INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Buona parte della mia vita l'ho passata sui treni della Circumvesuviana. Ho cominciato ad utilizzarla quando avevo 10 anni salendo sul treno per frequentare la scuola media Gemelli di Sant'Agnello ed ho continuato ad usarla per oltre trenta anni. Quel treno ed i cambiamenti intercorsi hanno segnato la storia non solo della penisola sorrentina ma dell'intera provincia di Napoli. Ponti, viadotti e gallerie sono state opere d'ingegneria all'avanguardia. Le stesse stazioni, con annessa la casa del capostazione, una diversa dall'altra, hanno rappresentato vere opere di architettura. E ricordo ancora con stupore la ciclopica opera d'interramento della ferrovia che consentì di eliminare tutti i passaggi a livello da Torre del Greco a Napoli. E come non notare la realizzazione di piazze ed i parcheggi che prefiguravano un moderno sistema d'interscambio con il trasporto su gomma, rimasto per larga parte incompleto. Ho sempre pensato che dietro tutto questo ci fosse un genio. Purtroppo anche la Circumvesuviana ha subito la sorte che spesso capita alle avanguardie: è stata calpestata da opportunisti che non hanno saputo guardare al di lá del proprio naso o del proprio interesse personale. E così oggi giace nel degrado. Da più parti viene richiesto a gran voce di militarizzarla, dotarla cioè di adeguati presidi di polizia per evitare i pericoli che comporta la sua frequentazione. Trasformare tutto in una emergenza significa come al solito evitare di ricercare le cause dei problemi e invocare l’ordine pubblico è spesso l’ultima spiaggia di chi non ha idee, e non è in ogni caso una soluzione adeguata per evitare il degrado. Io credo che anche le cose abbiano un'anima e un destino: la Circumvesuviana è nata per proiettarci nel futuro ed ha ancora tanto da dare. Anzi per molti versi é la nostra principale speranza di un futuro sostenibile. Oggi Sorrento vive sui transfers, attività che a ben guardare, fra servizi di trasporto e parcheggi, fattura forse più dell'alberghiero. E per muovere le merci e la gente tutto cammina su gomma con costi economici e ambientali altissimi. Centinaia di mezzi al giorno arrivano da Napoli e vanno e vengono da Pompei. Possiamo permetterci di sopportare questi costi perché, vista la situazione internazionale ed il contesto che ci circonda, ci sono ben poche alternative a Sorrento. Ma prima o poi, per rimanere competitivi, dovremo preoccuparci di migliorare i servizi di collegamento, sia in termini di costo che di qualità, così come oggi gli imprenditori si preoccupano di migliorare le strutture ricettive. Alla metá del costo tutto potrebbe viaggiare in treno. E per quanto riguarda la qualità del sevizio non ci sono paragoni fra il trasporto su gomma ed il confort che può offrire il treno. E badate bene, non occorre riformare tutta la Circumvesuviana per immaginare di fare arrivare a Pompei i turisti in totale confort. Perché militarizzare tutta la linea e lasciarla nel degrado? Basterebbe fare come Italo, autorizzare cioé una Societá privata ad operare con treni propri sul percorso Sorrento-Pompei: un percorso di dieci minuti da fare sorseggiando Lacrima Cristhi freddo offerto dalla casa. Centinaia di bus cancellati con un semplice provvedimento amministrativo e senza spese per la collettività, traffico dimezzato, inquinamento e rumore ridotto. E in futuro si potrebbe fare lo stesso per i pulmann in ingresso, provenienti da tutto il mondo, creando un sicuro e confortevole punto di trasferimento gomma-treno all’uscita dell’autostrada a Moreggine, dove c’è già una stazione con 4\6 binari. E ancora, perché non far viaggiare le merci sui binari di notte, raccoglierle in un punto di trasferimento e distribuirle con piccoli automezzi elettrici sul territorio? Insieme a questo si deve anche promuovere il miglioramento del sevizio offerto ai pendolari, che a mio avviso deve essere gestito da una società pubblica con vision e mission diverse da quella privata, ma con gli stessi livelli di efficienza. Basta immaginare le cose perché queste avvengano o, per usare un’espressione in linea con il contesto, il binario è già tracciato. Certamente queste scelte creeranno altri problemi, ma i cambiamenti sono inevitabili ed è meglio governare i processi di cambiamento che subirli. La Circumvesuviana è lì che aspetta l’impegno di politici veri, capaci cioè d’immaginare il futuro, analizzare e rimuovere le cause del degrado e agire nell’interesse del proprio territorio e delle generazioni future, di veri imprenditori, gente cioè capace d’immaginare che non si vive solo di rendite di posizione. Ma aspetta anche tanti che come me hanno viaggiato sonnolenti nei suoi vagoni, verso il futuro, si risveglino, manifestando la loro solidarietà nei suoi confronti, invocandone una giusta valorizzazione.
Raffaele Attardi POSITANONEWS
I COMMENTI DA FACEBOOK
GARGIULO MICHELE
29/01/2015 alle ore 12:33
Cambiare si può!!! Le cose cambieranno quando noi ci riapproprieremo dei nostri territori, quando diventeremo cittadini e non faremo più i sudditi. Cambiare si può, ma lo dobbiamo fare noi...