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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI San Girolamo, case a pezzi Lavori cancellati dal tracollo Dec

27 Aprile 2013, 10:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/27/calcio--180x140.JPG?v=20130427101003

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Giù i calcinacci da alloggi popolari. Iacp: interverremo Il cantiere da 75 milioni promesso per il 2011 mai partito BARI - Calcinacci dai balconi, muri scrostati e mangiati dalla salsedine e dall’incuria: le case popolari di San Girolamo, per le quali era stata promessa una nuova vita, sono in uno stato di abbandono e rappresentano un pericolo per l’incolumità degli stessi residenti. Tre giorni fa sono crollati dei pezzi di cornicione sul marciapiede, tanto che è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza i balconi a pochi metri dal lungomare IX Maggio. I residenti sono esausti e senza più speranza. «Non immaginate cosa significa vivere con la paura che da un momento all’altro possa cadere qualcosa dalle pareti», racconta Franco, pensionato. Accanto a lui i suoi nipotini. «Guardi là — continua — i calcinacci sono caduti pochi giorni fa ed è rimasto tutto lì. I bambini possono farsi male con quelle pietre, abbiamo chiamato i vigili per fare sgomberare questa zona, ma nulla». Edifici sbriciolati Laura ha 33 anni e vive con sua figlia in una delle case popolari per le quali era stata promessa una riqualificazione. «Si sono dimenticati di noi — continua — dopo tante promesse non abbiamo visto nessuna ruspa. Dico io, va bene, i lavori per ora non partono, ma che almeno aggiustino un po’ di cose. Sono più di dieci anni che non vengono a mettere in sicurezza le pareti esterne». «I residenti sono stanchi — aggiunge il presidente della circoscrizione Dino Tartarino — aspettano risposte che non arrivano». Basta passeggiare per il quartiere per rendersi conto dello stato in cui versa l’intera zona. Ci sono palazzi dove persino l’intonaco esterno ha ceduto e si vedono i mattoni della costruzione, in altri i cornicioni sono pericolanti e c’è chi sui piccoli balconcini finestra non vuole più andare, per paura di un crollo. «È vero — ammette Sabino Lupelli, direttore generale dello Iacp di Bari — pensando che presto sarebbero partiti i lavori, abbiamo un po’ trascurato la zona. Ma rimedieremo: ho già predisposto un calendario di interventi per garantire sicurezza ai fabbricati presenti». L’avvio dei lavori, per i quali era prevista una spesa di 71 milioni di euro, erano stati programmati nel 2011: sono passati due anni e del cantiere non c’è ombra. A provocare il ritardo è stato l’annullamento del contratto con la Dec, una delle ditte che aveva partecipato al bando, ottenendo il 40 per cento dell’appalto. «Abbiamo effettuato una risoluzione consensuale con l’Ati che aveva vinto l’appalto e che in seguito ai problemi della Dec non poteva più garantire i lavori — conclude Lupelli — ora contiamo di ripubblicare la gara prima dell’estate, in maniera tale che entro l’anno possano partire i lavori». L’intervento prevede la realizzazione di 625 alloggi di edilizia pubblica e privata con il sistema della permuta immobiliare: il privato costruisce gli alloggi pubblici (225 quelli previsti) ottenendo in cambio delle volumetrie dove realizzare altri appartamenti privati (400 in totale)

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.04.2013.

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