salvini ("respingiamo il provvedimento del governo") e aveva sostenuto che "Lo Stato ha fatto prevalere il capriccio di Salvini". La presenza di De Magistris al corteo fino all'ultimo è stata in dubbio. Alla fine non è andato. Tuttavia l'associazione che fa capo a lui, Dema, è ben rappresentata dalla moglie Mariateresa Dolce. E in piazza scende anche mezza giunta comunale con gli assessori Gaeta, Clemente, Borriello e Palmieri. Con loro anche il presidente del Consiglio Comunale Sandro Fucito. Nel corteo c'e' un po' di tutto. Ci sono i centri sociali e gli attivisti politici di Dema, ma anche Verdi e Sinistra Italiana. Ci sono i precari, i movimenti di lotta per il lavoro, i collettivi studenteschi e i neoborbonici, ma c'e' chi riconosce anche alcune frange di ultrà del Napoli. Ci sono tanti giovani, ma anche adulti in età matura. La rappresentazione di questa galassia cosi' composita è data dai cori che si susseguono. A Bella Ciao, storico inno del partigiano, si sovrappone 'Un giorno all'improvviso' leit motiv dei successi del Napoli al San Paolo e negli stadi di tutta Italia. 

La violenza scatta quando la marea di manifestanti (oltre 5 mila per gli organizzatori, tra le due e le tremila unità per le forze dell'ordine) arriva davanti a quello che dovrebbe essere il capolinea del corteo, piazzale Tecchio, a poche decine di metri dall'ingresso della Mostra d'Oltremare dove nel frattempo è arrivato il leader della Lega. Agenti in assetto anti sommossa sbarrano le vie d'accesso all'ente fieristico. E' a quel punto che giovani incappucciati o con i caschi in testa prendono in mano il corteo e parte qualche petardo, seguito da alcuni fumogeni, all'indirizzo della polizia assiepata davanti alla Mostra. Un altro cordone di forze dell'ordine è alla fine della strada, all'incrocio tra piazzale Tecchio e via Diocleziano. Dal corteo si stacca un gruppo di violenti che fa il giro della piazza e sorprende le forze dell'ordine alle spalle con il lancio di molotov e pietre. Un mezzo dei carabinieri, colpito da una bottiglia incendiaria, per un attimo prende fuoco. Seguono minuti di vera e propria guerriglia urbana davanti alla stazione dei Campi Flegrei, con le forze dell'ordine costrette a indietreggiare prima di riorganizzarsi e respingere i facinorosi con l'aiuto di idranti e lacrimogeni per oltre un chilometro. Ciò che resta del corteo deve rinculare lungo viale Giulio Cesare per poi disperdersi definitivamente a via Consalvo. In tutto gli scontri durano 45'. L'aria irrespirabile e le macerie per terra sono cio' che resta di un pomeriggio di battaglia che non serve a spegnere le polemiche, anzi, se possibile le rinfocola. "Colpa di chi non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso - spiega il sindaco de Magistris - che avevamo lanciato suggerendo di organizzare in un luogo che non fosse riconducibile all'Amministrazione la manifestazione di un politico che ha fatto della sua vita un atto di fede contro Napoli". Dalla Mostra Salvini non le manda a dire: "Complimenti a de Magistris. Sta tirando su una bella gioventù. Quattro delinquenti che non sono Napoli. La prossima volta la organizziamo a piazza del Plebiscito e cosi' vediamo". Per poi prendersela con i centri sociali, "conigli che hanno paura di scendere in piazza contro la camorra forse perché hanno qualche mamma o papà che con i clan ci campa".De Luca, Salvini ha diritto parola, è libertà  - "Esprimo a nome del Pd la nostra solidarietà a Matteo Salvini.In questo momento sono in corso a Napoli scontri alimentati dai centri sociali che non lo fanno parlare, io la penso esattamente al contrario di Salvini ma lui ha diritto di parlare dove e come crede, il diritto di parola è il diritto alla libertà di tutti noi. Esprimo solidarietà anche alle forze di polizia". Lo afferma il governatore della Campania Vincenzo De Luca parlando al Lingotto.

ANSA

 

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CAMPANIA NEWS Salvini a Napoli, Renzi a de Magistris; 'Sindaco non sta con chi sfascia la città' Replica il primo cittadino: 'Sto con Napoli, non con in violenti'

13 Marzo 2017, 10:39am

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CAMPANIA  NEWS Salvini a Napoli, Renzi a de Magistris; 'Sindaco non sta con chi sfascia la città' Replica il primo cittadino: 'Sto con Napoli, non con in violenti'

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Scontro a distanza tra Matteo Renzi ew Luigi de Magistris sugli scontri a Napoli in occasione della visita di Matteo Salvini."Ci sono argomenti su cui non possiamo girarci intorno: no alle alleanze con chi non accetta il principio di legalità che non è un valore di parte ma di tutti. Quando un Sindaco si schiera con chi sfascia la città per non far parlare qualcuno quella non è una cosa da Pd. E quanto un parlamentare chiede di parlare lo deve fare, noi siamo dalla parte di quel parlamentare anche se si chiama Salvini, Proprio perché si chiama così, lo vogliamo sconfiggere alle elezioni ma deve parlare come devono parlare tutti". Lo afferma Matteo Renzi al Lingotto.

"In una democrazia è fondamentale che ognuno abbia il diritto di parola e ancora più fondamentale chi è più lontano da noi. La forza della democrazia è che anche l'avversario più radicale e lontano da noi possa esprimere le sue opinioni", afferma il ministro dell'Interno Marco Minniti dal Lingotto. "E' importante che i diritti costituzionali siano garantiti per tutti - aggiunge - ed è altrettanto che sia chiaro che in democrazia c'è un confine non valicabile: la violenza. Chi pratica la violenza è contro le nostre libertà e non può pensare di zittire l'altro".

'Renzi e Salvini dicono che sto con i violenti. Falso. Non sto con i violenti. Mai'' dice il sindaco di Napoli,Luigi de Magistris.'Le mie mani sono pulite e non colluse. Sto con la mia città, che amo e difenderò sempre, e con i napoletani, popolo difficile ma ricco di pace e amore, sto con il popolo tradito dai poteri con le mani sporche di sangue. Sto con le vittime degli atti di violenza. Non me la faccio con chi è accusato di corruzioni come fa Renzi, travolto dalla questione morale, ne' sto con razzisti come Salvini''

La giornata di sabato 11 marzo, Fuorigrotta a ferro e fuoco - Il corteo pacifico e colorato contro l'arrivo di Matteo Salvini a Napoli è terminato alle 17.30 di ieri quando bandiere, musica e cori che avevano caratterizzato fino ad allora la manifestazione, hanno lasciato la scena a molotov, sassi e lacrimogeni. Finisce con il quartiere Fuorigrotta ostaggio della guerriglia urbana per 45 minuti, ridotto a un campo di battaglia con macchine devastate, segnali stradali divelti, cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme, la gente presa dal panico che si rifugia nei palazzi e nei negozi, tre persone arrestate e tre denunciate tra gli attivisti dei centri sociali e trentaquattro feriti (28 tra polizia e carabinieri, 6 tra i manifestanti) per un pomeriggio di violenza che a Napoli non si ricordava da tempo, dalla riunione della Bce a ottobre 2014. Scontri annunciati da giorni di polemiche e ora tutti a dire che c'era da aspettarselo dopo che la sede del comizio, la Mostra d'Oltremare, occupata l'altro ieri dai centri sociali, è stata prima negata e poi riassegnata d'ufficio al leader leghista nel giro di poche ore su disposizione del ministro dell'Interno Minniti.

Salvini a Napoli, scontri tra manifestanti e polizia IL VIDEO



E dopo che le polemiche a distanza tra il sindaco di Napoli de Magistris e lo stesso Salvini sono andate avanti per settimane. I riflettori erano puntati proprio sul sindaco De Magistris: il sindaco in mattinata si era schierato contro la prefettura che aveva ordinato la concessione della Mostra d'Oltremare per la manifestazione di Salvini ("respingiamo il provvedimento del governo") e aveva sostenuto che "Lo Stato ha fatto prevalere il capriccio di Salvini". La presenza di De Magistris al corteo fino all'ultimo è stata in dubbio. Alla fine non è andato. Tuttavia l'associazione che fa capo a lui, Dema, è ben rappresentata dalla moglie Mariateresa Dolce. E in piazza scende anche mezza giunta comunale con gli assessori Gaeta, Clemente, Borriello e Palmieri. Con loro anche il presidente del Consiglio Comunale Sandro Fucito. Nel corteo c'e' un po' di tutto. Ci sono i centri sociali e gli attivisti politici di Dema, ma anche Verdi e Sinistra Italiana. Ci sono i precari, i movimenti di lotta per il lavoro, i collettivi studenteschi e i neoborbonici, ma c'e' chi riconosce anche alcune frange di ultrà del Napoli. Ci sono tanti giovani, ma anche adulti in età matura. La rappresentazione di questa galassia cosi' composita è data dai cori che si susseguono. A Bella Ciao, storico inno del partigiano, si sovrappone 'Un giorno all'improvviso' leit motiv dei successi del Napoli al San Paolo e negli stadi di tutta Italia. 

La violenza scatta quando la marea di manifestanti (oltre 5 mila per gli organizzatori, tra le due e le tremila unità per le forze dell'ordine) arriva davanti a quello che dovrebbe essere il capolinea del corteo, piazzale Tecchio, a poche decine di metri dall'ingresso della Mostra d'Oltremare dove nel frattempo è arrivato il leader della Lega. Agenti in assetto anti sommossa sbarrano le vie d'accesso all'ente fieristico. E' a quel punto che giovani incappucciati o con i caschi in testa prendono in mano il corteo e parte qualche petardo, seguito da alcuni fumogeni, all'indirizzo della polizia assiepata davanti alla Mostra. Un altro cordone di forze dell'ordine è alla fine della strada, all'incrocio tra piazzale Tecchio e via Diocleziano. Dal corteo si stacca un gruppo di violenti che fa il giro della piazza e sorprende le forze dell'ordine alle spalle con il lancio di molotov e pietre. Un mezzo dei carabinieri, colpito da una bottiglia incendiaria, per un attimo prende fuoco. Seguono minuti di vera e propria guerriglia urbana davanti alla stazione dei Campi Flegrei, con le forze dell'ordine costrette a indietreggiare prima di riorganizzarsi e respingere i facinorosi con l'aiuto di idranti e lacrimogeni per oltre un chilometro. Ciò che resta del corteo deve rinculare lungo viale Giulio Cesare per poi disperdersi definitivamente a via Consalvo. In tutto gli scontri durano 45'. L'aria irrespirabile e le macerie per terra sono cio' che resta di un pomeriggio di battaglia che non serve a spegnere le polemiche, anzi, se possibile le rinfocola. "Colpa di chi non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso - spiega il sindaco de Magistris - che avevamo lanciato suggerendo di organizzare in un luogo che non fosse riconducibile all'Amministrazione la manifestazione di un politico che ha fatto della sua vita un atto di fede contro Napoli". Dalla Mostra Salvini non le manda a dire: "Complimenti a de Magistris. Sta tirando su una bella gioventù. Quattro delinquenti che non sono Napoli. La prossima volta la organizziamo a piazza del Plebiscito e cosi' vediamo". Per poi prendersela con i centri sociali, "conigli che hanno paura di scendere in piazza contro la camorra forse perché hanno qualche mamma o papà che con i clan ci campa".De Luca, Salvini ha diritto parola, è libertà  - "Esprimo a nome del Pd la nostra solidarietà a Matteo Salvini.In questo momento sono in corso a Napoli scontri alimentati dai centri sociali che non lo fanno parlare, io la penso esattamente al contrario di Salvini ma lui ha diritto di parlare dove e come crede, il diritto di parola è il diritto alla libertà di tutti noi. Esprimo solidarietà anche alle forze di polizia". Lo afferma il governatore della Campania Vincenzo De Luca parlando al Lingotto.

ANSA

 

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