SPORT NEWS E SPORT LOCALE L'ultima «azzurra» di Morgan De Sanctis. «Smetto, mi dedico al Napoli»
INSERITO DA CARMELA MALAFRONTE Gigi Buffon festeggia la presenza n.126 che lo porta al secondo posto assoluto tra gli azzurri a pari merito con Maldini e a 12 partite di distanza dal primatista assoluto, Fabio Cannavaro. Ma la festa è solo sul campo, tutta nella parata sul rigore di Mifsoud che salva l'Italia nel momento più delicato della partita con Malta. "Emozione per 126 presenze? Io spero di fare qualcosa in più - dice il portiere prima di scappare verso il charter privato che la Juve ha messo a disposizione dei suoi giocatori - ma alla fine conta esserci ed essere protagonisti. I conti si fanno alla fine". I suoi conti personali appena pochi giorni fa dicevano 150: l'obiettivo che il n.1 si è posto in azzurro. Eppure, dopo la serata di Malta, scherza sull'età: "Io dico sempre che dopo i 30 anni diventi come i cani - la stramba citazione - ogni stagione ne vale sette. . ". Poi parla della serata: "Abbiamo voluto dare un brivido a noi stessi e agli spettatori, succede se affronti partite così senza essere concentrati al massimo". La tensione del risultato ha impedito a Morgan De Sanctis, che oggi compie 36 anni e ha annunciato il suo addio all'azzurro, l'onore dei munuti finali. "Peccato, sarebbe stato un bel modo per salutarlo, dice Buffon. Il suo secondo spiega invece le ragioni della rinuncia: "E' arrivato il momento di ora lasciare spazio ai giovani - ha spiegato il n.1 del Napoli -. Io non ho alcun rimpianto, ho fatto settanta convocazioni, giocando poche partite, ma la mia esperienza in nazionale è stata bellissima". "Non sono triste - ha concluso De Sanctis -, non ho mai pensato che senza Gigi Buffon sarei stato io il n.1: tante volte lui non c'é stato ma io non ero nel momento migliore". Ultima annotazione della serata. Oltre ai fischi e ai "buu" (stavolta non razzisti ma legati ai gol e ai duelli in campo con Dimech), Mario Balotelli si è preso anche qualche coro di parolacce in italiano dai tifosi maltesi: "Al di là del gol, Mario è stato bravo a non reagire", il commento di Prandelli, riferito ai falli del suo marcatore ma anche alla situazione ambientale.
METROPOLIS 27/03/2013
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)

INSERITO DA MICHELA MARTINI Che beffa. Il Livorno pareggia 3-3 con la Reggina al termine di una partita incredibile e si ritrova con 2 punti di vantaggio sul Verona, reduce dal 2-0 a Grosseto e prossimo avversario degli amaranto. Che giocano una buona gara nonostante le assenze, ma vengono traditi da Fiorillo, disastroso sui gol subiti.
INSERITO DA ANGELA CECERE 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nella quarta giornata per la categoria allievi si sono affrontati l'Ancora di Amalfi e il Napoli Futsal S.Maria, prima e seconda in classifica. La gara si presentava così bella che il presidente Longobardi ha seguito la squadra sin dal primo momento. Esaltante prestazione da parte degli ospiti, dopo i primi minuti di adattamento da parte dei sammaritani dovuto al freddo, alle dimensioni del campo e all'ottimo gioco da parte dell'Ancora di Amalfi, i biancoazzurri iniziano a macinare gioco e al nono passano con Sannino. I ragazzi di mister Ottoni anche dopo il vantaggio continuano a imporre il proprio gioco fino al ventesimo quando Sansone sigla il secondo gol per gli ospiti. A questo punto sembra fatta per il Napoli Futsal S.Maria ma i ragazzi dell'Ancora di Amalfi non ci stanno e con una bellissima reazione d'orgoglio si portano sul 2-2 con le reti di Buonocore e Carraro chiudendo così la prima frazione di gioco in parità. Il secondo tempo inizia con la sostituzione del portiere (migliore in campo) da parte dell'Ancora Amalfi che grazie ai suoi interventi, fa si che i sammaritani non passino in vantaggio superandosi in due parate strepitose su Sannino e su Cipriano. E come spesso succede, dopo tante occasioni mancate, arriva il gol dell'Ancora con Leone al ventiduesimo. Sembra tutto perso, ma i ragazzi di mister Ottoni negli ultimi quattro minuti ribaltano il risultato con la doppietta personale di Taglietta. Al fischio finale esplode la gioia dei napoletani per aver vinto una gara che fino a qualche minuto dal termine sembrava compromessa. Mister Ottoni a fine gara è felicissimo per i risultati che i propri ragazzi hanno ottenuto fino ad oggi (3 vittorie su 3). Risultato impensabile all'inizio campionato, ma oggi strameritato per l'impegno che tutti i ragazzi hanno messo per raggiungere il primato in classifica. Complimenti ai padroni di casa che comunque hanno tenuto testa fino all'ultimo secondo e un ringraziamento particolare alla società amalfitana per l'ottima ospitalità
INSERITO DA MICCHELE PAPPACODA Il centrocampista uruguayano: «Mi costringeva a cambiarmi in uno spogliatoio diverso». L’ex ad: «Fesserie» PALERMO – Emarginato, costretto a cambiarsi in uno spogliatoio diverso da quello della prima squadra, fuori rosa, anche se non ufficialmente. Sono stati mesi di inferno vissuti da Egidio Arevalo Rios. A causa di un unico responsabile, rivela il centrocampista uruguayano del Palermo: l’ormai amministratore delegato rosanero Pietro Lo Monaco. AdessoE Arevalo Rios ha ritrovato il sorriso e anche il posto in squadra, visto che ha giocato titolare nella prima uscita dei rosa con Malesani in panchina. Ora che il “nemico” è lontano, Arevalo Rios è tornato a parlare con la stampa, per fornire la propria versione dei fatti. «Non ho mai capito – chiarisce – perché dopo l’arrivo di Lo Monaco sia cambiato tutto. Con lui avrò forse parlato una volta, ma non è successo niente di particolare, poi Lo Monaco mi ha emarginato. Quando sono tornato a Palermo dopo le vacanze natalizie addirittura mi sono ritrovato in uno spogliatoio a parte. Avevo avvisato regolarmente il presidente e l’allenatore del mio ritardo, c’era una trattativa in corso con un club messicano, ma poi la situazione è sfumata. Di ritorno a Palermo ho chiesto il motivo dello spogliatoio separato e mi hanno risposto che l’aveva deciso Lo Monaco. Non potevo neanche più rilasciare interviste, in tredici anni di carriera non mi era mai capitato qualcosa di simile. Sembrava più che altro un suo capriccio, anche perché poi mi allenavo regolarmente con la squadra». Il suo nome, tra dicembre e gennaio, era accostato a molte squadre messicane, ma anche all’Espanyol e agli argentini del Boca Juniors. «Un mio addio al Palermo – precisa – non è stato mai ipotizzato da me o dal mio procuratore. L´unico a volerlo era Lo Monaco. Non avevo mai visto un direttore avere un peso così forte, anche di quello del presidente. Da quando è tornato Perinetti l’atmosfera della squadra è tornata più distesa e tranquilla, con Lo Monaco non era così». La replica di Pietro Lo Monaco è ferma. «Anziché raccontare fesserie – osserva l’ex ad – Rios pensi a rimboccarsi le maniche e faccia vedere quello che vale. Il Palermo lo sta ancora aspettando, lo ha acquistato per tre milioni di dollari e lo paga come nessun altro in squadra, eccetto Miccoli. Ha una grande responsabilità e deve contribuire a far risalire i rosa». Le vacanze di Natale molto più lunghe del previsto, per Lo Monaco, non erano autorizzate. «È rientrato – precisa – otto giorni dopo la data stabilita del 28 dicembre. A me non risulta che avesse avvertito, anzi ci ha pure fatto avere dei certificati medici. Mentre la squadra si allenava, lui metteva su Facebook le foto del capodanno festeggiato in Messico con la moglie. Gli ho sospeso gli emolumenti, l’ho multato e lo facevo cambiare in un altro spogliatoio, affinché capisse che non s’era comportato da professionista».
INSERITO DA YVONNE ADRIAENS