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SEZ. RICETTE Pollo alla diavola

27 Ottobre 2016, 16:36pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. RICETTE Pollo alla diavola

A CURA DI MORENA MOTTA

Ingredienti
  • 1 pollo ruspante da 1 kg - 1.5 kg
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • 1 rametto di rosmarino sfogliato
  • 2 foglie di salvia
  • 1 rametto di timo sfogliato
  • 1 cucchiaino di origano secco
  • peperoncino fresco o in polvere a piacere
  • 4 cucchiai di olio di semi
  • qualche goccia di succo di limone

Tempo Preparazione: 10 minuti

Tempo Cottura: 1 ora circa

Tempo Riposo: 1 ora

Dosi: per 4 persone

Difficoltà: Facile

Procedimento

Procuratevi un pollo di media grandezza, dal peso di circa 1 kg – 1 kg e mezzo, possibilmente allevato all’aperto e ruspante. Fatevelo dividere il 4 parti dal vostro macellaio di fiducia.

Sciacquatelo sotto l’acqua e asciugatelo bene. Eliminate eventuali residui di piume fiammeggiando la pelle del pollo su un fornello.

Radunate il sale, tutte le spezie e le erbe aromatiche in un mixer. Aggiungete l’aglio finemente tritato e frullate il tutto. Riponete il composto in una ciotola e aggiungete l’olio di semi e qualche goccia di succo di limone. Spennellate il pollo con il composto e massaggiatelo bene. Lasciatelo riposare a temperatura ambiente per almeno 1 ora in modo che tutti gli aromi penetrino bene nella carne.

Potete cuocere il pollo alla diavola sia alla griglia o alla piastra, spennellandolo bene con l’olio alle spezie che avrete tenuto da parte. Oppure potrete cuocerlo a forno caldo a 160° C per 1 ora circa girandolo spesso e spennellandolo con l’olio aromatico.

Servitelo ben caldo.

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SEZ. DISABILITA’ NEWS Scuola e disabilità. Centri Territoriali di Supporto (CTS) e Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI): cosa sono?

27 Ottobre 2016, 16:34pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITA’ NEWS Scuola e disabilità. Centri Territoriali di Supporto (CTS) e Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI): cosa sono?

INSERITO DA MORENA MOTTA Nelle settimane scorse ci siamo occupati dei gruppi di lavoro che operano a livello scolastico, provinciale e regionale per favorire i processi di inclusione. Oltre a questi gruppi, però, esistono anche altri centri di tipo territoriale con funzioni precipue e sinergiche riguardanti l’inclusione: i CTS ed i CTI. La Direttiva del 27/12/12 si dilunga molto su entrambi, distinguendo i differenti ruoli dei Centri Territoriali di Supporto (CTS), quale interfaccia fra l’Amministrazione e le scuole, nonché rete di supporto al processo di integrazione ed i Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI), centrati sull’autonomia scolastica e sugli organici di rete (scuole, reti di scuole ed ambiti provinciali). CTS – I Centri Territoriali di Supporto sono stati istituiti dagli Uffici Scolastici Regionali in accordo con il MIUR mediante il Progetto Nuove Tecnologie e Disabilità ed hanno ormai un’attività decennale. Sono collocati presso scuole polo e la loro sede coincide con quella dell’istituzione scolastica che li accoglie. La direttiva del 27/12/12 ha sottolineato l’importanza di avere almeno un CTS su ogni territorio provinciale, che possa fungere da punto di riferimento immediato. Al centro delle funzioni dei CTS è la capacità delle nuove tecnologie di raggiungere obiettivi di miglioramento nel processo di apprendimento e insegnamento, sviluppo e socializzazione. I CTS informano i docenti, gli alunni, gli studenti e i loro genitori delle risorse tecnologiche disponibili, sia gratuite sia commerciali. Inoltre, organizzano iniziative di formazione sui temi dell’inclusione scolastica, nonché nell’ambito delle tecnologie per l’integrazione, rivolte al personale scolastico, agli alunni o alle loro famiglie, fornendo anche consulenza nell’individuazione delle scelte opportune, sia per gli ausili che in merito alle modalità didattiche adeguate ad essi nelle diverse situazioni. I CTS raccolgono le buone pratiche di inclusione realizzate dalle istituzioni scolastiche e le condividono con le scuole del territorio di riferimento. Sono inoltre centri di attività di ricerca didattica e di sperimentazione, da realizzare anche mediante la collaborazione con altre scuole o CTS, Università e Centri di Ricerca. I CTS possono farsi promotori di intese e accordi territoriali con i servizi sociosanitari del territorio, finalizzati all’elaborazione condivisa di procedure per l’integrazione dei servizi, l’utilizzo condiviso di risorse e l’avvio di progetti. In ogni CTS dovrebbero essere presenti tre operatori fra i docenti curricolari e di sostegno, tenuti a partecipare a momenti formativi in occasione di eventi, territoriali e nazionali. Inoltre, possono dotarsi di un Comitato Tecnico Scientifico col compito definire le linee generali di intervento. Sono previsti rappresentanti regionali, con compiti di raccordo, consulenza e coordinamento delle attività. Infine, è costituito presso il MIUR il Coordinamento nazionale dei CTS. CTI – La direttiva del 27/12/12 sottolinea che ad un livello territoriale meno esteso è risultato utile individuare altre scuole polo facenti parte di una rete per l’inclusione scolastica. Tale esperienza è stata già sperimentata con successo in alcune regioni in cui ai CTS, di livello provinciale, sono stati affiancati Centri Territoriali per l’Inclusione, di livello distrettuale. Questi ultimi, sorti più recentemente, sono ancora in fase di diffusione nazionale e non mancano territori in cui se ne registri attualmente una certa carenza. Il ruolo strategico dei CTS è stato ribadito nella circolare n. 8/13, in cui si evidenzia la centralità del loro raccordo con le azioni dei gruppi di lavoro provinciali e regionali istituiti presso gli uffici scolastici. In essa si evidenzia inoltre il lavoro di rete che devono svolgere i CTI. Infine, la nota ministeriale n. 2563/13 evidenzia che è in atto una riorganizzazione complessiva della rete dei Centri Territoriali di Supporto (CTS) e dei Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI), a cura degli Uffici scolastici regionali, per la ridefinizione di compiti e ruoli, rinviando ulteriori indicazioni ad una successiva normativa di riferimento. Questi Centri sono divenuti nel tempo lo snodo principale di molte azioni del Ministero per l’inclusione. Purtroppo, però, i compiti si sono moltiplicati, ma non gli operatori o i fondi. I docenti coinvolti si trovano spesso a svolgere compiti di grande impegno e responsabilità, senza avere alcun distacco dall’insegnamento o un adeguato trattamento. Tutto è lasciato alla loro buona volontà.

FONTE DISABILI.COM

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SEZ. DISABILITA’ NEWS In questo caso a fare volontariato sono i disabili

27 Ottobre 2016, 16:27pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITA’ NEWS In questo caso a fare volontariato sono i disabili

INSERITO DA MORENA MOTTA Disabili che fanno volontariato, e perché no? Si pensa sempre che debbano solamente ricevere assistenza, invece possono a pieno titolo anche darla. Persino impegnandosi in progetti sociali a lungo termine. Come mostrano meglio di tante parole le 71 buone pratiche raccolte in un documento appena pubblicato dall’associazione francese France Bénévolat. Ci sono, ad esempio, i residenti di una struttura specializzata che si occupano dei cavalli salvati dal macello, o disabili di lunga data che fanno consulenza a chi è stato invece recentemente colpito da una malattia invalidante. Ma non finisce qui. Alcuni organizzano corsi e laboratori artistici in uno spazio completamente accessibile, mentre altri vanno direttamente nelle scuole a contatto con i più giovani. Un universo del volontariato poco conosciuto, costellato da mille galassie, che spinge i disabili a conquistare autostima e imparare un mestiere aiutando il prossimo.

FONTE di Beatrice Credi WEST-INFO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Napoli, Hamsik dà la sveglia: "Sotto con la Juve"

27 Ottobre 2016, 16:25pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Napoli, Hamsik dà la sveglia: "Sotto con la Juve"
SPORT NEWS E SPORT LOCALE Napoli, Hamsik dà la sveglia: "Sotto con la Juve"

INSERITO DA MORENA MOTTA Gli azzurri hanno ripreso stamattina gli allenamenti dopo il successo con l'Empoli e in vista della partitissima di Torino contro la Juventus. Formazione praticamente già fatta visto che Albiol al massimo andrà in panchina (ma più probabilmente non verrà convocato) e dunque sarà Maksimovic ad affiancare Koulibaly in difesa. Torneranno dal primo minuto anche Hysaj per Maggio ed Hamsik per Zielinski. A proposito, il capitano ha suonato la carica in vista del big match di sabato. Dopo la vittoria contro l'Empoli, Marek Hamsik ha scritto un breve commento sul suo sito ufficiale: "Contro l'Empoli nel primo tempo non abbiamo concretizzato le nostre occasioni, ma nel secondo ci siamo riusciti. Abbiamo centrato due obiettivi: guadagnato altri tre punti e siamo passati al terzo posto. Adesso sotto con la Juventus, andremo lì per fare risultato".

MAXISCHERMO in piazza? — L'assesore allo sport del Comune, Ciro Borriello, ha ipotizzato l'installazione di un maxischermo in città per permettere ai tifosi azzurri di assistere alla partita tutti insieme visto il divieto di trasferta allo Stadium. Difficile però che arrivi il via libera da parte delle tv a pagamento che detengono i diritti di trasmissione del campionato.

Bambini out — Alla seduta di oggi a Castel Volturno avrebbero dovuto assistere una decina di piccoli pazienti del reparto di oncologia del Primo Policlinico. Circa 48 ore prima dell'appuntamento, preso una settimana fa, il club azzurro ha rinviato l'incontro a data da destinarsi: peccato.

FONTE di Gianluca Monti GAZZETTA DELLO SPORT

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SEZ. VARIE NEWS Locky spaventa l'Italia: il ransomware tra le peggiori minacce di settembre

27 Ottobre 2016, 16:22pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. VARIE NEWS Locky spaventa l'Italia: il ransomware tra le peggiori minacce di settembre
SEZ. VARIE NEWS Locky spaventa l'Italia: il ransomware tra le peggiori minacce di settembre

INSERITO DA MORENA MOTTA A settembre, la minaccia del ransomware Locky è cresciuta in Italia, diventando la seconda più diffusa dopo la variante di malware Conficker, saldamente al primo posto della classifica. E' quanto rileva Check Point nel suo consueto report mensile Threat Index, nel quale si legge come Locky abbia scalato la graduatoria di sette posizioni in un mese. L'Italia, emerge ancora dal rapporto, è stato il quarto Paese europeo ad essere stato più attaccato dagli hacker, mentre a livello mondiale è il 41esimo.

Per la prima volta da quando è stata avviata la ricerca, spiega Check Point, i ransomware sono balzati tra i primi tre classificati nel Threat Index. Locky è responsabile del 6% di tutti gli attacchi rilevati a livello globale lo scorso settembre. La presenza di attacchi ransomware, in rapporto al totale, è aumentata del 13% in tutto il mondo. Coerenti con i trend più recenti riguardo al numero delle varianti attive di malware, le cifre sono rimaste molto alte, con tre nuovi malware nella top 10 dei più aggressivi, tra cui Chanitor, che scarica payload malevoli, l’exploit kit Blackhole e Nivdort, un bot multifunzionale. Per il sesto mese di fila, inoltre, HummingBad si afferma come il malware più usato per attaccare i dispositivi mobili.

Nella classifica mondiale, Conficker è stata la variante più diffusa, responsabile del 14% degli attacchi rilevati; al secondo posto, si posiziona Sality, causa del 6% delle infezioni, mentre è proprio al terzo posto che emerge Locky, che ha attaccato nel 6% dei casi riscontrati. In totale, le dieci varianti più comuni hanno causato il 50% di tutti gli attacchi di cui siamo a conoscenza.

FONTE ADNKRONOS

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VELASCA VIMERCATE NEWS Invasione infinita: ma le cimici non sono pericolose

27 Ottobre 2016, 16:17pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Invasione infinita: ma le cimici non sono pericolose
VELASCA VIMERCATE NEWS Invasione infinita: ma le cimici non sono pericolose

INSERITO DA MORENA MOTTA Vimercate. Quest’autunno si sta verificando una diffusione abnorme di insetti del genere Halyomorpha halys (cimice asiatica); tali insetti, forse anche favoriti dalle temperature anomale, entrano nelle case, riempiono i muri, i cassonetti e gli interstizi delle finestre, provocando notevole disagio. Il Comune ha diramato una nota per ricordare che:

- l’insetto non è pericoloso per l’uomo;
- risulta inefficace l’irrorazione delle superfici sulle quali sono presenti gli insetti (muri, alberi, ecc.) con prodotti insetticidi (peraltro rischiosi per la salute e pertanto vietati in ambiente urbano in base al D.M. 22 gennaio 2014 che approva il P.A.N. Piano di Azione Nazionale per l’Uso sostenibile dei Prodotti Fitosanitari), in quanto tali insetti sono resistenti a molte sostanze impiegabili;
- i cittadini possono impiegare altri metodi meccanici di contenimento ed eliminazione (zanzariere, vapore per stanare i gruppi, aspirazione, ghiaccio spray, immersione in acqua e sapone).

FONTE IL VIMERCATE.ORG

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MONZA E PROVINCIA NEWS Il futuro del Gp d’Italia: Imola congela il ricorso al Tar, Monza accelera per chiudere il discorso

27 Ottobre 2016, 16:11pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

MONZA E PROVINCIA NEWS Il futuro del Gp d’Italia: Imola congela il ricorso al Tar, Monza accelera per chiudere il discorso
MONZA E PROVINCIA NEWS Il futuro del Gp d’Italia: Imola congela il ricorso al Tar, Monza accelera per chiudere il discorso

INSERITO DA MORENA MOTTA Non un passo indietro, ma di lato. Una direzione che non cambia la sostanza: Monza, ora, ha strada libera per correre tra le braccia di Ecclestone. Formula Imola, a poche ore dall’udienza al Tar del Lazio sul ricorso presentato, chiede il rinvio dell’udienza a nuovo ruolo. Tecnicismo per dire che il ricorso non è ritirato, ma sospeso.

Il peso del ricorso - Una mossa dettata verosimilmente dall’azione di pressing che a più livelli il sindaco della città emilianoromagnola, Daniele Manca, ha subito nelle ore precedenti all’udienza, fissata per l’ora di pranzo di mercoledì 26. Una decisione che, al di là delle sfumature interpretative, sgombera il campo e consente ad Aci, Regione Lombardia e Sias di schiacciare il piede sull’acceleratore e puntare il volante in direzione Londra. Dove ancora, a distanza di due mesi, si attende che il rinnovo per il prossimo triennio di Formula 1 possa finalmente essere messo nero su bianco.

Non che, ufficialmente, le due parti attribuissero chissà che responsabilità all’udienza al Tar, nella lista di cause per la dilatazione dei tempi. Anche se, hanno lasciato intendere a denti stretti dall’Ac Bologna nei giorni scorsi, qualcuno Oltre Manica si deve pur essere chiesto dell’opportunità di firmare un contratto potenzialmente invalidabile.
Sì perché lo scenario più verosimile, in caso il ricorso fosse stato accolto, sarebbe stata l’introduzione del concetto di alternanza, tra Monza e Imola. Una posizione in passato non disdegnata dallo stesso Ecclestone, sul modello tedesco di ping pong tra Hockenheim e Nurburgring. Uno scenario caldeggiato proprio dal circuito Enzo e Dino Ferrari, affatto spaventato da un’eventuale diluizione degli investimenti a lungo raggio. Sulla convinzione che questo fosse uno scenario verosimile ai tempi in cui i Gp di Formula 1 portavano vantaggi economici.

«Monza tarda a firmare per mancanza di accordo sulle clausole contrattuali. Mentre Imola, a suo tempo, aveva rimandato il contratto firmato a Ecclestone, accettando in toto le condizioni». Questa la posizione emiliana, almeno sino a mercoledì mattina. Prima della clamorosa decisione di accogliere le richieste e mettere in freezer le proprie ragioni.

Passo indietro (e contropartita) - La retromarcia di Imola, sarebbe ingenuo pensare il contrario, è stata così innestata in cambio di una contropartita politico-sportiva ancora da definire. E il fatto che la vigilia dell’udienza sia stata vissuta su posizioni più caute e possibiliste, da ambo i lati, lascia comunque il segno: motivi giuridicamente validi, i ricorrenti probabilmente ne avevano. E se Monza deve insomma limare la distanza rimasta con Ecclestone, chi nel frattempo ne esce vincitore è Angelo Sticchi Damiani. Pronto a spendersi in prima persona per l’impegno economico in favore dell’autodromo brianzolo.

Non è un caso che il 10 e 11 settembre, due mesi prima del rinnovo delle cariche nazionali, non siano neanche state presentate altre candidature in contrapposizione al numero 1 uscente. Che, a questo punto, attende solo di vedersi confermate le percentuali da oltre 90% con cui la sua candidatura è stata ripresentata. A conferma di una posizione forte e di un elettorato d’Automobile club che si identifica con il suo presidente e con le scelte da lui prese sin qui. Come l’aver fatto deliberare la disponibilità economica in favore di Monza e come si accinge a fare per il passaggio di quote. Certo, l’annuncio in grande stile dello scorso settembre, con stretta di mano a Ecclestone annessa, aveva a più riprese fatto presumere a un’evoluzione più rapida del rinnovo. Eppure i passaggi burocratici con la valutazione delle quote di Sias e il passaggio di mano delle stesse ha richiesto una dilatazione dei tempi che si può giustificare solo nella natura pubblica degli enti coinvolti.

Tanto Aci quanto Regione Lombardia vogliono evitare qualunque rischio impegnando a vario titolo risorse il cui utilizzo potrebbe prestare il fianco ad altri ricorsi. Ora tocca a Monza dimostrare che nei fatti la formalizzazione del contratto «per la cui firma ci si recherà a Monza nei prossimi giorni», si disse durante il Gp, non era effettivamente legata all’esito del Tar. Né tantomeno alle voci di un possibile ridimensionamento del ruolo di Bernie Ecclestone all’interno del nuovo management americano della Formula 1.

Sul setaccio dei freni al lieto fine del rinnovo, su cui il trascorrere del tempo soffia come vento sul fuoco, restano insomma solo i tempi burocratici. A meno che, come sussurrano da Imola, non ci siano altri nodi da sciogliere.

Il comunicato - «Avendo preso atto della decisione da parte di FOM e FIA di procedere con la pubblicazione del calendario 2017, con l’inserimento del GP di Monza, riteniamo siano venute meno le condizioni per le quali avevamo candidato il circuito Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola a candidarsi come sede alternativa del GP d’Italia».

Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, ha commentato così attraverso un comunicato reso noto mercoledì sera: «Per sgombrare il tavolo da ogni polemica, ci preme comunicare che, a fronte delle nostre condivise richieste, stiamo discutendo con l’Autorità Sportiva Nazionale il riconoscimento di Imola quale sede protagonista di una serie di eventi internazionali alternativi. Tale apertura nei confronti di Imola, oltre che il riconoscimento dell’adeguatezza del nostro circuito, rappresenta un nuovo positivo percorso nei rapporti con ACI che auspichiamo possa generare soddisfazioni per entrambe le parti, nel rispetto della grande tradizione automobilistica italiana. Le monoposto rimangono comunque e sempre nel nostro DNA e ci auguriamo che tornino presto a sfrecciare lungo le rive del Santerno, pertanto rimaniamo a disposizione delle Autorità Sportive Nazionale ed Internazionale».

«Superate le grandi incomprensioni che hanno caratterizzato i rapporti esistenti tra ACI e Formula Imola, ritengo giusto che, come Autorità Sportiva Nazionale, ci si adoperi per riportare ad Imola importanti eventi motoristici internazionali - ha fatto eco il presidente Aci, Sticchi Damiani - Questo, naturalmente, come riconoscimento della lunga storia dell’impianto imolese, che per anni ha ospitato anche la massima formula dell’automobilismo internazionale».

FONTE di Stefano Arosio IL CITTADINO MB

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CIOCIARIA NEWS Impugna un coltello e si colpisce davanti a tutti: paura tra i passanti, poi i soccorsi

27 Ottobre 2016, 16:08pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CIOCIARIA NEWS  Impugna un coltello e si colpisce davanti a tutti: paura tra i passanti, poi i soccorsi
CIOCIARIA NEWS  Impugna un coltello e si colpisce davanti a tutti: paura tra i passanti, poi i soccorsi

INSERITO DA MORENA MOTTA Uomo tenta il suicidio in pieno centro. Attimi di terrore in via XX settembre a Sora alle ore 9.30 circa. L'uomo, di mezza età ed originario di San Donato Valcomino, ha impugnato un coltello di 20 cm e si è ferito agli arti superiori davanti ai passanti che increduli hanno assistito alla terribile scena avvisando i soccorsi arrivati immediatamente sul posto. Grande tensione a due passi dalla stazione ferroviaria che ha visto gli uomini della polizia locale e gli operatori sanitari raggiungere viale XX Settembre, molto trafficato il giovedì, giorno del mercato settimanale. L'uomo, che ha perso molto sangue per strada, è stato trasportato in ambulanza presso l'ospedale S.S. Trinità di Sora.

FONTE di Enrica Canale Parola CIOCIARIA OGGI

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, ruba elettricità alla vicina grazie a un buco nel muro

27 Ottobre 2016, 16:05pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, ruba elettricità alla vicina grazie a un buco nel muro
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, ruba elettricità alla vicina grazie a un buco nel muro

INSERITO DA MORENA MOTTA MODENA. Il furto di elettricità è un reato abbastanza raro e può essere punito più severamente del furto normale. Per questo desta scalpore la scoperta fatta dai carabinieri della Compagnia di Modena che hanno risolto il mistero delle bollette “salate” che arrivavano dall’inizio dell’anno a una pensionata: era il vicino di casa a succhiarle l’energia dopo aver fatto un piccolo buco nel muro e aver tirato i cavi dal contatore dell’anziana ignara.

I militari ora hanno denunciato un 59enne già agli arresti domiciliari, secondo quanto ordinato dal giudice, che sarebbe stato l’autore materiale dell’insolito furto.

Il caso riguarda un condominio in via Dell’Abate, dietro la stazione dei treni. Lì abitano la 81enne e il suo vicino, un italiano 59enne ai domiciliari.

In agosto la pensionata si è presentata alla caserma dei carabinieri tutta preoccupata, ha raccontato di sospettare di essere vittima di un truffatore e ha chiesto aiuto.

Ai militari ha mostrato le bollette dell’energia elettrica pagate da gennaio. La cifra era consistente e lei stessa ha sottolineato di non aver modo di fare consumi elettrici del genere. Anzi, è una di quelle pensionate morigerate e attentissime alle spese dei servizi e quindi era impossibile che fossero da addebitare a lei quelle cifre. Di qui i suoi sospetti ingenui sulle compagnie elettriche e addirittura telefoniche. Era chiaro che qualcosa di vero c’era perché tra le bollette precedenti e quelle mostrate ai carabinieri c’era una differenza di centinaia di euro.

È bastato un sopralluogo nel condominio della pensionata per capire cosa stava accadendo.

I carabinieri hanno infatti notato un buco vicino al contatore. Un cavo allacciato al contatore entrava nel buco e finiva in casa del vicino: era il 59enne agli arresti. Una volta aperto l’’appartamento, l’uomo ha fatto entrare i carabinieri che hanno verificato che quei cavi alimentavano la corrente elettrica dell’alloggio. Era evidente che si trattava di un furto di elettricità bello e buono. L’impianto abusivo è stato smontato ed è partita una denuncia.

Il furto di elettricità comporta il rischio di una denuncia civile da parte della società erogatrice del servizio (Hera per Enel), che chiederà anche il pagamento di ciò che è stato rubato nel tempo, attraverso un'analisi storica dei consumi. Oltre a questo come già detto, c'è

anche un processo penale per un “delitto contro il patrimonio” e per questo reato la pena prevista può avere una maggiorazione se si dimostra che si tratta di furto aggravato: l’autore rischia da uno a sei anni di carcere contro i tre anni massimi del furto normale.

FONTE di Carlo Gregori LA GAZZETTA DI MODENA

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Violenze al centro estetico, un 72enne tra gli stupratori

27 Ottobre 2016, 16:01pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Violenze al centro estetico, un 72enne tra gli stupratori

INSERITO DA MORENA MOTTA Spunta un nuovo indagato nell’inchiesta sulle violenze sessuali consumate in un centro massaggi di via Talamo a Cava de’ Tirreni. Uno degli uomini che si intravedono nel video della vergogna girato da Giuseppe Alfieri e dal branco di stupratori, è stato identificato e poi riconosciuto dalla giovane vittima 17enne. Si tratta di un 72enne della provincia salernitana, sottoposto nei giorni scorsi ad un confronto all’americana dietro allo specchio trasparente presso la caserma carabinieri di Cava. Il ragazzo lo ha riconosciuto tra tanti, senza alcuna esitazione. I militari dell’Arma, su impulso del sostituto procuratore Elena Guarino, lo hanno identificato attraverso un fermo immagine comparato poi con le fotografie di alcune carte d’identità in possesso di alcuni uffici anagrafe. E così lo hanno invitato ad andare in caserma. Qui, dopo il riconoscimento, gli è stato notificato un avviso di garanzia. Per lui il reato è lo stesso di quello riconosciuto dal gip Stefano Berni Canani la scorsa estate quando accolse la richiesta del pm e firmò i provvedimenti cautelari nei confronti di Alfieri, 51enne di Cava, gestore del centro massaggi e Simone Criscuolo, 49 anni, originario di Agerola ma residente a Vicenza. Ovvero: violenza sessuale, diffusione di materiale pedopornografico e limitazione della libertà personale. Gli inquirenti non si sono fermati e non lo faranno fino a quando non verranno individuati tutti i quattro componenti del gruppo che quel giorno ha terrorizzato il diciassette riprendendo in un filmato l’iniziazione del giovane alle pratiche omosessuali. Una sala buia, uomini mascherati e un cartello con la scritta «Benvenuto tra noi», e poi il ragazzino che viene legato sul lettino dai quattro i quali prima lo sottopongono ad un massaggio, poile mani dei massaggiatori diventano più audaci fino a spingersi nella violenza. Il ragazzino, bloccato, è costretto a subire abusi sessuali da loro che, a turno, ne approfittano intimandogli di stare fermo e in silenzio. Poi riprendono la scena minacciandolo di mettere tutto in rete se si fosse ribellato alla violenza.

FONTE di Petronilla Carillo IL MATTINO

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