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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA OLBIA Patto tra Meridiana e Alcoa: una vertenza chiave per l’isola

11 Novembre 2014, 11:58am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sotto la torre dell’aeroporto si incontrano gli operai e i lavoratori della compagnia. Pronti ad azioni congiunte per riportare l’attenzione generale sull’allarme occupazione

I lavoratori Alcoa hanno portato la...

OLBIA. Magliette rosse, tute blu. «I colori del Cagliari, la squadra della Sardegna, per la vertenza della Sardegna» sintetizza il pilota Andrea Mascia, guardando dall'alto del “suo” traliccio gli operai di Alcoa che arrivano all'aeroporto di Olbia, intorno alle 11, e incontrano i dipendenti di Meridiana a rischio licenziamento. Un mescolamento di cassaintegrati e disoccupati che - partendo da Olbia, passando per Sassari, Nuoro, Iglesias - arriverà presto a Cagliari per quella che vuole essere - parole di Mascia, da 27 giorni a 30 metri d'altezza, da due giorni senza l'amico e collega Alessandro Santocchini - «la più grande manifestazione per il lavoro, e contro i licenziamenti, della storia sarda». Poche ore dopo è arrivata la svolta. Almeno per Alcoa, il cui stabilimento di Portovesme - ormai fermo, 500 operai in cassa, altri 300 delle ditte esterne prima in cassa in deroga e ora in larga parte in mobilità - potrebbe essere acquisito da Glencore, multinazionale delle materie prime. A Olbia, sotto la regìa del pilota, sta nascendo un movimento trasversale, da nord a sud dell'isola, dai pilota d'aerei ai pastori ai minatori, intenzionato a portare a Cagliari, sotto il palazzo della Regione, i cahiers de doléances del mondo del lavoro. Un unico megafono per tante voci diverse, spesso sparpagliate, a volte dimenticate. Prima di ricevere l’abbraccio degli operai di Alcoa i dipendenti di Meridiana si immergono in un nuovo ruolo: fanno i giornalisti, Vanno a intervistare quelli (veri) di Cinquestelle, l’ex Teleregione di Olbia in crisi e i cui lavoratori, una ventina, da sei mesi non reicevono i soldi della cassaintegrazione. Una vertenza su cui le luci si accendono poco, pochissimo. Un po’ di calore umano, per quelli di Meridiana, alla vigilia della ripresa delle (freddissime) trattative sui tagli al personale: 1634 programmati su 2101 dipendenti in organico, di cui 813 in Sardegna. Oggi tocca all’hangar: 156 esuberi su 360. È un test per capire se l’azienda ha intenzione di ridurre i tagli e anche di ricorrere ad altri strumenti (i contratti di solidarietà) al posto dei licenziamenti.

di Guido Piga

LA NUOVA SARDEGNA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA BARI LA STORIA «Marò, mille giorni senza libertà»

11 Novembre 2014, 11:53am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

I fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La lettera di Paola Moschetti Latorre compagna del fuciliere Massimiliano Latorre Mille giorni senza mai perdere la speranza della libertà. La vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ormai dal febbraio 2012, ha segnato il vissuto dei due integerrimi fucilieri della marina militare italiana e soprattutto delle rispettive famiglie. In queste interminabili giornate di lontananza, nelle quali sono stati privati della gioia di godere dei propri affetti e di momenti preziosi di intimità familiare - perdendo i passaggi più belli e carichi di soddisfazione quando si hanno figli che crescono - sollievo costante e solidarietà preziosa sono giunti dal popolo tricolore schierato in prima linea nella campagna per la libertà dei due soldati italiani: quotidianamente, sul web, sui social network e in numerose manifestazioni di piazza, è stata possibile riscontrare la vicinanza di tanti italiani che condividono i nostri sentimenti. Sono italiani di tutte le latitudini e di tutti gli orientamenti culturali e politici; ci sono ovviamente tanti pugliesi e meridionali, uniti nel darci coraggio di fronte ad una vicenda che al momento non ha ancora trovato soluzione. I mille giorni di questa querelle internazionale hanno lasciato segni anche nei corpi dei protagonisti. Oltre le ferite negli animi, Massimiliano ha riportato un grave ictus a Nuova Delhi che sta curando nei mesi di permesso qui in Italia. Una ripresa lenta e difficoltosa resa ancora più penosa dalla consapevolezza di non poter più tornare ad essere quello di un tempo ma ancor di più dal pensiero di Salvatore ancora a Nuova Delhi. A legare i due fucilieri, oltre che il senso di appartenenza allo stesso corpo, c’è un intenso legame la cui peculiarità si può ricercare nella condivisione di momenti drammatici quali la detenzione durata oltre 100 giorni in un impervio carcere indiano tra mille difficoltà ed incertezze e le altrettanto drammatiche vicissitudini che hanno caratterizzato questi anni. Mille giorni sono trascorsi tra lacrime e dolore rinunce e speranza ma sempre con la medesima determinazione: accogliamo fiduciosi le parole del neoministro degli Esteri Paolo Gent i l o n i , e c o n s a p e v o l i dell’impegno costante della ministra Pinotti e di quanti lavorano alla risoluzione di questa triste vicenda affinché venga chiuso positivamente questo capitolo interminabile. Il contegno dei due leoni del San Marco in una storia dai risvolti così complessi è divenuto un modello di patriottismo e stile italiano: sarebbe stato facile perdere l’equilibrio e il controllo tra rinvii promesse e questioni giuridiche sempre più intricate, ma Massimiliano e Salvatore hanno tenuto fede agli impegni presi. Pur consapevoli di essere vittime di una ingiustizia, non hanno mai mollato. E per mille giorni hanno stretto i denti, in attesa della riconquista della libertà. Come fanno i veri italiani.

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

11 novembre 2014

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA FOGGIA LA SANITA’ E LE PROTESTE «La riorganizzazione dell’emergenza penalizza noi del Subappennino dauno»

11 Novembre 2014, 11:49am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA

Il sindaco di Troia guida la rivolta: 15 i presidi soppressi

 

TROIA – Sul piede di guerra il sindaco di Troia, centro del Subappennino Dauno, Leonardo Cavalieri. Si fanno sentire nei piccoli Comuni le conseguenze della riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza, deliberata dalla giunta regionale pugliese. A Troia non ci sarà più il servizio di automedica così come sono stati soppressi i punti di primo intervento. «Una scelta gravissima che mina un territorio orograficamente difficile e disagiato, il cui taglio di postazioni medicalizzate penalizzerà inevitabilmente una zona vasta e particolarmente a rischio della provincia di Foggia – sottolinea il sindaco. - L’assistenza è un servizio cui tutti hanno diritto, a maggior ragione se si tratta di servizi di emergenza in territori particolarmente disagiati».

 

IL «TAGLIO» OPERATO — Secondo il piano e quanto denunciato dal segretario nazionale della FIMMG Es -118 in provincia di Foggia il nuovo piano taglia 15 postazioni medicalizzate. Il primo cittadino di Troia ricorda che «facendo un calcolo anche solo approssimativo delle distanze dei centri del Subappennino dai Pronto Soccorso della provincia, considerando anche il prossimo declassamento della struttura sanitaria di Lucera, considerando inoltre il grave stato in cui versano le principali arterie dei Monti Dauni, la situazione è davvero particolarmente preoccupante. Non è giusto - conclude Cavalieri - che, ancora una volta, la provincia di Foggia paghi, in termini di assistenza e rischio per i propri cittadini, un prezzo più alto ed assolutamente insostenibile rispetto a quello delle altre province di Puglia».

IL CORRIERE DEL MEZZOGGIORNO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA FOGGIA LA SANITA’ E LE PROTESTE «La riorganizzazione dell’emergenza penalizza noi del Subappennino dauno»

11 Novembre 2014, 11:49am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA

Il sindaco di Troia guida la rivolta: 15 i presidi soppressi

 

TROIA – Sul piede di guerra il sindaco di Troia, centro del Subappennino Dauno, Leonardo Cavalieri. Si fanno sentire nei piccoli Comuni le conseguenze della riorganizzazione della rete dell’emergenza-urgenza, deliberata dalla giunta regionale pugliese. A Troia non ci sarà più il servizio di automedica così come sono stati soppressi i punti di primo intervento. «Una scelta gravissima che mina un territorio orograficamente difficile e disagiato, il cui taglio di postazioni medicalizzate penalizzerà inevitabilmente una zona vasta e particolarmente a rischio della provincia di Foggia – sottolinea il sindaco. - L’assistenza è un servizio cui tutti hanno diritto, a maggior ragione se si tratta di servizi di emergenza in territori particolarmente disagiati».

 

IL «TAGLIO» OPERATO — Secondo il piano e quanto denunciato dal segretario nazionale della FIMMG Es -118 in provincia di Foggia il nuovo piano taglia 15 postazioni medicalizzate. Il primo cittadino di Troia ricorda che «facendo un calcolo anche solo approssimativo delle distanze dei centri del Subappennino dai Pronto Soccorso della provincia, considerando anche il prossimo declassamento della struttura sanitaria di Lucera, considerando inoltre il grave stato in cui versano le principali arterie dei Monti Dauni, la situazione è davvero particolarmente preoccupante. Non è giusto - conclude Cavalieri - che, ancora una volta, la provincia di Foggia paghi, in termini di assistenza e rischio per i propri cittadini, un prezzo più alto ed assolutamente insostenibile rispetto a quello delle altre province di Puglia».

IL CORRIERE DEL MEZZOGGIORNO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA LECCE Aveva bomba in casa. In manette un 18enne

11 Novembre 2014, 11:40am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

Aveva una bomba nella sua casaBlitz a Lecce: preso un 18enne

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA LECCE - Aveva rubato un ciclomotore parcheggiato nei pressi di un istituto leccese, in tasca aveva droga e nella sua abitazione è stata trovata una bomba «ananas». E’ la storia di un ragazzo leccese di 18 anni, Sasha Vincenzo De Riccardis, arrestato dagli agenti delle Volanti della Questura di Lecce. E’ stato bloccato, con un amico di 20 anni, in sella ad un motociclo Beverly 500. Era senza patente ed ai poliziotti ha confessato di averlo rubato nei pressi dell’istituto scolastico «Marconi», in via Dalmazio Birago, nel rione San Pio di Lecce.

LA PERQUISIZIONE - Nelle tasche del giovane, dunque, gli agenti hanno trovato 5 grammi di marijuana. De Riccardis ha dichiarato che le dosi erano per uso personale ma i poliziotti hanno deciso di perquisire la sua abitazione a Lecce. Poi, grazie ad una chiave trovata in possesso del ragazzo, la polizia ha trovato in una cassetta delle lettere un involucro con altri 10 grammi di marijuana. Non è finita. Nella stanza da letto all’interno di una cassetta in polistirolo sotto la scrivania, i poliziotti hanno trovato un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga, tra cui coltelli e buste in cellophane. Sulla scrivania, infine, il sequestro più sorprendente. Trovata una bomba a mano, tipo «ananas», di nazionalità albanese. Era senza innesco e, quindi, inoffensiva. De Riccardis, dunque, è stato arrestato per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, furto aggravato, guida senza patente e possesso di munizioni da guerra.

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO


Il questore MaiorLECCE - Aveva rubato un ciclomotore parcheggiato nei pressi di un istituto leccese, in tasca aveva droga e nella sua abitazione è stata trovata una bomba «ananas». E’ la storia di un ragazzo leccese di 18 anni, Sasha Vincenzo De Riccardis, arrestato dagli agenti delle Volanti della Questura di Lecce. E’ stato bloccato, con un amico di 20 anni, in sella ad un motociclo Beverly 500. Era senza patente ed ai poliziotti ha confessato di averlo rubato nei pressi dell’istituto scolastico «Marconi», in via Dalmazio Birago, nel rione San Pio di Lecce.LA PERQUISIZIONE - Nelle tasche del giovane, dunque, gli agenti hanno trovato 5 grammi di marijuana. De Riccardis ha dichiarato che le dosi erano per uso personale ma i poliziotti hanno deciso di perquisire la sua abitazione a Lecce. Poi, grazie ad una chiave trovata in possesso del ragazzo, la polizia ha trovato in una cassetta delle lettere un involucro con altri 10 grammi di marijuana. Non è finita. Nella stanza da letto all’interno di una cassetta in polistirolo sotto la scrivania, i poliziotti hanno trovato un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga, tra cui coltelli e buste in cellophane. Sulla scrivania, infine, il sequestro più sorprendente. Trovata una bomba a mano, tipo «ananas», di nazionalità albanese. Era senza innesco e, quindi, inoffen

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA PALERMO Perseguitava la sua ex, arrestato 41enne

11 Novembre 2014, 11:35am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Polizia-300x208

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Era già stato denunciato dalla vittima, che aveva richiesto l’emissione di un «ammonimento» PALERMO - Gli agenti del Commissariato Mondello hanno arrestato un palermitano di 41 anni per atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura. L’uomo avrebbe iniziato a perseguitare la donna alla morte dell’ex suocero, con continue telefonate al cellulare ed all’utenza domestica, appostamenti sotto casa e, persino sulla battigia nel periodo estivo, a Mondello, e pedinamenti durante il tempo libero ed appena uscita dal luogo di lavoro. Già in precedenza lo stalker era stato denunciato dalla vittima, che aveva richiesto l’emissione di un formale provvedimento di “ammonimento” da parte del Questore. Il provvedimento, disposto nei suoi confronti tre anni fa, aveva allentato la presa dell’uomo sulla sfera privata della donna ma, trascorsi alcuni mesi, il palermitano è tornato alla carica. Così è stato eseguito l’arresto.

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO  

11 novembre 2014

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA MESSINA Lite sala parto e lesioni al neonato: medici e ostetrica finiscono a giudizio

11 Novembre 2014, 11:30am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA I sanitari di Messina alla sbarra per lesione colpose e omissione, alla partoriente fu asportato l’utero e il bimbo nacque con lesioni cerebrali

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MESSINA - Il Gup di Messina ha rinviato a giudizio, per lesione colpose e omissione d’atti d’ufficio, il ginecologo Vincenzo Benedetto,l’assegnista di ricerca Antonio De Vivo e l’ostetrica Franca Grisafi, nell’ambito dell’inchiesta relativa alla lite tra medici al Policlinico del 28 agosto 2010. I tre erano già andati a giudizio con citazione diretta, ma alla prima udienza il difensore della Grisafi aveva sostenuto che per il tipo di reati contestati sarebbe stato necessario il vaglio preliminare, non preso in considerazione con la citazione diretta. Il giudice ha rinviato quindi il procedimento al Gup che oggi ritenendo gli elementi dell’accusa validi ha rinviato a giudizio gli imputati. Secondo quanto denunciato dai familiari di Laura Salpietro, che era in attesa di partorire, tra i due medici scoppiò una lite che fece ritardare l’intervento provocando danni alla puerpera alla quale fu asportato l’utero e al piccolo nato con lesioni cerebrali

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. Minacce con il cacciavite per rubargli l'auto: arrestato dai Carabinieri

11 Novembre 2014, 11:27am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Luci d’artista attrattori di visitatori ma anche di delinquenti. E proprio nel primo week end di luci e colori si verifica, al Carmine, un episodio che rischia di accendere il campanello d’allarme sulla sicurezza in città. Per fortuna, tutto si è concluso positivamente con l’arresto, da parte dei carabinieri, di un uomo che ha tentato prima di rubare un’auto e poi ha anche minacciato con un cacciavite il proprietario della vettura che lo aveva colto sul fatto. Il ladro, e questa è la curiosità, era arrivato da fuori città, da Pagani per l’esattezza, così come tanti altri visitatori dell’evento «luci». E il suo arresto è avvenuto non senza clamore, al termine di una rocambolesca caccia a guardia e ladri con alcune patttuglie dei carabinieri che hanno inseguito il 57enne e stanato il malvivente rincorrendolo a piedi e in auto per alcune strade secondarie del quartiere. Ma ricostruiamo con esattezza quanto accaduto. È l’una di notte quando un giovane salernitano, dopo aver trascorso la serata al centro tra le luci d’artista e qualche baretto, sale verso il Carmine dove aveva parcheggiato la propria auto, una Fiat 500. Il giovane uomo non aveva trovato posto al centro e, come tanti altri, aveva preferito fare qualche passo a piedi, fermando la vettura in una zona periferica. Quando il ragazzo è giunto nei pressi della sua vettura, ha però visto una persona che maneggiava vicino alla serratura nel tentativo di aprire lo sportello e infilarsi dentro. Così ha chiesto aiuto ai carabinieri. Evidentemente, però, il ladro paganese si è accorto della sua presenza e tra i due è nata una discussione terminata con una minaccia fatta dal ladro al giovane. Il paganese, per essere convincente e indurlo a farlo scappare, lo ha difatti minacciato con il cacciavite.

DI PETRONILLA CARILLO IL MATTINO.IT

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cane torturato e ucciso, la macabra scoperta sui monti di Nocera

11 Novembre 2014, 11:22am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un cane di grossa taglia è stato torturato, ucciso e poi, avvolto in una coperta, lanciato in un dirupo al di sotto di un tornante della strada che da Nocera Inferiore conduce al santuario di Santa Maria dei Miracoli sul monte Albino. A trovarlo è stata una guardia ambientale di Angri che stava effettuando un’escursione. Ha intravisto nella sterpaglia la sagoma dell’animale attorniata da diversi insetti ed è sceso tra i rovi facendo la macabra scoperta. Le cavità orbitali erano bruciate, probabilmente era stato usato un punteruolo infuocato con cui erano stati cavati gli occhi. Sul corpo del povero animale altri segni di violenza. Presentava anche gli arti rotti probabilmente a causa della caduta. La morte risalirebbe ad alcuni giorni fa. L’animale è stato seppellito.

di Nello Ferrigno IL MATTINO.IT

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CILENTO NEWS Teggiano, bimbo di 4 anni perde un dito per un incidente domestico

11 Novembre 2014, 11:17am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA TEGGIANO - Un bambino di quattro anni, di Teggiano, ha perso un dito dopo aver messo le mani in un elettrodomestico in azione in un momento di distrazione dei genitori. Una volta accortosi di quanto accaduto hanno portato il piccolo all'ospedale di Polla.

E' stato poi effettuato il trasferimento all'ospedale di Napoli. Qui il bimbo è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l'amputazione di parte di un dito. L'intervento è perfettamente riuscito e il piccolo potrà tornare presto a casa.

PASQUALE SORRENTINO IL MATTINO

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