Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vimercate. Arriva il feretro, non c'è la tomba. E' assurdo quanto accaduto giovedì scorso a una famiglia vimercatese, riunitasi per l'estremo saluto al proprio congiunto, Aldo Perego, 85 anni. Dopo la cerimonia funebre celebrata a San Maurizio, il corteo si è diretto al cimitero cittadino per la benedizione e la sepoltura. Erano le 12 e sul camposato di largo Marinai d'Italia batteva il sole a picco. Con incredulità e dolore, i famigliari, tra cui la moglie ottantenne dell'uomo, hanno dovuto constatare che la tomba non era stata scavata. Nell'imbarazzo generale, l'impresa funebre ha contattato la ditta incaricata dei lavori: ma il disguido è stato risolto solo tre ore dopo, con la maggior parte dei parenti (moglie inclusa) costretti dal caldo a lasciare il cimitero senza assistere alla sepoltura. Ora spetterà al Comune chiarire la vicenda e prendere eventuali provvedimenti per i responsabili dell'inaudito contrattempo.
SCRITTO DA PAOLO FOSSATI http://www.ilvimercate.org/politica/1171-arriva-il-feretro-ma-non-c-e-la-tomba.html
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GUARDA Date e linee - La Brianza in tram celebra i suoi anniversari tondi: 130 anni fa l’inagurazione della tratta Seregno-Carate Brianza sulla Milano-Desio-Seregno, dieci anni prima era toccato alla Milano-Monza. Da strumento della modernità all’inizio secolo a “ferrovecchio” negli anni Cinquanta: ma ora il tram rinasce. Sono passati 130 anni dall’inaugurazione della tratta Seregno-Carate Brianza. I tram a vapore cominciarono a circolare sul prolungamento della linea Milano-Desio-Seregno l’8 agosto 1886 (o una settimana prima, secondo altre testimonianze), coprendo un tracciato di quasi 3,6 chilometri nel cuore della Brianza. Se di anniversari bisogna parlare, tuttavia, non si può omettere quello della regina delle tratte: la Milano-Monza, aperta l’8 luglio del 1876. Originariamente a trazione ippica, fu la prima linea tranviaria milanese in assoluto (tra le mura della città meneghina circolavano solamente omnibus).
Sono sono trascorsi ben 130 anni dal primo viaggio, i ricordi non sono completamente sbiaditi. Perché le ultime corse tra Desio e Carate sono datate 25 aprile 1982, mentre correva l’anno 2011 quando i tram furono messi definitivamente in pensione sull’intera tratta, dopo una graduale contrazione chilometrica tra i capolinea.
Eppure a guardare gli scatti delle prime locomotive, dei binari che rasentavano le abitazioni, della folla scura di pendolari diretti a Milano per una giornata di lavoro, si coglie uno spaccato di vita d’altri tempi. Tempi che hanno segnato la storia del territorio, che hanno plasmato il tessuto urbano, che hanno lasciato segni indelebili sebbene apparentemente invisibili.
Verso Carate - «Il 28 novembre 1878, fu la società inglese “The tramways & general works company” a ottenere dalla Deputazione provinciale di Milano la concessione per la costruzione di una tranvia che, su progetto dell’ingegnere Berani, collegasse Milano a Giussano passando per Desio e Seregno, lungo la strada Valassina. Fu inaugurata nel 1881» ha raccontato Mauro Anzani, appassionato di storia dei tram e membro dell’associazione “Utenti del trasporto pubblico”.
Nel 1886 venne inaugurata la diramazione Seregno-Carate, a cui fu associata anche la costruzione di 2 raccordi merci con le stazioni di Desio e di Seregno: «Assieme a quello di Milano, questi testimoniano l’importanza che il trasporto merci avesse per le tranvie a vapore» ha spiegato Anzani. Perché «il valore delle nuove linee interurbane fu certamente quello di collegare paesi fino a quel momento completamente sguarniti di mezzi di trasporto pubblico. Un legame essenziale non solo per la mobilità dei passeggeri, ma anche per lo scambio di merci. I commercianti erano i maggiori sostenitori delle tranvie. Il peso economico del traffico di prodotti era talmente importante che, con l’avvento dei camion, furono solo le linee molto frequentate dai passeggeri a resistere».
Un’immagine storica del tram a Monza, di passaggio sotto l’arengario
(Foto by Redazione online)
I cambi di gestione - La Milano-Carate / Giussano ebbe una vita ricca di avvicendamenti. Nel 1889 subentrò alla società inglese la “The lombardy road raylways Co. Ldt”, che a sua volta venne soppiantata dalla STEL (Società trazione elettrica lombarda) nel 1919. Nell’ambito del programma di acquisizione ed elettrificazione delle linee, la STEL cominciò subito ad aprire i cantieri per sostituire i tram a vapore con quelli mossi tramite energia elettrica.
E qui ci sono altri 2 anniversari da inserire nel calendario 2016: il 14 agosto 1926 l’elettrificazione arrivò fino a Desio. A Seregno arrivò 3 anni più tardi, da Seregno a Carate/Giussano 10 anni più tardi (nel 1936). Con la sostituzione della forza motrice, a Seregno cambiò anche il percorso urbano dei binari. Tra le modifiche effettuate ci fu la collocazione del “bivio” tra le due diramazioni (verso Carate e verso Giussano): da via Verdi si spostò dopo piazza Prealpi. Nel luglio 1939, la gestione della tranvia passò in definitiva ad Atm (Azienda trasporti milanesi). Che la gestisce ancora oggi.
L’attualità - «Hanno vinto i conti della serva, ma togliere i tram è stato un depauperamento».Mauro Anzani, membro dell’Associazione utenti trasporto pubblico (Utp), sulla questione non ha alcun dubbio.
«Negli anni ’60, il futuro si identificava con la sostituzione degli autobus ai tram – ha spiegato – Il trasporto su gomma veniva visto come un ammodernamento: una modalità di trasporto innovativa, su mezzi di trasporto nuovi. Al contrario, le tranvie erano considerate vecchie e troppo vincolate».
Con l’andare degli anni, tuttavia, lo scenario è cambiato. «L’aumento sproporzionato del traffico ha fatto perdere completamente i vantaggi del trasporto pubblico su strada, perché anche prendendo il bus resti imbottigliato. Negli anni ’60 bisognava ammodernare, e non togliere le linee su ferro».
Ecco perché la notizia della metrotranvia Milano-Desio-Seregno (un progetto di circa 230 milioni di euro, i cui cantieri sono già stati aperti sul versante milanese e rispetto al quale non sono mancate polemiche) viene accolto da Anzani con favore.
«Anche se esiste già il treno: la metrotranvia ha una funzione diversa, e in particolare collega i paesi che si trovano sulla linea». A dettagliare gli accorgimenti da mettere in campo perché la nuova infrastruttura faccia bersaglio sui vantaggi sperati, è stato l’ingegnere Agostino Fornaroli, che oltre ad essere segretario nazionale Utp è un “mobility manager”.
«Il trasporto pubblico locale dà grandissimi vantaggi. Bastano poche regole per rendere il servizio efficiente e appetibile agli utenti – ha spiegato – Per esempio dando la precedenza sempre ai mezzi pubblici, sul percorso e agli incroci: si raddoppia la velocità e si dimezzano i costi (anche in termini commerciali). Ma anche sincronizzando gli arrivi e le partenze delle diverse linee e stabilendo frequenze chiare». I bus elettrici? «Possono essere linee di adduzione al tram, ma non sostitutivi: condividono la carreggiata con il traffico privato e hanno una capacità di trasporto 100 volte inferiore».
La storia di “Ul Carletu tranviè” - Ha scalfito così a fondo la memoria storica del territorio, quel “bianco tram” che attraversava la Brianza, da guadagnarsi un posto irrinunciabile nell’immaginario collettivo: il passo ritmato della corsa lungo i binari, il fischio acuto che si perde nel cielo fumoso, il vociare dei pendolari e le grida del conducente che corrono assieme ai convogli. Immagini e ricordi che il duo seregnese dei Viganò Brothers ha inserito nel repertorio popolare fermando tra le righe del pentagramma la storia de “Ul Carletu tranviè”. Un brano nato in collaborazione con Mario Galimberti e portato in sala di incisione 2 anni fa.
«Il tram che collegava le cittadine brianzole non solo tra di loro, ma anche a Milano, aveva un enorme valore – ha raccontato Valter Viganò, che assieme a Massimo canta storie in dialetto – Si trattava dell’unico mezzo di comunicazione alla portata di tutti. Su questo tram si svolgeva la vita. Per i pendolari che passavano ore delle loro giornate a bordo del mezzo, salire sul tram significava tessere relazioni. C’erano incontri, dialoghi, scambi di idee. Si concludevano affari, si creavano crocchi e compagnie. Si incontrava l’amore». Mentre la rete sociale si muoveva veloce sulla rotaia, il tranviere svolgeva un ruolo essenziale non solo come conducente, ma «come intermediario di mille azioni, emozioni, fatti».
La portata storica e sociale del tram trova piena rivelazione nell’uso del dialetto. Che come forma espressiva già plasma le proprietà della sostanza: «Abbiamo scelto di cantare i nostri brani in dialetto per valorizzare l’ambiente e i costumi del nostro territorio» ha spiegato Valter. E se è vero che la lingua è già di per sé un aspetto della località da apprezzare (anche a prescindere dalle storie che si raccontano), nel caso del tram si mette in pieno risalto un pezzo di storia che esprime tratti identitari di un territorio. Il progresso che cancella - Così decisivi che il Carletu è “un tranviè deluso”, perché “il tram è sparito e il grande amore è finito”. Non solo quello per “la bionda” conosciuta al capolinea, ma anche quello per il convoglio bianco intessuto di storie ed emozioni. Immagini racchiuse in “anni spariti ormai, cancellati dal progresso”: la modernità ha detto “addio ai sogni di gloria” e «ha perso un mare di possibilità – ha specificato Valter – Sarebbe stato bellissimo tenere questo tram. Se non più utile per il trasporto, lo si poteva almeno valorizzare come attrattiva».
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INSERITO DA MORENA MOTTA L’associazione Circolo Culturale Vimercatese ripropone l'evento “Vimercate e Vino” giunto alla quarta edizione e che si svolgerà il 2-3-4 settembre 2016 all'interno del cortile di Villa Sottocasa, Must e Parco Trotti.
Vimercate e Vino nasce dall'idea di sviluppare un evento ad hoc per la città di Vimercate.
Il suo scopo è infatti duplice: da un lato la divulgazione del concetto “bere meno, bere meglio“, più che mai rilevante soprattutto tra le giovani generazioni, e dall'altro la valorizzazione del vino Made in Italy, uno dei prodotti di maggiore rappresentanza del nostro Paese in ambito internazionale.
Tre giorni per saperne di più del vino, ma anche per fare un salto indietro nel tempo. Filo conduttore della manifestazione sarà infatti il Medioevo, a cui è stata dedicata l’edizione 2016. In particolare durante la tre giorni i partecipanti potranno acquistare un pass, con bicchiere incluso, che darà diritto ad un tour per assaggiare dieci diversi vini di altrettante regioni.
Questa edizione è patrocinata, oltre che dall'assessorato alle politiche culturali del Comune di Vimercate anche dalla provincia di Monza e Brianza. Media partner sono il Giornale di Vimercate e Radio Lombardia. Il programma completo dell’evento è visibile sul sito www.vimercatevino.it.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un bambino di sei anni originario del Bangladesh, è stato ricoverato in gravissime condizioni al San Gerardo di Monza, dopo essere rimasto schiacciato da una lastra di marmo, mentre giocava nel giardino di casa sua a Seregno. A dare l’allarme è stata la madre, richiamata dal fratello gemello del bimbo. A quanto si apprende i fratellini stavano tentando di usare come pedana una lastra di marmo alta due metri appoggiata ad un muro esterno della casa. Quando il piccolo si è arrampicato, con il peso si è tirato addosso il lastrone rimandovi schiacciato sotto.
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INSERITO DA DIRETTORE M.P. Dopo un anno intenso tra progetti finalizzati alle esigenze della cardiologia, cardiochirurgia e 118, luoghi cardioprotetti, corsi BLSD ed eventi per le scuole e la cittadinanza, Brianza per il Cuore Onlus si concede una vacanza: la sede in Villa Serena (Ospedale San Gerardo di Monza) chiuderà per tutto il mese di agosto, dall’1 al 31. Arrivederci a settembre, dunque, con tantissimi nuovi eventi in programma. Ripartiranno nel mese di settembre anche i corsi per diventare cittadini salvacuore imparando le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’uso dei defibrillatori con gli istruttori certificati #video.
Anche se la sede di Brianza per il Cuore si dedicherà qualche giorno di vacanza, continuerà la cardioprotezione di Monza e provincia grazie ai traguardi raggiunti in un anno di duro lavoro. Ecco qualche numero: 469 i defibrillatori installati sul territorio brianzolo, per un totale di circa 5mila soccorritori “laici” formati dalla onlus grazie ai corsi BLSD, 142 i DAE distribuiti sul Monza senza contare i 15 macchinari negli oratori con 150 “animatori salvacuore” e 2mila tra bambini e ragazzi che hanno ricevuto le nozioni utili per il primo soccorso. Monza ha il vanto di essere la provincia lombarda più cardioprotetta di tutte grazie alla presenza degli apparecchi anche in centri sportivi, oratori, condomini e alcune strutture private come aziende, negozi e studi professionali. Quello della cardioprotezione è un tema da non dimenticare, basti pensare che da gennaio a giugno 2016 sono stati ben 416 i casi di arresto cardiaco.
Per il primo evento bisognerà attendere fino al 15 di settembre quando Brianza per il Cuore sarà presente con uno stand presso il villaggio di accoglienza del 73° Open d’Italia con il Golf Club di Milano. In questa occasione, durante tutta la giornata, verranno offerte prestazioni gratuite e dimostrazioni: al mattino lo screening gratuito dei principali fattori di rischio cardiologico e, nel pomeriggio, le dimostrazioni pratiche di RCP e uso del defibrillatore DAE, il cavallo di battaglia della Onlus monzese.
Un grande evento, invece, il 1° di ottobre: la Giornata Mondiale del Cuore con un ritorno alla sede storica di questo evento annuale in piazza Roma a Monza, Arengario. Sarà un’ottima occasione per incontrare i cittadini che potranno effettuare screening gratuiti e avere consigli e suggerimenti per la salute del loro cuore.
Altri due appuntamenti nel mese di ottobre: il 9 a Nova Milanese ed il 23 a Sovico con le attese Isole della Salute. “Isole della salute” è un progetto nato nel 1995 che da allora riscuote grande successo tra le persone che aspettano l’appuntamento per conoscere, gratuitamente, i propri valori di rischio cardiovascolare.
Per conoscere tutti gli appuntamenti ed avere informazioni su corsi e progetti, potete visitare il sito di Brianza per il Cuore Onlus, clicca qui.
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Di Valentina RiganoUna donna di 29 anni è stata ricoverata all’ospedale di Merate , dopo essersi sentita male in seguito ad un aborto volontario fuori termine di legge. A quanto si apprende la donna, nigeriana da poco arrivata in Brianza avrebbe assunto, al quinto mese di gravidanza, una medicina artigianale abortiva. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Merate . A raccontare a medici e carabinieri cosa fosse accaduto sarebbe stato un familiare, che dopo aver detto che la ventonovenne si fosse servita di una sostanza usata in patria per abortire, ne avrebbe anche spiegato la motivazione. La donna avrebbe deciso di interrompere la gravidanza dopo essere stata lasciata dal compagno.
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Di Francesca ZoncaTemporali, lampi e tuoni nella notte ed uno scenario autunnale nella mattinata di venerdì 5 agosto. Il maltempo in Brianza sembra non voler lasciare tregua.
Come di consueto, la prima ad allagarsi è stata la tangenzialina tra Arcore ed Usmate, SP177: la strada è stata chiusa al traffico delle auto.
Oltre alla pioggia, i brianzoli si sono trovati a combattere anche con le forti raffiche di vento (video) che hanno reso il maltempo ancora meno sopportabile. Previste schiarite intorno alle ore 16.
Secondo gli esperti di 3B meteo, sono previsti tre giorni di tregua dal maltempo da sabato a lunedì che lasceranno nuovamente spazio a pioggia e temporali a partire da martedì 9 agosto.
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Di Valentina RiganoRissa nella notte tra martedì e mercoledì a Lissone. Ferito un marocchino, ma la dinamica del fatto non era chiara. Oggi però si è scoperto che le lesioni riportate erano dovute a un assalimento da parte di un cane di grossa taglia, scagliatogli contro da un connazionale.
LA VICENDA – La chiamata era arrivata nella notte e sembrava si trattasse di una “semplice scazzottata” tra due giovani marocchini, per motivi legati al consumo o allo spaccio di droga. Quando carabinieri e 118 sono attivati sul posto però, hanno trovato solo uno dei due, con contusioni e ferite visibili agli arti. Ma le ferite secondo i medici non potevano essere state causate da alcuna arma. Infine si è scoperto che a provocarle era stato un cane di grossa taglia, che lo aveva morsicato in più punti aizzato dal padrone di cui l’aggredito, per qualche ragione, non voleva fornire le generalità.
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di Michele Pappacoda Velasca dopo una laboriosa coltivazione del terreno fatta manualmente e artigianalmente con la forza delle braccia del Sig. Ambrogio Motta che nonostante i suoi 84 anni ha messo in sesto il suo orto e a distanza di mesi ora è contento per le colture venute a maturazione nonostante le piogge torrenziali di giugno. Le colture venute a maturazione sono: Cipolle, agli, melanzane, meloni, patate cetrioli zucchine pomodori carote sedano prezzemolo e basilico tutte venute a frutto senza concimi chimici, ma solo con concime naturale e acqua piovana. Ancora poche persone coltivano la terra naturalmente secondo le tradizioni degli antichi contadini e il sig. Ambrogio può andare fiero per quello che fa. Un grazie speciale a quest'uomo per il lavoro che svolge nel suo orto con amore e passione.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ormai non ci sono più dubbi. Per la Brianza si aggira uno scippatore seriale. Sono almeno 5 i colpi accertati messi a segno in una decina di giorni tra Seregno, Meda e Giussano, ma anche altre rapine effettuate negli stessi giorni potrebbero essere riconducibili allo stesso borseggiatore, essendo stati effettuati con identica modalità. L’ultimo episodio il mattino del 23 luglio nella frazione di Giussano, Birone.
Il ladro sceglie le sue vittime tra persone anziane: la più grande finora, di ben 85 anni. Spesso le individua mentre escono dalle chiese. Le pedina in bicicletta finché non si trovano in vie isolate e poco frequentate. Poi si avvicina e afferra la borsa con violenza, sfruttando l’effetto sorpresa per sfilarla di mano alla malcapitata, la quale, data la velocità dell’azione, non ha nemmeno il tempo di guardare in volto il suo aggressore.
Bottini grami però: spesso tra i 30 e i 50 euro. Ma anche per così poco lo scippatore non esita a mettere in pratica la sua tecnica violenta contro le anziane: una signora è finita in ospedale a Carate con la spalla fratturata in due punti e una prognosi di 45 giorni.
Massima attenzione quindi: in attesa di un identikit più preciso del ladro i Carabinieri di Giussano hanno per ora aumentato le pattuglie in zona. Con la collaborazione dei cittadini, lo scippatore ha le ore contate.