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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA BRASILE, UOMO SEPOLTO VIVO AL CIMITERO: UNA DONNA SENTE I LAMENTI E LO SALVA VIDEO

8 Novembre 2013, 11:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Un frame del filmato

1011293 308670179270596 1924580036 nINSERITO DA LUCIA GIOFFRE RIO DE JANEIRO - Scena degna di un film horror al cimitero di Ferraz de Vasconcelos, in Brasile: un braccio che affiora da una tomba seguito dalla testa di un uomo. Non si trattava di zombie, ma di un uomo che era stato sepolto vivo dai suoi assalitori. La macabra scoperta è stata fatta da una donna in visita al cimitero per l'omaggio ai suoi cari defunti. L'uomo è stato sepolto vivo dopo essere stato picchiato violentemente nel corso di una rissa e gli aggressori, pensando fosse morto, avevano cercato di nascondere il corpo nel cimitero del paese dello Stato di San Paolo. IL RACCONTO La donna ha raccontato di aver sentito dei rumori strani mentre, al cimitero, stava visitando la tomba di famiglia. E di aver visto all'improvviso il corpo di un uomo che emergeva, vivo, dalla tomba, agitando le braccia. "Ero pietrificata - dice - quando ho visto quell'uomo che saliva dal mondo dei morti. Una visione terrificante. Dalla terra sono uscite la testa e le mani. E agitava le braccia, cercando disperatamente di uscire". In un primo momento la donna è fuggita via urlando, ma poi è ritornata e ha chiamato i soccorsi, che hanno trovato quell'uomo sepolto vivo. "La polizia inizialmente non voleva credermi - racconta la donna -. Erano convinti che si trattasse di uno scherzo e che io avrei solo fatto perdere loro del tempo. Hanno cominciato a chiedermi se dicevo sul serio, se li stavo prendendo in giro".

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NEWS ITALIA E DAL MONDO BABY SQUILLO A ROMA, LA MADRE INDAGATA ALLA RAGAZZINA: "DOPO STUDI, PRIMA C'È IL LAVORO

8 Novembre 2013, 11:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Baby squillo a Roma, la madre indagata alla ragazzina: "Dopo studi, prima c'è il lavoro"

546841 107877906011914 428595964 nPROPOSTO DA CINZIA FABBRINI ROMA - Una figlia che riesca a conciliare studio e “lavoro”. Ma quando per lavoro s’intende fare la “vita” e quando la figlia in questione ha soli 14 anni, il sogno di qualsiasi buona madre s’infrange contro un muro di squallore e di tristezza. Dai verbali dell’inchiesta della procura di Roma sulle baby-squillo dei Parioli emerge la durezza del contesto familiare e sociale di Agnese, la più piccola delle due ragazzine che si prostituiva anche per dare qualche soldo alla madre. L’amica di Agnese, Angela (nome di fantasia anch’esso), è stata invece denunciata dalla madre, che grazie ai ripetuti esposti ai Carabinieri ha strappato il sipario e ha fatto finire in carcere gli sfruttatori delle due amichette. Inclusa la madre di Agnese. LA MADRE E I SOLDI La mamma di Agnese non lavora, se non saltuariamente, è separata e ha due figli, di cui il maschio con problemi di salute. L’ex marito è stato sempre «completamente assente». Quando la figlia ha cominciato a guadagnare qualcosa, lei su quei soldi ci faceva affidamento. «Senti un po’... ma tu che fai? Non te movi oggi?», dice al telefono ad Agnese, il 7 ottobre scorso, come emerge dalle intercettazioni. «No ma’, perché sto male», replica accennando anche a un certificato medico da inviare a scuola. «E come facciamo? Perché io sto a corto. Dobbiamo recuperà». La ragazzina tenta di rassicurarla: «Eh, mo domani vedo quello che posso fa’... Domani dopo scuola si vede, dai». «Ma ce la facciamo a recuperarla questa settimana?», chiede nuovamente. «Ma come no, avoglia». STUDIO E LAVORO Per gli investigatori la madre di Agnese era a conoscenza del fatto che la figlia si prostituisse, circostanza sempre smentita dalla donna nel corso degli interrogatori. Ma dalle intercettazioni emerge un lato inquietante di questa madre, che da un lato spronava la figlia a lavorare, e dall’altro si preoccupava che andasse a scuola. Agnese, però, non ce la faceva a reggere il ritmo: «Ma io voglio andarci a scuola, solo che non c’ho tempo per fare i compiti». E la madre: «Quando tu esci da scuola torni a casa... due ore studi... tre ore e...». Agnese ribatte: «Dopo non ce la faccio ad andare da Minni (Mirko Ieni, lo sfruttatore arrestato dieci giorni fa, ndr), non ce la faccio se studio prima». La madre insiste: «Eh dall’una alle tre puoi... tanto tu vai sempre alle tre lì (nell’appartamento di viale Parioli affittato da Ieni, ndr.)». «Non ce la faccio, perché dopo che ho studiato sono stanca». E’ a questo punto che la madre si prodiga in consigli per conciliare al meglio studio e “lavoro”: «Allora devi fare una scelta... puoi alternare i giorni...». Gli insegnanti chiamano la madre della ragazzina per chiedere conto delle ripetute assenze a scuola. La donna, esasperata, dà un aut-aut ad Agnese: «Allora rifletti bene su questo aspetto della scuola per cortesia.. perché se no è inutile.. io ti ritiro». Consapevole dei suoi quattordici anni appena, la figlia replica: «Non mi puoi ritirare mamma, non c’ho sedici anni». «Apposta, allora ce devi andà», è la risposta. «Io voglio andarci, mamma, però non voglio andarci senza aver fatto i compiti». LA GUERRA DELL’ALTRA MAMMA Opposto l’atteggiamento dell’altra madre. Quella che per mesi combatte con la sedicenne Angela, appena più grande di Agnese. La ragazza la minaccia: «Ti mando i miei amici cocainomani a sgozzarti, ti ammazzo con le mie mani», le avrebbe urlato durante una lite. Ad agosto, la donna va dai Carabinieri perché la figlia è fuggita a Ponza e quando la madre va sull’isola per convincerla a tornare, la aggredisce urlando «Tanto se torno a Roma riscappo di nuovo». Alcuni giorni dopo, la donna torna a sporgere denuncia perché nel cellulare della ragazza ha trovato messaggi con la dicitura «cliente» accanto ai nomi: «Tutto ciò fa intendere - dice a verbale - che mia figlia si venda per danaro con numerose persone». Nell’elenco c’è anche un organizzatore che il 19 luglio 2013 le ha mandato un messaggio che non lascia dubbi: «Questo ve vole offrì una vacanza a Cannes 5 giorni io gli ho chiesto 1000 al giorno più tutto pagato lui 500 trovate na via de mezzo». E nello stesso verbale, del 12 agosto, la signora consegna ai Carabinieri anche una provetta di plastica «contenente una piccola quantità di sostanza polverosa verosimilmente stupefacente».

di Silvia Barocci e Adelaide Pierucci LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MILANO, DONNA NUDA TRA I RIFIUTI IN STAZIONE: NESSUNO LA SOCCORRE. LA FOTO CHOC

8 Novembre 2013, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La foto della donna nuda a Milano (Il Giornale)INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO - Una donna gettata in terra tra i rifiuti a seno scoperto in pieno giorno nei pressi della stazione centrale. È questo lo scenario che gli abitanti e i viaggiatori di Milano si sono visti presentare ieri sera intorno alle 17.
Sebbene il sole fosse sul punto di tramontare era pieno giorno e l'affluenza delle persone molto alta. A denunciare il fatto è Il Giornale. La donna non sembra essere cosciente, ma nessuno le presta soccorso. Gettata dai rifiuti, la donna poteva aver subito violenza, furti, poteva essere stata investita dall'automobile che si vede nella foto, ma nessuno si è degnato di prestarle soccorso o di chiamare anche solo un'ambulanza. Una città completamente indifferente a quello che è un problema evidente, un Paese, forse, che sta perdendo il principio di umanità.

LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA La carta regionale ora arriva da Roma con gli stessi servizi

8 Novembre 2013, 08:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1157730 200166246830691 716434147 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. La carta regionale dei servizi cambia colore, e da gialla diventerà blu, da regionale nazionale. Entro la fine dell’anno saranno sostituite le 11400 carte in scadenza in provincia di Pavia,...

PAVIA La carta regionale dei servizi cambia colore, e da gialla diventerà blu, da regionale nazionale. Entro la fine dell’anno saranno sostituite le 11400 carte in scadenza in provincia di Pavia, entro il 2018 il cambiamento interesserà tutte le 512mila tessere sanitarie dei residenti pavesi. Ma i servizi resteranno invariati. «Per la Regione questo passaggio significano 50 milioni di euro risparmiati in cinque anni – spiega il presidente di lombardia Informatica Davide Rovera –. Questo perché alla Regione ogni tessera tra produzione e invio costa 5 euro, che ora saranno spesi dallo Stato». Lombardia è una delle ultime regioni ad affrontare il cambio: «Finora il ministero delle finanze non era in grado di garantire gli stessi nostri servizi – spiega Rovera – ora invece le funzionalità saranno le stesse che garantiva la Crs». Ovvero codice fiscale, la firma digitale, gli sconti benzina per i Comuni al confine con la Svizzera ma soprattutto i servizi sanitari in Italia ed Europa: la prenotazione delle visite, i referti sul pc, il fascicolo sanitario elettronico. Tutti servizi cui si accede con la password, che si richiede all’Asl o in Comune: «In provincia di Pavia il 65% degli utenti ha attivato la carta», spiega Rovera. Il servizio più usato? «La prenotazione degli esami – spiega – Anche con il call center regionale, che offre il servizio di recall per ricordare le visite. E stiamo lavorando ad applicazioni per poterla usare dal cellulare, sia per creare prescrizioni elettroniche ed evitare code dal medico di famiglia. L’idea è che la tessera possa fornire una certificazione ai fini delle detrazioni fiscali di tutti i farmaci acquistati nel corso dell’anno, per evitare la caccia allo scontrino a ogni dichiarazione redditi». Info: www.crs.regione.lombardia.it.

di Anna Ghezzi LA PROVINCIA PAVESE  

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NEWSITALIA EDAL MONDO Dimessi i due ragazzi, erano nell’auto tamponata dal tir

8 Novembre 2013, 08:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. Contusioni e lividi, ma nessuna ferita grave. «Questo è quello che conta», dicono i genitori dei ragazzi rimasti coinvolti nell’incidente in tangenziale ovest, martedì pomeriggio.

PAVIA. Contusioni e lividi, ma nessuna ferita grave. «Questo è quello che conta», dicono i genitori dei ragazzi rimasti coinvolti nell’incidente in tangenziale ovest, martedì pomeriggio. Derek D. e Martina B., entrambi di 25 anni, di Pavia, sono stati dimessi dall’ospedale San Matteo con prognosi, rispettivamente, di 18 e 28 giorni. I due ragazzi viaggiavano sulla Lancia Y che, dopo l’urto con un camion, è finita contro il guardrail, perdendo per strada il motore. Un incidente che ha mandato in tilt il traffico sulla tangenziale e che solo per un soffio non ha avuto conseguenze più gravi.

La polizia stradale di Milano Ovest, intanto, sta precisando la dinamica dell’incidente, dopo la prima ricostruzione dei fatti. In base anche ad alcune testimonianze, tra cui quella dello stesso camionista, sarebbe stato infatti il tir a tamponare la macchina, la Lancia Y, con i due ragazzi a bordo.

 

Il camion, da quanto risulta, arrivava dalla rotonda del Bennet e si è immesso sulla tangenziale. Davanti c’era la macchina, che è stata quindi tamponata ed è finita contro il guardrail. «Non l’ho proprio vista, non mi sono nemmeno accorto di averla urtata», si è difeso l’uomo, di 58 anni, davanti ai poliziotti. Il camionista si sarebbe fermato a distanza di qualche decina di metri dal punto dell’incidente. La polizia dovrà ora accertare eventuali responsabilità. (m. fio.)

LA PROVINCIA  PAVESE                                                

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Scontro dopo il sorpasso ferito un motociclista

8 Novembre 2013, 07:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Garlasco, violento impatto sulla ex statale con un’auto che stava svoltando Il 25enne sbalzato dalla sella. Finisce in ospedale, ma non è in gravi condizioni

GARLASCO. La moto si è quasi spezzata in due nell’impatto violento contro un’auto. Si è temuto il peggio per il giovane motociclista coinvolto in un incidente sulla ex statale 596, al confine tra Gropello e Garlasco, proprio all’altezza del cartello che indica l’inizio del centro abitato di Garlasco. Lo scontro è avvenuto verso le 12.30 di ieri. Antonio Casaburo, 25 anni, residente a Cremona, è stato trasportato al policlinico di Pavia, ma i timori iniziali si sono presto ridimensionati. Il giovane ha riportato profonde escoriazioni in varie parti del corpo, ma nessuna lesione grave. La sua moto si è scontrata con una Fiat Punto condotta da Silvio Lazzarin, 65 anni, di Gropello che viaggiava con la moglie Rosaria Zammarian, 60 anni. La vettura procedeva in direzione di Pavia e stava svoltando a sinistra all'altezza della cascina Miradolo: dalla direzione opposta arrivava la moto che aveva superato un’altra auto diretta verso Garlasco. L'urto contro la fiancata laterale destra della Fiat Punto ha sbalzato il 25enne dalla moto, spezzata in due dall'impatto.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorsi del 118, la polizia locale di Garlasco, i carabinieri di Gropello e la società incaricata del ripristino del manto stradale in seguito agli incidenti, Sicurezza e Ambiente. Il 118 ha inviato un’automedica e un’ambulanza della Croce Garlaschese. Sono stati soccorsi anche i due coniugi gropellesi, ma solo perchè comprensibilmente in stato di choc dopo lo scontro. L’ultimo incidente tra moto e auto a Garlasco è stato un mese fa: scenario dello scontro la provinciale 206 variante Bozzole: in quell'episodio però il motociclista coinvolto aveva riportato lesioni gravi ed aveva dovuto subire un intervento al ginocchio.

Maria Pia Beltran

LA PROVINCIA                                                                                                                                                                                                                                  

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Lardirago, restituite le monete d’argento rubate al parroco

8 Novembre 2013, 07:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI LARDIRAGO. È ritornato in possesso delle sue monete d’argento don Fausto Ongeri, curato di Genzone

                                                                                                                      

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NEWS ITALIA E DEL MONDO LOMBARDIA Lapidi spaccate e vetri al cimitero dei bambini

8 Novembre 2013, 07:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI  Il dolore di una mamma: «Che città è diventata questa se non si cura dei piccoli?» San Giovannino: alberi non potati, buche sui tumuli e tombe abbandonate

PAVIA. Il campo 12 del cimitero monumentale di Pavia quasi non si vede, pochi ne conoscono l’esistenza e nessuno vorrebbe avere un motivo per frequentarlo. È l’area che contiene le spoglie dei neonati, dei bambini nati morti o morti dopo pochi giorni, settimane o mesi di vita, magari passati al policlinico San Matteo in attesa di un miracolo che non arriva. Chi entra al cimitero di San Giovannino dall’ingresso principale lo trova sulla destra, appena prima della chiesetta intorno alla quale, a fine Settecento, venne costruito il camposanto fuori dalle mura della città. Ed anche entrare è difficile, bisogna scostare qualche ramo. Chi cerca un po’ di pace tra le siepi si ritrova poi tra lapidi rotte, piante non potate, buchi nel terreno e vetri scartati da qualche altra cappella e abbandonati lì, senza rispetto. Scaricati a pochi passi da tombe piccolissime di neonati che oggi avrebbero fino a trent’anni: alcune sono adornate da foto, fiori, sassolini bianchi, giocattoli. C’è un ciuccio legato a una croce di legno, dei cavallini, tanti angeli, l’Uomo Ragno sdraiato sulla pietra e un piccolo Winnie the Pooh sulla nuda terra. Ma la terra cede, ci sono dei buchi in corrispondenza dei tumuli, e alcune lapidi sono rotte, illeggibili, i bordi squassati. A segnalare la situazione, dopo vari tentativi fatti con la direzione del cimitero, è una mamma di una bambina sepoltà lì da 7 anni. «Ci vado tutte le settimane – racconta Giovanna Torre – tranne in quella delle festività dei defunti, in cui silenzio e raccoglimento pagano il prezzo alla tradizione, giusta, della visita di tutti ai propri cari. Sono 7 anni che, in occasione di ogni esumazione fatta per permettere il seppellimento di un nuovo bimbo (il ciclo è di circa trent’anni), vedo che i vecchi ceppi funerari, a mo’ di discarica, vengono accatastati in prossimità del cipresso sotto il quale riposano mia figlia e tanti altri bambini. All’inizio facevo presente la cosa in direzione, poi ha prevalso lo sconforto di una situazione che ciclicamente si riproponeva comunque. Da questa primavera ai ceppi si è aggiunta una tomba e a fine agosto, ho provveduto a fotografare il cipresso-discarica. Poi ho lasciato perdere, fiduciosa del fatto che dopo le vacanze la pulizia sarebbe stata fatta. Settembre è arrivato e nulla è cambiato. Ho continuato ad aspettare, sperando nella festività dei defunti: negli altri anni c’era l’usanza di mettere da parte dei servizi cimiteriali almeno un fiore di stoffa alle tombe dei bimbi “anonimi”, vuoi che non avrebbero provveduto per lo meno alla pulizia?». Ma ieri la situazione era immutata. «Stavolta non è sconforto, ma dolore – spiega –. La situazione non è migliorata, ma addirittura peggiorata, con lapidi rotte e vetri abbandonati. Non sono animata da spirito polemico, perché una mamma va al campo 12 per trovare un po’ di pace nel cuore, non stimoli per ulteriori conflitti. Ma che città è, che civiltà è, quella che non rispetta i suoi figli più piccoli e innocenti?».

DI ANNA GHEZZI LA PROVINCIA PAVESSE

                                                                                             

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News Italia e dal Mondo Lombardia Voghera, assalto dei ladri alla villa del dentista

8 Novembre 2013, 07:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI  Raid a Castellaro di Torrazza Coste, sventrata la cassaforte che custodiva denaro e gioielli per decine di migliaia di euro


VOGHERA. Un colpo studiato fin nei minimi particolari, forse con l’appoggio di un basista, quello messo a segno nella villa di Alessandro Destefanis, dentista vogherese con studio in via Depretis che vive con la famiglia in località Castellaro Superiore, tra le colline di Torrazza Coste. Ad agire sicuramente dei professionisti, ben organizzati, dotati di un flessibile servito per sventrare la cassaforte murata che conteneva denaro contante e gioielli per svariate decine di migliaia di euro. Il professionista ha presentato ieri pomeriggio denuncia ai carabinieri.

E’ il padre Angelo, pure lui dentista, molto conosciuto a Voghera, dove abita (in corso XXVII Marzo) a raccontare la vicenda: «L’allarme è suonato verso le sei e mezza di sera. Mio figlio, la moglie e i ragazzi erano al mare. Ho chiamato subito Alessandro e lui mi ha suggerito di sincerarmi che la suocera non fosse andata alla villa (una casa padronale ben ristrutturata). Il timore era che si fosse trovata di fronte ai banditi. Ma così per fortuna non è stato. Nel frattempo, abbiamo allertato i carabinieri». Tempo venti minuti, e quando la pattuglia dell’Arma è arrivata a Castellaro, il furto era già stato consumato, nessuna traccia della gang. O meglio, le tracce c’erano eccome, all’interno della casa. Divelte le inferriate, i cassetti del soggiorno svuotati e il contenuto sparso sul pavimento, la cassaforte a muro violata.

«Oltre agli oggetti preziosi, ricordi di famiglia che avevano anche un grande valore affettivo – spiega Angelo Destefanis – c’erano anche i soldi dello studio, che mio figlio non aveva fatto in tempo a depositare nel fine settimana a causa dello sciopero delle banche». Un dettaglio che accresce i sospetti su un informatore locale che ha indirizzato a colpo sicuro la banda, composta da almeno tre individui: un «palo» e altri due che hanno preso d’assalto materialmente la villa. Sembra evidente, infatti, che chi ha agito fosse a conoscenza dell’esistenza della cassaforte, tanto è vero che si è procurato l’attrezzatura necessaria per forzarla. La villa dei Destefanis non è completamente isolata, ci sono altre abitazioni a poche decine di metri. Eppure non è servito a fermare i ladri, come pure l’allarme. Hanno atteso che fosse vuota, e l’oscurità, per colpire facendo razzìa.

«In quindici anni è la prima volta che capita – conclude amaramente il dottor Destefanis – un fatto spiacevole, speriamo non si ripeta». Continua, dunque, l’emergenza furti in Oltrepo, un’offensiva che pare non dover finire mai.

DI ROBERTO LODIGIANI LA PROVINCIAPAVESE 

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news italiae dal mondo Treno travolge un'ambulanza padre e figlio morti a Pontida

7 Novembre 2013, 20:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

eseguito da katia andreoletti L'incidente è avvenuto a un passaggio a livello a Pontida: la linea ferroviaria è rimasta bloccata. A bordo del convoglio vi erano una ventina di passeggeri, nessuno dei quali è rimasto ferito    la repubblica                      Treno travolge un'ambulanza padre e figlio morti a Pontida                 

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