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CILENTO NEWS Castellabate. Travolto dall’auto, il pirata è il vicesindaco: identificata dalle telecamere

21 Novembre 2014, 15:29pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Salerno. Dai fasti cinematografici alla tragedia. Castellabate, il comune cilentano famoso per il film “Benvenuti al Sud” continua a far parlare di se. Questa volta non attraverso le storie divertenti della coppia Siani-Bisio ma di quelle drammatiche degli stessi abitanti del luogo. Unico comun denominatore la semplicità e il grande cuore di alcuni dei protagonisti: come la moglie e il figlio di Giuseppe Spinelli, il pensionato di 88 anni investito ed ucciso da due auto martedì pomeriggio sulla ex Statale 267, che a distanza di quarantott’ore dalle tragedia non urlano vendetta ma chiedono soltanto «giustizia giusta e verità», fa sapere il loro legale di fiducia, l’avvocato Antonio Mondelli. «Avendo considerazione - aggiunge il legale - per il dolore che in questo momento provano, come loro, anche altre persone». Una tragedia nella tragedia: ad investire per la seconda volta l’anziano, sbalzato in aria da una prima vettura, è stata il vicesindaco di Castellabate, Luisa Maiuri, la cui auto, andata via senza prestare soccorso, è stata identificata proprio attraverso le telecamere di sicurezza posizionate su quella strada, conosciuta come la «via del mare», dalla stessa amministrazione della quale fa parte. Sono stati poi i carabinieri della stazione di Santa Maria di Castellabate a identificarla e bussare alla porta della sua abitazione per condurla in caserma e interrogarla sull’accaduto. Sono le 18 di martedì quando si consuma la tragedia. Spinelli era stato al bar con alcuni amici quando decide di rientrare a casa, in località San Pietro. Quel tratto di strada non è molto illuminato ma le strisce a terra indicano il divieto di sorpasso. Il pensionato ha appena attraversato metà della strada quando viene investito da un’Audi5 guidata da Luca Ippolito, direttore della filiale Bcc di Castellabate. L’uomo, originario anche lui della zona, stava rincasando a Vallo della Lucania dopo il lavoro. Subito dopo l’impatto violento Ippolito corre da Spinelli e allerta i soccorsi. Quando arrivano i medici dell’Humanitas e i carabinieri, trovano il direttore di banca sotto choc. È lui a raccontare l’accaduto, a dire che dopo aver investito l’anziano ha visto un’altra auto, una Giulietta Alfa Romeo, passare sopra al corpo dell’uomo. Le sue dichiarazioni trovano conferma nelle riprese delle telecamere di sicurezza e poi anche nelle dichiarazioni della stessa conducente di quell’auto, il vicesindaco Maiuri. La donna, che percorreva la stessa strada in direzione opposta a quella di Ippolito, ovvero da Agropoli a Santa Maria di Castellabate, ha da subito dichiarato ai carabinieri di non essersi accorta di aver investito una persona. Ha raccontato di aver capito cosa era accaduto soltanto quando, rientrata a casa, le hanno raccontato della tragedia: così ha avuto soltanto il tempo di chiamare il marito per farsi accompagnare in caserma che i carabinieri hanno bussato alla porta della sua abitazione. «La mia assistita - ha spiegato ieri l’avvocato Attilio Tajani - non si è accorta di quanto accaduto, altrimenti si sarebbe fermata. Ha pensato di aver colpito un oggetto inanimato». Su quanto accaduto martedì pomeriggio sulla ex Statale 267 indaga ora la procura di Vallo della Lucania che, per il momento ha iscritto la Maiuri e Ippolito nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in omicidio colposo con l’aggravante, per la sola vicesindaco, di omissione di soccorso. Subito dopo la tragedia, dopo l’arrivo del magistrato di turno, il procuratore aggiunto Alfredo Greco e il medico legale Francesco Lombardo, il corpo senza vita di Giuseppe Spinelli è stato trasferito presso l’obitorio dell’ospedale vallese San Luca. A disposizione del magistrato il quale, ieri mattina, dopo un primo esame esterno della salma, ha disposto anche l’autopsia fissando l’esame per domani mattina. Esame al quale parteciperà anche un perito della famiglia Spinelli, il medico legale Gerardo Sodano. È necessario infatti stabilire una cosa molto importante: capire se Spinelli sia morto sul colpo dopo il primo impatto oppure se a causargli la morte sia stato il secondo investimento. Intanto il sindaco di Castellabate, Costabile Spinelli, pur dichiarando la propria vicinanza al suo vicesindaco, sottolinea che bisogna pensare alla famiglia della vittima. «Oggi è il giorno degli sciacalli - ha commentato – invece dovremmo piangere la persona che è morta. Maiuri? Chi la conosce sa che è una persona di specchiata moralità». Solidarietà alla famiglia della vittima ed al vicesindaco è stata espressa anche dal deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli. Cordoglio ai familiari di Spinelli, invece, da parte dell’associazione italiana Familiari e Vittime della Strada.

IL MATTINO

21.11.2014.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Crisi epilettica, bimbo nigeriano di due anni rischia la vita

21 Novembre 2014, 15:15pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20141121_ambulanza.jpg

10686722 10205169168052467 5899707854002065582 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Paestum. Un bimbo nigeriano di due anni ha rischiato di morire colpito da crisi epilettica che ha provocato una gravissima insufficienza respiratoria. E' successo questa mattina a Capaccio. Il bimbo, giunto in provincia con i genitori a bordo di una delle navi approdate nei mesi scorsi al porto di Salerno, si trovava ospite presso il Villaggio El Pueblo. Immediatamente soccorso dai genitori e dalle persone presenti, che hanno allertato la centrale operativa del 118 di Vallo della Lucania. Sul posto, in pochissimi minuti, è arrivata l'ambulanza rianimativa dell'Humanitas di Santa Venere, che ha prestato i primi soccorsi al bimbo. Provvidenziale l'intervento dei soccorritori dell'Humanitas che in attesa dell'arrivo dell'elisoccorso hanno iniziato la rianimazione cardio-polmonare e che successivamente lo hanno trasferito a Linora dove lo attendeva l'eliambulanza che lo ha trafserito all'ospedale Santo Bono di Napoli. Tuttavia non è ancora fuori pericolo.

IL MATTINO 

21.11.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LONDRA PICCHIANO A MORTE IL FIGLIOLETTO DI DUE ANNI E GLI SPACCANO L'INTESTINO A METÀ

21 Novembre 2014, 15:04pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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LONDRA - Picchiano il figlio di 2 anni e lo uccidono spaccandogli in due l'intestino. Danielle Cassin, 27 anni, e Mark Piper, 31 anni, sono sotto processo con l'accusa di omicidio nei confronti del loro bambino. La violenza con cui i genitori si sono accaniti sul piccolo Levi Blu Cassin sconvolse i medici che vedendo le lesioni interne catastrofiche le paragonarono a quelle di un investimento. Il piccolo sembrava fosse stato investito da un'auto o fosse caduto dal terzo piano di un palazzo, invece si era trattato solo di percosse. Ad avvertire i soccorsi, che non hanno potuto fare nulla per il piccolo Levi, è stata la madre stessa, preoccupata perchè il bambino non riusciva più a respirare. Entrambi i genitori non hanno mai raccontato cosa sia accaduto durante la sera della morte del bambino, ma quello che sembra certo è che Levi sia morto a causa delle gravi lesioni interne e le uniche persone presenti con lui fossero proprio i genitori.

LEGGO.IT

21.11.2014.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Uccise l'ex fidanzata, pm chiede condanna a 30 anni

21 Novembre 2014, 14:54pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Soffocò la donna, omicidio in paese del Medio Campidano CAGLIARI,  - Il pm ha chiesto 30 anni di carcere per Giuseppe Pintus, di 37, di Villacidro (Medio Campidano), accusato di aver ucciso, soffocandola, l'ex fidanzata, Marta Deligia, di 27, il 23 settembre dello scorso anno. Il sostituto procuratore Danilo Tronci davanti al Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, ha ricordato, fra l'altro, che Pintus non riusciva ad accettare la fine della relazione. La perseguitava con telefonate e messaggi. I familiari della vittima si sono costituti parte civile.

ANSA

21.11.2014.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Obama regolarizza 5 milioni di immigrati irregolari: “Ma non è amnistia di massa”

21 Novembre 2014, 13:06pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Obama regolarizza 5 milioni di immigrati irregolari: “Ma non è amnistia di massa”

10704156_539422756204599_8400415700225263454_n.jpgINSERITO DA ROSARIA ROMANO Ma perché non si pensa Prima agli Italiani??? Proprio non capisco...Gli Italiani muoiono di fame e gli "stranieri" guadagnano in Italia per poi portare i nostri soldi ai loro paesi e diventare ricchi!!!."Si tratta di responsabilità e di misure di buon senso", ha detto il presidente degli Stati Uniti presentando il decreto che "salva" i migranti clandestini dai rimpatri forzati, garantendo loro un permesso di soggiorno e di lavoro. Siamo sempre stati e saremo sempre un Paese di immigrati. Anche noi siamo stati stranieri una volta, e ciò che ci rende americani è la nostra adesione a un’ideale comune, quello che tutti siamo creati uguali”. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, parlando in diretta tv dalla East Room, presenta agli americani il decreto che di fatto regolarizza 5 milioni di immigrati illegali, proteggendoli dai rimpatri forzati e garantendo loro un permesso di soggiorno e di lavoro. Ma chiarisce: “Non è un’amnistia di massa. Si tratta di responsabilità e di misure di buon senso”. Nel dettaglio, i 5 milioni di immigrati clandestini ai quali è rivolto il piano Obama scamperanno alla cosiddetta ‘deportation’,

il rimpatrio forzato nei Paesi di origine. Gli irregolari che vivono da più di cinque anni negli Stati Uniti, o hanno un figlio nato negli Usa o che è titolare di un permesso di soggiorno permanente, potranno ottenere un permesso di lavoro di tre anni. Sempre che non si siano macchiati di reati. E in questo caso ad essere colpiti saranno i singoli individui, e non le famiglie. Mentre fuori dalla Casa Bianca molti immigrati si sono riuniti per festeggiare, il presidente degli Stati Uniti illustra nel dettaglio la riforma dell’immigrazione più significativa degli ultimi 30 anni, e difende con forza la sua decisione di fare ricorso ai suoi poteri esecutivi. E se i repubblicani lo accusano di abuso di potere, lui replica con forza: “Le misure che sto prendendo non sono solo legali, ma sono le singole azioni che ogni singolo presidente repubblicano e ogni singolo presidente democratico hanno preso nell’ultimo mezzo secolo”. La prerogativa dei decreti non è dunque un’esclusiva della presidenza Obama. “E per i membri del Congresso che mettono in dubbio la mia autorità di rendere il nostro sistema dell’immigrazione migliore – aggiunge – ho una risposta. Varate voi una legge“. Una sfida lanciata a una destra che da gennaio avrà il controllo di entrambe le camere del Congresso, e dunque i numeri per fare una riforma che l’America attende da troppo tempo. E l’attende soprattutto la comunità ispanica, che nel 2008 e nel 2012 ha votato in massa per Barack Obama, in nome di quella promessa che il presidente ha sempre giurato di voler mantenere, Congresso o non Congresso. “Ora il sistema dell’immigrazione sarà più sicuro, più giusto e più equo”, assicura il presidente. “Un’amnistia di massa non sarebbe giusta – spiega Obama – ma anche una ‘deportazione’ di massa sarebbe impossibile e contraria al nostro spirito”. “Bisogna uscire dall’ipocrisia – aggiunge – perché l’amnistia è quella che abbiamo oggi, dove milioni di persone che vivono qui non pagano tasse e non rispettano le regole”. Il presidente – rispondendo poi a chi lo accusa di fomentare una nuova ondata di immigrati e di mettere a rischio la sicurezza nazionale – replica sottolineando come saranno rafforzati i controlli alle frontiere, aumentano le chance di cattura di coloro che cercheranno di entrare clandestinamente negli Stati Uniti. Chi sarà colto in flagrante sarà rispedito immediatamente a casa. La riforma prevede poi il rimpatrio forzato di tutti coloro che minacciano la sicurezza nazionale e sono sospettati di terrorismo. Ma anche criminali e componenti di gang saranno in cima alla lista delle persone da espellere dal Paese. “Chi avrà i requisiti per soddisfare i criteri del decreto – spiega Obama – potrà uscire dall’ombra e vivere alla luce del sole in base alla legge. Chi è un criminale sarà deportato. Per chi cercherà di entrare illegalmente negli Stati Uniti, ci saranno maggiori possibilità di essere catturato e rimandato a casa”. L’amministrazione federale comincerà ad accettare le richieste di regolarizzazione già dalla prossima primavera.

IL FATTO QUOTIDIANO

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TOSCANA NEWS FIRENZE Anziano e badante rapinati in casa

21 Novembre 2014, 13:03pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Nel Fiorentino: minacciati con coltello, portati via gioielli FIRENZE,  - Rapina in un'abitazione la notte scorsa a Sagginale, nel comune di Borgo San Lorenzo, dove vivono un uomo di 83 anni e la badante. Tre i malviventi entrati in azione intorno alle 3,30: sono riusciti a entrare da una finestra raggiunta con una scala. I banditi hanno minacciato anziano e badante con un coltello e poi sono fuggiti portando via monili in oro per un valore di circa 3mila euro. Indagano i carabinieri.

ANSA

21.11.2014.

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SEZ. SICILIA NEWS PALERMO Marijuana coltivata in ex convento

21 Novembre 2014, 12:53pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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In via Nicolò Gervasi a Palermo scoperto deposito spaccio PALERMO,  I carabinieri hanno scoperto a Palermo una piantagione di marijuana in un ex convento della Curia abitato da mesi da un gruppo di senza casa. Le 25 piante erano coltivate dentro una grande stanza in via Nicolò Gervasi. Sono stati sequestrati anche 9 confezioni di marijuana per un peso di circa 150 grammi, un panetto di hashish di circa 45 grammi ed 15 gr di cocaina.

ANSA

21.11.2014.

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PUGLIA E CALABRIA NEWS TARANTO Sarah: conferma carcere Sabrina e Cosima

21 Novembre 2014, 12:46pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Zio Michele non sarà ascoltato nuovam- TARANTO,  Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano resteranno in carcere per tutto il processo di appello per l'omicidio di Sarah Scazzi. La Corte di assise di appello di Taranto, dinanzi alla quale si sta celebrando il processo di secondo grado, ha disposto la sospensione dei termini di custodia cautelare in carcere per le due imputate, condannate all'ergastolo, e confermato l'obbligo di dimora per Michele Misseri. La corte ha anche deciso che Misseri non sarà nuovamente ascoltato in aula. ente in aula.

ANSA

21.11.2014.

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CAMPANIA NEWS . Addio alla polizia a cavallo, rabbia a Capodimonte: «Sicurezza a rischio»

21 Novembre 2014, 12:35pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Napoli. Addio alla polizia a cavallo, rabbia a Capodimonte: «Sicurezza a rischio»Dopo cinquantatre anni sarà costretto a traslocare nella capitale come conseguenza dei tagli previsti dal Governo, a scapito dei frequentatori del più grande polmone verde della città. È il reparto a cavallo della polizia di Stato che ha sede nel Bosco di Capodimonte e che da oggi potrebbe scomparire per sempre. Sul piede di guerra i residenti, che hanno avviato una raccolta firme per scongiurare la chiusura del reparto ed hanno creato addirittura una pagina Facebook. Una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno per gli abitanti di Capodimonte e non solo, dato che al Bosco affluiscono ogni giorno migliaia di visitatori napoletani e stranieri. Un parco che, negli ultimi anni, è diventato teatro di diversi episodi di criminalità, nei quali sono intervenuti i poliziotti a cavallo. Il reparto che ha sede nell'antico edificio degli Acquaviva di Carmignano, fu operativo dal 1961 fino al 1974, quando venne soppresso per motivi logistici e poi riaperto nel 1987 allo scopo di prevenire e reprimere i reati e vigilare sulle opere monumentali. «Il rischio – dice Giuseppe Barbato, consigliere municipale che ha redatto insieme ad Anna Ferrara, delegata comunale antiracket, un documento inviato a Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero degli Interni, Polizia di Stato, Prefettura, Questura, sindaco e presidente della Municipalità – è che con la scomparsa di questo presidio di legalità il bosco torni ad essere terra di nessuno. Da cittadino, rappresentante delle istituzioni e delle forze dell’ordine dico no al trasferimento. Questo reparto si è rivelato una fondamentale garanzia di sicurezza nel parco, prevenendo e contrastando negli anni numerosi reati, come lotte fra cani, incendi, riti satanici, spaccio, sversamento illegale di rifiuti, molestie e pedofilia»

IL MATTINO

21.11.2014.

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NEWS ITALIA DAL E MONDO Mamma affoga i 3 figli piccoli e poi si suicida: sui corpicini la scritta «I love you»

21 Novembre 2014, 12:26pm

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Una madre non abbandona mai i suoi bambini». C'era scritto questo nella lettera d'addio che Fiona Anderson, 23 anni, ha lasciato dopo aver ucciso uno ad uno tutti e tre i suoi figli: il più piccolo, Kyden, aveva solo 11 mesi, i suoi fratelli più grandi Addy e Levina rispettivamente 2 e 3 anni. Una storia agghiacciante quella avvenuta a Lowestoft, sud-ovest dell'Inghilterra: Fiona, che in grembo portava un'altra bambina, ha affogato i suoi tre figli mentre faceva loro il consueto bagnetto serale. Nessuna percossa, nessun litigio, la 23enne li ha uccisi a sangue freddo, uno dopo l'altro. Poi li ha messi in pigiama e infilati nel lettone, tutti e tre insieme, come se stessero dormendo, ed è uscita per andare a togliersi la vita in un parcheggio multipiano lì vicino. Uno scenario da film dell'orrore quello che la polizia si è trovata davanti entrando nella casa di Lowestoft poche ore dopo. I muri erano imbrattati di scritte lasciate dalla madre nel suo delirio: «Li ho messi a letto con i loro orsacchiotti, stanno dormendo tutti insieme, sembrano così tranquilli». I corpi di Levina, Addy e Kiden erano nel suo letto, con le coperte rimboccate e tracce di rossetto in fronte: Fiona aveva dato loro il bacio della buonanotte. Sui corpicini senza vita un cuore disegnato e la scritta «I love you». L'estremo saluto della madre, il cui cadavere è stato poi trovato nel parcheggio. Addosso si era scritta i nomi dei suoi figli più uno: Eve, la bimba che portava in grembo.Il raptus, secondo gli inquirenti, sarebbe stato provocato dall'incapacità di affrontare una situazione difficile: la donna aveva da poco discusso con l'ex compagno, «colpevole» di avere una nuova relazione, mentre lei era sola. Erano volate anche delle percosse, ma lui non aveva denunciato nulla alla polizia per paura che alla ex moglie fossero tolti i figli. Fiona, secondo gli inquirenti, non riusciva a sopportare il momento difficile, e ha pensato così di togliersi la vita e portare i bimbi «con sé»: così aveva scritto nella lettera che le è stata ritrovata addosso. Quella in cui dichiarava di amare i suoi figli più di ogni altra cosa al mondo.

IL MATTINO

21.11.2014.

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