ITALIA NEWS RUBY, IMANE FADIL CHIEDE DUE MILIONI DI RISARCIMENTO PER LA "GRAVE ONTA SUBITA"
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MILANO - Imane Fadil, una delle ragazze ospiti ad Arcore e ora parte civile al processo sul caso Ruby, ha chiesto, tramite i suoi legali, 2 milioni di euro di risarcimento, di cui la metà a titolo di provvisionale, a Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti imputati a Milano. La richiesta è stata avanzata dal legale della giovane, Danila Dedomenico, che ha parlato di «dolore psicofisico» provato da Imane e di «grave onta subita e vergogna» per essere stata anche bollata come «ragazza bunga-bunga». L'avvocato Dedomenico ha spiegato che «il danno sofferto, l'onta subita, il disagio psicofisico sofferto dalla parte civile, unitamente alla perdita totale delle possibilità lavorative, unite alle capacità economiche dimostrate» da Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, «consentono di ritenere adeguata una richiesta risarcitoria che non può essere inferiore a due milioni di euro, ma che potrebbe arrivare addirittura a cinque milioni». Una richiesta, ha sottolineato il legale, «che potrà sembrare esosa, assurda, quasi fuori luogo», e che in realtà a suo dire è congrua, se «ci si sofferma solo per un attimo su quanti soldi sono girati attorno a questa vicenda, dai compensi erogati alle ragazze, alle elargizioni in termini di immobili, dai vitalizi e ai bonifici effettuati direttamente da Berlusconi». «Oggi chi ha avuto il coraggio di dire la verità, chi ha subito un danno - ha affermato il legale - ha diritto a un risarcimento pari a chi ha deciso di vendere la sua verità, entrando in aula per riferire solo falsità, prendendo in giro il Tribunale». In un passaggio del suo intervento, l'avvocato ha sottolineato che dagli atti del fascicolo dibattimentale è emerso che Ruby «ottenne un regalo di 5 milioni di euro per sottacere i dettagli scabrosi della relazione intrattenuta» con il Cavaliere e che «sono numerose le testimoni», convocate dalle difese, «che hanno confermato di prendere un vitalizio di 2 mila e 500 euro perchè 'danneggiatè da questa vicenda». Imane Fadil, invece,«dal momento della denuncia che ha consentito delineare meglio il 'format' delle cene eleganti ha trovato tutte le porte chiuse: niente più contratti televisivi, apparizioni nel mondo della moda». STATO DI BISOGNO Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti avrebbero indotto Imane Fadil a partecipare alle cene ad Arcore e «ad intrattenere rapporti intimi col presidente Berlusconi, approfittando del suo stato di bisogno». Lo ha spiegato l'avvocato Danila Dedomenico, il legale della modella marocchina, parte civile al processo sul cao Ruby, che oggi ha chiesto ai tre imputati un risarcimento di 2 milioni.
LEGGO.IT Venerdì
14 Giugno 2013
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A CURA DI DANIELA CAIRA