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SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico

26 Gennaio 2016, 13:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico
SEZ.POLITICA Renzi, 700 milioni per le famiglie povere con minori a carico

INSERITO DA MORENA MOTTA Nella legge di stabilità abbiamo messo 600 mln più 100 milioni con le fondazioni bancarie e nel 2017-2018 diventeranno un miliardo. Nella legge delega la mia idea è di dare un tot per ogni famiglia con minori a carico in situazioni di povertà. Per la prima volta in 70 anni i soldi ci sono e per prima volta vanno ai minori sotto la soglia di povertà che sono circa un milione". E' la novità annunciata da Matteo Renzi, a Quinta Colonna, in vista della discussione sulla legge delega.

Renzi è intervenuto anche sul fronte delle banche e dei dissapori italiani con l'Ue.

"Chi è stato truffato - ha detto - sarà rimborsato fino all'ultimo centesimo. L'Anac farà l'arbitrato e se uno è stato fregato rivedrà i soldi. Poi c'è anche qualcuno che ha rischiato e ci sta anche che li perde i soldi. Noi abbiamo salvato 1 mln di conti correnti, i problemi li avevano fatti quelli di prima accettando regole europee non brillantissime".

La battaglia in Europa - "Nel modo più assoluto non sono isolato, non facciamo una battaglia di retroguardia ma quello che fanno tutti gli altri paesi: vogliono bene all'Europa ma non ci stanno a fare la parte dell'ultima ruota del carro". Così Matteo Renzi, a Quinta Colonna, sul rischio isolamento nella battaglia in Europa. "Non sono solo - ha aggiunto - sono con 50 mln di italiani, io so che tutta l'Italia dice sì all'Europa ma non ci sta a fare la parte di quella che paga ma non ha nulla indietro". "In Italia in passato ci sono stati politici che per far carriera hanno sempre detto sì all'Europa. Tutti gli altri paesi quando vanno a Bruxelles si compattano e tecnici, burocrati, politici lavorano per il paese, da noi in passato si faceva il ganzo difendendo più l'interesse degli altri paesi che dell'Italia". "Alla Germania - ha detto ancora - conviene un'Italia forte, non siamo ai mondiali, non è noi contro di loro ma bisogna vincere insieme. Noi accettiamo tutto ma non la figura di quelli che devono essere messi sotto tutela, non ci stiamo a fare la parte di quelli che devono fare i compiti. Le riforme le abbiamo fatte, io mi sono preso gli scioperi, gli insulti....".

FONTE ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ACCOLTELLATA A MORTE NEL CENTRO PROFUGHI: IL KILLER

26 Gennaio 2016, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ACCOLTELLATA A MORTE NEL CENTRO PROFUGHI: IL KILLER
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ACCOLTELLATA A MORTE NEL CENTRO PROFUGHI: IL KILLER

DI ANGELA CECERE MOLNDAL - Un'operatrice di un centro profughi è stata accoltellata brutalmente da un immigrato 15enne che viveva nella struttura. Tutto è accaduto nella cittadina svedese di Molndal dove la 22enne AlexandraMezher ha perso la vita in seguito ad alcune bravissime ferite da arma da taglio. Il ricovero in ospedale non è servito a nulla: è deceduta pochi minuti dopo. Il killer è stato immediatamente arrestato e accusato di omicidio volontario. Gli inquirenti stanno cercando di capire il motivo del folle gesto: "Era una persona che voleva fare del bene - commenta un amico della vittima - Era buona, questa è una cosa terribile. L'ha uccisa mentre stava lavorando.

26.01.2016 12.07

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE

26 Gennaio 2016, 11:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE
ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE
ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE


A CURA DI ANGELA CECERE Martedì, 26 Gennaio 2016
SS. TITO E TIMOTEO , S. PAOLA
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Settimana n. 04
Giorni dall'inizio dell'anno: 26/340

A Roma il sole sorge alle 07:28 e tramonta alle 17:17 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 07:51 e tramonta alle 17:19 (ora solare)
Luna: 8.36 (tram.) 19.58 (lev.)

Proverbio del giorno:
Occhio per occhio, dente per dente

Aforisma del giorno:
Oh che dolce e molle capezzale, e anche sano, è l'ignoranza e la mancanza di curiosità, per il riposo di una testa ben fatta. (M. de Montaigne)

11.57

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE

26 Gennaio 2016, 11:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE
SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Alta pressione, sole sulle Alpi e al Centro-Sud. Qualche nebbia o foschia densa in Pianura Padana. Piogge deboli su alta Toscana e Liguria, pioviggine occasionale su Alessandrino, Astigiano e Pavese.

NORD

Nebbia in Pianura Padana, occasionali piovaschi sul basso Piemonte. Pioggia debole sulla Liguria, soleggiamento prevalente altrove.

Temperature

In aumento

CENTRO e SARDEGNA

Pioggia sulla Toscana con debole foschia mattutina nell'entroterra; tempo buono altrove.

Temperature

In aumento.

SUD e SICILIA

Poco nuvoloso ovunque, occasionale pioviggine sulla Calabria Tirrenica.

Temperature

In aumento.

11.50

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE

26 Gennaio 2016, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE
SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 26.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE SS. Timoteo e Tito, vescovi (memoria)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,1-9.
Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.
Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,
curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.

11.47

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SEZ.ECONOMIA Cartelle fiscali con raccomandata? "Sono nulle"

26 Gennaio 2016, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ.ECONOMIA Cartelle fiscali con raccomandata? "Sono nulle"
SEZ.ECONOMIA Cartelle fiscali con raccomandata? "Sono nulle"

INSERITO DA MORENA MOTTA Sono nulle tutte le notifiche delle cartelle di pagamento inviate ai contribuenti tramite raccomandata con avviso di ricevimento (a.r.). A stabilirlo è una recente sentenza del Giudice di Pace di Taranto Martino Giacovelli.

Gli interventi della Cassazione degli ultimi anni, che avevano dato ragione al fisco, sancendo la legittimità di tale metodo di notifica, non sembrano quindi essere condivisi da tutti. Anzi, a dirla tutta - spiegano gli esperti del sito di informazione e consulenza legale 'La legge per tutti' - c'è una nutrita schiera di giudici di merito che la pensa diversamente.

Tra questi il Giudice di Pace di Taranto secondo cui l’invio della cartella di pagamento mediante raccomandata spedita direttamente dall'Agente per la riscossione (e non per il tramite dell’ufficiale giudiziario, dei messi comunali o degli agenti della polizia municipale, così come sembra imporre la legge) sarebbe nulla. Anzi, più che nulla, del tutto inesistente, tanto che il suddetto vizio non potrebbe essere sanato neanche dalla produzione, in causa, dell’ingiunzione di pagamento (produzione che, di norma, costituendo ammissione di ricezione dell’atto, comporta anche la sanatoria delle irregolarità, secondo il principio del "raggiungimento dello scopo della notifica").

FONTE ADNKRONOS

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SEZ RICETTE Tortiglioni con crema di zucca e funghi porcini

26 Gennaio 2016, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ RICETTE Tortiglioni con crema di zucca e funghi porcini
SEZ RICETTE Tortiglioni con crema di zucca e funghi porcini

A CURA DI MORENA MOTTA La pasta con crema di zucca e funghi porcini è un piatto in cui il sapore della zucca e quello dei funghi porcini si bilanciano perfettamente in un piatto cremoso, profumato e saporito.

Ingredienti per 2 persone:

– 200 gr. di pasta
– 250 gr. di zucca già pulita
– 2 spicchi d’aglio
– 100 gr. di funghi porcini (anche surgelati)
– prezzemolo tritato
– olio extravergine d’oliva
– sale

Preparazione:

Prendete la zucca, eliminate la buccia e i semi, quindi tagliatela a pezzetti. Mettetela a cuocere in padella con uno spicchio d’aglio a pezzetti e olio extravergine d’oliva.

Lasciatela cuocere aggiungendo un filo d’acqua (se necessario) fino a quando sarà morbida (occorreranno circa 15 minuti a fiamma media); regolate di sale.

Nel frattempo cuocere i funghi puliti e tagliati a pezzetti in padella con olio extravergine d’oliva, uno spicchio d’aglio intero, e un po’ di peperoncino; a fine cottura regolare di sale e aggiungere il prezzemolo tritato.

Rimettete la crema di zucca in padella e aggiungete i funghi (eliminando l’aglio) lasciandone una parte (in caldo) per la decorazione del piatto; cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e saltatela in padella con i funghi e la crema di zucca.

Impiattate aggiungendo i funghi caldi tenuti da parte e altro prezzemolo tritato.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO QUANDO LA MUSICA COMBATTE IL DISAGIO: L'ORCHESTRA DEI BAMBINI

26 Gennaio 2016, 08:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO QUANDO LA MUSICA COMBATTE IL DISAGIO: L'ORCHESTRA DEI BAMBINI
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO QUANDO LA MUSICA COMBATTE IL DISAGIO: L'ORCHESTRA DEI BAMBINI

INSERITO DA MORENA MOTTA Partirà entro il mese di febbraio anche a Lecce un laboratorio per l'accesso libero e gratuito dei bambini ai benefici della musica. Si allargherà così ulteriormente la rete che il progetto didattico sperimentale MusicaInGioco a partire dal 2010 ha sviluppato a macchia d'olio nella provincia di Bari con questo obiettivo ambizioso: usare la musica come strumento di stimolo dell'intelligenza, di educazione sociale e personale dei più piccoli, offrendo la precedenza alle situazioni di disagio socio-economico, disabilità, disturbi dell'apprendimento. In questa logica ad oggi la onlus MusicaInGioco, con la sua "didattica reticolare" ha raggiunto in tutta la Puglia circa 1.500 bambini tra i 7 e i 13 anni donando loro lezioni e strumenti e l'opportunità di far parte dell'Orchestra regionale infantile. Il progetto della onlus si ispira al sistema creato in Venezuela da Josè Antonio Abreu, musicista ed ex ministro della cultura che nell'arco di un trentennio e con sovvenzioni pubbliche ha organizzato una rete d'istruzione musicale con 450 mila ragazzi, il 90% dei quali appartenenti a famiglie disagiate. Anche il progetto MusicaInGioco è stato finanziato nell'ambito del programma pugliese Bollenti Spiriti per le politiche giovanili 2014-2015 e porta avanti le proprie attività gratuite anche grazie agli sponsor, alle donazioni e all'azione volontaria di chi crede in questa missione.

"Abbiamo cominciato nel 2010 ad Adelfia, comune dell'area metropolitana di Bari, segnalando il progetto ai servizi sociali e alle scuole - racconta Andrea Gargiulo, musicista, professore di formazione corale, direttore artistico della onlus -. Con questo approccio pedagogico si parte dal fare e dalle motivazioni per arrivare al creare, in una interazione continua con il bambino e con attività varie tutte rapportate al gioco". Dei circa 1.500 bambini che compongono l'orchestra regionale circa il 30% presenta disturbi dell'apprendimento tra cui dislessia, deficit di attenzione e iperattività, un altro 30% si trova in situazioni familiari di disagio socio-economico, il 10% invece presenta problematiche più complesse tra cui sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico. In ogni caso, la musica è per tutti, e porta benefici a chiunque. "Tutti i bambini, quelli che presentano difficoltà specifiche o che sono spinti dalla semplice passione per la musica, cominciano il laboratorio senza alcuna formazione musicale pregressa. Fin dal primo giorno viene consegnato loro uno strumento, scelto insieme a loro stessi in base alla propensione, alle caratteristiche fisiche, alle abilità di ciascuno - precisa Gargiulo -. Ogni lezione, una volta a settimana, è diversa dall'altra e gli stimoli arrivano da attività diverse tra cui percussioni, attività corale, improvvisazione creativa, giochi didattici". Ciascun partecipante al laboratorio riceve in dono lo strumento scelto, che sarà restituito solo nel caso che si abbandoni il percorso.

Oltre alla base formativa MusicaInGioco di Adelfia - che dà nome all'intero progetto e che ha lavorato in questi anni in territori tra cui Bitonto, Acquaviva, Enziteto, Bisceglie - docenti e nuclei che svolgono la stessa attività sono presenti anche presso l'Art Village di S. Severo, frutto della struttura socio-sanitaria dell'Asl di Foggia, e presso il Laboratorio Arte Musica Spettacolo di Matera. Ognuno di questi soggetti ha formato bambini che compongono ad oggi l'Orchestra regionale. Faranno parte dell'Orchestra anche i circa 25 bambini che potranno accedere al laboratorio di Lecce, promosso dalla base MusicaInGioco insieme alla Biblioteca interculturale del Salento, progetto nato nel 2015 dall'associazione Salento Crocevia. Sarà proprio la presenza di bambini di culture diverse il valore aggiunto di questo nucleo, grazie alla Biblioteca come punto di riferimento per l'incontro tra la comunità leccese e chi esprime altre culture. "Dovremmo poter contare sull'appoggio finanziario della Regione Puglia - sottolinea Antonella De Blasio, responsabile della Biblioteca - in ogni caso siamo in grado di garantire, come partenza, un minimo di dieci lezioni per un totale di 30 ore".

Qualcuno dei bambini che ha cominciato le lezioni ad Adelfia anni fa, adesso sta pensando di fare la professione del musicista, altri si stanno preparando ad essere tutor dei nuovi arrivati più piccoli. "Ai nostri bambini chiediamo quindici minuti di esercizio al giorno - aggiunge Gargiulo -. Chiediamo di seguire questa passione cercando di stimolare un impegno, personale e sociale".

FONTE di sm SUPERABILE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La mia disabilità non ha fermato la mia passione per la medicina

26 Gennaio 2016, 08:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La mia disabilità non ha fermato la mia passione per la medicina

INSERITO DA MORENA MOTTA Studiare medicina e, soprattutto, diventare un buon medico, sono una grande sfida e sogno di moltissimi giovani, che tuttavia solo una percentuale abbastanza esigua riesce a realizzare. Basti pensare che ogni anno solo 1 su 6 supera il test d’ingresso per l’accesso alla facoltà di medicina e, dopo la laurea, 1 su 2 avrà una borsa di studio che gli permetterà di specializzarsi.
Il percorso di studi di un medico, infatti, si articola su 6 anni di università (generalmente i primi 3 anni improntati sulla cosidetta “preclinica" e gli ultimi 3 dedicati alle vere e proprie “cliniche”,seguiti dall'esame di stato per ottenere l’abilitazione lungo 3 mesi, specializzazione dai 4 ai 6 anni.
E’ un percorso molto impegnativo che suppone alla base grande motivazione e passione. Questo lungo e tortuoso percorso è difficile per chiunque e, probabilmente, lo è ancora di più per un ragazzo disabile. Qui di seguito cercherò di spiegare, in base alla mia personale esperienza, quali sono le maggiori difficoltà e problemi che deve affrontare un giovane portatore di handicap che decida di diventare medico e come consiglio di fronteggiarli. Andiamo con ordine

TEST D’INGRESSO – Recentemente, sia il concorso per accedere alla facoltà di medicina, sia quello per entrare in specializzazione dopo la laurea sono diventati nazionali. Che cosa significa? Non si partecipa più per accedere solo ad una singola università, ma si può scegliere di concorrere contemporaneamente per più sedi con graduatoria unica in tutta Italia. Da un lato positivo dall’altro molto negativo, specie per chi ha oggettivi problemi ad andare a vivere lontano da casa: può essere pericoloso, in quanto si rischia di venire assegnati a sedi parecchio lontane rispetto al proprio domicilio. Certamente uno non è obbligato a concorrere per tutte le sedi, ma scegliendone solo poche al momento dell’iscrizione al concorso ha sicuramente molte meno probabilità di accedere rispetto a chi si candida per tutte le università. In più i concorsi non aiutano gli studenti disabili: infatti non sono previste agevolazioni per la scelta della sede per chi ha un’invalidità.


Facciamo un esempio pratico: supponendo che un disabile decida di tentare tutti i concorsi nazionali, potrà correre il rischio di non accedere a un ateneo per lui comodo, con poche barriere e magari ben collegato da casa sua. Rischia di venire assegnato ad una sede lontana da casa e magari poco accessibile; soluzioni? O tenta di adattarsi o è costretto a rinunciare.
E’ possibile anche iscriversi presso l’università dove si è stati assegnati e richiedere il trasferimento in un altro ateneo, ma bisogna tener conto che le regole di passaggio sono diverse da un’università ed università e, molto spesso, la domanda di trasferimento può essere fatta solo dopo un anno dall’iscrizione.

ANNI DELLA “PRECLINICA” - Sottotitolo: studio matto e disperatissimo. In questo non c’è differenza se si è sulla sedia a rotelle o meno. Bisogna studiare tutti i giorni e per parecchie ore. Oltre a questo ci potrebbero essere dai laboratori da frequentare, utili anche se non fondamentali per chi vorrà fare il clinico o il chirurgo, ma particolarmente interessanti per chi vorrà dedicarsi, per esempio, alla medicina di laboratorio, genetica o microbiologia dopo la laurea. Queste specializzazioni sono ritenute essere sbocchi ideali per chi ha una disabilità (ambiente il più delle volte tranquillo, orari di lavoro più leggeri, non necessari lunghi spostamenti da un luogo all’altro, richieste quasi solo testa e manualità fine): in realtà dipende molto da un laboratorio all’altro, in quanto spesso i banconi sono troppo alti e ravvicinati per far sì che una persona sulla sedia a rotelle possa arrivarci e passarci in mezzo. Sono quindi specializzazioni da tenere in considerazione se piacciono e non si amano troppo le corsie d’ospedale, ma bisogna sempre informarsi accuratamente su come sono strutturati i luoghi di lavoro e, se interessati a frequentarli, comunicare le proprie esigenze personali a chi di dovere.

TIROCINI CLINICI IN CORSIA - Qui arriviamo al tasto dolente. Premettiamo che molti dei tirocini, nella maggior parte di università, sono organizzati in maniera pessima (tutor che non sanno di essere tutor; medici ed infermieri di reparto troppo presi dalle loro attività, per i quali gli studenti sono invisibili e ingombrano solo i corridoi del reparto; caos in cui nessuno si prende la briga di spiegare a chi deve ancora imparare una professione). Spesso, purtroppo, si trasformano in un’inutile perdita di tempo. E diventa ancora più frustrante se sei disabile. I periodi che in reparto si trascorrono in piedi come delle belle statuine sono di lunghezza biblica, contando per esempio che i giri visita possono durare ore ed in sala operatoria solo il chirurgo che opera può sedersi. Se state pensando che medici ed infermieri, di fronte ad uno studente con evidente deficit motorio, siano portati naturalmente per via della loro professione ad aiutarlo (anche banalmente offrendogli una sedia su cui accomodarsi) … beh, state sbagliando. E’ uguale ed invisibile come i suoi altri colleghi. Anzi, spesso una grana in più perché con i suoi ausili ingombra maggiormente ed è più lento negli spostamenti. E nei casi in cui i tirocini siano in coppia con un altro studente normodotato ed il supervisore decida di affidare un compito a tali studenti (dal fare un fotocopia a effettuare un prelievo di sangue o raccogliere un’anamnesi), il più delle volte quello incaricato sarà il normodotato, indipendentemente dal fatto che questi sia meno e volenteroso di darsi da fare o preparato rispetto al disabile. Quest’ultima è un’evenienza alquanto sgradevole a cui, tuttavia, ho assistito più volte, determinata dal fatto che, probabilmente, chi ha un handicap viene visto come impacciato e più a rischio di combinare danni oppure si teme, per qualche vago senso di “pietà” pessimamente messo in atto, che affidare un compito anche banale ad un disabile equivalga a sfruttarlo e farlo stancare. Ovviamente per fortuna non è sempre così, non in tutti i reparti e teste di medici regna questo odioso pregiudizio e non tutti gli internati sono organizzati così male.
Quello che consiglio è, tutte le volte che si deve iniziare un tirocinio, specie se particolarmente lungo ed importante, di andare qualche giorno prima a parlare con il tutor responsabile, spiegando a chiare lettere la propria condizione, i limiti che impone e come si pensa di ovviarli. Credo inoltre che sarebbe da evitare, qualora offerto, di accettare turni molto più brevi o un eccessivo alleggerimento del carico delle mansioni rispetto a quanto normalmente richiesto, poiché ciò risulterebbe meno formativo e si rischierebbe, in qualche modo, di sovrastimare il proprio handicap. Trascorrere molte ore in ospedale è pesante per tutti e mette a dura prova la resistenza fisica e psicologica di chiunque. E’ importante quindi “allenarsi” poco alla volta e, per quanto possibile, cercare sopportare nonostante la fatica, che per questa professione è da ritenersi pressochè “fisiologica”.

DOPO LA LAUREA - Dopo la tanto sognata festa con la corona d’alloro in testa, è tempo di ricominciare tutto da capo. Innanzitutto la scelta della specialità: come già detto, se messi nelle condizioni adatte per lavorare, le specializzazioni di laboratorio sono uno sbocco ideale, così come la radiodiagnostica, l’anatomia patologica e le cliniche tendenzialmente più “tranquille”, (dermatologia ed ematologia, per esempio). Sconsiglierei, a meno che non si nutra un amore viscerale verso queste specializzazioni, le chirurgie, anestesia e rianimazione e medicina d’urgenza, in quanto, per forza di cose, è necessario eseguire manovre non sempre agevoli per chi ha restrizioni sul piano motorio. Per quanto riguarda le altre cliniche, dipende molto, oltre che da interessi ed aspirazioni personali, anche dal tipo disabilità che una persona possiede: ad esempio, è chiaro che chi ha un handicap che inficia molto l’uso degli arti superiori è meglio che si astenga dalle specialità in cui si praticano esami invasivi (come gastroenterologia, dove è necessario saper seguire gastroscopie e colonscopie). Come ho già scritto prima, bisogna saper riconoscere in maniera chiara ed oggettiva quali siano i propri limiti e capire quali procedure possano essere svolte, quali assolutamente no e quali richiedano qualche strategia compensatoria o ausilio. Potrebbe essere utile, ad esempio, una volta che si avrà il proprio ambulatorio, acquistare un letto da visita elettronico regolabile in altezza, in modo che chi ha difficoltà a sollevare le braccia o è seduto sulla sedia a rotelle riesca a visitare agevolmente il paziente.
Da prendere in considerazione, infine, anche la carriera come medico di famiglia, ma tenendo conto che i medici di base sono tenuti alle visite domiciliari qualora il paziente sia intrasportabile. E’ fondamentale, quindi, chiarire sempre e con tutti gli assistiti la propria difficoltà nel caso di abitazioni con barriere architettoniche e corretto oltre che professionale, in caso di pazienti che necessitino di frequenti visite a domicilio e vivano in case difficili da raggiungere, indirizzarli eventualmente a un altro collega.

In conclusione, anche se questo percorso è disseminato di ostacoli e difficoltà tali da scoraggiare anche la persona più motivata, se svolta con professionalità, buon senso e tanta pazienza, la professione del medico può essere davvero una delle più belle al mondo. Solo lavorando con serietà ed intelligenza e dimostrando una forte dedizione verso le proprie mansioni, si riuscirà a convincere della propria competenza i colleghi ed i pazienti più diffidenti di fronte ad un medico con disabilità. E fidatevi, ne vale veramente la pena.

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Jesi, professore sotto accusa "Ha picchiato un alunno disabile"

26 Gennaio 2016, 08:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Jesi, professore sotto accusa "Ha picchiato un alunno disabile"
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Jesi, professore sotto accusa "Ha picchiato un alunno disabile"

INSERITO DA MORENA MOTTA JESI - Un insegnante avrebbe sferrato un paio di schiaffi e un calcio a uno studente di 14 anni della prima classe, oltretutto affetto da problemi fisici, solo perchè l'alunno avrebbe pronunciato una banale frase interpretata dal prof come uno sfottò. L'increscioso episodio sarebbe successo lunedì, alla penultima ora, in una classe dell'Itis Marconi, istituto tecnico industriale fiore all'occhiello nell'insegnamento dell'elettronica, nell'elettrotecnica, dell'informatica e della meccanica.
Doveva essere un'ora buca per gli studenti, quel docente è stato mandato a sostituire la collega malata per non lasciare i ragazzi da soli, visto che mancava anche l'insegnante di sostegno. Appena entrato in aula, lo studente rivolto ai compagni avrebbe pronunciato una frase del tipo "ah ecco..." e poi il cognome del docente, quasi a sottolineare che quella mattina quel professore era toccato proprio a loro.
Un'esclamazione banale ma che nella sua semplicità avrebbe acceso una miccia facendo scattare le ire del prof. Il docente, che però non ha ancora avuto modo di dare la sua versione, ha forse interpretato male quell'espressione e scambiandola per uno sfottò nei suoi confronti o per una mancanza di rispetto, avrebbe perso le staffe tirando due schiaffi e un calcio al ragazzino, nonostante i suoi evidenti problemi fisici. Una reazione spropositata, di fronte a ventidue compagni. La cosa è arrivata alla coordinatrice di classe e sulla scrivania del dirigente scolastico Mario Crescimbeni, persona attenta ed estremamente scrupolosa. "Voglio vederci chiaro in questa storia - dichiara il preside amareggiato - sentirò personalmente il docente interessato, perché voglio capire cosa sia accaduto in classe quel lunedì mattina. Non sono mai stato uno che passa sopra alle cose, se ci sono delle responsabilità vanno assunte, specie da noi adulti. Solo con un quadro più chiaro potrò poi valutare come intervenire".
Ieri mattina è andato personalmente nella classe e ha voluto parlare con gli studenti. I ventidue ragazzi sono stati compatti nelle dichiarazioni: quel professore avrebbe perso le staffe alzando le mani sul loro compagno, solo per una battuta stupida. E' stata informata anche la famiglia dello studente. E adesso, l'iter dell'accertamento di eventuali responsabilità.

FONTE CORRIERE ADRIATICO

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