INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Amalfi oggi è morto don Andrea Colavolpe . Parroco per mezzo secolo nella città capoluogo della Costiera Amalfitana don Andrea Colavolpe ci ha lasciato Oggi. Questa mattina un malore , inutile il trasporto in ambulanza a Castiglione di Ravello, è stato portato direttamente a Salerno in elicottero, ma non ce l'ha fatta, don Andrea ha raggiunto il paradiso questo pomeriggio, salutato, alle 18,30, dalle campane della Cattedrale. 83 anni parroco di Amalfi per circa 35 anni, raccolse l'eredità di Monsignor Ercolano Marini, a cui ha dedicato un libro "Battito d' ali", ma anche dopo la nomina di don Michele Fusco, instancabile camminatore, ha continuato a seguire i suoi concittadini dando conforto a tutti nelle sofferenze, tutti lo ricordano per come era buono e generoso, in particolare con i bambini. Tutta la comunità dell'Arcidiocesi Cava de Tirreni - Amalfi, di cui lui era un riferimento prezioso, è rimasta profondamente colpita da questa scomparsa. Annamaria Santoro lo ricorda con questa bellissima foto “Non piangete la mia assenza, sentitemi vicino e parlatemi ancora.
Io vi amerò dal cielo come vi ho amati sulla terra.” (S. Agostino). Domani sabato 27 la salma di don Andrea arriverà da Salerno verso le ore 12.00 alla Cappella di San Nicola in iazza Municipio ( lo attenderemo come si aspetta un papà che ritorna a casa) nel pomeriggio alle 18.30 da S. Nicola sarà portato in Cattedrale ( invito tutti ad unirsi al corteo piccoli e grandi per salutare don Andrea) per la celebrazione dei Vespri Solenni. Domenica 28 alle ore 10.00 la S. Messa esequiale presieduta dall'Arcivescovo. In allegato il video di una delle ultime sue celebrazioni quando riprese la Manna di Sant'Andrea facciamo le nostre condoglianze ai fratelli don Luigi ed il collega giornalista Enzo alla famiglia tutta Tutta la Costiera amalfitana piange il parroco Andrea Colavolpe, apprendiamo che in serata , Giovanni Torre e Antonio De Luca, consiglieri comunali di opposizione, hanno chiesto al sindaco il lutto cittadino
Il ricordo di Sigismondo Nastri dal suo blog Mondo Sigi
Voglio ricordare don Andrea Colavolpe, deceduto oggi, con questa foto dell'amico Nicola Gambardella, fotografo-testimone di tutti gli avvenimenti amalfitani. La prendo da Facebook. Si riferisce alla recente venuta ad Amalfi dei vescovi della Campania. Qui don Andrea, parroco emerito della cattedrale, è col cardinale Crescenzio Sepe, che sta verificando la presenza della"manna" nelle ampolline custodite presso la tomba dell'apostolo. Un "miracolo" al quale noi amalfitani teniamo molto.
Don Andrea lo conoscevo da quando ero ragazzino. Lui, nato nel 1929, di sei anni più grande di me. Mi torna nella mente la sua immagine di quando prese la strada del seminario. Poi quelle della ordinazione sacerdotale e della nomina a parroco, funzione che ha svolto fino a cinque anni fa quando dovette lasciare per limiti di età. Una traccia indelebile nella storia della comunità amalfitana. L'ho incontrato l'ultima volta sabato scorso, in cattedrale, in occasione delle esequie della signorina Amodio. Aveva partecipato alla messa, officiata dall'arcivescovo, rimanendo quasi costantemente in piedi, addossato al pilastro destro della navata centrale più vicino all'area presbiteriale. Alla comunione, aveva preso l'ostia dalle mani del presule.
Al termine della celebrazione, gli sono andato incontro. L'ho salutato con il consueto affetto (è stato, fino a quando mi sono trasferito da Amalfi, un punto di riferimento anche per me), ricambiato. Mi è sembrato brillante, come al solito, e anche in buona forma fisica, nonostante gli anni. Il suo sorriso, quel sorriso col quale mi accoglieva sempre, non lo dimenticherò.
Perciò, la notizia della scomparsa, che ho ricevuto per telefono in tempi rapidissimi, mi ha colto di sorpresa. Quasi non ci credevo, poi sono andato a controllare su Facebook dove già erano state postate le prime commosse e commoventi testimonianze. La telefonata dell'amico Carmine Pecoraro, dalRoma, non s'è fatta attendere. "Mi dai la notizia in trenta righe?". Malvolentieri, per l'angoscia e il turbamento che provavo in quel momento, ho scritto:
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| Il card. Sepe e, a destra, don Andrea Colavolpe (foto Nicola Gambardella) |
La Chiesa di Amalfi è in lutto. Si è spento don Andrea Colavolpe, che è stato, per lunghissimi anni, parroco della cattedrale, facendosi carico della formazione di intere generazioni. Era nato nel 1929. Colto da malore nella mattinata, e prontamente assistito, era stato trasportato in elicottero all’ospedale di Salerno, dove le sue condizioni si sono rapidamente aggravate fino al decesso, avvenuto nel pomeriggio. I mesti rintocchi della campana del duomo ne hanno dato l’annuncio alla cittadinanza, che l’ha accolto prima con incredulità, poi con sgomento. Contemporaneamente la notizia si è diffusa attraverso il web e sui network si sono susseguite le testimonianze di affetto da parte di coloro che lo conoscevano e gli volevano bene. Con “La voce del Pastore”, il giornale della parrocchia da lui fondato oltre mezzo secolo fa, don Andrea aveva creato – lo ha sottolineato un emigrato amalfitano su Facebook - “l'anello di congiunzione tra la Comunità amalfitana e noi figli lontani della stessa terra, tenendoci aggiornati sugli eventi e sui nostri concittadini”. Era uomo di fede, infaticabile operaio nella vigna del Signore, ma anche di profonda cultura. Le sue omelie si facevano apprezzare per la chiarezza delle idee, la profondità religiosa e la ricchezza dei contenuti. Don Andrea Colavolpe era, altresì, scrittore forbito, appassionato ricercatore di patrie memorie. A parte gli articoli e i saggi pubblicati sul suo giornale, vanno ricordate due opere frutto di attenta e documentata ricerca storico-archivistica: una, dedicata al venerato arcivescovo monsignor Ercolano Marini; l’altra, al santo patrono di Amalfi, l’apostolo Andrea, al quale era particolarmente devoto. In chi lo ha frequentato resta bene impresso un suo detto: “Meglio cinque minuti prima che un minuto dopo”. Era un modo per spingere i fedeli ad essere puntuali nella partecipazione alla messa e alle altre funzioni religiose. Don Andrea è ricordato ancora come “grande camminatore”: e non solo per le passeggiate che amava fare, ma soprattutto per lo zelo che lo portava al capezzale di persone malate e bisognose di assistenza. “Quanto amore profuso in sessant’anni di sacerdozio – scrive il Foglio Costa d’Amalfi. – Amore elargito a piene mani… Don Andrea ha offerto sempre paterno conforto, manifestando in ogni caso sensibilità e attenzione.” Se ne sentirà a lungo la mancanza.
Alla mia età preferirei dare notizie liete. Invece... Mi accorgo che, intorno, comincia a farsi il vuoto. C'è una generazione, la mia, prossima al "rompete le righe". Come dice il Vangelo di Matteo? "Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est". Mi tengo pronto. Sia fatta la volontà di Dio.
FONTE POSITANONEWS