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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate - «Il brigadiere è stato assassinato». Incorvaia, chiesta la riapertura del caso

27 Settembre 2016, 07:29am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate - «Il brigadiere è stato assassinato». Incorvaia, chiesta la riapertura del caso

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VIMERCATE La battaglia prosegue da 22 anni. Dalla mattina di quel 16 giugno 1994, quando il corpo senza vita del brigadiere Salvatore Incorvaia, vicecomandante della stazione dei carabinieri di Vimercate, venne trovato senza vita all’interno della sua Audi 80 parcheggiata a bordo strada tra le villette e i campi di Oreno (una frazione di Vimercate) seduto al posto di guida. Aveva 40 anni. Il foro di proiettile di entrata nella tempia destra, la pistola Beretta calibro 9 Parabellum appoggiata sulla coscia, a distanza di pochi centimetri dalla mano. «Suicidio», è il responso della magistratura sulla vicenda. Ma non per i familiari del militare.

Non per papà Giuseppe, 85 anni, una vita trascorsa a prestare anch’egli servizio nell’Arma, e la sorella Sabina, che oggi vive a Genova, e che insieme al padre si batte per far riaprire il caso. Perché, secondo loro, il suicidio è solo una messinscena: Salvatore è stato assassinato, e il suo corpo ricomposto ad arte nell’abitacolo della macchina.

È già pronta un’istanza alla procura generale di Milano per far ripartire le indagini, perché quella di Monza ha chiesto e ottenuto l’archiviazione. Il provvedimento del gip Pierangela Renda, tuttavia, parla di «criticità» ed «omissioni» non giustificabili, ma purtroppo «irrimediabili», a proposito del modo in cui all’epoca sono stati effettuati i rilievi sulla scena del decesso del brigadiere. Ed è con le nuove tecniche e conoscenze nel campo dell’investigazione scientifica che, secondo il criminologo Carmelo Lavorino e l’avvocato Eduardo Rotondi, schierati a fianco dei parenti del brigadiere, si può scrivere un nuovo capitolo di questa storia. Partendo proprio dalla scena del «delitto», e da otto minuscole macchie di sangue, trovate sulla manica destra della giacca indossata dal carabiniere. Elemento fondamentale, sostiene il professor Lavorino: «Analizzando la loro morfologia, grazie a nuove tecniche di studio, emerge che sono tutte macchiette a spruzzo rivolte verso il basso: non avrebbero potuto avere quella forma e disposizione, se avesse tenuto sollevato il braccio per spararsi».

Manca il sangue sulla parte sinistra dell’abitacolo, in corrispondenza della direzione d’uscita del proiettile. Il finestrino in frantumi non era quello del lato guida, come ha incredibilmente sbagliato a indicare il medico legale all’epoca del primo sopralluogo, ma quello del passeggero. Inoltre Incorvaia si sarebbe sparato senza posare la pistola alla tempia, modo di per sé anomalo e una ricostruzione tridimensionale dimostrerebbe che la traiettoria di uscita del proiettile dal capo del militare non coincide col punto in cui si è andato a infilare il colpo (una ventina di centimetri più in basso, nel montante dell’auto). La conclusione, di parte, è che Incorvaia è stato ammazzato in realtà fuori dalla macchina, e non all’interno. Ma da chi, e perché? Di ipotesi, in questi anni, se ne sono fatte tante.

L’anziano padre Giuseppe non ha dubbi: «È stato qualcuno su cui mio figlio stava indagando. Salvatore era sposato e aveva una bambina di tre anni… non si sarebbe mai tolto la vita. Prima che morisse — continua Giuseppe — lo vedevo molto preoccupato. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi disse che non poteva raccontarmi nulla, perché si trattava di una vicenda che coinvolgeva persone ad alti livelli e avrebbe potuto mettere a rischio la sua vita e anche la nostra». In una memoria, l’85enne ha indicato i nomi e i cognomi di chi, secondo lui, ha lavorato per depistare le indagini: «Non posso renderli pubblici, ma sono in quel documento, consegnato alla magistratura perché faccia i debiti accertamenti. Sulla morte di mio figlio finora è stata data soltanto una spiegazione di comodo».

di Federico Berni da il Corriere della sera

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VELASCA E VIMERCATE NEWS Vimercate e Concorezzo, tre donne minacciate e rapinate

20 Settembre 2016, 11:09am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA E VIMERCATE NEWS Vimercate e Concorezzo, tre donne minacciate e rapinate

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vimercate. Tre rapine in pochi minuti, tre donne minacciate con un coltello e derubate. E' massima allerta in tutta la Brianza dopo la sequenza di crimini messi a segno ieri sera, intorno alle 9,30, tra Vimercate e Concorezzo. Si ricercano due uomini, probabilmente nordafricani, fuggiti a bordo di un'auto di cui gli inquirenti avrebbero diversi dettagli. Il primo colpo a Vimercate in via Mazzini.

"Questa sera a Vimercate in via Mazzini mentre mia moglie porta fuori i sacchi della pattumiera viene travolta da due persone con un coltellaccio puntato alla gola per portarle via la catenina - racconta su FAcebook Ivano ZAccaria carabinieri dicevano che questa sera in due ore han fatto tre scippi sempre loro coltello alla mano uno aveva una maglietta rossa parlando un italiano straniero spaventata è al pronto soccorso X "un controllo X la pressione alta !! Ecco questo sono le risorse italiane; non puoi più uscire alla sera avendo paura di questi criminali che noi tutte le sere essendo panettieri diamo un sacco di pane pizza focacce; ecc, ecc!! per avere come ringraziamento un coltello puntato alla gola !!!

FONTE VIMERCATE ORG

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate per i terremotati

14 Settembre 2016, 09:49am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate per i terremotati
VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate per i terremotati

DI MORENA MOTTA VIMERCATE - Venerdì 23 settembre, presso l’area feste di Via Degli Atleti, a partire dalle ore 19.30 con spettacolo di intrattenimento previsto per le 22.00, si terrà una cena solidale per aiutare le popolazioni del Centro Italia colpite dal devastante terremoto del 24 agosto, raccogliendo fondi da destinare alla ricostruzione.

Per l'occasione verrà servita la pasta all’amatriciana, uno dei piatti più rappresentativi della cucina italiana, nonché piatto simbolo della città più colpita dal sisma.

L'evento è stato organizzato dall'Amministrazione Comunale di Vimercate e dalla Pro Loco, in collaborazione con Enaip, Associazione Nazionale Alpini, Associazione Volontari Pronto Soccorso e altre associazioni e società private del luogo.

Ospiti per lo spettacolo: Alberto Patrucco, Roberto Brivio, Luca Klobas, l’arpista internazionale Vincenzo Zitello e la scrittrice e giornalista Gabriella Greison.

Per prenotazion: 392.5343944 - e-mail: info@prolocovimercate.org

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VELASCA VIMERCATE NEWS LA STORIA DI VELASCA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

14 Settembre 2016, 09:44am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS LA STORIA DI VELASCA A CURA DI MICHELE PAPPACODA
VELASCA VIMERCATE NEWS LA STORIA DI VELASCA A CURA DI MICHELE PAPPACODA
VELASCA VIMERCATE NEWS LA STORIA DI VELASCA A CURA DI MICHELE PAPPACODA
VELASCA VIMERCATE NEWS LA STORIA DI VELASCA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Verso la metà del 1500 Velasca era una semplice cascina che faceva parte del territorio di Velate.

Nel 1545 Velasca era abitata da quattro famiglie formate da 18 persone in tutto.

Il centro spirituale della nostra minuscola comunità, almeno dal Seicento in poi, fu un piccolo Oratorio dedicato a S. Maria Maddalena, costruito nel 1626. All'inizio veniva curato dai frati, in seguito venivano dei sacerdoti per celebrare la messa.

Passarono molti anni e Velasca rimase per molto tempo costituita da poche cascine e dalla casa del conte Volontieri, l'attuale biblioteca.

Gli abitanti erano tutti contadini.

Verso la fine del 1800 c'era in paese un canatorio (dove si preparavano le spolette da mettere nei telai) che però venne chiuso perché le donne avevano in casa un telaio proprio.

A quell'epoca la popolazione espresse il desiderio di avere un parroco tutto per sé.

Don Romeo Rosa divenne così cappellano a Velasca; bisognava poi pensare alla chiesa.

Fu comprato per 400 lire il terreno del conte Volontieri e il 22 marzo del 1913 viene posata la prima pietra della nuova chiesa in onore di S. Maria Maddalena.

L'anno dopo, la costruzione fu ultima con una spesa complessiva di £ 35.849; era per l'epoca una cifra non eccessiva è ciò fu possibile perché i velaschesi vi prestarono gratuitamente la loro opera.

La chiesa fu poi benedetta e vi si celebrò la prima messa.

Il vecchio oratorio venne usato come teatro per la rappresentazione dei burattini dove i girovaghi di passaggio facevano spettacoli per divertire la gente.

In seguito la prima chiesetta venne riadattata ad abitazione, dividendola in mezzo, in modo di avere un piano inferiore ed superiore.

I defunti della frazione venivano portati, fin dal 1811, al camposanto di Oreno.

Nel 1946 morì una ragazza diciassettenne, la mamma che desiderava averla sepolta vicino a lei, donò al comune di Vimercate il terreno dove adesso sorge il cimitero e il comune iniziò la costruzione.

Verso la fine della seconda guerra mondiale, ci fu una immigrazione in Velasca: dalla provincia di Bergamo (Colere, Schilpario...), dove la società Falk possedeva delle miniere di ferro che poi vennero chiuse dopo la guerra, arrivarono molte persone che cercavano un nuovo lavoro in pianura.

All'inizio questi operai abitavano proprio a Velasca, ma vi trovavano delle sistemazioni provvisorie infatti a fine settimana tornavano al loro paese.

Poi col tempo e con i guadagni ottenuti costruirono le case e si trasferirono definitivamente sul posto.

Altri, sempre in cerca di lavoro, provenivano dalla Valtellina, altri ancora dal bresciano e altri dal meridione.

Nel 1960 è stata costruita la fabbrica Italcornici e nel 1966 l'I.B.M.

L'economia velaschese è completamente cambiata, da agricoltori gli abitanti diventarono operai, solo nel tempo libero si dedicavano ancora ai lavori nei campi.

Più avanti negli anni è arrivata molta gente dei paesi limitrofi perché lavorava nelle industrie della zona (Teletra, I.B.M. o Celestica) e voleva trovare una casa più vicina al posto di lavoro. Per questo motivo la densità della popolazione è andata in crescendo.

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VELASCA VIMERCATE NEWS Metropolitana, servono 567 milioni di euro

8 Settembre 2016, 08:04am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Metropolitana, servono 567 milioni di euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vimercate. Regione e Comuni, di qualsiasi estrazione politica, lanciano un messaggio chiaro: la Brianza vuole infrastrutture moderne ed ecosostenibili e questo si traduce nel prolungamento della M2 a Vimercate e della M5 a Monza. Giovedì si è tenuto oggi a Palazzo Lombardia il tavolo istituzionale richiesto dalla Lega Nord con una mozione (primi firmatari il capogruppo del Carroccio, Massimiliano Romeo e il vicecapogruppo Jari Colla), e a cui trasversalmente hanno aderito tutti: erano infatti presenti, tra i tanti, l'assessore ai Trasporti Alessandro Sorte, il sindaco di Monza Roberto Scanagatti, i consiglieri del PD Enrico Brambilla e Laura Barzaghi, diversi amministratori locali . “Regione Lombardia è pronta a fare la sua parte – dichiarano Romeo e Colla – è indispensabile però che anche lo Stato centrale garantisca le risorse necessarie e non si dimentichi di un’area così strategica come il Nord milanese e la Brianza.” Per il prolungamento della "verde" a Vimercate, passando da Brugherio, Carugate, Agrate, Concorezzo e Vimercate, servono 567 milioni di euro (sul tavolo anche l'ipotesi di una metro leggera e in superficie che abbatterebbe notevolmente i costi). La tratta, con 5 stazioni, sarebbe lunga complessivamente 9,7 km. Da anni i Comuni interessati hanno vincolato i loro Pgt a questo progetto, già arrivato alla fase preliminare. “La Regione – continuano i consiglieri – ha già messo in bilancio 75 mila euro per il cofinanziamento dello studio di fattibilità per il prolungamento della M5 da Bignami a Monza. A questo proposito va sottolineato che lo studio di fattibilità deve essere realizzato in maniera approfondita e riguardare non solo i costi di realizzazione ma anche quelli di gestione. La presentazione di un documento non adeguato rischierebbe di compromettere il finanziamento dell’opera.” “Per quanto riguarda la M2, ovvero il prolungamento della metro da Cologno Nord a Vimercate, occorre riprendere un iter interrotto nel 2010, quando la Corte dei Conti bloccò al CIPE l’approvazione del progetto preliminare.” “L’incontro di oggi – concludono i consiglieri della Lega Nord - è stato positivo sia per i contenuti espressi che per l’impegno di tutti a lavorare per garantire le fonti di finanziamento. La prossima convocazione del tavolo istituzionale è prevista per la prima metà del mese di settembre.”

Fonte Vimercateorg.

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VELASCA VIMERCATE NEWS Piscina comunale, quante sorprese da settembre!

30 Agosto 2016, 12:52pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Piscina comunale, quante sorprese da settembre!
VELASCA VIMERCATE NEWS Piscina comunale, quante sorprese da settembre!

INSERITO DA MORENA MOTTA Vimercate. La Stagione Sportiva 2016-2017 si apre con una piacevole novità per gli utenti del Centro Sportivo di Vimercate (Via degli Atleti, 1) dove IN SPORT – Società sportiva dilettantistica riconosciuta CONI che promuove l'attività sportiva all’insegna del claim “Allenati a star bene” – ha effettuato, in accordo con l’Amministrazione Comunale, lavori di manutenzione straordinaria: una rinnovata veste per gli spogliatoi grazie al rifacimento delle docce, del pavimento della zone docce e dei servizi, un nuovo fondo per la vasca ricreativa e altri lavori di riqualificazione degli impianti tecnologici.

News anche sul fronte delle attività:
· nuovi e sempre più vari programmi di nuoto libero, con 30 minuti in più il Sabato e la Domenica;
· per i mattinieri, un corso di acquagym in acqua alta anche alle 7.00 il Martedì;
· tanti nuovi orari aggiuntivi per la scuola nuoto affinché sempre più bimbi possano trovare l’orario più comodo per le loro esigenze;
· grande novità per gli amanti del fitness terrestre, da Ottobre, iniziano i corsi di pilates e zumba.
Info e orari su: http://www.insportsrl.it/attachments/brochure-vimercate-16-A4(ok).2.pdf
Per i camp estivi, che hanno registrato un ottimo andamento, si segnalano ancora pochi posti disponibili per la settimana dal 29 Agosto al 2 Settembre e quella dal 5 al 9 Settembre. Poi l’attesa per le prossime avventure da vivere ad IN CAMP sarà molto breve, perché la formula verrà proposta anche per le vacanze di Natale e di Pasqua.
Lido estivo aperto fino al 31 Agosto e dal 1 Settembre si riparte anche con il Progetto “Movement”: un programma di ampio respiro fondato sul “movimento” inteso come lotta alla sedentarietà e strumento di salute che, sino ad ora, ha coinvolto oltre 14.000 partecipanti attraverso eventi totalmente gratuiti incentrati sul benessere, divertimento e socializzazione per tutti, senza barriere e senza distinzioni di sesso, età, condizione fisica.

FONTE di Paolo Fossati IL VIMERCATE.ORG

http://www.ilvimercate.org/sport/1169-piscina-comunale-quante-sorpresa-da-settembre.html

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VELASCA VIMERCATE NEWS L'ex sindaco Brambilla si esilia da Sei di Vimercate se...

29 Agosto 2016, 09:13am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS L'ex sindaco Brambilla si esilia da Sei di Vimercate se...

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vimercate. Più che un arrivederci è un vero e proprio addio. Paolo Brambilla, ex sindaco di Vimercate, si è chiuso alle spalle la porta virtuale di "Sei di Vimercate se...", il gruppo Facebook dedicato ai fatti vimercatesi che raduna circa 4200 naviganti del web. A detta dell'ex cittadino, la piazza virtuale si sarebbe sbilanciata troppo a favore della nuova Amministrazione grillina: troppa politica, moderatori "di parte", toni eccessivi ed ecco la decisione. Comunicata ovviamente in piazza. Un post che, prevedibilmente, ha aperto un lungo confronto. Ma Brambilla non è più (per ora) tornato sui passi.

L'ADDIO "Mi sono preso un giorno per pensarci, ma ho deciso: sto per lasciare il gruppo “Sei di Vimercate se”. Mi ero iscritto quando era qualcosa di diverso da quello che è diventato. Fino a qualche settimana fa avevo un ruolo pubblico, quello di Sindaco di Vimercate, ed ho assistito a come molti post abbiano finito per concentrarsi su temi che coinvolgevano l’Amministrazione Comunale che guidavo. Con il tempo che ho potuto dedicarci, mi sono permesso di intervenire a commento di questi post per fornire informazioni, effettuare precisazioni, controbattere valutazioni. Spesso per contrastare giudizi negativi sull’Amministrazione, a volte pubblicati anche da alcuni (non tutti) amministratori. Soprattutto durante la campagna elettorale. Ho ritenuto quasi doveroso farlo. Sempre però dal mio account personale, senza coinvolgere nel gruppo l’Istituzione Comune, il mio partito, la mia coalizione. Perché così si fa, almeno per me. Perché così ho inteso il mio stare in questo gruppo. Solo molto saltuariamente ho pubblicato direttamente sul gruppo, e sempre dal mio account personale, miei post su alcune attività istituzionali, informazioni su alcuni progetti dell’Amministrazione. Che ora un amministratore del gruppo pubblichi un link del sito di un movimento politico su una attività svolta dal Sindaco in carica, perché sollecitato a farlo dallo stesso movimento politico, mi fa ritenere che questo gruppo non mi interessi più. Da cittadino di Vimercate e da Sindaco in carica avevo ritenuto piacevole e doveroso starci, contribuire al confronto per quanto possibile. Ora non più. Non sarà comunque una grave perdita per il gruppo. Anticipo l’ironia di qualcuno. Se cambieranno regole e il modo di applicarle, magari tornerò. Un ringraziamento a Mara Cesana, che ho trovato equilibrata nel suo impegno di amministratrice del gruppo.

FONTE http://www.ilvimercate.org/politica/1167-l-ex-sindaco-brambilla-si-esilia-da-sei-di-vimercate-se.html

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VELASCA VIMERCATE NEWS Arriva il feretro, ma non c'è la tomba

28 Agosto 2016, 09:59am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Arriva il feretro, ma non c'è la tomba
VELASCA VIMERCATE NEWS Arriva il feretro, ma non c'è la tomba

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vimercate. Arriva il feretro, non c'è la tomba. E' assurdo quanto accaduto giovedì scorso a una famiglia vimercatese, riunitasi per l'estremo saluto al proprio congiunto, Aldo Perego, 85 anni. Dopo la cerimonia funebre celebrata a San Maurizio, il corteo si è diretto al cimitero cittadino per la benedizione e la sepoltura. Erano le 12 e sul camposato di largo Marinai d'Italia batteva il sole a picco. Con incredulità e dolore, i famigliari, tra cui la moglie ottantenne dell'uomo, hanno dovuto constatare che la tomba non era stata scavata. Nell'imbarazzo generale, l'impresa funebre ha contattato la ditta incaricata dei lavori: ma il disguido è stato risolto solo tre ore dopo, con la maggior parte dei parenti (moglie inclusa) costretti dal caldo a lasciare il cimitero senza assistere alla sepoltura. Ora spetterà al Comune chiarire la vicenda e prendere eventuali provvedimenti per i responsabili dell'inaudito contrattempo.

SCRITTO DA PAOLO FOSSATI http://www.ilvimercate.org/politica/1171-arriva-il-feretro-ma-non-c-e-la-tomba.html

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VELASCA VIMERCATE NEWS La Brianza in tram: breve storia dei binari da fine ’800 a oggi

24 Agosto 2016, 10:17am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS La Brianza in tram: breve storia dei binari da fine ’800 a oggi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GUARDA Date e linee - La Brianza in tram celebra i suoi anniversari tondi: 130 anni fa l’inagurazione della tratta Seregno-Carate Brianza sulla Milano-Desio-Seregno, dieci anni prima era toccato alla Milano-Monza. Da strumento della modernità all’inizio secolo a “ferrovecchio” negli anni Cinquanta: ma ora il tram rinasce. Sono passati 130 anni dall’inaugurazione della tratta Seregno-Carate Brianza. I tram a vapore cominciarono a circolare sul prolungamento della linea Milano-Desio-Seregno l’8 agosto 1886 (o una settimana prima, secondo altre testimonianze), coprendo un tracciato di quasi 3,6 chilometri nel cuore della Brianza. Se di anniversari bisogna parlare, tuttavia, non si può omettere quello della regina delle tratte: la Milano-Monza, aperta l’8 luglio del 1876. Originariamente a trazione ippica, fu la prima linea tranviaria milanese in assoluto (tra le mura della città meneghina circolavano solamente omnibus).

Sono sono trascorsi ben 130 anni dal primo viaggio, i ricordi non sono completamente sbiaditi. Perché le ultime corse tra Desio e Carate sono datate 25 aprile 1982, mentre correva l’anno 2011 quando i tram furono messi definitivamente in pensione sull’intera tratta, dopo una graduale contrazione chilometrica tra i capolinea.

Eppure a guardare gli scatti delle prime locomotive, dei binari che rasentavano le abitazioni, della folla scura di pendolari diretti a Milano per una giornata di lavoro, si coglie uno spaccato di vita d’altri tempi. Tempi che hanno segnato la storia del territorio, che hanno plasmato il tessuto urbano, che hanno lasciato segni indelebili sebbene apparentemente invisibili.

Verso Carate - «Il 28 novembre 1878, fu la società inglese “The tramways & general works company” a ottenere dalla Deputazione provinciale di Milano la concessione per la costruzione di una tranvia che, su progetto dell’ingegnere Berani, collegasse Milano a Giussano passando per Desio e Seregno, lungo la strada Valassina. Fu inaugurata nel 1881» ha raccontato Mauro Anzani, appassionato di storia dei tram e membro dell’associazione “Utenti del trasporto pubblico”. 

Nel 1886 venne inaugurata la diramazione Seregno-Carate, a cui fu associata anche la costruzione di 2 raccordi merci con le stazioni di Desio e di Seregno: «Assieme a quello di Milano, questi testimoniano l’importanza che il trasporto merci avesse per le tranvie a vapore» ha spiegato Anzani. Perché «il valore delle nuove linee interurbane fu certamente quello di collegare paesi fino a quel momento completamente sguarniti di mezzi di trasporto pubblico. Un legame essenziale non solo per la mobilità dei passeggeri, ma anche per lo scambio di merci. I commercianti erano i maggiori sostenitori delle tranvie. Il peso economico del traffico di prodotti era talmente importante che, con l’avvento dei camion, furono solo le linee molto frequentate dai passeggeri a resistere».

 

Un’immagine storica del tram a Monza, di passaggio sotto l’arengario

Un’immagine storica del tram a Monza, di passaggio sotto l’arengario 
(Foto by Redazione online)

 

 

I cambi di gestione - La Milano-Carate / Giussano ebbe una vita ricca di avvicendamenti. Nel 1889 subentrò alla società inglese la “The lombardy road raylways Co. Ldt”, che a sua volta venne soppiantata dalla STEL (Società trazione elettrica lombarda) nel 1919. Nell’ambito del programma di acquisizione ed elettrificazione delle linee, la STEL cominciò subito ad aprire i cantieri per sostituire i tram a vapore con quelli mossi tramite energia elettrica.

E qui ci sono altri 2 anniversari da inserire nel calendario 2016: il 14 agosto 1926 l’elettrificazione arrivò fino a Desio. A Seregno arrivò 3 anni più tardi, da Seregno a Carate/Giussano 10 anni più tardi (nel 1936). Con la sostituzione della forza motrice, a Seregno cambiò anche il percorso urbano dei binari. Tra le modifiche effettuate ci fu la collocazione del “bivio” tra le due diramazioni (verso Carate e verso Giussano): da via Verdi si spostò dopo piazza Prealpi. Nel luglio 1939, la gestione della tranvia passò in definitiva ad Atm (Azienda trasporti milanesi). Che la gestisce ancora oggi.

L’attualità - «Hanno vinto i conti della serva, ma togliere i tram è stato un depauperamento».Mauro Anzani, membro dell’Associazione utenti trasporto pubblico (Utp), sulla questione non ha alcun dubbio.

«Negli anni ’60, il futuro si identificava con la sostituzione degli autobus ai tram – ha spiegato – Il trasporto su gomma veniva visto come un ammodernamento: una modalità di trasporto innovativa, su mezzi di trasporto nuovi. Al contrario, le tranvie erano considerate vecchie e troppo vincolate».

Con l’andare degli anni, tuttavia, lo scenario è cambiato. «L’aumento sproporzionato del traffico ha fatto perdere completamente i vantaggi del trasporto pubblico su strada, perché anche prendendo il bus resti imbottigliato. Negli anni ’60 bisognava ammodernare, e non togliere le linee su ferro».

Ecco perché la notizia della metrotranvia Milano-Desio-Seregno (un progetto di circa 230 milioni di euro, i cui cantieri sono già stati aperti sul versante milanese e rispetto al quale non sono mancate polemiche) viene accolto da Anzani con favore. 
«Anche se esiste già il treno: la metrotranvia ha una funzione diversa, e in particolare collega i paesi che si trovano sulla linea». A dettagliare gli accorgimenti da mettere in campo perché la nuova infrastruttura faccia bersaglio sui vantaggi sperati, è stato l’ingegnere Agostino Fornaroli, che oltre ad essere segretario nazionale Utp è un “mobility manager”.

 

«Il trasporto pubblico locale dà grandissimi vantaggi. Bastano poche regole per rendere il servizio efficiente e appetibile agli utenti – ha spiegato – Per esempio dando la precedenza sempre ai mezzi pubblici, sul percorso e agli incroci: si raddoppia la velocità e si dimezzano i costi (anche in termini commerciali). Ma anche sincronizzando gli arrivi e le partenze delle diverse linee e stabilendo frequenze chiare». I bus elettrici? «Possono essere linee di adduzione al tram, ma non sostitutivi: condividono la carreggiata con il traffico privato e hanno una capacità di trasporto 100 volte inferiore».

La storia di “Ul Carletu tranviè” - Ha scalfito così a fondo la memoria storica del territorio, quel “bianco tram” che attraversava la Brianza, da guadagnarsi un posto irrinunciabile nell’immaginario collettivo: il passo ritmato della corsa lungo i binari, il fischio acuto che si perde nel cielo fumoso, il vociare dei pendolari e le grida del conducente che corrono assieme ai convogli. Immagini e ricordi che il duo seregnese dei Viganò Brothers ha inserito nel repertorio popolare fermando tra le righe del pentagramma la storia de “Ul Carletu tranviè”. Un brano nato in collaborazione con Mario Galimberti e portato in sala di incisione 2 anni fa.

 

«Il tram che collegava le cittadine brianzole non solo tra di loro, ma anche a Milano, aveva un enorme valore – ha raccontato Valter Viganò, che assieme a Massimo canta storie in dialetto – Si trattava dell’unico mezzo di comunicazione alla portata di tutti. Su questo tram si svolgeva la vita. Per i pendolari che passavano ore delle loro giornate a bordo del mezzo, salire sul tram significava tessere relazioni. C’erano incontri, dialoghi, scambi di idee. Si concludevano affari, si creavano crocchi e compagnie. Si incontrava l’amore». Mentre la rete sociale si muoveva veloce sulla rotaia, il tranviere svolgeva un ruolo essenziale non solo come conducente, ma «come intermediario di mille azioni, emozioni, fatti».

La portata storica e sociale del tram trova piena rivelazione nell’uso del dialetto. Che come forma espressiva già plasma le proprietà della sostanza: «Abbiamo scelto di cantare i nostri brani in dialetto per valorizzare l’ambiente e i costumi del nostro territorio» ha spiegato Valter. E se è vero che la lingua è già di per sé un aspetto della località da apprezzare (anche a prescindere dalle storie che si raccontano), nel caso del tram si mette in pieno risalto un pezzo di storia che esprime tratti identitari di un territorio. Il progresso che cancella - Così decisivi che il Carletu è “un tranviè deluso”, perché “il tram è sparito e il grande amore è finito”. Non solo quello per “la bionda” conosciuta al capolinea, ma anche quello per il convoglio bianco intessuto di storie ed emozioni. Immagini racchiuse in “anni spariti ormai, cancellati dal progresso”: la modernità ha detto “addio ai sogni di gloria” e «ha perso un mare di possibilità – ha specificato Valter – Sarebbe stato bellissimo tenere questo tram. Se non più utile per il trasporto, lo si poteva almeno valorizzare come attrattiva».

 

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate si veste da enoteca diffusa

24 Agosto 2016, 09:53am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate si veste da enoteca diffusa
VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate si veste da enoteca diffusa

INSERITO DA MORENA MOTTA L’associazione Circolo Culturale Vimercatese ripropone l'evento “Vimercate e Vino” giunto alla quarta edizione e che si svolgerà il 2-3-4 settembre 2016 all'interno del cortile di Villa Sottocasa, Must e Parco Trotti.

Vimercate e Vino nasce dall'idea di sviluppare un evento ad hoc per la città di Vimercate.
Il suo scopo è infatti duplice: da un lato la divulgazione del concetto “bere meno, bere meglio“, più che mai rilevante soprattutto tra le giovani generazioni, e dall'altro la valorizzazione del vino Made in Italy, uno dei prodotti di maggiore rappresentanza del nostro Paese in ambito internazionale.
Tre giorni per saperne di più del vino, ma anche per fare un salto indietro nel tempo. Filo conduttore della manifestazione sarà infatti il Medioevo, a cui è stata dedicata l’edizione 2016. In particolare durante la tre giorni i partecipanti potranno acquistare un pass, con bicchiere incluso, che darà diritto ad un tour per assaggiare dieci diversi vini di altrettante regioni.
Questa edizione è patrocinata, oltre che dall'assessorato alle politiche culturali del Comune di Vimercate anche dalla provincia di Monza e Brianza. Media partner sono il Giornale di Vimercate e Radio Lombardia. Il programma completo dell’evento è visibile sul sito www.vimercatevino.it.

FONTE di Paolo Fossati IL VIMERCATE.ORG

http://www.ilvimercate.org/cultura/1168-villa-sottocasa-si-veste-da-enoteca.html

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