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SARDEGNA NEWS Sei in: Schianti in moto, tre morti nell’isola in 24 ore

6 Maggio 2013, 11:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella BOSA. Ancora sangue sulle strade dell’isola, dove tra sabato e domenica hanno perso la vita in tre terribili incidenti altrettanti centauri. L’ennesima tragedia di un fine settimana da dimenticare si è consumata dopo le 15 sulla provinciale 49 Alghero-Bosa, a una decina di chilometri dal capoluogo della Planargia, dove un motociclista di quarantacinque anni di Ittiri, Gian Battista Sechi, a bordo della sua Honda Transalp era diretto verso Bosa insieme con un gruppo di amici. La sua moto, secondo una prima ricostruzione, ha invaso la corsia opposta impattando contro un’utilitaria diretta al centro catalano. Scattati i soccorsi nella zona è atterrato l’elicottero dei Vigili del Fuoco con a bordo l’equipe medica del 118. Ma per il centauro non c’è stato nulla da fare. I rilievi sono stati eseguiti dai carabinieri della stazione di Bosa coadiuvati dai militari della aliquota radiomobile di Macomer. Il terribile incidente è avvenuto sulla provinciale Bosa-Alghero, al chilometro dieci, poco dopo le quindici e trenta di un sereno pomeriggio di sole. Gian Battista Sechi, insieme ad alcuni amici motociclisti, proveniva da Alghero. Il gruppo ha deciso di percorrere la litoranea in direzione Bosa. Poco prima del luogo della tragedia i centauri si sono fermati per ammirare il panorama lungo la costa. Quindi, intorno alle quindici e trenta, hanno ripreso la marcia verso la città del Temo per un’ulteriore sosta. Nell’affrontare una delle curve, che immettono poi nel rettilineo da cui si può accedere all’ampio belvedere su Baia Managu e la selvaggia costa del Grifone, Gian Battista Sechi ha perso il controllo della sua Honda, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri. La moto si è quindi scontrata con una vettura diretta ad Alghero, con a bordo due turisti di nazionalità francese rimasti illesi. Dopo il forte impatto il centauro è rimasto esanime sull’asfalto e le sue condizioni sono apparse subito gravi. Immediata la richiesta di soccorso, che ha visto mobilitato un elicottero dei vigili del fuoco decollato da Alghero con a bordo l’équipe per gli interventi sanitari d’emergenza. Il mezzo aereo è atterrato dopo qualche minuto in una piazzola sterrata a due passi dal luogo dell’incidente. Ma per Gian Battista Sechi i medici non hanno potuto fare nulla, se non constatarne la morte dovuta probabilmente alle ferite interne. Sul posto sono giunte le pattuglie dei carabinieri della radiomobile di Macomer e della stazione di Bosa, l’ambulanza del 118 di Bosa e diversi agenti del corpo forestale della Regione. La strada, considerata la bella giornata, era particolarmente trafficata e per diversi minuti, per consentire i soccorsi e i rilievi, è rimasta bloccata alla circolazione. A Bosa sono anche arrivati amici e parenti di Gian Battista Sechi. «Era in sella fin da piccolo, amava stare in moto. Si sarebbe sposato fra poco», sono state le parole del fratello, sconvolto per l’accaduto. Il magistrato di turno ha disposto il trasferimento della salma alla camera mortuaria. Dove, prima della restituzione alla famiglia, il medico legale ha eseguito gli accertamenti di rito. Intorno alle diciannove e trenta il carro funebre, scortato dai parenti e amici di Gian Battista Sechi, si è quindi diretto verso il cimitero di Bosa, mentre la moto e l’auto sono state caricate sul carro attrezzi. La Bosa-Alghero è fra le strade più amate dai motociclisti per il particolare percorso e per le peculiarità naturalistiche e paesaggistiche che riserva. Tracciato che secondo gli amici Gian Battista Sechi conosceva bene e amava percorrere con la sua moto in compagnia di amici. Anche ieri il gruppo aveva deciso di percorrere la strada come probabilmente aveva fatto tante altre volte. All’uscita di una curva è accaduto l’imponderabile e l’esperto motociclista di Ittiri non è riuscito più a controllare la sua Honda Transalp, un mezzo noto per la sua managevolezza unita a sicurezza e buone prestazioni . Il dolore per la morte di Sechi si è unito a quello per la morte di un altro centauro, poche ore prima, dall’altra parte dell’isola, nell’Orientale sarda, non lontano da Burcei. Un motociclista è morto a poca distanza da dove, appena il giorno prima, un altro appassionato di due ruote aveva perso la vita. Un weekend davvero da dimenticare per gli amanti delle moto della Sardegna.

06 maggio 2013 Fonte :La nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS :Imprenditore sale sulla gru e minaccia di suicidarsi

6 Maggio 2013, 11:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella SASSARI. È salito questa mattina su una gru nella zona industriale di Predda Niedda a Sassari minacciando di buttarsi nel vuoto. Daniele Delogu, di 60 anni, ex carabiniere e titolare di un’azienda di soccorso stradale, la Digiemme di Ottava. L’uomo vanta un credito con il Ministero delle Finanze che gli deve 350mila euro per la sua attività e di cui chiede il rimborso.

fonte:La nuova Sardegna

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Folla ai funerali di Agnese Borsellino «Ha patito un martirio bianco

6 Maggio 2013, 11:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/06/Agnese-Borsellino-1-343x215--180x140.jpg?v=20130506104443

 

431868 4638154988107 1754703600 n-copia-1INSERITO DA ANNA DI DOMENICO

Don Cosimo: ha sempre voluto conoscere tutta la verità In chiesa presenti, tra gli altri, anche Grasso e Alfano PALERMO - Don Cosimo Scordato ha definito quello di Agnese «un martirio bianco». Il parroco dell'Albergheria ha aperto così la sua omelia al funerale della vedova di Paolo Borsellino che si è celebrato nella chiesa di santa Luisa di Marillac. Funerali di Agnese Borsellino APPLAUSI - Un lungo applauso ha salutato l'uscita del feretro al termine della partecipatissima funzione (in tanti sono rimasti fuori dalla chiesa stracolma). La bara è portata a spalla, tra gli altri, anche dal figlio Manfredi, che alla fine della celebrazione ha ringraziato tutti i medici che hanno avuto in cura la madre e i tanti amici e fedeli che si sono stretti alla famiglia in questo giorno di dolore. La salma verrà tumulata al cimitero di Santa Maria di Gesù. COMMOZIONE - Una folla silenziosa e commossa, ma anche rispettosa del dolore dei familiari ha seguito stamane l'omelia. Agnese Piraino Leto, la vedova del giudice Paolo Borsellino, è morta ieri a 71 anni, dopo una lunga malattia. Don Cosimo ha ricordato il suo carattere «umile ma forte», sottolineando che durante la sua vita Agnese ha sempre inseguito, passando, appunto, per un martirio bianco, il «desiderio di conoscere tutta la verità» e ha chiesto perdono per il «martirio di tante persone» e per tutto quello che «non abbiamo portato alla luce facendo la nostra parte per la costruzione di una società degna di essere vissuta». LE AUTORITA' - Tra i presenti, oltre ai tre figli, il presidente del Senato, Piero Grasso, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, molti magistrati, il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, ma anche l'aggiunto Vittorio Teresi, diversi assessori della giunta regionale tra cui Linda Vancheri, Nicolò Marino, Mariella Lo Bello con in testa Rosario Crocetta, e della giunta comunale di Palermo guidata dal sindaco Leoluca Orlando. MAGISTRATO’ - Agnese è morta a Palermo, dove con coraggio e dignità non smise mai di cercare la verità sull'assassinio del marito. Era figlia di Angelo Piraino Leto, magistrato che ha ricoperto tra l'altro la carica di presidente del Tribunale di Palermo. Nel dicembre del 1968 aveva sposato Paolo Borsellino, dal quale ha avuto tre figli: nel 1969 Lucia, oggi assessore alla Salute del Governo Crocetta; nel 1972 Manfredi, commissario di Polizia; nel 1973 Fiammetta. RISERBO - Dopo l'uccisione del marito, il 19 luglio del 1992, ha sempre mantenuto un atteggiamento di grande riserbo. Poche presenze pubbliche, poche interviste. Fra le eccezioni, un anno fa un intervento alla trasmissione Servizio Pubblico, condotta da Michele Santoro, nel corso della quale non ha esitato ad esprimere il suo sdegno per i fatti e le polemiche legati alle indagini sulla trattativa Stato-Mafia, manifestando vicinanza al Capo dello Stato Napolitano: "Dopo la strage di Capaci mio marito disse che c'era un dialogo in corso già da molto tempo tra mafia e pezzi deviati dello Stato". E aggiunse: «Paolo mi disse che materialmente lo avrebbe ucciso la mafia ma i mandanti sarebbero stati altri». IL PRESIDENTE DEL SENATO - «Perdiamo una grande donna, una grande madre, una persona che ha voluto fino all'ultimo verità e giustizia testimoniando anche in tutti i processi in cui è stata chiamata e con tutti i magistrati che hanno continuato le indagini». Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso ai funerali di Agnese Borsellino. «Per continuare la sua memoria dobbiamo continuare a cercare verità e giustizia», ha concluso il presidente del Senato. IL GUARDASIGILLI - «Agnese Borsellino era una donna straordinaria, che non dobbiamo dimenticare. Il suo insegnamento deve rimanere per tutti un modello». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, giungendo al funerale della vedova di Paolo Borsellino. IL PROCURATORE MESSINEO - «L'avere cercato fino all'ultimo istante la verità per la morte di Paolo Borsellino fa parte della elevata valutazione morale che è dovuta alla memoria di Agnese Borsellino, perchè ha lottato fino all'ultimo, finchè le è stato possibile». Lo ha detto il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo prima dei funerali della vedova del giudice Paolo Borsellino. «Agnese Borsellino - ha spiegato Messineo - era una donna di grande levatura, ed è stata compagna di un magistrato di eccezionale qualità quale era Paolo Borsellino. Successivamente ne ha perpetuato la memoria e ha lottato anche per rivendicare per Paolo Borsellino tutto ciò che gli era dovuto. Oggi è un momento di dolore e di commozione». IL SINDACO DI PALERMO - «Ha senso combattere i mafiosi che sparano se non si combattono i loro mandanti politici?» È questa la domanda polemica che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha fatto entrando stamattina nella chiesa in cui si celebrano i funerali di Agnese Borsellino, la vedova del magistrato ucciso nel 1992. «La signora Borsellino - ha detto Orlando - ha continuato a chiedere, con la pacata e civile fermezza che ha contraddistinto tutta la sua vita, verità e giustizia per la morte del suo compagno. Ha continuato a battersi, scontrandosi contro inaccettabili silenzi e omertà di Stato, perchè sia fatta luce e siano colpiti i responsabili della ignobile trattativa fra Stato e mafia che ha portato alla morte di Paolo Borsellino.» Da qui, la domanda polemica del Sindaco. «Una domanda - ha detto - che è uno stimolo a non fermarci e a continuare a chiedere che verità e Giustizia siano finalmente fatte».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

06.05.2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Sel lancia la proposta: fuori le auto dal centro

6 Maggio 2013, 11:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/06/centron_foggia--180x140.jpg?v=20130506110351

 

431868 4638154988107 1754703600 n-copia-1INSERITO DA ANNA DI DOMENICO

L’idea piace a molti, segno che in questi anni la chiusura alle vetture è stata accompagnata da entusiasmo FOGGIA - Il gruppo consiliare di Sel al Comune di Foggia tasta il polso al popolo della rete e avanza la proposta di allargare, il sabato e la domenica, l’isola pedonale. Il capogruppo Michele Sisbarra dal suo blog ha lanciato nei giorni scorsi un quesito: «Cosa ne pensate della chiusura al traffico tutti i sabato pomeriggio e l’intera domenica della zona attualmente impegnata per le giornate ecologiche». Una sfida ambiziosa considerando che la zona è abbastanza estesa. L’idea piace a molti, segno che in questi anni la chiusura alle auto di alcune aree è stata accompagnata da entusiasmo. Marzia spera «non resti un’utopia», Francesco suggerisce «di fare un test in alcune fasce orarie prestabilite», per vedere se funziona o meno. Giorgio parla della necessità di «un piao organico che preveda prima di tutto parcheggi di scambio» per invogliare i foggiani a non usare la propria auto. Non manca qualche voce fuori dal coro, come quella di Nicoletta, che commenta così: «Poi chiudiamo attività commerciali, studi e negozi». Insomma senza auto secondo Nicoletta il centro morirebbe.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

06.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Strage, i soldi erano ancora in cassa Attesa per l'esito delle autopsie VIDEO

6 Maggio 2013, 10:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/06/piscina--180x140.JPG?v=20130506094209

 

431868 4638154988107 1754703600 n-copia-1INSERITO DA ANNA DI DOMENICO

I coniugi Piccolo e Chimienti erano stati a Bari per una visita da un neurochirurgo. Acquisiti BARI - Manca ancora un «perché», e manca ancora a la pistola della strage avvenuta venerdì sera in una famiglia perbene a Sannicandro di Bari dove un farmacista di 55 anni, Michele Piccolo, ha ucciso la moglie Maria, vicesindaco del paese e i figli Letizia e Claudio con un colpo alla testa prima di suicidarsi. Nel pomeriggio di venerdì, i coniugi erano andati insieme a Bari per una visita specialistica da un neurochirurgo. Piccolo aveva da qualche tempo forti dolori alla schiena che curava con delle infiltrazioni. Non si sa se gli esiti di questa visita abbiano avuto un peso nella tragedia o se a pesare siano state preoccupazioni di altro genere che gravavano su Piccolo e che hanno scatenato in lui una reazione così distruttiva. Comunque, anche se con alcuni punti oscuri, l'ipotesi dell'omicidio-suicidio resta quella in campo. È venuta meno infatti quella (sempre apparsa residuale) della rapina, dopo che sono stati trovati nella cassa della farmacia di famiglia i soldi che, secondo uno zio, Claudio avrebbe dovuto avere con sè e che sembravano scomparsi. Il contante era ancora in cassa. Molti dei chiarimenti attesi arriveranno dalle autopsie che verranno eseguite martedì prossimo e che metteranno punti fermi sull'ora della morte delle prime due vittime (Maria Chimienti e la figlia Letizia) e sulle cause del decesso di Piccolo il cui corpo è stato trovato in piscina. Secondo la ricostruzione più accreditata, dopo essere rientrato a casa nel pomeriggio, Piccolo avrebbe ucciso nelle loro camere da letto la moglie Maria e la figlia Letizia per la quale ieri sera si stava organizzando in villa una festa per il ventesimo compleanno. Se fosse confermata la versione di un testimone che ha visto marito e moglie rientrare in auto in paese verso le 17.30, il primo atto della strage sarebbe avvenuto subito dopo. Successivamente, Piccolo avrebbe atteso per qualche ora, fino alle 21, il rientro a casa dopo il lavoro del figlio Claudio, di 24 anni. Lo ha accolto probabilmente a luce spenta (i primi parenti a scoprire il fatto hanno trovato il quadro elettrico staccato) e lo ha colpito alla testa ferendolo a morte. Il ragazzo è morto diverse ore dopo nel Policlinico di Bari. Piccolo è quindi uscito di casa, forse per disfarsi della pistola. Ha incontrato una amico cui ha consegnato alcuni farmaci che si era impegnato a portagli quando si erano visti la mattina per un caffè. Quando è rientrato ha deciso di farla finita lasciandosi andare in piscina, forse (e per questo si attende l'esito degli esami tossicologici) dopo aver assunto sedativi. Sull'uomo è stata fatto l'esame dello stub che fugherà ogni dubbio sul fatto che sia stato davvero lui a sparare. Della pistola, una calibro 3.8 per la quale Piccolo aveva il porto d'armi, non c'è traccia in casa e in giardino e gli investigatori continuano a cercarla. Intanto nella strada che porta alla villa della tragedia dopo lo choc e il via vai di investigatori e di qualche curioso è tornata la calma. Unico segno che ricorda quanto è avvenuto, un mazzo di fiori che un vicino di casa ha deposto in silenzio davanti al cancello di ingresso della villa ormai vuota.

CORRIERE DEL MEZZOGIONO

06.05.2013

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Truffa all'Inps: ottomila falsi lavoratori Arrestati imprenditori e commercialisti

6 Maggio 2013, 10:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/06/carabinieri--180x140.jpg?v=20130506100215

 

431868 4638154988107 1754703600 n-copia-1INSERITO DA ANNA DI DOMENICO

Blitz dei carabinieri tra Salerno e l'Agronocerino sarnese Sequestrati beni e conti correnti per 25 milioni di euro SALERNO - Per una truffa all'Inps cinque persone sono state arrestate nell'agronocerino dai Carabinieri che hanno sequestrato beni per 25 milioni di euro. Secondo l'accusa, gli arrestati facevano parte di un'organizzazione criminale, formata da imprenditori e professionisti, che avrebbe creato falsi rapporti di lavoro con imprese industriali e del terziario intestati a cittadini compiacenti, con lo scopo di ottenere indebite erogazioni previdenziali ed assistenziali dall' Inps. Le sei misure cautelari (5 ai domiciliari ed un decreto di sequestro di beni), eseguite dai carabinieri sono state notificate a quattro imprenditori e a due commercialisti, a Pagani, Nocera Inferiore, San Marzano sul Sarno e a Salerno. In base alle indagini svolte dagli inquirenti coordinati dal pm della procura della Repubblica presso il tribunale di Nocera Inferiore, Roberto Lenza, sotto la lente d'ingrandimento sono finite anche alcune imprese di pulizia. Scoperte 8000 posizioni lavorative irregolari, e l'indebito percepimento di indennità di occupazione, maternità e malattia. Nel corso dell'attività investigativa è stato disposto il sequestro di somme di denaro , conti e depositi bancari, beni immobili e mobili per un ammontare di circa 25 milioni di euro. 06 maggio 2013

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

06.05.2013.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI A GIORNI RIATTIVAZIONE ASCENSORI RIONE SANT'ANTONIO

6 Maggio 2013, 09:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA Il sindaco di Amalfi  nell'ultimo  consiglio comunale ha comunicato che tra pochi giorni saranno riattivati gli ascensori di collegamento .....contestualmente sono ripresi i lavori di completamento dell' ascensore per il cimitero monumentale.

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS VIDEO Volo Degli Angeli A Sant'Antimo 2011 (NA)

6 Maggio 2013, 09:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nPROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA TROPPO BELLO IL VOLO DEGLI ANGELI A SANT'ANTIMO DI MATTINA.


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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS VIDEO Processione Di Sant'Antimo 2011 (NA)

6 Maggio 2013, 09:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nPROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA LA PROCESSIONE DI SANT'ANTIMO DEL 10 MAGGIO DEL 2011 . IL SANTO PATRONO PERCORRE LE VIE DELLA SUA CITTà

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CAMPANIA NEWS La gita fuori porta si trasforma in tragedia, famiglia sterminata sulla statale 268

6 Maggio 2013, 09:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  E’ stata una domenica macchiata di sangue. L’ennesima. Quella strada maledetta: la statale della morte, la 268, ieri ha aggiunto alla lista delle vittime altri quattro nomi: un’intera famiglia. Papà Salvatore Monda e sua moglie Annamaria Sorrentino viaggiavano a bordo di una Fiat Cinquecento di colore nero. In auto con loro c’erano i figli, il piccolo Gaetano e la piccola Vittoria. Sono morti tutti tranne la terza figlia, Angela. La sua vita è ora appesa ad un respiratore nella sala di rianimazione del Policlinico Umberto I di Nocera. L’impatto contro un Audi Q5 è stato fatale. Lo guidava Emilio Ambrosio, un medico di San Giuseppe Vesuviano. Anche per lui non c’è stato scampo…. La sequenza agghiacciante è solo l’ennesimo copione che si ripete. Perché ancora una volta quella strada riesce a distruggere delle vite. Sono da poco passate le 17. Sulla statale del Vesuvio la Fiat 500 viaggia in direzione Angri. A bordo c’è una famiglia di Marigliano. E’ una domenica speciale: il padre Salvatore tra qualche giorno avrebbe compiuto 41 anni e così avevano deciso di trascorrere qualche ora tutti insieme: una passeggiata che non avrebbero potuto permettersi in settimana presi dagli impegni lavorativi. In macchina sono tutti felici. I bambini Gaetano 14 anni, Vittoria 16anni e Angela di 15 anni scherzano, mentre mamma Annamaria e papà Salvatore decidono la meta. Ma improvvisamente quei sorrisi si congelano. E’ l’inizio dell’inferno. Il preambolo della tragedia. Sulla corsia opposta arriva un’altra autovettura. Procede in direzione Napoli e alla guida c’è Emilio Ambrosio un medico sangiuseppese. E’ in compagnia di un amico. Qualcosa non va per il verso giusto. Non è ancora chiara la dinamica, su chi abbia perso per prima il controllo ma certo è il risultato del violento impatto. Le due auto si scontrano al chilometro ’20, a confine tra Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano. La 500 ferma la sua corsa contro l’Audi. Quest’ultima finisce sul guardrail. Sull’asfalto il tentativo di frenare. E’ inutile. La morte è l’unico epilogo. Mamma Annamaria, papà Salvatore e i figli Gaetano e Vittoria muoiono sul colpo. Per loro non c’è niente da fare. Il corpo della donna per essere estratto i vigili del fuoco sono stati costretti a tranciare con delle grosse cesoie le lamiere contorte di una delle vetture per estrarre il suo corpo, che insieme agli altri corpi sono stati portati via solo a tarda sera, dopo l’ok del pm. L’unica a salvarsi è Angela. Il suo corpo ha numerose ferite lungo il corpo e alla testa. Riesce ad uscire viva dall’autovettura ormai irriconoscibile. La corsa è contro il tempo. Arriva in fin di vita all’Ospedale di Sarno, ma viene trasferita all’Umberto I di Nocera dove le sue condizioni restano gravi. La sua vita è appesa ad un respiratore. Anche per il conducente dell’Audi le condizioni sono gravi. Emilio Ambrosio 38 anni, fratello dell’ex assessore Antonio, è invece ricoverato all’Ospedale di Sarno: ha riportato numerose fratture ossee multiple, femore destro e al braccio sinistro. Nessuna lesione agli organi vitali ma resta in sala rianimazione. Un bilancio assurdo, una dinamica ancora da chiarire da parte dei carabinieri che continuano le indagini, ma una sola certezza: la 268 ha ancora una volta cancellato delle vite, questa volta un’intera famiglia. Quando finirà tutto questo?

DI GIOVANNA SALVATI METROPOLIS

06/05/2013

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