Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È stato inaugurato oggi il primo dei nuovi treni di ultima generazione di Titagarh Firema della Metropolitana di Catania. Firmato Pinfarina, il primo nuovo elettrotreno è dotato di due casse intercomunicanti ed è lungo 40 metri con la possibilità di essere accoppiato con un altro convoglio simile. La capienza nella configurazione a due casse è equivalente a quella dei convogli già in servizio ma sono i comfort a crescere grazie alle carrozze intercomunicanti, ai dispositivi di bordo dinamici di informazione audio e video ai passeggeri, all’illuminazione interamente a led e alla presenza di stive per i bagagli molto utili per il futuro collegamento con l’aeroporto. Non potevano poi mancare i punti di ricarica per dispositivi mobili e le postazioni riservate ai diversamente abili e alle biciclette, dotazioni che collocano questi treni ai più alti standard europei. Nei prossimi mesi proseguiranno le consegne dei restanti nove convogli facenti parte della prima commessa. Intanto, come detto, da oggi questo primo treno sarà in esercizio lungo la Metropolitana etnea, gestita dalla Ferrovia Circumetnea - ente a diretto controllo del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile - in servizio dall’11 luglio 1999. Il prossimo autunno è prevista inoltre l’inaugurazione delle due stazioni della Metropolitana Fontana e Monte Po, che si aggiungeranno alle altre undici stazioni già aperte all’utenza. FONTE FERROVIE INFO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'uomo aveva 55 anni. Era in convalescenza dopo l'aggressione da parte di un detenuto ed aveva contratto il covid. L'episodio reso noto dal Sappe Tragedia a Milazzo, nel Messinese, dove un assistente capo coordinatore della Polizia penitenziaria di 55 anni, in servizio nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, si è tolto la vita questa mattina. A renderlo noto è stato il Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe). «E' una notizia agghiacciante, che sconvolge tutti noi - dice Donato Capece, segretario generale del Sappe -. L’uomo ad aprile dell’anno scorso aveva subìto l’aggressione di un detenuto con conseguenti ferite per le quali ancora oggi era in convalescenza. Da poco aveva avuto il Covid. In servizio per tanti anni alla Centrale operativa regionale Polizia penitenziaria di Messina, era poi stato trasferito a Barcellona a seguito della chiusura delle centrali operative. Pare si sia sparato con un’arma da fuoco davanti alla moglie, ma non sappiamo se con la pistola ordinanza o un fucile da caccia». Capece ricorda come quello dei poliziotti penitenziari suicidi è "un dramma che va avanti da tempo senza segnali di attenzione da parte del ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. "Tre sono stati i suicidi nelle fila del Corpo da inizio anno, la media di uno al mese. Lo scorso anno furono 5, nel 2020 erano stati 6 e 11 nel 2019. I numeri dei suicidi sono allarmanti: dal 1997 a oggi sono stati 168. Nonostante ciò, scarse o pressoché inesistenti sono state le iniziative poste in essere dal Dap e, a ricaduta, dalle singole Direzioni degli istituti e servizi penitenziari, che pure avrebbero potuto adottare iniziative autonome, per prevenire e fronteggiare queste situazioni di disagio, anche non direttamente connesse al servizio d’istituto". LA SICILIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Alle prime ore di questa mattina, in Palermo, Balestrate (PA), Alcamo (TP), Custonaci (TP) e Giaveno (TO), i Carabinieri della Compagnia di Partinico (PA) hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di 11 indagati (di cui 9 destinatari della custodia cautelare in carcere e 2 dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza) che, secondo l’ipotesi accusatoria contenuta nel provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica, sarebbero ritenuti responsabili, a vario titolo, di spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione. L’indagine, condotta da marzo 2019 a settembre 2020, è scaturita da un incendio doloso che aveva interessato uno stabilimento balneare di Balestrate (PA). L’immediata attività investigativa ha consentito di far emergere la presenza, nel territorio balestratese e nei Comuni limitrofi, di due gruppi criminali attivi nell’approvvigionamento e nella commercializzazione di sostanze stupefacenti. Tali gruppi, sulla scorta del grave compendio indiziario raccolto, avrebbero gravitato attorno alle figure di due degli odierni indagati, che, in concorso con gli altri soggetti destinatari del provvedimento cautelare, sarebbero stati operativi uno nello spaccio di cocaina e l’altro nello spaccio di marijuana e altre droghe. Gli indagati, inoltre, avrebbero utilizzato anche un linguaggio criptico per comunicare tra loro cessioni e forniture di sostanze stupefacenti nel vano tentativo di eludere le captazioni telefoniche o ambientali. I militari dell’Arma, altresì, hanno documentato un episodio che allo stato appare di natura estorsiva, consistente in reiterate minacce da parte di uno degli indagati nei confronti di un uomo, al fine di costringerlo a saldare un debito maturato per l’acquisto di alcune dosi di stupefacente. Le attività di indagine, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, avevano già portato, nel febbraio 2020, all’esecuzione di un fermo di indiziato di delitto nei confronti di uno degli odierni indagati, il quale, sulla base delle risultanze investigative e in concorso con soggetti terzi avrebbe pianificato un’azione di fuoco in pregiudizio di un uomo, debitore nei suoi confronti di una somma di circa 45.000 euro, quale corrispettivo per l’acquisto di 1 kg di cocaina. TGR3SICILIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA PALERMO, 18 MAR - Una donna di 36 anni e un uomo di 57 anni sono stati arrestati dai carabinieri del Reparto territoriale di Termini Imerese, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palermo, con le accuse di omicidio e soppressione del cadavere di Carlo Domenico La Duca, un agricoltore di Termini Imerese. Sono la moglie e il miglior amico della vittima. Attraverso le indagini coordinate dalla procura di Palermo con intercettazioni, analisi dei tabulati, analisi immagini dei sistemi di videosorveglianza, assunzione di informazioni e acquisizioni informatiche e documentali, iniziate sin dalla scomparsa di La Duca il 31 gennaio 2019, sono emersi gravi indizi nei confronti della moglie e dell'amico che avrebbero avuto una relazione sentimentale clandestina. I due dopo avere pianificato l'omicidio, hanno attirato la vittima a Palermo nel terreno di proprietà dell' arrestato e lo hanno ucciso. Poi hanno portato la sua autovettura a circa 12 chilometri di distanza dal luogo del delitto per depistare le indagini. Le acquisizioni investigative hanno anche permesso di demolire gli alibi che i due avevano creato nel corso del tempo per tentare di allontanare l'attenzione degli inquirenti. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sfonda le porte di un condominio ed entra nell'appartamento di una donna. A Modica nel Ragusano i carabinieri hanno arresto un 27enne, che dovrà adesso rispondere di violazione di domicilio e lesioni personali. I militari sono intervenuti in uno stabile nel centro storico cittadino, dove il giovane, in preda ai fumi dell'alcol, aveva iniziato a prendere a calci tutte le porte degli appartamenti nel tentativo di abbatterle. Dopo aver ferito uno dei condomini che lo aveva affrontato per impedirgli di entrare nella propria casa, il 27enne era riuscito a intrufolarsi nell'abitazione di una signora, dove i militari, chiamati dai residenti e intervenuti tempestivamente, lo hanno bloccato. Dopo la convalida dell'arresto, è stato sottoposto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. RAGUSA: SFONDA PORTE PALAZZO E FERISCE UN CONDOMINO, ARRESTATO = Palermo, 17 mar. (Adnkronos) - Sfonda le porte di un condominio ed entra nell'appartamento di una donna. A Modica nel Ragusano i carabinieri hanno arresto un 27enne, che dovrà adesso rispondere di violazione di domicilio e lesioni personali. I militari sono intervenuti in uno stabile nel centro storico cittadino, dove il giovane, in preda ai fumi dell'alcol, aveva iniziato a prendere a calci tutte le porte degli appartamenti nel tentativo di abbatterle. Dopo aver ferito uno dei condomini che lo aveva affrontato per impedirgli di entrare nella propria casa, il 27enne era riuscito a intrufolarsi nell'abitazione di una signora, dove i militari, chiamati dai residenti e intervenuti tempestivamente, lo hanno bloccato. Dopo la convalida dell'arresto, è stato sottoposto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. TGR3SICILIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Operazione della polizia a Catania nei confronti di un sodalizio criminale operante nel rione San Giovanni Galermo. Sono scattati arresti per associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di droga. L'indagine è coordinata dalla direzione distrettuale antimafia
TGR3SICILIA
INSERITO DA MORENA MOTTA La donna, 36 anni, aveva contattato il capo segreteria particolare di Manlio Messina, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Raoul Russo per l'organizzazione di un evento, ma entrambi l'hanno denunciata Icarabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di Marianna Musotto, 36 anni, musicista palermitana, indagata per istigazione alla corruzione. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Palermo, su richiesta della procura. Musotto è accusata di avere promesso una tangente da 50mila euro per un evento musicale. Sarebbe stata la somma offerta da un intermediario all’assessore regionale siciliano al Turismo Manlio Messina che, però, non solo ha rifiutato ma ha denunciato tutto e incastrato presunti mandanti e l’intermediaria. I fatti risalgono all’aprile del 2021 quando un’intermediaria contattò il capo segreteria particolare di Manlio Messina, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Raoul Russo, proponendo un progetto per un evento importante, che prevedeva una sponsorizzazione della Regione per 500mila euro. L’intermediaria cercò allora di essere più persuasiva utilizzando una chat a tempo "coperta" da autodistruzione, nella quale i messaggi durano appena qualche secondo, ma non fece i conti con il fatto che l’assessore aveva pianificato una strategia per registrare tutti i messaggi. «I carabinieri si sono stupiti quando abbiamo deciso di denunciare tutto, spiegandoci che nella maggior parte dei casi i tentativi di corruzione o le corruzioni emergono da intercettazioni. Per noi la denuncia è stata normale e poi quando le pressioni sono così evidenti non si può non denunciare», dichiarò Raoul Russo, capo della segreteria particolare dell’assessore, commentando la tentata corruzione. «Sono stupito da tanto clamore - era stata la reazione dell’assessore Messina -. Ho solo fatto il mio dovere. Cioè denunciare chi voleva pagare una tangente. Per me è scontato andare a denunciare. Io speravo che facessero un passo falso per avere la prova in mano, non solo a voce, ma cartacea, per poterli denunciare. Ripeto: noi abbiamo fatto il nostro dovere, ma di più sull'indagine in corso non posso dire. Sono cose spiacevoli, la cosa più naturale era denunciare. Speriamo di avere aperto una strada, e che adesso siano in tanti a farlo». Le indagini sono condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, che nei mesi scorsi hanno effettuato alcune perquisizioni e sequestrato telefonini e computer. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. LASICILIA.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA La vicenda è emersa nel corso delle audizioni sulla condizione dei minori in Sicilia dell'antimafia regionale Una intera classe di prima elementare a Marsala composta da alunni che sono tutti figli di pregiudicati. A segnalarlo alla commissione regionale Antimafia, che ha chiuso dopo otto mesi di audizioni un’inchiesta sulla condizione dei minori in Sicilia, è stato Salvatore Inguì, direttore dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Palermo. Inguì era stato sentito in audizione dall’Antimafia il 14 settembre dell’anno scorso. «Mi ha chiamato la settimana scorsa un insegnante e mi ha fatto un elenco di bambini. Mi chiedeva se io li conoscessi. Li conoscevo tutti, me ne ha elencati ventidue. Qual è la caratteristica di questi bambini? Che sono tutti figli di soggetti con gravi pregiudizi penali. Io ho detto: "Ma perché mi fai questo elenco?". Guarda caso tutti questi bambini sono in una sola classe elementare, iniziano la prima elementare ed hanno messo in questa classe solo bambini di questo tipo». Secca la replica del presidente della Commissione Claudio Fava, come emerge dalla relazione finale approvata all’unanimità: «Forse questa è una cosa che merita di essere rapidamente segnalata perché mi sembra l’opposto di ciò che dovrebbe rappresentare il messaggio educativo e di comunità di una scuola. Soprattutto in una realtà, come quella siciliana, in cui il disagio sociale dei minori diventa la più formidabile occasione di reclutamento malavitoso. È importante capire se questo precedente sia un caso isolato o se piuttosto nelle periferie delle città siciliane la scelta di costruire classi ghetto dove ammassare i figli di genitori pregiudicati o reclusi sia una traccia non episodica. Sarebbe il segno di una sorta di rassegnazione istituzionale al destino già segnato di quei ragazzi e al contesto sociale in cui crescono». E Stefano Suraniti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, sentito dall’Antimafia il 12 ottobre dell’anno scorso, ha argomentato così: «Nella formazione delle classi tutte le scuole adottano dei criteri che sono poi quelli di creare classi al loro interno eterogenee. In alcune scuole però questo obiettivo è difficilmente raggiungibile perché probabilmente siamo nella condizione in cui c'è una più alta percentuale con svantaggio socio-economico, quindi nelle periferie ci può essere una maggiore incidenza di famiglie in difficoltà o di fatto assenti. E dove c'è una più alta incidenza di disagio e questo ovviamente incide anche sulla formazione, nel senso che sono classi più complesse da gestire. Ciò non toglie naturalmente che i nostri docenti abbiano gli strumenti relazionali, comunicativi ed anche didattici per cercare di gestire una classe complessa: ciò non toglie che il successo formativo di quella classe o di una parte della classe non è detto che sia raggiunto, proprio perché ci sono delle dinamiche esterne che influenzano il rendimento». Ma Anna Maria Alagna, dirigente scolastica dell'istituto Sturzo Asta di Marsala, finita nell'occhio del ciclone, non ci sta e annuncia querele: "In merito alle notizie diffuse sulla stampa “sulla classe ghetto a Marsala”, nella quale sarebbero iscritti ben ventidue bambini, figli di pregiudicati, intendo - ha scritto in una nota - annunciare che ho già adito le vie legali, a difesa del buon nome dell’Istituzione scolastica di cui sono Dirigente, del gruppo di lavoro che si occupa di formare le classi nel rispetto di obiettivi e deliberati criteri, oltre che mio personale, per querelare tale signor Inguì per le dichiarazioni false, tendenziose e prive di fondamento rese alla Commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava. Non si comprende da quali fonti l’Inguì abbia tratto le false informazioni che tanto discredito gettano su una scuola che, pur insistendo in un quartiere popolare, non è annoverata tra le 9 scuole dell’ambito 28 della provincia di Trapani destinatarie di interventi contro la dispersione scolastica, al contrario vanta una storia di successi educativi testimoniati dai numeri crescenti di iscrizioni. E’ appena il caso di ricordare che la scuola, ogni scuola, svolge una essenziale e instancabile azione educativa e di aperto contrasto ad ogni forma di illegalità. Per questo chiederò al presidente Fava di essere audita in Commissione dove sarà facile dimostrare, carte alla mano, l’infondatezza delle affermazioni di Inguì che per questa azione diffamatoria e calunniosa dovrà rispondere nelle sedi opportune. Altresì è mio dovere intraprendere ogni altra azione in autotutela nei confronti del docente che ha incautamente scatenato questa bufera mediatica, che se da un lato si abbatte sulla scuola, dall’altro servirà a fare chiarezza anche in merito alle procedure trasparenti e corrette con le quali si formano le classi. Di tutta la vicenda saranno informati gli organi scolastici territoriali e regionali”. FONTE LA SICILIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono 220.062 gli attuali positivi sull’isola (6.410 in meno rispetto a ieri). Di questi sono 894 i ricoverati con sintomi nei vari reparti ordinari Covid, mentre sono 66 le persone in terapia intensiva e nelle ultime 24 ore si registrano 9 nuovi ingressi Sono 4.884 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia nelle ultime 24 su 36.532 tamponi tra rapidi e molecolari processati. È quanto emerge dal bollettino giornaliero emesso dal ministero della Salute. Sale così a 831.421 il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza, mentre sono 220.062 gli attuali positivi sull’isola (6.410 in meno rispetto a ieri). Di questi sono 894 i ricoverati con sintomi nei vari reparti ordinari Covid, mentre sono 66 le persone in terapia intensiva e nelle ultime 24 ore si registrano 9 nuovi ingressi. Rispetto a ieri si contano 12.609 nuove persone dimesse o guarite per un totale di 601.678 dall’inizio dell’emergenza, mentre purtroppo si registrano altri 26 decessi (9.681 il totale).La Regione Sicilia comunica che 1341casi comunicati in data odierna sono relativi a giorni precedenti al 08/03/22 (di cui 1.070 del 07/03/22, 76 del 06/03/22,21 del 05/03/22, 38 del 04/03/22). I decessi comunicati oggi sono avvenuti: 8 il 08/03/2022 – 4 il 07/03/2022 – 2 il 06/03/2022 – 1 il 05/03/2022 – 1 il 04/03/2022 – 1 il 02/03/2022 – 2 il 01/03/2022 – 2 il 28/02/2022 – 2 il 27/02/2022 – 1 il 23/02/2022 – 1 il 22/02/2022 – 1 il 04/02/2022. I nuovi positivi sono così suddivisi tra le varie province dell’isola: Palermo 1.676, Catania 996, Messina 779, Siracusa 497, Ragusa 421, Trapani 595, Agrigento 710, Caltanissetta 318 ed Enna 233. FONTE SICILIA NEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il provvedimento del Tribunale etneo e denunciato il titolare Un noto stabilimento balneare di Catania è stato sequestrato dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Catania. I militari della Sezione Operativa Navale hanno individuato, da mare, dei lavori di escavazione e di sbancamento di materiale sabbioso nel litorale della Playa, eseguiti con l’utilizzo di un mezzo meccanico e per i quali non sarebbero stati richiesti i titoli autorizzativi, che avrebbero dovuto essere rilasciati dall’Ufficio del Demanio della Regione Siciliana. I Finanzieri - sulla base degli elementi acquisiti nell’attuale stato del procedimento, in cui non è stato ancora pienamente instaurato il contradittorio con le parti - hanno sequestrato la porzione di arenile interessata dai lavori, oltre il mezzo meccanico utilizzato per lo sbancamento, e hanno denunciato alla Procura il gestore dello stabilimento balneare per il reato di distruzione e deturpamento di bellezze naturali. Il gip del Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, ha convalidato il sequestro. L’attività si inserisce nel quadro delle attività svolte dalle Fiamme Gialle a tutela del territorio catanese e a contrasto dei reati ambientali. LA SICILIA