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sez. poesie di m. pappacoda

L’ECO DEL MARE

15 Dicembre 2010, 17:11pm

Pubblicato da michelepappacodaobbyenews.over-blog.it

 

 


Ma l’incontrollabile

mormorio del mare,

diventa spumeggiante

e si dipana,

come serpente impazzito

sull’esile battigia del sentirmi.



Lo percepisco a distanza

e mi fa tremare.



Dovrò credere

e attendermi

sulla riva della malinconia,

laddove

le ombre annegheranno

e brinderò alla magia

d’insolite nuvole,

che hanno smesso di piovere.



E tuffarmi,

nelle gelide acque dell’orgoglio,

per amare

e ritrovare il rosso dei coralli

o sostare,

su quest’isola baciata dal sole,

e ascoltare,

dal silente singulto

d’una nave ferma ad aspettare,

ancora una volta

il rumore del mare.
Michele Pappacoda

 

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GOCCIA SENZA TEMPO

15 Dicembre 2010, 17:10pm

Pubblicato da michelepappacodaobbyenews.over-blog.it

 

 






E mi confonde il tuo sguardo,

come la luna

quando è vicina

e mi sembra quasi di sfiorarla.

E mi sovviene il sapore di te,

quando l’attesa svanisce;

apro la porta

e sei lì a sorridermi

con gli occhi

di chi non sa aspettare.



M’investe

incontaminata magia.

Di nettare afrodisiaco mi nutro.

Su ogni fibra della pelle

scivola l’abbraccio

d’una vellutata sensazione.

E’ percezione pura la tua presenza

e la forza di resisterci,

naufraga,

tra gli scogli dei sensi.



Ma, da quelle fragili lacrime

che costeggiano i giorni,

rapiscimi il pianto.



Accompagnami

nel deserto proibito,

di chi chiede solo gioia,

e percorri con me il tuo destino.



Svestirò la mente

per lasciarmi andare al tuo richiamo.

Delle tue carezze mi disseterò,

mentre nascosta

agli argini del mio io

continuerò a pensarti,

a volerti,

a esisterti nel vento

quando furioso cede

la stanchezza al cielo.



Perché sono,

goccia senza tempo,

senza te.
Michele Pappacoda

 

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QUEL CHE ERA IERI. di M. Pappacoda

15 Dicembre 2010, 17:09pm

Pubblicato da michelepappacodaobbyenews.over-blog.it

 

 


Guarderemo insieme

la salita

dell’andare acerbo dei silenzi,

in distanze di pensieri

che non s’incontrano.



Chissà

se domani penseremo ancora

alla pioggia.

A ombrose lacrime

lasciate morire in dissolvenza

sulla brina ormai sciolta

e al vento,

mentre riporta a casa,

ogni dubbio.



E dove saranno

quei sentieri avvolti dai perché,

quando li ricopriva la neve

e scaglie di polvere,

li ossidava di rabbia.



Ma non pensiamoci.



Prendiamo dai ricordi,

quel che ricorderemo

e su rughe ricoperte di solchi,

incidiamo l’oggi

con tinte,

che mai andranno a chiedersi,

come sbiadirsi.



Quel che era ieri

l’ha portato via il tempo.



La vita

è soltanto un treno,

che di fermate ne ha poche,

in un torbido trascorrere di ore,

e sul tormento

sarà sua la vittoria,

se nell’esisterci,

continueremo ad esserci.
Michele Pappacoda

 

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Ho bisogno di te. di M.Pappacoda

15 Dicembre 2010, 17:08pm

Pubblicato da michelepappacodaobbyenews.over-blog.it

 

 


Ho bisogno di te, come un cucciolo di carezze, come un abbraccio di un amico quando si è tristi, vorrei che nella vita non ti mancassero mai le ali dell'amore, la speranza che può regalare un sorriso, la voglia di combattere per difendere le tue idee, la serenità e la sincerità di un amore vero, vorrei che chi desideri ti stesse sempre accanto per coccolarti e consolarti nei momenti di sconforto. Vorrei che non ti mancasse mai l'allegria, la voglia di vivere ne quella per affrontare cose nuove. Vorrei che il nostro amore trovasse finalmente la sua strada e restasse forte per affrontare qualsiasi prova e immune dai giudizi degli altri. Ed io che ti amo vorrei starti sempre vicino essere nei tuoi pensieri e nei tuoi desideri per sempre..

 

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DI ME E IL VOLO

15 Dicembre 2010, 17:07pm

Pubblicato da michelepappacodaobbyenews.over-blog.it

 

 

DI ME E’ IL VOLO



Piango.

Stasera

la luna non m’accompagna.

E’ nel suo cielo

immersa nel silenzio.

Forse…

una nuvola

ha distratto il suo ritorno.



Vivo

accanto una luce fioca

all’ombra d’un foglio bianco.

E non c’è respiro

tra lo scontrarsi e l’incontrarsi

d’un battito.

Non c’è vita.



Aspetto

stracciato dall’oblio

un alito di quiete,

orfano del passato,

nell’andare di giorni uguali.



Siedo

tra queste mura

dove su immagini stanche

dipingo ali di pensieri spenti.



Sogno

di aprire la finestra

dove di me è il volo,

e spiego,

su ali d’incanto

gli anni che mi restano,

al vento.
Michele Pappacoda

 

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AL CONFINE DEL CIELO. di M.Pappacoda

15 Dicembre 2010, 17:06pm

Pubblicato da michelepappacodaobbyenews.over-blog.it

 

 

 


Sarà

al confine del cielo

che sognerò di ali per volare

in un limpido arcobaleno



Sarà,

dove io sarò

l’immensità d’un attimo,

e ascolterò

la preghiera del vento

al mio risveglio.



E sarà,

al confine dell’eterno

a raggiungermi l’anima,

di chi

ha da perdere la vita,

ma non l’amore

per l’infinito,

quando

l’alba d’un mattino,

si chiederà di esserci

laddove nasce il vuoto

d’un respiro.



E sarà…

sarà allora

che librerò il mio canto,

chiuso,

nella solitudine amica

del silenzio.
Michele Pappacoda

 

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Tra sbarre di tulipani di M.Pappacoda

15 Dicembre 2010, 17:05pm

Pubblicato da michelepappacodaobbyenews.over-blog.it

 

 


Tra sbarre di tulipani è un incontro con la sofferenza dell’altro attraverso il segnale terribile che parte dalle lacrime per arrivare dentro, più dentro.
L’abbandono alle parole costa la scoperta di riuscire a denudarsi, anzi, il desiderio di affermare lo scontro diventa esigenza. L’altro diverso, l’altro in agonia, l’altro dietro le sbarre. In ginocchio. Il racconto di un’esperienza in affitto è la disperata empatia che coincide con un momento solo. Come un segno del destino o uno specchio non programmato in cui passano viaggi forse ingiusti. Difficili. E’ la ricostruzione di una gabbia metallica in cui rinchiudere le ossa deformate, da correggere in modo graduale e progressivo, in modo lento. Quasi punitivo o liberatorio. E’ la scoperta di esperienze sgozzate appartenenti a vite cadute, che ora aspettano, espiano, inermi. Da anni.
Michele Pappacoda

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Amore dell'Anima di M.Pappacoda

15 Dicembre 2010, 17:04pm

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Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
Michele Pappacoda

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Pensare ad un amica di M.Pappacoda

15 Dicembre 2010, 17:03pm

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Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto,quanto il ricordo di un amica,la gioia della sua confidenzao l'immenso sollievo di esserti tu confidato a leicon assoluta tranquillità:appunto perchè amica.Conforta il desiderio di rivederla se lontana,di evocarla per sentirla vicino,quasi per udire la sua voce e continuare colloqui mai finiti.
x Valeria Civale

 

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Poesia; Inno alla bellezza di M. Pappacoda

15 Dicembre 2010, 17:02pm

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Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divinopiovono senza scelta il beneficio e il crimine,e in questo ti si può apparentare al vino.
Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esaliprofumi come a sera un nembo repentino;sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un caliceche disanima il prode e rincuora il bambino.
Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;tu semini a casaccio le fortune e i disastri;e governi su tutto, e di nulla t'affanni.
Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidioti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.
Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!Quando si china e spasima l'amante sull'amata,pare un morente che carezzi la sua tomba.
Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la portam'aprono a un Infinito che amo e non conosco?
Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,luce, profumo, musica, unico bene mio,rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto??

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