INSERITO DA ANGELA CECERE IL VESCOVADO
Ogni tanto è doveroso ricordare e cercare di approfondire la conoscenza dei numerosi beni culturali e strutture museali, presenti sul territorio Costa d'Amalfi. Il Museo Provinciale della Ceramica di Vietri sul Mare in località Raito, meglio conosciuto come Villa Guariglia, è uno di questi. L'arte della ceramica a Vietri vanta una storia antichissima. La lavorazione dell'argilla nei dintorni di Salerno (Ogliara, Fratte, Brignano) nasce già nel VI-V secolo a.C., grazie alla presenza di numerose cave che favorirono la nascita di produzioni ceramiche. Nell'area archeologica di Fratte vi è stato il ritrovamento di fornaci e di vasche per la decantazione dell'argilla, all'interno di un quartiere forse di artigiani, dal quale provengono lisciatoi, matrici, distanziatori ed elementi per la regolazione del calore delle fornaci. Proprio a Vietri fu rinvenuta un'antica fornace con relativa discarica degli scarti ceramici. L'Anonimo Salernitano nell' 889 d.C. riporta la notizia di traffici commerciali di vasi e stoviglie ad opera di Amalfitani e Salernitani, diretti a Taranto. Alla prima metà del XVII sec., quando giunsero artigiani abruzzesi nel salernitano, risalgono i più antichi esemplari di mattonelle votive, che si vedono tutt'oggi nei vicoli e nelle stradine, da Marina di Vietri a Molina, alle frazioni alte di Dragonea, Albori, Benincasa. La produzione ceramica del XIX secolo presenta soprattutto vasellame e oggetti d'uso quotidiano: brocche, lucerne dagli occhi apotropaici, bottiglie, vasi per l'acqua, ogliaruli, piatti, zuppiere, riggiole, formelle con scene di paesaggio. La produzione vietrese degli anni Venti viene codificata come periodo "tedesco", così denominata per l'afflusso di stranieri venuti a lavorare nelle fabbriche di ceramica, ed ha visto la presenza di numerose personalità artistiche come: Richard Dölker, Irene Kowaliska, Margarete Thewalt Hannasch, Marianne Amos, Guido Gambone, Salvatore Procida e Giovannino Carrano. Nel 1926 l'imprenditore Max Melamerson costituì la ICS (Industria Ceramica Salernitana, con un pesce per marchio), che alla fine degli anni Trenta si tramutò in MACS (Manifattura Artistica Ceramica Salernitana). Ricchissime furono le produzioni delle altre fabbriche, come quelle degli Avallone e dei Pinto, o la CAS, l'attuale Solimene. Il Museo della Ceramica attualmente è collocato all'interno del complesso di Villa Guariglia, acquisita dall'amministrazione provinciale grazie al lascito testamentario di Raffaele Guariglia, ambasciatore d'Italia e Ministro degli Esteri del governo Badoglio, deceduto il 25 aprile del 1970. Il complesso si compone di una grande villa con annessa un'antica chiesa, circondata da un vasto parco con la Torretta Belvedere, sede del primo nucleo del Museo. Il 9 maggio del 1981, nella Torretta Belvedere fu inaugurato il Museo; tra il 1992 e l'8 marzo 1999, sono stati ampliati i settori museali negli spazi della Villa, con un primo e secondo nucleo espositivo. Infine il 6 luglio del 2001 è stato inaugurato un terzo settore dedicato alle "riggiole, nell'arco temporale che va dalla fine del Settecento all'inizio del Novecento, e nel corso degli anni ci sono state poi numerosissime donazioni. Le collezioni più importanti e corpose del percorso museale sono: la Di Marino, la Camponi e la Dölker. La Collezione Di Marino è nata grazie alla passione dell'Avvocato Fernando Di Marino, che nell'arco di trent'anni ha costituito raccogliendo circa 400 ceramiche, che facevano parte degli elementi di arredo della sua Villa in S.Cesareo di Cava dei Tirreni. Essenzialmente predominano in questa collezione le ceramiche del periodo tedesco e prodotti della ICS e della MACS. Non mancano oggetti della seconda metà dell'Ottocento, come un'oliera del 1870 e una targa votiva con S. Vincenzo Ferreri del 1879. La collezione Camponi invece prende il nome da Enrico Camponi, noto gallerista romano, che con passione ha raccolto 350 ceramiche vietresi, con un piccolo nucleo dedicato alla Scuola di Posillipo. Si tratta sempre di pezzi ceramici del periodo tedesco, dell'artista Gambone e di Amerigo Tot degli anni Cinquanta. Il primo pezzo della sua collezione fu un gruppo plastico con le Tre Marie del 1979, ritrovato a Roma. La collezione Dölker è costituita da 31 ceramiche firmate da Richard Dölker, 4 batik e 32 disegni, tra bozzetti, xilografie, chine ed acquerelli. La produzione di Dölker si inquadra a Vietri tra il 1923 e il 1933. La Collezione è unica e singolare, proprio per la presenza di diversi manufatti appartenenti e a diversi campi di espressione artistica. Si ritrovano tutte le componenti della sua produzione: gli animali, i soggetti tratti dai reperti archeologici rinvenuti negli scavi di Paestum e Pompei, i soggetti mitologici e tratti dalle favole di Esopo, oltreché tematiche medievali. Concludendo il discorso sulle ceramiche,vi è inoltreil Centro Studi "Raffaele Guariglia"che ha sede nella Villa, da cui nasce l'organizzazione di convegni, borse di studio, mostre e manifestazioni estive che, ogni anno promuovono la conoscenza, lo studio e, dunque, la valorizzazione delle antiche tradizioni ceramiche, dei prodotti tipici e dei meravigliosi beni culturali presenti in Costiera Amalfitana. Questo articolo è stato letto 31 volte. Nuovo Commento Si ricorda che la Redazione de "Il Vescovado" pubblicherà soltanto commenti di utenti registrati con il proprio nome e cognome e dunque identificabili. 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16.06.2013.